Cronaca

Coronavirus, la preghiera di Mons. Valentinetti nei cimiteri

L'arcivescovo di Pescara-Penne si fermera', domani, per un momento di veglia e di preghiera nel cimitero di San Silvestro, alle 11, e nel cimitero di Pescara Colli, alle 11.30 "per affidare simbolicamente tutti i defunti alla misericordia di Dio". A renderlo noto lo stesso monsignor Tommaso Valentinetti su indicazione della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana che ha invitato tutti i vescovi a recarsi in un cimitero della propria diocesi con "l'intenzione - recita la nota Cei - di affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonche' di esprimere, anche in questo modo, la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore". "E' stato chiamato 'il Venerdi' della misericordia' - spiega monsignor Valentinetti, che ha accolto e ha fatto suo l'invito della Chiesa Italiana - e' il venerdi' di quaresima, che quest'anno, piu' che mai, ci porta a vivere la Croce della sofferenza e della morte sulla nostra pelle in una via crucis continua di paura e di dolore. E' il venerdi', pero', che precede il racconto domenicale della resurrezione di Lazzaro, che rivive la passione e la morte di Cristo, e che sa scorgere dietro la realta' della crocifissione, la speranza della Risurrezione, della vita eterna". "Mi ha colpito, particolarmente, l'affermazione di un nostro sacerdote che ha accompagnato e benedetto, anche lui solo, diversi defunti in questo tempo. 'Attraverso gli occhi del parroco scendono le lacrime di tutta la comunita'' - mi ha raccontato commosso - riassumendo in poche parole quello che e' il lavoro, in questi giorni, ma in fondo, ogni giorno, dei preti, dei vescovi. Le lacrime di tutta la comunita' sono offerte quotidianamente, insieme alla fiducia nel Risorto, sugli altari di Dio, nelle chiese vuote di fedeli, si', ma piene di spirito di compartecipazione". L'orazione personale diventera' comunitaria nelle celebrazioni private dei sacerdoti "che, insieme a me - continua Valentinetti - domani, offriranno la santa messa per tutti i morti di questa pandemia"

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Coronavirus, Zaffiri: zona rossa nei comuni che realmente necessitavano di restrizioni

"Credo che la nuova zona rossa abbia riguardato nell'area vestina quei comuni che necessitavano realmente di altre restrizioni e di un maggiore controllo. Per gli altri credo che la situazione non richieda ulteriori provvedimenti, anche perche' non si tratta di zone focolaio". Cosi' il presidente della Provincia di Pescara e sindaco di Collecorvino Antonio Zaffiri che ha poi aggiunto: "Mi sembra di poter dire che per esempio nel mio Comune, rispetto alla scorsa settimana, i numeri sono migliorati. Dopo i tre decessi, negli ultimi giorni fortunatamente non ce ne sono stati altri, con un numero immutato di positivi. Abbiamo ufficialmente una dozzina di persone con il Covid 19. Alcune sono ospedalizzate e solo una e' in condizioni piu' gravi. A Collecorvino abbiamo attivato un sistema di consegna gratuita di farmaci e beni di prima necessita'. A Loreto Aprutino abbiamo vissuto una situazione critica per la casa di riposo, ma dopo l'intervento della Regione il problema ora e' sotto controllo".

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Coronavirus, il racconto del coordinatore del personale sanitario della Asl di Pescara

"Siamo in trincea, contro un nemico sconosciuto. L'unico obiettivo e' salvare vite. E' una lotta contro un nemico invisibile. Una guerra assistenziale che viene combattuta attraverso occhiali e mascherine protettive. Non manca la paura di essere contagiati dalla 'bestia', ma scompare quando ci troviamo di fronte ai pazienti, a loro volta spaventati: il nostro compito e' tranquillizzarli. Siamo uomini e donne, medici, infermieri, oss, che combattono in prima linea, 24 ore su 24, con forza e professionalita'". Lorenzo Silli, coordinatore del personale sanitario della Asl di Pescara, racconta cosi' i giorni dell'emergenza coronavirus. Il coordinatore illustra i diversi settore coinvolti nella gestione dei casi di coronavirus. "Il personale impegnato in prima battuta - dice - e' quello del 118, medico, infermiere e autista, che prendono in carico il paziente. Si tratta del primo distacco dai familiari. Con mezzi appositamente dedicati, i pazienti vengono poi trasportati in Pronto soccorso dove trovano un Posto medico avanzato (Pma) per il 'Triage Covid-19'. Successivamente, in base alla criticita' della patologia, vengono affidati ai reparti di Rianimazione o di Malattie infettive, dedicati al Covid-19. E' in questi reparti che inizia la vera trincea, la vera lotta: da una parte un virus che non si conosce e dall'altra una squadra di persone, dai medici agli infermieri, dagli Oss agli addetti alle pulizie, impegnate h24". "Per via dei presidi di sicurezza, come tute, mascherine, visiere, occhiali di protezione, cuffie, guanti e calzari - aggiunge - all'interno dei reparti siamo tutti uguali, non c'e' distinzione. Lavoriamo uniti con un solo scopo: dare il meglio di noi per assistere i pazienti in questo momento difficile. I turni sono estenuanti, il lavoro e' complesso e i dispositivi di protezione ci impediscono anche di usare il telefono per sentire i nostri parenti. Non manca la paura, ma su di essa vince la professionalita'". "Siamo l'unico tramite tra i pazienti in isolamento e le famiglie. 

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Coronavirus, donna di 44 anni esce dalla rianimazione

Migliorano le condizioni di una donna di 44 anni positiva al coronavirus ricoverata all'ospedale di Pescara: la paziente, che era intubata e in gravi condizioni, e' uscita dalla rianimazione. Respira autonomamente ed e' in terapia sub intensiva. E' una delle persone piu' giovani ricoverate in terapia intensiva a Pescara. Attualmente sono ricoverate in rianimazione una persona di circa 40 anni e altre tra i 40 e i 50 anni. Le persone intubate sono 30. La Asl di Pescara potra' ora contare anche sulla disponibilita' della Casa di spiritualita' "Oasi dello Spirito": nella struttura verranno mandati i pazienti affetti da Covid-19 in via di guarigione, in modo tale da liberare posti letto in ospedale ed evitare che entrino in contatto con i familiari a casa, venendo cosi' monitorate dal personale sanitario negli ultimi giorni di degenza.

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Coronavirus, Parruti: il Tocilizumab sta funzionando

"Abbiamo l'evidenza che il nuovo farmaco, il Tocilizumab, sta funzionando". Lo ha dichiarato il direttore dell'Unita' operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, Giustino Parruti. "Adesso lo stiamo dando alle forme un po' piu' precoci, cioe' quando ci facciamo l'idea che il paziente abbia tutti i fattori di rischio per progredire. Abbiamo visto diverse persone gia' togliere l'ossigeno. Se tutto questo viene confermato, e' una cosa che puo' cambiare un pochino la storia di questo affollamento. Ha risvolti individuali, organizzativi e, quindi, societari. Se si riduce il numero degli intubati e la durata media della degenza e, quindi, la durata delle complicanze, questo si ripercuotera' con una ridotta mortalita'", ha aggiunto Parruti

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Coronavirus, terzo caso di contagio accertato a ortopedia nell’ospedale di Lanciano

Terzo caso di contagio accertato di un medico del reparto Ortopedia dell'ospedale di Lanciano, oltre a 5 infermieri. E altri due ortopedici sono a rischio avendo i sintomi del Covid-19. Anche a Medicina si teme che un terzo medico sia ugualmente infetto e si attende l'esito del tampone. Anche in questo reparto ci sono 5-6 infermieri in auto quarantena. Quanto a Ortopedia sono previsti per oggi i risultati dei tamponi effettuati sul personale medico, infermieristico e operatori; 35 test sono stati inviati all'istituto zooprofilattico di Teramo. 

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Coronavirus, rinviata la fiaccolata di ricordo del 6 aprile

Causa Coronavirus non si svolgeranno, corteo e fiaccolata per la commemorazione delle vittime del sisma del 2009, in programma all'Aquila il 6 aprile prossimo, per l'undicesimo anniversario del terremoto che ha causato 309 vittime e il ferimento di circa 1.500 persone. Infatti con il passare delle ore prende piede la proroga dei divieti imposti fino al 3 aprile, di qui la scelta del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi e del Comitato Vittime del terremoto di tenere una cerimonia molto sobria con due tre familiari delle vittime oltre allo stesso primo cittadino naturalmente a debita distanza, che percorra il solito tragitto al quale negli anni passati hanno partecipato migliaia di persone, passando per i luoghi dove c'e' stato il maggior numero di vittime, tra cui la Casa dello Studente, che per l'occasione saranno illuminati; poi, in piazza Duomo ci sara' un momento di raccoglimento con la commemorazione delle 309 vittime, molto probabilmente, senza la lettura dei nomi. Nei prossimi giorni sara' reso noto il calendario degli eventi. 

 

immagine di repertorio

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Dantedì, gli studenti del serale dell’Aterno Manthoné mandano un video

Anche il corso serale dell’Aterno Manthoné di Pescara aderisce al primo Dantedì, l’iniziativa lanciata dall’Accademia della Crusca, e in particolare dal presidente emerito, l'abruzzese Francesco Sabatini, e dal ministero dell’Istruzione.

L’emergenza CoronaVirus non ha fermato studenti e docenti dell’Istituto tecnico statale guidato dalla professoressa Antonella Sanvitale.

Sei docenti e undici studenti hanno registrato, ognuno da casa, una video-lettura dei canti primo e trentaquattresimo dell’Inferno del sommo poeta Dante Alighieri.

All’iniziativa hanno preso parte gli studenti: Caterina Anello, Mohamed Chaid, Diana Ciccodemarco, Monia Evangelista, Barbara Mammarella, Salustiana Belen Marte, Sara Marusco, Gabija Menichini, Jonathan Michelucci, Daniele Rugieri, Gina Watson;

e le docenti: Paola Colarossi, Marina Di Crescenzo, Sara Nardicchia, Roberta Polimanti, Mariadaniela Sfarra, Jennyfer Viola.

 

 

 

 

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Montesilvano. Le vittime salgono a nove, nove anche i casi positivi di oggi

Nella giornata di oggi sono deceduti altri due montesilvanesi, si tratta di due uomini di 77 e 85 anni, deceduti all’ospedale di Penne e al nosocomio di Pescara, entrambi avevano patologie pregresse. Nel pomeriggio la Asl di Pescara ha comunicato al sindaco Ottavio De Martinis altri 9 montesilvanesi positivi al Covid-19. I decessi a Montesilvano salgono quindi a 9, mentre il totale dei casi positivi, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di Pescara, raggiunge quota 55.

“Altri due anziani della nostra comunità non ce l’hanno fatta e si sono arresi alla dolorosa battaglia contro il Coronavirus – afferma il sindaco De Martinis - . La nostra città piange oggi altre due vittime. Devo purtroppo comunicarvi anche l’aumento di casi, oggi mi hanno comunicatod alla Asl altri nove concittadini positivi. Alle famiglie colpite dal tremendo lutto, a nome mio e dell’intera città, porgo le più sentite condoglianze. In questi giorni sto lanciando continui appelli alla cittadinanza per limitare le uscite solo a reali motivi. Ripeto che siamo in un momento cruciale e che è determinate lo sforzo di tutti. Nella nostra città i più colpiti dal Covid sono soprattutto gli anziani e molti positivi appartengono agli stessi nuclei familiari. I sacrifici di questi giorni sono un atto d’amore e di responsabilità verso noi stessi e verso le persone care”.

 

ATTIVITA’ DEL COC. Oggi al Centro operativo comunale sono arrivate circa 120 chiamate, nella giornata i volontari della protezione civile e della croce rossa hanno effettuato 45 consegne tra farmaci e spesa a domicilio. Anche oggi la gran parte di richieste è giunta al numero del Coc (0854481216) da persone in isolamento sanitario. Il servizio di assistenza psicologica è sempre attivo al numero 0854481326. Gli psicologi dell’Azienda speciale hanno ascoltato una decina di persone. L’Azienda speciale, attraverso gli assistenti sociali e conttattando il suddetto numero di telefono continua a seguire le famiglie con disagio sociale già assistite attraverso il Pis (Piano inclusione sociale).

 

CONTROLLI. Nei controlli effettuati dalla polizia locale sono state fermate diverse persone, il comandante Nicolino Casale assicura che nessuna di queste ha commesso delle violazioni. “Questa mattina una pattuglia – afferma Casale - ha segnalato agli assistenti sociali un uomo con problemi psichici, che dal balcone sputava ai passanti”.

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Coronavirus, Parruti: Dobbiamo essere preparati ad arrivare tra i 2.000 e i 3.000 casi

"Dobbiamo essere preparati ad arrivare tra i duemila e i tremila casi, sperando che l'isolamento sociale ci consenta di ridurre al minimo la diffusione. Si prevede una fase di ulteriore espansione che ci terra' impegnati: sono convinto che fino alla fine di aprile non avremo sostanziali variazioni della nostra attivita'". Lo afferma il direttore dell'Unita' operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo. "Siamo in una fase pandemica, che per la nostra realta' locale e' epidemica - aggiunge - Quando questa fase sara' finita potrebbe instaurarsene una endemo-epidemica, cioe' potremmo aver risolto la maggioranza dei focolai, ma potremmo trovarci ancora a dover fronteggiare piccole o grandi insorgenze del virus. Anche in questa fase ci vorra' una grande organizzazione e sara' importante il mantenimento dell'efficienza delle unita' operative integrate di Malattie infettive. E' difficile pensare che non ci sia qualche contagio di ritorno; allora li' sara' decisivo che i focolai esistenti siano stati spenti in modo efficiente". In Abruzzo, secondo l'infettivologo, ci sono stati dei "fenomeni convergenti": il fatto che la zona vestina sia "caratterizzata da un intenso interscambio economico e culturale con la Lombardia"; la cosiddetta "semina lombarda" da parte di chi "e' rientrato, dichiarandolo o non dichiarandolo"; le settimane bianche di febbraio, con "il periodo di carnevale" che "ci ha dato una mazzata terribile", in quanto "operatori sanitari, tra gli altri, e tante persone sono tornate infette. Questi fenomeni - conclude Parruti - hanno creato numerosi microfocolai, tutti oramai praticamente autoctoni". 

"Sarebbe folle aver speso tanto e non fare i test prima di rimettere tutti in liberta'. Tutte le Regioni per non vanificare l'enorme spesa dovranno trovare delle strategie intelligenti. Una su cui c'e' accordo da parte di tutti e' testare tutti gli operatori di pubblica utilita' che non si sono fermati in questo periodo: operatori sanitari e medici di base, forze dell'ordine, stampa, tutti coloro che per necessita' hanno continuato ad avere rapporti sociali", ha aggiunto Parruti.

"Ogni Asl deve sviluppare il suo programma di implementazione di posti aggiuntivi sia nella degenza Covid ordinaria, cosiddetta ordinaria perche' sono tutti pazienti difficili, sia nella degenza rianimatoria. Cosi' facendo non faremo cattedrali nel deserto e non saremo scoperti dopo, perche' successivamente questa rete deve continuare a funzionare forse per un anno o due con lo stesso livello di attivita' e di efficienza. Trovo piu' razionale che ciascuna delle Asl investa fondi per ristrutturazioni o implementazione e che poi investa su opere che rimangano alla gestione ordinaria nei mesi futuri - ribadisce - piuttosto che creare delle cattedrali nel deserto", conclude Parruti

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