Doppio arresto cardiaco, nel giro di un quarto d'ora, l'uno nel cortile dell'ingresso visitatori dell'ospedale di Pescara, l'altro all'arrivo in pronto soccorso dello stesso nosocomio. E' salvo grazie all' intervento del 118 e dei medici. Protagonista dell'episodio e' un uomo di 51 anni, ora ricoverato in Utic, nell'ospedale pescarese, vigile e cosciente. Stava accompagnando la moglie, che aveva prenotato una visita medica. Nel piazzale dove si trova l'ingresso visitatori dell'ospedale si e' improvvisamente accasciato a terra. Lanciato l'allarme, sul posto, dalla vicinissima Centrale operativa, e' subito arrivato il 118 con l'ambulanza medicalizzata. Il personale sanitario ha avviato le manovre rianimatorie con l'uso del defibrillatore. L'uomo si e' ripreso ed e' stato accompagnato in Pronto soccorso, dove ha avuto un nuovo arresto cardiaco. Anche nel secondo caso e' stato rianimato.
Leggi Tutto »Scontri allo stadio di Francavilla, confermati gli arresti e 3 daspo
Il giudice del Tribunale di Chieti Valentina Ribaudo ha convalidato oggi l'arresto differito operato dai carabinieri della Compagnia di Chieti nei confronti di 7 tifosi del Francavilla calcio, di eta' compresa fra 19 e 40 anni, resisi protagonisti di tafferugli e scontri, con la tifoseria avversaria, prima dell'incontro di calcio casalingo con l'Aquila che si e' disputato il 22 ottobre. Per tutti l'accusa formulata dal pm Giuseppe Falasca e' di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive: nello scontro fra le due tifoserie sono volate bottiglie, bastoni e accendini e due carabinieri hanno riportato contusioni guaribili in 5 e 7 giorni. Il giudice ha anche disposto nei confronti di tre tifosi gli arresti domiciliari e di altri quattro l'obbligo di firma e il Daspo. Il processo con il rito direttissimo e' stato fissato per il prossimo 8 novembre. Dinanzi al palazzo di giustizia a Chieti, dove si e' tenuta la lunga udienza di convalida, presenti diversi carabinieri e poliziotti, al loro arrivo i sette tifosi francavillesi hanno trovato una dozzina di tifosi del Chieti Calcio i quali per alcuni minuti ha esposto per solidarieta' uno striscione del loro gruppo, che poi hanno rimosso. In mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri di Chieti si e' tenuta una conferenza stampa durante la quale il comandante provinciale, colonnello Lino Ciccarella, il maggiore Massino Capobianco, comandante della Compagnia carabinieri di Chieti e il maggiore Edoardo Commande', che comanda il nucleo investigativo dei carabinieri de L'Aquila, hanno riscostruito sua la fase degli scontri pre partita sia l'attivita' di indagine svolta successivamente e che, grazie ad alcune riprese video e fotografie, ha permesso di identificare sia i sette tifosi del Francavilla, sia i cinque dell'Aquila che pure sono stati arrestati alcune ore piu' tardi nella loro citta' perche' ritenuti responsabili degli scontri.
Leggi Tutto »Tentato omicidio, minori arrestati
La Polizia di Stato di Pescara ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due diciassettenni pescaresi, L.D.R. e S.T., per il reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e di porto non giustificato di oggetto atto ad offendere. La misura emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di L'Aquila, Cecilia Angrisano, su richiesta del P.M., Roberto Polella, e' stata eseguita da personale della Squadra Mobile di Pescara. Gli arresti sono maturati a seguito di quanto successo lo scorso 8 luglio quando si era verificata una violenta aggressione in danno di un sedicenne pescarese, L.D.M. il quale era stato colpito piu' volte al capo con una spranga di ferro nonche' attinto con calci e pugni ad opera di un gruppo di giovani, riportando una duplice ferita lacero contusa del cuoio capelluto, la frattura delle ossa nasali, un trauma alla mano sinistra e contusioni ed escoriazioni multiple. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile hanno permesso di comprendere come il suddetto episodio costituisse l'epilogo di una contrapposizione in atto tra due diversi gruppi di adolescenti (tutti di eta' compresa tra i 14 e i 17 anni), insorta alcuni giorni prima, a seguito di una lite per futili motivi scaturita all'interno di uno stabilimento balneare nel corso di una serata danzante. Peraltro, nella serata del 17 settembre scorso, nei pressi di un pub, L.D.M. ha aggredito a sua volta per vendetta il rivale S.T., causandogli una ferita al volto ed una escoriazione del gomito destro. La posizione del sedicenne, per ora indagato in stato di liberta' per il reato di lesioni, e' al vaglio della Procura per i Minorenni.
Leggi Tutto »Maltempo in Abruzzo, vento a 70 km/h
Violente raffiche di vento, con picchi di 70 chilometri orari, in Abruzzo e, in particolare, sulla costa, nelle ultime ore, a causa della perturbazione che dal fine settimana si e' abbattuta su parte dell'Italia, con piogge intense che hanno interessato le quattro province e con nevicate in montagna. Attualmente sull'Abruzzo resta la coda della perturbazione e gia' nel pomeriggio si assistera' ad un miglioramento delle condizioni meteorologiche. Nei prossimi giorni e fino a venerdi', sottolinea Giovanni De Palma di AbruzzoMeteo, ci sara' un clima piu' mite, mentre l'arrivo di una nuova perturbazione e' previsto per il fine settimana.
Leggi Tutto »Processo Soget, si apre il dibattimento
Si e' aperta davanti al tribunale collegiale di Pescara presieduto dal giudice Rossana Villani, la fase dibattimentale del processo Soget, frutto dell'inchiesta sui presunti crediti inesigibili del Comune di Pescara, tra tasse, multe e affitti delle case popolari, che vede imputati il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca, il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, il direttore generale e il responsabile del settore esecutivo della Soget, Gaetano Monaco e Domenico Ludovico. In apertura di udienza il giudice ha respinto l'eccezione di competenza territoriale presentata dall'avvocato di Ludovico, Giuseppe Passarelli, che chiedeva il trasferimento del processo a Taranto, in quanto un documento word - considerato dall'accusa un falso ideologico - sarebbe partito, su disposizione di Monaco e Ludovico, dalla casella e-mail di un funzionario che si trovava nella citta' pugliese e dunque la prova si sarebbe formata a Taranto. Il pm Gennaro Varone si e' opposto, sostenendo che una e-mail puo' essere creata e inviata da qualsiasi parte d'Italia e del mondo, e dunque "non e' possibile affermare che la prova si sia formata a Taranto". Una tesi pienamente accolta dal giudice. Successivamente l'avvocato Sergio Della Rocca, che assiste Monaco, ha sollevato un'altra eccezione, sull'utilizzabilita' di alcune intercettazioni, chiedendo che, "alla luce della giurisprudenza piu' recente, fossero utilizzate soltanto per il reato di falso e fossero stralciate per gli altri reati". L'opposizione del pm, relativa alla tempistica, e' stata condivisa dal giudice Villani, secondo la quale "l'eccezione sollevata andra' correttamente affrontata successivamente, in sede di valutazione delle intercettazioni".
Infine il giudice ha dichiarato aperta la fase dibattimentale, con l'accusa e le difese che hanno presentato le rispettive richieste in merito all'esame di imputati e testimoni, al controesame degli stessi e alla produzione documentale: l'avvocato Massimo Cirulli, per conto di Sospiri, ha dichiarato che il suo assistito non acconsente all'esame.
Le difese dei quattro imputati, inoltre, hanno chiesto un termine per potere esaminare l'ampia mole documentale prodotta dall'accusa e il giudice ha aggiornato l'udienza al 27 novembre prossimo, "solo per i provvedimenti sulla produzione documentale del pm e per le relative richieste delle altre parti". Nell'ambito del procedimento, Mazzocca deve rispondere di abuso d'ufficio in concorso, Sospiri di abuso d'ufficio in concorso e falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sull'identita' o su qualita' personali proprie o di altri, Monaco e Ludovico di abuso d'ufficio e falso ideologico in concorso.
Leggi Tutto »Operazione antisura, 5 arresti e perquisizioni
E' in corso un'operazione dei carabinieri con arresti e perquisizioni tra la Capitale, i Castelli Romani, l'Abruzzo e la Sicilia, finalizzata a smantellare una banda di violenti usurai. Cinque gli arrestati. L'indagine dei carabinieri della compagnia di Palestrina, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e' nata dagli sviluppi investigativi che portarono alla liberazione di un cittadino albanese, sequestrato agli inizi dell'anno dopo essere caduto nella trappola degli aguzzini a cui doveva restituire i soldi di un prestito. L'uomo fu segregato e picchiato finche' non venne liberato, dopo 3 giorni di prigionia, grazie a un blitz dei carabinieri che riuscirono a individuare il nascondiglio dei sequestratori in un casolare abbandonato nelle campagne di Albano Laziale, vicino Roma.
Leggi Tutto »Tartufo, in Abruzzo forte calo di produzione
Tra i prodotti penalizzati dalla grande siccità estiva c’è anche il tartufo, che in Abruzzo farà registrare un calo drastico della produzione annuale con il conseguente aumento dei prezzi. Il tartufo bianco viene quotato in questi giorni, nelle prime settimane di raccolta, su valori anche di 3500 euro il chilo. Ma non va diversamente per il più “economico” tartufo nero (varietà “uncinato”), che raggiunge quotazioni anche di 400 euro al chilo determinate da una estate caldissima e precipitazioni praticamente assenti. Per Coldiretti Abruzzo, che in alcune zone stima un calo di produzione anche del 90%, si tratta di una batosta per un settore di nicchia che comunque in regione coinvolge oltre 7mila cavatori per almeno 200 quintali di tartufo (stime sicuramente al ribasso, soprattutto considerando che negli ultimi anni sono nati numerosi impianti tartufigeni causa delle ottime prospettive di mercato) su un territorio che per il 35% ha caratteristiche idonee al nero pregiato, per il 27% a quello bianco, presente spontaneamente tra i 500 e i 900 metri di altitudine mentre. “Anche se per le precipitazioni si spera nelle prossime settimane, a far innalzare il prezzo sono state le condizioni climatiche non favorevoli perché’ il Tuber magnatum Pico (bianco) – sottolinea la Coldiretti – si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Con l’autunno – precisa la Coldiretti – si moltiplicano lungo tutto lo stivale le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo che coinvolge in Italia circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro, tra fresco e trasformato. Si tratta di appuntamenti che rappresentano una ottima occasione per acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti ma anche per difendersi dal rischio dell’inganno con la vendita di importazioni low cost spacciate per italiane.
Per questo la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea la Coldiretti – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.
In abruzzo, ma anche in Piemonte e nelle Marche, in Toscana e in Umbria fino ad arrivare in Calabria passando per Lazio e Molise, sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. La ricerca dei tartufi praticata già dai Sumeri – riferisce la Coldiretti – svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore.
Il tartufo – riferisce la Coldiretti – è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia – spiega la Coldiretti – il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.
I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina – conclude la Coldiretti – il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, invece va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi.
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‘Ndrangheta, inizia a Pescara il processo con 108 imputati
Costituzione delle parti, questa mattina in tribunale a Pescara, nella prima udienza del processo scaturito dall'operazione "Isola felice", condotta da carabinieri e Direzione distrettuale antimafia nel settembre 2016, che alzo' il velo sulla presunta penetrazione della criminalita' organizzata di matrice 'ndranghetista in Abruzzo e in particolare nel vastese. Sono 108 gli imputati coinvolti nel processo. Nell'ambito dell'operazione, lo scorso anno, furono eseguite 25 misure cautelari, con la contestazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli arrestati, e furono sequestrati oltre 300 chili di droga, insieme a fucili, mitragliatori, pistole e munizioni. Il tribunale collegiale presieduto dal giudice Rossana Villani ha aggiornato l'udienza al prossimo 12 febbraio, rinnovando le notifiche, non andate a buon fine, nei confronti di una quindicina di imputati. Al contempo il tribunale ha disposto l'ordine di traduzione dal carcere per alcuni imputati, che attualmente risultano detenuti per reati connessi ad altre vicende. L'inchiesta, complessivamente, coinvolge sei regioni, anche se il fulcro dell'indagine, racchiusa in un dossier di circa 600 pagine, riguarda Abruzzo e Molise, che secondo l'accusa - rappresentata dal pm della Procura dell'Aquila Stefano Gallo - avrebbero avuto un ruolo fondamentale nei tentativi di espansione della 'ndrangheta nel resto d'Italia. Sotto la lente, soprattutto i territori di Vasto e San Salvo, che sarebbero state le basi operative del clan Ferrazzo di Mesoraca. Alla base delle indagini, il sequestro avvenuto nel 2010 a Pescara e da qui la competenza territoriale del tribunale del capoluogo adriatico. Le indagini hanno portato i carabinieri a scoprire un presunto traffico di cocaina tra Italia e Sud America e di individuare una raffineria che l'organizzazione criminale aveva realizzato in una abitazione di San Salvo, dove fu scoperto anche un deposito di armi. Alcuni mesi dopo, a Termoli, venne alla luce un autentico arsenale e ulteriori sequestri furono effettuati in Piemonte e in Calabria.
Leggi Tutto »Presunti maltrattamenti a scuola, torna in libertà la maestra arrestata
E' stata rimessa in liberta' la maestra di 64 anni, insegnante della scuola elementare di Zanni, a Pescara, finita agli arresti domiciliari, nei giorni scorsi, per presunti maltrattamenti ai danni di alcuni alunni. La donna, assistita dall'avvocato Emanuele Dell'Elce, questa mattina in tribunale a Pescara, nel corso dell'udienza di convalida, si e' avvalsa della facolta' di non rispondere. Il Gip Antonella Di Carlo ha convalidato la misura cautelare, ma ha disposto l'interdizione dall'insegnamento. La maestra e' stata arrestata in flagranza, dai carabinieri della compagnia di Pescara, che l'hanno sorpresa mentre stava strattonando una bambina. Le indagini, iniziate a fine settembre e durate diversi giorni, sono partite in seguito ad un esposto presentato da alcuni genitori, che avevano denunciato pizzicotti, strattonamenti e tirate di capelli ai danni di alcuni bambini. Dalle immagini carpite dalle telecamere piazzate dai carabinieri, sarebbe emerso che la 64enne aveva instaurato un clima di tensione e che i bambini, di eta' compresa tra i nove e i dieci anni, erano spaventati ed intimoriti.
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