E' in corso un'operazione dei carabinieri con arresti e perquisizioni tra la Capitale, i Castelli Romani, l'Abruzzo e la Sicilia, finalizzata a smantellare una banda di violenti usurai. Cinque gli arrestati. L'indagine dei carabinieri della compagnia di Palestrina, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e' nata dagli sviluppi investigativi che portarono alla liberazione di un cittadino albanese, sequestrato agli inizi dell'anno dopo essere caduto nella trappola degli aguzzini a cui doveva restituire i soldi di un prestito. L'uomo fu segregato e picchiato finche' non venne liberato, dopo 3 giorni di prigionia, grazie a un blitz dei carabinieri che riuscirono a individuare il nascondiglio dei sequestratori in un casolare abbandonato nelle campagne di Albano Laziale, vicino Roma.
Leggi Tutto »Tartufo, in Abruzzo forte calo di produzione
Tra i prodotti penalizzati dalla grande siccità estiva c’è anche il tartufo, che in Abruzzo farà registrare un calo drastico della produzione annuale con il conseguente aumento dei prezzi. Il tartufo bianco viene quotato in questi giorni, nelle prime settimane di raccolta, su valori anche di 3500 euro il chilo. Ma non va diversamente per il più “economico” tartufo nero (varietà “uncinato”), che raggiunge quotazioni anche di 400 euro al chilo determinate da una estate caldissima e precipitazioni praticamente assenti. Per Coldiretti Abruzzo, che in alcune zone stima un calo di produzione anche del 90%, si tratta di una batosta per un settore di nicchia che comunque in regione coinvolge oltre 7mila cavatori per almeno 200 quintali di tartufo (stime sicuramente al ribasso, soprattutto considerando che negli ultimi anni sono nati numerosi impianti tartufigeni causa delle ottime prospettive di mercato) su un territorio che per il 35% ha caratteristiche idonee al nero pregiato, per il 27% a quello bianco, presente spontaneamente tra i 500 e i 900 metri di altitudine mentre. “Anche se per le precipitazioni si spera nelle prossime settimane, a far innalzare il prezzo sono state le condizioni climatiche non favorevoli perché’ il Tuber magnatum Pico (bianco) – sottolinea la Coldiretti – si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Con l’autunno – precisa la Coldiretti – si moltiplicano lungo tutto lo stivale le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo che coinvolge in Italia circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro, tra fresco e trasformato. Si tratta di appuntamenti che rappresentano una ottima occasione per acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti ma anche per difendersi dal rischio dell’inganno con la vendita di importazioni low cost spacciate per italiane.
Per questo la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea la Coldiretti – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.
In abruzzo, ma anche in Piemonte e nelle Marche, in Toscana e in Umbria fino ad arrivare in Calabria passando per Lazio e Molise, sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. La ricerca dei tartufi praticata già dai Sumeri – riferisce la Coldiretti – svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore.
Il tartufo – riferisce la Coldiretti – è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia – spiega la Coldiretti – il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.
I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina – conclude la Coldiretti – il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, invece va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi.
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‘Ndrangheta, inizia a Pescara il processo con 108 imputati
Costituzione delle parti, questa mattina in tribunale a Pescara, nella prima udienza del processo scaturito dall'operazione "Isola felice", condotta da carabinieri e Direzione distrettuale antimafia nel settembre 2016, che alzo' il velo sulla presunta penetrazione della criminalita' organizzata di matrice 'ndranghetista in Abruzzo e in particolare nel vastese. Sono 108 gli imputati coinvolti nel processo. Nell'ambito dell'operazione, lo scorso anno, furono eseguite 25 misure cautelari, con la contestazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli arrestati, e furono sequestrati oltre 300 chili di droga, insieme a fucili, mitragliatori, pistole e munizioni. Il tribunale collegiale presieduto dal giudice Rossana Villani ha aggiornato l'udienza al prossimo 12 febbraio, rinnovando le notifiche, non andate a buon fine, nei confronti di una quindicina di imputati. Al contempo il tribunale ha disposto l'ordine di traduzione dal carcere per alcuni imputati, che attualmente risultano detenuti per reati connessi ad altre vicende. L'inchiesta, complessivamente, coinvolge sei regioni, anche se il fulcro dell'indagine, racchiusa in un dossier di circa 600 pagine, riguarda Abruzzo e Molise, che secondo l'accusa - rappresentata dal pm della Procura dell'Aquila Stefano Gallo - avrebbero avuto un ruolo fondamentale nei tentativi di espansione della 'ndrangheta nel resto d'Italia. Sotto la lente, soprattutto i territori di Vasto e San Salvo, che sarebbero state le basi operative del clan Ferrazzo di Mesoraca. Alla base delle indagini, il sequestro avvenuto nel 2010 a Pescara e da qui la competenza territoriale del tribunale del capoluogo adriatico. Le indagini hanno portato i carabinieri a scoprire un presunto traffico di cocaina tra Italia e Sud America e di individuare una raffineria che l'organizzazione criminale aveva realizzato in una abitazione di San Salvo, dove fu scoperto anche un deposito di armi. Alcuni mesi dopo, a Termoli, venne alla luce un autentico arsenale e ulteriori sequestri furono effettuati in Piemonte e in Calabria.
Leggi Tutto »Presunti maltrattamenti a scuola, torna in libertà la maestra arrestata
E' stata rimessa in liberta' la maestra di 64 anni, insegnante della scuola elementare di Zanni, a Pescara, finita agli arresti domiciliari, nei giorni scorsi, per presunti maltrattamenti ai danni di alcuni alunni. La donna, assistita dall'avvocato Emanuele Dell'Elce, questa mattina in tribunale a Pescara, nel corso dell'udienza di convalida, si e' avvalsa della facolta' di non rispondere. Il Gip Antonella Di Carlo ha convalidato la misura cautelare, ma ha disposto l'interdizione dall'insegnamento. La maestra e' stata arrestata in flagranza, dai carabinieri della compagnia di Pescara, che l'hanno sorpresa mentre stava strattonando una bambina. Le indagini, iniziate a fine settembre e durate diversi giorni, sono partite in seguito ad un esposto presentato da alcuni genitori, che avevano denunciato pizzicotti, strattonamenti e tirate di capelli ai danni di alcuni bambini. Dalle immagini carpite dalle telecamere piazzate dai carabinieri, sarebbe emerso che la 64enne aveva instaurato un clima di tensione e che i bambini, di eta' compresa tra i nove e i dieci anni, erano spaventati ed intimoriti.
Leggi Tutto »Lungofiume Saline a Montesilvano, installati i pali per l’illuminazione
«L’apertura al traffico della nuova Lungofiume Saline inciderà significativamente sulla viabilità di tutta l’area, snellendo notevolmente il congestionato traffico attualmente presente su via Vestina. Parallelamente ai lavori di competenza provinciale per la realizzazione della nuova arteria, abbiamo affidato le opere di installazione della pubblica illuminazione, necessarie per il completamento di tutto l’intervento, a tutela della sicurezza degli automobilisti».
A dirlo è l’assessore ai Lavori Pubblici Valter Cozzi. Sono in fase di ultimazione in questi giorni, infatti, i lavori per l’installazione dei pali e dei corpi illuminanti, nel tratto tra via Tamigi e via Inn.
Il costo complessivo dell’intervento, finanziato con fondi CIPE, è di 15 milioni e 813 mila euro e prevede la realizzazione, ad opera della Provincia, del collegamento tra la variante SS 16 e i Comuni di Montesilvano e Città S. Angelo, con tre grandi infrastrutture, ossia i tre ponti sul Saline.
«Vogliamo che i cittadini di Montesilvano e tutti coloro che quotidianamente si riversano in questa zona - dichiara Cozzi - possano finalmente usufruire di questa importante opera che assorbirà il traffico di via Vestina. Tutti i giorni il Lungofiume viene percorso da migliaia di veicoli, che si muovono tra Montesilvano, Città Sant’Angelo e la zona del casello autostradale, nonché l’hinterland vestino. Aprire questa strada significherà ridurre notevolmente i tempi di percorrenza. Ecco perché abbiamo voluto collaborare attivamente con la Provincia di Pescara, occupandoci direttamente dell’installazione dei pali della Pubblica Illuminazione. Nei prossimi giorni daremo alla Provincia tutte le indicazioni necessarie per realizzare la segnaletica stradale, importantissima a tutela della sicurezza della viabilità, giungendo così in tempi brevi all’apertura al traffico del nuovo tratto».
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E’ morto a Pescara Piero D’Andreamatteo
E' morto a Pescara, a 73 anni, Piero D'Andreamatteo, gia' sindacalista Cgil, consigliere comunale a Pescara dal 1985 al 1990, assessore e consigliere della Regione Abruzzo dal 1988 al 1992, deputato dal 1992 al 1994. "E' stato un socialista coerente e combattivo - ricorda il deputato Gianni Melilla (Art.1-MDP) - Era della sinistra socialista che aveva come leader Riccardo Lombardi". Ricorda ancora Melilla che D'Andreamatteo "dalla Cgil passo' al Psi ed e' stato un protagonista della politica pescarese e abruzzese sino a meta' degli anni '90". "L'ho rivisto impegnato nella campagna per il No al referendum costituzionale - prosegue il parlamentare pescarese - era contro la proposta renziana e ha partecipato a varie iniziative sempre con la stessa passione socialista. Sono vicino al dolore della famiglia e della comunita' socialista pescarese e abruzzese". "Con Piero D'Andreamatteo se ne va un altro nome della passata generazione politica - dichiara in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini - Quello di un uomo che tra luci e ombre ha vissuto una stagione della politica nazionale e locale piena di fermenti e trasformazioni, di cui e' stato sicuramente interprete di primo piano e a vari livelli". Il coordinatore provinciale di Pescara di Forza Italia, Carlo Masci, esprime in una nota, insieme al coordinatore regionale di Fi, Nazario Pagano, "profondo cordoglio per la prematura scomparsa di D'Andreamatteo. Un politico socialista d'altri tempi, la cui vita e' stata sempre intrisa di impegno civile verso le persone piu' disagiate e caratterizzata dalla volonta' di contribuire attivamente all'equilibrato sviluppo sociale ed economico del nostro Abruzzo".
Leggi Tutto »Ricettazione e riciclaggio di mezzi industriali, un arresto e otto denunce
Un arresto e otto denunce per un vasto giro di ricettazione e riciclaggio di mezzi industriali per movimento terra, quali camion ed escavatori, e 250 pannelli solari. Il gip di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio, ha posto ai domiciliari un 40enne di Civitaluparella. La merce recuperata, del valore di 200 mila euro, proviene da furti avvenuti nelle province di Chieti , L'Aquila e Salerno. L'indagine e' stata avviata nel dicembre 2016 dai carabinieri della compagnia di Atessa, coordinati dal luogotenente Federico Ciancio
Leggi Tutto »Esercitazione del sistema 118 a Palena
L’esercitazione è stata pianificata per testare la tempistica di intervento della colonna mobile della C.O. 118 di Chieti, testare le telecomunicazioni, coinvolgere la popolazione residente e gli studenti, informandoli sui corretti comportamenti da adottare in caso di terremoto.
“Nell’ambito delle attività di potenziamento e miglioramento di tutte le fasi della programmazione, attivazione e valutazione del sistema di emergenza urgenza della nostra regione abbiamo voluto porre quattro direttrici fondamentali e per noi imprescindibili, che hanno rappresentato e si sono tradotte in specifici atti e provvedimenti regionali. Il primo il Decreto 95 del settembre 2015 che ha approvato un nuovo programma di qualificazione della rete emergenziale territoriale. In sede programmatoria, la rete dell’emergenza territoriale della nostra regione è stata potenziata sia sul piano numerico che sul livello assistenziale: le ambulanze 118 sono aumentate da 53 a 59 e quelle con medico a bordo da 31 a 40, superando lo standard massimo del Decreto Lorenzin che ne prevede una ogni 60.000 abitanti”, afferma l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.
“Nella sola provincia di Chieti le ambulanze medicalizzate sono state aumentate con un impegno imponente da 8 a 14. Abbiamo voluto così dare sicurezza e qualità di assistenza ai cittadini garantendo una copertura di intervento nei tempi massimi previsti dalle reti salva vita su tutto il territorio regionale. La seconda direttrice è data dal Decreto 96 dell’ottobre 2015, in cui per la prima volta, per passare dalle parole ai fatti, si è deciso di destinare una quota parte, pari a 3 milioni di euro, del fondo della G.S.A. al finanziamento di interventi operativi attraverso l’acquisto di mezzi di soccorso occorrenti al sistema regionale, sulla base delle indicazioni dei fabbisogni che abbiamo richiesto alle Aziende Sanitarie, per un totale di 30 mezzi finalizzati sia alla sostituzione di mezzi obsoleti che di nuove postazioni. Riteniamo, inoltre, indispensabile la formazione e l’aggiornamento di tutto il personale coinvolto nell’emergenza a qualsiasi titolo. La formazione non dovrà essere solamente teorica – prosegue Paolucci – ma dovrà prevedere anche la fase pratica con particolare attenzione alla metodologia formativa della simulazione, in grado di assicurare una riduzione del rischio clinico, e per questo risulta indispensabile uniformare i percorsi formativi e programmare la formazione di tutto il personale nelle diverse articolazioni della rete. Questa è la terza ragione che ci ha mosso, con il Decreto Commissariale 102 del novembre 2015, con il supporto del CREA ad attivare per la prima volta percorsi formativi unificati per gli operatori sanitari idonei a creare una uniformità di comportamento organizzativo e professionale su tutto il territorio regionale. In ultimo, abbiamo voluto adeguarci alle Direttive Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri garantendo una direzione unitaria e un coordinamento delle attività di soccorso per fronteggiare le maxi emergenze e gli eventi calamitosi della nostra regione. Per questo abbiamo individuato la figura di un referente regionale che sta curando l’elaborazione di un Piano Regionale delle Maxi emergenze ( Dott. Albani DEA P.O. Pescara). Con questa modalità faremo fronte alla necessità di assicurare, in emergenze di protezione civile, il necessario coordinamento dei soccorsi sanitari e l’interfaccia informativa ed operativa tra i servizi sanitari regionali, le strutture regionali di protezione civile e il dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del servizio Nazionale della Protezione Civile. In conclusione – dichiara Paolucci- ho colto con soddisfazione il parere che ci è giunto dai Tavoli Tecnici Ministeriali nell’ultima riunione del 26/7/2017, laddove è stato apprezzata, la integrazione delle postazioni 118 con i Pronto Soccorso tramite l’adeguamento di un software gestionale con le caratteristiche di un cruscotto accessibile in rete, in tempo reale, per la gestione informatizzata dei posti letto afferenti alle strutture coinvolte nel sistema emergenziale”.
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La professione infermieristica nella gestione delle emergenze sul territorio. Convegno Ipasvi Teramo
Il 20 e 21 ottobre un convegno organizzato dal Collegio Ipasvi Teramo per fare il punto su esperienze, tecniche e buone pratiche da adottare nel soccorso alla popolazione
Il Centro Italia sta provando a lasciarsi faticosamente alle spalle un anno difficilissimo, iniziato il 24 agosto 2016 con il terremoto che ha colpito Amatrice e Arquata del Tronto, proseguito con il sisma del 30 ottobre 2016 con epicentro a Norcia e culminato con la nevicata, epocale, del gennaio 2017, aggravata dalle scosse telluriche del 18 gennaio. L’Abruzzo è stato colpito pesantemente dal micidiale mix di eventi naturali, richiedendo uno sforzo senza precedenti alla macchina dei soccorsi che ha coinvolto tutte le istituzioni, le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato.
Tra le categorie impegnate in prima linea nell’assistenza alla popolazione in casi di calamità naturali c’è quella degli infermieri. Per questo motivo il Collegio Ipasvi della provincia di Teramo ha inteso organizzare un convegno dal titolo “La professione infermieristica nella gestione delle emergenze sul territorio”. L’evento si è svolto il 20 e 21 ottobre, nell’Aula Magna “Benedetto Croce” del Campus universitario di Coste Sant’Agostino, a Teramo. Nel corso dei due giorni interverranno esponenti di spicco delle istituzioni e categorie coinvolte nella gestione delle emergenze: ognuno di loro metterà a disposizione dei presenti l’esperienza maturata, evidenziando le buone pratiche che potranno confluire in un protocollo operativo da adottare in caso di necessità.
“Abbiamo pensato a questo evento non soltanto come evento formativo, dove illustrare a colleghi, volontari e cittadini come si agisce e quali siano le fasi che caratterizzano l’organizzazione, a tutti i livelli, di un intervento in caso di grave calamità, ma anche come atto di stima e solidarietà nei confronti di tutta la popolazione colpita – dichiarano il Presidente del Collegio Ipasvi Teramo, Cristian Pediconi, ed i consiglieri Roberto Di Mattia, Andrea Fini, Francesco Visciotti e Pasquale Lisciani tra i principali promotori della due giorni – E’ con questo sentimento che lavoriamo da oltre sei mesi all’organizzazione dell’evento che ci permetterà di avere ospiti di caratura nazionale, come, per la prima volta nella città di Teramo, il presidente della Federazione Nazionale, Barbara Mangiacavalli”.
Il convegno “La professione infermieristica nella gestione delle emergenze sul territorio” si è aperto venerdì 20 ottobre, alle ore 14:30, con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Luciano D’Amico, del Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, del Direttore Generale della Asl di Teramo, Roberto Fagnano e dell’Assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. La prima sessione dei lavori è dedicata a “Organizzazione e gestione dell’emergenza e maxi nell’ambito territoriale: la componente sanitaria”. Si susseguiranno interventi di esperti, dirigenti sanitari, professionisti. Alle 17:30 è prevista una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Dorotea Mazzetta, sul tema: “Maxiemergenza Abruzzo. Gli eventi sismici e meteorologici del gennaio 2017: il ruolo dei soccorritori”, durante la quale sarà esposto il punto di vista di politici, amministratori e professionisti della sanità direttamente coinvolti nella gestione delle drammatiche vicende vissute dalla nostra regione.
Sabato 21 ottobre, alle 9:00, la seconda sessione dei lavori focalizzata su “Protezione Civile: aspetti programmatori, organizzatori e territoriali”. Dopo il saluto ed un intervento del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, sarà la volta di Roberta Di Silvestro, Prefetto Vicario di Teramo nonché Dirigente Protezione Civile, di docenti e di professionisti che analizzeranno i diversi aspetti che compongono le azioni della Protezione Civile.
Leggi Tutto »Crollo hotel Rigopiano, i familiari delle vittime chiedono la verità
"Ci aspettiamo che qualcuno ci dica a che punto siamo su questa vicenda. L'ultimo rapporto che abbiamo avuto con le autorita' risale al giorno in cui ci hanno riconsegnato le salme dei nostri familiari". Cosi' Marco Foresta, uno dei familiari delle 29 vittime della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Faridola, durante la manifestazione in corso davanti al palazzo della Procura di Pescara "per manifestare contro il silenzio assordante della macchina della giustizia" e per "l'assenza di risposte che da tanto aspettiamo e che non abbiamo ancora avuto". All' iniziativa sono presenti tutti i familiari riuniti nel "Comitato vittime di Rigopiano". Nel frattempo i legali stanno incontrando il procuratore capo della Repubblica di PescaraMassimiliano Serpi, e il sostituto procuratore Andrea Papalia, per fare il punto della situazione sullo stato delle indagini. Foresta, che nella tragedia ha perso entrambi i genitori, ha sottolineato che "e' importante per tutti noi arrivare alla ricostruzione della verita'. Quello che ci fa arrabbiare e' che nessuna autorita' ci abbia chiesto come stiamo e se abbiamo dei problemi. Dopo nove mesi abbiamo le stesse incertezze di quei giorni". "I nostri legali - ha aggiunto - sono entrati a parlare con i procuratori. Non sappiamo cosa verra' detto e se verra' detto qualcosa, visto che ci sono le indagini in corso. Al momento non abbiamo speranza". Nella vicenda sono indagati il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il tecnico comunale Enrico Colangeli, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, Bruno Di Tommaso, gestore dell'albergo e amministratore e legale responsabile della societa' "Gran Sasso Resort & SPA", Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio di viabilita' della Provincia di Pescara. Le ipotesi di reato sono omicidio e lesioni colpose e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.
"Non e' colpa mia", ed e' scappata piangendo. E' la reazione della funzionaria della prefettura di Pescara, che il 18 gennaio scorso non credette alle prime richieste d'aiuto arrivate via telefono dal cuoco Quintino Marcella per segnalare la tragedia avvenuta a Rigopiano, al blitz compiuto stamani in prefettura dal superstite Giampaolo Matrone, dai familiari delle vittime Gianluca Tanda e Marco Foresta. "Le ho fatto vedere in che condizioni e' la mia mano e le ho detto che mi ha rovinato la vita, visto che mia figlia non ha piu' la mamma - ha detto Matrone ai cronisti -. Sono contento perche' per la prima volta, dopo tutte le nostre lacrime, ho visto uno dei responsabili versare qualche lacrima.
"Sara' impossibile fare pace con le istituzioni, perche' sappiamo tutti che non e' stata colpa della natura, ma di un errore umano, a partire dalla centralinista che ha risposto alle prime richieste di aiuto per arrivare a chi governa questa regione e questo Paese". Cosi' Gianluca Tanda, portavoce del "Comitato vittime di Rigopiano", durante la manifestazione in corso davanti al palazzo della Procura di Pescara "per manifestare contro il silenzio assordante della macchina della giustizia" e per "l'assenza di risposte che da tanto aspettiamo e che non abbiamo ancora avuto". I familiari delle vittime indossano magliette bianche con le scritte "29 angeli" e "Hotel Rigopiano". In uno degli striscioni esposti c'e' scritto: "I nostri angeli meritano giustizia. Noi la chiediamo per loro". "Qui si giustificano con i tagli - ha aggiunto Tanda -. Ma se non hai i soldi chiudi la strada e fai andare via le persone dall'albergo". Tanda, infine, ha sottolineato che il "comitato si aspetta risposte, visto che la situazione e' la stessa di nove mesi fa e non ci sono stati rapporti con le istituzioni".
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