Redazione Notizie D'Abruzzo

Montesilvano, si punta a riqualificare via Spagna e via Strasburgo

«Entro il mese di ottobre individueremo l’affidatario delle opere di un importante progetto di riqualificazione che vogliamo realizzare per un’altra zona strategica di Montesilvano. Si tratta di via Spagna e di corso Strasburgo». Lo annuncia il sindaco Francesco Maragno. «Abbiamo iniziato un percorso ormai 4 anni e mezzo fa. Quello volto a valorizzare le bellezze della nostra città, a cominciare delle zone strategiche turistiche. Il completamento della pista ciclopedonale su tutta la riviera e la riqualificazione di via Maresca, che abbiamo recentemente inaugurato, sono senz’altro due importantissimi tasselli di questo percorso. Crediamo però che anche la riqualificazione della zona a ridosso della stazione ferroviaria, nella parte posteriore, che guarda direttamente al mare sia un progetto doveroso per migliorare il biglietto da visita di Montesilvano».  

Gli obiettivi principali del progetto, che si sviluppa in un quadro economico di circa 77.000 euro, sono quelli di realizzare i marciapiedi di via Spagna, altra opera incompiuta della città, e di sistemare l’area stradale retrostante la stazione ferroviaria prevedendo interventi tesi a potenziare, disciplinare e migliorare la sua fruibilità.

«In questo progetto -  dice ancora il primo cittadino – rivestirà ovviamente una grande importanza l’aspetto legato alla mobilità sostenibile. Verrà quindi realizzato un percorso ciclopedonale, proprio lungo corso Strasburgo che rappresenterà il primo step di un tracciato dedicato alla slow mobility con cui intendiamo collegare il centro cittadino al mare».

Questo intervento si pone come obiettivo anche quello di migliorare la sicurezza dei pedoni e disciplinare al meglio la viabilità, anche attraverso l’organizzazione di stalli di sosta per i veicoli su via Strasburgo, mentre per ciò che riguarda via Spagna è prevista la prosecuzione del marciapiede lato monte, la realizzazione di pavimentazione e di pubblica illuminazione oltre alla predisposizione di opere a verde.

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Parte il nuovo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni

Da ottobre parte il nuovo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, che da decennale diventa annuale. Un cambiamento che fornirà informazioni utili per le istituzioni, per le politiche economiche e sociali, per sapere leggere e valutare in modo tempestivo l'evoluzione del nostro paese e saper guardare al futuro. Il nuovo censimento, infatti, produrrà annualmente i dati di base per comprendere e intervenire più efficacemente sulla soddisfazione dei bisogni degli individui e delle famiglie nelle diverse fasi della vita e per programmare e gestire i servizi sul territorio. Cambia il censimento e di conseguenza si evolvono l'organizzazione, il questionario, gli attori sul territorio, la rete di rilevazione e la campagna di comunicazione. Innanzitutto sarà basato sia su fonti amministrative che su rilevazioni campionarie e sfrutterà i dati disponibili in modo più efficace. Aumenteranno e miglioreranno le tempistiche del rilascio dei dati, con un sostanziale taglio dei costi della rilevazione per l'amministrazione pubblica. Il censimento annuale, inoltre, non utilizzerà più questionari cartacei: la rilevazione si svolgerà in parte direttamente sul web e in parte e sarà affidata ad un rilevatore con tablet fornito da Istat.

Il nuovo censimento permanente della popolazione interesserà ogni anno un campione di circa un milione e 400 mila famiglie, per un totale di 3,5 milioni di persone residenti in 2.852 comuni italiani. Solo in una parte dei comuni (1.143) parteciperanno ogni anno alle operazioni censuarie. La restante parte del comuni sarà chiamata a partecipare invece una volta nell'arco di quattro anni In questo modo, entro il 2021, tutti i comuni parteciperanno, almeno una volta, alle rilevazioni censuarie. I dati ottenuti saranno di tipo censuario, quindi riferiti all'intera popolazione italiana: un risultato raggiungibile solo grazie all'integrazione statistica tra le rilevazioni campionarie e i dati di altre fonti amministrative. "Il censimento annuale rappresenta una sfida per l'Istat che intendiamo vincere grazie alla qualità del nostro personale " afferma il presidente facente funzioni Maurizio Franzini "L'obiettivo di questo nuovo impianto è quello di fornire in tempi rapidissimi una mappa sempre aggiornata dell'evoluzione che vive la società italiana. Per raggiungere questo traguardo sarà fondamentale una collaborazione a tutti i livelli dei vari attori - istituzionali e non - coinvolti nel processo di rilevazione dei dati. L'Istat è pronto a fare la sua parte"

 I dati del censimento restituiscono informazioni sugli individui (genere, età, luogo di nascita, cittadinanza, formazione, titolo di studio, condizione professionale, tipo di lavoro svolto, mobilità) collegandole con quelle familiari (ad esempio numero di componenti, le loro caratteristiche e quelle dell'abitazione in cui vivono) e con quelle relative al territorio (luogo di residenza): dal benessere dei singoli cittadini e delle famiglie dipende il benessere sociale. Altro importante fattore riguarda la mobilità: le informazioni sugli spostamenti quotidiani per motivi di lavoro e studio permetteranno di operare per migliorare i sistemi di trasporti. "Il carattere fortemente innovativo dei nuovi censimenti permanenti - spiega Roberto Monducci, Direttore Dipartimento per la produzione statistica - consiste nella messa a punto di una piattaforma di raccolta dei dati che, nel caso del censimento della popolazione, sfrutta anche il patrimonio informativo su individui, famiglie e abitazioni già in possesso della pubblica amministrazione, riducendo al minimo le indagini dirette sui cittadini. Questo impianto statistico consente di dimezzare i costi tradizionalmente spesi per la realizzazione di un censimento a cadenza decennale, con risparmi di centinaia di milioni di euro".

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Crescono le nozze con coniuge straniero

 In aumento i matrimoni in cui almeno uno dei coniugi è straniero e, nella maggior parte dei casi, lo sposo e' un cittadino italiano. Il Rapporto Immigrazione della Caritas e della Fondazione Migrantes fotografa la situazione dei matrimoni misti in Italia. Nel corso del 2016 sono stati celebrati 25.611 matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero (12,6% del totale dei matrimoni), in leggero aumento rispetto al 2015 (+0,2%). Nel 56,4% dei casi si tratta dell'unione fra uno sposo italiano e una sposa straniera. A fine 2017 i bambini nati da genitori entrambi stranieri risultano 67.933 (14,8% del totale delle nascite). Diminuisce il numero medio di figli delle cittadine straniere, pur mantenendosi su livelli decisamente piu' elevati di quelli delle cittadine italiane (1,95 rispetto a 1,27 secondo le stime nel 2017). I dati Istat relativi al bilancio demografico nazionale - aggiunge il Rapporto - confermano l'aumento dei nuovi cittadini italiani gia' rilevato negli anni precedenti e che ha condotto l'Italia nel 2015 e nel 2016 ad essere al primo posto tra i Paesi UE per numero di acquisizioni di cittadinanza. Al 31 dicembre 2017, su un totale di 146.605 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, il 50,9% riguarda donne. Tali acquisizioni, rispetto alla stessa data del 2016, sono diminuite (-27,3%). Nelle regioni del Nord Italia si registrano tassi di acquisizione di cittadinanza ben al di sopra della media nazionale. Si notino, in particolare, i casi della Valle d'Aosta, del Trentino Alto Adige e del Veneto, ma risulta interessante segnalare tassi di acquisizione superiori alla media nazionale anche in regioni del Centro (Marche) e del Sud (Abruzzo). Riferendosi sempre al 2016, le modalita' di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne. Per gli uomini la modalita' piu' frequente e' la residenza (56% dei casi nel 2015), mentre il matrimonio e' una modalita' residuale (meno del 3%). Nel 2016, diversamente da quanto avveniva in passato, anche per le donne le acquisizioni di cittadinanza per residenza sono state le piu' numerose (43,9%), superando, seppur di poco, le acquisizioni per trasmissione/elezione (39,3%). Si riduce ulteriormente, anche per le donne, la quota di procedimenti avviati a seguito del matrimonio: nel 2016 questi risultano il 16,8% del totale, mentre nel 2014 risultavano il 25%.

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L’Aquila, nuova tecnica per le operazioni oculistiche al San Salvatore

Un'avanzata tecnica che permette di sostituire solo gli strati malati dell'occhio lasciando inalterati gli altri tessuti: è la chirurgia lamellare dei trapianti che l'ospedale di L'Aquila ha introdotto negli ultimi giorni. Si tratta di una importante evoluzione della procedura chirurgica oculare, utilizzata con successo in due trapianti, grazie alle nuove modalità adottate nel laboratorio della Banca degli occhi del San Salvatore che, tra l'altro, proprio nei giorni scorsi ha ottenuto la riconferma della certificazione del sistema qualità in base alle nuove norme Iso 9001:2015. Le nuove procedure nel trapianto e l'attestazione di qualità coincidono col potenziamento delle apparecchiature e con la nuova collocazione logistica del reparto di oculistica di L'Aquila che da un paio di mesi si è spostato nell'edificio L 2 dell'ospedale, dotato di 3 sale operatorie, di nuovi ambulatori e confortevoli sale d'attesa. L'unità operativa Banca degli occhi-microchirurgia oculare, diretta da Germano Genitti, è organizzata in due settori: la tissue banking e l'attività clinica/ambulatoriale e chirurgica. Il settore clinico e chirurgico opera invece nell'oculistica ospedaliera e assicura oltre 10mila prestazioni ambulatoriali e 2mila interventi chirurgici l'anno tra cataratte, glaucomi, distacchi di retina, chirurgia vitreo retinica, trapianti e iniezioni di anti Vegf per maculopatie. Banca degli occhi e microchirurgia ospedaliera lavorano in stretta sinergia. Tra le novità relative alla dotazione strumentale c'è l'utilizzo di 4 nuove poltrone chirurgiche che consentono di evitare al paziente spostamenti controproducenti e di ottimizzare i tempi dell'attività di microchirurgia oculare. Nell'ambito dell'azione di potenziamento delle nuove apparecchiature, inoltre, sono stati acquistati 2 microscopi operatori con Oct di ultima generazione (per esami diagnostici di retina e cornea). Con il trasferimento all'edificio L 2 l'unità operativa può ora contare su 3 sale operatorie (invece dell'unica disponibile nella precedente ubicazione) per complessivi 500 metri quadrati. "Nuovi spazi operativi, macchinari moderni, nuove tecniche nel trapianto e conferma della certificazione di qualità", spiega Genitti, "rappresentano un impulso decisivo per la nostra équipe al fine di migliorare ancora il livello delle prestazioni ambulatoriali e di chirurgia oftalmologica"

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Lolli: sul Marrucino soluzione vicina

Sembra avviata a una positiva soluzione la vicenda riguardante il Teatro Marrucino di Chieti, dopo la protesta dei vertici per la mancanza dei fondi. Questa mattina a Pescara, prima della conferenza stampa convocata per illustrare Legge Regionale n. 77 del 28 aprile 2000, riguardante Interventi di sostegno alle imprese turistiche, il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli ha confermato che ci sono i fondi per il Teatro Teatino, fra le più importanti istituzioni culturali d'Abruzzo. "I fondi ci sono e arriveranno, anche se è giusto ricordare che il Marrucino con le Giunte Chiodi e D'Alfonso erano arrivati 300 mila euro. Con D'Alfonso, poi ulteriori 200mila euro per festeggiare il Bicentenario, con il presidente D'Alfonso che annunciò che questi fondi avrebbero riguardato due annualità. Giorni fa c'è stata la segnalazione da parte del Cda del Marrucino che mi chiede conferma di questo finanziamento e poi dei tempi perché il Marrucino, in virtù delle iniziative speciali per il Bicentenario, aveva predisposto iniziative con il Teatro Metastasio di Macerata. Oggi esiste dunque l'urgenza di questi fondi per cui, io, che - ha spiegato il presidente della Regione Lolli - mi sono impegnato a reperire ulteriori finanziamenti che riusciremo ad avere grazie ad un assestamento di bilancio che faremo dopo il riaccertamento e dopo il passaggio in Consiglio Regionale. Questi soldi dovranno arrivare subito, e prima del riassestamento, per cui dovremo, secondo le norme, spostare delle risorse nello stesso capitolo e mettendole nel Marrucino e poi recuperando queste risorse che si sono spostate. Per far questo oggi nel corso della Giunta, reperiti 300mila euro, e individuato la procedura per cui procederemo anche per altre priorità come la Perdonanza dell'Aquila, il Mastro Giurato di Lanciano e la Giostra Cavalleresca di Sulmona, si farà una rapidissima procedura di cui i comuni saranno i nostri interlocutori. Per questo vi anticipo che questa mattina, subito dopo la seduta di Giunta, in cui verrà adottata questa delibera, io mi recherò a Chieti per incontrare i vertici del Cda del Marrucino perché anche plasticamente voglio far capire l'importanza che diamo alla vicenda del Marrucino"

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Turismo, undici milioni di euro per le imprese dell’Abruzzo

Undici milioni di euro a disposizione delle imprese turistiche abruzzesi, attraverso il rifinanziamento della legge 77 del 2000, che prevede interventi a sostegno delle aziende che operano nel settore. Tra gli obiettivi del piano è quello di favorire investimenti per l'aumento degli standard di qualità e la riduzione del rischio sismico, la sostenibilità ambientale, l'accessibilità per i turisti con disabilità motorie e sensoriali, il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, la diffusione della cultura della qualità. Il programma operativo 2018, il cui bando sarà pubblicato sul Burat nei prossimi giorni, è stato illustrato stamani nel corso di una conferenza stampa a PESCARA dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e dall'assessore al turismo, Giorgio D'Ignazio. Destinatari degli interventi sono gli alberghi con almeno sette camere, le residenze turistiche alberghiere con almeno sette unità abitative, gli alberghi diffusi, i campeggi e i villaggi turistici, le case per ferie, le residenze di campagna (come definite dalla legge regionale 75 del 1995), gli ostelli della gioventù, i rifugi montani ed escursionistici, gli stabilimenti balneari. Nella valutazione dei progetti sono previste premialità per i Comuni del Distretto del Gran Sasso, della Maiella Madre e Aree Interne. Ai centri dell'area Basso Sangro-Trigno, è invece riservata una quota di 2 milioni di euro del fondo, che in caso di mancato utilizzo, sarà utilizzata per finanziare iniziative sugli altri territori. "Nelle prossime settimane - sottolinea Lolli - porteremo sui tavoli nazionali una serie di iniziative, delle quali abbiamo già parlato con il ministro. Vale a dire la definizione dell'applicazione della Direttiva Bolkenstein sulle concessioni balneari, che sta frenando gli investimenti da parte delle imprese per mancanza di certezze normative; un piano di investimenti per il rinnovo degli impianti di risalita in montagna; l'istituzione di un fondo di garanzia speciale a sostegno degli investimenti delle imprese turistiche". D'Ignazio si concentra sull'opportunità rappresentata dal bando e sottolinea che "proprio per incentivare la presentazione delle domande abbiamo già calendarizzato una serie di incontri specifici sul territorio, mentre gli uffici del Dipartimento Turismo della Regione, come sempre, saranno a disposizione degli operatori per fornire tutta l'assistenza nella predisposizione delle istanze".

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Incendio distrugge uliveto

I vigili del fuoco di Avezzano sono stati al lavoro per quattro ore per domare un incendio divampato in un uliveto a San Vincenzo Valle Roveto, nella frazione di San Giovanni Vecchio vicino alla statale 82 del Liri. All'origine dell'incendio pare un fuoco pirotecnico esploso durante la festa patronale che sarebbe finito nel campo di ulivi. Per domare le fiamme, che hanno distrutto oltre cento piante, sono intervenuti dieci uomini con quattro mezzi dalla stazione di Avezzano e un elicottero decollato dal reparto volo dei Vigili del fuoco di Pescara. 

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Ricostruzione, Cisl chiede di potenziare le centrali uniche d’appalto

Potenziare le centrali uniche d'appalto, anche con l'aiuto degli uffici Tecnici dei Comuni interessati, dando priorità alle opere pubbliche finanziate. E' quanto chiede la Filca Cisl di Teramo, che interviene sui ritardi nella ricostruzione partendo dalla decisione di commissionare al Genio Militare, attraverso l'affidamento diretto da parte della Protezione Civile, la demolizione di una decina di abitazone del centro storico di Faiano, nel Comune di Montorio (Teramo) per consentire la riapertura della strada provinciale per la vicina frazione di Colledonico. A confermare la lentezza istituzionale nell'affrontare la ricostruzione post sisma, per il segretario della Filca Cisl De Sanctis sono i numeri. "I cantieri degli aggregati post sisma 2009, nella provincia di Teramo, sono partiti tra il 2017 e 2018, ben 8-9 anni dopo l'evento, così come i lavori di messa in sicurezza di alcune delle nostre scuole - dichiara De Sanctis - mentre, dei cantieri post sisma 2016-2017, neanche l'ombra. Tra maggio 2017 e maggio 2018 - continua il sindacalista - per l'Abruzzo o meglio per la provincia di Teramo, che ha 16 dei 23 comuni del cratere, sono state finanziate opere pubbliche post sisma 2016 per l'Abruzzo per 260 milioni di. A distanza di 16 mesi dalle ordinanze che li hanno resi fruibili, sono stati aperti solo 4 cantieri che riguardano chiese; zero opere pubbliche e soprattutto zero scuole". Questo, secondo il sindacalista, anche a causa di stazioni appaltanti che non sarebbero in grado di indire gare d'appalto per la progettazione prima, e per l'aggiudicazione dei lavori dopo, "in tempi degni dell'urgenza richiesta per gli interventi su scuole, edifici con funzioni amministrative, abitazioni popolari, in cui si studia, si lavora e si vive". 

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Casa, comprare ai piani alti costa il 23 per cento in più

I piani alti, soprattutto nelle grandi città, sono molto ambiti per questioni principalmente relative alla sicurezza, alla luminosità e alla silenziosità. Certo, chi vuole acquistare casa ''ad alta quota'' deve mettere in conto una spesa più elevata del 23% rispetto alla media. È quanto emerge da un'analisi di Immobiliare.it, portale di annunci immobiliari leader in Italia, che ha studiato i costi delle abitazioni residenziali in base al piano in cui si trovano. Al contrario, chi si accontenta di non salire oltre il primo livello dell'edificio può risparmiare approssimativamente il 10% sul prezzo medio di vendita della città. La regione in cui una ''casa con vista'' richiede un budget più alto rispetto alla media dei prezzi è il Lazio, dove si arriva a una maggiorazione del 35%. A seguire si trova la Lombardia, in cui le abitazioni ai livelli più alti dei palazzi costano in media il 28% in più in confronto ai prezzi della regione. Spendono molto anche gli acquirenti dei piani alti in Puglia, con un +20% rispetto alla media regionale; seguono a stretto giro la Campania (+19%), il Friuli Venezia Giulia e l'Abruzzo (+18%). Guardando invece alle principali città italiane, chi cerca casa a Milano e vuole vivere con vista sullo skyline cittadino deve mettere in conto una spesa media più elevata del 22%. Vivere con ''la testa fra le nuvole'' è un benefit molto costoso anche a Roma e Firenze, dove gli appartamenti alti costano circa il 20% in più rispetto al prezzo medio. Registrano valori più cari dell'8% le case poste ai piani più alti di Bologna, mentre a Palermo i rincari ammontano al 13%.

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