Cronaca

A Roccamorice si rinnova la tradizionale processione all’Eremo di San Bartolomeo

Seguendo la tradizione, la mattina del 25 agosto, centinaia di fedeli partono da Roccamorice in pellegrinaggio alle prime ore del mattino percorrendo un sentiero boschivo che conduce all’eremo. Giunti in loco, prima della celebrazione della Santa Messa che ha inizio alle ore 7.00, i fedeli percorrono la gradinata ricavata dalla roccia per raggiungere il fondovalle dove si trova la sorgente dalla quale sgorga l’acqua santa di San Bartolomeo. In questo stesso luogo la tradizione locale vuole che ci sia un momento di ristoro in attesa dell’inizio della Messa.
La piccola chiesetta dell’eremo non riesce ad accogliere il gran numero di pellegrini che vi giunge in occasione della festa del Santo, pertanto la folla assiste alla celebrazione eucaristica dall’esterno, ossia sulla balconata antistante al complesso eremitico. Terminata la Santa Messa, la statua del santo viene portata in processione dai fedeli che animati da una profonda devozione sono soliti scambiarsela di persona in persona durante il tragitto. Prima dell’arrivo in Paese, la processione si dispone su due file e procede in modo ordinato sino ai pressi del monumento agli emigranti dove la banda musicale e le donne locali, vestite con abiti tradizionali e con le conche tipiche abruzzesi poste sul capo, accolgono il Santo e si uniscono al corteo dei pellegrini che procede verso la chiesa parrocchiale di San Donato dove viene celebrata nuovamente la Santa Messa.

 

 

Descrizione e storia dell’Eremo di San Bartolomeo

A 4 Km da Roccamorice, a 650 metri s.l.m., nel luogo dove la natura si rivela essere più impervia, seguendo un tracciato che è possibile percorrere unicamente a piedi soprattutto nell'ultimo tratto, sfruttando la balza di roccia lunga circa 50 m., troviamo l'Eremo di San Bartolomeo in Legio.

I primi insediamenti risalgono al VI secolo quando gruppi di anacoreti provenienti dalla Sicilia, spinti dalle incursioni arabe, trovarono rifugio sulla Majella, introducendo il culto di San Bartolomeo. 
L'arrivo di frate Pietro da Morrone produsse una rinnovata frequentazione dell'Eremo. I ritiri di Pietro si intensificarono tra il 1275 (anno del ritorno dal viaggio a Lione) e il 1288, scegliendo questo luogo come ritiro personale, data la frequenza di pellegrini a Santo Spirito a Majella.
Oltrepassato un piccolo ingresso ricavato nella roccia, ci troviamo direttamente sulla balconata rocciosa antistante la chiesa, protetta a sinistra da un costone roccioso e a destra da un muretto interrotto da due gradinate. La prima è la cosiddetta "Scala Santa" percorsa, secondo la tradizione, solo in risalita, in ginocchio e pregando; la seconda consente, invece, di scendere direttamente al "fosso di San Bartolomeo". Percorsa l'intera balconata troviamo l'ingresso vero e proprio all'eremo. Il portale è semplice mentre la facciata presenta tracce di affreschi duecenteschi, molto danneggiati raffiguranti un Cristo benedicente ed una Madonna con Bambino. Nella chiesa, addossato alla parete di fondo, troviamo l'unico altare sul quale si apre una nicchia che custodisce una piccola statua di San Bartolomeo che reca, avvolta alla spalla sinistra, la propria pelle con la testa e nella mano destra il coltello, simboli che ricordano il suo martirio.
La statua è ottocentesca, realizzata con legno di fico e soggetta a grande venerazione dai fedeli locali.

Tradizione e credenze

Nella parete di sinistra, sotto una roccia cava, affiora una piccola risorgenza d'acqua che prelevata mediante un cucchiaio e miscelata a quella raccolta nel vallone sottostante viene ritenuta "l'acqua santa" di San Bartolomeo. Infatti, nel fondovalle, oltrepassato un imponente masso che secondo la tradizione Pietro abbia distaccato dalla parete sovrastante per consentire il passaggio nei momenti di piena del torrente, si raggiunge la "Sorgente del Catenaccio". Anche in questo caso, come per il masso che funge da ponte, l'intervento miracoloso di Pietro ne determina l'origine: secondo la tradizione, durante un'estate particolarmente torrida venne scaraventato contro la roccia il chiavistello della chiesa soprastante generando una fessura di forma similare. Da questa fessura fuoriesce ancora oggi acqua sorgiva. Quest’acqua benedetta, secondo il culto popolare, presenta poteri curativi e miracolosi.

 

 

 

 

 

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Incendio sul Monte Morrone, il fuoco si estende al versante pescarese 

Prosegue il rogo sul monte Morrone, nel massiccio della Majella. Oggi nuovi focolai si sono accesi in piu' punti, in particolare vicino al Casino Pantano, alla chiesetta di San Pietro e nel borso di Mandra Castrata. Fiamme anche sul versante pescarese, verso Caramanico Terme. Nuove preoccupazioni e tensioni, insieme a polemiche sull'insufficienza e sul ritardo degli interventi. Le fiamme, dopo aver superato Passo San Leonardo, dove il rogo era iniziato sabato scorso, proseguono verso Roccacaramanico, frazione di S.Eufemia a Majella. Sul posto 50 uomini tra volontari e protezione civile, 5 squadre dei Vigili del Fuoco con un elicottero, oggi in azione anche un Canadair. Intanto il monitoraggio dell'Arta, agenzia regionale per la tutela ambientale, sulla qualita' dell'aria a Sulmona, localita' Marane, rivela un innalzamento della concentrazione degli inquinanti. Le maggiori concentrazioni di notte; nelle prime ore del mattino diminuiscono col mutare della direzione del vento. 

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Si rompe una condotta idrica, disagi per l’acqua a Pescara

L'improvvisa rottura di una grossa condotta ACA a Pescara ha fatto mancare l'acqua in una ampia zona della città. La rottura della rete è stata individuata su via Michelangelo (all'altezza del Bingo). L'Aca è al lavoro - spiega una nota del Comune - ma per via della pressione dell'acqua non è possibile fare tamponature ora. 
"Sarà necessario chiudere il flusso idrico per poter operare, cosa che accadrà dalle 22 di stasera stessa,  in modo da poter tamponare l'urgenza e  ripristinare la funzionalità quanto prima, si spera già domattina, salvo procedere alla riparazione nei prossimi giorni. Si consiglia ai residenti da via Michelangelo verso nord di fare scorte di acqua perché alle 22.00 potrebbero vedersi sospeso il servizio. Si tratta di una condotta importante, il tubo ha un diametro di 700 cm e attraversa Corso Vittorio Emanuele, servendo tutta la zona ospedale e il centro". 

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Alpinista di Loreto Aprutino morto sul Monte Bianco

Un alpinista italiano e' morto dopo essere precipitato sul versante francese del Monte Bianco. Si tratta di Nevio Nobilio, 59enne di Loreto Aprutino, sposato e con due figli, molto conosciuto nel paese abruzzese dove aveva un panificio ed era socio del Cai. "E' precipitato dal couloir del Gouter per 100-150 metri", spiega un portavoce del Peloton de haute montagne de gendarmerie della cittadina francese. L'allarme e' stato dato da altri alpinisti che si trovavano in zona e che hanno assistito all'incidente. "Era ben attrezzato per l'attraversata ma non era legato in cordata all'amico", aggiungono dalla gendarmeria. Per il momento i soccorritori escludono che "la caduta sia stata provocata da un crollo di pietre" e continuano a propendere per "l'errore tecnico". Il compagno di scalata, aiutato da un interprete, sta riferendo l'accaduto ai soccorritori. 

L'incidente si e' verificato durante la fase di discesa lungo la via normale francese alla vetta, che ha un passaggio obbligato nel canalone, noto per i diversi incidenti che si verificano ogni anno a causa di passaggi delicati e della caduta di frane e slavine. 

 "Io lo conoscevo bene, era il mio fornaio - dice il sindaco, Gabriele Starinieri - Un grande appassionato della montagna. Sapevo che era in vacanza in Val D'Aosta. Siamo addolorati, ancora di piu' perche' quest'anno, con la tragedia di Rigopiano, avevamo perso quattro concittadini".

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Tenta di spegnere il rogo di sterpaglie, anziano ustionato 

Un uomo di 89 anni di Bucchianico e' rimasto ustionato nel tentativo di spegnere un piccolo incendio di sterpaglie sviluppatosi su un terreno di proprieta'. All'anziano, portato da un'ambulanza del 118 all'ospedale di Chieti, sono state riscontrate ustioni alle mani e al volto. La prognosi e' di venti giorni. Il rogo e' stato spento agevolmente dai Vigili del fuoco giunti da Chieti. Sul posto per i rilievi i carabinieri della stazione di Bucchianico. 

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Arta avvia il monitoraggio dell’aria a Sulmona

 Arta Abruzzo, agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, e' impegnata nelle operazioni di emergenza scattate a seguito del vasto incendio che da sabato scorso sta interessando il monte Morrone, alle porte di Sulmona. Il vicesindaco, Mariella Olmi, si e' rivolta ieri alla Regione Abruzzo per verificare la qualita' dell'aria in citta' e il direttore generale dell'Arta, Francesco Chiavaroli, ha subito allertato il Distretto provinciale de L'Aquila, competente per territorio, e il Distretto provinciale di Chieti, che ha in dotazione il laboratorio mobile per il rilevamento degli inquinanti atmosferici. Il mezzo attrezzato e' stato posizionato in localita' Marane, nel sito individuato nel corso di una riunione tecnica, dove e' stato avviato il monitoraggio delle sostanze inquinanti presenti nell'aria. Domani disponibili i primi risultati, che saranno pubblicati sul sito istituzionale www.artaabruzzo.it con la relazione tecnica esplicativa.

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Martinsicuro, bagnante si sente male e annega 

Era da poco entrato in acqua quando ha avuto un malore e si e' accasciato, annegando. E' avvenuto nel pomeriggio nel tratto di mare antistante la spiaggia libera a nord dello chalet Nemo a Villa Rosa di Martinsicuro. Per Alberto Ciccanti, 63 anni di Ascoli Piceno, si sono rivelati inutili i soccorsi prestati da bagnini e bagnanti. La salma e' stata trasferita all'obitorio di Sant'Omero.

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Lettera aperta dei pastori a Dacia Maraini

Il Presidente dell'ARPO (Associazione Regionale Produttori Ovicaprini d'Abruzzo) Nunzio Marcelli ha inviato questa lettera aperta alla scrittrice Dacia Maraini, in merito alle dichiarzioni in cui la Maraini accusa alcune categorie di persone come presunti autori degli incendi.
 
Cara Dacia,

Ci ha colpito al cuore la tua denuncia degli incendi sulle nostre montagne, dove indichi tra gli incendiari, insieme a costruttori di villini abusivi e piromani per divertimento, anche noi pastori "in cerca di nuovi spazi". Sarebbe quasi ironico, se non fosse tragico: di pascoli abbandonati ne abbiamo fin troppi, come sa chi come te ha girato tanto per queste terre, sempre più deserte - e per questo, e non certo per gli interessi dei pastori, ridotte a questo stato e soggette sempre più a dissesto ed incendi.

Non è la prima volta che un facile populismo, basato su antichi pregiudizi nei confronti dei pastori, colpisce chi ogni giorno con fatica vive e protegge queste terre. Ma detta da te, Dacia, che da sempre le percorri e le conosci, e ti sei fatta promotrice della pecora al cotturo e delle tradizioni del territorio, ci risulta incomprensibile.

Non hai forse visto, Dacia, il sudore e l'amore con il quale quotidianamente difendiamo le nostre montagne? Non sai forse, dopo tanti anni in queste terre, che il pascolamento ha  garantito non solo la biodiversità e la ricchezza di questi luoghi, ma anche la loro salvaguardia,  riducendo grandemente la capacità diffusiva delle fiamme in caso di incendio?

Guardiamo con dolore il monte che brucia, e pensiamo a Salvatore Di Pelino, ultimo capraro del Morrone costretto dalla burocrazia e dai disagi di questa professione a vendere le sue capre. La  sua  presenza autentica e pittoresca ha rappresentato per anni presidio di  sorveglianza e pascolamento quotidiano, riducendo fortemente la massa erbacea che poi disseccando diventa alimento di cui si nutrono gli incendi.

In quella zona, cara Dacia, ancora 50 anni fa c'erano circa tremila tra capre e pecore; e di  incendi come quelli che oggi stanno distruggendo le nostre montagne non se ne ricordano.

Oggi che la sensibilità per la natura è aumentata, tutti gridano allo scandalo, ma nessuno ricorda che  difenderla vuol dire quotidiana cura di chi faticosamente la percorre e la conosce. Un'attività di  sorveglianza e prevenzione che i pastori hanno svolto per secoli su queste terre ora sempre più abbandonate.

Addossare ai pastori la colpa di quel che hanno sempre contribuito e anche oggi contribuiscono a prevenire, affrontando tante difficoltà  senza mai  un riconoscimento, e proprio da parte di chi come te afferma di amare queste terre, è un fardello insopportabile.

Cara Dacia: torna tra noi pastori, a conoscere davvero ogni sussulto di queste valli; ti aspettiamo per mostrarti come ti sei sbagliata, nell'additare in modo facile e indistinto nei pastori gli autori di questo scellerato scempio.
 
 
per A.R.P.O. Nunzio Marcelli

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Brucia ancora il Morrone

“Sono attivi attualmente, per spegnere il vasto e drammatico incendio che da ieri pomeriggio sta bruciando il Monte Morrone, 3 canadair, 1 elicottero dei Vigili del Fuoco e un 1 dell’esercito. Oltre 50 gli uomini dei Vigili del Fuoco presenti sul territorio peligno, provenienti da Sulmona, Teramo, Chieti, Popoli, L'Aquila, che insieme alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine e dalla polizia locale stanno lavorando incessantemente dalle prime ore dell’alba e per tutto il pomeriggio odierno”.

A fare il punto della situazione è il vicesindaco di Sulmona Mariella Iommi, presente sul posto insieme ad alcuni Consiglieri Comunali di Sulmona, all’Assessore comunale Mario Sinibaldi, ai dirigenti e funzionari del Comune al momento in forza al C.O.C. attivato da ieri, con quattro funzioni (tecnica, volontariato, assistenza alla popolazione, alla viabilità), in contatto costante con il Sindaco Annamaria Casini e l’Assessore regionale Andrea Gerosolimo che si sono attivati immediatamente, allertando Regione, Prefettura e Governo, al fine di poter ottenere potenziamento di soccorsi sul territorio nel più breve tempo possibile.

“Arriveranno rinforzi dell’esercito” riferisce il vicesindaco Iommi, sottolineando “è stato garantito dal Presidente della Regione Luciano D’Alfonso che abbiamo accolto oggi nella frazione Marane e che ringraziamo. Abbiamo illustrato lo stato dell’arte, quanto fatto finora e quanto ancora è necessario e urgente fare”. Presenti anche la senatrice Stefania Pezzopane, il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. La frazione Marane, la più colpita, è invasa da un denso fumo e il vento ha contribuito a rendere più complessa la situazione, che si presenta monitorata dall’ingente spiegamento di forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile. Sul posto sono giunte autobotti per coadiuvare le operazioni tese a bloccare l’avanzamento del fuoco, divampato nella zona nord, verso l’Eremo di Sant’Onofrio, e in direzione del territorio di Pacentro, dove insistono maneggi e diverse strutture ricettive. “Abbiamo attivato anche la funzione sanitaria” spiega il vicesindaco. Presenti presidi di Croce Rossa e 118.  Si danno da fare anche i volontari residenti che con i trattori proseguono a tracciare solchi nelle campagne per impedire alle fiamme di avvicinarsi all'abitato. “E’ una grande ferita per la nostra città e per il nostro territorio, colpita in uno dei più importanti simboli della nostra Sulmona e patrimonio naturalistico di grande pregio" afferma il Sindaco Annamaria Casini, che raccomanda alla popolazione massima prudenza, richiedendo di chiudere le finestre di casa, di non sostare lungo le strade attigue all'incendio, sia per motivi di sicurezza che per agevolare le operazioni di intervento ai mezzi preposti.

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Incidenti stradali, 3 morti e 5 feriti sulla A14

E' di tre morti e cinque feriti il bilancio di un incidente che si e' verificato sull'autostrada A14 in direzione Ancona, nel,territorio comunale di Citta' S. Angelo . Sul posto hanno operato per ore gli agenti della Polizia autostradale di Autostrade per l'Italia del Coa di Pescara Nord, coordinati dall'ispettore capo Sabatino Pulcini, i sanitari del 118 di Pescara, Montesilvano e Chieti, i vigili del fuoco e personale di Autostrade per l'Italia. L'autostrada e' stata chiusa tra Pescara Ovest e Pescara Nord per permettere ai soccorritori di lavorare e per la pulizia della carreggiata. Le vittime sono: Raffaella Cotechini, di Porto Sant'Elpidio, 35 anni, Annunziata Caforni, 59 anni, di Valle Castellana, e Concetta Irmici, 75 anni, di San Severo. Le tre donne viaggiavano su tre auto diverse. All'ospedale Clinicizzato di Chieti sono ricoverate in gravi condizioni due persone. Tre i feriti ricoverati all'ospedale di Pescara: un ottantenne di Ortona, e due donne, entrambe di Milano. Secondo una prima versione dell'accaduto, la 35enne avrebbe urtato un mezzo pesante in sosta regolarmente su una piazzola e sarebbe poi finita sulla carreggiata, dove una volta scesa dalla sua vettura, sarebbe stata schivata da alcune auto in transito, ma non da altri mezzi, fra cui un Camper che l'ha travolta. 

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