Redazione Notizie D'Abruzzo

In Senato interpellanza su restituzione tasse terremoto L’Aquila

Un'interpellanza parlamentare per chiedere al governo di "attivarsi con la massima urgenza, sollecitudine e risolutezza" in Europa per "riaprire le negoziazioni sulla procedura d'infrazione" relativa alla sospensione dei tributi dopo il terremoto dell'Aquila del 2009; "far applicare in modo coerente la normativa sul caso di specie"; "assicurare l'applicazione delle condizioni del regime de minimis e della franchigia nell'ambito della disciplina del Temporary Framework", in tempo utile rispetto "ai termini molto stringenti imposti dal decreto di nomina del commissario esecutivo". E' l'iniziativa assunta dai senatori eletti in Abruzzo Gaetano Quagliariello (Idea), Alberto Bagnai (Lega) e Nazario Pagano (Forza Italia), e sottoposta all'attenzione "bipartisan" di tutti gli altri parlamentari eletti nel medesimo territorio, per la loro adesione.

Obiettivo, sollecitare una "corsa contro il tempo" che accanto alle azioni intraprese dalle istituzioni comunali e regionali e dalle organizzazioni di categoria possa "scongiurare gli effetti disastrosi di una decisione iniqua, che metterebbero in ginocchio l'economia di un territorio già così duramente colpito". Tema del contendere è ovviamente la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea, che qualifica come "aiuti di Stato" le agevolazioni seguite al periodo di sospensione temporanea dal carico fiscale a causa di eventi calamitosi, e ne prescrive il recupero immediato. Una decisione, quella della UE, che "non considera che i costi subìti da un territorio colpito da un sisma come quello del 2009 in Abruzzo - osservano Quagliariello, Bagnai e Pagano nell'interpellanza - non sono computabili soltanto in danni materiali, bensì anche in danni immateriali derivanti dal blocco di un'intera economia, degli apparati istituzionali locali e dal grave fenomeno di spopolamento conseguente alla distruzione di interi paesi e comunità". Le agevolazioni fiscali non implicherebbero dunque nessuna "alterazione della concorrenza", ma solo "un risarcimento rispetto a un danno subìto, esso sì in grado di falsare e minacciare il mercato concorrenziale". Di qui la richiesta al governo di "un intervento urgente" presso le istituzioni europee, ma anche di un atto immediato che possa "assicurare l'applicazione della soglia di irrilevanza dell'aiuto, il cosiddetto de minimis, secondo i parametri del Temporary Framework, vigente all'epoca del terremoto, e dunque considerando come soglia dell'ammontare massimo quella di 500mila euro".

in allegato il testo integrale dell'interpellanza: 

Bozza interpellanza abruzzo(5)

 

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Restituzione tasse a L’Aquila, annunciata una mobilitazione

Mobilitazione all'Aquila contro la restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti del cratere, ritenute dalla Commissione Europea aiuti di Stato. Imprenditori, istituzioni, politici, associazioni di categoria e sindacati sono pronti a scendere in piazza, anche con blocchi stradali, per scongiurare pagamenti milionari che metterebbero in ginocchio un territorio già in difficoltà. Allarme e rabbia seguono le recenti notifiche di circa 350 cartelle esattoriali con intimazione di pagamenti milionari entro 30 giorni. Istanze gestite dal commissario incaricato del recupero nominato dalla Presidenza del Consiglio.
Imprese e professionisti hanno presentato ricorso al Tar contro la nomina del commissario, udienza il 18 aprile. Il vicepresidente della Giunta regionale d'Abruzzo Lolli ha convocato per il 4 un summit con i soggetti interessati per "definire le urgenti azioni di mobilitazione istituzionale, giuridica e politica necessarie a contrastare le attività avviate".
   

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Reddito medio in Italia di 20.940 euro, in aumento dell’1,2%

Il Dipartimento delle Finanze grazie alle innovazioni nel processo legato alla dichiarazione precompilata, avviate dall’Amministrazione Finanziaria nel 2015, ha reso disponibili in modo tempestivo i dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2017,riferite all’anno di imposta 2016.
Per una corretta interpretazione dei risultati statistici delle dichiarazioni dei redditi è utile ricordare i dati macroeconomici dell’anno di riferimento: nel 2016 il PIL ha presentato una crescita del +0,9% in termini reali  e del +1,7% in termini nominali
Sono circa 40,9 milioni  (+0,25% rispetto all’anno precedente) i contribuenti che hanno assolto l’obbligo dichiarativo, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione “Redditi Persone Fisiche” e “730”, o indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Certificazione Unica - CU). 20,2 milioni hanno utilizzato il modello 730, 9,8 milioni i soggetti hanno presentato invece il modello “Redditi Persone Fisiche”, mentre i dati dei restanti 10,9 milioni di contribuenti, non tenuti a presentare direttamente la dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d’imposta.
Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a circa 843 miliardi di euro (+10 miliardi rispetto all’anno precedente) per un valore medio di 20.940 euro, in aumento dell’1,2% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente.
L'analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (24.750 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (14.950 euro); anche nel 2016 il reddito medio nelle regioni del Sud, pur aumentato rispetto all’anno precedente è cresciuto meno rispetto alla media nazionale.
I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’82% del reddito complessivo dichiarato; il reddito da pensione, rappresenta circa il 30% del totale del reddito complessivo. I lavoratori autonomi mostrano il reddito medio più elevato, pari a 41.740 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 21.080 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.680 euro, quello dei pensionati a 17.170 euro. Infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 17.990 euro. Si ricorda che la quasi totalità dei redditi da capitale è soggetta a tassazione sostitutiva e non rientra pertanto nell’Irpef.
E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze. Sarebbe pertanto improprio utilizzare i dati sopra riportati per confrontare i redditi degli “imprenditori” con quelli dei “dipendenti”.
 Analizzando l’andamento dei redditi delle singole categorie di contribuenti emerge che , rispetto al 2015, crescono in misura significativa i redditi medi d’impresa (+5,3%) e da lavoro autonomo (+9,0%),  anche per effetto dell’ampliamento dell’applicabilità del regime forfetario: la fuoriuscita dalla tassazione ordinaria di imprenditori e lavoratori autonomi di piccole dimensioni, che dichiarano normalmente redditi bassi, determina infatti un aumento del reddito medio dichiarato soggetto a Irpef ordinaria. Cresce anche il reddito medio da partecipazione (+5,7%).
Il reddito medio da pensione mostra una crescita dell’1,8%, confermando il trend degli anni precedenti, mentre il reddito medio da lavoro dipendente rimane sostanzialmente stabile (+0,1%).Tuttavia, se si includono nel reddito medio da lavoro dipendente i premi di produttività, per i quali nel 2016 è stata reintrodotta la tassazione sostitutiva, la variazione sale al +0,6%.
Nel 2016 l’ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 27,5 miliardi di euro, con una riduzione del 2,4% rispetto al 2015. I redditi da fabbricati di immobili locati soggetti a tassazione sostitutiva (cedolare secca) mostrano incrementi sostanziali, del 9,4% in caso di aliquota ordinaria (al 21%) e del 31,6% in caso di aliquota ridotta per canone concordato (al 10%).
La nuova tassazione sostitutiva dei premi di produttività introdotta nel 2016 - si legge nella nota del Mef - ha interessato circa 1,9 milioni di soggetti, ossia quasi un dipendente su dieci, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro di retribuzione. L’agevolazione consiste nella tassazione ad aliquota agevolata del 10% su questa parte di retribuzione. Nel 2016 è stato anche introdotto il regime agevolato per i lavoratori impatriati che prevede l’imponibilità sul 70% dei redditi anziché sull’intero ammontare. Il regime è stato utilizzato da circa 1.300 soggetti. Tale regime si aggiunge agli altri due già esistenti: quello per il “rientro dei cervelli”,che ha interessato oltre 2.200 soggetti e che prevede l’imponibilità sul 20% dei redditi per le donne e sul 30% per gli uomini, e quello per i docenti e ricercatori rientranti in Italia, che ha interessato oltre 1.200 soggetti e che prevede l’imponibilità soltanto sul 10% del reddito. Per i regimi “impatriati” e “rientro dei cervelli” i redditi medi lordi sono pari a 84.968, circa quattro volte superiori al reddito medio da lavoro dipendente. Nel caso dei ricercatori il reddito medio di 153.700 è anche sette volte maggiore del reddito medio da lavoro dipendente, a conferma dell’elevato livello di qualificazione dei contribuenti che rientrano in Italia.
L’imposta netta totale dichiarata è pari a 156 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Al netto degli effetti del bonus 80 euro, l'imposta netta Irpef  risulta pari in media a 5.070  euro e viene dichiarata da circa 30,8 milioni di soggetti, pari al 75% del totale dei contribuenti. Oltre 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. Si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus “80 euro”, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,3 milioni.
Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che il 45% dei contribuenti, che dichiara solo il 4,2% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15.000 euro; in quella tra i 15.000 e i 50.000 euro si posiziona il 50% dei contribuenti, che dichiara il 57% dell’Irpef totale, mentre solo il 5,3% dei contribuenti dichiara più di 50.000 euro, versando il 39% dell’Irpef totale. Rispetto all’anno precedente, aumenta il numero dei soggetti che dichiarano più di 50.000 euro (+38.000). I soggetti con un reddito complessivo maggiore di 300 mila euro sono anche tenuti al pagamento del contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito eccedente tale soglia: si tratta di circa 35.000 soggetti (0,1% del totale contribuenti), per un ammontare complessivo di 321 milioni di euro (circa 9.439 euro in media).
Nel 2016 è in vigore il blocco degli aumenti delle aliquote dei tributi locali che riguarda anche le addizionali all’Irpef. Eventuali aumenti scattano in automatico nelle Regioni che presentano deficit sanitari. L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2016 a circa 11,9 miliardi di euro (+0,9% rispetto al 2015). L’addizionale regionale media è pari a 410 euro (400 euro nel 2015). I valori più alti si registrano nel Lazio (640 euro) e in Piemonte (510 euro), in relazione agli automatismi fiscali per il deficit sanitario attivi in entrambe le Regioni; i valori più bassi si rilevano nelle regioni Basilicata e Sardegna (entrambe a 270 euro).
L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 4,7 miliardi di euro, in aumento dello 0,9% rispetto al 2015, con un importo medio pari a 190 euro, che varia dal valore massimo di 250 euro nel Lazio, al valore minimo di 60 euro nella Provincia autonoma di Bolzano.

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Istat: in ripresa l’inflazione a marzo, prezzi +0,9% annuo

Secondo le stime preliminari dell'Istat, a marzo, l'inflazione aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% su base annua (da +0,5% di febbraio).

Questa ripresa - spiega l'istituto - si deve a diverse componenti. La più rilevante è l’inversione di tendenza fatta registrare dai prezzi dei Beni alimentari, trainata dal rialzo degli Alimentari lavorati (+2,5%, da +1,3% di febbraio) e favorita dall’ampia riduzione della flessione degli Alimentari non lavorati (-0,4% da -3,2%). A contribuire all’accelerazione dell’inflazione sono anche i prezzi dei Tabacchi (+2,2% da +0,3%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5% da +1,9%).

Inoltre, aggiunge l'Istat, rallenta l'andamento dei prezzi dei Beni energetici (+3,0% da +3,7%), soprattutto non regolamentati (+1,1% da +2,1%). Pertanto sia l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi sia quella al netto dei soli Beni energetici salgono rispetto al mese precedente e si attestano rispettivamente a +0,9% (da +0,6%) e a +0,7% (da +0,2%). Rispetto a febbraio l’aumento dell’indice generale è dovuto principalmente al rialzo dei prezzi degli Alimentari lavorati (+1,3%) e dei Tabacchi (+1,8%), cui si aggiunge quello dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,7%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera (+1,0%, da +0,3% di febbraio) come pure quella dei servizi, sebbene in misura più contenuta (+0,9% da +0,8%). Come conseguenza, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo risultando pari a -0,1 punti percentuali (da +0,5). L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,7% per l’indice generale e +0,4% per la componente di fondo.

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Febbo: Pasqua senza stipendio per migliaia di dipendenti delle partecipate

 “I lavoratori di Cotir, Ciapi, Tua, Abruzzo Engeneerig, Sviluppo Italia Abruzzo, oltre 2.000 dipendenti interessati nelle partecipate della Regione Abruzzo, senza dimenticare le Associazioni, le Cooperative che lavorano all'interno del sistema Socio Sanitario regionale,sono senza stipendio e trascorreranno anche queste feste di Pasqua nell’incertezza per il loro futuro e quello degli enti di riferimento. Questo è la situazione drammatica in cui versa l’Abruzzo dopo questi 4 anni di governo D'Alfonso e del centrosinistra”. E’ quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo

“Ogni giorno assistiamo a una conferenza stampa del Presidente D'Alfonso in cui si annunciano risorse per i territori, Masterplan, Cipe ma a conti fatti la realtà è ben diversa. Tra i lavoratori delle partecipate della Regione Abruzzo serpeggia il malcontento a causa di una precarietà senza precedenti; un esempio lampante è Abruzzo Engineering dove solo due giorni fa l'amministratore unico della società ha comunicato alle organizzazioni sindacali ed alle RSA aziendali che il pagamento delle 4 mensilità arretrate non potrà avvenire prima del periodo compreso tra il 20-29 Aprile, a causa dei ritardi nelle procedure amministrative. Stessa difficile situazione che vivono i lavoratori del Cotir di Vasto e del Ciapi di Chieti senza stipendio ormai da tre anni e adesso anche senza lavoro dopo la brusca chiusura sia del centro di ricerca sia della struttura di formazione”, conclude Febbo. 

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Montesilvano, consegnati i 30 appezzamenti di via Don per gli orti urbani

Consegna ufficiale questa mattina dei primi 30 Orti Urbani che l’Amministrazione Comunale ha creato in via Don ed assegnato, per mezzo di un avviso pubblico, ad altrettanti cittadini.

Stamani gli assegnatari hanno ricevuto, in una cerimonia ufficiale, la chiave dei loro orti, che ora gestiranno e coltiveranno in autonomia.

Alla cerimonia, oltre al sindaco Francesco Maragno, al consigliere Carlandrea Falcone, agli esponenti della Giunta e ai consiglieri comunali, ha preso parte anche Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio che, con la sua ironia, ha animato la manifestazione.

«Orti urbani  -  ha dichiarato il consigliere Carlandrea Falcone -  significano aggregazione, perché rappresentano un progetto di condivisione che dà una occasione di socializzare ai 30 assegnatari. Significano cibo e salute, quel binomio sempre più importante per la nostra vita. Prodotti a km 0 inseriti nella nostra dieta, infatti, consentono di assumere uno stile di vita sempre più salubre.  Questo progetto è inoltre un importante mezzo di supporto alle famiglie in difficoltà che potranno beneficiare dei frutti dei loro orti».

Patate, pomodori, carciofi e tutti i prodotti che la terra potrà offrire. Queste le principali coltivazioni a cui gli assegnatari hanno annunciato di dedicarsi.

«Questo progetto -  ha dichiarato il sindaco, Francesco Maragno – è un’altra bellissima declinazione di cittadinanza attiva che la nostra Amministrazione sta valorizzando sotto vari aspetti. I cittadini sono un perno importante nella gestione del bene comune. Crediamo molto in questo valore, che in tale iniziativa diventa tangibile e concreto. L’area è stata suddivisa in 32 appezzamenti. 30 sono stati assegnati ad altrettanti montesilvanesi. Uno è stato consegnato alle tre sigle sindacali dei pensionati che utilizzeranno questo piccolo appezzamento per dare vita a progetti sociali e didattici e un altro ancora verrà invece assegnato ai cittadini del Tavolo Tari. E’ nostra intenzione, creare anche altri orti sociali in altre zone del territorio, rispondendo alle sempre crescenti richieste dei cittadini che hanno apprezzato particolarmente questo progetto. Voglio ringraziare -  dichiara ancora il sindaco  - gli assessori che si sono impegnati in questo progetto, Valter Cozzi ai Lavori Pubblici e al verde Ernesto De Vincentiis, il consigliere Carlandrea Falcone e il tecnico Alfonso Di Cola».

Hanno ritirato la chiave: Maria Fatima Lopes, Domenico Masciovecchio, Orlando Trasatti, Alessandra Ciofani, Antonio Di Lallo, Ferruccio Martella, Giovanni Iula, Antonio Prosperi, Sigifrido Liberati, Claudio Ravicini, Arturo Ruggieri, Raffaele Casasante, Pantaleone De Clerico, Claudio Fragassi, Bruno Scevola, Romano Lattanzio, Anna Maria Buccella, Vittorio Iannascoli, Salvatore Fiorino, Luigi Santedicola, Armando Mambella, Elio Colantoni, Nadia Di Carlo, Alessandro Ruggieri, Volodymyr Fostenko, Marco Daluiso, Silvio Di Rocco, Roberto Viola, Franco Di Censo, Lucio Schiavone.

Un altro orto è stato consegnato alle tre sigle sindacali dei pensionati Uil, Cgil e Cisl, rappresentati, rispettivamente, da Michele Di Marco, Giovanni Amelii e Gaetano Mambella. L’area è stata benedetta da don Maurizio Sonaglia della Parrocchia Beata Vergine Monte del Carmelo.  

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Pensioni, oltre il 70 per cento è sotto i 1.000 euro

L'età media di uscita dal lavoro aumenta nel 2017 ma resta ampiamente al di sotto di quella di vecchiaia. L'anno scorso, secondo quanto risulta dalle tabelle pubblicate dall'Inps sulle pensioni liquidate nel 2017, l'età media di uscita è stata di 63 anni e mezzo (era 63,2 del 2016) a fronte dei 66,7 anni previsti per la vecchiaia degli uomini e dei 65,7 per le donne nel settore privato. Il dato risente dell'alto numero di pensioni anticipate. 

Le pensioni erogate dall'Inps con esclusione del settore pubblico e di quello dello spettacolo erano a inizio 2018 nel complesso 17,88 milioni per una spesa di 200,5 miliardi di euro (+1,57% sul 2016). Oltre il 70% dei trattamenti è risultato inferiore ai 1.000 euro al mese con un picco per le donne (l'86% delle prestazioni è inferiore a questa cifra). Bisogna sottolineare però che si tratta di pensioni e non di pensionati e poiché molti possono contare su più trattamenti la percentuale delle persone che sono sotto questo importo considerando l'intero reddito da pensione è più bassa (era del 39,1% nel 2016). Nel 2016 i pensionati totali (compresi quelli del settore pubblico) erano 16,06 milioni per 22,5 milioni di pensioni. Le pensioni nel complesso inferiori a 750 euro sono oltre 11,1 milioni (il 62,2% del totale), quasi cinque milioni delle quali con titolari di prestazioni legate al reddito. Se si guarda solo alle pensioni delle donne (10,19 milioni in totale) gli assegni inferiori a 1.000 euro sono 8,7 milioni. Per le donne gli assegni fino a 500 euro sono 2,8 milioni (1,7 milioni per gli uomini. La pensione media (si parla sempre di trattamenti singoli e non di importo complessivo per pensionato) è di 866,72 euro. Al Nord la pensione media è di 992 euro mentre al Centro è di 891 euro e al Sud di 698 euro. Le pensioni pagate all'Estero hanno un importo medio mensile di 245 euro. Nel 2017 sono state liquidate 1.112.163 pensioni delle quali poco meno della metà (il 49,7%) di natura assistenziale). L'anno scorso si è registrato un boom delle pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia dopo l'aumento nel 2016 di quattro mesi per i contributi necessari all'uscita. Le pensioni dei lavoratori privati usciti dal lavoro con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) nel 2017 sono state 160.142 con una crescita del 25,35% rispetto al 2016. In pratica le pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia prevista per il 2017 (66 anni e sette mesi per gli uomini, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti private, 66 anni e un mese per le autonome) sono state più della metà (il 52,6%) di quelle complessive di vecchiaia, anticipate e prepensionamenti.

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Rapporto Cresa su Abruzzesi e qualità del lavoro

Sono nel complesso positive le indicazioni che provengono dal mercato del lavoro anche se l’Abruzzo riporta valori ancora inferiori a quelli medi nazionali e migliori soltanto di quelli del Mezzogiorno. Nonostante un consistente incremento dell’occupazione femminile, la situazione di genere resta sbilanciata a favore degli uomini.

Nel 2017 aumentano le forze di lavoro 15-64 anni (544 mila unità) per effetto di una crescita del numero degli occupati di pari età (479 mila), in particolar modo donne, e di una contrazione di quello dei disoccupati (65 mila dai 15 anni in su), principalmente uomini. Il tasso di attività è del 64,5%, inferiore a quello medio nazionale, con un valore per la componente maschile (75,7%; Italia: 75%) decisamente superiore a quello femminile (53,5%; Italia: 56,3%). Il tasso di occupazione aumenta di poco più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente (uomini: 68,6%; donne: 45,1%), e resta per entrambi i generi al di sotto dei valori del Centro-Nord. Il tasso di disoccupazione (uomini: 9,2%; donne: 15,3%) diminuisce dello 0,6% e si allinea per gli uomini al valore del Centro, mentre per le donne si pone ampiamente al di sopra di esso.

La qualità del lavoro non risente positivamente delle buone dinamiche dell’occupazione. L’incidenza di lavoratori irregolari stimata per il 2014 è del 15,7% assai superiore al 13,3% medio nazionale e in aumento di più di due punti percentuali rispetto al 2004.

La percentuale di occupati che vede la stabilizzazione del rapporto di lavoro entro un anno è in regione in discesa libera rispetto al 2012 e nel 2014 è particolarmente bassa sia per gli uomini (10,3% contro una media nazionale del 22,4%) sia per le donne (6,3%; Italia: 18,7%).

I cosiddetti “precari permanenti” o “di lungo periodo” salgono dal 20,1% al 20,7%. L’analisi di genere consente di evidenziare che, in realtà, il dato relativo ai maschi mostra un lieve calo (da 19,1% a 17,7%, valori entrambi inferiori a quelli medi nazionali), al contrario crescono le precarie di lungo termine (da 20,8% a 23,9%) che a livello medio nazionale restano stabili sul 21,1%.

Il part time involontario è un fenomeno più marcatamente femminile e riguarda il 21,6% delle occupate e il 5,6% degli occupati, percentuali in forte aumento rispetto al 2004 e, per le donne, sensibilmente superiore alla media nazionale (uomini: 6,4%; donne: 19,4%).

I lavoratori sovraistruiti, vale a dire quelli che posseggono un titolo di studio superiore a quello necessario per svolgere le mansioni assegnate, sono nel 2015 quasi 3 su 10. L’aumento rispetto al 2004 è, almeno per gli uomini, assai più spinto (quasi 10 punti percentuali) e per le donne più contenuto di quello medio nazionale (+6% contro +8%).

Quanto alle retribuzioni, rispetto al 2008 nel 2015 la percentuale dei lavoratori con bassa paga[7] è scesa per gli uomini dal 7,3% al 6,1% del totale e per le donne è salita dal 13,8% al 15,3% delle occupate.

Migliora rispetto al 2013 la percezione della insicurezza dell’occupazione (Abruzzo: 10,9%; Italia: 8,6%), definibile come opinione dei lavoratori riguardo la probabilità di perdere il lavoro attuale e di non trovarne un altro simile nei successivi sei mesi.

Per quanto riguarda il grado di soddisfazione per il lavoro svolto, gli occupati regionali, sia uomini sia donne, si mostrano al pari delle maggior parte delle regioni italiane, discretamente soddisfatti (7,3 in una scala da 0 a 10), con valori per entrambi i generi simili e allineati alla media nazionale.

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Tariffe Tari, Tocco: Esenzione totale per nuove attività su via Roma e su zone franche

«Abbiamo voluto introdurre una agevolazione, con l’obiettivo di rilanciare e supportare il commercio cittadino di un’area che può e deve rappresentare un centro strategico del nostro territorio». Così il consigliere Adriano Tocco, capogruppo di Montesilvano Protagonista, ha  annunciato l’introduzione, per il 2018, di un’agevolazione nell’ambito delle tariffe TARI, approvate questa mattina in Consiglio Comunale. «Per la prima volta a Montesilvano, introduciamo il concetto di Zona Franca, ossia di aree del territorio sulle quali verrà applicata l’esenzione totale della TARI per i primi due anni di attività in caso di apertura di nuove attività di impresa. All’interno di queste zone franche, che delineeremo nelle prossime settimane, sicuramente verrà inclusa via Roma. Abbiamo voluto cominciare da questa strada di collegamento tra la stazione ferroviaria e la piazza del Comune, su cui insieme ai commercianti vogliamo lavorare per un ampio progetto di riqualificazione e di rivalorizzazione. Questa agevolazione è solo un primo deciso passo di questo percorso. Abbiamo voluto rispondere alle necessità che sono state messe in luce dagli esercenti, per lavorare in rete, sviluppare, insieme, un’area di centro urbano e valorizzare il centro commerciale naturale».

Particolare attenzione, nelle agevolazioni, come nello scorso anno, è stata riservata alle start up. E’ stata prevista, infatti, l’esenzione totale dalla tariffa per il primo anno di attività, o frazione, a favore di coloro che richiedano la partita I.V.A. per intraprendere una nuova attività d'impresa, con esclusione di sale giochi, agenzie di scommesse, locali con giochi d'azzardo, video lotterie e “slot machine”. 

Approvato anche l’emendamento, che introduce  una quinta rateizzazione. Il tributo dovrà quindi essere versato entro il 31 maggio 2018; entro il 31 luglio 2018; entro il 31 agosto 2018; entro il 30 settembre 2018 e entro  il 30 novembre 2018. 

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Tari, Comardi: Ridotta la tariffa per i ristoratori

Un riduzione delle tariffe Tari di quasi il 50 % in favore dei ristoratori. E’ questa una delle grandi novità, introdotta, con l’approvazione in Consiglio Comunale delle tariffe TARI 2018.

«Lo scorso anno -  ricorda l’assessore al Bilancio Deborah Comardi -  abbiamo preso un impegno molto preciso nei confronti della categoria dei ristoratori, in merito alla riduzione delle tariffe Tari. Ebbene è stato rispettato, riducendo la tariffa rispetto al 2016 del 10% e del 47% rispetto al 2017. In merito alle agevolazioni è stato mantenuto il budget dello scorso anni pari a circa 100.000 euro, rivisitando le categorie, pur preservando la loro ratio. Tra gli obiettivi della nostra Amministrazione - specifica ancora l’assessore al Bilancio Deborah Comardi -  vi è quello di incrementare la percentuale di raccolta differenziata. A tal proposito abbiamo avviato un percorso di introduzione del sistema di raccolta porta a porta sulla zona collinare della città, oltre che nelle zone al confine nord con Pescara, nonché del PP1. Tenuto conto di tali aspetti il piano finanziario relativo ai costi di gestione del servizio rifiuti, approvato in Consiglio, prevede costi per un importo di circa 11.098.912».

Nella delibera sono state individuate le categorie che potranno usufruire di alcune agevolazioni: l’esenzione limitatamente alle abitazioni principali e alle relative pertinenze occupate da persone

(soggetti passivi della tassa o suoi familiari conviventi) invalide al 100% che usufruiscono del servizio di accompagnamento al momento della presentazione della domanda ex Legge 104/1992, attestato dagli enti a ciò preposti, a condizione che il reddito ISEE non sia superiore a 7.500 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di almeno due invalidi al 100%, alle medesime condizioni, il limite precedente è fissato in € 8.000,00; l’esenzione limitatamente agli edifici destinati ed aperti al culto, con esclusione dei locali annessi adibiti ad abitazione e ad usi diversi da quelli del culto in senso stretto; la riduzione tariffaria nella misura del 50% per soggetti passivi anziani con età uguale o superiore a 65 anni (al 1° gennaio dell'anno di imposizione), a condizione che il reddito ISEE non sia superiore a € 5.000,00. Tale limite è ridotto a € 4.000,00 in caso di unico occupante; la riduzione tariffaria, per i primi due anni di matrimonio, nella misura del 30%, per il nucleo familiare composto da giovani coppie, con età uguale o inferiore ad anni 35, occupanti a qualunque titolo lecito di un'abitazione e che non siano proprietari e che non dispongano di altri immobili su tutto il territorio nazionale, a condizione che il reddito ISEE non superi il limite di € 7.000,00; l’esenzione totale dalla tariffa per il primo anno di attività, o frazione, a favore di coloro che richiedano la partita I.V.A. per intraprendere una nuova attività d'impresa, con esclusione di sale giochi, agenzie di scommesse, locali con giochi d'azzardo, video lotterie e “slot machine”; l’esenzione totale dalla tariffa per i primi due anni di attività, per coloro che intraprendano una nuova apertura di attività d'impresa nelle aree della città che l'amministrazione comunale intenderà disciplinare come zone franche, tra cui via Roma.

 

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