Redazione Notizie D'Abruzzo

Crescono gli addetti nelle Srl

Crescono gli addetti (+4,3%), il fatturato (+6,9%) e il valore aggiunto (+6,5%) delle Srl in Italia. In Liguria, in particolare, gli addetti aumentano del +1,8% e il fatturato sale del +3,5%. I dati emergono dall'Osservatorio sui bilanci delle srl per il Triennio 2015-2017 realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 620.155 srl, propone un'elaborazione dei principali indicatori economici per provincia, ed ha confermato il trend emerso nell'autunno scorso (erano 413 mila le srl monitorate a fine ottobre 2018). Tra i settori, ottime performance dei trasporti (+8,3%) e del commercio (+8,1% per il 2017), seguiti dal comparto dei servizi professionali, finanziari e assicurativi (+6,7%). Nel dettaglio, la quota di srl che chiudono il bilancio in utile passa dal 69,1% del 2016 al 70,3% del 2017 (+1,2 punti percentuali), un po' meno rispetto a quanto rilevato ad ottobre 2018 (+72,8%).L'indice di redditivita' del capitale proprio (roe) sale dall'8,5% del 2016 al 10,1% del 2017, in linea con quanto rilevato ad ottobre 2018, mentre l'indice di redditivita' del capitale investito (roi) passa dal 9,1% del 2016 al 12,0% del 2017, manifestando una tendenza migliore rispetto a quella rilevata in autunno. Dall'analisi geografica emerge una crescita particolarmente sostenuta degli addetti in Molise (+8,4%) ed Emilia-Romagna (+6,3%), con particolare attenzione alla provincia di Modena (+10,8%) Per quanto riguarda il fatturato, invece, e' il Nord-Est a far registrare i migliori risultati: in particolare, il Friuli Venezia Giulia (+9,1%), l'Emilia Romagna (+9%) e il Trentino Alto Adige (+8,6%) presentano tassi di crescita piu' significativi. Infine, in termini di valore aggiunto, mentre per la Liguria si registra una crescita del 3,4%, le dinamiche piu' elevate si vedono in Trentino (+9,4%) Emilia Romagna (8,4%), Lazio (8,4%), Umbria (+8,4%), Veneto (+7,2%) e Lombardia (+7%). Al sud le regioni piu' dinamiche sono l'Abruzzo (+6,4%)e la Campania (+6,1%).

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‘Gironi divini’ premia i migliori vini d’Abruzzo

La settima edizione di 'Gironi Divini' incorona il Pecorino Sha'man 2015 di Rosarubra, il Montepulciano Enisio 2014 di Tocco e il Cerasuolo 2018 di Umberto Buccicatino come migliori vini in concorso. La tre giorni, organizzata dall'associazione culturale 'Live Communication' con il patrocinio dell'amministrazione comunale di Tagliacozzo e la consulenza tecnica del critico enologico Franco Santini, ha visto la partecipazione di 49 cantine in rappresentanza di tutte le province abruzzesi. "Abbiamo deciso di dedicare le stazioni del vino ai vitigni autoctoni abruzzesi piuttosto che alle singole aziende - ha dichiarato Santini - perche' la stragrande maggioranza del pubblico che frequenta questi eventi di strada fa ancora fatica a capire che il Montepulciano non c'entra nulla con la cittadina toscana o che il Cerasuolo non si fa con uve rosa. Se, al termine dell'evento, anche una minima parte delle migliaia di persone passate per Tagliacozzo torna a casa con un po' di consapevolezza in piu' sul vino della nostra regione per me e' gia' un risultato". Erano 24 i finalisti sottoposti all'esame della giuria

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Confartigianato Pescara chiede un tavolo permanente sul tempo libero

Seppur con degli elementi positivi "l'indagine consegna la fotografia di un territorio che non brilla per il tempo libero. Pescara e la sua provincia possono ambire ad essere ancora di piu' una meta turistica, luogo di cultura ed eventi, ma c'e' bisogno di un lavoro di squadra. Tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni comunali alle associazioni di categoria a tutti i soggetti che si occupano di eventi, spettacoli e cultura, dovrebbero costituire un tavolo permanente sul tempo libero per ragionare in modo sinergico e programmatico". Questo il commento del presidente ed il direttore di Confartigianato Imprese Pescara, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale, all'indagine sull'indice del tempo libero curata dal quotidiano Il Sole 24 Ore sulla base di dati Infocamere, Siae e Istat in cui la provincia di Pescara e' al 38esimo posto nella classifica, e con i suoi 269,8 punti compare al di sotto della media nazionale.

"In una citta' giovane e dinamica come Pescara, con la sua vocazione universitaria e la sua movida invidiata da tanti altri centri, il tempo libero, grazie ad un'offerta completa e variegata, deve rappresentare un valore aggiunto ed un volano per l'intera economia. Confartigianato - concludono presidente e direttore - e' pronta a dare il suo contributo in termini di idee, proposte e progetti". Nella classifica, sul podio ci sono Rimini, Firenze e Venezia. Pescara e' al di sotto di citta' quali, ad esempio, Grosseto, Gorizia, Cesena, Ancona, Aosta, Savona, Macerata, Pesaro e La Spezia. La classifica finale, relativa alle 107 province italiane, e' il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei 12 indicatori presi in considerazione. I parametri esaminati fotografano alcune performance registrate relative all'attrattivita' turistica e all'offerta culturale riferite al 2018 e la diffusione di alcuni servizi per lo svago a giugno 2019. C'e' solo un indicatore per cui la provincia del capoluogo adriatico sale sul podio: terzo posto per il cinema, con 106,2 spettacoli ogni mille abitanti. Significativo il dato su ristoranti e bar: 17esima posizione grazie alle 755 attivita' ogni 100mila abitanti. Male le mostre e le esposizioni (0,1 eventi ogni mille abitanti, 87esima posizione), gli eventi sportivi (0,6 ogni mille abitanti, 76esima posizione) e le librerie (7,2 ogni 100mila abitanti, 60esima posizione). 

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La Asd Diamond Tennis di Alanno ospiterà il Master Finale dei veterani

La Fit Abruzzo e Molise ha voluto premiare la Diamond Tennis di Alanno regalandole il Master Finale dei veterani. Un importante torneo che decreterà il vincitore Regionale nelle varie categorie. 

La struttura dell'Asd Diamond Tennis è un’oasi verde di 5.000 m2, composta da due campi da tennis in terra rossa, spogliatoi attrezzati e area relax, che è diventata un punto di riferimento per gli amanti della racchetta della Val Pescara. Questi i numeri del nuovo centro sportivo dell’A.s.d. Diamond Tennis situata ad Alanno, in località Madonnella, presso l’ex “Golf Arcobaleno”. Punto di forza della struttura è la Scuola tennis per adulti e bambini tenuta da istruttori federali.

Il torneo si svolgerà dal 24 agosto al 1 settembre.

 

 

 

 

 

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Nino Pace: la politica per passione. In Abruzzo, come socialista, sfidò il duopolio Dc-Pci. Un ricordo.

 

Nino Pace: la politica per passione. In Abruzzo, come socialista, sfidò il duopolio Dc-Pci.

Un ricordo.

 

Nell’Abruzzo della prima repubblica e nella sua classe dirigente, nata dopo il giugno del 1970 con le prime elezioni regionali, certamente una collocazione di primo piano spetta a Nino Pace, un uomo politico a tutto tondo, con una grande popolarità ed un vasto consenso elettorale che per oltre un quarto di secolo ha svolto un ruolo importantissimo nelle scelte politiche regionali e di cui nei giorni scorsi è stato annoverato il ventennio della prematura scomparsa. Nino Pace è deceduto, infatti, il 16 agosto 1999 dopo lunga malattia. Fu così interrotto, purtroppo, un impegno politico ed amministrativo che avrebbe potuto dare alla sua Ortona,alla provincia di Chieti, ma soprattutto all’Abruzzo, un grande slancio in termini di nuove opportunità di sviluppo.

 

Era un amministratore concreto e preparato, grandissimo lavoratore, davvero instancabile, con una grande disponibilità al confronto con gli altri, una notevole passione e visione politica. Queste qualità gli facevano avere anche il rispetto degli avversari; cosa non facile, in un periodo di grandi passioni e tensioni politiche soprattutto a sinistra tra socialisti e comunisti.

 

E’ stato presidente del Consiglio Regionale, Vice Presidente della Giunta Regionale con le presidenze della Nenna D’Antonio e di Emilio Mattucci, Assessore Regionale al Lavoro, ai Trasporti, al Commercio, Industria ed Artigianato settori nei quali ha lasciato una grande eredità di provvedimenti legislativi ed iniziative concrete che produssero un loro grande sviluppo.

 

Ma è soprattutto come Assessore Regionale al Lavoro (una delega che lui volle fortemente istituire) che Nino Pace caratterizzò il suo impegno negli anni ottanta, essendo concretamente e fattivamente presente in tutte le più grandi crisi industriali della nostra regione: dai problemi della Val Pescara: la Farad, la Cir, la Iac, la Fusac alla Monti, all’Italtel e poi alla vicenda della Publasta di Ortona il cui mancato salvataggio gli procurò qualche amarezza. Partecipava alle assemblee aperte di fabbrica insieme a cgil cisl uil. Lui, assessore regionale socialista che osava sfidare sul versante dei rapporti con gli operai lo stesso PCI, ottenendo consensi e risultati. E’ un periodo che come sindacalista socialista della cgil ricordo come un momento davvero straordinario ed unico. Sempre in quel periodo collochiamo la Conferenza Regionale sull’Occupazione e sulle Partecipazioni Statali con la presenza di Gianni De Michelis.

 

Anche nei momenti successivi, il suo legame con il mondo del lavoro non è mai venuto meno. Da Presidente del Consiglio Regionale, appena eletto, venne in visita alle sedi regionali di CGIL CISL UIL.

 

Ma è nelle campagne elettorali che Nino Pace, a mio modo di vedere, dava il meglio di sé. Ricordo i suoi comizi oceanici nella Piazza della Repubblica di Ortona, con la sua oratoria trascinante ed incisiva. Negli appuntamenti elettorali riusciva a tenere in poche settimane anche ottanta, novanta comizi per tutto il territorio di Ortona (suo collegio elettorale), ma anche nei maggiori centri della provincia di Chieti ed anche dell’Abruzzo. Quando si arrivava al venerdì prima del voto giungeva sempre quasi afono e stremato dallo straordinario impegno fisico profuso. Un grande catalizzatore di consensi elettorali, nella sua città Ortona il PSI arrivò al 30%, ma anche nella provincia di Chieti ed in Abruzzo, grazie anche al suo contributo elettorale, i socialisti si posero concretamente come terzo polo rispetto alla DC ed al PCI da protagonisti non subalterni.

 

Entrato nel PSI nel 1976, alla vigilia del Midas di Bettino Craxi, dopo l’esperienza nel PSDI, Nino Pace è stato Segretario Regionale del PSI, amico di Paolo Pillitteri e collocato con la sinistra socialista nel PSI con un grande rapporto personale con Claudio Signorile e Gianni De Michelis.

Nel 1975 divenne sindaco di Ortona guidando la prima giunta di sinistra con il PSIi,il PSDI, il PCI ed il PRI dando inizio ad una stagione amministrativa per la città caratterizzate successivamente dalle giunte Bernabeo e Moro tra le migliori della città adriatica. Grande impegno anche per lo sviluppo del porto di Ortona, con i primi finanziamenti FIO e con la legge regionale ad hoc come “scalo industriale della regione Abruzzo”.

 

Infine mi preme sottolineare il modus operandi politico, davvero unico, di Nino Pace: quand’era assessore regionale arrivava in ufficio alla regione alle 7,30 del mattino. Vi rimaneva fino alle 16,30, senza alcuna pausa pranzo, poi si trasferiva nel suo studio di Ortona dove riceveva una grande quantità di persone, fino alle venti e trenta, ventuno dove andava alle riunioni delle sezioni socialiste del territorio o della Federazione del PSI di Chieti per tornare a casa a notte inoltrata. Ricordo che la grande quantità e complessità della sua attività, a volte, metteva seriamente in crisi anche il suo staff di segreteria. Nino Pace era sempre disponibile con gli altri; ascoltava tutti e personalmente l’ho visto, molte volte, aiutare concretamente chi si trovava in difficoltà.

 

In conclusione, io credo che proprio per il difficile e confuso momento politico che viviamo,nel nostro Paese ed anche nella nostra Regione recuperare, valorizzare ed attualizzare la memoria della lezione politica ed umana di uomini pubblici come Nino Pace può forse indicarci la strada giusta per uscire dalle attuali difficoltà.

 

di Nicola Primavera

(foto di Mario Paolini)

 

 

 

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Blangiardo (Istat): migliora l’occupazione, si valorizzi qualità

Oggi in Italia si registra "una minor fecondità" dovuta anche a "motivi di natura economica". Per migliorare la situazione demografica "è necessario che le famiglie, le coppie, siano messe in condizione di poter fare quei figli". Ne è convinto il presidente di Istat, Gian Carlo Blangiardo, che in un'intervista al Sussidiario.net ricorda come "la trasformazione della popolazione avrà sicuramente un impatto importante sulle variabili, come quella dei consumi, che poi incidono sul quadro generale economico". Quanto questa situazione demografica può accentuare i problemi dell'economia? "Non credo si sia in grado di misurare con precisione l'effetto, l'incidenza" che la situazione demografica italiana ha sull'economia. "Credo sia comunque ragionevole ipotizzare che ci sia una connessione - ha spiegato Blangiardo nell'intervista -. Per esempio, se le famiglie cambiano in termini numerici, ma soprattutto dimensionali, è evidente che ciò incide sui consumi. Sta crescendo la popolazione straniera, sempre più assimilata e integrata, ma probabilmente per motivi di minor reddito ha livelli di consumi mediamente più bassi rispetto alla popolazione autoctona". Quindi, secondo il presidente di Istat "dobbiamo mettere in conto che la trasformazione della popolazione avrà sicuramente un impatto importante sulle variabili, come quella dei consumi, che poi incidono sul quadro generale economico".

"E' necessario che le famiglie, le coppie, siano messe in condizione di poter fare quei figli che oggi non fanno - ha detto Blangiardo al Sussidiario.net, prima di partecipare a un incontro al Meeting di Cl - C'è una minor fecondità, un rinvio, che molto spesso diventa rinuncia, nell'avere il secondo o il terzo figlio, anche per motivi di natura economica, legati alla struttura del mercato del lavoro, alla difficile conciliazione tra maternità e lavoro. C'è anche un contesto culturale che non sembra gratificare chi eroicamente decide magari di fare più figli". Tutte queste cause, secondo il presidente di Istat"interagiscono e si sommano, producendo il risultato finale che poi osserviamo attraverso i dati statistici".

Gli ultimi dati sull'occupazione sono positivi perché "nel 2018 siamo tornati al livello di occupati pre-crisi". In Italia dobbiamo "cercare sempre più di valorizzare la quantità anche attraverso la qualità" del lavoro. Lo ha detto il presidente di Istat, Gian Carlo Blangiardo, che in un'intervista a il Sussidiario.net mette in evidenza i punti deboli del settore produttivo: "qualche volta non si fa rete, non c'è sufficiente apertura all'innovazione o la dimensione aziendale è troppo piccola". "L'aumento dell'occupazione e la diminuzione del tasso di disoccupazione sono dati di fatto - ha spiegato Blangiardo che oggi parteciperà a un incontro al Meeting di Cl a Rimini -. C'è semmai da tener conto che oltre agli aspetti quantitativi contano quelli qualitativi: non basta l'aumento dell'occupazione, ma è importante che questa sia qualitativamente di buon livello. Quindi tutte le problematiche della precarietà, del part-time involontario o di sottoutilizzo di lavoratori con un'alta formazione sono ancora aperte e c'è da augurarsi che si possa ottenere qualche miglioramento". Ci sono però degli "aspetti positivi" da non trascurare: "nel 2018 - ha aggiunto il presidente di Istat - siamo tornati al livello di occupati pre-crisi, cioè del 2008. All'interno di questo recupero, un ruolo particolarmente importante è stato quello dell'occupazione altamente qualificata nei settori dell'informazione e comunicazione, dei servizi alle imprese e dell'industria. Questo è un risultato confortante. Dobbiamo muoverci probabilmente in questa direzione e cercare sempre più di valorizzare la quantità anche attraverso la qualità"

"I punti deboli nel nostro settore produttivo, su cui si può cercare di intervenire, riguardano il fatto che qualche volta non si fa rete, non c'è sufficiente apertura all'innovazione o la dimensione aziendale è troppo piccola - ha ricordato Blangiardo nell'intervista a il Sussidiario.net -. Abbiamo poi alcuni ambiti produttivi in cui non siamo in grado di fare concorrenza a paesi nei quali il costo della manodopera è decisamente più basso. Però possiamo farcela laddove c'è bisogno di inventiva, di tecnologia, di capacità, anche di alto livello". Poi "dobbiamo riuscire a valorizzare sempre di più le bellezze naturali e il patrimonio di cultura presenti in Italia, provando così a trovare risposte alla situazione problematica e critica che in qualche modo siamo costretti ad affrontare".

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Svimez critica l’autonomia delle regioni, Giannola: il nord cresce se recupera il sud

"Per fermare l'eutanasia del Paese, il Nord deve capire che solo recuperando il Sud e il suo mercato interno puo' recuperare esso stesso". Lo ha affermato, intervenendo al Meeting di Rimini, alla tavolta rotonda sul tema "I giorni del Sud", il presidente di Svimez Adriano Giannola. Giannola ha segnalato "il motivo accuratamente nascosto del fallimento del disegno autonomista, che fa prevedere una piu' virulenta ripresa, senza mediazioni, dopo l'eventuale vittoria elettorale della Lega". 

 "Percio' - sottolinea Giannola - e' fondamentale chiarire le idee al Nord che si deindustrializza e si meridionalizza, tanto piu' quanto piu' conta di riavere i suoi soldi come dice Zaia, e tanto piu' quanto piu' punta a instaurare un sovranismo regionale in quel che resta dell'Italia a cui corrisponde la prospettiva di una progressiva perdita di ruolo e una piu' forte subalternita' nell'Unione Europea". Infine Giannola ha osservato: "Chi dice dobbiamo far crescere Milano, sottovaluta che il Nord da solo puo' ambire al massimo a fare il terzista di lusso alla Germania mentre il made in Italy si produce altrove. Se si va avanti cosi', il Nord ritornera' sui livelli economici pre-crisi nel 2025. Per fermare l'eutanasia del Paese, il Nord deve capire che, solo recuperando il Sud e il suo mercato interno, puo' recuperare esso stesso. Il Sud e' il Mediterraneo, e' la globalizzazione, e' la logistica dei porti, e' tutto quello che serve perche' l'Italia sia un Paese dignitoso. Certo, costa. Ma il Nord deve esserne cosciente e partecipe". 

Immediata la replica da parte dei governatori delle regioni del nord Italia, a partire dal Veneto di Zaia, seguito dal Friuli Venezia Giulia con Fedriga e dalla Lombardia con Fontana, che stigmatizza le critiche: "fumo negli occhi per chi, per decenni, e' ingrassato ai danni dei cittadini meridionali". C'e' un "motivo accuratamente nascosto del fallimento del disegno autonomista, che fa prevedere una piu' virulenta ripresa, senza mediazioni, dopo l'eventuale vittoria elettorale della Lega", afferma il presidente dello SvimezAdriano Giannola intervenendo al Meeting di Rimini, con la previsione che "torneranno alla carica, se vincenti, piu' aggressivi e piu' forti, con Salvini ancor piu' dipendente dai governatori". "E' fondamentale chiarire le idee al Nord che si deindustrializza - aggiunge Giannola - che quanto piu' conta di riavere i suoi soldi, come dice Zaia, e tanto piu' punta a instaurare un sovranismo regionale. Chi dice dobbiamo far crescere Milano, sottovaluta che il Nord da solo puo' ambire al massimo a fare il terzista di lusso alla Germania". "E' ora di finirla con la bufala della secessione dei ricchi e dell'Italia di serie A e serie B. In tutti i modelli autonomisti non esiste che si possa nemmeno immaginare che una parte dei un Paese possa andar male in un contesto nazionale", ribatte il presidente della Regione del Veneto. "L'Autonomia e' responsabilita'. Semmai irresponsabile e' chi non la vuole: e' la medicina per i mali del Sud, non ne e' la causa. Cosi' come stanno le cose ogni anno in questo Paese ci sono 30 miliardi di sprechi: sono dati ufficiali, non di partito, che non vanno certo a beneficio delle popolazioni del Sud, ma sempre nella direzione dei soliti noti", conclude Luca Zaia. Le parole di Giannola "palesano superficialita' e scarsa conoscenza dei fatti - aggiunge in una nota il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga - con l'aggravante di essere state pronunciate da chi dovrebbe invece avere confidenza con i temi economici. L'unica spiegazione che riesco a darmi e' che, a fronte della prospettiva di veder compiuto il percorso di autonomia, in taluni prevalga il timore di perdere lauti stipendi e prestigiose sedi". Si "sbaglia ancora una volta a proporre una lettura 'sfascista': Nord contro Sud, ricchi contro poveri - commenta il presidente lombardo Attilio Fontana - e Giannola evidentemente spera in un governo giallorosso per evitare" l'autonomia, "nella speranza di mantenere lo 'status quo' nell'idea della vecchia classe dirigente meridionale che cambiare qualcosa sarebbe per loro un pessimo affare. Liberare le energie positive del Sud e' fumo negli occhi per chi, per decenni, e' ingrassato ai danni dei cittadini meridionali", conclude Fontana.

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Morto in mare, l’autopsia conferma le lesioni da elica

Gravi e profonde lesioni al capo che possono far pensare all'azione dell'elica di un'imbarcazione sono all'origine del decesso di Mario D'Eustacchio, il 63enne di Silvi trovato morto in mare nel tardo pomeriggio di sabato, nello specchio d'acqua dell'Area marina protetta Torre del Cerrano. A confermarle è l'autopsia durata circa quattro ore all'ospedale di Teramo ed eseguita dal medico legale Giuseppe Sciarra, su incarico del pm Greta Aloisi. Vi ha preso parte anche il medico legale Gabriele Paolini, in qualita' di perito del pescatore che ha avvistato il cadavere e lanciato l'allarme. Il marittimo, la cui imbarcazione e' stata sequestrata, e' iscritto nel registro degli indagati, quale atto dovuto in presenza dell'accertamento odierno. L'ipotesi di reato e' omicidio colposo. L'esame autoptico ha consentito di accertare la presenza di gravi fratture e lesioni profonde al capo, mentre non sarebbero emerse lesioni a carico degli organi tali da far presumere una morte naturale; escluso anche l'annegamento. Eseguiti, come da prassi, dei prelievi di campioni per i successivi esami di laboratori. Il medico legale dovra' rimettere la relazione in Procura tra 60 giorni. Il corpo di D'Eustacchio e' stato avvistato sabato pomeriggio dal pescatore, un uomo del posto, che stava uscendo in barca. Lanciato l'allarme era stato recuperato dalla Guardia Costiera. C'e' da chiarire se siano coinvolte altre barche o se sia stata proprio l'imbarcazione del pescatore a travolgere il 63enne, che era solito fare lunghe nuotate al largo in quella zona. 

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Chieti, dal 22 al 25 agosto al via il ‘John Fante festival’

Dal 22 al 25 agosto a Torricella Peligna in Abruzzo al via la XIV edizione del John fante festival 'Il dio di mio padre', diretto da Giovanna Di Lello. La manifestazione, fin dalla prima edizione, è organizzata dal Comune di Torricella Peligna per ricordare e omaggiare lo scrittore americano John Fante (1909-1983), il cui padre Nicola era un muratore originario proprio di questo piccolo paese abruzzese. Tra gli ospiti presenti in questa edizione, che affronta il tema delle migrazioni e celebra l'anniversario degli 80 anni dalla pubblicazione del romanzo 'Chiedi alla polvere' di John Fante e i 110 anni dalla sua nascita: i figli dello scrittore Jim e Victoria Fante, Sandro Veronesi, che riceverà il premio alla carriera, Yvan Attal, che dialogherà con Fabio Ferzetti, Gad Lerner, Elena Stancanelli, Luca Briasco, Eleonora Molisani, Simona Baldelli, Maura Chiulli. Giovedì 22 agosto alle 21.30 si svolgerà a Piazza Unità d’Italia l’anteprima del festival con un intervento sulle migrazioni di Gad Lerner. Venerdì 23 agosto, giornata nella quale sarà annunciato il vincitore, saranno ospiti del Festival i tre finalisti del Premio John Fante Opera Prima 2019: Emanuela Canepa, L'animale femmina (Einaudi), Sandro Frizziero, Confessioni di un Neet (Fazi), Daniele Mencarelli, La casa degli sguardi (Mondadori). Durante la serata sarà consegnato il premio alla carriera allo scrittore Sandro Veronesi che terrà una lectio sul romanzo fantiano Chiedi alla polvere. Tra gli incontri della giornata anche quello con il fumettista italiano Carmine Di Giandomenico che presenterà la graphic novel Leone. Appunti di una vita realizzata con Francesco Colafella (ManFont editore): la storia del viaggio e della vita del bisnonno di Francesco Colafella, emigrato negli Usa tra la fine del 1800 e la Seconda guerra mondiale. Sabato 24 agosto a Torricella Peligna, oltre agli incontri letterari, alle 21.30 l’anteprima nazionale italiana del film 'Mon chien stupid' del regista Yvan Attal, anche protagonista del film insieme a Charlotte Gainsbourg, film tratto dall'omonimo romanzo di John Fante, che uscirà nelle sale a ottobre in Francia. Saranno presenti il regista e il produttore Vincent Roget. 

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Divieto di avvicinamento alle ex per due mariti violenti

Due ex mariti violenti sono stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle mogli eseguita dai carabinieri della Stazione di Cepagatti ed emessa dal Gip del Tribunale di Pescara. Telefonate continue, messaggi assillanti e pedinamenti sarebbero stati subiti nel tempo dalla ex compagna e dal figlio minorenne vittime di un 40enne di Cepagatti mai rassegnato alla fine del matrimonio e già in passato ad una misura cautelare simile. I carabinieri di Montesilvano hanno sottoposto alla stessa misura cautelare un altro uomo che, da gennaio scorso, avrebbe perseguitato la sua ex, una donna di Città Sant'Angelo, con continue telefonate ingiuriose, pesanti scene di gelosia e minacce. In una circostanza, immediatamente dopo la fine del loro matrimonio, l'uomo ha puntato un coltello e una pistola regolarmente detenuta, immediatamente ritirata in via cautelare assieme a un fucile e a numerose cartucce, non solo contro la donna ma anche contro i suoi parenti. 

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