Redazione Notizie D'Abruzzo

Lfoundry, investimenti per 18 milioni di euro

Investimenti per 18 milioni di euro e lo sviluppo di 43 nuovi prodotti destinati a diversi settori della microelettronica e dell'automotive. E' il piano industriale di Lfoundry, annunciato dall'ad Marcello D'Antiochia al'incontro da poco terminato al ministero dello Sviluppo Economico tra le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, l'azienda e la Regione Abruzzo, alla presenza del vice capo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial. L'incontro, sollecitato dalle organizzazioni sindacali, segue quello del 1 di ottobre scorso in cui fu illustrato il nuovo assetto societario all'indomani dell'operazione di cessione del sito marsicano di semiconduttori, che conta oltre 1500 dipendenti, dalla cinese Smic alla start-up, sempre cinese, Wuxi- Kec semiconductor. L'azienda - riferisce la Fim - ha annunciato anche di aver raggiunto un'intesa con un importante partner commerciale che dovrebbe garantire commesse per i prossimi 5 anni e saturare per circa 80% la linea di produzione. Inoltre, ha espresso la volonta' di anticipare la chiusura dei contratti di solidarieta', prevista per maggio 2020. 

La Fim giudica positivo l'annuncio dell'intesa con un partner commerciale ma ritiene che sugli investimenti si e' "ancora indietro rispetto alle necessita' del sito che ormai comincia ad avere oltre 30 anni". "Permane l'incertezza - affermano il coordinatore nazionale Fim Lfoundry Augusto Bisegna e il segretario Fim di Avezzano Antonello Tangredi - rispetto alla saturazione completa della linea produttiva e le difficolta' legate a livelli di produttivita', in parte legati all'organizzazione del lavoro. Per questo, abbiamo sollecitato l'azienda a convocare quanto prima una riunione a livello aziendale e territoriale per fare il punto su questi aspetti. Alla Regione abbiamo chiesto maggiore attenzione all'industria: servono oltre alle chiacchiere strumenti che agevolino la competitivita' d'impresa, a partire dagli investimenti delle infrastrutture materiali e immateriali, strumenti fiscali che, specie nelle aree interne della regione facciano leva sulla riduzione delle aliquote Irap, mentre sulla formazione le risorse necessarie a favorire la gestione formativa delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro".

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 Nasce la Wine Business School di Tollo

Inaugurazione della Wine Business School Venerdì 31 Gennaio alle 17,30 all’EnoMuseo di Tollo. Nell’occasione la scuola verrà intitolata a Paolo Benvenuti storico direttore di Città del Vino scomparso di recente.  L'avvio delle lezioni è fissato per Venerdì 7 Febbraio con il modulo di Management.

>Ecco il programma di venerdì 31 gennaio:

L'alta formazione per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio vitivinicolo
Saluti istituzionali:
Angelo Radica - Sindaco di Tollo
Dino Mastrocola - Magnifico Rettore dell'Università di Teramo
Relazione: Gli obiettivi, i contenuti e le modalità attuative della Wine Business Emilio Chiodo - Coordinatore del corso
INTERVENTI DEI PARTNERS CHE SOSTENGONO L'INIZIATIVA Tonino Verna - Presidente Consorzio Tutela "Tullum DOCG" Valentino Di Campli - Presidente del Consorzio di Tutela "Vini d'Abruzzo" Enrico R. Cerulli - Presidente del Consorzio di Tutela Vini "Colline Teramane DOCG" Nicola D'Auria - Presidente Nazionale Movimento Turismo del Vino Giuseppe Pugliese - Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali Chieti Donato Civitella - Presidente Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati Chieti Lorenzo Di Ciano - Presidente Collegio degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati Chieti Nicola Sichetti - Presidente Provinciale della Cia Chieti-Pescara Pier Carmine Tilli - Presidente Provinciale della Coldiretti Chieti Mauro Lovato - Presidente Provinciale di Confagricoltura Chieti
Nicola Dragani - Presidente Assoenologi Abruzzo e Molise Lorenzo Di Sario - Coordinatore Regionale dell'Associazione Città del Vino Antonio Di Biase - Coordinatore Nazionale Ambasciatori Città del Vino Ermes Moretti - Associazione Tollese della Vite e del Vino Rocco Pasetti - Presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) Vini Rosanna Tofalo - Presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia
Intitolazione della Wine Business School a Paolo Benvenuti, già Direttore dell'Associazione Nazionale Città del Vino alla presenza della moglie Federica Rinaldi
CONCLUSIONI Floriano Zambon - Presidente Nazionale Associazione Città del Vino
COORDINA Massimo Di Pietro - Consigliere Comunale componente Comitato scientifico Wine Business School
Ore 19.30 Aperitivo con le bollicine dei vini autoctoni abruzzesi

 

 

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Tutti a bordo, parte la raccolta fondi

L’associazione di volontariato “Sottosopra”, che da dieci anni si occupa di disabilità nel territorio di Pescara, attraverso laboratori, campi estivi, corsi di formazione e altri servizi, lancia l’iniziativa “Tutti a bordo – Presto si parte”, una raccolta fondi finalizzata a dotare l’associazione di un pulmino e dunque a garantire pieno accesso alla mobilità anche alle persone meno fortunate.

 

Per raggiungere la quota prefissata, che è pari a 35mila euro, l’associazione rivolge un appello a imprese, aziende e singoli cittadini. Tutti possono aiutarci ad inseguire questo sogno, anche versando soltanto un euro sul nostro conto corrente dedicato – dice Cristina Celsi, presidente di Sottosopra –. In questo modo si contribuirà a rendere più agevole la vita quotidiana di tanti cittadini alle prese con problemi di disabilità e anche quella delle loro famiglie, costrette a compiere mille sacrifici per  consentire ai propri cari di compiere gli spostamenti necessari”.

 

L’associazione auspica che un particolare sostegno arrivi dalle aziende del territorio, che possono optare per la sponsorizzazione.  “Chiediamo alle imprese di legare la propria immagine all’iniziativa – prosegue Celsi – acquistando uno spazio pubblicitario sul pullmino di cui ci doteremo”.

 

 

IBAN per le donazioni: IT64G0760115400000002775376

 

Per contatti e informazioni: Cristina Celsi tel. 3397909913

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In Abruzzo il Pil e’ cresciuto del 2,2%

Nel 2018 il Pil in volume e' aumentato dell'1,4% nel Nord-est, dello 0,7% nel Nord-ovest e nel Centro e dello 0,3% nel Mezzogiorno. Lo rileva l'Istat, sottolineando che il Pil pro capite vede in cima alla graduatoria l'area del Nord-ovest con un valore in termini nominali di oltre 36.000 euro, quasi il doppio di quello del Mezzogiorno, pari a circa 19.000 euro annui. Le famiglie residenti nel Nord-ovest dispongono del livello di reddito per abitante piu' elevato (oltre 22.000 euro), quasi il 60% in piu' di quelle del Mezzogiorno (14.000 euro).

 A livello regionale sono le Marche a registrare la crescita del Pil piu' elevata, con un 3% di aumento rispetto all'anno precedente. Un deciso recupero dell'attivita' produttiva si rileva anche per l'Abruzzo, dove il Pil e' cresciuto del 2,2% a fronte dello 0,6% del 2017, e per la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (+2%). Sopra la media nazionale si posizionano altre tre regioni del Mezzogiorno: Sardegna e Puglia (+1,4%) e Molise (+1,2%). In Lombardia la crescita economica rallenta sensibilmente: nel 2018 il Pil e' aumentato dello 0,5%, contro il + 2,2% dell'anno precedente. Lazio (-0,2%) e Sicilia (-0,3%) chiudono il 2018 con una diminuzione del Pil in volume, ma le flessioni piu' rilevanti si riscontrano in Campania (-0,6%) e Calabria (-0,8%). Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, la dinamica nel 2018 e' positiva e pari allo 0,9% appena superiore a quella del Pil (+0,8%). Gli incrementi piu' significativi dei consumi delle famiglie in volume si registrano in Liguria e Lazio (+1,7% in entrambe le regioni), seguite da Abruzzo (+1,5%), Umbria e Molise (+1,4%). Un rallentamento deciso della spesa delle famiglie si riscontra, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen e per il Piemonte, dove i consumi sono aumentati solo di un modesto 0,3%. Con 36.200 euro nel 2018 (35.700 nel 2017) il Nord-ovest resta l'area geografica con il Pil per abitante piu' elevato (misurato in termini nominali). Seguono il Nord-est, con 35.100 euro (34.300 euro nel 2017) e il Centro, con 31.600 euro (31.100 euro nel 2017). Il Mezzogiorno, con 19.000 euro (poco piu' della meta' di quello del Nord-ovest), supera lievemente il livello del 2017 (18.700 euro). La graduatoria regionale vede in testa la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen, con un Pil per abitante di 47.000 euro, seguita da Valle d'Aosta/Valle'e d'Aoste (38.900 euro) e Lombardia (38.800 euro). Con 33.600 euro, il Lazio risulta la prima regione del Centro in termini di Pil per abitante. Nel Mezzogiorno la prima regione e' l'Abruzzo con 25.600 euro, mentre l'ultimo posto della graduatoria e' occupato dalla Calabria, con 17.000 euro, lievemente sopra i 16.900 euro del 2017. Nel 2018 in Italia la spesa per consumi finali delle famiglie per abitante, valutata a prezzi correnti, e' stata di 17.800 euro. I valori piu' elevati di spesa pro capite si registrano nel Nord-ovest (20.600 euro) e nel Nord-est (20.400 euro); il Mezzogiorno si conferma, invece, l'area in cui il livello di spesa e' piu' basso (13.700 euro). A un maggior dettaglio territoriale il piu' alto livello di consumi finali pro capite si registra In Valle d'Aosta/Valle'e d'Aoste e nella Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (rispettivamente 25.500 e 24.300 euro)

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Giornata della Memoria, Marsilio: l’Abruzzo ne ha sempre sentito particolarmente l’importanza

“La memoria è garanzia di libertà ed è nostro compito coltivare questa al di fuori di qualsiasi strumentalità ideologica, valorizzandola come memoria condivisa. Per questo è importante ricordare quanto è accaduto e continuare a farlo, oggi, giorno dedicato alla Memoria, ma anche in ogni altro giorno della nostra vita. Se ci guardiamo attorno, i nomi di alcune località abruzzesi derivano dai cognomi di famiglie ebraiche. Rappresentano la testimonianza della loro presenza e del radicamento nel nostro territorio. Gli ebrei, portatori di una cultura antichissima, base della civiltà europea, in Abruzzo hanno contribuito con i loro saperi allo sviluppo di nuovi mestieri e attività, come nel caso dei trabocchi, un’idea degli ebrei veneziani stabilitisi nel nostro litorale. La comunità ebraica romana non ha esitato, attraverso atti concreti, a esprimere la propria solidarietà nei confronti delle popolazioni del cratere in occasione del sisma del 6 aprile 2009. Il loro gesto ci ha ricordato che, durante la guerra, in diversi centri del nostro Abruzzo, molti ebrei in fuga dalle persecuzioni hanno trovato rifugio e accoglienza.
Senza memoria storica, una comunità può smarrire il senso profondo della propria identità culturale e civile e l’Abruzzo, per antica tradizione di tolleranza e di rispetto per i popoli, ha sempre sentito particolarmente l’importanza di questa giornata. Un apprezzamento particolare lo voglio rivolgere alle istituzioni e ai dirigenti scolastici, ai docenti e più in generale al mondo della scuola, che ha un compito basilare nella formazione di una cultura che, memore del passato, possa costruire le fondamenta per un futuro migliore e privo di ingiustizie. È nella scuola, oltre che nella famiglia, naturalmente, che si forma la coscienza dei giovani e questa giornata ci aiuta a ricomprendere e diffondere i valori della solidarietà e del rispetto reciproco, affinché si realizzi quella pacifica convivenza in grado di combattere e sconfiggere quei pregiudizi che sembrano riesplodere con rinnovata violenza nelle società attuali”.

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Marsilio riceve una delegazione della Chiesa Cristiano-Ortodossa abruzzese

Una delegazione di religiosi della Chiesa Cristiano-Ortodossa abruzzese guidata da padre Ialin Arga, parroco di Pescara e decano ortodosso, è stata ricevuta all'Aquila, dal Presidente della Regione, Marco Marsilio.

La delegazione era composta dai Padri Pedru Voicu, parroco di Vasto, Daniel Mititelu, parroco di Avezzano e Sorin Istratescu, parroco dell'Aquila.

Nel corso dell'incontro si è appreso che, secondo l'ultimo censimento, la comunità cristiano-ortodossa abruzzese è composta da circa 22 mila fedeli rumenti che rappresentano l'86% della popolazione rumena residente in Abruzzo.

Cinque sono nella regione gli edifici di culto concessi in comodato d'uso dalla chiesa cattolica per l'esercizio del culto ortodosso, a cui se ne è recentemente aggiunto un sesto che è stato costruito dalla chiesa ortodossa, avvalendosi di una donazione della chiesa cattolica.

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Riflessioni sull’esito delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria

Riflessioni sull’esito delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria

La matematica non è una opinione e 2+2 fa sempre quattro tranne che nella valutazione dei risultati delle elezioni, e questo accade anche a chi vuole fare un commento oggettivo. Tutto dipende dall’angolo di visuale da cui si osservano risultati. In questo caso si può scegliere una valutazione tra dati esattamente comparabili che sono quelli delle precedenti elezioni regionali. I risultati possono anche essere valutati alla luce delle aspettative e delle dichiarazioni dei leaders politici. Se si vuole tentare una previsione, sempre rischiosa e difficile per chi la fa, si utilizzerà la comparazione tra mele, pere e banane, cosa impossibile in matematica ma accettabilissima in politica, utilizzando i dati delle elezioni politiche, europee e regionali per valutarne il trend ed azzardare una previsione.

 

Una valutazione su dati omogenei

Se si confronta il dato elettorale del 2014 agli attuali è il Centro Destra che a buon diritto si può proclamare vincitore. Ha infatti strappato la Calabria al Centro Sinistra con amplissimo margine e ha conteso la vittoria al Centro Sinistra in Emilia Romagna dove alle precedenti elezioni la vittoria per la Sinistra era stata semplice e senza rischi come sparare sulla Croce Rossa. Anche il trend è nettamente favorevole al Centro Destra e si conclude con un umiliante 8 a 1 . Ci saranno in primavera altre elezioni regionali in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Marche, Campania, e Puglia. Per ora il Centro Sinistra conduce per 4 a 2 ed è difficile che riesca a conservare o addirittura a migliorare questo risultato. Un dato deve però far riflettere ed è un dato ambivalente. Il vantaggio della Sinistra sulla Destra si è considerevolmente ridotto in una regione che storicamente è sempre stata un grosso serbatoio di voti per il PD e per i suoi predecessori e questa abbondanza, che ora non esiste più, serviva per compensare la scarsità di voti raccolti in altre aree. La percentuale di partecipazione al voto è però raddoppiata. Nel 2014 la vittoria era così sicura per il PD che non tutti gli elettori della Sinistra sono andati a votare e si sono astenuti anche molti elettori di destra in considerazione della inutilità dello sforzo. In questa tornata elettorale l’incertezza del voto e la mobilitazione delle sardine ha favorito, anche se non di molto la sinistra. Questa situazione potrebbe ripetersi in qualche altra regione, in modo particolare in Toscana.

 

Le aspettative e le dichiarazioni dei leaders

Durante il Governo D’Alema le elezioni regionali furono pesantemente sfavorevoli alla Sinistra e il Capo del Governo ne prese atto dimettendosi. Questo non comportò elezioni anticipate perché la maggioranza in parlamento non subì variazioni numeriche, ma si ebbe un nuovo governo con un diverso Presidente Del Consiglio. Gli esponenti della maggioranza attuale hanno sempre sostenuto che non si tratta di elezioni politiche e che anche una vittoria di Salvini in Emilia non avrebbe determinato elezioni anticipate. Conte affermava che naturalmente non c’era da temere neanche una variazione nella carica di Presidente del Consiglio e questo naturalmente anche perché memore di quanto capitato a Massimo d’Alema. Per ora questo rischio non lo corre ma è da vedere cosa accadrebbe se in primavera il Centro Destra segnasse uno Score di 5 a 1. La Meloni a Porta a Porta ha fatto una fantasiosa dichiarazione sostenendo che il Presidente della Repubblica sarebbe stato obbligato a sciogliere le Camere in caso di duplice vittoria anche in assenza di un voto di sfiducia al Governo, cosa che sarebbe apparsa come un colpo di stato. Salvini sosteneva in continuazione che con una vittoria anche in Emilia Romagna, che dava quasi per sicura, avrebbe dato una spallata al Governo. Sono affermazioni in cui non crede nemmeno lui ma è stato costretto a farle perché Bonaccini aveva mostrato di saper ben amministrare e quindi era necessario spostare l’attenzione dal governo regionale a quello nazionale e soprattutto per la inconsistenza della candidata leghista. Quindi sul piano dei dati elettorali omogenei il Centro Destra ha vinto, ma sul piano delle aspettative suscitate dalle roboanti dichiarazioni del segretario della Lega ha perso.

 

Il confronto con le precedenti elezioni

Da quando nel 1994 con la vittoria di Berlusconi è nata la seconda repubblica la coalizione al governo ha sempre perso le successive consultazioni elettorali che erano un confronto tra due soli soggetti, sia pure costituiti da raggruppamenti di partiti, la Destra e la Sinistra. Nel 2013, dopo l’interludio del Governo Monti è apparsa sulla scena politica una terza forza, Il movimento 5 stelle che ha rifiutato le avances di Bersani e si è mantenuto alla opposizione. La tripolarità delle forze politiche si è confermata nelle elezioni del 2018 con queste caratteristiche: il PD che aveva governato nella precedente legislatura ha subito una sonora sconfitta, il Movimento 5 Stelle che aveva fatto una rigida opposizione ha guadagnato i frutti maggiori arrivando a sfiorare il 33%, e nel campo della Destra alla riduzione dei consensi di Forza Italia ha fatto seguito una notevole crescita della Lega che si è portata vicino al 18%. Con una rapidità imprevedibile le cose sono cambiate in un anno e mezzo. Ai 5 Stelle è capitato quello che Montanelli prevedeva per Berlusconi “facciamolo governare e il suo consenso crollerà”. Questo sta accadendo al Movimento di Grillo con una rapidità sconcertante. Alle elezioni europee ha dimezzato i propri voti a fronte di una modesta ripresa del PD e di una forte crescita della Lega e di Fratelli d’Italia. Queste elezioni regionali mostrano un ulteriore miglioramento del PD, una crescita del Partito della Meloni che si sta sostituendo a quello di Berlusconi e un moderato arretramento della Lega al cui consenso le citofonate di Salvini non giovano. Questo moderato arretramento leghista si spiega con il fatto che Salvini, annebbiato dal sole del Papeete e dalle bevute di Mojto, ha liquidato il governo giallo verde credendo di poter andare immediatamente alle urne. Questo errore e il fatto che, come diceva Andreotti, il potere logora chi non lo ha, spiega la riduzione dei consensi. Una cosa si può prevedere con sicurezza: non si andrà a votare prima della scadenza naturale della legislatura. Ai partiti di governo non conviene assumere dei rischi anche se il trend osservato in questo gennaio, ossia il lento calo della Lega e il recupero del PD dovesse continuare; la entrata in vigore della legge che taglia il numero dei parlamentari è un ulteriore disincentivo per tutti ma in particolar modo per le forze di governo e tra questi per il Movimento 5 Stelle che rischia di essere una meteora nel panorama politico italiano. I prossimi appuntamenti elettorali regionali e dei grandi comuni ci diranno quale tendenza prevarrà nel rafforzamento. Variabili da considerare sono il futuro andamento dell’economia, i rapporti nella maggioranza tra PD e 5 stelle e i problemi giudiziari di Salvini che potrebbero per lui rivelarsi uno svantaggio ma forse anche un vantaggio. Comunque, anche a scapito di ulteriori salvinate, io terrei ben pronto Giorgetti a cimentarsi come leader, perché identificare Salvini con la Lega in modo totalizzante è un errore. Fino a che un consistente partito di centro non nascerà è verso il centro che si prendono i voti per vincere e questi voti più facilmente li può conquistare un capo politico moderato nei modi e nelle azioni.

 

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

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Il Montepulciano d’Abruzzo conta oltre 18 milioni di consumatori in Italia

Stando ai risultati dell'Osservatorio permanente - a cura di Wine Monitor Nomisma - voluto dal Consorzio di tutela Vini d'Abruzzo, che da anni è impegnato nella valorizzazione e nella comunicazione delle denominazioni di origine controllata del territorio regionale, il Montepulciano d'Abruzzo riscuote sempre più successo nei consumatori e può essere la chiave di volta per far crescere le potenzialità della proposta enologica abruzzese in Italia e nei mercati esteri di riferimento. 

In Italia il 65% è stato in Abruzzo almeno una volta e le top of mind della regione sono collegate soprattutto al cibo, seguono a poca distanza temi legati al territorio ('mare', 'montagne'). Tra i principali punti di forza/attrazione della regione, secondo gli italiani, troviamo parchi/riserve naturali e borghi/città d'arte (20%), seguiti da colline/montagne (17%), gastronomia e mare (entrambe al 13%). Il vino occupa il sesto posto con il 7% delle citazioni. Il 56% degli intervistati in Germania conosce la regione, anche se solo il 7% ci è stato almeno una volta negli ultimi 5 anni e si posiziona al decimo posto tra le regioni che producono i migliori vini. In Usa la quota di chi conosce la regione è più bassa (25%), mentre gli altri valori sono perfettamente allineati a quelli della Germania. Per questo, si sottolinea, occorre continuare ad investire a livello nazionale e internazionale.

Più in generale, qual è il ruolo dell'origine territoriale nelle scelte di consumo di vino? È diversa in ciascuno dei tre mercati analizzati: è fondamentale in Italia e in Germania, dove rispettivamente il 30% e il 28% dei consumatori sceglie il vino proprio in base alla provenienza (questa percentuale scende invece al 17% in Usa). La notorietà del Montepulciano d'Abruzzo è ampia in tutti i paesi analizzati: l'83% dei consumatori di vino in Italia conosce la denominazione (il 43% lo cita spontaneamente nelle risposte aperte nel momento in cui deve indicare liberamente il nome di un vino abruzzese); il 45% in Germania e il 24% negli Usa.

La consumer base del Montepulciano d' Abruzzo conta oltre 18 milioni di consumatori in Italia (corrispondenti al 55% dei consumatori di vino), 6 milioni in Germania (18%) e 3 milioni tra New York, Texas e California (10%). E' il primo vino del Centro Sud Italia conosciuto e/o consumato sia negli Stati uniti che in Germania. In Italia seguono, con buone percentuali, anche il Trebbiano d'Abruzzo e la Passerina. Il Montepulciano d'Abruzzo viene percepito come un vino 'tradizionale/classico' ma anche come prodotto che è 'espressione dell'eccellenza italiana': sono questi, infatti, i primi due attributi indicati dai consumatori di tutti e tre i paesi analizzati. Negli Stati Uniti e in Germania è il 4° tra i vini rossi italiani citati spontaneamente dagli intervistati. Diversi sono i canali di consumo del Montepulciano in base al mercato analizzato: in Italia il consumo è prevalentemente domestico (43% degli user lo consuma soprattutto in casa e di questi il 68% durante i pasti). Tra chi lo consuma fuori casa, la bottiglia è il formato prevalente (il 70% lo ordina abitualmente, contro un 30% di chi preferisce il by the glass). In Germania, seppur nel complesso i consumi domestici siano prevalenti, non c'è preponderanza di un canale sull'altro ma l'occasione più gettonata è quella del dopo cena, fuori dai pasti. Negli Stati Uniti il Montepulciano d'Abruzzo viene invece consumato prevalentemente fuori casa: 1 su 4 lo beve soprattutto al ristorante, l'occasione dei pasti, infatti, è la prevalente ( 36% degli intervistati).

La scelta d'acquisto del Montepulciano d'Abruzzo è molto influenzata dai consigli del sommelier/negoziante, soprattutto in Italia, dove si attesta al 27% la quota di chi sceglie soprattutto in base al suggerimento (22% Germania e 19% negli Usa). All'estero il primo criterio di scelta è invece la notorietà del brand: 26% in Germania e 25% in Usa. In Italia la specifica origine territoriale è conosciuta dal 46% dei consumatori di vino, ma la quota cresce fino al 57% tra i consumatori di Montepulciano d'Abruzzo. Tedeschi e americani concordano sugli attributi distintivi che possono far crescere notorietà e consumi del Montepulciano nei rispettivi mercati: l'origine italiana e il fatto che sia un vino rosso sono i principali punti di forza del Montepulciano (indicati da circa il 20% rispettivamente in ciascun mercato). Seguono il concetto di storia/tradizione negli Stati uniti (17%) e il fatto che sia prodotto con uve di Montepulciano in Germania (15%). Le degustazioni nei punti vendita o presso i ristoranti rappresentano il principale fattore propulsivo per far avvicinare tedeschi e americani ai vini abruzzesi (complessivamente il 39% in Germania e il 43% in Usa indica questi come canali privilegiati per la conoscenza di questi vini). In Italia il viaggio enogastronomico è invece sicuramente il mezzo migliore per scoprire la regione e il suo patrimonio enologico. E' stato inoltre effettuato un particolare focus sulle winelist nel mercato Usa con l'obiettivo di indagare il posizionamento dei vini abruzzesi nel canale on-trade di New York e San Francisco nel 2019. L'analisi tiene conto di 350 ristoranti a New York e 150 a San Francisco. Interessante il dato relativo al prezzo: oltre il 50% dei vini abruzzesi presenti in lista (705 referenze di vini abruzzesi in 184 ristoranti soprattutto con cucina tipica italiana) è venduto a più di 130 dollari e di questi il 30% è sopra ai 300. Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo sono le principali referenze. 

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Sevel, via libera della Procura all’utilizzo della linea ma non al dissequestro

La Procura di Lanciano ha deciso oggi che la Sevel di Atessa puo' rimettere in funzione la parte di impianto robotico del reparto Lastratura che lo scorso 3 gennaio e' caduta, uccidendolo sul colpo, sul giovane operaio Cristian Terilli, 29 anni, di Pignataro Interamna, manutentore esterno. Il pm Serena Rossi non ha per ora disposto il dissequestro dell'area interessata, in attesa che i periti concludano gli adempimenti. In conseguenza del provvedimento della magistratura, in un paio di giorni la Sevel potrebbe rimettere in funzione l'impianto che consentirebbe di riprendere a pieno ritmo la produzione del furgone Ducato, 1.200 pezzi al giorno, e interrompere, dopo quattro settimane consecutive, la cassa integrazione a rotazione per 700 lavoratori. L'ultima cig, partita oggi, scade domenica 2 febbraio

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