Incredibile ma vero

Oltre un quarto dei giovani italiani è senza lavoro

Oltre un quarto dei giovani italiani tra i 15 e i 34 anni e' senza lavoro e fuori dai percorsi educativi e formativi: nel 2016 - secondo le tabelle pubblicate dall'Eurostat - il 26% degli under 35 del nostro Paese risultava neet (neither in employment nor in education and training ) a fronte di una media Ue del 15,6%. Il dato italiano e' il peggiore in Europa nel 2016 e pur migliorando rispetto al 2015 (era al 26,9%) sorpassa anche la media greca (25,6% dal 27,1% del 2015). La percentuale di neet aumenta ancora se si guarda alla fascia di eta' tra i 25 e i 35 anni, quella nella quale in genere si e' terminato il percorso formativo: in questa fascia i neet sono al 31,4% a fronte del 19% medio in Ue. L'Italia e' al top in Europa anche per neet tra i 20 e i 34 anni con il 30,7%, oltre otto punti in piu' rispetto al periodo pre crisi (22,4%). Il nostro Paese sconta l'alto numero di abbandoni scolastici, la scarsa percentuale di giovani che studiano dopo il diploma (solo il 26,2% i laureati tra coloro che hanno tra i 30 e i 34 anni, penultimo paese in Ue) e le difficolta' nel trovare lavoro.

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Montesilvano batte il record mondiale con il Trofeo Scacchi Scuola

Montesilvano entra nei record mondiali e lo fa grazie al Trofeo Scacchi Scuola che si svolgerà fino a domenica 7 maggio nel Pala Dean Martin - Centro Congressi Montesilvano.

Con 1616 studenti provenienti da tutta Italia che si sfidano contemporaneamente nella fase finale della gara nazionale, il Trofeo ottiene il Guinness mondiale, nell’ambito dei tornei scolastici.

«La Federazione Scacchistica - spiega il sindaco Francesco Maragno – ha certificato questo importantissimo traguardo che porta il nome di Montesilvano nelle eccellenze. E’ un onore per la città essere teatro di una manifestazione di così ampio respiro, organizzativamente perfetta. Vedere il Pala Dean Martin letteralmente invaso di giovani che con passione e impegno si applicano in questa affascinante disciplina è ancor più fonte di orgoglio. Voglio dare le nostre più vive congratulazioni agli organizzatori e ringraziare la Federazione per aver scelto la nostra città, con la volontà di poter proseguire in questo connubio e rendere Montesilvano un punto di riferimento nel panorama scacchistico nazionale ed europeo».

«E' con immenso piacere che mi trovo a complimentarmi con l'Amministrazione comunale, gli albergatori e tutti gli operatori che hanno reso possibile questo traguardo - ha aggiunto Roberto Mogranzini, amministratore dell’Accademia Internazionale degli Scacchi -. Gli oltre 1600 partecipanti sono un dato tangibile di quanto gli scacchi siano uno sport nazionale e una grande passione dei giovanissimi, ma sopratutto di quanto Montesilvano sia una città adatta per non dire perfetta per ospitare una manifestazione simile. Un record assoluto in Italia, che mai prima d'ora aveva visto un risultato simile, segno che investire nello sport, soprattutto a scuola è di fondamentale importanza».

Il Trofeo è organizzato dalla Federazione Scacchistica Italiana in collaborazione con il Miur e il Coni Abruzzo. La direzione tecnica è affidata all’Accademia Internazionale di Scacchi. Il Trofeo Scacchi Scuola vedrà i 1616 ragazzi, tra gli 8 e i 19 anni sfidarsi fino a domenica. Domani le sfide proseguiranno per tutta la giornata. Domenica 7 mattina dopo le gare si darà inizio alle premiazioni ufficiali. Nel corso della conferenza stampa di presentazione gli organizzatori hanno annunciato la possibilità di disputare sempre a Montesilvano, nel 2019, il Campionato Europeo Scolastico individuale.

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La vitamina D fa bene ai calciatori

Vitamina D amica del calcio. Secondo uno studio dell'Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano ci sarebbe un'influenza della 'vitamina del sole' sulle performance dei calciatori professionisti, dimostrando che a un aumento della sostanza corrisponde da un lato un incremento del testosterone - l'ormone maschile per antonomasia - e dall'altro una riduzione del cortisolo, l'ormone dello stress. L'indagine ha coinvolto 167 giocatori delle squadre di calcio di Bari, Lanciano e Pescara. Autori del lavoro Giovanni Lombardi, responsabile dell'Unità di biochimica sperimentale del Galeazzi; Jacopo Vitale, ricercatore del Laboratorio di meccanica delle strutture biologiche, e Giuseppe Banfi, direttore scientifico dell'Istituto. L'obiettivo era mettere in relazione i livelli di vitamina D nel sangue con quelli di molecole che indicano stress e danneggiamento muscolare, in 3 squadre italiane di calcio professionistico. Nonostante i giocatori esaminati fossero giovani sportivi sani e praticassero attività all'aria aperta - riferiscono dall'Irccs del gruppo ospedaliero San Donato - un terzo degli atleti (55, il 32,9%) presentava livelli di vitamina D lievemente carenti e circa uno su 10 (15, il 9%) mostrava un deficit più marcato. Gli studiosi hanno ipotizzato che i carichi intensi di lavoro fisico, dovuti alle impegnative sedute d'allenamento nell'arco della stagione, e la scarsa esposizione solare durante i mesi invernali possano avere giocato un ruolo determinante sui livelli della sostanza. Per confermare la possibile influenza della diversa esposizione solare sullo stato fisico dei calciatori, tutti i parametri sono stati analizzati secondo un approccio cronobiologico - in relazione cioè alle condizioni atmosferiche e stagionali, nonché al lasso temporale - e hanno mostrato un andamento ritmico della vitamina D durante la stagione calcistica: le sue fluttuazioni sono risultate molto simili a quelle del testosterone che ha abitualmente un picco estivo, e opposte a quelle del cortisolo che presenta invece un picco invernale. Il cortisolo è un indice di stress psico-fisico, mentre il testosterone corrisponde a uno stato di 'anti-stress'. Insieme, incidono sulle performance atletiche.

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Bottiglie di Franciacorta all’asta per ricostruire una scuola nel Teramano

Pregiate bottiglie di Franciacorta all'asta a favore delle popolazioni terremotate del centro Italia e, in particolare, per sostenere la ricostruzione di una scuola nel Comune di Civitella del Tronto . Il 10 maggio, presso il Salone d'onore della Triennale di Milano, si terra' un'asta benefica per raccogliere fondi che saranno devoluti alla ricostruzione della scuola dell'infanzia del Centro di Civitella del Tronto e all'acquisto della dotazione strumentale della scuola materna di Borrano che in questo momento ospita i bambini trasferiti dalla struttura dichiarata inagibile nel capoluogo. La frazione di Ponzano di Civitella del Tronto, abitata da piu' di 220 persone, oltre agli eventi sismici dello scorso anno e' stata recentemente colpita da un movimento franoso che ha distrutto buona parte del paese e delle abitazioni, per le quali e' stata emessa un'ordinanza di sgombero. L'asta, realizzata in collaborazione con Sotheby's sara' composta di 31 lotti rappresentativi dell'eccellenza franciacortina tra cui magnum, jeroboam, riserve e collezioni speciali e sara' battuta dall'amministratore delegato di Sotheby's Italia Filippo Lotti. L'asta sara' aperta al pubblico

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Corsa all’acquisto di patatine fritte in Giappone

Corsa all'acquisto di patatine fritte in Giappone dopo che una delle piu' grandi aziende nipponiche di snack, la Calbee, ha annunciato lo stop delle vendite a causa di un cattivo raccolto a Hokkaido, regione chiave per la produzione di patate. Lo riporta Bloomberg. I prezzi sono subiti saliti alle stelle e un pacchetto, di solito venduto a meno di due euro, e' arrivato a costarne 11. Le foto degli scaffali dei supermercati vuoti sono diventati virali sui social media, anche perche' i giapponesi sono golosissimi di patatine: secondo un sondaggio condotto della Asahi tv su 10.000 persone sono il primo e il secondo snack preferiti in Giappone.

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Ladro scappa a piedi, inseguito e arrestato dall’ex olimpionico De Benedictis

Non ha avuto molta fortuna il giovane 23enne originario del Gambia che ieri sera ha tentato una rapina in un bar di Montesilvano cercando poi di scappare a piedi dopo l'arrivo dei carabinieri: sulla pattuglia accorsa 'purtroppo' per lui c'era anche Giovanni De Benedictis, una delle glorie della marcia italiana, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 nella 20 km. Quando il ragazzo, descritto come un uomo di 190 cm con le gambe lunghe, ha iniziato a scappare di corsa, il vice brigadiere De Benedictis, che dal gruppo sportivo dei carabinieri ora presta servizio nelle pattuglie in servizio d'ordine nel litorale pescarese, non si e' scomposto e ha iniziato a inseguirlo di corsa. La 'vicenda atletica' dell'inseguimento e' durata circa 800 metri, anche questa misura olimpica in atletica leggera: nonostante l'impaccio degli stivali militari De Benedictis ha prima lasciato 'sfogare' il fuggitivo per poi raggiungerlo ed arrestarlo con l'aiuto degli altri colleghi sopraggiunti. Il giovane dovra' ora rispondere di tentativo di rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

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La puzza di fritto diventa reato, sentenza della Cassazione

La Cassazione, con la sentenza 14467/2017, ha condannato una coppia per "molestie olfattive", nuovo reato inquadrato in quello di "getto pericoloso delle cose" previsto dall'articolo 674 del Codice penale. Una sentenza giunta in seguito a una lite tra condomini: i proprietari di un appartamento al terzo piano di un palazzo sono stati accusati dagli inquilini al piano terra di aver provocato continue immissioni di fumi, odori e rumori molesti.

Una delle persone offese, si legge nella sentenza, "aveva dichiarato che quando gli imputati cucinavano, oltre ai rumori molesti dell'estrattore, 's'impregna l'appartamento dell'odore...del sugo, fritti eccetera, mi pareva di avere la cucina loro in casa mia'". Pertanto la Cassazione ha deciso di condannare gli imputati e rigettare il loro ricorso, in base al quale la norma relativa al "getto pericolo di cose" non sarebbe estensibile agli odori. Al contrario, confermando le decisioni dei primi due gradi di giudizio, la Cassazione ha sostenuto che "la contravvenzione prevista dall'articolo 674 del Codice penale è configurabile anche nel caso di molestie olfattive".

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Epatite E, colpito un italiano su 10

In Italia quasi una persona su dieci ha gli anticorpi per l'epatite E, segno che e' entrata in contatto con il virus, che nel nostro paese si trasmette soprattutto per via alimentare. Lo ha scoperto il primo studio sulla prevalenza nazionale fatto sui donatori di sangue dal Centro Nazionale Sangue e dall'Istituto Superiore di Sanita', presentato oggi a Roma. Quella da epatite E e' un'infezione 'a due facce', che nei paesi in via di sviluppo, dove sono presenti i genotipi 1 e 2, fa decine di migliaia di morti l'anno. In quelli industrializzati, in cui i genotipi prevalenti sono 3 e 4, la malattia e' nel 90% dei casi asintomatica, mentre puo' dare epatiti acute e croniche in pazienti immunodepressi. Per verificarne la prevalenza sono stati analizzati oltre 10mila campioni da donatori di sangue di tutta Italia. "Nell'8,6% dei campioni sono stati trovati gli anticorpi per il virus - ha spiegato Simonetta Pupella, coordinatrice dell'Area sanitaria del Cns, durante il convegno 'Virus dell'epatite E e sicurezza del materiale biologico umano' -, segno che nel passato c'e' stato un contatto con il virus. Il dato ha una grande variabilita' sia regionale che all'interno delle singole regioni". La prevalenza minore e' stata trovata in Basilicata, con il 2,2%, un decimo di quella dell'Abruzzo, che e' risultata del 22,2%. In generale le regioni dell'Italia centrale, Abruzzo, Marche, Lazio, Toscana e Umbria, e la Sardegna hanno mostrato la prevalenza maggiore, dovuta probabilmente al consumo maggiore di carne cruda di maiale, ad esempio le salsicce di fegato che diversi studi hanno indicato come possibile veicolo. In nessuno dei campioni e' stato invece trovato il virus attivo e capace di replicarsi. "Lo studio e' stato condotto su indicazione del Centro di Controllo delle Malattie del ministero della Salute - spiega Giancarlo Maria Liumbruno - ed e' solo il primo step. Ora proseguira' con uno studio prospettico, in cui il virus verra' cercato in donatori arruolati tenendo conto dei dati di prevalenza emersi da questo studio. L'infezione e' considerata una malattia emergente in Europa, e tutti i paesi stanno iniziando ad analizzarla con attenzione per valutare l'eventuale necessita' dell'adozione di misure di screening". Per quanto riguarda l'epatite acuta da virus E il paese europeo con piu' casi e' la Francia, che nel 2014 ne ha avuti 1825, mentre in Gran Bretagna ne sono stati censiti 800. In Italia la rete del ministero della Salute ha trovato tra il 2007 e il 2016 211 casi, in prevalenza in uomini di eta' media 40 anni. "Il rischio maggiore e' di una trasmissione per via alimentare per quasi tutti i pazienti - ha osservato Dragoslav Domanovic dell'Ecdc - solo per quelli fortemente immunodepressi, che sono trattati con una grande quantita' di prodotti del sangue, e' maggiore il rischio di trasmissione attraverso questi prodotti". 

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Viaggiatori da incubo

Viaggiatori che vogliono fare i furbetti a tutti i costi, poco educati, tirchi o sempre alla ricerca di un'avventura. Il motore di ricerca di hotel e voli Jetcost ha selezionato con un sondaggio i comportamenti più curiosi dei clienti degli alberghi che infastidiscono di più addetti alla reception e personale, e li ha classificati nelle dieci tipologie più odiate. Ai primi posti gli ospiti "furbetti", quelli che assicurano di aver prenotato con molto anticipo, e a un ottimo prezzo, ma non hanno la ricevuta e sono molto esigenti nelle richieste. Ospiti difficili da gestire, soprattutto se non parlano una delle lingue in cui si esprime il personale. C'è poi il tipo "tontolone", il cliente educato e obbediente, ma che a volte fa fatica a comprendere, e riempie gli addetti alla reception di domande incomprensibili. Nella black list, ci sono anche gli "ingordi", quelli che passano ore davanti ai buffet e si riempiono il piatto fino a scoppiare, salvo poi lasciare tutto. Si preparano anche panini e spuntini da portar via. I "maniaci del pulito", incuranti dell'ambiente, quelli che usano tre o quattro asciugamani ogni volta che si fanno una doccia e ne prentendono subito la sostituzione. E i "burloni", a caccia dello scherzo a tutti i costi, quelli che infastidiscono amici e altri ospiti, bussando alle porte e facendo arrivare servizio in camera non richiesto a orari impossibili. Inoltre, gli "astemi", o quelli che si professano tali, ma che con qualche trucchetto consumano le bottigliette del minibar e le richiudono. I clienti "sordi", che alzano volume di stereo e tv al massimo e parlano a voce altissima nei corridoi; il cliente "risparmiatore", che ordina o si porta da mangiare in camera, ma dall'esterno, non dal ristorante dell'hotel da cui però pretende posate e tovaglia. E il cliente "sporco", quello che usa oggetti della camera per fare altre cose, ad esempio la coperta per pulirsi le scarpe... . Infine, ma non più gradito, l'ospite "seduttore" sempre a caccia di un flirt, che tenta di conquistare il personale dell'albergo in tutti i modi, con comportamenti spesso fastidiosi e poco consoni.

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Violenza sulle donne, dati choc dell’Istat

Atti sessuali degradanti e umilianti, rapporti non desiderati e subiti come violenza, abusi o molestie fisiche sessuali gravi come stupri o tentati stupri: il 21% delle donne, oltre 4,5 milioni, li ha subiti nel corso della propria vita, un milione e 157 mila nelle sue forme piu' gravi, lo stupro (653mila) e tentato stupro (746mila). E ancora: il 20,2% delle donne tra i 16 e i 70 anni, 4,3 milioni, e' stata vittima di violenza fisica, minacce, schiaffi, pugni, calci. Un crescendo che in una minoranza dei casi, l'1,5%, ha portato a danni seri e permanenti, per strangolamento, ustione, soffocamento. E il 40,4% delle donne, oltre 8,3 milioni di donne, e' stata vittima di violenza psicologica. I numeri dell'Istat, al centro di una giornata di approfondimento, al convegno scientifico 'La violenza sulle donne: i dati e gli strumenti per la valutazione della violenza di genere', parlano di un fenomeno "ampio, diffuso, e polimorfo che incide gravemente sulla loro quotidianita'".

Non solo affermazione della forza fisica, ma anche svalutazione e sottomissione. Se il 31,5% delle donne ha subito nella propria vita una forma di violenza fisica o sessuale, il 13,6% da parte del partner o dell'ex, l'"asimmetria di potere" puo' sfociare anche in gravi forme di svalorizzazione, limitazione, controllo fisico, psicologico ed economico. Il 40,4% delle donne, oltre 8,3 milioni di donne, e' stata vittima di violenza psicologica. La 'violenza economica' all'interno della coppia tocca il 4,6% delle donne.

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