Cronaca

Sanitopoli Abruzzo, la Cassazione rigetta il ricorso di Del Turco

La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ed ha confermato la condanna a tre anni e 11 mesi, chiudendo così il processo 'Sanitopoli' in Abruzzo. La Cassazione ha accolto richiesta del sostituto Pg Elisabetta Cennicola, e dichiarato inammissibile il ricorso della difesa di Ottaviano Del Turco che chiedeva una pena più leggera dopo la sentenza della Corte d'Appello di Perugia del 27 settembre 2017 in relazione a cinque episodi di induzione indebita ai danni dell'imprenditore Vincenzo Angelini. È stato considerato inammissibile dai giudici della Cassazione anche il ricorso di Camillo Cesarone, ex consigliere regionale, per il quale i giudici perugini avevano stabilito una pena di 3 anni e 9 mesi. Si chiude così il processo Sanitopoli che, in primo grado aveva visto Del Turco condannato a una pena 9 anni e 6 mesi, pena ridotta poi in appello a 4 anni 2 mesi, ed infine fissata a 3 anni e 11 mesi dalla Corte d'Appello umbra dopo un primo rinvio dalla Cassazione. L'inchiesta Sanitopoli prese avvio dalla denuncia dell'imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini e Del Turco venne arrestato il 14 luglio 2008, quando era presidente della Regione Abruzzo, trascorrendo 28 giorni in carcere, e successivamente due mesi ai domiciliari. 

 

La replica della difesa di Ottaviano del Turco 

All’indomani della conclusione del processo a carico di Ottaviano del Turco, dieci anni dopo l’arresto suo e di molti componenti della sua Giunta Regionale d’Abruzzo, il suo difensore avv. Gian Domenico Caiazza ha dichiarato: «Dieci anni dopo, di quella “montagna di prove” della quale vaneggiava il Procuratore di Pescara è rimasto un pugno di fango. Assolto dalla associazione per delinquere, dalla miriade di abusi e falsi, da 20 delle 25 dazioni di denaro contestate, Ottaviano Del Turco avrebbe dunque ricevuto illecitamente –dei 6 milioni e mezzo originariamente contestati-  850mila euro, non si sa più come, non si sa più perché. Non essendogli stato trovato indosso un solo euro di quel fantomatico denaro, si è ritenuto sufficiente poter desumere il reato dalle foto sfocate e sospette non della dazione del denaro, ma della presunta visita in casa sua dell’imprenditore Angelini. Un galantuomo innocente non può accontentarsi del crollo rovinoso dell’impianto accusatorio: quel pugno di fango è una infamia, una ingiustizia alla quale non possiamo arrenderci. Abbiamo lavorato duramente in questi ultimi mesi, e tra poche settimane depositeremo l’istanza di revisione di questa sentenza ingiusta, alla luce di fatti documentali e testimoniali incontrovertibili. Un pugno di fango è purtroppo sufficiente a distruggere la vita di una persona per bene, che ha onorato e servito da galantuomo le istituzioni della Repubblica; ma noi spazzeremo via anche quello».

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Sequestrati nel pescarese capi abbigliamento falsi della Juventus

Capi di abbigliamento sportivo contraffatti con le effige della Juventus e del calciatore Cristiano Ronaldo sono stati sequestrati dai finanziari del Nucleo Mobile della Tenenza della Guardia di Finanza di Popoli, nell'ambito del dispositivo operativo messo in atto per il contrasto alla contraffazione ed all'abusivismo commerciale hanno concentrato l'attività di controllo nelle zone interne della provincia e nella Val Pescara. A seguito di mirata attività investigativa è stato effettuato un controllo presso un'impresa operante nel settore della serigrafia avente anche un punto vendita di articoli sportivi. E proprio in una delle attività coordinate dalla Procura di Pescara, i militari hanno rinvenuto decine di capi contraffatti. Individuati anche gli apparati tecnici e informatici impiegati per la stampa dei marchi e del nome del noto calciatore sulle maglie, in quello che era utilizzato come un piccolo, ma efficiente centro di duplicazione clandestina. Il titolare dell'azienda coinvolta, un imprenditore italiano, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Pescara per contraffazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni distintivi falsi. 

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Montesilvano, al via i lavori in via Colombo

Migliorare la viabilità e soprattutto la sicurezza stradale. Con questo obiettivo lunedì prenderanno il via alcuni lavori lungo via Colombo. Gli interventi, che avranno una durata di circa 30 giorni, riguarderanno l’allargamento di un tratto della carreggiata dove attualmente è presente una strettoia e l’eliminazione di un’anomalia altimetrica della strada.

Le opere consistono nella scarificazione del manto stradale, con contestuale abbassamento della quota, oltre all’allargamento del tratto interessato.

«Tali interventi -  sottolinea l’assessore alle manutenzioni Paolo Cilli -  sono particolarmente attesi dai residenti oltre che da tutti gli automobilisti che quotidianamente percorrono quella strada. Il dosso presente e la scarsa ampiezza della carreggiata in un determinato punto rappresentavano due problematiche di sicurezza che finalmente oggi possiamo risolvere. Il nostro obiettivo è quello di rendere la città sempre più sicura e questo aspetto riguarda, ovviamente, anche la viabilità. Oltre ai nostri controlli, tramite la Polizia municipale e i nostri tecnici, siamo sempre disponibili a rispondere alle esigenze dei residenti, cercando di trovare ogni volta una soluzione ai problemi che ci rappresentano»

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Rapina in villa a Lanciano, arrestato il sesto componente della banda

Arrestato un sesto componente della banda che lo scorso 23 settembre aveva assaltato la villa dei coniugi Martelli di Lanciano e mutilato la moglie del professionista: si tratta Marius Adrian Martin, 34enne romeno, con precedenti per associazione a delinquere, reati contro la persona e patrimonio) che nel frattempo si era rifugiato in Romania. Martin è stato preso a Craiova, la Polizia romena: la polizia romena e gli agenti italiani lo hanno rintracciato presso alcuni familiari, così come è emerso da mirate attività di intercettazione telefonica. Il GIP di Lanciano ha firmato un mandato di arresto europeo nei confronti del soggetto, consentendone celermente l'individuazione e la cattura. I carabinieri e il Capo della Mobile di Chieti si porteranno nella località rumena, dove si trova un investigatore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, per l'attivazione delle procedure di estradizione. 

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Inchiesta sull’acqua del Gran Sasso, il procuratore: L’acqua non è inquinata, sia chiaro

L'inchiesta sull'acqua del Gran Sasso avrebbe evidenziato tutta una serie di "forti criticità di tipo strutturale che vanno necessariamente risolte attraverso complessi ed articolati lavori e con un notevole stanziamento di fondi da parte degli enti preposti, aspetti questi non di competenza della Procura". A distanza di poco più di una settimana dagli avvisi di garanzia e dal sequestro delle opere di captazione delle acque situate all'interno dei laboratori, nell'ambito dell'inchiesta sul sistema Gran Sasso,  il procuratore capo teramano Antonio Guerriero è intervenuto sulla questione per chiarire il senso della lettera inviata dalla Procura alle varie istituzionali nazionali, regionali, provinciali e comunali competenti per segnalare la necessitò di interventi definitivi di messa in sicurezza di laboratori e gallerie. "L'acqua non è inquinata, sia chiaro. I cittadini possono stare tranquilli. L'acqua si può bere, io la bevo tutti i giorni - ha detto il procuratore - ma ci sono delle criticità su cui bisogna intervenire. Vent'anni fa il laboratorio fu sequestrato e furono stanziati 80 milioni di euro per effettuare tutta una serie di lavori che in realtà non sono stati fatti". Ad oggi, per Guerriero, né laboratori né gallerie autostradali sarebbero adeguatamente impermeabilizzati, con il rischio di contaminazioni in caso di incidenti. "Sia i laboratori che la galleria sono beni di grande valore che vogliamo tutelare, ma devono poter convivere in sicurezza con quella spugna che è il Gran Sasso - ha continuato Guerriero - ad oggi i laboratori non sono adeguatamente impermeabilizzati e su 12 chilometri di galleria ne è impermeabilizzato uno solo. Non siamo intervenuti sulla loro attività, perché ci rendiamo conto della loro importanza e perché con il sequestro del rivolo che scorre sotto la galleria abbiamo eliminato il rischio maggiore". Sul tavolo anche la necessità di un intervento normativo da parte della Regione, in quando la legge stabilisce che le sostanze pericolose debbano essere stoccate ad una certa distanza dai punti di captazione. Requisito che ad oggi non sarebbe rispettato. 

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Rocambolesco inseguimento a Pescara, arrestato un giovane

Al termine di una folle corsa a Pescara, la Polizia ha arrestato un 34enne, già sottoposto a regime carcerario ma con permesso di uscire per andare a lavoro a Roseto degli Abruzzi. Al termine degli accertamenti, i poliziotti hanno accertato che il giovane non aveva la patente, perché mai conseguita. Il 34enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale ed è tornato in carcere. Le pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo, nel corso di un servizio di prevenzione e controllo del territorio, in via Rio Sparto, hanno notato una Mercedes con una persona sospetta alla guida.

Il conducente del veicolo, alla vista degli agenti, per eludere il controllo, ha cambiato improvvisamente il senso di marcia, dandosi alla fuga. Ne è scaturito un pericoloso inseguimento, andato avanti per oltre un quarto d'ora e terminato quando l'auto del fuggitivo ha urtato un veicolo in sosta. Il giovane a quel punto ha tentato la fuga a piedi, ma è stato bloccato.

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Trattore si ribalta nel pescarese, grave 57enne

Un uomo di 57 anni, G.S., è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Chieti a causa delle lesioni riportate in un incidente agricolo verificatosi nelle campagne di Rosciano. L'uomo era alla guida di un trattore su un terreno di famiglia quando il mezzo agricolo per cause in corso di accertamento si è ribaltato schiacciandolo. Soccorso e condotto al Policlinico di Chieti, l'uomo è ricoverato nel reparto di patologia chirurgica. 

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Presunta truffa per 3 milioni nella ricostruzione, il processo termina con la prescrizione

Avrebbero percepito, secondo l'accusa attraverso preventivi falsi, oltre 3 milioni e 200 mila euro ci contributi nell'ambito dei fondi comunitari post sisma che la Regione Abruzzo ha rimodulato per attrarre nuove imprese nel cratere del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, ma il processo che all'Aquila vedeva alla sbarra professionisti ed imprenditori, e' finito in prescrizione. Il Tribunale dell'Aquila ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti degli 8 imputati, ai quali venivano contestati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico.

La vicenda risale al 2012 e secondo le ipotesi dell'accusa, uno degli indagati, in qualita' di commercialista e consulente incaricato per la presentazione delle domande a favore delle societa' legate agli imputati per ottenere i contributi del bando Por-Fesr 2007-2013, avrebbe attestato falsamente alla Regione, redigendoli e sottoscrivendoli con il nome del rappresentante di una società e con il suo consenso, la veridicita' di sette preventivi di spesa falsi per un totale che supera i 3 milioni e 200 mila euro; gli stessi venivano allegati alle domande di contributo a favore delle imprese cui veniva indicato quale fornitore di beni e servizi la società amministrata dallo stesso sottscrittore dei preventivi, societa' che, sempre stando all'accusa, ha sede nel capoluogo di regione, ma in realta' inattiva e non operativa. Un meccanismo che avrebbe consentito di ottenere un punteggio maggiore nella graduatoria. Gli altri indagati, sempre in concorso tra loro, erano accusati di aver prodotto falsi preventivi di spesa a favore della società, che a sua volta provvedeva a redigerne altri in favore delle altre "ditte amiche" per far ottenere finanziamenti per centinaia di migliaia di euro.

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Pescara, consegnati Ciatte’ e Delfini d’ Oro del 2018

Attribuite, nel corso di una seduta solenne del Consiglio comunale di Pescara, le benemerenze civiche dei Ciattè e dei Delfini d'Oro. La cerimonia si è svolta stamani, nel giorno delle celebrazioni per il Santo Patrono, a Palazzo di Città. Dodici, in tutto, i nominativi indicati dalla Commissione dei Saggi e dal sindaco Marco Alessandrini a cui sono stati conferiti i Ciatté d'Oro, riconoscimento riservato ai pescaresi, e i Delfini, per personalità che vivono e operano fuori città. I Ciattè d'Oro alla memoria sono andati a Suor Maria Olga Pignatelli, suora comboniana, missionaria e storica volontaria a servizio degli ospiti della mensa Caritas, e a Edoardo Tiboni, patron del Premio internazionale di cinema e letteratura Ennio Flaiano, creatore del Mediamuseum e infaticabile operatore della cultura abruzzese. I Ciattè d'Oro sono stati conferiti a Antonella De Angelis, musicista, direttrice dell'Orchestra Femminile del Mediterraneo; Augusto D'Agostino, professore di educazione fisica e animatore della vita sportiva cittadina; Antonio Del Giudice, giornalista, direttore de il Centro per oltre 10 anni, oggi scrittore pluripremiato; Padre Fiore Paglione, musicista e Maestro della corale Polifonica di Sant'Andrea; Michele Ramenghi, pediatra; Franco Summa, artista poliedrico, pittore, scultore, creativo e autore di performance e monumenti cittadini. I Delfini d'Oro sono andati a Pierluigi Ciocca, banchiere ed economista, per undici anni direttore generale della Banca d'Italia; Luigi Falconi (detto Gigino), pittore di lungo corso; Andrea Prencipe, Magnifico Rettore dell'Università Luiss Guido Carli, saggista, studioso; Giovanni Pettorino, ammiraglio e Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Guardia Costiera. "Nella cerimonia di oggi Pescara mostra il meglio di sé: i nomi di tante e tanti che hanno fatto e fanno grande la città, nelle sue virtù più preziose come la generosità, la cultura, la musica, la creatività, lo slancio verso gli altri e la passione per lo sport, le arti, gli studi economici, la medicina - ha detto il sindaco nel suo intervento - E' questa è la roccia su cui edifichiamo la nostra casa comune e a cui dobbiamo guardare per cambiare in meglio il mondo. Questo è anche ciò che ci unisce, che ci rende fieri di Pescara e di essere ciò che siamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che sapremo fare per noi e per tutti, ci rende fieri di essere pescaresi".

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Condannato per peculato l’ex comandante dei vigili di Ortona

L'ex comandante della Polizia Municipale di Ortona, è stato condannato per peculato a due anni di reclusione, pena sospesa e non menzione. Il processo si è svolto con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri. L'ex comandante è stato inoltre condannato al risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Ortona, che si è costituito parte civile: il risarcimento è provvisoriamente esecutivo per 70 mila euro e, al pagamento da parte di 47.024 euro, il giudice ha subordinato la sospensione della pena. Secondo l'accusa l'ex comandante, che per questa vicenda è stato licenziato nel settembre di due anni fa, dopo che erano scaduti i rapporti contrattuali con due società di riscossione, aveva avuto in affidamento dalla giunta comunale di Ortona la gestione dei parcheggi a pagamento cittadini. E avendo la disponibilità mensile del denaro liquido ritirato dai parcometri, a più riprese, fra la fine gennaio e la fine di giugno del 2016, si impossessò di 55.931 euro provento degli incassi. L'ammanco fu scoperto dal Revisori dei Conti del Comune.

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