Cronaca

Il Vescovo di Sulmona-Valva rilancia la staffetta della preghiera

La staffetta della preghiera, perche' il popolo di Dio elevi la sua implorazione, tutta la giornata, affinche' sia superato questo momento assai delicato nella vita del Paese e di tanti italiani, che lottano contro il coronavirus. L'iniziativa e' del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, che inizia la sua giornata nella preghiera silenziosa davanti al sacramento, nella piccola cappella dell'episcopio. "Riformulando un'iniziativa che avevamo gia' in programma con i sacerdoti e i religiosi della diocesi, abbiamo progettato una staffetta dell'adorazione eucaristica, ogni giorno dalle 6 del mattino alle 24, ci sara' un sacerdote in una parrocchia, un religioso o una comunita' di suore che a turno sono davanti all'Eucarestia davanti al Signore a pregare - annuncia il vescovo - saranno loro davanti a Gesu' Eucarestia a portare le preghiere di tutti anche di chi e' costretto a casa. Ne sono certo, se chiediamo tutti insieme il Padre ci ascoltera' poiche' Gesu' ci ha assicurato che qualsiasi cosa chiederemo nel suo nome ce la concedera'. Allora affacciamoci dalla finestra delle nostre case, scorgiamo il campanile di una chiesa e uniamoci in preghiera con i nostri sacerdoti e i nostri religiosi, dall'aurora al tramonto e fino a notte fonda, perche' non c'e' notte che non veda spuntare l'aurora. Saranno loro le nostre sentinelle in questa notte che sembra non finire".

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Coronavirus, controlli dei carabinieri nei supermercati

I carabinieri a Sulmona hanno passato al setaccio tutti i supermercati della citta'. Nel primo pomeriggio si e' alzato in volo un elicottero per controllare se vi fossero cittadini a passeggio lungo le strade periferiche, frequentate solitamente da chi ama fare sport all'aperto. Molte le violazioni riscontrate: gente senza guanti ne' mascherine, mancato rispetto delle distanze e mancanza di autocertificazione per giustificare gli spostamenti e in alcuni casi, piu' di una persona per famiglia a fare la spesa. 

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Coca-Cola ha donato 1,3 milioni di euro per l’emergenza coronavirus

Coca-Cola ha donato 1,3 milioni di euro per l'emergenza coronavirus alla Croce rossa italiana e ha offerto i propri prodotti negli ospedali "per esprimere vicinanza a oltre 10.000 operatori sanitari che ogni giorno fronteggiano l'emergenza in Italia". Il contributo e' stato dato attraverso il supporto di The Coca-Cola Foundation, il braccio filantropico di Coca-Cola nel mondo, che mette a disposizione un fondo dedicato alle emergenze, e di Coca-Cola in Italia. A livello regionale si sta poi concretizzando un ulteriore sostegno con la donazione di prodotto da parte dei dipendenti degli stabilimenti Coca-Cola Hbc Italia di Nogara, Marcianise, Rionero in Vulture, Oricola e Lurisia alle strutture sanitarie vicine alle fabbriche

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Coronavirus, bar trovato aperto ad Avezzano

 Non ha chiuso il bar e il personale del Commissariato di polizia di Avezzano ha dato esecuzione a un provvedimento con cui il prefetto dell'Aquila ha disposto la chiusura di un bar nella zona nord della citta' per cinque giorni con decorrenza dal termine dall'emergenza epidemiologica in corso. Nei giorni scorsi, nell'ambito dei controlli volti al rispetto delle prescrizioni del decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, gli agenti avevano accertato che l'esercizio pubblico era regolarmente aperto in violazione dell'obbligo di sospensione di ogni attivita'. Nel corso del controllo la polizia, nell'intimare la chiusura del bar, ha contestato al titolare anche la violazione della inosservanza dei provvedimenti dall'Autorita', emessi per ragioni di igiene e sicurezza pubblica, che prevede l'arresto fino tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro.

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Coronavirus, attivati altri 8 posti a terapia intensiva

Sono arrivati alla Asl provinciale dell'Aquila tre ventilatori a turbina, 3 monitor da trasporto ed uno radiologoico portatile: le apparecchiature ad alta tecnologia, ordinate nelle scorse settimane, saranno destinati a potenziare il cosiddetto G8, il piccolo ospedale realizzato per l'evento mondiale dopo il terremoto dell'Aquila del 2009, limitrofo al San Salvatore, dove e' stato insediato il covid hospital della provincia dell'Aquila. Nella struttura, riaperta nei giorni scorsi a tempo di record, sono in funzione sei posti di terapia intensiva: il primario del reparto di rianimazione, prof Franco Marinangeli, annuncia che la prossima settimana sara' attivato un altro modulo di 8 posti di terapia intensiva per il quale stiamo selezionando personale medico e paramedico. Successivamente, il programma dei lavori prevede l'attivazione di altri spazi fino ad arrivare a 36 "in caso di emergenza gravissima - sottolinea il rianimatire La Asl dell'Aquila ha ordinato altri ventilatori e respiratori inviando un elenco alla protezione civile: ma da questo punto di vista non ci sono risposte ne' stime sulla scadenza.

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La Commissione Regionale Pari Opportunità dell’Abruzzo boccia la scelta sull’ospedale di Ortona

La Commissione Regionale Pari Opportunità dell'Abruzzo, attraverso la Presidente Maria Franca D'Agostino, esprime contrarietà all’istituzione dell’Ospedale di Ortona (Chieti) quale presidio Covid, condividendo pienamente le perplessità espresse dal Professor Ettore Cianchetti.

"Unico Breast Centre certificato EUSOMA in Abruzzo - spiega la D'Agostino - l'Ospedale Bernabeo è, infatti, il solo presidio ospedaliero dedicato interamente alle cure oncologiche della donna e rappresenta per questo un punto di riferimento imprescindibile per centinaia di donne in cura oncologica".  In piena emergenza Coronavirus, “tale conversione, come già evidenziato dal Professor Cianchetti, – sottolinea la Presidente – andrebbe a compromettere inevitabilmente lo svolgimento delle attività mediche di routine e, in particolare, porterebbe alla sospensione della chirurgia senologica: condividendo spazi attigui con pazienti affetti da Covid-19 le pazienti oncologiche, estremamente fragili dal punto di vista immunologico, verrebbero maggiormente esposte al rischio di contagio”. 

Se fosse accolta tale proposta “tantissime donne, affette da tumore al seno da tempo, si vedrebbero costrette a lasciare un percorso e un team di medici e infermieri con i quali hanno instaurato un rapporto di fiducia. Molte altre, alle prese con la prima diagnosi e in procinto di essere operate, dovrebbero essere indirizzate verso altri presidi ospedalieri, certamente in affanno, vista la complessa emergenza sanitaria del momento” – aggiunge la presidente Maria Franca D'Agostino. "Tutto ciò non può che influire negativamente sul benessere psicofisico di queste donne, alle quali in tal modo, verrà negato il diritto di curarsi nel modo migliore, un diritto imprescindibile, riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale. Alla luce di quanto sopra, la Commissione Regionale delle Pari Opportunità auspica ad un ripensamento da parte del Presidente della Regione e del Direttore Generale dell’A.S.L. Chieti,  ritenendo le cure senologiche oncologiche meritevoli di tutela e non passibili di sospensione, malgrado la pandemia che sta mettendo in ginocchio il Paese" conclude la Presidente CPO.

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Coronavirus, Albani: ci aspettiamo un aumento dei casi di positivita’

"Non vi nascondo la mia preoccupazione: se la curva continuera' ad aumentare ci sara' un momento in cui non saremo in grado di poter garantire completamente l'assistenza a tutti i pazienti. Speriamo che non succeda, ma se dovesse invece accadere anche noi dovremo attivare la procedura Cross per eventualmente trasferire i nostri pazienti in altre regioni che hanno un minor numero di ricoverati". Cosi' Alberto Albani, referente sanitario regionale per le maxi emergenze, Alberto Albani, nel corso della conferenza stampa a Pescara per fare il punto sull'emergenza coronavirus. Presenti il governatore abruzzese, Marco Marsilio, e' l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Veri'.

"L'appello - ha aggiunto Albani - e' quello di non uscire, di rimanere a casa se non in caso di strettissima necessita'. E' l'unico modo che abbiamo di interrompere la catena di trasmissione del virus bisogna rimanere a casa. La situazione in Abruzzo in questo momento e' in evoluzione rapida cosi' come avvenuto nel resto del paese. La situazione e' molto pesante e, per il momento, non non ci aspettiamo un calo, ma anzi un aumento dei casi di positivita'. Abbiamo aumentato il numero dei tamponi che possiamo fare giornalmente con il contributo dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Nei prossimi giorni - ha concluso Albani - saranno fatti a tutto il personale sanitario partendo da quelli piu' a rischio".

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Coronavirus, Aca invita a un consumo responsabile di acqua

"E' un momento di emergenza e siamo chiamati tutti ad azioni di responsabilita' e di solidarieta'. Per questo l'Aca ha deciso di non interrompere l'erogazione di acqua potabile e del servizio di depurazione alle persone che non riescono a pagare le bollette perche' lavarsi le mani, bere acqua buona e sanificare la casa sono bisogni primari e misure importantissime per difendersi dal Covid 19. E' bene ricordare che l'acqua del rubinetto e' sana e sicura". Cosi' il consorzio acquedottistico in una nota, rilanciando pero' l'emergenza acqua, come ricordato dal direttore tecnico dell'ente, Lorenzo Livello. "A causa delle scarse piogge invernali, i serbatoi di acqua sorgiva non si sono ricaricati come ogni anno, ma a questa carenza Aca fara' fronte attivando misure straordinarie di estrazione e interventi di riduzione delle perdite sulle reti, per garantire a tutti il fabbisogno". "L'uso massivo di ipoclorito di sodio (come la varecchina) per la sanificazione delle strade, come da Comunicazione del Sistema Nazionale per la protezione dell'Ambiente del 18 marzo scorso, puo' creare problemi al funzionamento dei depuratori. Quindi l'invito che Aca rivolge ai cittadini e' di evitare l'uso di questi prodotti per la pulizia dei piazzali e di consumare l'acqua in maniera responsabile, non sprecarla per lavare macchine, strade o aree private esterne, non usare quantita' enormi di detersivi e detergenti"

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Coronavirus, Verì: tamponi al personale medico

Si' ai tamponi al personale medico, a cominciare da quelli che lavorano in prima linea per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. E' questa la linea di indirizzo dell'assessore alla Sanita' della Regione Abruzzo, Nicoletta Veri', che nel corso della conferenza stampa convocata dal presidente della Regione, Marco Marsilio, nella Sala Consiliare di Pescara, ha fatto sapere che proprio di questo oggi parlera' il Crea, il Comitato Regionale Emergenza Urgenza Abruzzo. "Il mio indirizzo- ha annunciato- e' farlo ai medici piu' a contatto con gli infetti. Poi piano piano estendere il tampone a tutto il personale. E' una linea che dobbiamo valutare anche in base al numero dei tamponi che abbiamo a disposizione. Ma grazie all'ampliamento che c'e' stato con l'Istituto zooprofilattico di Teramo, possiamo farne un numero maggiore". Veri' ha quindi ribadito l'importanza di mantenere "l'isolamento sociale, che nella nostra regione molti sindaci con ben comportamenti e indirizzi hanno attuato, ma che bisogna ripetere in tutte le direzioni e gli ambiti"

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