Redazione Notizie D'Abruzzo

Conferenza dei Capigruppo per l’apertura del Consiglio regionale

La settimana politica all’Emiciclo inizia domani martedì 20 marzo alle ore 12 con la riunione della Conferenza dei Capigruppo che discuterà dei seguenti punti: ordine del giorno della prossima seduta consiliare, sentenza Tar n.61/2018 riguardante l'elezione del Prof. Colaviti a componente del Collegio per le Garanzie Statutarie. Sempre martedì 20 marzo è convocata alle ore 10 in seduta straordinaria la Prima Commissione Bilancio che esamina i seguenti progetti di legge: “Modifiche alla legge regionale 30 agosto 2017, n.49 ( Norme per il sostegno alle piccole imprese operanti nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017), “Partecipazione del Consiglio regionale alla costituzione dell’associazione denominata “L’Abruzzo in Europa”, “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 28/2017 (Gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne). Mercoledì 21 marzo alle ore 10 si riunisce di nuovo la Prima Commissione Bilancio (recupera la riunione del 15 marzo scorso rinviata) in seduta ordinaria che esamina i seguenti progetti di legge: “Disposizioni per l’istituzione del Comune di Nuova Pescara”, “Abruzzo 2019 - Una legge per l'Aquila Capoluogo: attraverso una ricostruzione, la costruzione di un modello di sviluppo sul concetto di Benessere Equo e Sostenibile (BES)” con le audizioni del Sindaco dell’Aquila, “Modifiche alla legge regionale 30 agosto 2017, n.49 ( Norme per il sostegno alle piccole imprese operanti nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017), “Partecipazione del Consiglio regionale alla costituzione dell’associazione denominata “L’Abruzzo in Europa” , “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 28/2017 (Gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne). Mercoledì 21 marzo alle ore 10 si riunisce la Terza Commissione Agricoltura che esamina due progetti di legge: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 28/2017 (Gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne)” e “Modifica alla legge regionale 9 agosto 2013, n. 23 (Norme per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura nella Regione Abruzzo ed altre disposizioni normative)”

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Padre e figlio in manette per furto

Padre e figlio sono stati arrestati dai Carabinieri mentre commettevano un furto all'interno di un'abitazione non lontana dallo svincolo autostradale dell'A25 di Alanno. I due, di 64 e 40 anni, sono stati sottoposti al giudizio con rito direttissimo. Una pattuglia dei Carabinieri, insospettita da alcuni strani movimenti notati all'interno dell'abitazione aveva chiamato rinforzi intervenendo subito dopo tanto da bloccare padre e figlio. L'intera refurtiva, in gran parte gioielli, e' stata recuperata.

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Il Pescara torna con un pari da Avellino

Finisce 2-2 tra Avellino e Pescara nel posticipo di Serie B. Un pareggio che evita per il momento ad entrambe le squadre di finire nella zona play out e, per gli irpini, di confidare nel recupero casalingo di Pasquetta con il Bari. E' il Pescara, reduce da due sconfitte interne nel dopo Zeman, a prendere il comando delle operazioni. Dopo il palo colpito di testa da Mancuso (8'), passa in vantaggio con Brugman (13') che realizza un gol strepitoso da metà campo, dopo che il portiere avversario Lezzerini era uscito fuori area dopo una uscita alla disperata su Mancuso. Padroni di casa in confusione e il Pescara cerca di approfittarne andando vicino al raddoppio con Balzano (34'). La reazione dell'Avellino arriva alla fine del tempo quando Di Tacchio (44') al volo dal limite dell'area costringe alla respinta con i piedi Fiorillo. Nella ripresa, Novellino ridisegna l'assetto dell'Avellino, inserendo Castaldo e riposizionando la difesa. Il pareggio degli irpini e' firmato da Castaldo (59') che dal dischetto spiazza Fiorillo su calcio di rigore concesso per un tocco di braccio in area di Perrotta sulla conclusione a rete di Rizzato. Ma il Pescara si riporta in vantaggio grazie a Mancuso (73'). Sembra fatta, poi l'Avellino trova il destro fulminante di Di Tacchio (86') che non lascia scampo a Fiorillo.

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L’Aquila, apre la filiale della Banca del Gran Sasso

"Oggi scriviamo una nuova pagina di storia della citta' dell'Aquila, il capoluogo torna ad avere una sua banca locale nata grazie al contributo dei tanti soci aquilani, da oggi c'e' una forza in citta' a sostegno dell'economia e della ricostruzione". Cosi' presidente della Banca del Gran Sasso d'Italia, Giulio Cesare Sottanelli, inaugurando all'Aquila la filiale della banca di credito cooperativo del Gran Sasso d'Italia. La sede, circa 130 metri quadri, si trova all'incrocio tra via XX Settembre e viale Persichetti su una delle arterie principali nel perimetro del centro storico: sara' aperta al pubblico a partire dal 19 marzo prossimo. L'apertura della filiale e' stata possibile grazie all'accordo varato con il Comitato promotore della Costituenda Banca dell'Aquila, un progetto di sviluppo territoriale che non e' sfociato, come era nelle intenzioni, nella costituzione di un istituto di credito, realizzandosi con il conferimento del capitale raccolto dal Comitato promotore, circa 1 milione di euro di oltre 500 soci sottoscrittori, in quello del cooperativo ridenominato appunto "Banca del Gran Sasso d'Italia". La Banca del Gran Sasso oggi puo' contare su 2.381 soci, tre filiali, Pineto (Teramo), Montorio al Vomano e L'Aquila, con fondi propri pari a 5 milioni 565 mila euro, impieghi per 21 milioni 250 mila euro e una raccolta diretta e indiretta di oltre 53 milioni di euro. "Vogliamo mettere a disposizione della citta' questa istituzione: siamo piccoli e vicini al territorio, ma abbiamo le spalle coperte dalla solidita' della holding Cassa Centrale Banca di Trento, uno dei primi 7 gruppi bancari in Italia, alla quale abbiamo aderito e che ci protegge e garantisce stabilita'". All'evento, tra gli altri, e' intervenuto il presidente della holding, Giorgio Fracalossi.

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Il Museo della Battaglia di Ortona ora e’ in rete 

Il museo della Battaglia di Ortona inserito dal MIBACT tra le 130 realta' museali italiane dedicate agli eventi dell'ultimo conflitto mondiale accessibili in rete sul portale "Memoranea". Frutto di un articolato lavoro di ricerca, promosso dalla Commissione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto e' stato coordinato dal Museo storico della Liberazione di Roma con l'obiettivo di rendere visibili quelle realta' di documentazione e di memoria che sono diventate simbolo della liberazione nazionale nel periodo 1943-1945, e con il quale il Muba ha collaborato fin dall'inizio del progetto. "C'e' da essere orgogliosi e soddisfatti di questo nuovo successo del Muba - dichiara il Sindaco Leo Castiglione - che porta la nostra citta' in una rete nazionale dandole una importante rilevanza, anche ai fini di una attrazione culturale e turistica".

Il Museo e' stato inaugurato il 6 giugno 2002 per volonta' dell'amministrazione comunale di Ortona e di un comitato scientifico di studiosi del secondo conflitto mondiale. E' ospitato nei locali dell'ex convento di Sant'Anna, sul corso principale della citta'. La sua costituzione ha dato una risposta all'esigenza popolare di avere un luogo dove rendere onore ai tanti caduti ortonesi, oltre che ai militari che per la difesa della citta' persero la vita nel dicembre 1943. "Non vuole essere un museo dei vincitori o dei vinti" si legge in una introduzione al Museo. All'interno, infatti, si trovano rappresentati reperti di guerra dell'uno e dell'altro schieramento. Punto forte del museo sono le immagini di guerra che, in enormi gigantografie ricoprono intere pareti: immagini della citta' distrutta che danno la sensazione di camminare dentro il cumulo di macerie che in quei giorni costitui' l'unico panorama per i civili, per i militari e per chiunque si fosse arrischiato ad attraversare la citta'. Il percorso museale, costituito soprattutto con intenti didattici ed educativi, si conclude con la proiezione di un filmato in inglese che assembla riprese amatoriali e professionali.

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Dati Confartigianato, un abruzzese su tre ha fatto acquisti on line nel 2017

In Abruzzo, nel 2017, il 30% della popolazione tra 16 e 74 anni ha ordinato beni o servizi online per uso privato. Il dato colloca la regione in 17esima posizione nella classifica nazionale. Emerge da un approfondimento di Confartigianato Abruzzo su dati di un'indagine del Centro studi della Confederazione nazionale. Il 15,1% degli abruzzesi (18,8% in Italia) nel 2017 ha usato appositi siti web o app per smartphone per trovare un alloggio contattando direttamente un privato. In valore assoluto sono 104mila gli abruzzesi che hanno usato servizi del genere. La percentuale scende al 3,6% (stessa media nazionale) per l'uso di siti web ed app per un servizio di trasporto contattando direttamente un privato. Per truffe, frodi e delitti informatici, in Abruzzo i reati denunciati nel 2016 sono 255 (268 in Italia)."Se il suggerimento agli utenti e' di prestare attenzione, usando solo servizi e piattaforme affidabili, alle imprese rinnoviamo l'invito a percorrere la strada dell'innovazione" dice Confartigianato.

"Lo sviluppo dell'economia digitale - rileva Confartigianato Abruzzo - sta portando alla crescita di forme di economia collaborativa, la cosiddetta sharing economy, riferite a modelli imprenditoriali sviluppati attraverso piattaforme di collaborazione che creano un mercato aperto per l'uso temporaneo di beni o servizi spesso forniti da privati. Se da un lato la sharing economy puo' fornire vantaggi ai consumatori (accesso a nuovi servizi, ampliamento della gamma di scelta di prodotti e servizi a prezzi piu' bassi, utilizzo piu' efficiente delle risorse contribuendo alla transizione verso l'economia circolare), dall'altro puo' rappresentare una minaccia per le imprese". "

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Coldiretti, per l’Abruzzo nuove opportunità dal testo unico forestale

 'Fino a 35 mila nuovi posti di lavoro potrebbero nascere da una migliore gestione dei boschi che oggi coprono una superficie record di 10,9 milioni di ettari praticamente raddoppiata rispetto all'Unità d'Italia quando era pari ad appena 5,6 milioni di ettari'. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti-Federforeste nel commentare positivamente l'approvazione del Testo Unico Forestale da parte del Consiglio dei Ministri che potrebbe avere ricadute importanti anche per l'Abruzzo in cui la superficie boschiva ricopre il 41% della superficie regionale - pari a 400mila ettari - con un potenziale indotto che potrebbe avere importanti e positive prospettive sull'economia di tutta la regione. 

 "Il nostro Paese non è mai stato così ricco di boschi, ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo e del tutto impenetrabili ai necessari interventi di manutenzione e difesa mettendo a rischio la vita delle popolazioni locali, per degrado, valanghe o incendi" dice Coldiretti Abruzzo "è un fatto, purtroppo, che in Italia nel 2017 sono andati a fuoco ben 141mila ettari di boschi (con un drammatico balzo del 316% rispetto alla media dei nove anni precedenti, secondo una analisi Coldiretti su dati dell'European Forest Fire Information System della Commissione Ue) e che l'Abruzzo purtroppo non ha fatto eccezione". 

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Montesilvano, al Pala Dean Martin una mostra permanente dei Presepi Artistici

«Montesilvano avrà una Mostra Permanente sui Presepi Artistici. Abbiamo voluto coronare il percorso che intreccia la nostra città all’arte dei presepi cominciato ben 11 anni fa, iniziando una nuova fase di questo cammino costellato di successi». Ad annunciarlo è il sindaco Francesco Maragno.

La mostra permanente avrà sede nella Sala Michetti del Pala Dean Martin - Centro Congressi Montesilvano. Con una delibera di Giunta, infatti, è stata assegnata una delle sale al primo piano della struttura congressuale a Michele Intranuovo e ai maestri presepisti che da anni lavorano insieme a lui per creare i pezzi che fanno parte della mostra artistica.

«Nel corso delle ultime festività natalizie - ricorda l’assessore al Turismo Ernesto De Vincentiis - si è svolta l’undicesima mostra che ha visto un’affluenza di ben 15.000 persone. I maestri presepisti ogni anno realizzano opere d’arte sorprendenti e suggestive. L’apprezzamento da parte del pubblico e la valenza artistica dei presepisti ci hanno spinto ad andare oltre e a decidere di dare vita ad una mostra permanente. Questo progetto inoltre consente di migliorare la gestione del Pala Dean Martin. Il primo piano della grande struttura infatti è molto spesso inutilizzato dai fruitori. Mettere a disposizione della società una di queste sale permette di efficientare le risorse».

«Crediamo - aggiunge il sindaco Maragno – che rendere questa mostra permanente e non limitarla al periodo natalizio possa costituire un arricchimento dell’offerta turistica della città e quindi dare un’opportunità in più di promozione del territorio. Montesilvano è ormai divenuta punto di riferimento nell’arte presepista, e questa mostra permanente potenzia ulteriormente questo ruolo».

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Foreste: Coldiretti, da ok a testo unico 35mila nuovi posti di lavoro

Fino a trentacinquemila nuovi posti di lavoro potrebbero nascere da una migliore gestione dei boschi che oggi coprono una superficie record di 10,9 milioni di ettari praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia quando era pari ad appena 5,6 milioni di ettari. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti-Federforeste nel commentare positivamente l’approvazione del Testo Unico Forestale da parte del Consiglio dei Ministri che potrebbe avere ricadute importanti anche per l’Abruzzo in cui la superficie boschiva ricopre il 41% della superficie regionale – pari a 400mila ettari - con un potenziale indotto che potrebbe avere importanti e positive prospettive sull’economia di tutta la regione.

“Il nostro Paese non è mai stato così ricco di boschi, ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo e del tutto impenetrabili ai necessari interventi di manutenzione e difesa mettendo a rischio la vita delle popolazioni locali, per degrado, valanghe o incendi – dice Coldiretti Abruzzo – è un fatto, purtroppo, che in Italia nel 2017 sono andati a fuoco ben 141mila ettari di boschi (con un drammatico balzo del 316% rispetto alla media dei nove anni precedenti, secondo una analisi Coldiretti su dati dell’European Forest Fire Information System della Commissione Ue) e che l’Abruzzo purtroppo non ha fatto eccezione. Basta pensare alla scorsa estate, caratterizzata da una serie di interminabili roghi che hanno seriamente compromesso la biodiversità del nostro patrimonio o alle pericolose valanghe che hanno caratterizzato l’inverno in via di conclusione”

“Con la nuova legislazione – spiegano Coldiretti e Federforeste – si va a riconoscere che solo i boschi gestiti sostenibilmente assolvono al meglio a funzioni importanti per la società, come la prevenzione dagli incendi, dalle frane e da alluvioni o l'assorbimento del carbonio, facilitando le attività ricreative e il benessere psicofisico in generale. La nuova norma adotta inoltre strumenti adeguati per regolamentare la gestione del patrimonio forestale (i piani forestali territoriali, di indirizzo, e aziendali) compatibilmente con la conservazione della natura e facilitando la gestione di boschi abbandonati dai proprietari”. Con ricadute positive, rimarca Coldiretti Abruzzo, anche per la nostra regione.  

Ma il Testo Unico consentirà anche al settore – spiega Coldiretti - di affrontare quella situazione anomala che vede oggi l’Italia importare l’80% del legno da altri paesi, con gli arrivi che nel 2017 hanno raggiunto la quantità di 11,8 miliardi di chili, mentre ogni anno in Italia si utilizza appena il 25% della nuova superficie boschiva. Ciò vuol dire che per 100 nuovi alberi che nascono se ne tagliano appena 25 mentre in Europa si preleva, in media, il 60% della nuova biomassa e in Paesi come l’Austria si supera il 90%. Vi sono dunque ampi margini di prelievo per ridurre la dipendenza dall’estero senza intaccare il patrimonio nazionale e rimediare a un paradosso che vede oggi l’industria italiana del legno leader in Europa, ma con legna che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania.

“I boschi italiani se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi del Testo Unico ci saranno tutte le condizioni per trasformare i rischi in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy”. “Opportunità che l’Abruzzo deve saper cogliere – sottolinea Coldiretti Abruzzo – contrastando nello stesso tempo l’abbandono delle zone montane e valorizzando la sorveglianza, la manutenzione e la gestione di questo particolare territorio svolte dagli imprenditori agricoli”.

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Governo e mosse azzardate

Governo e mosse azzardate. 
 
A distanza di due settimane dall’esito del voto c’è ancora incertezza non solo sul governo prossimo venturo ma anche sulle presidenze di Camera e Senato. Nel PD il massimo sconfitto di questa tornata elettorale, la segreteria Renzi è crollata come era prevedibilissimo. Rispetto al 2013 in cui le percentuali conquistate erano quasi uguali, il PD ha trasferito un 7% di voti ai 5 Stelle.  Strano invece che il rottamatore si sia sorpreso del fatto che i suoi sostenitori principali Martina, Franceschini, Gentiloni  e Del Rio abbiano preso le distanze da lui. In politica non esistono rapporti infrangibili; basta considerare le scelte di Alfano, Fitto e Verdini che, come personaggi politici, erano stati inventati da Berlusconi.
 
Il PD stia all’opposizione 
 
Giusta la scelta del PD di collocarsi alla opposizione. Da quando esiste la seconda repubblica il potere logora chi ce l’ha; la coalizione di governo è stata infatti sempre sconfitta nelle elezioni successive. Per stare all’opposizione però è necessario che ci sia una maggioranza di governo, altrimenti si torna subito al voto, ed è questo che si teme nel Partito Democratico. In realtà i sondaggi dicono che se si rivotasse oggi il PD perderebbe meno dell’1%; il sangue che doveva donare ai 5 stelle è stato già dato. Questi ultimi crescerebbero ancora, ma meno del 2% e non raggiungerebbero la maggioranza. Peggio andrebbe a Forza Italia che scenderebbe al 10% e la coalizione di Centro Destra perderebbe addirittura qualche frazione di punto. Quale governo allora sarebbe ideale per il PD? Solo un governo Movimento 5 Stelle + Lega. Si otterrebbe immediatamente la scissione del Centro Destra e probabilmente alla lunga un logoramento di entrambi i vincitori del 4 marzo. 
 
Berlusconi sotto scacco
 
Far nascere un governo di Centro Destra con la semplice astensione sarebbe graditissimo a Berlusconi che eviterebbe di tornare alle sgradite elezioni e tornerebbe, sia pure in modo parziale, a quella collaborazione col PD che c’è stata quando entrambi i partiti hanno sostenuto il governo Monti e il governo Letta e che si è interrotta con la elezione di Mattarella invece di Amato da cui Berlusconi sperava di ottenere la grazia. Con un risultato diverso Renzi e Berlusconi sarebbero corsi uno nelle braccia dell’altro. Ma con Salvini e Meloni che si oppongono, questo aiuto del PD non ci sarà anche perché non sarebbe gradito agli elettori democratici. 
 
PD non sosterrà i 5S
 
Una alternativa è un governo del Movimento 5 Stelle sostenuto dal PD con un appoggio esterno o con una collaborazione organica. Cosa Di Maio è disposto a concedere perché questo accordo si verifichi? Credo non molto perché sarebbe un errore stravolgere il suo programma. Come reagirebbero gli elettori PD? Probabilmente non bene perché il Partito Democratico, visti i rapporti di forza, sarebbe sottoposto ai 5 Stelle e in un prossimo confronto elettorale molti elettori rimasti fedeli alla sinistra potrebbero avere la tentazione di sostenere direttamente il partito più forte. L’ultima possibilità è un governo di scopo, o del presidente, appoggiato da tutti; un simile governo avrà però una durata limitata e poi si tornerà al voto con le varie forze politiche più o meno nelle condizioni odierne.
 
Centro Destra rischio rottura
 
La coalizione di Centro Destra comincia a scricchiolare; Berlusconi ha troppi interessi economici per lasciar fare a Salvini e contrasta un accordo del leghista per spartirsi con i 5 Stelle la presidenza di Camera e Senato e ,applicando il manuale Cencelli, richiede la presidenza del Senato per Romani. Salvini dovrebbe cedere una posizione sicura, per una insicura perché la posizione di Presidente del Consiglio dei Ministri è molto incerta per lui.
 
Patto Lega-5S? Un azzardo
 
Fare l’accordo con i 5 Stelle sarebbe il preludio ad un accordo di governo, una tregua fra i due vincitori per cambiare la legge elettorale e tornare subito al voto, ad ottobre o più probabilmente nella primavera del 2019. Questa soluzione però ha dei rischi per il giovane Matteo; se si voterà nel 2019 gli elettori dei due partiti populisti vorranno vedere realizzate almeno alcune delle promesse elettorali. Per quanto riguarda l’esito della consultazione elettorale mentre i 5 Stelle che sono più lontani dalla maggioranza potranno pescare voti al di fuori, nel Centro Destra i voti resteranno più o meno gli stessi perché si sposteranno da un partito della coalizione all’altro. Poiché Salvini non è uno sciocco e tutto questo lo sa benissimo, se decidesse di cambiare la legge elettorale insieme al Movimento per introdurre un premio di maggioranza significa che ha questo piano: lasciare che i5 Stelle vincano e governino, mentre lui assumerebbe una tale leadership nel Centro Destra da veleggiare verso il partito unico e sfidare successivamente Di Maio da pari a pari. 
 
Attendiamo le nomine 
 
Vedremo intanto cosa accadrà nella elezione dei presidenti delle due assemblee. Il PD potrebbe essere infatti tentato dal chiudere la porta ai 5 Stelle appoggiando l’elezione di Giogetti alla Camera e di Romani al Senato. Questa operazione farebbe fallire un accordo sia pure temporaneo tra 5 Stelle e Lega. E’ una prospettiva dove per il PD non c’è alcuna utilità; ci sarebbe solo la soddisfazione di precludere un obiettivo ai 5 stelle.
 
Di Maio in vantaggio 
 
Chi sta meglio di tutti è Di Maio; pur senza ottenere la maggioranza ha vinto le elezioni; i seggi alla Camera e al Senato sono sotto il suo esclusivo controllo. Se fosse escluso dalle cariche e dal governo lucrerebbe dall’opposizione consensi ancora maggiori; oppure poterebbe andare al governo sia con il PD che con la Lega da una posizione di predominio. Sul piano della logica, essendo 4 gli attori principali quale accordo converrebbe a 3 di loro? Sostenere con l’astensione un governo 5 Stelle costringendo il Movimento a fare tutto da solo. Sarebbe un governo debole  che ciascuno dei tre occasionali alleati potrebbe far cadere quando lo ritenesse opportuno lucrando nel frattempo sui vantaggi di stare all’opposizione. Essendo la soluzione più logica sicuramente non sarà adottata. Quanto al gran desiderio di andare presto a un nuovo voto bisognerà vedere quanti, al di là delle strategie dei capi, una volta sedutisi sugli scranni saranno disposti ad alzarsi presto.
 
di Achille Lucio Gaspari

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