Redazione Notizie D'Abruzzo

Gran Sasso, il centrosinistra: la maggioranza non vuole assumere responsabilità coordinamento interventi urgenti

"Le proposte dell’opposizione di centrosinistra miravano a definire una posizione di forza dell’istituzione regionale, ma la maggioranza di centrodestra ha scelto di non assumersi alcuna responsabilità, mentre il gruppo dei 5Stelle ha sostenuto che va tutto bene perché “ci pensa Toninelli”.   Il documento dell’opposizione, che ha manifestato la massima disponibilità a giungere ad una soluzione unitaria, chiedeva infatti che fosse la Regione a coordinare le attività e gli interventi da assumere con urgenza per garantire la sicurezza dell’acqua, della salute, dell’ambiente, dei trasporti, della ricerca scientifica, e che si proponesse al Governo di nominare Commissario straordinario per l’esecuzione degli interventi il Presidente della Giunta. Un’occasione persa per presentarsi forte di una posizione unitaria al confronto con il Governo per affrontare il finanziamento e la rapida realizzazione degli interventi necessari per la messa in sicurezza dell’acquifero. La scongiurata chiusura del traforo, che non doveva e non poteva comunque essere disposta, non è certo risolutiva di un’emergenza la cui soluzione richiederà molte risorse e un impegno costante di tutte le istituzioni coinvolte". Lo afferamano i gruppi consigliari in Regione “Partito Democratico”, “Legnini Presidente” e “Abruzzo in Comune”.

"L’importante lavoro svolto nei due anni scorsi dal Vicepresidente Lolli, riconosciuto anche dalla maggioranza, e che ha consentito di far emergere le criticità del sistema Gran Sasso, va proseguito con il metodo e l’impostazione che avevano finalmente consentito di individuare, con il concorso della Commissione Tecnica e la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte, le soluzioni che dovranno essere attuate, oltre che di aprire un percorso di trasparenza e partecipazione nei confronti dei cittadini e delle associazioni. La maggioranza ha scelto di affidarsi invece alle sole decisioni di Roma e alla nomina di un Commissario dai poteri indefiniti, nonostante la precedente gestione commissariale non abbia risolto i problemi e sia stata caratterizzata da molte opacità.  Molti timori suscita anche il passaggio del documento approvato dalla maggioranza dove si richiedono deroghe alla normativa di tutela ambientale, senza precisare i limiti e il contesto di azione di un Commissario di cui pure si sollecita la nomina".

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Cavaliere assolto, Giovanardi (Idea, Popolo e liberta’): mai dubitato della sua innocenza

“Quando il dott.  Gianfranco Cavaliere venne arrestato nel 2011 con l’accusa di voler truffare lo Stato per la gestione dei cosiddetti ‘fondi Giovanardi’, e cioè i 12 milioni di Euro che il Dipartimento Famiglia nel governo Berlusconi, di cui avevo la responsabilità politica come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, aveva stanziato a favore della ricostruzione dell’Aquila, sostenni subito pubblicamente non soltanto la sua innocenza, ma anche l’impossibilità di commettere i reati di cui era stato accusato”. Lo dichiara l’on. Carlo Giovanardi, di ‘Idea – Popolo e Libertà’.
“Soltanto otto anni dopo – prosegue Giovanardi - sono stato chiamato a testimoniare e ho potuto spiegare ai Magistrati giudicanti che nel generoso tentativo di Enti e Associazioni private, compresa la Curia rappresentata da Mons. Giovanni D’Ercole, anche lui inquisito, di contribuire con i loro progetti alla ricostruzione del dopo terremoto, era impossibile che ci fossero estremi di reato e, meno che mai, di truffa allo Stato. Politici ancora in carriera che allora cavalcarono gli arresti, dovrebbero vergognarsi davanti al calvario di persone innocenti, tra le quali purtroppo, Fabrizio Traversi, funzionario della Presidenza del Consiglio, deceduto nelle more del processo, che hanno avuto enormi danni sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista politico. Spero che Cavaliere – conclude - abbia la forza ed il coraggio di riprendere, con la passione di un tempo, la sua attività politica, che è sempre stata al servizio del bene comune”.

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Traforo del Gran Sasso, D’Alberto: La questione sicurezza va chiusa definitivamente

"Il nostro territorio non puo' essere sotto ricatto. Il Traforo del Gran Sasso non chiuderà". Cosi' il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, nel corso della conferenza stampa convocata insieme al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, questa mattina poco prima dell'inizio del Consiglio regionale straordinario. "Le esigenze che interessano i rapporti tra Strada dei Parchi e ministero si ripercuotono sul destino dei nostri territori. La questione ambientale e' il tema principale e auspico che questo teatrino di cui siamo vittime si concluda presto. La posizione di Strada dei Parchi - aggiunge riferendosi alla chiusura del Traforo prevista per il 19 maggio - e' inaccettabile perche' immotivata. Le questioni penali attengono al pericolo di inquinamento e gestione del bacino idrico: non c'entra nulla con il transito. Ribadiremo la nostra posizione soprattutto per lo stanziamento delle risorse. Il traforo non chiudera' - asserisce con certezza - ma questo e' solo il raggiungimento dell'obiettivo a breve termine. La questione sicurezza va chiusa definitivamente. Ora si aprira' la partita parlamentare. Speriamo stasera oltre che il Capo di Gabinetto del ministero di incontrare anche i rappresentati parlamentari cui spetta destinare le risorse per la pianificazione e la messa i n sicurezza. L'emendamento oggi in discussione - sottolinea - e' debole. Non c'e' piu' tempo da perdere. La politica tutta ci sta mettendo responsabilita'. Quello di Strada dei Parchi e' un atteggiamento irresponsabile". 

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Spoltore, giurano due nuove guardie ittiche

Questa mattina hanno giurato davanti al sindaco Luciano Di Lorito due nuovi volontari. Sono diventati Guardia Giurata Particolare Ittica Volontaria Danilo Evangelista e Umberto Oreglini. Entrambi, dopo aver ascoltato le parole del primo cittadino che li ha ammoniti sull'importanza morale del giuramento, hanno ripetuto la formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana ed al suo capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere le funzioni affidatemi con coscienza e diligenza e con l'unico intento di perseguire il pubblico interesse". I due giovani hanno ricevuto il decreto che consentirà loro di prestare servizio con l'Arci pesca Fisa provinciale. L'occasione è stata poi sfruttata anche per parlare dei progetti del Mosca Club Pescara, di cui Oreglini è presidente, al quale Di Lorito ha garantito supporto: si tratta di un club di pesca a mosca, una tecnica che imita i metodi degli insetti, molto attento alle cause ambientali ed agli ecosistemi fluviali. La sede legale del club a breve sarà spostata a Spoltore: tra i progetti si pensa a corsi di educazione ambientale nelle scuole.

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Traforo del Gran Sasso, Biondi: con la chiusura danni incalcolabili

 "I danni per la citta' dell'Aquila e il suo territorio sarebbero incalcolabili". Pierluigi Biondi, sindaco del capoluogo abruzzese e' certo che il traforo del Gran Sasso non chiudera' perche' se cio' dovesse accadere per il territorio aquilano, ma non solo per quello, i danni sarebbero enormi. E' quanto ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina all'Emiciclo poco prima del Consiglio regionale straordinario, cui ha partecipato il sindaco di Teramo Gianguido D'Albero e altri sindaci delle due province interessate dall'eventuale chiusura del Traforo decisa da Strada dei Parchi per il 19 maggio. "Nella nostra universita'- spiega Biondi- ci sono oltre 2400 ragazzi provenienti dalla provincia di Teramo e da quella di Ascoli; dal teramano tra il 2014 e il 208 sono arrivati nelle nostre strutture Asl oltre 8mila pazienti per un totale di 23 milioni di prestazioni; l'universita' dell'Aquila ha una convenzione con la Asl di Teramo per la formazione di alcuni specializzandi; abbiamo chiesto la Dea di II livello per i due ospedali. Immaginate - afferma Biondi - se il Traforo fosse chiuso ci fosse un'emergenza e gli elicotteri del 118 non potessero alzarsi". Ai problemi dell'Aquila, spiega il sindaco, si aggiungono quelli che la chiusura del Traforo porterebbe a tutta la regione a partire dalla mobilita' nell'area tirreno-adriatica "che subirebbe un pesantissimo contraccolpo dal punto di vista socio-economico e turistico" e, soprattutto, le questioni legate alle attivita' del Laboratori nazionali del Gran Sasso (INFN) per i quali va garantita l'operativita' e l'accesso 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno". Tutte criticita' che produrrebbero "un danno di immagine alla regione e agli stessi laboratori dove si compiono esperimenti la cui prosecuzione sarebbe compromessa. L'ipotesi di Sdp e' inaccettabile".

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Case, prezzi in calo del 2,9% in un anno

Il prezzo delle abitazioni usate in Italia sembra sulla via della stabilizzazione ad aprile (0,1%), con valori fermi a una media di 1.736 euro/m2. Il calo tendenziale si attesta al 2,9% su base annua secondo una ricerca di Idealsta. I mercati regionali si muovono tra due opposte tendenze questo mese, con 10 regioni in terreno negativo, contro le 9 in saldo positivo; stabile la Calabria rispetto a un mese fa. Le svalutazioni maggiori colpiscono la Puglia (-1,5%), seguita da Liguria (1,4%), Marche (-1,3%) e Valle d'Aosta (-1%). Le migliori performance sono quelle di Basilicata (2,2%), Toscana e Trentino Alto Adige, entrambe con un ritmo di crescita dello 0,7%. La Valle d'Aosta (2.585 euro/m2) è la regione con i metri quadri più cari, davanti alla Liguria (2.510 euro/m2) e il Trentino Alto Adige (2.409 euro/m2). Le macroaree con i prezzi di richiesta più bassi sono il Molise (968 euro/m²) e la Calabria (913 euro/m2). Valori in altalena anche in provincia con una leggera prevalenza di zone in trend negativo (56 sulle 107 province italiane). Il 60% delle variazioni del periodo sono contenute in un range tra il -1% e l'1%. Ai poli opposti degli andamenti provinciali troviamo Fermo (-4,9%), Savona (-3,3%) e Chieti (-3,1%) nella parte bassa; Matera (3,5%), Nuoro (3,1%) e Salerno (2,9%) al top dei rimbalzi. Bolzano (3.355 euro/m2) consolida il suo primato dei valori provinciali scalzando Savona (3.171 euro/m2) e Firenze (2.815 euro/m2)

Nella parte opposta del ranking, 22 macroaree non superano i mille euro al metro quadro in una graduatoria chiusa da Biella con 663 euro. Sono sempre i centri più piccoli a segnare le oscillazioni maggiori, come si vede dai cali di Rieti (-4,1%), Treviso e Agrigento, queste ultime con un calo del 3,2%. All'opposto, i mercati più performanti ad aprile sono stati Nuoro (3,6%), Pordenone e Oristano, entrambe su al ritmo del 2,2%. Grandi mercati all'insegna della stabilità con Firenze (1,8%) e Bologna (1,1%) che crescono sopra la soglia dell'un per centro, mentre tutte le altre registrano scarti minimi rispetto al mese scorso, dallo 0,7% di Milano al meno 0,7% di Roma. I prezzi dicono che è sempre Venezia (4.406 euro/m²) la piazza più cara, davanti a Firenze (3.856 euro/m²) e Bolzano (3.486 euro/m²). Nella parte bassa della graduatoria stilata da idealista troviamo Ragusa (860 euro/m²), Caltanissetta (783 euro/m²) e Biella (731 euro/m²)

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Pescara, chiuse le golene per il rischio di esondazione del fiume

Chiusura delle aree golenali del fiume Pescara, nel capoluogo adriatico, a fronte dell'allerta emanata dal Centro funzionale d'Abruzzo della Protezione civile, che segnala il superamento della soglia di allarme ed una graduale crescita del corso d'acqua. L'ufficio di Protezione civile del Comune sta predisponendo l'ordinanza di chiusura delle golene. Il Centro Funzionale raccomanda di mettere in atto le azioni previste nel Piano Comunale di Emergenza, in particolare di attuare servizi di monitoraggio su aree esposte a rischio di allagamenti, e prestare particolare attenzione ai sottopassaggi pedonali e veicolari. Sull'Abruzzo per oggi avviso di criticita' con previsione di allerta arancione per rischio idraulico diffuso sulla costa e nella zona dell'Alto Sangro, in particolare per le Province di Teramo, Pescara e Chieti. Nel Vastese esondato il fiume Trigno sulla statale 650 al km 51,300 con acqua e fango che si sono riversati sulla sede stradale. Al momento di procede a rilento.

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Operazione Sparta, in manette un uomo sfuggito all’arresto a Pescara

E' stato arrestato a Tirana il latitante albanese di 29 anni che era sfuggito alla cattura nell'ambito dell'operazione "Sparta", che aveva permesso ai carabinieri del Comando Provinciale di Pescara di sgominare una organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo le risultanze investigative il giovane, che era gia' stato arrestato dai militari dell'Arma in flagranza di reato, perche' trovato in possesso di 1,2 kg di cocaina, e che si trovava al vertice del gruppo albanese che riforniva di droga la piazza pescarese, successivamente era riuscito a sottrarsi all'esecuzione dei provvedimenti restrittivi che erano stati notificati nel gennaio del 2018, dall'Autorita' Giudiziaria anche ad altre 11 persone, appartenenti in gran parte a famiglie Rom pescaresi. 

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Rapina un tassista in centro a Pescara, arrestato

Sale su un taxi in piena notte, e, una volta raggiunta la destinazione, rapina il tassista dandosi poi alla fuga col portafoglio della vittima al termine di una colluttazione. In manette, nella notte, a Pescara, e' finito un ragazzo di 23 anni preso dalle forze dell'ordine dopo la segnalazione del tassista. Attorno alle 4 di notte il giovane e' salito sul taxi, in servizio alla stazione centrale di Pescara, ed ha chiesto di essere accompagnato davanti ad una concessionaria di automobili, in viale Bovio, non distante dallo scalo ferroviario. Una volta li', il ragazzo ha chiesto al conducente di proseguire, dicendo di non essere sicuro della destinazione. Dopo poche centinaia di metri, nei pressi della sede della Regione Abruzzo, ha detto di essere arrivato. A quel punto ha afferrato il tassista al collo e gli ha intimato di consegnare i soldi. L'operatore e' riuscito a scendere dal veicolo e ne e' scaturita una colluttazione, al termine della quale il 23enne si e' dato alla fuga con il portafogli della vittima, contenente 300 euro, documenti e carte di credito. Lanciato l'allarme, sul posto sono arrivati Polizia e Carabinieri che, grazie alla descrizione, poco dopo sono riusciti a rintracciare il ragazzo nelle vie limitrofe. Il 23enne e' stato quindi arrestato dalla Polizia

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Consiglio straordinario sul traforo del Gran Sasso, si solleciterà il Governo per l’emergenza

Il Consiglio regionale straordinario convocato questa mattina a Palazzo dell’Emiciclo per discutere dell’emergenza “Gran Sasso” si è concluso con la messa in votazione di due distinti documenti politici. Il primo documento, presentato dal centro-destra, è stato approvato a maggioranza e impegna il Presidente della Giunta regionale e tutti gli organi regionali competenti a: sollecitare il Governo in merito all’accertamento della condizione di emergenza connessa alle criticità relative alle interconnessioni tra il traforo autostradale del Gran Sasso, i Laboratori dell’INFN, le captazioni ad oso potabile e, più in generale, l’acquifero del Gran Sasso; richiedere al Governo che la nomina di un Commissario Straordinario, sulla quale il Ministero delle Infrastrutture si è già pronunciato positivamente, preveda l’incarico di definizione dei progetti e realizzazione degli interventi strutturali di completa messa in sicurezza del sistema idrico, con la gestione unitaria del “sistema Gran Sasso”; richiedere al Governo che la nomina del Commissario Straordinario sia contestuale ad un adeguato stanziamento di risorse;  richiedere al Governo e, in particolare, al Ministero delle Infrastrutture e alla Società concessionaria Strada dei Parchi ogni misura atta a scongiurare la chiusura della galleria del Gran Sasso, anche attivandosi autonomamente per quanto di competenza; richiedere al Governo ed al competente Ministero dell’Ambiente di voler definire, con una normativa ad hoc, il tema dell’applicabilità dell’articolo 94 del Decreto legislativo 152/2006 alla specificità del sistema di captazione di acque destinate al consumo umano dal sistema idrico del Gran Sasso; confermare e aggiornare il rispetto del Protocollo d’Intesa stipulato il 07/09/2017; continuare a garantire nelle modalità più idonee forme di trasparenza e partecipazione a tutti i portatori di interesse coinvolti nella definizione delle iniziative e misure necessarie per le attività di informazione, prevenzione dei rischi, monitoraggi, stati di avanzamento e definizione di procedimenti connessi, tramite il coinvolgimento e la condivisione con tutti i referenti rappresentativi delle istanze del territorio, tramite redazione di apposite note informative e pubblicazione tempestiva sul sito della regione Abruzzo avendo cura di evitare la frammentazione nella divulgazione delle informazioni che ha caratterizzato gli episodi di sversamenti citati, aspetto che più di tutti ha contribuito a creare allarme nella popolazione.

Il documento presentato dalle forze politiche di centro-sinistra è stato respinto. Il provvedimento impegnava il Presidente della Giunta regionale a: “Sulla scorta delle conclusioni della Commissione tecnica e delle indicazioni contenute nella delibera di G.R. n. 33 del 25.01.2019 e ribaditi nella delibera di G.R n. 220 del 29.4.2019, stante l'inderogabilità e l'urgenza dell'esecuzione degli interventi individuati e dell'impossibilità di provvedervi con le risorse proprie degli enti titolari delle infrastrutture e delle funzioni che compongono il sistema del Gran Sasso, a richiedere al Governo di provvedere con assoluta urgenza a finanziare, con uno specifico provvedimento legislativo, gli interventi individuati con risorse  straordinarie a carico del Bilancio dello Stato, stimati in Euro 172 Milioni”; “In considerazione del positivo andamento delle attività di prevenzione del rischio a tutela della qualità delle acque del sistema idrico contemplate nel Protocollo di intesa del 7.9.2017, a provvedere all’aggiornamento e rinnovo della sua operatività almeno fino alla conclusione degli interventi  necessari per il definitivo superamento delle criticità rilevate; a provvedere altresì a garantire forme di partecipazione costante dei Sindaci interessati, delle associazioni datoriali e sindacali e delle associazioni aventi come finalità la tutela dell'ambiente e della salubrità dell'acqua, individuando i criteri di rappresentatività sulla base degli esiti del confronto svoltosi in Seconda Commissione consiliare del 10 luglio 2018”; “Provvedere a specificare che la nomina del Commissario, da ultimo richiesta con delibera di Giunta regionale del 29/4/2019, è  da intendersi formulata ai sensi dell'art. 4 del  decreto legge n. 32 del 18 aprile 2019 e che pertanto, salvo i poteri esecutivi ed operativi che saranno attribuiti al nominando commissario straordinario, permangono in capo a ciascuno dei soggetti pubblici le competenze e gli obblighi previsti a legislazione vigente; conseguentemente, a prevedere  che il Presidente della Giunta Regionale, avvalendosi delle strutture regionali, provveda a garantire l'individuazione delle modalità di coordinamento e verifica degli interventi e delle iniziative che saranno intraprese  e progettate dai soggetti pubblici titolari delle diverse funzioni pubbliche coinvolte, riconvocando ove necessario  il Gruppo di lavoro costituito da tutti gli enti a vario titolo coinvolti nella gestione del sistema idrico del Gran Sasso, e richiedendo ai Ministeri competenti (MIT, Ministero per l’Ambiente, MIUR)  di individuare congiuntamente speciali forme  di coordinamento”; “Richiedere che sia individuato quale Commissario il Presidente della Giunta regionale, al fine di garantire il necessario coordinamento delle attività, la verifica degli interventi e delle iniziative sopra indicate;” “Provvedere ad individuare le iniziative  necessarie per garantire  la più efficace informazione e partecipazione di cittadini e imprese, con particolare riguardo  alle attività di prevenzione dei rischi, di monitoraggio della qualità delle acque ed early warning,  attività e avanzamento degli interventi previsti dagli enti competenti alla tutela e controllo e dai soggetti insistenti sull’acquifero”; “Richiedere al Ministero delle Infrastrutture e alla concessionaria Strada dei Parchi, ciascuno per quanto di competenza, di revocare la decisione di chiusura  del tunnel del Gran Sasso sull'autostrada A24  comunicata in data 5/4/2019 con nota SDP 5958/2019”; “Inviare il testo della presente deliberazione consiliare al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e al Ministro dell'Ambiente ed a tutti i soggetti individuati nel protocollo di intesa del 7.9.2017.”

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