Politica

Rapino: Nessuna giustificazione a quanto scritto dal segretario del Pd di Alba Adriatica

"Nessuna giustificazione a quanto scritto, in diversi post pubblicati su facebook, da Gabriele Viviani, Segretario del Pd di Alba Adriatica, nei giorni scorsi e relativamente alla questione immigrati. Non esistono difese per chi invita “a regalare a chi non ha diritto di stare in Italia una crociera con escursione sulla costa africana”. Parole come macigni che ci indignano, sia come dirigenti di partito, sia come semplici militanti ma, ancor prima, come cittadini". Lo afferma Marco Rapino, Segretario regionale del PD Abruzzo.

"I principi della nostra comunità politica vanno difesi, non scaricati e sacrificati a seconda di ciò che ci fa più comodo. Il Partito Democratico non ha mai ambito a sventolare la "bandiera" del razzismo né, tantomeno, quella del populismo. I legittimi proprietari di queste bandiere continuino pure a tenersele strette e a farne sfoggio, noi continueremo ad alzare la bandiera del senso civico e dell'umanità. I nostri valori sono il nostro patrimonio. Non possiamo dimenticarli e cancellarli, anche nei momenti più bui. La storia del nostro Paese ci insegna proprio questo: la sconfitta della dittatura fascista per mano di chi non ha mai rinunciato ai propri ideali di libertà, uguaglianza, antifascimo e antinazismo. Il tema dell'immigrazione è un tema serio, complesso. Un tema che non può, in alcun modo, essere liquidato con una frase dal sapore amaro e demagogico sui social network, né essere trattato eliminando del tutto il nesso tra integrazione e sicurezza. Per essere sicuri dobbiamo investire meglio sull'integrazione, lo dobbiamo fare per il nostro tessuto sociale e per la nostra economia. Le politiche del Ministro Minniti stanno finalmente dando risultati sia in Italia sia in Europa, l'unico soggetto con cui confrontarsi per avere una politica di sicurezza e immigrazione omogenea. Sul territorio va sostenuta la rete per le integrazioni con le associazioni, i sindacati, i volontari, che sono i soggetti da ringraziare, valorizzare e sostenere. Solo attraverso una rete territoriale e capillare, possiamo costruire un'integrazione positiva. Non sarà Viviani a fermare l'immigrazione e non saranno le parole dei populisti a risolvere un processo storico, sarà una politica attenta, che si confronta e che prende decisioni intelligenti senza tentare pericolose speculazioni elettorali. Intanto invito il Segretario Viviani ad astenersi da ogni ulteriore polemica e di attendere quanto sarà stabilito dalla Commissione di Garanzia la quale deciderà se quelle parole rispecchiano il nostro Codice Etico. Sono convinto, però, che i valori del Segretario, ad oggi, siano molto distanti da quelli del Pd".

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Revisione toponomastica, Maragno: strumento in più nella lotta all’evasione fiscale

«Ancora una volta abbiamo affrontato una problematica che investe il territorio di Montesilvano da alcuni anni, che ha causato disagi ai cittadini e all’Ente stesso, e che non era mai stata presa in considerazione». E’ quanto dichiara il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno in merito alla situazione relativa alla toponomastica della città.

«Da diverso tempo - dichiara il primo cittadino – è emersa la necessità di revisionare il sistema della toponomastica territoriale, connotato da alcune anomalie, quali ad esempio l’utilizzo di numeri civici uguali nella stessa strada, l’assenza di essi o ancora la denominazione di vie non più attuali. Tali imprecisioni hanno generato non solo una serie di problematiche nella predisposizione delle liste anagrafiche comunali, ma anche nella gestione tributaria, a causa delle difficoltà di inoltro delle cartelle esattoriali. Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto necessario affrontare tale questione, predisponendo un gruppo di lavoro che si occuperà dell’individuazione della soluzione al problema. La revisione dell’intero sistema - dice ancora il sindaco - diventa uno strumento indispensabile per contrastare l’evasione fiscale, che rappresenta un danno per l’economia del territorio, e quindi per tutelare tutti i cittadini onesti».

Il gruppo, presieduto dal sindaco o da un suo delegato, e composto dal dirigente del settore urbanistica, da quello finanziario e da quello del settore anagrafe, operativamente si preoccuperà di chiarire lo stato dell’arte della toponomastica e dei numeri civici; recuperare eventuali lavori già fatti sul tema; determinare un cronoprogramma opportuno per giungere alla soluzione anche con una precisa quantificazione dell’investimento necessario per centrare l’obiettivo.

«Questo progetto di revisione - conclude il sindaco Maragno - eliminerà i disagi oltre che per i dipendenti comunali, anche e soprattutto per i cittadini che hanno dovuto convivere per anni con un sistema toponomastico equivoco e poco efficiente».

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Incendi, Febbo: no a deroghe alle leggi

"Se ci sono mani criminosi dietro gli eventi incendiari il Governo nazionale non puo' accettare e concedere nessuna deroga alla legge quadro sugli incendi, la numero 353 del 2000, come annunciato dal Presidente D'Alfonso e quindi deve essere necessariamente perseguita una strada diversa e piu' consona per ripristinare la vegetazione delle nostre montagne". Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo, che critica l'ipotesi rimboschimento e propone "una sana e seria attivita' di ripulitura creando in questo modo le condizioni che il bosco riprenda la sua vegetazione e percorso in maniera naturale". "Invece e' troppo riduttivo e semplice - aggiunge - scaricare le colpe sui piromani come affermato dall'assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo quando questo Governo regionale ha le gravi colpe di portare un enorme ritardo e di aver investito pochi fondi sulle attivita' di prevenzione come previsto dal PSR". 

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Palazzo Sirena abbattuto a Francavilla

"Il Palazzo Sirena non c'e' piu', nessuno ha vinto ne' perso, non ci saranno festeggiamenti di alcun tipo perche' non c'e' nulla da festeggiare". Cosi' il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, con un post pubblicato su Facebook ha annunciato l'avvenuto abbattimento di Palazzo Sirena, che ha destato grandi polemiche, tra favorevoli e contrari alla rimozione dell'edificio. "Non e' stata una partita di calcio, ma una discussione tra tesi contrapposte seppur con toni accesi - prosegue il sindaco - ora torniamo alla nostra vita, poi il tempo dira'. Leggo molte inesattezze sui giornali e sui social, che vanno dai costi ai volumi per finire alle inchieste - conclude Luciani - fidatevi, con calma precisero' ogni singolo argomento senza alcun problema, mettendoci la faccia, come ho sempre fatto".Il riferimento e' all'inchiesta aperta dalla Procura di Chieti, sulla base di un esposto presentato dal Comitato abruzzese del paesaggio, che ha allegato alla documentazione la comunicazione inviata dalla Soprintendente al sindaco, nella quale si chiedeva all' amministrazione di attendere fine mese, prima di avviare i lavori, per avere il parere del segretariato regionale della Soprintendenza. 

 

Aperta un'inchiesta

La Procura della Repubblica di Chieti, sulla base dell'esposto presentato il 23 agosto scorso dal Comitato abruzzese del paesaggio, che racchiude architetti e professionisti contrari all'abbattimento di Palazzo Sirena a Francavilla, ha aperto un fascicolo sull'opera di demolizione dell'edificio, avviata dall'amministrazione guidata dal sindaco Antonio Luciani. "Nell'esposto ci siamo limitati ad informare la Procura della comunicazione inviata dalla Soprintendente al sindaco - spiega Alfredo Mantini, del Comitato abruzzese del paesaggio - nella quale si chiedeva all'amministrazione di attendere fine mese, prima di avviare i lavori, per avere il parere del segretariato regionale della Soprintendenza". Titolare dell'inchiesta e' il sostituto procuratore Giuseppe Falasca. "Abbiamo chiesto di appurare se ci siano irregolarita' - aggiunge Mantini - in particolare rispetto a tempi e termini di verifica".

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Incendi, il sindaco di Sulmona: potrei riconsegnare la fascia tricolore

"Sono arrabbiata e preoccupata, chiedo allo Stato di fare di piu' per questo territorio, gia' martoriato. E' da domenica scorsa che gridiamo attraverso tutti i canali possibili a tutte le istituzioni la impellente necessita' di incrementare mezzi aerei per spegnere al piu' presto il vasto incendio senza precedenti che sta distruggendo il nostro Morrone da cinque giorni. Lo Stato deve fare di piu'. Se non ci sara' un intervento importante saro' disposta anche a riconsegnare la fascia. E' un grido di dolore. Per la mia gente, per la mia citta'". E' quanto afferma il sindaco di Sulmona Annamaria Casini. 

 "In questo momento cosi' drammatico - aggiunge il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini - mi da' forza ed energia vedere quanta gente, spinta dall'amore per la propria terra, manifesti quella voglia di poter portare il proprio contributo in questi giorni di grande apprensione in cui il nostro Morrone brucia. Voglio ringraziare quanti si stanno adoperando con impegno e sacrificio collaborando, ognuno secondo le proprie possibilita', e portando aiuto a tutti coloro che si stanno dando da fare per far fronte a questo drammatico momento per il nostro territorio".

Secondo quanto riferito dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Domenico De Bartolomeo, oggi sono state attivate 11 squadre miste (composte da 2 Vigili del Fuoco, 4 militari e 4 volontari) coordinate dai Vigili del Fuoco, coadiuvate da quattro mezzi aerei (3 canadair e 1 elicottero). In totale sul posto ci sono 110 uomini piu' mezzi logistici. Ieri sera il presidente della Regione Luciano D'Alfonso era tornato nella sede del Coc di Sulmona, per fare il punto della situazione e annunciare al sindaco Annamaria Casini, ai sindaci di Pacentro, Guido Angelilli, di Prezza, Marianna Scoccia, all'assessore regionale Andrea Gerosolimo l'incremento di mezzi aerei con un elicottero speciale Erickson, con una capacita' di carico di un serbatoio esterno da 10mila litri

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Di Nardo su Family day a Ortona: Polemiche inaccettabili, pieno supporto alla manifestazione

 "Ritengo inaccettabili le polemiche sollevate da personaggi appartenenti a forze e associazioni di sinistra, che in queste ore si sono scagliati con violenza contro gli organizzatori del Family Day in programma domani di Ortona". Così Angelo Di Nardo, capogruppo al Comune di Ortona dello schieramento formato da Fratelli d'Italia-An, Noi con Salvini e lista civica Libertà e Comune per Ortona, scende in campo in difesa della manifestazione organizzata dal Popolo della famiglia.

"E' una manifestazione assolutamente legittima e alla quale va il nostro pieno supporto, finalizzata a sostenere e riaffermare i valori della famiglia tradizionale -  prosegue Di Nardo -. Ognuno ha il diritto di pensare ciò che crede e di amare chi preferisce, ma nessuno può contestare il diritto a manifestare in difesa di un modello di famiglia basato sull'unione tra un padre e una madre.  Nonostante queste famiglie siano rappresentative della stragrande maggioranza dei cittadini - continua il consigliere comunale del centrodestra - questo modello è costantemente denigrato e sotto attacco, da parte di chi pretende di farlo apparire come superato e antiquato, penalizzandolo nelle scelte politiche sia a livello locale che a livello nazionale".

Di Nardo, in conclusione, considera "meritevole e necessario riaffermare i valori alla base del concetto di famiglia tradizionale, lontani anni luce dalle idee di odio, intolleranza e discriminazione".

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Festa dell’Unità a Pescara con De Vincenti e Decaro

Dall'1 al 3 settembre Villa de Riseis, a Pescara, ospita la Festa dell'Unita con la presenza di diverse personalita' politiche anche nazionali. Domenica 3 settembre il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti e il sindaco di Firenze Dario Nardella. Nella serata inaugurale presente Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci. Il 2 settembre arriva il deputato Europeo del Pd Andrea Cozzolino. Prevista la presenza anche dei parlamentari Pd Vittoria D'Incecco, Gianluca Fusilli e Antonio Casticone, oltre che del presidente della Regione Luciano D'Alfonso, del vicepresidente Giovanni Lolli, e di molti assessori Pd quali Silvio Paolucci, Dino Pepe e Donato Di Matteo, oltre al segretario regionale Marco Rapino. Nell'ultima giornata l'intervento del sindaco di Pescara Marco Alessandrini. La tre giorni e' stata illustrata dai segretari provinciali e cittadino del Partito Democratico Francesca Ciafardini e Moreno Di Pietrantonio. "Questa Festa dell'Unita' - ha detto la segretaria provinciale - rappresenta anche l'occasione, oltre che per parlare di politica, per incontrare cittadini ed elettori e sapere da loro cosa si aspettano da noi. Chiediamo in un certo senso l'aiuto della cittadinanza per avere delle proposte che possano servire per fare meglio e crescere, oltre alle soluzioni da portare per il bene della comunita'"

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Marco Rapino (Pd Abruzzo) su questione giunta Pescara

“Il Sindaco Alessandrini, in questa ultima vicenda relativa alla ricomposizione della Giunta, si è fatto carico di una richiesta che proveniva direttamente dal Partito Democratico e dal suo gruppo consiliare: ricucire con i componenti della lista Teodoro. Il Pd Abruzzo riafferma con forza la stima per il lavoro svolto dal Sindaco e lo invita ad andare avanti nel percorso stabilito.” – afferma il Segretario dem Marco Rapino.

“Dopo quasi un anno di incomprensioni era arrivato il momento di risolvere il problema con quella lista e rilanciare questa alleanza per rendere più efficace il lavoro in Giunta e in Consiglio che presto dovranno esaminare importanti provvedimenti per il futuro della città” – aggiunge Rapino. “Non meno rilevante è la nostra volontà di rendere nuovamente vincente la coalizione di Centrosinistra nelle prossime elezioni comunali, regionali e politiche. Come già detto da Donato di Matteo nel corso della conferenza stampa di questa mattina il Presidente D’Alfonso non ha influito in questa vicenda ma, semplicemente, ha aiutato e continua ad aiutare al fine di ricomporre questo strappo. Il ruolo di Luciano D’Alfonso è quello che deve essere riconosciuto ad ogni amministratore di ogni livello: trovare soluzioni per la propria terra.”

Continua il Segretario: “Il Partito Democratico non deve in alcun modo risolvere i propri problemi interni attraverso la strumentalizzazione di fatti che risultano incomprensibili per i cittadini. La Regione oggi ha un Presidente che, per la prima volta, è riuscito a renderla protagonista sia attraverso un lavoro continuo e costante, sia attraverso una capacità e volontà straordinarie di risolvere i problemi; e di problemi storici la nostra Regione ne aveva e ha tanti, così come tante sono state le emergenze a cui la nostra popolazione è stata sottoposta negli ultimi due anni. L'attenzione per la gestione della cosa pubblica deve guardare al futuro e non fare nuovi debiti per le prossime generazioni. L'Abruzzo gode, oggi, di tanta credibilità sia a Roma che a Bruxelles e il motivo di tutto ciò sta nel fatto che questa Giunta Regionale ha saputo trovare la strada giusta per rispondere alle problematiche di tutto l’Abruzzo, trovando interlocutori che, nel passato, non ci hanno mai dato ascolto. Anche per tutte queste ragioni le dichiarazioni rilasciate dall'Assessore Di Matteo sono inaccettabili. Essere parte di una comunità politica non vuol dire coltivare nemici e alimentare climi di guerra. Lo invitiamo a riflettere sulle sue parole e a fare le dovute considerazioni. Come Partito Democratico non abbiamo il compito di tessere lodi e fare gli avvocati di difesa, ma di promuovere le ragioni del confronto e del coinvolgimento per offrire una proposta di governo sempre più efficace. Anche per questa ragione, come ben sa lo stesso Assessore Di Matteo, è nostra intenzione aprire un confronto serrato sull’agenda programmatica della Giunta, in particolare per definire il profilo e la linea che vogliamo seguire nei prossimi ventiquattro mesi di governo. A questo e per questo – conclude il Segretario - tutte le componenti del Pd sono invitate a partecipare e contribuire con idee e progetti sostenibili. Abbiamo bisogno di una battaglia di idee e di proposte, non di scenari che echeggino un’atmosfera da Cavalleria rusticana”.

 

 

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Rapino: inaccettabili le dichiarazioni dell’assessore Di Matteo 

"Il sindaco Alessandrini, in questa ultima vicenda relativa alla ricomposizione della Giunta comunale di Pescara, si e' fatto carico di una richiesta che proveniva direttamente dal Partito Democratico e dal suo gruppo consiliare: ricucire con i componenti della lista Teodoro. Il Pd Abruzzo riafferma con forza la stima per il lavoro svolto dal sindaco e lo invita ad andare avanti nel percorso stabilito" afferma in una nota il segretario dem Marco Rapino. "Dopo quasi un anno di incomprensioni era arrivato il momento di risolvere il problema con quella lista e rilanciare questa alleanza per rendere piu' efficace il lavoro in Giunta e in Consiglio che presto dovranno esaminare importanti provvedimenti per il futuro della citta' - aggiunge Rapino - Non meno rilevante e' la nostra volonta' di rendere nuovamente vincente la coalizione di Centrosinistra nelle prossime elezioni comunali, regionali e politiche". "Come gia' detto da Donato di Matteo nel corso della conferenza stampa di questa mattina - prosegue la nota del segretario regionale del Pd Abruzzo - il presidente D'Alfonso non ha influito in questa vicenda ma, semplicemente, ha aiutato e continua ad aiutare al fine di ricomporre questo strappo. Il ruolo di Luciano D'Alfonso e' quello che deve essere riconosciuto ad ogni amministratore di ogni livello: trovare soluzioni per la propria terra".

"Il Partito Democratico non deve in alcun modo risolvere i propri problemi interni attraverso la strumentalizzazione di fatti che risultano incomprensibili per i cittadini - continua Rapino - La Regione oggi ha un presidente che, per la prima volta, e' riuscito a renderla protagonista sia attraverso un lavoro continuo e costante sia attraverso una capacita' e volonta' straordinarie di risolvere i problemi; e di problemi storici la nostra Regione ne aveva e ha tanti, cosi' come tante sono state le emergenze a cui la nostra popolazione e' stata sottoposta negli ultimi due anni. L'attenzione per la gestione della cosa pubblica deve guardare al futuro e non fare nuovi debiti per le prossime generazioni. L'Abruzzo gode, oggi, di tanta credibilita' sia a Roma che a Bruxelles e il motivo di tutto cio' sta nel fatto che questa Giunta regionale ha saputo trovare la strada giusta per rispondere alle problematiche di tutto l'Abruzzo, trovando interlocutori che, nel passato, non ci hanno mai dato ascolto. Anche per tutte queste ragioni le dichiarazioni rilasciate dall'assessore Di Matteo sono inaccettabili. Essere parte di una comunita' politica non vuol dire coltivare nemici e alimentare climi di guerra. Lo invitiamo a riflettere sulle sue parole e a fare le dovute considerazioni. Come Partito Democratico non abbiamo il compito di tessere lodi e fare gli avvocati di difesa, ma di promuovere le ragioni del confronto e del coinvolgimento per offrire una proposta di governo sempre piu' efficace. Anche per questa ragione, come ben sa lo stesso assessore Di Matteo, e' nostra intenzione aprire un confronto serrato sull'agenda programmatica della Giunta, in particolare per definire il profilo e la linea che vogliamo seguire nei prossimi ventiquattro mesi di governo. A questo e per questo - conclude il segretario Pd - tutte le componenti del Pd sono invitate a partecipare e contribuire con idee e progetti sostenibili. Abbiamo bisogno di una battaglia di idee e di proposte, non di scenari che echeggino un'atmosfera da Cavalleria rusticana". 

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Di Matteo: non condivido il 90 per cento dei provvedimenti ma resto

"Sono tre anni che sono in sofferenza e il 90% dei provvedimenti non li condivido". Cosi' si e' espresso, a proposito della situazione nella Giunta regionale d'Abruzzo, l'assessore regionale Donato Di Matteo, nella conferenza stampa tenuta a Pescara il giorno dopo l'estromissione del suo fedelissimo Giuliano Diodati dalla Giunta comunale. Parlando della Regione prosegue: "In realta' sapevo che sarebbe finita con l'uomo solo al comando, che adesso si lamenta di non avere nessuno attorno e che finora con il suo cerchio magico ha prodotto solo provvedimenti contrari agli interessi dei cittadini. Io pero' non mi dimetto, perche' io analizzo il mio avversario guardandolo negli occhi e per andare via devo essere cacciato".

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