Cronaca

Arrestati cinque ultras del Foggia per gli scontri col Pescara

Cinque ultras del Foggia sono stati arrestati da agenti della Digos della nell'ambito di indagini sui violenti scontri avvenuti prima dell'incontro di calcio Foggia - Pescara del 20 gennaio scorso. In particolare, sono state eseguite cinque misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti tifosi della squadra del Foggia, emesse dall'ufficio gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica. Si tratta di quattro persone ritenute responsabili di resistenza a pubblico ufficiale, porto in luogo pubblico di oggetto atto ad offendere e travisamento, e di un sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, risultato essere presente quello stesso giorno allo stadio nonostante il divieto di partecipare a pubbliche riunioni, limitazione imposta dalla stessa misura di prevenzione.

Quattro dei cinque arrestati, anziché entrare all'interno dello stadio, dopo essersi completamente coperti il viso con passamontagna, sciarpe e cappucci ed armati di mazze, bastoni, bombe carta, fumogeni e sassi, raggiunsero la stazione ferroviaria per attendere l'arrivo dei tifosi del Pescara. I tifosi foggiani si scagliarono poi con violenza contro le Forze dell'Ordine, schierate per evitare il contatto. Già nel mese di marzo, il Questore di Foggia Mario Della Cioppa, aveva disposto nei confronti dei cinque arrestati provvedimenti di daspo, per periodi di tempo compresi dai 5 agli 8 anni.

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Chieti, aritmie cardiache scoperte con un giubbotto 

Buone notizie nella cura dell'aritmia cardiaca dall'ospedale di Chieti, dov'è stato eseguito per la prima volta un mappaggio non invasivo per la cura di questa patologia attraverso un giubbotto. Si tratta di una metodica all'avanguardia - si legge in una nota - preziosa nei casi persistenti e refrattari alla terapia farmacologica, che permette di localizzare il punto preciso all'interno della camera cardiaca. A utilizzarla è l'unità operativa di Aritmologia, collocata all'interno del Dipartimento Cuore, diretto da Luigi Leonzio. "Questa nuova tecnica - spiega il responsabile dell'Aritmologia, Enrico Di Girolamo - utilizza un giubbotto adesivo con più di 250 elettrodi con il quale si esegue un esame molto simile a un elettrocardiogramma e, in poco più di mezz'ora, è in grado di fornire una mappatura tridimensionale del cuore. Una volta indossato consente di avere una panoramica dell'attività dei distretti cardiaci, impossibile a ottenersi con i tradizionali metodi diagnostici. Il sistema è una combinazione tra elettrocardiogramma e Tac e, con un singolo battito, crea le mappe cardiache in 3D di atri e ventricoli, in modo da ottenere il quadro complessivo dell'attività elettrica del cuore".

E' fondamentale per il cardiologo avere una mappa molto precisa dell'origine dell'aritmia, così da sapere in partenza quale direzione prendere quando c'è necessità di un'ablazione. Questo sistema, che supera l'invasività della diagnostica tradizionale, permette di intervenire con tempestività e precisione in situazioni di emergenza su aritmie che possono mettere a rischio la vita e apre scenari inediti nell'individuazione dei ritmi cardiaci irregolari.

L'équipe dell'unità operativa di Aritmologia dell'ospedale di Chieti, della quale fanno parte, oltre a Di Girolamo, gli altri cardiologi Massimiliano Faustino e Nanda Furia, ha eseguito "la prima ablazione transcatetere di un'aritmia complessa su un 70enne affetto da un'aritmia ventricolare persistente e fortemente sintomatica". La patologia si manifesta con un'alterazione del ritmo cardiaco, determinando dispnea, sincope, cardiopalmo, intolleranza allo sforzo, fino all'arresto cardiaco nelle forme più gravi

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Duplice omicidio di Ortona, condannato a 30 anni l’assassino

Il giudice del tribunale di Chieti, Isabella Maria Allieri, ha condannato a 30 anni di reclusione Francesco Marfisi, il 51enne di Ortona che il 13 aprile 2017 aveva ucciso a coltellate la moglie, Letizia Priviterra, e l'amica di lei, Laura Pezzella. Il pm, Giancarlo Ciano, aveva chiesto la condanna all'ergastolo.La sentenza è stata emessa oggi dopo un'ora e mezza di camera di consiglio al termine di una udienza dedicata alle repliche. Il giudice ha condannato Marfisi, che era in aula, al risarcimento dei danni in separato giudizio disponendo una serie di provvisionali immediatamente esecutive a favore delle parti civili: in particolare 200.000 euro alla figlia e 150mila al figlio della Primiterra, 100.000 euro al padre della Primiterra, Iziano Primiterra che ha seguito tutto il processo e 50.000 euro a favore del fratello della vittima. Centomila euro ciascuno di provvisionale avranno invece il marito e i due figli della Pezzella. ''Il giudice ha deciso e ha deciso così, non si può essere soddisfatti, si tratta comunque di un duplice omicidio, è quello che ho chiesto ed è quello che abbiamo ottenuto'', ha detto il difensore di Marfisi, l'avvocato Rocco Giancristoforo. Marfisi, oltre che del duplice omicidio, era accusato anche di tentato omicidio nei confronti della donna che ospitava la moglie in casa quando si verificarono i fatti e di lesioni personali nei confronti di sua figlia incinta, rimasta ferita al cuoio capelluto mentre il padre sferrava fendenti alla moglie

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Truffe a commercianti ed esportazione auto, in 24 a giudizio a Chieti

Il gup del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri ha rinviato a giudizio 24 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a ricettazioni, truffe, appropriazioni indebite e falsi, in particolare falsificazione e sottrazione di targhe e di documenti di circolazione di autovetture al fine di esportarle illecitamente all'estero. Quanto alle truffe, sarebbero state commesse ai danni di commercianti dai quali, utilizzando lo schermo di società apparentemente solide, si facevano consegnare ingenti quantitativi di merce che veniva pagata con assegni e ricevute bancarie che restavano insolute, per poi rivendere la merce stessa e chiudere successivamente la sede aziendale. Gli imputati verranno processati il prossimo 16 ottobre. Fra la merce acquistata in maniera truffaldina ci sarebbe una fornitura di materassi per oltre 16mila euro, vernici per 10.000 euro, materiale edile per quasi 30 mila euro, diversi gruppi di continuità per un valore superiore a 120mila euro

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Tornano operative le due spiagge accessibili di Montesilvano

Tornano operative le due spiagge accessibili di Montesilvano, con servizi adatti alle varie forme di disabilità, che quest’anno sono stati ulteriormente potenziati.

Questa mattina il sindaco Francesco Maragno, l’assessore alle Politiche per la disabilità, Ottavio De Martinis, il responsabile dell’ufficio disabili Claudio Ferrante e il maresciallo Daniele Limatola, della Capitaneria di Porto di Montesilvano hanno inaugurato ufficialmente la nuova stagione estiva.

Principale novità di quest’anno la presenza, come volontari che offriranno servizio di assistenza agli utenti della spiaggia, oltre che di pulizia e vigilanza, sei ragazzi del progetto SPRAR di Montesilvano, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, sia nella spiaggia antistante via Dante che in quella vicino di Via Bocca di Valle (al lato della casetta della Croce Rossa).

«Credo che il valore aggiunto del progetto Mare Accessibile che ci rende comune virtuoso in tutta Italia ormai da anni -  sottolinea il sindaco Francesco Maragno  - sia il connubio con la progettualità dello Sprar (Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Abbiamo chiesto ai migranti di partecipare a questa iniziativa e sei di loro si sono resi subito disponibili. E’ il loro modo per ringraziare la comunità che li sta accogliendo e per integrarsi ogni giorno di più. Ciò che ci riempie di soddisfazione è il gradimento che constatiamo da parte degli utenti che ci testimoniano il loro apprezzamento per un progetto che cerchiamo di migliorare ogni giorno di più».  

«Abbiamo aumentato il numero delle palme da 4 a 6 – aggiunge l’assessore De Martinis -  ampliato la piazzola. Abbiamo potenziato le ore di servizio di assistenza. Presto installeremo anche un tapis roulant che collegherà la passerella attualmente presente proprio all’acqua.  Inoltre grazie ai Lions di Montesilvano abbiamo anche una sedia mare che consente alle persone con disabilità di fare il bagno. Tutto questo per rendere anno dopo anno questo servizio sempre più efficiente».

“Sand & Sea” la nuova sedia mare è stata donata al Comune dal Lions Club di Montesilvano, grazie a una raccolta fondi nell’ambito di un torneo di burraco che si è svolto lo scorso gennaio e che ha visto la partecipazione di 130 giocatori. La carrozzina permette alle persone con difficoltà motorie di raggiungere la spiaggia e fare il bagno. «Abbiamo voluto dare un servizio alla collettività – afferma Valter Armellani, presidente del club di Montesilvano  - e che potesse in qualche modo svegliare le coscienze».

«Montesilvano è l’unico Comune in Italia ad avere un ufficio disabili – ha ricordato Claudio Ferrante -  che lavora con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche e culturali e soprattutto per integrare. Il binomio che si è creato con i ragazzi del progetto SPRAR è la ciliegina sulla torta di questo percorso. La disabilità non è una malattia ma senz’altro è condizionata dall’ambiente circostante».

Presente all’inaugurazione anche la referente del centro per l’autismo di Pratola Peligna, i cui ragazzi frequentano dalla scorsa estate la spiaggia accessibile.

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Corecom: rivoluzione digitale nelle conciliazioni

“È in atto una grande rivoluzione digitale legata al nuovo modo di gestire le controversie tra i cittadini e gli operatori di comunicazione. Una rivoluzione basata sulla totale informatizzazione del sistema delle conciliazioni”. Il Presidente Corecom Abruzzo, Filippo Lucci, accoglie positivamente la decisione dell’AgCom di semplificare la gestione delle istanze da parte degli utenti che dalla fine del corrente mese di luglio potranno comodamente interagire direttamente da casa con i Corecom potendo inviare segnalazioni da qualunque dispositivo connesso alla rete. “L’adeguamento al digitale - sottolinea Lucci – ha costretto l’Autorità Garante per le Comunicazioni a disporre con delibera che ‘nel periodo intercorrente tra il 1° e il 22 luglio 2018, per le controversie rientranti nell’ambito di competenza territoriale dei Corecom di Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto, le istanze per lo svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione potranno essere presentate unicamente presso uno degli organismi elencati nel Regolamento’”. Il Corecom Abruzzo intende comunque rassicurare i cittadini che la sospensione del servizio di conciliazione non comporta alcun danno ai fini della positiva ed efficace lavorazione delle nuove pratiche, in quanto non esistono termini di decadenza per l’esercizio della conciliazione. Il Corecom Abruzzo sarà inoltre pienamente operativo per la presentazione dei provvedimenti cautelari d’urgenza e di definizione. Lucci, infine, “ringrazia il Consigliere regionale Domenico Pettinari per l’attenzione e la considerazione dimostrata nei confronti dei servizi Corecom e garantisce che nessun danno concreto è configurabile in capo agli utenti e sottolinea che nel solo mese di luglio si svolgeranno oltre 800 tavoli conciliativi ”. “Il Corecom Abruzzo – conclude il Presidente – intende proseguire con costanza e impegno la sua azione di tutela e controllo e non verrà meno alla reputazione costruita in questi anni. Un presidio territoriale che si attesta ai primi posti per la qualità del servizio reso con uno dei più alti indici nazionali di conciliazioni con esito positivo, il maggior indennizzo a famiglie e imprese e il più alto numero di istanze accolte e lavorate in relazione agli abitanti”

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Omicidio Bevilacqua, tensione in Tribunale

Momenti di tensione in tribunale a Pescara, prima dell'inizio dell'udienza preliminare nel processo a Massimo Fantauzzi, 47 anni, responsabile dell'omicidio di Antonio Bevilacqua, 21enne rom ucciso con un colpo di fucile, la notte del 16 settembre scorso, all'interno di un pub di Montesilvano. Davanti alla stanza dove si trovava il reo confesso in attesa dell'udienza, infatti, c'erano una ventina di persone tra parenti ed amici della vittima, che hanno iniziato ad urlare contro l'omicida. La protesta ha richiamato l'attenzione dei tanti presenti in tribunale e davanti all'aula è arrivato anche il procuratore capo Massimiliano Serpi. Presenti anche le forze dell'ordine.

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Incompatibilità D’Alfonso, udienza rinviata

"Questa mattina al Tribunale civile dell'Aquila si è tenuta l'udienza per la causa intentata dal M5S sull'incompatibilità tra il mio ruolo di presidente di Regione e senatore. Il giudice monocratico ha accolto la richiesta del mio legale, Carlo Montanino, di discutere la causa davanti al Tribunale in composizione collegiale, rinviando l'udienza al 23 luglio. Resto fiducioso sul fatto che il Tribunale voglia considerare che la mia elezione a senatore è soggetta a giudizio di convalida, così come previsto dalla Costituzione, da parte della Camera di appartenenza, con ciò che ne consegue anche in termini di sopravvenuta incompatibilità, così come espresso da alcuni autorevoli costituzionalisti". Lo fa sapere in una nota il presidente della Regione Luciano D'Alfonso

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Incidente stradale a Penne, donna ricoverata a Pescara

Una donna di 61 anni è stata ricoverata nella serata di ieri all'ospedale civile di Pescara in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale accaduto alle porte di Penne. L'auto su cui si trovava la 61enne che era con il marito, rimasto leggermente ferito, si è scontrata con un'altra vettura. Soccorsa dai sanitari del 118, è stata poi trasportata al "Santo Spirito", e ricoverata nel reparto di Neurochirurgia con una prognosi di trenta giorni per un trauma cranio-facciale

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Archiviazione per D’ Alfonso nella vicenda della vendita del fondaco di Penne 

Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta relativa all'alienazione del fondaco di proprietà del Comune di Penne che ha visto tra gli indagati il presidente della Regione Abruzzo e senatore del Pd, Luciano D'Alfonso, accusato di aver fatto pressioni per eliminare un vincolo della Soprintendenza che impediva la vendita dell'immobile da parte dell'amministrazione vestina. Al governatore veniva contestata una telefonata che gli investigatori definivano un'indebita pressione. E' stato lo stesso procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Michele Renzo, a presentare istanza di archiviazione perché, ha scritto, "non ci sono elementi sufficienti a sostenere l'accusa in giudizio". Si tratta di uno degli oltre 10 filoni della maxi inchiesta della procura della repubblica dell'Aquila sugli appalti della Regione. Per il GIP quindi D'Alfonso, insomma, non ha chiesto all'architetto della Soprintendenza Roberto Orsatti di imporre il parere positivo necessario al Comune di Penne per vendere il vecchio fondaco, ma si è limitato a chiedere di velocizzare la riunione della commissione che doveva esaminare la pratica ferma da mesi sotto un faldone di altre richieste: né il governatore ha ottenuto qualcosa in cambio dall'allora sindaco di Penne, Rocco D'Alfonso, impiegato nel suo staff. 

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