Redazione Notizie D'Abruzzo

I consigli per curare cani e gatti

Riuscire a somministrare dei medicinali a cani e gatti è spesso un'impresa ardua che si conclude tra morsi e graffi.  "Il sistema migliore - spiega Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) - è quello di camuffare la compressa con il cibo, ad esempio in piccoli bocconcini di wurstel o di formaggio. Fortunatamente - osserva - oggi le aziende stanno venendo incontro ai proprietari, e i nuovi farmaci sono spesso palatabili, ovvero il principio attivo è inserito all'interno di una compressa a base di carne".

"Il gatto - prosegue - da questo punto di vista è molto più problematico rispetto al cane, che è meno diffidente e abituato a mangiare quasi tutto senza battere ciglio: in questi casi ci viene in aiuto la 'sparapillole', una sorta di siringa che agevola l'introduzione del farmaco sulla base della lingua del felino". Per i gatti, ricorda il veterinario, le formulazioni dei farmaci sono quasi sempre solide perché "la loro sensibilità agli sciroppi è molto alta e rischiano di sbavare abbondantemente". 

Per quanto riguarda le iniezioni, Melosi precisa che "nel 90% dei casi si può utilizzare la via sottocutanea, preferibile a quella intramuscolare, che è più dolorosa. Quasi tutti i farmaci per via sottocutanea vengono somministrati sotto le scapole, zona poco sensibile sia nei gatti sia nei cani (non è una caso che le madri sollevino i piccoli mici "mordendoli" proprio in quella zona)". "Bisogna poi stare attenti a come fare l'iniezione - sottolinea - l'ago deve essere parallelo alla cute, non perpendicolare, ed è buona abitudine mettere la museruola ai cani, anche quando l'animale è buono. Anche in questo caso - aggiunge - il gatto è più "difficile", e si cerca di utilizzare terapie diverse da quelle iniettabili ricorrendo a farmaci 'long acting', che hanno una durata variabile dai tre giorni alle tre settimane. In questo modo - conclude - i proprietari possono evitare di recarsi ogni giorno dal veterinario". 

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La bioeconomia in Italia vale 260 miliardi di euro 

Secondo il Rapporto 2018 sulla bioeconomia in Italia, realizzato dal Centro studi di Intesa Sanpaolo, il settore vale nel nostro Paese 260 miliardi di euro e dà lavoro a circa 1,7 milioni di persone. Si tratta - come spiegato - di un metasettore all'interno del quale l'industria chimica bio-based svolge ''un ruolo essenziale'' come traino di innovazione e sviluppo sostenibile consentendo di portare sul mercato nuovi prodotti che presentano nel corso della loro vita performance migliorative rispetto a prodotti tradizionali o che permettono migliori opzioni di smaltimento. ''E' tempo di ridisegnare l'interno modello di sviluppo - ha aggiunto Bastioli - traducendo la strategia nazionale sulla bioeconomia in un piano d'azione dettagliato con obiettivi chiari e definiti e che stimoli un modello di innovazione continua, applicata ai territori, per una reale accelerazione verso uno sviluppo sostenibile in grado di rigenerare le risorse naturali e dare lavoro di qualità''. Un settore, la bioeconomia, che soprattutto nel Mezzogiorno può costituire una grande opportunità partendo - come evidenziato - dalle competenze e dalle tecnologie che già esistono per consentire progetti di riqualificazione territoriale. 

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Dopo i 105 anni d’età, il rischio mortalità si ferma

Fino all'eta' di 80 anni circa il rischio di mortalita' aumenta, ma poi decelera fino a raggiungere un livello costante dopo i 105 anni. Il rischio di mortalita' diminuisce nel tempo anche a queste eta' estreme. Quindi, se esiste un limite alla longevita', questo non e' stato ancora raggiunto. Sono le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori delle universita' La Sapienza, Roma Tre, Berkeley e Southern Denmark e dell'Istat. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. Lo studio e' un tentativo di rispondere a domande come "C'e' un limite biologico alla longevita' umana? Come cambia il rischio di morire con l'avanzare dell'eta'?". Per riuscirci e' necessario stimare con esattezza il rischio di mortalita' degli ultracentenari. La mancanza di dati affidabili su questi "pionieri della longevita'" ha alimentato un controverso dibattito tra gli scienziati di tutto il mondo. La comunita' scientifica e' oggi divisa tra chi sostiene che la curva dei rischi di mortalita' continui ad aumentare esponenzialmente con l'eta' e chi invece argomenta che essa deceleri e raggiunga un livello costante (plateau) alle eta' piu' elevate, mimando il comportamento di altre specie animali. Nello studio i ricercatori hanno studiato dati accuratamente documentati sui semi-supercentenari italiani (coloro che superano l'eta' di 105 anni). I ricercatori hanno stimato per la prima volta la mortalita' alle eta' avanzate con una accuratezza e precisione che non era stata finora possibile. E hanno individuato l'eta' di 105 anni come soglia oltre la quale il rischio di mortalita' rimane costante. Questa scoperta, secondo i ricercatori, e' cruciale per la comprensione dei meccanismi alla base della senescenza e della longevita' umana. Essa costituisce una prima cruciale conferma del ruolo giocato dalla sopravvivenza selettiva e fornisce la necessaria chiarezza empirica per il progresso degli studi che riguardano le teorie evolutive sulla senescenza. 

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Aumenti in arrivo per le bollette dal 1° luglio: luce +6,5%, gas +8,2%

Da domenica primo luglio la spesa per l'energia per la famiglia tipo in tutela registrerà un incremento del 6,5% per l'energia elettrica e dell'8,2% per il gas naturale, in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l'elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre di quest'anno. Lo fa sapere l'Autorità per l'energia, precisando che "per il gas l'impatto sulla spesa per i clienti domestici risulta meno significativo in considerazione dei bassissimi consumi del periodo estivo".A pesare, specifica la stessa Autorità, sono le tensioni internazionali e la conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, cresciute del 57% in un anno e del 9% solo nell'ultimo mese di maggio, che "hanno pesantemente influenzato anche i prezzi nei mercati all'ingrosso dell'energia, con ripercussioni sui prezzi per i clienti finali sia del mercato libero che del mercato tutelato".Gli andamenti, prosegue il comunicato, si riflettono sull'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il terzo trimestre 2018. Per il settore elettrico, allo scopo di mitigare l'impatto dell'attuale congiuntura, l'Autorità è intervenuta con una modulazione degli oneri generali di sistema, in modo da ridurre l'aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici, con pari effetti sia sul mercato tutelato che su quello libero.L'aumento per l'elettricità, precisa la nota, "sarebbe stato più consistente in assenza dell'importante intervento di 'scudo' congiunturale attivato dall'Autorità tramite gli oneri di sistema, il cui valore complessivo per il 2018 è stimato in 14 miliardi di euro". Per contenere nell'immediato parte degli aggravi sui consumatori, infatti, la stessa Autorità per l'energia ha deciso di allegerire in parte il prelievo tariffario degli oneri generali, compensandolo con giacenze-scudo di cassa.L'Istat ha certificato proprio in giornata un balzo dell'inflaizone dell'1,4% annuo a giugno, contro l'1% di maggio. Anche sulla spesa delle famiglie a pesare è stato il caro-petrolio, che ha infiammato la benzina ma anche i beni alimentari, trasportati soprattutto su gomma.

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Mobile device, niente password per oltre il 50 per cento degli utenti

 Più della metà (il 60%) degli utenti non protegge i propri dispositivi mobili con le password: solo il 15,8%, invece, utilizza soluzioni antifurto. In questo panorama i "ladri digitali" che mettono le mani su uno smartphone potrebbero ottenere molto anche solo da un singolo furto. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto da Kaspersky Lab sui consumatori digitali, che ha mostrato come le persone lascino spesso accessibili i propri dispositivi e la grande quantità di dati contenuti all'interno. Oggi molti utilizzano i dispositivi mobili per navigare su Internet e svolgere attività online. Perdere il proprio device a causa di un atto di microcriminalità potrebbe quindi rivelarsi più dannoso di quanto si possa pensare. Il 75,8% degli intervistati afferma di utilizzare regolarmente Internet su uno smartphone (percentuale in crescita rispetto al 73,9% del 2016) e il 42,2% utilizza di norma un tablet per connettersi. I dati importanti che vengono archiviati e inviati da questi dispositivi sono di diverso tipo: il 32,4% delle persone utilizza il proprio smartphone per l'online banking, e questo significa accesso a preziose informazioni di carattere finanziario. Inoltre, il 63,4% delle persone utilizza regolarmente il proprio smartphone per accedere ai propri account di posta elettronica personali; il 61%, invece, afferma di utilizzarlo per attività sui social media: entrambi gli esempi di utilizzo hanno a che fare con una quantità enorme di dati sensibili. Avere una mole importante di dati preziosi sui propri dispositivi, però, non rende le persone consapevoli e sicure: solo il 39,7% protegge con le password i propri dispositivi mobili e solo l'8% sceglie di crittografare i propri file e le proprie cartelle per evitare accessi non autorizzati. Nel caso in cui questi dispositivi dovessero cadere nelle mani sbagliate, tutti questi dati - account personali, foto, messaggi e persino dettagli di tipo finanziario - potrebbero diventare accessibili per qualcun altro. Anche perdere dispositivi che sono comunque protetti con una password può, però, avere conseguenze rilevanti: ad esempio, meno della metà (40%) delle persone effettua un backup dei propri dati e solo il 15,8% utilizza le funzionalità antifurto sui propri dispositivi mobili. Questo significa che, probabilmente, in caso di furto, gli ormai ex proprietari di questi dispositivi non potranno accedere alle proprie informazioni personali e ai propri account. 

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Premio Croce, l’annuncio dei vincitori

Lunedì 2 luglio alle ore 10,30 a L’Aquila nella sala stampa “Guido Polidoro” del Consiglio regionale d’Abruzzo (palazzo dell’Emiciclo) si terrà la presentazione delle giornate finali con l’annuncio dei vincitori del premio “Benedetto Croce”, che si tiene annualmente a Pescasseroli. Parteciperanno il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio,  il consigliere regionale delegato alla cultura Luciano Monticelli, il sindaco di Pescasseroli Luigi La Cesa, la dirigente del servizio IPA Adriatic della Regione Abruzzo Paola Di Salvatore e il coordinatore del premio Pasquale D’Alberto

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Giorgetti: L’Abruzzo è una regione in cui la Lega sta dando il suo contributo

"L'Abruzzo è una regione in cui la Lega sta dando il suo contributo. Anche perché in questa regione ci sono dei validissimi parlamentari e amministratori, abbiamo anche il sindaco di Silvi  e questa cosa ci fa enormemente piacere, però dobbiamo essere ora in grado di rispondere alla attese di tanti cittadini, che si sono avvicinati a noi all'inizio per curiosità e che poi ci hanno dato fiducia. Ora noi dobbiamo essere in grado di ricambiare questa fiducia". Lo ha detto questa sera Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, parlando dell'exploit della Lega, e intervenendo al Palacongressi di Montesilvano alla cerimonia del Trofeo delle Regioni di pallavolo in corso di svolgimento in Abruzzo

"Sulla questione migranti abbiamo adesso preso una posizione dopo che per tanto tempo solo l'Italia si è fatta carico di questo problema. Abbiamo detto finalmente in modo chiaro in Europa che anche gli altri devono fare la loro parte, e questo tipo di atteggiamento è condiviso da larga parte della popolazione italiana e porterà frutto", ha detto l'On Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Inchiesta Vate, chiesti 8 anni per De Fanis

Otto anni per l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis; un anno per Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico; tre anni e nove mesi per Rosa Giammarco responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo; assoluzione per l'imprenditore Antonio Di Domenica. Sono queste le richieste avanzate questo pomeriggio dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Pescara, Anna Rita Mantini, nel corso della requisitoria per il processo al Tribunale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, sulle presunte tangenti nella cultura. Il procuratore aggiunto ha chiesto per l'ex assessore la condanna per tutte le accuse contestate ad eccezione dei reati di abuso e di corruzione, quest'ultimo reato legato alla vicenda dell'imprenditore Di Domenica. Per l'ex assessore De Fanis è stata chiesta anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e una multa di 5 mila euro. Per Rosa Giammarco è stata invece chiesta l'assoluzione dalle accuse di concussione e abuso e la condanna per gli altri reati a lei contestati. Per Falone invece Mantini ha chiesto l'assoluzione dall'accusa di concussione e la condanna per le restanti accuse. Presenti oggi in aula gli imputati e Andrea Mascitti, l'imprenditore dello spettacolo che con la sua denuncia nel 2013 diede il via all'inchiesta, denominata "Il Vate". Per questa vicenda Luigi De Fanis trascorse quattro mesi agli arresti domiciliari. La sentenza è prevista per il prossimo 19 luglio.

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Confcommercio, vertice con la Regione Abruzzo su erosione e vendita articoli contraffatti

L'erosione della costa, i danni causati dalle mareggiate delle ultime settimane sul litorale abruzzese e, non per ultimo, la piaga dilagante della vendita di materiale taroccato sulle spiagge. I presidenti di Confcommercio delle province abruzzesi, Chieti, Teramo e Pescara, supportati dagli esponenti di Sib Confcommercio, con il neopresidente nazionale Antonio Capacchione, hanno incontrato il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli. A illustrare il quadro Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti che rappresenta 64 km di costa, Gianmarco Giovannelli, presidente di Confcommercio Teramo, territorio in cui la costa si estende per 67 km e Riccardo Padovano, presidente regionale Sib e vicepresidente di Confcommercio Abruzzo che rappresenta 12 km di costa.

Il presidente di Confcommercio Teramo nonché presidente di Federalberghi Abruzzo, da parte sua, auspica che il nuovo Governo nazionale intervenga al più presto a tutela del comparto del turismo balneare che attira sulle nostre spiagge milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo. "Con le dovute migliorie normative - dice Giovannelli - il turismo balneare può diventare un cavallo di battaglia dell'economia della nostra regione". Al centro dell'incontro anche l'erosione della costa nella parte nord di Francavilla al Mare e a Casalbordino, il maltempo registrato nel mese di giugno per finire con gli incassi che, in alcune domeniche di giugno, sono calati del 50% rispetto allo scorso anno. A supportare i presidenti di Confcommercio, Marco Del Casale e Alfredo Di Rito, esponenti di Sib Confcommercio. 

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Zelli (Azione Politica): Tar annulli la compatibilità di D’Alfonso 

"L'annullamento della delibera che sancisce la compatibilità" del doppio incarico del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, anche senatore eletto nel Pd alle ultime elezioni politiche del 4 marzo scorso, è stata chiesta dal coordinatore regionale di Azione Politica, Gianluca Zelli. "Azione Politica - annuncia Zelli - chiederà al Tar l' annullamento della delibera dell'8 maggio, con cui il Consiglio Regionale ha respinto la contestazione di incompatibilità del presidente D'Alfonso con la carica di senatore. Il costituzionalista Antonio Baldassarre si è espresso chiaramente: 'l'incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di rappresentante del popolo al Senato è evidente ed è dichiarata dalla Costituzione'. Scatta con la proclamazione, avvenuta il 16 marzo". Zelli, inoltre, chiama in causa i consiglieri di Forza Italia e di opposizione: "Prima di discutere di possibili candidature, facciano azioni e atti concreti per mettere fine a questa situazione che blocca e danneggia l'Abruzzo: questo è quello che si aspettano gli elettori che li hanno votati. Ciò vale anche per i rappresentanti di M5s, che gridano slogan ma alla prova dei fatti si appiattiscono sugli altri partiti". "La scelta del futuro della nostra Regione - continua Zelli - non può ripetere gli errori fatti a Teramo, che hanno portato ad una grave sconfitta. Basta con autocandidature, blitz, egoismi, veti e personalismi". "A Teramo - conclude - hanno prevalso vecchie logiche e veti al rinnovamento, tanto che gli eletti sono tutti ex consiglieri ed ex assessori. Ciò ha portato alla sconfitta di Giandonato Morra, un buon candidato che avrebbe potuto incarnare la voglia di rinnovamento, se solo si fosse confrontato con le richieste del territorio, anche con Azione Politica. Invece, anche prima del ballottaggio, ha costruito un muro per negare il confronto ed il risultato è stato la vittoria della sinistra". 

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