Primo Piano

Api-Cribis: Italia 12/a in Ue per pagamenti a fornitori

Il grado di virtuosità delle imprese dal punto di vista dei pagamenti verso i loro fornitori e presenta in Europa una situazione molto eterogenea: se Danimarca e Germania si contraddistinguono per le maggiori quote di pagatori puntuali nel 2016, rispettivamente l'86,5% e l'81,7% del totale, Romania e Portogallo registrano invece i risultati peggiori, inferiori al 20% nella classe di pagamento alla scadenza (17,6% e 19,5%). Lo fa sapere Api, in virtù dei risultati dello 'Studio Pagamenti 2017' realizzato da Cribis partner dell'Associazione, analizza l'apertura delle Pmi alle relazioni commerciali con l'estero, presentando in anteprima i risultati del sondaggiosomministrato alle imprese associate.Lo Studio Pagamenti 2017 mostra una situazione stabile in Italia, con una leggerissima variazione negativa nei pagamenti a scadenza, che passano dal 35,7% nel 2015 al 35,6% nel 2016, compensata tuttavia da una discreta diminuzione dei pagatori oltre 30 giorni, che si riducono dal 14,3% al 12,3%.Forti i segnali di ripresa dalla Grecia: è il Paese che mostra i miglioramenti più elevati, con un significativo aumento dei pagatori puntuali che passano dai 22,7% del 2015 ai 32,4% del 2016 e una diminuzione dei pagamenti in ritardo di oltre 30 giorni, che dal 53,1% si abbassano al 29,8. Anche la Germania incrementa ulteriormente i propri risultati, con una crescita dei pagatori puntuali, che passano dal 72,3% del 2015 all’81,7% del 2016 e una riduzione dei gravi ritardatari, che sono solo lo 0,7%.In aggiunta, la buona salute dell’Europa è confermata dall’assenza di gravi variazioni negative sia nei pagamenti puntuali, sia oltre 30 giorni di ritardo

L’Italia si colloca comunque nella seconda metà della classifica europea dei Paesi più virtuosi, ottenendo il 12° posto, dopo, rispettivamente, Polonia, Francia e Belgio, con ben 6,6 punti di scostamento dalla media europea, che vede nel 2016 il 42,3% di aziende puntuali nei pagamenti.L’Italia, a fronte delle migliori prestazioni di altri Paesi europei nei pagamenti, mostra una forte apertura al commercio con l’estero e, secondo i più recenti dati Eurostat**, si posiziona al 4° posto in UE per esportazioni, dopo Germania, Olanda e Francia. In dettaglio, vanta un valore pari a 223,3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2017, in crescita del +8% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale di 126,1 miliardi di export in nazioni dell’Unione Europea e 97,2 miliardi di euro in Paesi extra Ue.Paolo Galassi, presidente di Api conclude: "Le Pmi sono il cuore pulsante della nostra economia e, come dimostra anche il sondaggio che abbiamo recentemente rivolto alle associate, hanno un ruolo non solo attivo ma anche fondamentale nell’accrescere il grado di internazionalizzazione dell’Italia. Il mio suggerimento è dunque che il Governo ascolti le loro istanze e adotti misure volte a incentivare una concorrenza sul mercato 'ad armi pari' con le aziende estere, per tornare finalmente a essere più competitivi anche in termini di prezzo e non solo di qualità. Auspico che l’Europa faccia la sua parte, promuovendo politiche fiscali e attuando un piano europeo straordinario per gli investimenti che sia davvero comunitario, a supporto delle aziende che fanno import-export dentro i confini dell’Unione, per eliminare così la rivalità interna".

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Sette arresti in Abruzzo tra amministratori locali ed imprenditori

Con le accuse di corruzione e turbativa d'asta sono stati arrestati, stamani, nell'ambito di un'operazione di polizia denominata "Master List", sette persone tra imprenditori e amministratori di Canistro, Avezzano e Campotosto, Casacanditella, Montorio al Vomano e Penne. L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, firmata dal gip di Avezzano, riguarda un filone di una vicenda ben piu' ampia che coinvolge anche diversi politici abruzzesi. Il gip evidenzia,negli atti, scambi di favore e mazzette per alimentare meccanismi ben collaudati affinche' si spartissero appalti in mezzo Abruzzo relativi a lavori di movimento terra e non solo. Nell'ambito dell'indagine risulta coinvolto anche un amministratore del consorzio acquedottistico Marsicano.

I provvedimenti, firmati dal gip del Tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile dell'Aquila. In particolare, le misure restrittive riguardano l'amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), Giuseppe Venturini, l'ex vice sindaco con delega ai Lavori pubblici di Canistro (L'Aquila), Paolo Di Pietro, attualmente consigliere comunale di maggioranza, il sindaco di Casacanditella (Chieti), Giuseppe D'Angelo, l'imprenditore di Montorio al Vomano (Teramo), Emiliano Pompa, l'imprenditore Antonio Ruggeri di Avezzano, che vantava entrature in Vaticano e conoscenze nella magistratura che gli avrebbero garantito l'immunita', Antonio Ranieri dell'Aquila, responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto (L'Aquila) e l'imprenditore Sergio Giancaterino di Penne (Pescara). L'inchiesta porta la firma dei sostituti procuratori Roberto Savelli e Maurizio Maria Cerrato e rappresenta un filone di una vicenda piu' ampia che coinvolge anche diversi politici abruzzesi. Il gip evidenzia favori e scambi di denaro. Mazzette per oliare meccanismi ben collaudati e soprattutto appalti da spartire in mezzo Abruzzo. A Canistro l'inchiesta riguarda i lavori di risanamento e consolidamento del cimitero, mentre a Campotosto la manutenzione dell'area di campeggio Capparella e della struttura adibita a centro velico denominata 'casa dei pescatori', oltre a interventi nell'ex discarica in localita' Reperduso. C'e' anche il fronte delle aste pubbliche bandite dall'Unione dei Comuni delle Colline teatine, di cui il Comune di Casacanditella e' capofila. In quest'ultimo caso al centro dei presunti illeciti ci sono i lavori di riassetto territoriale dell'area a rischio idrogeologico della localita' Colle grande del Comune di San Martino sulla Marrucina. A Capistrello, inoltre, il lavoro degli inquirenti ha riguardato la gara relativa ai lavori di manutenzione del depuratore eseguiti dal Cam. Le indagini poggiano prevalentemente su intercettazioni ambientali e sul sequestro di documentazione. 

Ad innescare, nonche' a dare il nome all'inchiesta denominata "Master list", e' stata tra le altre cose una lista di ditte che, secondo l'accusa, si dovevano spartire numerosi appalti sia in provincia di L'Aquila sia nel resto della regione, lista contenuta in un'agenda sequestrata in una perquisizione all'imprenditore di Penne Sergio Giancaterino, ora ai domiciliari. Per questo elemento, altri documenti e il materiale dei precedenti filoni, secondo la Procura della Repubblica di Avezzano e la squadra mobile, i destinatari odierni dei provvedimenti restrittivi sarebbero "inseriti in un collaudato sistema illecito, da cui e' scaturito il nome dell'operazione, finalizzato ad influenzare appalti pubblici in diversi comuni della provincia di L'Aquila". Secondo le carte in possesso dell'accusa, il meccanismo piu' utilizzato da parte di amministratori, tecnici e funzionari coinvolti, era quello di rispondere alle gare con le ditte d'accordo con chi avrebbe dovuto vincere tra di loro stabilendo insieme il massimo ribasso. Naturalmente, l'obiettivo sarebbe stato quello di partecipare agli appalti e di far ruotare i vincitori. Da riscontri e intercettazioni sarebbe emersa l'intesa raggiunta tra gli indagati per la gara relativa alla sistemazione dell'edificio comunale del Comune di Canistro: in un appalto di circa 480mila euro, circa 20mila sarebbero stati distribuiti tra ditte partecipanti e amministratori attraverso contributi e consulenze. L'appalto - ritengono Procura della Repubblica di Avezzano e squadra mobile - non e' poi andato a buon fine "per cause indipendenti dalla volonta' degli indagati". Le indagini riguardano tra gli altri, a Campotosto (comune dell'Aquilano che ha subito il terremoto del Centro Italia 2016-2017 e di L'Aquila del 2009), l'appalto per la manutenzione dell'area di campeggio Capparella e della struttura adibita a centro velico "casa dei pescatori", oltre a interventi nell'ex discarica in localita' Reperduso, le aste pubbliche bandite dall'Unione dei Comuni delle Colline teatine, di cui il Comune di Casacanditella e' capofila: a tale proposito, al centro dell'inchiesta i lavori di riassetto territoriale dell'area a rischio idrogeologico della localita' Colle grande del Comune di San Martino sulla Marrucina. Ed ancora: a Capistrello, la gara relativa ai lavori di manutenzione del depuratore eseguiti dal Cam. 

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Fs, 26.560 gli interventi di assistenza dell’ Help Center di Pescara

Sono stati 26.560 gli interventi di assistenza effettuati nel 2016 dall' Help Center di Pescara Centrale. Tra questi 17.500 hanno riguardato i servizi di sostegno di base - come docce, erogazione di pasti e distribuzione di vestiario - mentre oltre 9.000 sono stati rivolti a interventi di accompagnamento e orientamento sociale e lavorativo. I servizi di assistenza hanno interessato un totale di 630 utenti: il 72% gia' fruitori dell'Help Center e il 28% nuovi. In particolare il 78% sono uomini e il 28% donne. Per quanto riguarda invece la nazionalita', il 25% degli utenti e' composto da cittadini italiani, il 37% da comunitari e il 20% da extracomunitari. Ad oggi gli Help Center sono 17, presenti a Roma Termini, Milano Centrale, Bari Bologna, Brescia, Catania, Chivasso, Firenze Santa Maria Novella, Foggia, Genova Cornigliano, Melfi, Messina, Napoli Centrale, Pescara Centrale, Reggio Calabria, Torino e Trieste. Circa 500mila gli interventi di assistenza effettuati nel 2016 dagli Help Center, il primo grande progetto promosso dal Gruppo FS Italiane per contrastare e affrontare i fenomeni di disagio sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. Tra questi, l'85% (circa 410mila) ha riguardato servizi di sostegno di base - come docce, erogazione di pasti e distribuzione di vestiario - con un forte incremento rispetto al 2015, a testimonianza dell'impatto significativo dei flussi migratori che ruotano attorno alle stazioni, in particolar modo nel Sud Italia

 L'altro 15% (circa 75mila) include invece interventi di accompagnamento e orientamento. Sale, poi, del 7% il dato delle persone che si sono registrate presso gli Help Center e cresce anche il dato di chi si e' rivolto a queste strutture per la prima volta (+18%), mentre diminuisce leggermente (-2,2%) il numero degli utenti abituali. Tra gli utilizzatori, circa 6mila gli italiani, 5mila gli stranieri comunitari e 11mila gli extracomunitari. Gli Help Center hanno totalizzato circa 4.500 giorni di apertura, con 32mila ore di attivita', 46 operatori sociali attivi ogni ora su tutta la rete e 850 volontari. Questi i dati principali contenuti nel Rapporto dell'Osservatorio sul Disagio e la Solidarieta' nelle Stazioni Italiane (ONDS), illustrati oggi nella sala Auditorium di Ferrovie dello Stato Italiane. Alla presentazione, i cui lavori sono stati aperti da Renato Mazzoncini Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, hanno partecipato Laura Baldassarre Assessora alla Persona, Scuola e Comunita' solidale di Roma Capitale, e Roberto Pella Vice Presidente Vicario ANCI

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Omicidio di Montesilvano, la ricostruzione degli inquirenti

"Vattene infame non sei buono". Cosi' Antonio Bevilacqua, il 21enne ucciso con un colpo di fucile la notte del 16 settembre a Montesilvano mentre era all'interno del ristorante si era rivolto a Massimo Fantauzzi, 46 anni, in carcere da due giorni perche' ritenuto l'autore del delitto. Alla base dell'omicidio ci sarebbe infatti la lite tra il 21enne e il 46enne. Bevilacqua, con l'amico che era in compagnia del killer, avrebbe "commentato negativamente la presenza del Fantauzzi - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea - accompagnando tali considerazioni con gesti significativi di un atteggiamento di disprezzo che nutriva nei suoi riguardi". Per risalire al killer, sono state determinanti le testimonianze delle persone presenti nel locale la notte della tragedia. In particolare, un conoscente di Fantauzzi, che aveva trascorso la giornata con lui e che era andato con lui nel locale, oltre a quelle dell'ex compagna e della figlia dell'arrestato. Quella notte un'altra persona avrebbe espresso risentimento nei confronti di Fantauzzi in particolare per "il mancato rispetto di un non precisato impegno che aveva assunto nei propri riguardi" e "Bevilacqua - scrive il gip - si era offerto di 'risolvere' la questione", ma l'amico di Fantauzzi "era riuscito a riportarlo alla calma, premurandosi di invitare il Fantauzzi, che era sempre rimasto all'esterno del ristorante, ad abbandonare il locale vista l'atmosfera tesa nei suoi riguardi: tale invito non era stato tuttavia raccolto".

 Allora Bevilacqua, quando Fantauzzi e' entrato nel locale, avrebbe "ostentato disprezzo invitandolo ad allontanarsi ed apostrofandolo con frasi offensive". Per evitare il peggio l'amico ha accompagnato a casa il 46enne che in macchina, durante il tragitto, ha pronunciato queste parole "ma ti rendi conto, come mi ha trattato? Con un paio di cazzotti lo sfracchio". Il teste si e' trattenuto in casa di Fantauzzi per qualche minuto e poi e' tornato al ristorante. Mentre si dirigeva in auto verso il locale e' stato "superato da una moto di colore rosso che, al momento dell'affiancamento aveva avuto un momento di esitazione nel portare a termine il sorpasso". Secondo il gip, "decisivo elemento per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione del responsabile dei fatti" veniva poi fornito dal testimone "il quale, alla vista del filmato tratto dal sistema di telecamere posizionate all'interno ed all'esterno del locale, riconosceva questi nel proprio amico Fantauzzi Massimo".

Il giudice soottolinea poi "altri significativi elementi che corroborano il quadro accusatorio" e che l'ex compagna e la figlia di Fantauzzi "hanno fornito importanti elementi ai fini della richiesta cautelare". Sarandrea, infine, reputa rilevante "il quadro indiziario a carico dell'indagato, "posto che le riprese video in atti nonche' le dichiarazioni rese dai soggetti sopraindicati, consentono di ricondurre la responsabilita' del grave delitto in esame proprio a Fantauzzi Massimo". 

Massimo Fantauzzi nei giorni seguenti al delitto avrebbe vagato per le campagne, spostandosi a piedi e riparandosi in luoghi di fortuna. E' la ricostruzione fornita, stamani, dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa sull'omicidio di Antonio Bevilacqua, il 21 enne ucciso la notte del 16 settembre a Montesilvano mentre era all'interno di un ristorantei. Il killer, sabato scorso, tra Montesilvano Colle e le colline di Pescara, zona presidiata dai carabinieri, sfiancato dalla latitanza, ha incontrato una pattuglia e si e' consegnato ai miliari, dicendo "Sono qui, sono io". Ai carabinieri ha anche ammesso le sue responsabilita'. Durante la fuga, hanno spiegato in conferenza stampa , il killer "non ha avuto un supporto logistico", ma ha agito "in maniera improvvisata e senza punti di riferimento". Il movente dell'omicidio sarebbe "l'acceso diverbio" avvenuto all'interno del locale, le cui ragioni sono oggetto di approfondimento anche se al momento " non c'e' certezza investigativa". Al termine del litigio, il 46enne e' uscito dal locale per poi tornare dopo trenta minuti con l'arma. E' entrato nel locale, ha aperto il fuoco ed e' fuggito. Il killer e il 21enne erano conoscenti. Al vaglio degli inquirenti, anche la posizione di alcuni testimoni presenti nel locale durante la lite e al momento dell'omicidio. Nell'abitazione di Fantauzzi, durante le perquisizioni, i militari hanno trovato 100 grammi di marijuana e una pistola scacciacani. Ad occuparsi delle ricerche e delle indagini sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Pescara e quelli della Compagnia di Montesilvano, coordinati dalla procura del capoluogo adriatico

E' stato trasferito in un carcere fuori dall'Abruzzo Massimo Fantauzzi, il 46enne arrestato sabato scorso, dopo una settimana di latitanza, per l'omicidio di Antonio Bevilacqua, il 21enne ucciso la notte del 16 settembre con un colpo di fucile in un pub di Montesilvano. Fantauzzi e' detenuto in regime di isolamento. Verra' interrogato per rogatoria. L'interrogatorio di garanzia si svolgera' entro giovedi', termine dei cinque giorni previsti dalla legge. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere il gip del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea si sofferma sull'"assoluta gravita' intrinseca dei fatti compiuti" e sulla "ferocia mostrata dall'indagato nel realizzare il proposito delittuoso". E' piu' che concreto, scrive il giudice, il "pericolo che l'indagato, se non sottoposto a idonea misura cautelare, possa commettere altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede o comunque connessi con l'uso della violenza". 

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Fisco, lombardi i piu’ ‘generosi’, meno ‘tartassati’ al Sud

Sono i lombardi i piu' 'generosi' d'Italia con il fisco o, se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto, i piu' 'vessati' dal nostro sistema tributario. La denuncia e' stata sollevata dall'Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto il gettito di imposte, tasse e tributi versati allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali dai lavoratori dipendenti, dagli autonomi, dai pensionati e dalle imprese residenti nel nostro Paese. Come dicevamo, la regione che svetta nella graduatoria dei piu' 'tartassati' d'Italia e' la Lombardia: nel 2015 ogni residente di questo territorio (neonati e ultracentenari compresi) ha mediamente corrisposto al fisco 11.898 euro. Subito dopo si collocano gli abitanti del Trentino Alto Adige, con un gettito medio di 11.029 euro e gli emiliano-romagnoli, con 10.810 euro. Appena fuori dal podio, invece, si posizionano i laziali (con un versamento medio di 10.452 euro) e i liguri (con 10.121 euro). Le Regioni, infine, dove il fisco e' meno 'invasivo' sono quelle meridionali: nel 2015 in Campania il gettito pro-capite medio e' stato pari a 5.703 euro, in Sicilia a 5.610 euro e in Calabria a 5.436 euro. Nel Sud e nelle Isole, di fatto, il peso complessivo del fisco e' pari a quasi la meta' di quello "gravante" sui residenti del Nordovest. "L'esito di questa analisi - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - dimostra come ci sia una correlazione tra le entrate fiscali versate, il reddito dichiarato e, in linea di massima, anche la qualita'/quantita' dei servizi erogati in un determinato territorio. Essendo basato sul criterio della progressivita', il nostro sistema tributario grava maggiormente sulle regioni dove la concentrazione della ricchezza e' piu' elevata e il numero di grandi aziende e' maggiore, anche se i cittadini e le imprese di queste aree dispongono, nella stragrande maggioranza dei casi, di servizi pubblici migliori rispetto a quelli presenti in altre parti del Paese". 

Da questa analisi, inoltre, emerge anche il forte divario esistente in materia di prelievo fiscale tra i vari livelli di governo. Ebbene, a fronte di un dato medio nazionale di 8.800 euro pro capite di tasse nazionali e locali versate nel 2015, l'84 per cento e' stato "assorbito" dallo Stato centrale (7.390 euro pro-capite), un altro 9,3 per cento dalle Regioni (825 euro pro-capite) e, infine, il rimanente 6,7 per cento dagli enti locali: come i Comuni, le Province e le Comunita' montane (585 euro pro-capite). Se il peso del fisco sui contribuenti delle regioni del Sud e' nettamente inferiore rispetto al resto del Paese, il segretario della Cgia, Renato Mason, precisa: "Negli ultimi tempi, pero', la pressione tributaria sui contribuenti del Mezzogiorno ha subito degli aumenti decisamente superiori al resto d'Italia. A seguito del disavanzo sanitario che ha contraddistinto in questi ultimi anni i bilanci di quasi tutte le Regioni meridionali, i Governatori di queste realta' sono stati costretti ad innalzare fino alla soglia massima sia l'aliquota dell'Irap sia quella dell'addizionale regionale Irpef con l'obbiettivo di riequilibrare il quadro finanziario". Da un punto di vista metodologico i tributi analizzati in questo studio sono riferiti al valore aggiunto generato nelle singole regioni. Rispetto al 2016, quest'anno il carico fiscale medio nazionale e' previsto in calo di 0,4 punti percentuali, grazie soprattutto, alla ripresa del Pil e alla riduzione dell'aliquota Ires (Imposta sui redditi delle societa') che dal 27,5 scende al 24 per cento. Quest'ultima misura fara' risparmiare alle societa' di capitali quasi 4 miliardi di euro. Pertanto, nel 2017 la pressione fiscale in Italia dovrebbe attestarsi al 42,5 per cento. Un trend che prosegue ormai da qualche anno, anche se in misura ancora del tutto insufficiente. Dopo aver toccato il record storico nel biennio 2012-2013 (43,6 per cento), successivamente ha cominciato a diminuire (vedi Graf. 1), sebbene continui a permanere un forte gap tra la pressione fiscale ufficiale (42,5 per cento) e quella reale (48,8 per cento), ovvero quella effettivamente "subita" dai contribuenti fedeli al fisco. A livello europeo, comunque, continuiamo a far parte del novero dei Paesi piu' tartassati. Nel 2016 l'Italia si e' collocata al settimo posto con una pressione fiscale del 42,9%: 2,8 punti in piu' della media europea e 1,6 punti del dato medio dell'area euro. Tra i principali paesi, solo la Francia registra un dato superiore (47,5%), tutti gli altri presentano livelli nettamente inferiori. La Germania, ad esempio, manifesta una pressione fiscale del 40,3%, i Paesi Bassi del 38,9, il Regno Unito del 35,4 e la Spagna del 34,4%. 

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Sondaggio Euromedia research, M5S primo partito

Il primo sondaggio politico di Porta a porta della nuova stagione 2017 - 2018 e' dedicato al Movimento 5 stelle. Dal sondaggio Euromedia research di Alessandra Ghisleri, Il M5S risulta essere il primo partito italiano con il 26,7% seguito dal PD al 26%. La Lega Nord - noi con Salvini e' stimata al 14,6% mentre Forza Italia risulterebbe sotto dello 0,1% al 14,5%. L'ultima forza del centro destra, Fratelli d'Italia, e' al 4,1%. Le altre forze a sinistra del PD: Articolo Uno-MDP viene stimato al 3,4%, gli altri di Centro sinistra (Possibile+Psiapia+RC) al 3,2% e Sinistra Italiana al 2,2%. Per ultimo, Alternativa Popolare di Alfano e' stimata all' 1,6%. La sondaggista Alessandra Ghisleri ha anche testato la probabile candidatura a premier dell'esponente grillino Luigi Di Maio. Per il totale del suo campione, Di Maio e' il miglior candidato del M5S con il 40% (73,9% tra gli elettori grillini) seguito da Di Battista 19,3% e da Fico 8,4%. Riguardo alle capacita' di governo di Di Maio, il totale del campione ritiene che non sia in grado di governare per il 56,9%. Il dato, ovviamente, si ribalta se si testa l'opinione degli elettori grillini: per loro Luigi Di Maio sarebbe in grado di governare bene il Paese per il 92,8%

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Dal Mise 32 milioni per l’area di crisi al Vibrata-Valle del Tronto- Piceno

In attuazione del "Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell'area di crisi industriale complessa di "Val Vibrata - Valle del Tronto - Piceno", approvato con Accordo di programma del 28 luglio 2017, è stato attivato, con circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 21 settembre 2017, n. 120340, l'intervento di aiuto ai sensi della legge n. 181/1989. La misura, in sintesi, promuove la realizzazione di una o più iniziative imprenditoriali nell'area di crisi abruzzese e marchigiana finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all'attrazione di nuovi investimenti. Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. - Invitalia (Soggetto gestore) a partire dal 25 ottobre 2017 e fino al 24 novembre 2017 secondo le modalità e i modelli indicati nell'apposita sezione dedicata alla legge n. 181/1989 del sito internet dell'Agenzia medesima. Sono ammissibili alle agevolazioni - purché realizzate nel territorio dei Comuni riportati nell'allegato n. 1 alla circolare - le iniziative che: a) prevedano la realizzazione di programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l'innovazione dell'organizzazione, con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro; b) comportino un incremento degli addetti dell'unità produttiva oggetto del programma di investimento. Sono considerati prioritari gli ambiti produttivi dettagliati nell'allegato n. 2 alla circolare

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Inps: Ad agosto ore cassa a 19,6 milioni, calo del 36,6% annuo

Ad agosto il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,6 milioni, in diminuzione del 36,6% rispetto allo stesso mese del 2016 (30,9 milioni). È quanto emerge dall'Osservatorio dell'Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate ad agosto sono state 6,2 milioni. Un anno prima, nel mese di agosto 2016, erano state 7,7 milioni: di conseguenza, il calo anno è del 19,4%. In particolare, la flessione annua è stata del 12,4% nel settore Industria e del 35,3% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di agosto 2017 rispetto al mese precedente un decremento pari al 6,6%

 Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate ad agosto è stato pari a 11,7 milioni, di cui 5,4 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 37,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, che registrava 18,6 milioni di ore autorizzate. Ad agosto rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -54,5%.Gli interventi in deroga sono stati pari a 1,7 milioni di ore autorizzate ad agosto registrando un decremento del 63,0% se raffrontati con agosto 2016, mese nel quale erano state autorizzate 4,6 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di agosto rispetto al mese precedente un decremento pari al 35,5%.

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Istat, produzione nelle costruzioni +0,1% a luglio

L'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato a luglio dello 0,1% rispetto al mese precedente quando era diminuito dell'1,6%. Lo rende noto l'Istat. Nella media del trimestre maggio-luglio l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito dell'1,0% rispetto al trimestre precedente mentre su base annua, si registra una diminuzione dello 0,4% sia per l'indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario che per quello grezzo (i giorni lavorativi sono stati 21 come a luglio 2016). Una flessione si rileva per entrambi questi indici anche a giugno (-0,7%). A luglio gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale, dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria. A giugno erano entrambi stazionari. Per il tronco stradale senza tratto in galleria si rileva un incremento dello 0,6% (-0,1% a giugno). Su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% a luglio 2017 (+0,5% a giugno) per il fabbricato residenziale, dello 0,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,4% per quello senza tratto in galleria (rispettivamente +0,1% e -0,1% a giugno). Il contributo maggiore all'aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all'incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali). Il contributo maggiore all'incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall'aumento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+0,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+0,5 punti percentuali). 

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Meno negozi tradizionali, piu’ attivita’ legate al food

 Meno negozi tradizionali, piu' attivita' legate al food: dopo dieci anni di crisi economica le citta' abruzzesi cambiano volto. A scattare la fotografia e' Confesercenti Abruzzo, che ha curato un'indagine su dati Movimprese, presentata a Pescara. In dieci anni le attivita' 'food' sono cresciute del 12,3%, passando da 9.635 a 10.826 unita', dato leggermente al di sotto della media nazionale (+16,8%). Scendono invece i negozi tradizionali: -16,58%, pari a meno 3.838 unita'. Stabile (-1,4%) il numero dei commercianti ambulanti, mentre cresce quello delle attivita' ricettive (+5%). Variegato il quadro che emerge analizzando la situazione nelle singole province. Pescara infatti si posiziona al terzo posto in Italia per incremento percentuale del settore turistico: +29,75% grazie alle 602 nuove attivita' aperte fra alberghi, b&b e ristorazione. Il boom della ristorazione - caso quasi unico in Italia - consente anche di arginare il calo del commercio, con i negozi tradizionali che crescono dello 0,34%. Boom della ristorazione anche in provincia di Teramo, dove il turismo ha conosciuto un aumento del 14,9%, mentre il retail scende del 10,8%. Situazione drammatica, invece, nell'Abruzzo Interno: all'Aquila il numero di negozi e' sceso del 42,2%, record in Italia, con un calo considerevole anche nel settore turistico (-7,49%). A Chieti i negozi tradizionali sono scesi del 13,5% a fronte di un incremento del 17,4% del settore turistico. La ristorazione fuori casa assume un ruolo sempre piu' rilevante anche nelle scelte delle famiglie. A fronte di una capacita' di spesa scesa in dieci anni del 6,5%, rispetto al 2006 gli abruzzesi spendono di piu' per ristorazione e ricettivita' (+1,7%), per le bevande alcoliche e i tabacchi (+0,9%), ma le voci cresciute di piu' durante la crisi in Abruzzo sono l'istruzione dei figli (+31,1%), le spese per l'abitazione (+3%), i servizi sanitari (+0,5%), a fronte di risparmi consistenti negli acquisti in abbigliamento (-26%), comunicazione (-23,7%), mobili e articoli per la casa (-17%). Nel complesso, le famiglie abruzzesi nel 2007 potevano spendere 27.708 euro, contro i 25.908 del 2016: -6,5%, nonostante vi siano regioni con segno positivo. 

"I numeri raccolti dalla nostra ricerca - afferma il presidente regionale della Confesercenti, Daniele Erasmi - dimostrano che l'Abruzzo non e' immune dai fenomeni globali che stanno interessando il commercio in tutto il mondo, che gli addetti ai lavori definiscono Apocalypse Retail. Le nostre citta' vedranno senza dubbio meno negozi e piu' attivita' legate al tempo libero. Ma il commercio non scomparira': i consumatori chiedono negozi specializzati, originali, integrati con altre forme di shopping, e per rilanciarsi i negozianti devono cambiare, consorziarsi, specializzarsi, integrarsi con il web". "L'alta specializzazione - aggiunge - e' il cuore della svolta nel commercio, e in questa sfida i negozi indipendenti hanno molte piu' chance dei centri commerciali o delle catene internazionali il cui prodotto e' facilmente reperibile online. Bisogna lanciare un programma strutturale di innovazione del commercio, una sorta di piano 'Commercio 4.0'". "Il radicale cambio dei nostri centri urbani - gli fa eco il direttore regionale dell'associazione, Lido Legnini - richiede una elevata attenzione da parte delle istituzioni chiamate a prevenire i conflitti fra le funzioni residenziali e il diritto al lavoro. La vocazione delle citta' sta mutando, e oggi viene richiesto sempre di piu' un tessuto economico orientato all'accoglienza, alla ricettivita', con servizi avanzati in questo campo. L'incremento delle strutture dedite all'ospitalita' e' un primo segnale di radicamento di questi cambiamenti: siamo invece preoccupati per la difficolta' di recupero del potere d'acquisto delle famiglie abruzzesi"

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