Cronaca

Migrante trova un portafogli e lo riporta a carabinieri

Trova un portafoglio con denaro, libretti postali, carte di credito e lo porta ai carabinieri: Daouda Traorè, giovane migrante maliano, accompagnato dalla operatrice della struttura di accoglienza del posto, Sonia Ciarfella, si è recato con il ritrovato nella stazione di Moscufo per cercare di contattare il legittimo proprietario, un 70enne della zona. Daouda aveva trovato la borsa vicino alla chiesa del paese e si è subito dato da fare con l'operatrice per contattare le forze dell'ordine

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Pescara, i carabinieri scoprono una centrale dello spaccio di droga

Sgominata centrale dello spaccio a Pescara dai carabinieri della Compagnia adriatica, che nell'ambito dell'operazione "Rancitelli", hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare, nei confronti di tre persone, emessa dal Gip presso il Tribunale di Pescara, su richiesta della locale Procura, per i reati di spaccio continuato di sostanze stupefacenti in concorso, estorsione continuata in concorso e detenzione illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da una mirata attività investigativa avviata dalla Stazione Carabinieri di Pescara Scalo nel novembre 2016 a seguito della denuncia sporta da un assuntore della zona, con le indagini, che hanno visto impegnati i militari in numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo e che sono state corroborate da specifiche attività tecniche, hanno consentito di documentare l'esistenza di un'intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina perpetrata nel pescarese fin dal mese di novembre 2015, ricostruendo così il modus operandi degli spacciatori, tutti residenti a Pescara. Nello specifico è stato accertato che i tre hanno ceduto numerose dosi di cocaina a due consumatori locali, con frequenza quasi settimanale facendosi pagare la cifra di circa 100 euro al grammo. In diverse circostanze, è capitato che gli spacciatori cedessero "a credito" la droga chiedendo successivamente ai due malcapitati di saldare i debiti, ovviamente maggiorati, che sono divenuti, con il passare del tempo, sempre più onerosi.

Alla fine uno dei due giovani, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri, dopo aver sborsato decine di migliaia di euro per varie cessioni e, che per recuperare denaro, era stato costretto a svuotare i conti bancari e chiedere addirittura un finanziamento di 20mila euro per far fronte alle sempre più pressanti richieste di denaro, con maggiorazioni anche del 60% rispetto alla somma inizialmente pattuita.

In totale l'assuntore sarebbe arrivato a pagare 60mila euro fra contanti e gioielli. Dai militari è stato anche appurato che i modi utilizzati dai tre per riscuotere quanto dovuto erano davvero crudi: oltre alle gravi minacce via telefono e via messaggio del tipo "ti spezzo le gambe" e simili e le continue visite sotto casa dei genitori del ragazzo, in una circostanza lo avrebbero addirittura legato ad una sedia minacciandolo di morte puntandogli una pistola alla testa.

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Via Lazio, Cilli: Ancora una barbara discarica abusiva

Ancora abbandoni selvaggi in via Lazio. Residui di potature, un carrello per la spesa, scatoloni pieni di rifiuti di ogni genere e poi materassi e mobili. «E’ una selvaggia e indecorosa discarica abusiva quella creata in via Lazio -  sottolinea l’assessore all’Igiene Urbana Paolo Cilli -. Mi domando davvero se i responsabili di tali disumani episodi, gettino i rifiuti sui pavimenti delle loro abitazioni anziché negli appositi cestini. Ciò che ci fa ancora più rabbia è dovuto ai molteplici ed efficienti servizi che abbiamo messo a disposizione dei cittadini, ma che evidentemente persone senza scrupoli, che non hanno a cuore la città né tantomeno il futuro dei propri figli, ignorano deliberatamente creando queste assurde montagne di rifiuti. I materiali abbandonati -  dice ancora Cilli  - sono tutte tipologie di rifiuti che infatti potrebbero essere conferite al centro di raccolta di via Inn, o ancora chiamando gratuitamente la ditta e prendendo un appuntamento telefonico. Ma la pigrizia, l’inciviltà e la barbarie di talune persone portano a questi inaccettabili risultati».  

Il centro di raccolta, in via Inn, è aperto le mattine del lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 12.30 e i pomeriggi di martedì e giovedì dalle 16 alle 19 (dall'1 giugno al 30 settembre) e dalle 15 alle 18 (dall'1 ottobre al 31 maggio). Per il ritiro degli ingombranti a domicilio, è possibile prendere un appuntamento telefonico contattando il numero verde 800195315, 085 8620460 per i cellulari.

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Appalti ricostruzione a Bussi, respinte le eccezioni delle difese

Il tribunale collegiale di Pescara ha rigetto le eccezioni preliminari presentate dalle difese nel processo sui presunti appalti pilotati per la ricostruzione nei comuni di Bussi e Bugnara Ammesse, inoltre, le prove e le liste dei testimoni, con il presidente del tribunale collegiale, Maria Michela Di Fine, che si è riservata di decidere sulla eventuale inutilizzabilità di alcuni atti prodotti dal pm Anna Rita Mantini, sulla base delle deduzioni formulate dal legale di due imputati. I giudici hanno rigettato tutte le eccezioni presentate dalle difese nel corso dell'udienza precedente, quando l'avvocato Pietro Gigliotti, che assiste l'imprenditore umbro Stefano Roscini, imputato insieme ad altre 14 persone, aveva chiesto la nullità del decreto che ha disposto il giudizio immediato, ritenendo che non fossero state rispettate le condizioni che consentono il ricorso al rito speciale. Tra i 15 imputati, oltre a Roscini, figurano l'imprenditore umbro Angelo Riccardini, l'ex colonnello dell'Esercito Giampiero Piccotti, l'ex capo dell'Ufficio per la ricostruzione numero 5 di Bussi, Angelo Melchiorre e l'architetto Emilio Di Carlo. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d'asta, falso in atto pubblico e induzione indebita a dare o promettere utilità. E' stato stilato il calendario delle prossime udienze: il 10 ottobre verrà conferito l'incarico al perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche. Il 20 dicembre saranno ascoltati i primi 5 testimoni dell'accusa e il 10 gennaio sfileranno davanti al collegio altri testimoni citati dal pm.

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Una cantina e un ristorante finiscono nel mirino del Nas

Carenze igienico sanitarie e mancata tracciabilità dei prodotti: è quanto hanno accertato i Carabinieri del Nas di Pescara, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) dell'Arma, nel corso di un controllo in una cantina vinicola con annesso ristorante della provincia di Chieti. All'esito dell'accertamento è stata disposta la sospensione dell'esercizio commerciale. In particolare, nella cantina sono state riscontrate irregolarità nei cartelli dei vasi vinari e sulle partite di vino in lavorazione, mentre nel ristorante i militari del Nas hanno accertato carenze igieniche e in materia di procedure di rintracciabilità degli alimenti. Il dirigente del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti ha quindi disposto la sospensione dell'attività, del valore di circa due milioni di euro. Il proprietario è stato segnalato all'autorità amministrativa

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Lanciano, assistente sociale e impiegata del comune aggrediti

Un'assistente sociale e un'impiegata del settore Politiche Sociali del Comune di Lanciano sono state brutalmente aggredite e picchiate da un uomo che le accusava della responsabilità per avergli tolto l' affidamento di due figlie minori finite in una casa di accoglienza. L'episodio è avvenuto poco dopo le 16 mentre l' uomo, unitamente alla moglie, stava svolgendo con l'assistente sociale un incontro protetto per poter vedere le figlie. Improvvisamente avrebbe avuto uno scatto d'ira e avrebbe sbattuto l'assistente sociale contro un muro, picchiandola ripetutamente al volto e allo stomaco, mentre contemporaneamente l'impiegata ha cercato di proteggere la collega e anche lei ha ricevuto un violento pugno sul viso. Le due donne sono state accompagnate dall' ambulanza del 118 al pronto soccorso di Lanciano dove sono attualmente sottoposte a cure mediche. Sul posto è giunta una pattuglia del Commissariato di Lanciano. 

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Malore fatale per un turista in spiaggia nel Teramano

Un turista di Lecco è morto nell'acqua sulla spiaggia di Tortoreto Lido a causa di malore che lo ha colto nel tratto di mare dinanzi allo chalet La Tartaruga. Gabriele Dolcini, 76 anni, è stato visto annaspare dai bagnini ed è stato raggiunto nei pressi del limite acque sicure. Riportato a riva, su di lui sono stati impegnati anche i sanitari del 118 nel tentativo di rianimarlo con massaggio cardiaco e defibrillatore, ma inutilmente. Dopo vari tentativi il medico dell'ambulanza giunta dal presidio ospedaliero di Giulianova ha dovuto constatare il decesso del turista lombardo, che si trovava a Tortoreto per trascorrere un periodo di ferie. E' molto probabile che a provocarne il decesso possa essere stato un attacco cardiaco mentre nuotava. 

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Torna l’appuntamento con ‘Le stagioni del mare. Dalla rete al piatto’

Tutto pronto per il secondo appuntamento della manifestazione “Le stagioni del mare. Dalla rete al piatto” che si svolgerà dal 25 settembre all’7 ottobre e coinvolgerà 25 ristoranti della provincia di Chieti. Dopo il grande successo della prima edizione, dedicata all’estate, i ristoranti della Costa dei Trabocchi sono pronti ad aprire le proprie cucine al pesce locale autunnale, a cominciare da “sua maestà” la triglia. L’obiettivo della manifestazione, infatti, è proprio quello di valorizzare il pesce locale
di stagione e recuperare le tradizioni culinarie del mare proponendo menù a prezzi vantaggiosi in abbinamento a vini di qualità attraverso quattro appuntamenti, uno per ogni stagione dell’anno. 

L’iniziativa è promossa dal Flag Costa dei Trabocchi in sinergia con Slow Food Lanciano, Confcommercio, Confesercenti, con il coinvolgimento degli operatori della ristorazione, e gode della sponsorizzazione dell’azienda Codice Citra con i vini della linea FERZO WINES. La seconda edizione del progetto è stata presentata questa mattina nel corso di una gita in barca lungo la Costa dei Trabocchi dal presidente del Flag Costa dei Trabocchi Franco Ricci, alla presenza dal responsabile della comunicazione di Slow Food Abruzzo-Molise e consigliere del Flag Raffaele Cavallo, del vicepresidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara Lido Legnini e del presidente regionale della Fiesa Confesercenti Vinceslao Ruccolo. Presente all’incontro anche il professor Pietro Giorgio Tiscar, docente della facoltà di Medicina Veterinaria all’Università di Teramo, con un intervento sulle proprietà nutrizionali dei pesci e l’importanza di introdurre il giusto quantitativo di pesce fresco nella propria alimentazione. 
L’elenco di tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa e i relativi menù proposti sono disponibili sul sito internet

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Montesilvano, revocato il divieto temporaneo di balneazione

Le acque di Montesilvano sono perfettamente balneabili, anche nel tratto di pertinenza del punto di campionamento denominato “100mt Sud Foce Fiume Saline” dove nei giorni scorsi era stata rilevata una lieve non conformità. Le analisi di verifica effettuate dall’ARTA venerdì 7 settembre, hanno rilevato parametri pienamente nei limiti legislativi. 
Il valore dell’Escherichia coli è risultato pari a 317 MPN/100 ml rispetto al limite stabilito di 500 MPN/100 ml. Pertanto è stato REVOCATO il divieto temporaneo di balneazione disposto in via precauzionale nella zona di pertinenza del punto di monitoraggio riguardante il tratto di mare compreso tra la foce del fiume Saline (confine nord) e Via Ungheria (confine sud). Le nuove analisi dell’ARTA confermano la balneabilità delle acque di tutta la costa di Montesilvano.

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Maxi evasione scoperta dalla Guardia di Finanza a Chieti

Oltre 45 milioni di euro non dichiarati e circa 25 milioni di valore della produzione, anche questa non dichiarata. L'imposta sul valore aggiunto evasa ammonta a complessivi circa 3,5 milioni di euro. E' la maxi frode fiscale scoperta dalla guardia di finanza di Chieti per la quale sono state deferite all'autorita' giudiziaria cinque persone in qualita' di legali rappresentanti di 7 societa' di capitali per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante artifici e sei persone in qualita' di soci percettori di redditi di capitali in nero, per il delitto di dichiarazione infedele. E' il bilancio di una complessa operazione denominata "Phantom Ticket", nella quale i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Chieti hanno individuato un singolare meccanismo fraudolento perpetrato sistematicamente da un noto gruppo imprenditoriale operante nei settori della ristorazione e della vendita di oggetti preziosi. Nel corso delle indagini e' stato scoperto che erano stati sottratti al fisco enormi corrispettivi avvalendosi di registratori di cassa appositamente modificati i quali, sebbene emettessero regolari scontrini, in realta' facevano sparire letteralmente gli incassi dalla contabilita'. Per contro, i soci continuavano a finanziare le aziende con nuovi e sorprendenti apporti di capitali i quali non erano altro che i ricavi scomparsi.

Gli enormi vantaggi consistevano - si legge in una nota - nell'evitare l'imposizione diretta ed indiretta dei corrispettivi realmente ottenuti in capo alle societa' e la tassazione sulla distribuzione degli utili ai soci i quali sembravano disporre di fondi illimitati. Come conseguenza, inoltre, vi e' l'introduzione del "nero" nel ciclo economico lecito riciclando il denaro frutto di evasione dandogli un apparente provenienza lecita e alterando le condizioni economiche della leale concorrenza sul mercato. Il complicato e ben architettato sistema fraudolento e' stato scoperto solo grazie alle attivita' di analisi e ricerca svolte ad iniziativa dei finanzieri i quali, avvalendosi delle banche dati in loro possesso ed incrociando la mole di dati che ne avevano ricavato, sono riusciti ad individuare e contestare la ingente evasione. In particolare, nell'ambito di tale attivita', e' emerso che cinque imprenditori, legati tra loro da un vincolo di parentela, avrebbero effettuato individualmente, nel tempo, continui versamenti nelle "casse" delle loro innumerevoli societa' (oltre 170 nel periodo esaminato dal 2005 al 2014), di entita' tali da far emergere una significativa divergenza fra le entrate dichiarate e quelle effettivamente conseguite. Il volume della frode, con conseguente danno patrimoniale per le casse dello Stato, ammonta complessivamente a oltre 45 milioni di euro di elementi positivi di reddito non dichiarato e circa 25 milioni di euro di valore della produzione non dichiarata. L'imposta sul valore aggiunto evasa al fisco nell'intero periodo d'indagine, afferente i succitati corrispettivi non dichiarati, ammonta a complessivi circa 3,5 milioni di euro. 

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