Cronaca

Incendio in un appartamento, anziana salvata dai condomini

Attimi di paura nella frazione di San Nicolo' a Tordino per l'incendio di un appartamento al piano rialzato di un condominio di 4 piani, forse provocato dal corto circuito di un elettrodomestico nella cucina. L'anziana che vive in quella casa, una donna ultra ottantenne, e' stata portata in salvo da altri condomini, mentre l'abitazione e la tromba delle scale si riempivano di denso e acre fumo. Soccorsa e assistita da personale del 118, l'anziana non ha riportato ferite ma solo un forte stato di agitazione per lo spavento.

L'intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Teramo ha impedito che le fiamme si propagassero agli altri piani della palazzina, ma non sono riusciti ad evitare la quasi completa distruzione di almeno due locali dell'appartamento, poi dichiarati inagibili. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della locale stazione. 

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Indagine Zooprofilattico, chiesta l’archiviazione per D’Alfonso 

Il sostituto procuratore della Repubblica dell'Aquila Fabio Picuti ha chiesto l'archiviazione per tutti gli otto indagati dalle accuse di abuso d'ufficio e falso nell'ambito dell'inchiesta relativa a uno dei due filoni sull'iter e sulla scelta della nomina dell'ex rettore dell'Universita' di Teramo, Mauro Mattioli, alla direzione generale dell'Istituto Zooprofilattico "Caporale": una vicenda che vede tra gli indagati il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso. Sul secondo fascicolo sull'Izs, sempre curato da Picuti, innescato dalla denuncia di un alto dirigente del ministero della Salute che faceva parte della commissione incaricata di selezionare il direttore, era stata gia' presentata al gip del tribunale del capoluogo una richiesta di far cadere le accuse. Si tratta della prima istanza di archiviazione nei vari procedimenti in cui e' indagato D'Alfonso, dai quali e' nato quello sullo Zooprofilattico di cui e' figlia, dal momento che in uno dei fascicoli sono presenti intercettazioni che risalgono all'indagine sulla ricostruzione di palazzo Centi, il fronte principale della maxi inchiesta sugli appalti della Regione divampata nei mesi scorsi con 11 filoni aperti e una trentina di indagati complessivi. Nei passaggi burocratici e di merito che hanno portato alla nomina di Mattioli, era stata contestata la mancanza di univocita' di giudizio sui requisiti in possesso del candidato. Secondo quanto si e' appreso, infatti, per alcuni aspiranti l'idoneita' a concorrere al prestigioso incarico sarebbe stata votata all'unanimita', mentre su quella di Mattioli ci sarebbero stati anche pareri negativi, a dispetto dei quali, comunque, e' stato scelto. Ciononostante, la richiesta di Picuti nasce perche', secondo il rappresentante dell'accusa, non si ravvisano violazioni della legge nella nomina. L'istanza del pm risale a una decina di giorni e dovra' essere valutata dal gip. I due fascicoli di inchiesta erano affidati uno gia' in origine allo stesso Picuti, l'altro al sostituto Antonietta Picardi, titolare anche dell'inchiesta su palazzo Centi e gli altri lavori pubblici. Quest'ultima, comunque, per il filone Zooprofilattico aveva gia' richiesto l'archiviazione. Oltre a D'Alfonso, sono sotto inchiesta la dipendente regionale dell'ufficio Verifica atti del presidente e della Giunta Irene Ciabini, il presidente dell'Izs, Manola Di Pasquale, l'attuale rettore dell'Ateneo teramano ed ex presidente Tua, Luciano D'Amico, l'ex dirigente dello staff di D'Alfonso, Ernesto Grippo, l'attuale direttore generale della Regione, Vincenzo Rivera, l'ex dirigente della segreteria del governatore, Claudio Ruffini, e infine il dirigente dell'avvocatura regionale Stefania Valeri.

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Dal Tar stop a fondi antiludopatia, con 9 regioni gia’ pronte 

La sentenza del Tar Lazio, che su ricorso del Codacons ha annullato i piani regionali antiludopatia, alimentati da un fondo nazionale di 50 milioni di euro, ha riflessi soprattutto sulle nove regioni italiane che ad oggi si sono dotate di un piano di contrasto al gioco patologico e sono quindi teoricamente pronte a realizzarlo. Fra queste, spiega l'agenzia specializzata Agipronews, la Lombardia, alla quale in sede di ripartizione e' toccata la fetta piu' grande, 8,2 milioni di euro e che gia' nei mesi scorsi ha finanziato con due milioni di euro un bando che prevede diverse linee d'azione: informazione e comunicazione, formazione, ascolto e orientamento mappatura e contestuale azione di controllo, azioni no slot, controllo e vigilanza, ricerca. Fra le regioni "pronte" c'e' anche il Lazio, che il 22 marzo 2017 ha presentato un Piano regionale per il contrasto del gioco patologico da 14,4 milioni, nel quale confluisce anche una porzione del fondo nazionale, pari a 4,8 milioni. Le altre sono la Toscana, a cui toccano 3,1 milioni dei 50 stanziati dal fondo, il Veneto (4 milioni), l'Abruzzo (1,1), la Calabria (1,6), il Friuli (1), la Puglia (3,4) e il Piemonte (3,6). Il Tar del Lazio ha accolto un ricorso del Codacons che contestava l'illegittimita' dei criteri seguiti per l' assegnazione dei finanziamenti e ha ritenuto che la mancata consultazione dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia costituisce "un rilevante vulnus procedimentale il quale, elidendo l'efficacia della fase consultiva, comunica la propria illegittimita' all'intero seguito procedimentale di approvazione dei Piani di attivita', di erogazione delle risorse e di successiva attribuzione delle stesse ai soggetti eventualmente indicati nei medesimi Piani". L'art. 1 della legge n. 288, del 28 dicembre 2015, stabiliva che "al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d'azzardo patologico (GAP), come definito dall'Organizzazione mondiale della sanita', presso il Ministero della salute, e' istituito il Fondo per il gioco d'azzardo patologico (Gap). Il Fondo e' ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute. 

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Teramo, Enzo Decaro all’Università

 Si terrà venerdì 20 ottobre, alle ore 10.30, nell'Aula Magna del Campus universitario Aurelio Saliceti la 45a Sessione di proclamazione delle lauree in Scienze della Comunicazione. Testimonial della cerimonia sarà Enzo Decaro, attore e autore teatrale e cinematografico. La proclamazione dei 31 laureandi si svolgerà in forma solenne con il rettore Luciano D'Amico, il preside Stefano Traini e il corpo docente della Facoltà. Enzo Decaro, laureato in Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli, dopo le prime esperienze giovanili in palcoscenico fonda con Lello Arena e Massimo Troisi il trio comico "La Smorfia", col quale esordisce in televisione nel 1977 con lo show di RaiUno Non Stop, seguito da La sberla (1978), Luna Park (1979) Effetto smorfia (1980), Bum Bum all'italiana (1982) e Come quando fuori piove (1984). Scioltosi il gruppo comico, la sua carriera di autore, attore e regista si divide tra teatro, televisione e cinema. Intensa la sua attività in ambito cinematografico. Come regista ha diretto Prima che sia troppo presto (1982) David di Donatello per l'opera prima, Io Peter Pan (1989) e Ladri di futuro (1990). Attore di film e serie televisive, dal 2005 veste i panni del marito di Veronica Pivetti nella fiction Provaci ancora prof. Nel 2011 ha partecipato al progetto curato da Massimo Ranieri per riportare in televisione, su Rai Uno, la commedia di Eduardo De Filippo. 

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Nel 2016 si sono verificati in Abruzzo 3.037 incidenti stradali

Nel 2016 si sono verificati in Abruzzo 3.037 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 76 persone e il ferimento di altre 4.584. Rispetto al 2015, diminuiscono sia gli incidenti (-5,6%) che i feriti (-5,0%), in controtendenza rispetto ai dati rilevati nell'intero Paese (rispettivamente +0,7% e +0,9%); il numero di vittime della strada diminuisce del -9,5%, piu' del doppio della media nazionale (-4,2%). I Programmi d'azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. Nella regione Abruzzo, nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 53,0%, piu' della media nazionale (-42,0%); nel periodo 2010-2016 si registrano variazioni, rispettivamente di -3,8% e -20,2%. Sempre fra 2010 e 2016, l'indice di mortalita' sul territorio regionale e' aumentato da 1,9 a 2,5 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale e' rimasto inalterato (1,9) (Cartogrammi in allegato). In Abruzzo, nel 2016, l'incidenza degli utenti vulnerabili per eta' (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, e' superiore alla media nazionale (50,0% contro 46,1%) con la differenza piu' ampia fatta registrare dagli ultrasessantaquattrenni (Abruzzo 40,8%, Italia 31,8%). 

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell'incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione e' inferiore nel 2016 a quello nazionale (42,1% contro 49,3%). Tuttavia, negli ultimi sei anni (2010-2016) l'incidenza di pedoni deceduti e' cresciuta di piu' in Abruzzo (da 12,7% a 15,8%) che nell'intero Paese (da 15,1% a 17,4%). I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla societa' a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2016, il costo dell'incidentalita' con danni alle persone e' stimato in oltre 17 miliardi di euro per l'intero territorio nazionale (286,8 euro pro capite) e in poco piu' di 341 milioni di euro (257,6 euro pro capite) in Abruzzo; la regione incide per quasi il 2% sul totale nazionale. Tra il 2015 e il 2016, l'indice di lesivita' rimane sostanzialmente stabile a circa 151 feriti ogni 100 incidenti; l'indice di mortalita' diminuisce leggermente da 2,6 a 2,5 decessi ogni 100 incidenti e quello di gravita' (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) passa da 1,7 a 1,6. L'indice di mortalita' cresce nei comuni di Chieti e Pescara mentre diminuisce nei comuni di L'Aquila e Teramo (Figura 3). La pericolosita' e' alta lungo le Strade Statali 83 (Marsicana) e 650 (Fondo Valle del Trigno).

Nel 2016 il maggior numero di incidenti (2.012, il 66,2% del totale) si e' verificato sulle strade urbane, provocando 29 morti (38,2% del totale) e 2.850 feriti (62,2%). Rispetto all'anno precedente i sinistri diminuiscono dell'8,7% in ambito urbano e aumentano sulle autostrade (+5,0%); rimangono stabili sulle strade extraurbane (+0,1%). Gli incidenti piu' gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane (5,3 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,2 ogni 100). La maggior parte dei sinistri stradali avviene in media lungo un rettilineo (45,1%), sia sulle strade urbane (43,2%) che su quelle extraurbane (48,9%). In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di una intersezione rappresentano il 21,9% del totale, seguono quelli che si verificano in corrispondenza degli incroci (21,5%) e in curva (7,2%). Lungo le strade extraurbane il 25,3% degli incidenti si verifica in curva, il 10,8% nei pressi di una intersezione Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti e' piu' elevata, in coincidenza con la maggiore mobilita' legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 1.408 incidenti (il 46,4% di quelli avvenuti durante l'anno) in cui hanno subi'to lesioni 2.032 persone (44,3%) e 34 sono decedute (44,7%, Figura 5). Oltre il 76% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20, ma l'indice di mortalita' raggiunge i valori piu' elevati nella fascia oraria tra le 6 e le 7 (11,5 morti ogni 100 incidenti) e tra le 5 e le 6 della notte (11,1), con valori di molto superiori alla media giornaliera (2,5). L'indice di mortalita' dei soli incidenti notturni e' pari a 4,4 decessi ogni 100 incidenti. Il venerdi' e il sabato notte si concentrano il 42,3% degli incidenti notturni, il 38,9% delle vittime e il 44,8% dei feriti.

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Reti da pesca vicine alla costa, sequestro tra Casalbordino e Vasto

Il personale della Guardia Costiera di Vasto ha individuato e recuperato in acqua 1.100 metri di reti da posta posizionate a distanza ravvicinata dalla costa, prive di ogni segnale regolamentare, come invece previsto dalle vigenti norme, e quindi anche pericolose per la navigazioneal largo del litorale compreso tra Casalbordino e Vasto, nell'ambito di controlli tesi a verificare il rispetto delle normative ambientali e sulla pesca. Il pescato trovato all'interno dell'attrezzatura e' stato liberato in mare

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Bancarotta fraudolenta, condannati marito e moglie a Chieti

 Il Tribunale di Chieti ha condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione  moglie e marito, accusati di bancarotta fraudolenta. Nei loro confronti e' stata disposta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il pm Lucia Campo aveva chiesto la condanna a 5 anni. L'accusa di bancarotta nasce dal fallimento della Saninvest srl, societa' che gestiva una casa di riposo di Pennapiedimonte, fallimento deciso dal Tribunale di Chieti nel 2013. Societa' della quale il marito e' stato sia amministratore unico che consigliere di amministrazione mentre la moglie era presidente del Cda. I due, secondo l'accusa, dai conti della societa' avrebbero distratto 98.500 euro, quindi 130.000 euro. Inoltre altri 54.165 euro furono distratti e usati per spese personali per comprare mobili, pelletteria, oro e telefonia. Tra i beni distratti anche un'auto Nissan, una fotocopiatrice, due personal computer e monitor, un centralino telefonico. Inoltre, per favorire la moglie a danno dei dipendenti creditori, disposero il pagamento degli stipendi per oltre 56.574 euro. Il Tribunale ha condannato entrambi al risarcimento dei danni, in separato giudizio, a favore delle sei parti civili ovvero altrettanti soci di minoranza della Saninvest, assistite dall'avvocato Maria Laura Stuppia. Moglie e marito sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Guglielmo Flacco e Alessandra Di Ciano. 

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Teramo, al via ‘Percorsi inclusivi’

Percorsi di orientamento e tirocini retribuiti per 65 utenti in stato di poverta' ed esclusione sociale. Sono quelli attivati con il progetto "Percorsi Inclusivi" realizzato attraverso le risorse stanziate dalla Regione Abruzzo con l'avviso pubblico "Abruzzo Include". A presentarli, questa mattina al Bim, l'assessore alle politiche sociali del Comune di Teramo Eva Guardiani, il sindaco di Montorio Gianni Di Centa, il commissario della Comunita' montana del Gran Sasso Nando Timoteo, il presidente dell'Unione dei Comuni montani della Laga Daniele Palumbi, il referente del Centro per l'impiego di Teramo, Fabrizio Quarchioni, i delegati di EventItalia, Humangest e Cna. I beneficiari del progetto saranno 65 utenti, anche nuovi richiedenti, dei servizi sociali degli ambiti distrettuali sociali "Teramo" e "Gran Sasso-Laga", che versino in condizioni di disagio e di esclusione sociale. Le domande vanno presentate entro le 12 del prossimo 14 novembre. Sara' data priorita' a persone con eta' superiore ai 45 anni e in situazione di poverta' certificata da Isee inferiore a 6mila euro.

In programma anche attivita' di supporto psico-socio-educativo durante tutta la durata del percorso ed azioni di accompagnamento, assistenza e tutoraggio durante il tirocinio. Tra i 65 destinatari dell'intervento, verranno ulteriormente selezionati 12 utenti gravati da carichi di cura dei propri familiari conviventi ai quali sara' riconosciuto un ulteriore rimborso, a copertura dei costi sostenuti per la partecipazione al progetto.

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Nomina allo Zooprofilattico di Teramo, indagato il Governatore dell’Abruzzo

La Procura della Repubblica dell'Aquila sta indagando sull'iter e la scelta della nomina di Mauro Mattioli alla direzione generale dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo, vicenda che vede tra gli indagati il governatore abruzzese, Luciano D'Alfonso. Secondo l'accusa sui requisiti in possesso dell'ex rettore dell'Universita' di Teramo non ci sarebbe stata univocita' di giudizio nei passaggi burocratici e di merito che hanno portato alla nomina. Si tratta di un'inchiesta che si compone di due fascicoli innescati da due denunce, una delle quali presentata dal rappresentante del ministero della Salute: un fascicolo e' coordinato dal sostituto procuratore Fabio Picuti, l'altro ha visto fino a poche settimane fa come titolare il pm Antonietta Picardi, ora trasferita presso la Procura della Cassazione. Il primo, secondo quanto si e' appreso, e' avviato verso l' archiviazione, nel secondo, che il procuratore capo, Renzo, deve assegnare ad un altro pm, ci sono otto indagati con la ipotesi di reato di abuso d'ufficio e falso. Oltre a D'Alfonso, sono sotto inchiesta Irene Ciabbini, il presidente dell'Izts Manola Di Pasquale, l'ex dirigente dello staff di D'Alfonso, Ernesto Grippo (sentito dal magistrato) l'attuale direttore generale della Regione, Vincenzo Rivera, l'ex dirigente della segreteria del governatore, Claudio Ruffini, e infine il dirigente dell' avvocatura regionale Stefania Valeri. Agli indagati e' stata notificata la richiesta di proroga delle indagini, a breve dovrebbe esserci l'avviso di conclusione. 

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