Cronaca

Montesilvano Sicura, bambini a lezione di primo soccorso

 

Prosegue “Montesilvano Sicura”, il progetto volto a rendere la città di Montesilvano cardioprotetta. Le Commissioni Sanità e Sport, guidate dai consiglieri Lorenzo Silli e Alessandro Pompei, in collaborazione con la Pallavolo Montesilvano hanno organizzato un corso per insegnare ai giovanissimi atleti dell’associazione, bambini tra i 6 e i 10 anni, il primo soccorso.  

I volontari del Comitato locale di Penne della Croce Rossa Italiana hanno spiegato ai bambini entusiasti e divertiti tutta la procedura BLS (Basic Life Support), una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali.

«Montesilvano Sicura -  spiega il presidente della Commissione Sanità Lorenzo Silli  - è un progetto che si muove su due filoni. Il primo deiDefibrillatori Accessibili ha visto l’installazione in città di 7 D.A.E, in piazza Diaz, Palazzo Baldoni, nel campo di via Foscolo, nel centro sportivo Trisi,  nel Pala Senna, allo stadio Mastrangelo e lungo via Maresca. A breve provvederemo all’installazione di nuove postazioni. Il secondo filone è quello dei corsi che abbiamo promosso coinvolgendo diverse tipologie di utenti. Avere a disposizione un defibrillatore ovviamente non è sufficiente. Per salvare una vita è essenziale saper intervenire con tempestività e consapevolezza. Ecco perché abbiamo organizzato questo nuovo corso che questa volta va a coinvolgere i bambini e che va quindi ad affiancarsi ai 7 incontri formativi già tenuti».

«Insegnare ai bambini per educare i grandi. E’ a partire da questo concetto -  sottolinea il presidente della Commissione Sport Alessandro Pompei  - che abbiamo voluto organizzare un corso per i bambini. Nonostante la loro giovanissima età tutti i partecipanti sono stati attentissimi. Hanno affrontato questo pomeriggio di formazione con grande serietà, comprendendo pienamente l’importanza che queste manovre hanno per salvare una vita».   

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Appello per salvare il ‘taxi sociale’ a Pescara

Trenta disabili della provincia di Pescara restano a terra dopo l'esaurimento delle risorse erogate dal Centro Servizi per il Volontariato (Csv) che hanno consentito all'associazione di volontariato 'Sottosopra' di effettuare, per due mesi, il servizio di taxi sociale. Per questo l'associazione lancia un appello "ai candidati alle prossime regionali, agli amministratori e agli operatori privati, affinché si attivino per salvare il servizio". L'associazione mette in luce che "il taxi sociale riveste una funzione di inestimabile valore sia per i diretti interessati sia per le famiglie".

La presidente di 'Sottosopra' Cristina Celsi spiega che "la speranza è poter garantire illimitatamente il servizio, ma essendo la nostra una piccola associazione, abbiamo assoluto bisogno di un supporto economico da parte di enti pubblici e aziende, affinché contribuiscano all'acquisto o al noleggio di un pulmino idoneo". 

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Discariche abusive al depuratore Pescara, 8 indagati

La Procura della Repubblica di Pescara ha chiuso le indagini per quanto riguarda il rinvenimento di due discariche abusive di vaste dimensioni rinvenute e sequestrate dal nucleo investigativo dei Carabinieri Forestali di Pescara diretti dal ten.col. Annamaria Angelozzi e dall'Arta Abruzzo nel maggio 2018. Per la realizzazione di una prima discarica abusiva in cui sono stati depositati oltre 1500 metri cubi di rifiuti derivanti dalla manutenzione stradale effettuate da ditte incaricate dal comune di Pescara sono indagati 8 dirigenti del Comune di Pescara che si sono succeduti nel tempo nel settore manutenzione di tale ente di circa 2 ettari in cui sono stati depositati circa 15 mila metri cubi di rifiuti costituiti da fanghi di depurazione, asfalto e calcestruzzi è indagato l'imprenditore Giovanni Di Vincenzo titolare della società di Vincenzo Dino spa che ha gestito il depuratore di Pescara fino al dicembre 2016

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Dal carcere al lavoro in tribunale a Pescara

Quattro persone condannate, dal 22 ottobre scorso, sono al centro di un progetto di recupero e reinserimento che le vede impegnate in un lavoro di archiviazione in vari uffici delle cancellerie del tribunale di Pescara. "E' un progetto in cui ho creduto molto e che è partito con una mia richiesta di autorizzazione al Ministero risalente al luglio 2016 - ha spiegato questa mattina il presidente del Tribunale Angelo Bozza, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha preso parte anche la dirigente Rosalba Natali -. E' stato necessario attendere un anno e mezzo per l'autorizzazione, il reperimento dei fondi e l'avvio della fase esecutiva". Le quattro persone coinvolte nel progetto, tre uomini e una donna, presentano status di diverso tipo: messa alla prova, affidamento, semilibertà e detenzione domiciliare. L'associazione Voci di dentro, con il contributo del partner privato Sisofo, copre l'assicurazione ed eroga dei piccoli rimborsi, garantendo la supervisione da parte di tutor specializzati. "Vengono selezionati i detenuti più meritevoli e che hanno compiuto un certo percorso - ha rimarcato il direttore della casa circondariale di Pescara, Franco Pettinelli -. Non investiamo su tutti, ma solo su persone che mettono in mostra il desiderio di riscatto". Luana Capretti, dell'Ufficio distrettuale dell'esecuzione penale esterna, ha sottolineato che "oltre ai detenuti, i quali risarciscono alla società il danno prodotto, sono coinvolte nel progetto anche persone che si trovano alla messa alla prova e che sono dunque obbligate a svolgere un servizio per un periodo determinato". 

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Screening oncologici, aumentano le adesioni in provincia di Chieti

Gli screening oncologici per la prevenzione del tumore del colon retto, della cervice uterina e della mammella hanno dato nel 2018 ottimi risultati in provincia di Chieti, con adesioni corrette rispettivamente pari al 57,2%, al 60,2% e al 74,51% delle persone invitate, percentuali superiori alla media nazionale. L'attività rientra nel Piano regionale di prevenzione che fa capo al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria, diretto da Giuseppe Torzi. "Un euro speso per invitare i cittadini a un semplice gesto di prevenzione - spiega il coordinatore degli screening oncologici della Asl Lanciano Vasto Chieti, l'anatomopatologo Domenico Angelucci - può salvare una vita, individuare un tumore nella fase in cui è possibile intervenire, evitare un'operazione chirurgica. Agli utenti chiediamo di affidarsi alla nostra équipe: li prendiamo in carico ed è nostro compito sorvegliare il loro stato di salute attraverso controlli periodici con l'invito a esami gratuiti rivolti alle fasce di età più a rischio". "Affidarsi a questo percorso significa non finire nel gorgo delle liste d'attesa che, se svuotate di domanda inappropriata, potranno man mano essere alleggerite". Per quanto riguarda lo screening per la prevenzione dei tumori del colon retto, sono stati inviati per posta 48.898 inviti a uomini e donne della provincia di Chieti nella fascia di età tra 50 e 69 anni: 22mila hanno risposto al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci (la percentuale corretta del 57,2% va poi calcolata sottraendo quanti sono risultati irreperibili e coloro che si erano già sottoposti di recente agli esami previsti dallo screening). Per lo screening della cervice uterina la popolazione di riferimento sono donne tra 25 e 64 anni: sono stati inviati 17.885 inviti cui hanno risposto 11.560 persone, con un'adesione "corretta" del 60,2%. Allo screening mammografico, rispetto ai 24.977 inviti ad altrettante donne tra 50 e 69 anni (cui si sono aggiunti 1.050 solleciti) sono stati eseguiti 16.468 esami, con un'adesione del 74,51%; complessivamente in provincia di Chieti si è sottoposto a mammografia l'81,18% della popolazione target assistibile

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Mareggiate sulla costa teramana, danni ingenti

Danni a tutta la costa a seguito delle mareggiate in Abruzzo. I danni maggiori hanno interessato il litorale della provincia di Teramo, in particolare la spiaggia di Pineto. Questa mattina il dirigente ad interim del settore Opere Marittime della Regione Abruzzo Franco Gerardini sta effettuando sopralluoghi. "Parliamo di una situazione critica, conseguenza di un evento particolare e inedito come forza per le nostre zone, con onde alte anche oltre due metri, e venti di levante molto forti, una concomitanza che ha prodotto danni rilevanti. Stiamo facendo sopralluoghi nelle zone più colpite come Pineto dove ci sono stati danni, oltre che sulla spiaggia, alle infrastrutture e alla pista ciclabile".La richiesta dello stato di emergenza da calamità naturale è stata chiesta alla Regione Abruzzo dal sindaco di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti, a seguito delle violente mareggiate che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio hanno distrutto gran parte dell'arenile, provocando ingenti danni ad almeno otto chalet. Il sindaco, dopo aver emesso ieri una ordinanza con cui ha vietato l'accesso alla spiaggia nel tratto compreso tra la Bambinopoli e via Gorizia, denuncia che "affrontare la stagione estiva senza porre in atto immediati interventi di tutela e salvaguardia della costa determinerebbe un incalcolabile danno economico agli operatori e al tessuto sociale cittadino e pregiudicherebbe l'immagine turistica della città e dell'intera regione". La situazione non è certo migliore nei comuni di Martinsicuro, Roseto, Pineto e Silvi, che hanno subìto altrettante devastazioni, con l'acqua che oltre a minare le strutture degli stabilimenti balneari, ha anche raggiunto e danneggiato le piste ciclopedonali.

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Tecnologie 3D nella chirurgia maxillofacciale all’Aquila

Ricostruzione digitale delle strutture facciali con sofisticate tecnologie, chirurgia orale avanzata, traumatologia della patologia ossea: sono alcune delle novità illustrate sabato scorso a dentisti e medici chirurghi durante un convegno che si è tenuto ad Avezzano. Un'iniziativa, promossa dal direttore del reparto maxillo-facciale dell'ospedale di L'Aquila, prof. Tommaso Cutilli e dall'Andi (associazione nazionale dentisti italiani), rappresentata dal presidente provinciale, Matteo Perondi. Ai lavori, dal titolo: "Focus su patologia emergenti, la chirurgia maxillo-facciale tra clinica e tecnologia 4.0', hanno partecipato oltre 70 tra dentisti e medici chirurghi, unitamente a numerosi studenti dei corsi di laurea del dipartimento Mesva (medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell'ambiente) dell'università di L'Aquila. Una sinergia ribadita dal manager della Asl provinciale dell'Aquila, Rinaldo Tordera: "la collaborazione dei soggetti che fanno parte di questa Rete - ha spiegato Tordera intervento al convegno -. E' essenziale non solo per migliorare sempre più le prestazioni ma anche per formare le giovani leve. In questa ottica un ruolo decisivo riveste la chirurgia robotica che per la nostra azienda ha rappresentato un investimento di grande portata". All'evento hanno partecipato, oltre a Cutilli, gli altri chirurghi della maxillo-facciale di L'Aquila, tra cui Ettore Lupi, Antonio Oliva, Desiderio Di Fabio e Secondo Scarsella. La chirurgia maxillo-facciale, di cui si è ampiamente discusso nel convegno di sabato scorso, ha nell'elevato livello tecnologico dell'ospedale di L'Aquila il suo punto di forza. 

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Un morto e un ferito sulla Ss16 in un incidente stradale

Un morto e un ferito grave dopo un incidente stradale avvenuto questo pomeriggio sulla ss 16 in località Le Morge di Torino di Sangro al confine con il comune di Casalbordino. A perdere la vita un uomo di 46 anni di Francavilla al Mare, che era alla guida di una Fiat 'Multipla', mentre è stata trasportata in eliambulanza in codice rosso all'ospedale 'Santo Spirito' di Pescara una donna 43enne di Lanciano che viaggiava su una Renault Clio. All'arrivo dei soccorsi l'uomo era già deceduto

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‘Diritti infranti’, Pescara ricorda le vittime del terrorismo

"Siamo passati dal silenzio assordante all'ipertrofia memoriale. E' una cosa che mi colpisce particolarmente. C'e' una gran voglia di intitolare piazze, strade e cosi' via a chi ci abbandona. Il ricordo e' importante, ma deve essere monito perche' non si genere rimozione: le rimozioni sono pericolose. Al di la' dei simboli, ancor piu' dopo l'arresto di Cesare Battisti, quello che non deve accadere e' che qualcuno pensasse che, guardandolo, vi sia stato una specie di sogno rivoluzionario negli anni '70 in cui per nome e per conto di una societa' migliore si e' pensato di abbattere l'esistente con bombe e tritolo". Lo ha affermato il sindaco di Pescara Marco Alessandrini ricordando il padre, il magistrato Emilio Alessandrini ucciso da Prima Linea esattamente 40 anni fa, nel corso dell'incontro "Diritti infranti" in corso a Pescara. "Oggi - ha aggiunto - non esiste quella violenza politica, ma rifletto sul fatto che nel dibattito pubblico le parole pesano e troppo. A volte portano a risultati infausti. Quando qualche settimana fa in Polonia il sindaco di Danzica viene assassinato per strada dopo una violenta campagna denigratoria nei suoi confronti mi viene da pensare che le parole sono importanti e vanno usate nel modo adeguato". Un riferimento al linguaggio politico attuale che per Alessandrini, ha dimenticato "che lo Stato deve perseguire sempre la giustizia e non la vendetta. Basta guardare le immagini di Battisti - ha sottolineato -. Ho la sensazione che tintilli il sentimento della vendetta. L'odio intossica, ti mangia dentro. Noi quello che e' accaduto non lo dimentichiamo, ma non per questo abbiamo lo sguardo rivolto all'indietro. Bisogna guardare avanti facendo tesoro di quello che e' stato". Con lui anche Alessandra Galli, Consigliere della Corte di Appello di Milano, figlia del magistrato Guido Galli ucciso anche lui da un commando di Prima Linea il 19 marzo nel 1980 e Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter Tobagi ucciso pochi mesi dopo, il 20 maggio 1980, dal gruppo terroristico Brigata XXVIII marzo.

"C'e' stato un periodo di vuoto enorme. Ci si sentiva veramente soli. Vicino c'erano i familiari o magari il vicino di casa. Il ricordo piu' caro e' verso le nostre mamme che hanno avuto la forza incredibile nell'affrontare il dolore, nell'andare avanti senza trasmetterci sentimenti di odio e rancore. Mio padre come il papa' di Marco e il papa' di Benedetta era un uomo di dialogo e mediazione: e' per questo che sono stati uccisi". Lo ha detto Alessandra Galli, consigliere della Corte di Appello di Milano e figlia del magistrato Guido Galli ucciso da un commando di Prima Linea che oggi ha raccontato la sua tragica esperienza vissuta in occasione del convegno "Diritti infranti" svoltosi al Tribunale di Pescara. "Avevo 20 anni quando hanno ucciso mio padre - ha raccontato -. Ero una studentessa, vivevo nei licei dove si tenevano assemblee da dove poi uscivano anche gruppi armati che mettevano al sacco la citta' e non solo. Ho avuto compagni d'istituto che si sono macchiati di omicidi. Respiravo quel clima. Il papa' rappresentava l'ordine costituito. Per me adolescente che vivevo il contrasto con la figura del genitore, a maggior ragione lui padre, lui magistrato in un contesto in cui sentivo tante parole di rivolta e sovvertimento ha creato conflitti anche abbastanza accesi in casa. Ma io ricordo in quel contesto come negli altri il suo atteggiamento era sempre quello di farmi dire la mia, farmi riflettere dire la sua ma non imponendomi mai il suo pensiero. Atteggiamento di apertura alle idee degli altri, ad idee diverse, era una persona curiosa. Sono i tratti che hanno fatto si' e le vittime del terrorismo, diventassero bersagli. Erano persone di dialogo che pesavano le parole. Erano contrari all'aggressione verbale. Erano disposti all'ascolto degli altri e questo era pericoloso"

Era il 28 maggio del 1980 quando il giornalista Walter Tobagi muore per mano del terroristico Brigata XXVIII marzo. Sua figlia Benedetta oggi lo ha ricordato in occasione del convengo sui "Diritti Infranti" svoltosi al Tribunale di Pescara cui hanno partecipato anche il sindaco Marco Alessandrini il cui padre, il magistrato Emilio Alessandrini, fu freddato da un gruppo armato di Prima Linea il 29 gennaio 1979 e Alessandra Galli, figlia del magistrato Guido Galli ucciso da un commando dello stesso gruppo terroristico poco piu' di un anno dopo: il 19 marzo nel 1980. Piu' che sui suoi ricordi di bambina, il monito di Benedetta Tobagi e' stato sull'importanza di ricordare il contesto storico di quegli anni. Delle difficolta' di alcuni magistrati di compiere il loro lavoro e dei giornalisti, tra cui proprio suo padre, di fare altrettanto. "Oggi c'e' la memoria delle frasi, che sono un simbolo, ma fanno dimenticare i veleni che c'erano dietro la realta' di quegli anni - ha detto -. Basti pensare che Guido Galli subi' un procedimento disciplinare perche' si oppose allo spostamento dell'inchiesta di Piazza Fontana a Catanzaro. Lui e altri furono si' poi assolti, ma non per il valore dell'opposizione, ma come se fossero stati adolescenti presi dall'impulso. L'aggressivita', anche quella di oggi e soprattutto quella di oggi - ha aggiunto - deriva da una mediocrita' generalizzata. Il terrorismo di quegli anni ha colpito le figure eccellenti, ha colpito i migliori. L'importante dovrebbe essere non il raggiungimento dei traguardi professionali, ma quelal di gestire la complessita' della societa'. Questa cosa oggi manca tantissimo. In questo senso e' molto interessante andare a rivisitare quella stagione. I nostri genitori - ha concluso - hanno incarnato il modo di essere diverso. La memoria e' piu' faticosa dello show"

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