Cronaca

Violenza sessuale sulla compagna di un amico, romeno a giudizio a Chieti

Un romeno di 57 anni che risiede a Chieti, è stato rinviato a giudizio dal gup Luca De Ninis con le accuse di violenza sessuale e danneggiamento. La vittima, una commessa di 38 anni di Chieti, assistita dall'avvocato Roberto Di Loreto, si è costituita parte civile. Secondo l'accusa il rumeno, che frequentava l'abitazione della donna perché amico del compagno di lei, nell'ottobre dell'anno scorso, l'avrebbe spinta contro un muro, palpeggiandola e tentando di baciarla. Venti giorni più tardi il romeno, secondo l'accusa, si sarebbe recato nel parcheggio di un supermercato di Chieti Scalo e avrebbe distrutto il tergicristalli dell'auto della donna. Il processo è stato fissato dinanzi al Tribunale in composizione collegiale per il 15 gennaio prossimo. 

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Due arresti per i disordini tra tifosi di Avezzano e Cesena

In relazione ai disordini verificatisi ad Avezzano domenica scorsa, in occasione dell'incontro di calcio Avezzano-Cesena, valevole per il campionato di Serie D (Girone F), giocato allo Stadio Comunale dei Marsi, la polizia di Avezzano ha arrestato due avezzanesi, resisi responsabili, nella circostanza, di lancio di sassi contro le forze di polizia, con conseguenti lesioni personali e danneggiamento di automezzi di servizio e di veicoli privati parcheggiati nella pubblica via. I due arrestati, L. S., di anni 27, già destinatario di DASPO, e T.S., di anni 31, su disposizione del pm di turno, in attesa dell'udienza di convalida sono stati posti agli arresti domiciliari. Prosegue a cura del Commissariato di Avezzano, della Polizia Scientifica e delle DIGOS di L'Aquia e Forlì-Cesena, l'analisi del copioso materiale video-fotografico disponibile, ai fini della completa identificazione e successiva denuncia all'autorità Giudiziaria degli altri tifosi di entrambe le compagini autori di reati, nei confronti dei quali saranno altresì emessi provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive. 

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Pescara, 27enne allontanato da casa dopo preso a schiaffi la compagna

E' stato allontanato dalla casa familiare con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa un 27enne pescarese, dopo il provvedimento di ordinanza cautelare scaturita a seguito della denuncia presentata dalla convivente dell' uomo, ad agosto, a seguito dell'ennesimo episodio di maltrattamenti subito. Numerosi i casi riferiti dalla donna costretta, il più delle volte a seguito di discussioni per futili motivi, a subire ingiurie, minacce e umiliazioni; in diverse circostanze, soprattutto negli ultimi sei mesi, in cui i dissidi si erano fatti sempre più pesanti, anche con aggressioni del 27enne nei confronti della compagna, con schiaffi e pugni, anche in presenza dei figli minori, in un clima familiare di terrore. Uno dei tanti motivi di discussione, come riferito agli inquirenti, era di natura economica, con il 27enne che faceva mancare le essenziali fonti di sostentamento alla propria famiglia.

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Arrestato corriere della droga alla stazione di San Vito Marina

Un corriere lancianese della droga è stato arrestato alla stazione di San Vito Marina di ritorno in treno da Pescara dove si era approvvigionato di sostanze stupefacenti. Con l'accusa di detenzione e spaccio i carabinieri della compagnia di Ortona, diretti dal maggiore Roberto Ragucci, hanno arrestato M.P., 45 anni, residente a Lanciano, trovato in possesso di 50 grammi di cocaina suddivisa in 160 dosi, e 16 grammi di eroina suddivisa in due confezioni. Secondo le risultanze investigative dei carabinieri, che seguivano l'uomo da tempo, l'arrestato operava lo spaccio a Lanciano e comuni limitrofi. 

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Rissa con mazze da baseball, cinque arresti

I carabinieri della compagnia di Atessa hanno arrestato cinque albanesi accusati di rissa e resistenza a pubblico ufficiale. La notte scorsa, a mezzanotte, in una piazza di Piazzano di Atessa, località Piana La Fara, si sono affrontati due gruppi picchiandosi selvaggiamente con bastoni e mazze da baseball. Immediato l'arrivo dei carabinieri, coordinati dal capitano Marco Ruffini, che hanno cercato di disperdere i duellanti risultati alticci. Tutti hanno opposto resistenza all'intervento dei militari. Soltanto due degli albanesi feriti hanno fatto ricorso alla medicazione all'ospedale di Atessa, riportando lesioni per una prognosi rispettivamente di 10 e 7 giorni. 

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Spiaggia accessibile e di qualità. Lo stabilimento balneare Lido Trieste di Pescara primo in Abruzzo ottenere certificazione internazionale Iso 13009.

Lo stabilimento balneare di Pescara Lido Trieste ha ottenuto, nei giorni scorsi, l’ambita certificazione di qualità internazionale ISO 13009. Lo standard internazionale ISO 13009 rappresenta, a livello mondiale, il bollino di qualità ed ecosostenibilità specificatamente per gli stabilimenti balneari. Supportato dalla società di consulenza Cda srl di Chieti, lo stabilimento balneare Trieste ha sostenuto l’esame da parte del famoso organismo di certificazione Certiquality srl di Milano.

“E’ una certificazione che si va ad aggiungere ad altre che abbiamo ed è importante per dare un servizio migliore al cliente, creare valore all’azienda, ma ,fondamentalmente, per innovare un’attività che viene vista come qualcosa di statico. il nostro e un lavoro dinamico anche per le nuove sfide che ci aspettano come la direttiva Bolkestein “ dichiara il titolare Riccardo Ciferni. “L’imprenditore balneare deve creare valore, creare servizi. Noi certifichiamo quello che facciamo da tempo. In un mondo molto competitivo dobbiamo tutelare il nostro valore aziendale e la certificazione rientra in questo percorso.”

Gli operatori balneari, scegliendo di certificare la gestione delle spiagge secondo lo standard internazionale ISO 13009 garantiscono agli ospiti ed ai clienti un servizio di qualità, sostenibilità ed accessibilità.

Lo stabilimento pescarese ha dovuto dimostrare il basso impatto ambientale delle proprie strutture, elevati standard di sicurezza, accessibilità , pulizia dell’arenile , informazione e comunicazione all’utenza, attività di intrattenimento socialmente utili.

Utile, si ritiene possa essere in futuro questa specifica certificazione di qualità, nel caso in cui, a seguito della ormai famosa direttiva Bolkstein, il governo dovesse procedere alla messa a gara delle concessioni balneari. La garanzia di qualità , di sostenibilità e di accessibilità non potrà che essere un requisito fondamentale da tenere in considerazione per l’affidamento delle concessioni.

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Ripulita l’area privata tra via Martiri d’Ungheria, via Roma e via San Pietro

Un’operazione di pulizia e di bonifica è stata avviata questa mattina nell’area privata posta tra via Martiri d’Ungheria, via Roma e via San Pietro.

«Sono diversi anni  -  afferma l’assessore al verde pubblico Ernesto De Vincentiis -  che quest’area si trova in completo stato di abbandono. Nonostante le continue sollecitazioni e ordinanze, a carico dei tre proprietari affinché bonificassero la zona però nulla è stato fatto. Con l’intervento di oggi, finalmente restituiamo il giusto decoro a tutta l’area, e soprattutto ripristiniamo le condizioni igienico sanitarie e di sicurezza». Già a partire dal 2010 su proposta della Asl circa la necessità di procedere alla pulizia dell’area privata dalla fitta vegetazione presente, nonché alla bonifica dell’eternit posto sulla copertura del capannone, sono state emesse una serie di ordinanze della polizia locale, nei confronti dei proprietari, tutte rimaste inottemperate. Nel maggio 2018, con atto sindacale è stato ordinato ai proprietari dell’immobile di provvedere con urgenza ad eseguire gli interventi necessari a garantire la salvaguardia della salute pubblica. «Di fronte all’ennesima inottemperanza -  spiega ancora De Vincentiis – abbiamo proseguito nel nostro percorso decisi a risolvere definitivamente questa problematica per il bene della collettività e dell’immagine di tutta la zona. Abbiamo quindi ottenuto dal giudice l’autorizzazione necessaria all’intervento nell’area privata. Abbiamo cominciato dalla pulizia della vegetazione nell’area esterna. Una volta completata questa fase, che verrà conclusa entro 2 o 3 giorni, provvederemo all’analisi dello stato dell’amianto presente sulla copertura così da valutare la sua rimozione o il suo incapsulamento. Tutte le spese, ovviamente verranno addebitate ai proprietari. La cura della nostra città  -  conclude De Vincentiis - è una responsabilità anche dei privati cittadini che attraverso una manutenzione adeguata delle aree di loro competenza possono contribuire in maniera concreta al miglioramento dell’immagine stessa».

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Furto a Palazzo di Città a Montesilvano

Un furto questa notte è stato messo a segno a Palazzo di Città a Montesilvano. Alcuni ladri si sono introdotti nel municipio, forzando uno degli ingressi laterali. Hanno poi scassinato, rompendo il vetro, la porta della segreteria del sindaco.

Hanno tentato di entrare nell’ufficio del primo cittadino, non riuscendo. Tentativi di effrazione anche nell’ufficio legale e in quello protocollo.

I ladri si sono dati alla fuga solo dopo aver portato via il televisore installato nella Sala Giunta che viene utilizzato in occasione dell’apertura del Centro Operativo Comunale, per coordinare e gestire al meglio le operazioni di protezione civile. Derubato anche il contenuto in denaro di una delle macchinette delle bevande poste al primo piano del Comune. E’ stato portato via anche il doppione delle chiavi di una delle auto utilizzate dal sindaco per gli spostamenti istituzionali.

«Un’amara sorpresa -  ha commentato il sindaco Francesco Maragno -  quella avuta questa mattina. I carabinieri e i vigili si sono immediatamente messi al lavoro per cercare di individuare i responsabili di questo episodio, anche attraverso la visione delle telecamere di videosorveglianza poste nell’area circostante. Mi auguro che vengano identificati i responsabili di questo atto che ha provocato numerosi danni nella casa comunale, molti più dell’effettivo valore di quanto hanno sottratto».

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Truffe on line, denunciati due pescaresi

 Due uomini residenti a Pescara, di 51 e 28 anni, sono stati denunciati in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza per il reato di truffa in concorso. Gli indagati, utilizzando un sito di vendite on line molto conosciuto a livello nazionale, avevano pubblicizzato la vendita del motore di una barca inducendo il potenziale acquirente, residente in provincia di Vicenza, ad effettuare a titolo di acconto un bonifico di 500 euro. Il versamento è avvenuto tramite una carta PostPay intestata ad uno degli indagati che si è poi reso irreperibile a qualsiasi chiarimento sulla mancata definizione dell'accordo di vendita. L'uomo si così è recato nella locale caserma dei carabinieri a denunciare l'episodio e da lì è iniziata l'inchiesta che ha consentito di risalire ai due truffatori. 

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Violenze nella casa di riposo, la testimone conferma davanti al giudice

Ha confermato gli episodi di violenza fisica e verbale, da parte di un'operatrice sanitaria di 54 anni, nei confronti di alcuni anziani degenti, l' infermiera chiamata a testimoniare,  davanti al Tribunale monocratico di Pescara, nell'ambito del processo sui presunti maltrattamenti ai danni di tre anziane ricoverate in una casa di riposo della provincia, per fatti avvenuti tra l' agosto e il dicembre del 2014. Oggi, davanti al giudice Laura D'Arcangelo, sono comparsi, in qualità di testimoni, il luogotenente dei carabinieri che ha svolto indagini e un'infermiera professionale che all'epoca lavorava presso la struttura. L'infermiera, citata sia dal pm che dall'avvocato di parte civile Canio Salese, ha raccontato di avere assistito direttamente, in alcune occasioni, alle violenze verbali nei confronti di alcuni pazienti e di avere notato sugli anziani, nei turni successivi a quelli svolti dall'imputata, i segni di violenze fisiche. L'infermiera chiamata a testimoniare ha poi riferito che, in altri casi, alcuni pazienti che, pur malati, erano in grado di esprimersi, le avevano raccontato di essere stati presi a parolacce e schiaffi dall'imputata. La testimone ha aggiunto che, in tutte le occasioni, aveva provveduto ad informare la capo infermiera e ad annotare i fatti sul rapporto infermieristico giornaliero. La stessa infermiera ha poi raccontato che, insieme alla sua superiore, dopo le lamentele dei pazienti, ha constato la presenza di lividi e rossori sui corpi di coloro che avevano denunciato i maltrattamenti. L'imputata avrebbe anche minacciato una delle tre pazienti per impedire loro di raccontare tutto ai parenti. Oltre alle tre presunte vittime delle violenze, anche la casa di riposo si è costituita parte civile, ritenendosi danneggiata dal comportamento della ex dipendente. L'udienza è stata aggiornata al 27 marzo, quando saranno ascoltati gli ultimi testimoni e si terrà la discussione.

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