E' iniziata anche in Abruzzo la raccolta delle olive per la campagna 2019 che, a fronte di un qualita' eccellente, sara' ricordata anche per i numeri della produzione di olio. Lo dice Coldiretti Abruzzo che traccia una prima stima della raccolta dell'olivo che sta iniziando in questi giorni e che, stando alle prime previsioni, in gran parte della regione registrera' anche il 50% di aumento rispetto alla produzione dello scorso anno. Un'annata di carica dunque, dopo tre anni in cui i numeri della produzione (in linea con la situazione nazionale aggravata in alcune regioni dall'allarme Xylella che fortunatamente non ha coinvolto l'Abruzzo) hanno fatto preoccupare non poco. Va comunque detto che la situazione varia considerevolmente da provincia a provincia e da zona a zona. In via generale, l'aumento e' stimato ad ora intorno al 50% rispetto alla produzione dello scorso anno (con una situazione diversa, comunque, in base all'areale e punte addirittura negative nel pescarese) per un totale di quasi 11mila tonnellate di olio previste (contro le 7 mila tonnellate del 2018) per un totale di 6 milioni di piante su circa 46mila ettari che rappresentano circa il 50% della superficie agricola arborea utilizzata, un totale di circa 60mila aziende di cui 15mila che coltivano prevalentemente olivo, oltre 350 frantoi e tre Dop presenti nelle province di Chieti (colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane). Numeri importanti che fanno i conti con una realta' aziendale variegata, che oscilla da una minoranza di imprese specializzate alle aziende a conduzione familiare fino ad arrivare ai numerosissimi "agricoltori della domenica" che si limitano a raccogliere i frutti della terra senza investimenti o lavorazioni del caso (il 75% delle aziende in Abruzzo e' di piccole dimensioni). "Una annata decisamente positiva per produzione e per qualita' in gran parte della regione e con particolare riferimento alla provincia teatina - dice Coldiretti Abruzzo - al contrario, va anche detto che in alcune zone del pescarese, tra cui il triangolo dell'olio che comprende Pianella, Loreto e Moscufo, la produzione e' addirittura scesa con punte negative del 50%. In ogni caso, ovunque l'olio avra' parametri qualitativi eccellenti, sara' un'annata da ricordare per effetto del grande caldo estivo che non ha permesso l'attacco dei parassiti. Ma attenzione - aggiunge Coldiretti Abruzzo - il rischio di comprare olio che viene dall'estero spacciato per italiano e' sempre in agguato. Il consumatore deve fare attenzione e verificare bene la provenienza". Insomma Coldiretti avverte: attenzione a cosa compriamo. Le precauzioni da prendere prima di "scegliere un olio" sono sempre almeno tre: guardare con cura le etichette; 2) acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, che hanno qualita' garantita e standard certificati; acquistare direttamente dai produttori organizzati in tutta la filiera che specificano in etichetta "olio extravergine" e "100% italiano" o, ancor meglio, abruzzese.
Leggi Tutto »Una fondazione per recuperare la memoria delle lotte sociali in Abruzzo
Realizzare, in modo permanente, un MUSEO CELDIT nel quartiere che prende il nome dalla
cartiera che per oltre settant’anni è stata una importante realtà produttiva della zona industriale di
Via Piaggio a Chieti Scalo. E’ questa la proposta che Ugo Iezzi, giornalista ed ex sindacalista ha
formulato nei giorni scorsi al momento della presentazione della ristampa del suo bel libro “IL
VILLAGGIO DELLA FABBRICA DI PAPA’”: dal villaggio al museo. L’intento è quello di
recuperare la memoria storica della fabbrica, ma anche della vita associativa, di costume e culturale
della realtà urbana che gravitava intorno alla “fabbrica di papà.” Un mondo che oggi non c’è più,
ma che ha ancora dei valori da trasmettere. soprattutto alle giovani generazioni del nostro territorio.
Bisogna considerare che l’area industriale di Chieti Scalo fino a non moltissimo tempo fa poteva
annoverare realtà industriali significative: la Farad, la Thales, l’Indusnova, la Richard Ginori, la Iac,
l’Agip, la Generaltex ecc. Ogni pomeriggio, circa alle diciassette, non meno di cinquemila operai
invadevano via piaggio per tornare a casa al cambio turno di fabbrica. Oggi questo movimento non
c’è quasi più. Un inesorabile processo di deindustrializzazione ha causato lo smantellamento di una
intera realtà industriale nella Vallata del Pescara che le istituzioni ed anche il sindacato non sono
riusciti ad evitare. A mia memoria è da circa un quarto di secolo che in questa area non si realizza
una nuova importante iniziativa industriale in grado di ridarle nuovo slancio.
C’è anche da considerare che questa è stata un’area in cui si sono sviluppate importanti lotte
sindacali, penso alla Farad, alla Iac, alla Richard Ginori, ad esempio, che hanno visto impegnati i
lavoratori e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL,UIL in grandi lotte e manifestazioni che hanno
contribuito a formare anche molti dirigenti sindacali degli anni settanta ed ottanta.
Ed anche di questi importanti momenti, a mio avviso, va cercato di recuperare la memoria storica,
mediante i racconti ed i ricordi di tanti lavoratori esponenti dei Consigli di Fabbrica e di molti
dirigenti sindacali.
E’ questo un progetto che deve avere un respiro regionale ed investire importanti vertenze
occupazionali che si sono svolte nella nostra regione a partire dagli anni settanta in poi. Penso, solo
per fare alcuni esempi, alle vertenze ex Italtel dell’Aquila, alla Monti di Città Sant’Angelo, alla
stessa Montecatini di Bussi sul Tirino.
Purtroppo devo dire che di tutto questo patrimonio sociale, sindacale e politico c’è ben poco. Le
stesse organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL,a livello territoriale e regionale, conservano
pochissimi documenti e testimonianze riguardo alle lotte per l’occupazione svoltesi in Abruzzo.
Anche se, ad esempio, la CGIL di Chieti nel celebrare il suo centenario ha riannodato le fila della
vertenza dell’ATI, l’azienda tabacchi, con la lotta delle tabacchine che nel 1968 bloccarono la città
di Lanciano per evitare la chiusura dello stabilimento che poi a metà degli anni ottanta, purtroppo, è
avvenuta.
Quindi la proposta di realizzare un museo permanente di ciò che è stato ed ha rappresentato la
Celdit è sicuramente da sostenere e va realizzato. Ma a mio avviso, è proprio necessario dare vita ad
una vera e propria FONDAZIONE per recuperare, in maniera continuativa e paziente, la memoria
storica delle lotte sociali sviluppatesi nella nostra regione. Ciò non deve assolutamente essere vista
come una inutile operazione nostalgica, ma come un patrimonio ideale che le nuove generazioni
(soprattutto di sindacalisti!) debbono impegnarsi a sviluppare nella nuova realtà sociale e produttiva
del nostro Abruzzo.
di Nicola Primavera
Abbasso il vincolo! Alea iacta est! Il dado è tratto, avanti con il vincolo di mandato!
Alea iacta est! Il dado è tratto, avanti con il vincolo di mandato!
Il furore filologico della nuova intellighenzia italica, con il suo invasivo circo
mediatico, ha finalmente condotto la nuova aristocrazia politica, non più
odiosa Casta, a riscoprire antiche radici e a riscrivere originalmente testi e
documenti deformati da una tradizione ipocrita e funzionale alle vecchie
classi dominanti.
Il primo esempio è l’assunto cardine, universalmente e scioccamente
accettato finora, della filosofia cartesiana: la formula autentica è “ Parlo,
dunque sono” e non più la banalità del ” Io penso, dunque sono”!
Il secondo esempio è tratto dalla kantiana Critica della ragion pura : non è
più l’”io penso” a dover accompagnare tutte le nostre rappresentazioni, ma
è l’”io parlo” l’atto di accertamento della mia esistenza quando spiego
qualcosa!
Sic stantibus rebus, buttandola in politica, anche il povero Dante è così
corretto :
nel XXVI canto dell’Inferno, non è scritto “ Considerate la vostra semenza.
Nati non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”
bensì “ Nati voi foste per viver come bruti, non per seguire virtute e
canoscenza”!
Così, dopo l’ “ Etica more gryllino demonstrata “ , che ha tagliato i privilegi
di quella impudica Casta, sputtanata dal 2007 dagli eredi di Savonarola, i
Dioscuri del Corriere e, subito dopo, gli intellettuali della famosa
associazione filantropica, impegnata da sempre nella lotta all’evasione
fiscale, la siderale Confindustria, dopo la vindeminatio magna che ha
tagliato i rentiers improduttivi dell’ultima Repubblica, grazie al rasoio
dell’onorato Luigi, novello Arnaldus a Brixia- Arnaldo da Bresciaispiratore,
corifeo e realizzatore della rivoluzionaria renovatio Senatus, si
apre l’ultimo orizzonte della apocalittica riforma costituzionale, l’eliminazione
di quella squallida- per i neocostituzionalisti- clausola che è l’assenza del
vincolo di mandato per deputati e senatori, l’ultimo ostacolo alla
trasformazione del libero parlamentare in devoto milite di tetragona falange!
Ma qui è, purtroppo, poiché ogni tanto anche ad un illuminato semidio vires
deficiunt , mancano le forze, necessaria una investitura che riconosca
l’auctoritas assoluta del proponente, sempre l’eclettico e proteiforme
Ludovicus sive Aloisius, Campanus, l’erede designato di Frate Dolcino
mutatosi in condottiero implacabile, novello Federico finalmente vittorioso
contro la Lega lombarda dell’improvvido Matteo!
A questo provvede un consumato ministro, Parvus Franciscus, italice
Franceschini - diminutivo, giammai vezzeggiativo- folgorato sulla strada di
Damasco dal vigore intellettuale, con annessa insaziata curiosità, del suo
poliedrico collega, folgorato al punto da ipotizzarlo protagonista di una
moderna versione della proustiana Recherche, la Ricerca del tempo perduto
a scuola ( dagli altri )!
Clamoroso effetto di questa felice combinazione intellettuale è la scoperta,
scoperta che avrebbe spinto al suicidio anche un intellettuale caro al
Leopardi come Angelo Mai, di monumenti dell’antico diritto romano, ignoti
anche a Teodoro Mommsen, monumenti che legittimano ab ovo la
cancellazione dell’osceno vincolo.
Così, i costituzionalisti ignari potranno finalmente, tra i tanti tesori sepolti,
conoscere:
1) Corpus iuris conciliorum laicorum ( Diritto delle assemblee civili);
2) Lex Aloisia de caracallae, togae sive loricae commutatione
coercenda ( Legge dell’onorato Luigi per la repressione del cambio di
casacca);
3) Ludovici lex de legatorum perduellione ( Legge, ancora, dell’onorato
Luigi sul tradimento dei deputati);
4) Lex Aloisia de fide sublata ( Legge, sempre e comunque, del de cuius
sulla fiducia tradita);
5) Leges de proditione domus plutei( leggi sul tradimento di casa leggio).
6) Lex Davidica de mercimonio puniendo ( Legge di Davide per la
punizione del mercimonio);
7) Ludovici lex de consulari potestate ( Legge di auto-attribuzione del
potere consolare);
8) Aloisii lex de tribunicia potestate ( E’ facile!);
9) Ludovici lex de adulterio politico ( Punire i franchi tiratori!);
10) Parvi Francisci lex de deditione ( Obbedire sempre e comunque!).
Con simili fondamenti giuridici sanciti dalla storia, chi potrà opporsi?
Probabilmente solo il sen. Toninelli se si accettasse di trasferire in politica la
sua magnifica ossessione per l’analisi costi-benefici!
AMEN!
di Angelo Orlando
In Italia un bimbo su tre sovrappeso o obeso, è record europeo
Un bambino su tre nella fascia 6-9 anni in Italia e' sovrappeso o obeso, il tasso maggiore di tutta l'Europa. Lo afferma il secondo rapporto sulla malnutrizione infantile della Ong Helpcode, pubblicato in vista delle Giornate mondiali contro l'obesita' del 10 ottobre e dell'alimentazione del 16 ottobre. Secondo il documento sono circa 100mila i bambini obesi o sovrappeso nel nostro Paese, con una prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%). A livello globale d'altra parte il numero di bambini di eta' inferiore ai cinque anni obesi o sovrappeso risulta in costante aumento e ha ormai superato quota 40 milioni, 10 milioni in piu' rispetto al 2000. Le famiglie del Centro e del Sud d'Italia, con livelli di istruzione e di reddito piu' bassi rispetto alla media nazionale, registrano un'incidenza maggiore del fenomeno. La maglia nera va ai bambini campani (oltre il 40% sono sovrappeso e obesi), seguiti dai coetanei di Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia.
"Le ricerche piu' recenti ci dicono che e' necessario intervenire nei primi tre anni di vita - osserva Mohamad Maghnie, responsabile dell'UOC Clinica Pediatrica dell'Ospedale Gaslini di Genova -. E per farlo dobbiamo conoscere abitudini alimentari e stili di vita dei pazienti a cominciare dalla gravidanza. Ma non basta. Dobbiamo investire nell'educazione alimentare delle famiglie e nella formazione mirata dei medici"
Leggi Tutto »Vertenza Mercatone Uno, tavolo al Mise per trovare soluzioni per 1860 lavoratori
Torna al ministero dello Sviluppo economico la vertenza dei 1.860 lavoratori ex Mercatone Uno. Al centro del tavolo, sollecitato a più riprese dai sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, convocato a poche settimane dalla scadenza, il 31 ottobre, della presentazione delle offerte vincolanti di acquisto, soprattutto lo studio di una possibile azione congiunta per affrontare la grave condizione salariale dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore con una busta paga media di 400 euro al mese dovuta al taglio dell'orario di lavoro, ridotto nella fase di cessione alla Shernon Holding a fronte delle garanzie occupazionali fornite dalla direzione societaria. Al tavolo presenti: il Gruppo Mercatone Uno in amministrazione straordinaria ed i rappresentanti delle Regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.
"E' necessario ripristinare l'orario di lavoro precedente alla vendita a Shernon Holding e rimodulare la Cigs", chiede il segretario nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca.Prioritario , per i sindacati, anche superare lo stallo sull'attivazione delle politiche attive a livello regionale con la necessaria revisione delle modalità di coinvolgimento degli attori coinvolti, allo stato impossibilitati a procedere mentre sullo sfondo resta la situazione dei 10mila dipendenti delle aziende fornitrici, in attesa di essere pagate dell'utenza che non ha ricevuto la merce già saldata. "Il nostro auspicio è quello di una supervisione istituzionale che sappia innanzitutto risolvere la grave condizione reddituale degli addetti e, a poco più di un mese dalla conclusione ipotizzata per la ricerca di possibili acquirenti, individuare una soluzione sul destino dei 55 negozi", prosegue Blanca.
Leggi Tutto »Graminacea della steppa della Mongolia scoperta sui monti dell’Abruzzo
Una specie relitta dalle steppe dell'epoca glaciale ritrovata per la prima volta in Appennino centrale, nella Marsica Fucense e all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. La Festuca del Vallese (Festuca valesiaca), e' attualmente una graminacea diffusa nelle steppe dell'Asia centrale, come ad esempio quelle della Mongolia, dove costituisce una delle erbe dominanti. Finora risultava nota in Italia solo in alcune valli aride delle Alpi. E' stata ora individuata intorno al bacino del Fucino nonche' nella Valle del Giovenco. La scoperta e' stata appena pubblicata sulla rivista scientifica "Plant Biosystems" dai botanici del Dipartimento Dafne dell'Universita' della Tuscia (Viterbo), in collaborazione con i colleghi del Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino (Barisciano) e del Laboratorio di Geobotanica dell'Universita' di Trier (Germania). A seguito di approfondite esplorazioni botaniche in questi ultimi anni, si sono susseguiti ritrovamenti di specie steppiche - che non esistono altrove in Appennino - nelle conche interne abruzzesi. "La Festuca del Vallese arricchisce ulteriormente la varieta' di specie tipiche delle steppe asiatiche che crescono isolate sui rilievi circostanti le conche del Fucino e dell'Aquila, aree caratterizzate da un clima piu' continentale del resto dell'Appennino" osserva Goffredo Filibeck, docente di geobotanica all'Universita' della Tuscia. Diciottomila anni fa, al culmine dell'ultima glaciazione, vaste aree della penisola italiana erano dominate da una steppa come quella che oggi vediamo in Asia centrale. "La presenza congiunta di differenti specie relitte suggerisce che il clima continentale del Fucino, unitamente alla pastorizia praticata fin da epoca preistorica, ha mantenuto fino ai nostri giorni una sorta di 'isola' di flora della steppa: un museo all'aria aperta che ci rimanda a quando qui correvano i cavalli selvatici cacciati dall'uomo primitivo", chiude Filibeck
Leggi Tutto »Furbetti del cartellino a Pescara, udienza preliminare a dicembre
Si terra' il prossimo 17 dicembre, davanti al gup del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, la prima udienza preliminare del procedimento a carico dei presunti furbetti del cartellino nella societa' Provincia Ambiente. Il pm Andrea Papalia ha chiesto il rinvio a giudizio di 13 persone, mentre altre 4 posizioni sono state archiviate. I fatti risalgono al 2017, quando gli investigatori, dopo avere installato alcune telecamere negli uffici, appurarono che i dipendenti, in maggioranza addetti ai controlli degli impianti termici, in piu' occasioni "si sarebbero assentati dal luogo di lavoro senza passare il badge" o attraverso stratagemmi, come la doppia timbratura consecutiva del badge, che cancellava la traccia della precedente operazione. Alcuni dipendenti inoltre avrebbero passato il badge di colleghi assenti o giunti al lavoro in ritardo, e due auto della societa' sarebbero state utilizzate per fini privati.
Leggi Tutto »Caramanico Terme: completata riqualificazione di Piazza Marconi con fondi del Masterplan
Sono pressochè ultimati i lavori di riqualificazione urbana di Piazza Guglielmo Marconi, nel cuore della cittadina di Caramanico Terme, finanziati con i fondi del Masterplan Abruzzo. «Il nostro Comune - dichiara il Consigliere di “Uniti per Caramanico” ed ex Vice Sindaco Giovanni Conte - è risultato assegnatario di 140mila euro ottenuti grazie alla certificazione di Caramanico Terme come uno tra "I Borghi più Belli d'Italia", risorse utilizzate per recuperare lo spazio urbano alla vita di comunità e rendere accogliente la principale porta di accesso al centro cittadino. Un finanziamento ottenuto grazie all’impegno dello scorso Esecutivo Regionale, del suo Presidente Luciano D’Alfonso e dell’allora Sottosegretario Mario Mazzocca, e che ha consentito si aggiungere un ulteriore importante tassello al progetto di valorizzazione del paese fortemente voluto dall’ex Sindaco Simone Angelucci e dalla sua Amministrazione comunale».
L’idea progettuale nacque proprio dall'esigenza di intravedere e realizzare ciò che la piazza non riusciva a regalare al residente, in termini identitari ed aggregativi, ed al fruitore, in termini estetici e identificativi. Si parte dalla forza caratteristica che circonda Caramanico: l’acqua. L’elemento principe della natura e della società caramanichese. L’acqua come elemento naturale dei due fiumi che circondano il paese, l’Orta e l’Orfento, come elemento simbolico di passaggio e continuità storica, come elemento sonoro, rilassante e rigenerante, ma soprattutto acqua come salute, elemento caratteristico delle cure e della nostra storia dell'accoglienza, che conta più di 500 anni; c'è poi il secondo aspetto, e non per importanza, è l’aspetto emozionale: riportare nel piccolo ciò che la grande natura circostante riesce a trasmettere al fruitore, attraverso qualunque senso: avremo ulteriori elementi portanti quali la percezione tattile, ovvero la presenza di materiali del territorio, la percezione sonora data dal fragore dell’acqua presente come elemento progettuale e la percezione olfattiva, caratteristica persistente e presente in tutto l’ambiente di macchia mediterranea della Majella.
«Una sfida - conclude Giovanni Conte - non solo di decoro urbano, ma anche concettuale e di forte connotazione rispetto all'immagine della "Terra di Benessere", che il Comune affidò a suo tempo alla capacità dell'Architetto Maurizio Oranges, progettista, e del Prof. Michele Lepore, Associato di Tecnologia dell'Architettura e consulente esterno. Dunque Piazza Marconi sarà sito di rinnovata accoglienza, simbolo di acqua e natura, immagine autentica del luogo di ritrovo dei Caramanichesi e di benvenuto per i visitatori».
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Blasioli a Villa Celiera per il primo Postamat del territorio: Servizi e risposte alla comunità, così si salvano le aree interne
Diventa realtà a Villa Celiera uno dei dieci impegni presi da Poste Italiane e Anci nei confronti dei piccoli Comuni d’Italia con l’apertura del primo sportello ATM del territorio. Un cammino iniziato a Roma nel novembre 2018 con un incontro con tutti i sindaci, destinato a porre particolare attenzione e servizi ai centri al di sotto dei 5.000 abitanti e continuato anche in Abruzzo, una rete in costruzione che da oggi annovera anche il piccolo centro pedemontano.
Il Postamat è stato tenuta a battesimo daI sindaco Domenico Vespa, dai vertici di Poste Italiane rappresentati dal direttore delle Relazioni istituzionali area centro di Poste Italiane Andrea Bellissimo, da una rappresentanza di ANCI, presente anche il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli e tutta la comunità locale che diverrà utente del servizio da subito.
“Comincia l’attività di uno sportello destinato a migliorare la vita della comunità- così il consigliere regionale PD Antonio Blasioli- e a sottolineare l’importanza dei piccoli centri: sono convinto che la politica dei tagli di sportelli e servizi unici paghi meno degli investimenti. Le iniziative concrete come questa sono la migliore risposta al rischio di desertificazione e isolamento di cui molti comuni italiani soffrono e questi impegni possono riportare qui è in altri migliaia di centri la giusta attenzione e presenza delle istituzioni. L’Abruzzo ha 305 Comuni, 251 sono quelli con meno di 5.000 abitanti e tanti ancora ne hanno meno di 3.000. Poste italiane accende i riflettori proprio sulle realtà minori, dove non devono mancare i servizi e dove è necessario sostenere chi decide di restare ad alimentarne la vita e l’economia. Bravo il Sindaco Domenico Vespa e alla sua squadra che sta scommettendo sul futuro del paese, facendo da motore a una vera e propria riqualificazione della vivibilità di questo piccolo centro pedemontano, reso noto dalla natura in cui è immerso e dalla bontà dei suoi famosissimi arrosticini. Il Postamat da oggi è a servizio di residenti e turisti ed è la testimonianza diretta che investire sulle piccole realtà dà grandi risultati”.
“Questa novità corona uno sforzo che arriva da lontano, un lavoro necessario e a cui abbiamo creduto, per non fare mancare servizi al nostro paese - dice il sindacoDomenico Vespa- un passo sicuramente positivo a beneficio di una comunità su cui bisogna puntare, perché i piccoli centri resistano e restino luoghi dove sia assicurata e mantenuta la migliore qualità della vita dei cittadini. Noi questo lo stiamo facendo e siamo felici di rientrare negli investimenti promossi da Poste Italiane, a cui sono grato per questo sodalizio. Questa postazione non cancella gli uffici, ma li rappresenta e potenzia l’offerta che il nostro Comune dà ai cittadini e ai turisti che attraversano il nostro territorio tutto l’anno. Diventerà patrimonio del nostro paese e ne saremo utenti e custodi, perché ci dà voce e rappresenta, insieme a tutte le altre attività e opere che abbiamo messo in cammino, l’importanza che i piccoli centri devono avere, perché è proprio la presenza dei piccoli paesi che valorizza la nostra storia e la sopravvivenza delle aree interne”.
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Fibromialgia, Blasioli (Pd): soddisfatto per riconoscimento come patologia invalidante
Oggi pomeriggio, la V Commissione della Regione Abruzzo ha approvato una risoluzione finalizzata a portare avanti il riconoscimento della fibromialgia come patologia invalidante
“Sono soddisfatto del risultato ottenuto e continuerò a seguire da vicino l’iter per verificare gli impegni presi oggi dalla Regione – commenta il consigliere Blasioli per il gruppo del PD -. Nello specifico, abbiamo sostanzialmente accorpato le due risoluzioni in discussione oggi in Commissione, entrambe incentrate sulla fibromialgia e abbiamo come V Commissione condiviso l’idea di dare sostegno alle norme nazionali per riconoscimento fibromialgia quale malattia invalidante e, in particolare, al disegno di legge n. 299, recante le Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia, che porta la firma della senatrice Pd Paola Boldrini. Proprio la Boldrini è stata nostra ospite a Pescara pochi giorni fa, in occasione di una conferenza stampa di presentazione delle iniziative che, come gruppo Pd alla Regione, stiamo portando avanti per garantire corrette cure e una miglior qualità della vita alle migliaia di abruzzesi affetti da questa patologia così invalidante, sia a livello fisico che morale e sociale.
Oggi, quindi, abbiamo stabilito di istituire un tavolo tecnico scientifico, del quale faranno parte tutti rappresentanti della rete ospedaliera abruzzese e le associazioni che si occupano di fibromialgia, per iniziare a studiare ogni aspetto di questa malattia. Un primo importante passo, in sostanza, per dare risposta ai pazienti e ai professionisti che ogni giorno si scontrano con l’assenza di un protocollo sanitario sul tema adeguato. Un secondo step fondamentale sarà fatto, poi, fra sei mesi, quando ci siederemo con i rappresentanti del tavolo tecnico e, insieme, in base a ciò che avranno elaborato, potremo fare nuove proposte e strutturare un più corretto iter da seguire per il riconoscimento della fibromialgia quale malattia invalidante, valutando nel frattempo quali sono i passi avanti fatti dalla legislazione nazionale. Voglio ricordare che già in questi giorni molte donne si sono sentite meno sole, per il solo fatto che si è iniziato a parlare anche nella nostra regione di fibromialgia, una patologia, non mi stancherò mai di ripeterlo, che rende difficilissima la vita di relazione e lavorativa di chi ne è affetto”.
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