Cronaca

Truffe agli anziani, denunciate due persone ad Ortona

 Si era presentato al telefono come "maresciallo dei carabinieri" per convincere l'anziana vittima, una 81enne pensionata di Ortona, a versare la somma di 5.000 euro che sarebbe dovuta servire ad un fantomatico "avvocato" per far "scarcerare" la figlia della donna, fermata ed arrestata dai militari dell'Arma alla guida di un veicolo privo di copertura assicurativa. Ma l'anziana donna, forse ricordando le indicazioni più volte ricevute nel corso dei numerosi incontri pubblici tenuti dai militari dell'Arma negli ultimi due anni proprio per mettere in guardia le fasce più deboli della popolazione da tali insidie (conferenze presso i centri per anziani, incontri svolti al termine delle principali celebrazioni religiose domenicali, vademecum realizzati e fatti distribuire dalle piccole testate giornalistiche locali), ha dapprima finto di "abboccare" alla richiesta del suo interlocutore telefonico, per poi informare, subito dopo, tramite il 112, la Centrale operativa della compagnia carabinieri di Ortona. Nel giro di pochi minuti i militari hanno predisposto un servizio di appostamento sotto l'abitazione della vittima, in pieno centro cittadino, dove, dopo circa mezzora di attesa, hanno sorpreso due 40enni pluripregiudicati napoletani che si apprestavano ad entrare nell'abitazione dell'anziana per prelevare la somma richiesta. I due, condotti in caserma ed identificati, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica del Tribunale di Chieti per tentata truffa. 

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Trascinata a terra dopo una rapina, due arresti a Lanciano 

Sono stati identificati e arrestati gli autori lancianesi di una rapina aggravata nei confronti di una donna di Frisa che per fermare i malviventi si era aggrappata all'auto ed era stata trascinata a terra. Su ordinanza cautelare emessa dal gip Massimo Canosa, richiesta del procuratore Mirvana Di Serio, e' finito in carcere G.G., 35 anni, mentre suo cugino S.G., 21 anni, ha ottenuto i domiciliari. L'indagine e' stata condotta dai carabinieri del Norm della compagnia di Lanciano, diretta dal capitano Vincenzo Orlando.

L'episodio contestato ai dueera avvenuto lo scorso 25 settembre nella frazione Guastameroli. La vittima, di 47 anni, aveva sorpreso un uomo che aveva rotto il finestrino della sua auto, impossessandosi della sua borsa, il quale cercava di allontanarsi con un'altra vettura.

Nella circostanza la vittima, tentando di raggiungere uno dei due malviventi, si aggrappava alla portiera dell'autovettura che allontanandosi a forte velocita' la faceva cadere rovinosamente a terra procurandole lesioni per le quali e' stata costretta a farsi soccorrere dal 118 e successivamente medicare all'ospedale di Lanciano. Nella motivazione delle misure cautelari il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze di cautela connesse sia alla gravita' del fatto che all' indole delinquenziale dei due indagati.

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Poste: nessuna ‘emergenza’ in Abruzzo

"Nella regione Abruzzo non si registra nessuna emergenza sugli uffici postali". Cosi', in una afferma Poste Italiane. "Non e' intenzione dell'azienda produrre iniziative che vadano ad impattare sugli uffici postali, luoghi che tradizionalmente sono punti di riferimento per l'erogazione di servizi dedicati ai cittadini, alle imprese e alla Pubblica amministrazione". L'Azienda precisa nella stessa nota "che gli interventi collegati con la riforma del Servizio Postale Universale, come previsto dalla delibera AGCOM n. 395/15/cons, sono ancora in fase di valutazione".

 

immagine di repertorio

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Doppio arresto cardiaco a Pescara, salvato un uomo

 Doppio arresto cardiaco, nel giro di un quarto d'ora, l'uno nel cortile dell'ingresso visitatori dell'ospedale di Pescara, l'altro all'arrivo in pronto soccorso dello stesso nosocomio. E' salvo grazie all' intervento del 118 e dei medici. Protagonista dell'episodio e' un uomo di 51 anni, ora ricoverato in Utic, nell'ospedale pescarese, vigile e cosciente. Stava accompagnando la moglie, che aveva prenotato una visita medica. Nel piazzale dove si trova l'ingresso visitatori dell'ospedale si e' improvvisamente accasciato a terra. Lanciato l'allarme, sul posto, dalla vicinissima Centrale operativa, e' subito arrivato il 118 con l'ambulanza medicalizzata. Il personale sanitario ha avviato le manovre rianimatorie con l'uso del defibrillatore. L'uomo si e' ripreso ed e' stato accompagnato in Pronto soccorso, dove ha avuto un nuovo arresto cardiaco. Anche nel secondo caso e' stato rianimato.

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Scontri allo stadio di Francavilla, confermati gli arresti e 3 daspo 

Il giudice del Tribunale di Chieti Valentina Ribaudo ha convalidato oggi l'arresto differito operato dai carabinieri della Compagnia di Chieti nei confronti di 7 tifosi del Francavilla calcio, di eta' compresa fra 19 e 40 anni, resisi protagonisti di tafferugli e scontri, con la tifoseria avversaria, prima dell'incontro di calcio casalingo con l'Aquila che si e' disputato il 22 ottobre. Per tutti l'accusa formulata dal pm Giuseppe Falasca e' di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive: nello scontro fra le due tifoserie sono volate bottiglie, bastoni e accendini e due carabinieri hanno riportato contusioni guaribili in 5 e 7 giorni. Il giudice ha anche disposto nei confronti di tre tifosi gli arresti domiciliari e di altri quattro l'obbligo di firma e il Daspo. Il processo con il rito direttissimo e' stato fissato per il prossimo 8 novembre. Dinanzi al palazzo di giustizia a Chieti, dove si e' tenuta la lunga udienza di convalida, presenti diversi carabinieri e poliziotti, al loro arrivo i sette tifosi francavillesi hanno trovato una dozzina di tifosi del Chieti Calcio i quali per alcuni minuti ha esposto per solidarieta' uno striscione del loro gruppo, che poi hanno rimosso. In mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri di Chieti si e' tenuta una conferenza stampa durante la quale il comandante provinciale, colonnello Lino Ciccarella, il maggiore Massino Capobianco, comandante della Compagnia carabinieri di Chieti e il maggiore Edoardo Commande', che comanda il nucleo investigativo dei carabinieri de L'Aquila, hanno riscostruito sua la fase degli scontri pre partita sia l'attivita' di indagine svolta successivamente e che, grazie ad alcune riprese video e fotografie, ha permesso di identificare sia i sette tifosi del Francavilla, sia i cinque dell'Aquila che pure sono stati arrestati alcune ore piu' tardi nella loro citta' perche' ritenuti responsabili degli scontri. 

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Violenza sessuale sulle figlie, in cella per condanna a 12 anni

E' stato arrestato dai carabinieri, in ottemperanza a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara - Ufficio Esecuzioni Penali, perche' destinatario di una condanna definitiva a 12 anni per il reato di violenza sessuale su minore, in particolare sulle figlie. In manette e' finito un cinquantenne della provincia di Chieti, nel dicembre 2013 condannato a 12 anni dal Tribunale di Pescara che aveva accolto le formulazioni della Procura.

La pena è stata poi confermata dalla Corte d'Appello de L'Aquila nel novembre 2015, con la Corte di Cassazione che il 4 ottobre scorso ha dichiarato l'inammissibilita' del ricorso, confermando la condanna a 12 anni di reclusione, oltre alle pene accessorie. L'uomo e' stato rinchiuso nella Casa Circondariale San Donato di Pescara. Le violenze emersero dopo l'interessamento dei Servizi Sociali e del Tribunale per i Minorenni de L'Aquila che dispose l'immediato allontanamento dalla famiglia delle minori, poi collocate in una struttura protetta. 

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Pescara, lite col taglierino fra due studentesse

Una studentessa maggiorenne e' finita in ospedale per le lesioni riportate al culmine di una lite con una 16enne, avvenuta stamani al liceo 'Marconi' di Pescara. Le due ragazze, secondo le prime informazioni, avrebbero iniziato a discutere e la piu' giovane avrebbe colpito la piu' grande alla guancia con un coltellino o un taglierino. La studentessa e' stata trasportata in ospedale ed e' al momento nel reparto di Chirurgia plastica per la sutura delle ferite. Lanciato l'allarme, sul posto sono intervenuti 118 e Polizia. La 16enne - la ragazza e' stata gia' identificata dal personale della squadra Volante - dopo l'aggressione avrebbe lanciato dalla finestra il taglierino, che non e' stato ancora trovato. 

La giovane finita in ospedale, una 19enne, e' stata medicata e dimessa con una prognosi di 10 giorni. Ha riportato una ferita da taglio alla guancia destra. Le ragazze frequentano due classi diverse. La lite e' scoppiata a un cambio dell'ora sulla scala antincendio. All'origine della discussione, secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra Volante, ci sarebbero futili motivi.

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Operazione antisura, 5 arresti e perquisizioni

E' in corso un'operazione dei carabinieri con arresti e perquisizioni tra la Capitale, i Castelli Romani, l'Abruzzo e la Sicilia, finalizzata a smantellare una banda di violenti usurai. Cinque gli arrestati. L'indagine dei carabinieri della compagnia di Palestrina, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e' nata dagli sviluppi investigativi che portarono alla liberazione di un cittadino albanese, sequestrato agli inizi dell'anno dopo essere caduto nella trappola degli aguzzini a cui doveva restituire i soldi di un prestito. L'uomo fu segregato e picchiato finche' non venne liberato, dopo 3 giorni di prigionia, grazie a un blitz dei carabinieri che riuscirono a individuare il nascondiglio dei sequestratori in un casolare abbandonato nelle campagne di Albano Laziale, vicino Roma.

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Tartufo, in Abruzzo forte calo di produzione 

Tra i prodotti penalizzati dalla grande siccità estiva c’è anche il tartufo, che in Abruzzo farà registrare un calo drastico della produzione annuale con il conseguente aumento dei prezzi. Il tartufo bianco viene quotato in questi giorni, nelle prime settimane di raccolta, su valori anche di 3500 euro il chilo. Ma non va diversamente per il più “economico” tartufo nero (varietà “uncinato”), che  raggiunge quotazioni anche di 400 euro al chilo determinate da una estate caldissima e precipitazioni praticamente assenti. Per Coldiretti Abruzzo, che in alcune zone stima un calo di produzione anche del 90%, si tratta di una batosta per un settore di nicchia che comunque in regione coinvolge oltre 7mila cavatori per almeno 200 quintali di tartufo (stime sicuramente al ribasso, soprattutto considerando che negli ultimi anni sono nati numerosi impianti tartufigeni causa delle ottime prospettive di mercato) su un territorio che per il 35% ha caratteristiche idonee al nero pregiato, per il 27% a quello bianco, presente spontaneamente tra i 500 e i 900 metri di altitudine mentre. “Anche se per le precipitazioni si spera nelle prossime settimane, a far innalzare il prezzo sono state le condizioni climatiche non favorevoli perché’ il Tuber magnatum Pico (bianco) – sottolinea la Coldiretti – si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Con l’autunno – precisa la Coldiretti – si moltiplicano lungo tutto lo stivale le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo che coinvolge in Italia circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro, tra fresco e trasformato. Si tratta di appuntamenti che rappresentano una ottima occasione per acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti ma anche per difendersi dal rischio dell’inganno con la vendita di importazioni low cost spacciate per italiane. 

Per questo la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea la Coldiretti – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.

 In abruzzo, ma anche in Piemonte e nelle Marche, in Toscana e in Umbria fino ad arrivare in Calabria passando per Lazio e Molise, sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. La ricerca dei tartufi praticata già dai Sumeri – riferisce la Coldiretti – svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore.

Il tartufo – riferisce la Coldiretti – è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia – spiega la Coldiretti – il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina – conclude la Coldiretti – il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, invece va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi. 

 

 

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‘Ndrangheta, inizia a Pescara il processo con 108 imputati

 Costituzione delle parti, questa mattina in tribunale a Pescara, nella prima udienza del processo scaturito dall'operazione "Isola felice", condotta da carabinieri e Direzione distrettuale antimafia nel settembre 2016, che alzo' il velo sulla presunta penetrazione della criminalita' organizzata di matrice 'ndranghetista in Abruzzo e in particolare nel vastese. Sono 108 gli imputati coinvolti nel processo. Nell'ambito dell'operazione, lo scorso anno, furono eseguite 25 misure cautelari, con la contestazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli arrestati, e furono sequestrati oltre 300 chili di droga, insieme a fucili, mitragliatori, pistole e munizioni. Il tribunale collegiale presieduto dal giudice Rossana Villani ha aggiornato l'udienza al prossimo 12 febbraio, rinnovando le notifiche, non andate a buon fine, nei confronti di una quindicina di imputati. Al contempo il tribunale ha disposto l'ordine di traduzione dal carcere per alcuni imputati, che attualmente risultano detenuti per reati connessi ad altre vicende. L'inchiesta, complessivamente, coinvolge sei regioni, anche se il fulcro dell'indagine, racchiusa in un dossier di circa 600 pagine, riguarda Abruzzo e Molise, che secondo l'accusa - rappresentata dal pm della Procura dell'Aquila Stefano Gallo - avrebbero avuto un ruolo fondamentale nei tentativi di espansione della 'ndrangheta nel resto d'Italia. Sotto la lente, soprattutto i territori di Vasto e San Salvo, che sarebbero state le basi operative del clan Ferrazzo di Mesoraca. Alla base delle indagini, il sequestro avvenuto nel 2010 a Pescara e da qui la competenza territoriale del tribunale del capoluogo adriatico. Le indagini hanno portato i carabinieri a scoprire un presunto traffico di cocaina tra Italia e Sud America e di individuare una raffineria che l'organizzazione criminale aveva realizzato in una abitazione di San Salvo, dove fu scoperto anche un deposito di armi. Alcuni mesi dopo, a Termoli, venne alla luce un autentico arsenale e ulteriori sequestri furono effettuati in Piemonte e in Calabria.

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