Redazione Notizie D'Abruzzo

Rapina in villa a Lanciano, i tre romeni fermati confessano

 Hanno confessato di aver partecipato alla rapina i tre romeni fermati da polizia e carabinieri dopo aver assaltato, domenica scorsa, la villa di Lanciano dei coniugi Martelli. A rivelarlo, al termine dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Massimo Canosa, e' stato l'avvocato Domenico Russo, difensore di Costantin Aurel Turlica, 22 anni, il fratello Ion Cosmin Turlica 20enne e il loro cugino Aurel Ruset di 255 anni. I tre avrebbero specificato il ruolo avuto nell'assalto, sottolineando pero' che e' stata un'altra persona a tagliare l'orecchio di Niva Bazzan. Il legale non ha fornito altri dettagli. 

"L'atto vile e violento sul quale abbiamo indagato in settimana rappresenta quello che San Michele esprime: la vittoria del bene sul male". Lo ha detto il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, riferendosi alla rapina avvenuta domenica scorsa a Lanciano ai danni dei coniugi Martelli, per la quale sono stati fermati quattro giovani romeni. Il questore ha preso la parola a Chieti, nella chiesa di Sant'Antonio Abate, durante la messa celebrata per San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato. "Ringrazio gli uomini e le donne della Polizia e i miei colleghi - ha proseguito Borzacchiello -. Abbiamo dato prova di quello che possiamo esprimere quando si e' chiamati ad affrontare dei problemi che vanno oltre la quotidianita'. Al dottor Martelli avevo detto che avremmo fatto non il possibile ma l'impossibile per arrivare alla soluzione del caso". 

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Lanciano, parco per ricordare Pino Valente

La Giunta comunale di Lanciano ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per l'intervento di riqualificazione del parco pubblico Villa delle Rose, finanziato con 1 milione di euro con fondi Masterplan per l'Abruzzo - Patti per il Sud e denominato "Central Park Lanciano Pino Valente", in ricordo del vice sindaco scomparso un anno fa. Il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclabile di 600 metri a doppio senso e un percorso pedonale sull' attuale anello dell'ex ippodromo con una pavimentazione in conglomerato neutro tipo Ecopav, una resina speciale. Nel futuro c'è l'intento di collegare, con un successivo intervento, la pista ciclabile del parco a quella di via del Mare, inaugurata un anno fa, attraverso viale delle Rimembranze. Il progetto prevede inoltre la connessione della zona dell'ex Ippodromo con il quartiere Fiera col potenziamento dell'asse portante costituito da corso Trento e Trieste, che si sta ripavimentando. Il prolungamento del Corso per 160 metri su un campo di calcio che sarà smantellato, renderà fruibile un'area pavimentata di 5.500 mq che diverrà una nuova piazza pavimentata a di forma di cavea per ospitare spettacoli e manifestazioni all'aperto. Alla rinnovata gradinata del parco verranno aggiunti tre livelli.

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Regione Abruzzo effettua la ripartizione dei fondi per la morosità incolpevole

La giunta regionale dell'Abruzzo su proposta dell'assessore alle politiche della casa Lorenzo Berardinetti, ha deliberato la ripartizione del fondo destinato agli 'inquilini morosi incolpevoli' per l'anno 2018. "Il fondo sostiene le famiglie destinatarie di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale - spiega l'assessore Lorenzo Berardinetti -. Si tratta di un valido aiuto economico per le famiglie che sono in difficoltà. La nostra amministrazione regionale - conclude - ha sempre dato massima attenzione a questo tema, in particolare sostenendo le politiche abitative". La giunta ha previsto un finanziamento complessivo di 660.752,59 euro, ripartito ai seguenti Comuni: Avezzano (48.977,31 euro), Chieti (62.853,96 euro), Francavilla al Mare (28.724,02 euro), L'Aquila (84.498,65 euro), Lanciano (42.305,84 euro), Montesilvano (60.089,82), Ortona (27.864,01), Pescara (143.424,31), Spoltore (21.596,91), Sulmona (29.318,33), Teramo (64.042,59) e Vasto (47.056,86). I Comuni potranno utilizzare anche le risorse residue a valere sulle ripartizioni delle precedenti annualità. Spetterà agli enti individuati predisporre i bandi per l'erogazione delle risorse

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Studio Cgia, la malaburocrazia costa 31 miliardi di euro

"La mala burocrazia sottrae ai piccoli imprenditori sempre più tempo e risorse per compilare un numero debordante di adempimenti, di certificati e per onorare una moltitudine di scadenze disseminate lungo tutti i 12 mesi: questa criticità costa al sistema delle Pmi italiane 31 miliardi di euro ogni anno". A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia che ha ripreso i dati dell'ultima rilevazione effettuata qualche anno fa dal Dipartimento della Funzione Pubblica - Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Una cifra spaventosa - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - in parte imputabile anche al cattivo funzionamento della macchina pubblica che ormai sta diventando la principale nemica di chi fa impresa. Sempre più soffocate da timbri, carte e modulistica varia, questa Via Crucis quotidiana costa a ognuna di queste Pmi mediamente 7.000 euro all'anno".In particolare la Cgia fa riferimento all'ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della Pubblica Amministrazione su 192 territori dell'Ue, realizzata nel 2017, in cui le principali regioni del Centro-Sud d'Italia compaiono per otto volte nella classifica dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica al 190/o posto. Il territorio italiano migliore, relegato al 118/o posto a livello europeo, è il Trentino Alto Adige, seguito a pari merito da altre due regioni del Nordest, l'Emilia Romagna e il Veneto al 127/o e 128/o posto, poi la Lombardia al 131/o posto e il Friuli Venezia Giulia al 133/o.Dai dati della Banca Mondiale (Doing Business 2018), infine, Cgia segnala che tra i 19 paesi dell'Area Euro l'Italia si posiziona al 14/o posto sulla facilità di fare impresa. IN particolare, siamo all'ultimo posto sia per quanto riguarda il costo per avviare un'impresa (13,7% sul reddito pro capite), sia per l'entità dei costi necessari per recuperare i crediti nel caso di un fallimento (22% del valore della garanzia del debitore), al terzultimo posto sia per quanto riguarda il numero di ore annue necessarie per pagare le imposte (238) sia per il numero di giorni indispensabili per ottenere una sentenza commerciale (1.120 giorni). Occupiamo il quart'ultimo posto per giorni necessari per ottenere il permesso per la costruzione di un capannone (227,5 giorni), mentre ci collochiamo al sestultimo posto per le spese in una disputa commerciale (23,1% del valore della merce).

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Diritto allo studio per gli studenti disabili, la Giunta Maragno stanzia altri 25.000 euro

 

Verrà implementata di circa 25.000 euro la somma necessaria a garantire i servizi di assistenza scolastica, di trasporto di studenti disabili delle scuole superiori e di assistenza agli ipovedenti, portando così la spesa complessiva per il 2018 a 107.000 euro. E’ quanto deciso dalla Giunta guidata dal sindaco Francesco Maragno.

«Abbiamo deliberato - spiega l’assessore alle politiche per la disabilità Ottavio De Martinis – di incrementare tali somme perché reputiamo fondamentale continuare a garantire servizi di assistenza che, per chi ne necessita, sono di importanza primaria. Il diritto allo studio degli studenti delle scuole superiori è sancito dalla nostra Costituzione. Ogni ostacolo che può frapporsi contro la garanzia di tale diritto va assolutamente eliminato. Proseguiremo a sostenere questi giovani, la cui vita li ha messi di fronte a importanti difficoltà, affiancandoli e aiutandoli in quello che è un loro diritto primario». L’Amministrazione comunale, ai fini di non interrompere l’erogazione di tali servizi ha quindi deciso trasferire all’Azienda Speciale ulteriori somme, che vanno ad aggiungersi agli 82.000 euro già stanziati in precedenza.

«Abbiamo contestualmente preso una decisione importante - dice ancora De Martinis - ossia di porre davanti alle proprie responsabilità chi ha l’effettivo onere di coprire tali costi. Auspichiamo che la Regione, che ha il dovere di finanziare questi interventi, provveda, altrimenti tuteleremo gli interessi di tutti coloro che ne hanno diritto anche in sede legale».

Secondo quanto disposto dalle norme, tali tipologie di assistenza, che per la città di Montesilvano, nel 2018 riguardano 28 ragazzi, devono essere coperte e garantite dalla Regione Abruzzo. La Regione però, nonostante anche le sentenze del Tar e della Corte Costituzionale, di fatto non ha mai pagato tali somme.

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Processo per la discarica di Bussi, cancellate le condanne in Cassazione

Quattro imputati assolti "per non aver commesso il fatto", e 6 posizioni cadute in prescrizione relative al reato di disastro ambientale colposo aggravato. Questa la decisione presa dalla quarta sezione penale della Cassazione nel processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Un verdetto che ribalta la sentenza d'appello, in cui erano state inflitte 10 condanne a pene - coperte interamente da indulto - comprese tra 2 e 3 anni. La Corte ha rigettato inoltre 6 ricorsi con cui chi era stato assolto in appello in base all'articolo del codice di procedura penale che ricalca la vecchia formula dell'insufficienza di prove chiedeva l'assoluzione con formula piena.

Revocate le statuizioni civili (restituzioni e risarcimenti danni) accordate dalla Corte d'assise d'appello dell'Aquila nell'ambito del processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. E' una delle decisioni contenute nella sentenza emessa stasera dalla quarta sezione penale della Cassazione. I giudici di secondo grado avevano invece stabilito per le parti civili - tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell'Ambiente, la Regione Abruzzo e numerose associazioni ambientaliste - provvisionali di poco inferiori ai 4 milioni di euro.

- "E' una sentenza che, a mio avviso, non da' spazio piu' per nessun tipo di richiesta risarcitoria. Secondo me sara' difficilissimo ottenere anche in sede amministrativa qualche risultato per il territorio sulla bonifica. E' una sentenza tombale che sostanzialmente dice non e' successo niente. E' come se niente fosse stato". Cosi' Cristina Gerardis, dell'avvocatura dello Stato, commenta la decisione della Cassazione sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. "Tutto quello che e' rimasto seppellito li' - aggiunge - lo ripulira' lo Stato". "La prescrizione - commenta Augusto De Sanctis, del Forum H2O - e' il disastro della giurisprudenza italiana. Adesso bisogna puntare sulla bonifica e, visto che l'aspetto penale che riguardava dei singoli cittadini ha portato a prescrizioni, oltre che assoluzioni, auspichiamo che il ministro valuti attentamente la possibilita' di seguire la via civile verso almeno le aziende che riterra' opportuno eventualmente individuare per una questione risarcitoria".

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Pedone investito e ucciso nel Teramano

Un pensionato di 53 anni di Sant'Omero, Fabrizi Iannetti, è stato travolto e ucciso da un'auto, mentre camminava sul bordo della strada provinciale 13, alle porte del paese. L'uomo è stato investito da una Toyota Aygo condotta da un 69enne, poi trasportato in ospedale in stato di choc. I soccorsi portati al pedone sono stati vani, perché le gravissime lesioni interne riportate ne hanno causato il decesso sul colpo

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Acqua del Gran Sasso, indagati i vertici dell’Infn e di Strada Parchi

Ad un anno dall'avvio dell'inchiesta sull'acqua del Gran Sasso, in seguito agli sversamenti di sostanze inquinanti che si sarebbero registrate nel tempo, la Procura di Teramo ha concluso le indagini, iscrivendo nel registro degli indagati 10 persone tra vertici dell'Infn, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti, tutte accusate di inquinamento ambientale. Ad essere raggiunti dall'avviso di garanzia il presidente dell'Infn Fernando Ferroni, il direttore dei Laboratori Stefano Ragazzi, il responsabile del servizio ambiente dei Laboratori Raffaele Adinolfi Falcone, il responsabile della divisione tecnica dei Laboratori Dino Franciotti, il presidente di Strada dei Parchi Lelio Scopa, l'amministratore delegato di Strada dei Parchi Cesare Ramadori, il direttore generale di Strada dei Parchi Igino Lai, il presidente della Ruzzo Reti Antonio Forlini, il responsabile dell'Unità operativa di esercizio della Ruzzo reti Ezio Napolitani e il responsabile del servizio acquedotto della Ruzzo Reti Maurizio Faragalli.

Si legge nel capo di imputazione, "ciascuno tenendo nei rispettivi ambiti di competenza le condotte colpose di seguito specificate, abusivamente cagionavano o non impedivano ed, in ogni caso contribuivano a cagionare o a non impedire un permanente pericolo di inquinamento ambientale e, segnatamente, il pericolo di compromissione o deterioramento significativo e misurabile delle acque sotterranee del massiccio del Gran Sasso". In particolare la Procura contesta ai vertici dell'Infn di aver mantenuto in esercizio i Laboratori senza aver verificato se vi fosse "un adeguato isolamento idraulico delle opere di captazione e convogliamento delle acque destinate ad uso idropotabile ricadenti nella struttura rispetto alle limitrofe potenziali fonti di contaminazione" e quindi senza attuare le misure "atte a scongiurare il rischio di contaminazione delle acque sotterranee", così come di aver omesso di adottare "le misure necessarie per l'allontanamento della zona di rispetto delle sostanze pericolose detenute ed utilizzate nelle attività dei laboratori"

Nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Teramo su un permanente pericolo di inquinamento delle acquee sotterranee del Gran Sasso, a causa di presunte interferenze tra i Laboratori, l'autostrada e la falda acquifera, è stato disposto anche il sequestro delle opere di captazione delle acque destinate all'immissione in acquedotto situate in corrispondenza dei Laboratori. A firmare il provvedimento, chiesto dalla Procura di Teramo , il gip Roberto Veneziano, con il sequestro operato dal Noe. Per il gip infatti, come si legge nel provvedimento, "l'inibizione d'uso delle captazioni idropotabili interne ai laboratori comporterebbe una notevole riduzione del rischio di contaminazione diretta delle acque destinate al consumo umano ad opera delle sostanze inquinanti utilizzate" nei laboratori stessi. Nello stesso provvedimento il gip sottolinea come residuerebbe, "in assenza di una completa impermeabilizzazione delle superfici dei laboratori e di un adeguato isolamento delle relative condutture di scarico, il rischio di contaminazione sempre ad opera delle sostanze inquinanti impiegate nelle attività" dei laboratori della falda acquifera "che alimenta il sistema acquedottistico attraverso le captazioni poste al di sotto della pavimentazione autostradale". Di conseguenza, proprio per limitare qualsiasi rischio, per il gip "appare necessario - fintantoché non sarà completata l'impermeabilizzazione delle superfici dei laboratori e messe in sicurezza le relative condutture di scarico - limitare quanto più possibile l'utilizzo, e comunque la detenzione nei locali sotterranei dei Laboratori di sostanze contaminanti nonché garantire un monitoraggio continuo delle acque a scarico"

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Donna trovata morta a Pescara, indagati 2 romeni

La morte di una donna 33enne di Pescara, inizialmente considerata un suicidio, si è trasformata in un'inchiesta per omicidio, a distanza di un anno, grazie alle meticolose indagini della polizia ferroviaria, la conseguenza di uno stupro e di un mix micidiale di alcol e farmaci: la svolta nell'inchiesta, come riporta il quotidiano abruzzese 'Il Centro', è l'individuazione di due romeni come i responsabili dell'accaduto, indagati per omicidio volontario, violenza sessuale e abbandono di persona incapace. La donna, che assumeva farmaci per problemi psichici, spesso si allontanava da casa per poi essere rintracciata dalla sorella che le faceva da tutore: accadde questo anche la sera del 30 agosto 2017, ma la polizia non riuscì a ritrovarla.

Il suo corpo, seminudo e avvolto in una coperta, venne notato sotto al tunnel della stazione ferroviaria da due persone che avvertirono polizia e 118. Qualcuno dei testimoni, senzatetto che frequentano la zona, aveva sostenuto di avere visto la donna ingerire delle pasticche, facendo propendere gli investigatori per l'ipotesi di un suicidio, ma il risultato dell'autopsia ribaltò il quadro: venne accertata la violenza sessuale e l'assunzione di alcol, che combinato con i farmaci che la donna assumeva, ne ha provocato la morte.

Le successive indagini della polizia ferroviaria hanno portato alla fine all'individuazione di due romeni ritenuti come i responsabili della morte della donna. 

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Livelli essenziali di assistenza, la mappa dei dati

Nel 2016 risultano adempienti nell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) ai cittadini la maggior parte delle 16 regioni monitorate, ad esclusione di Calabria e Campania che si collocano nella classe "inadempiente". Tali regioni, che sono sottoposte ai Piani di Rientro, dovranno superare le criticità rilevate su alcune aree dell'assistenza tra cui, in particolar modo, quelle degli screening, della prevenzione veterinaria, dell'assistenza agli anziani e ai disabili, dell'assistenza ai malati terminali, dell'appropriatezza nell'assistenza ospedaliera. Questo, in sintesi, il risultato illustrato nel documento 'Monitoraggio dei Lea attraverso la Griglia Lea - 2016", in base a 33 indicatori considerati, pubblicato sul sito del ministero della Salute. Nel documento si analizza la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini l'erogazione dell'assistenza secondo standard di appropriatezza e qualità. Analizzando il trend 2012-2016 relativamente ai punteggi della Griglia LEA, emerge che nel periodo considerato il numero di regioni "adempienti" è altalenante e tendenzialmente in crescita (10 nel 2012, 9 nel 2013, 13 nel 2014, 11 nel 2015, 14 nel 2016). Si evidenzia nell'ultimo biennio, in particolare, la conferma di Veneto, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna su punteggi superiori a 200, il netto miglioramento di Puglia, Molise e Sicilia e la conferma di inadempienza per Calabria e Campania.

Per quanto riguarda il livello della prevenzione, rileva il ministero della Salute, la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib) risulta totalmente raggiunta in Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna mentre in Valle d'Aosta, nella P.A. di Bolzano, in Friuli V.G., Veneto e Sicilia si registrano bassi livelli di copertura. La copertura vaccinale per una dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia rimane ancora al di sotto del valore di riferimento; la copertura vaccinale antinfluenzale nell'anziano registra un lieve incremento nella maggior parte delle regioni, seppur decisamente al di sotto del livello soglia. L'adesione agli screening dimostra, invece, un evidente gradiente tra le regioni centro-settentrionali e le regioni meridionali; in queste ultime, ad eccezione della Basilicata, non si denotano miglioramenti nel trend considerato. Per l'assistenza ospedaliera, si conferma il trend in diminuzione dei ricoveri ospedalieri per tutte le regioni ed il tendenziale miglioramento dell'appropriatezza dell'assistenza ospedaliera. Ancora elevata, invece, la percentuale di parti cesarei primari. Relativamente all'assistenza territoriale, il monitoraggio segnala che la disponibilità di posti per assistenza agli anziani nelle strutture residenziali si caratterizza per un'elevata variabilità che contrappone nettamente le regioni del nord con le regioni del centro-sud e isole. Valori "inaccettabili, inferiori al 2 per 1.000 abitanti anziani, si registrano ancora - rileva il documento - in Valle d'Aosta, Molise, Campania, Basilicata e Sicilia"

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