Cronaca

Padre e figlio arrestati per spaccio nella Marsica

Gestivano un vasto giro di droga, prevalentemente cocaina, attraverso il quale rifornivano professionisti, imprenditori, giovani studenti e tossicodipendenti tra Luco dei Marsi e Trasacco. Padre e figlio di origini magrebine sono stati arrestati con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacenti. Si tratta di Said Habibi di 44 anni e del figlio ventenne Moad, residenti a Luco dei Marsi, che secondo quanto accertato, gia' da qualche tempo era stato avvito dal genitore all'attivita' di spaccio della cocaina. L'operazione, che ha portato al loro arresto, e' scattata all'alba di ieri da parte del nucleo antidroga dei carabinieri, composto da militari specializzati al contrasto dello spaccio, appartenenti alle stazioni di Gioa, San Benedetto, Ortucchio e Luco dei Marsi.

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Boom di nascite con parto in acqua all’Aquila

In 80, all'ingresso in ospedale, hanno fatto richiesta del parto in acqua ma i medici ne hanno potuto accontentare solo 30. Nel 2016 il vagito 'liquido', per il quale l'ospedale di L'Aquila ha allestito due anni fa un ambiente esclusivo, ha fatto registrare un boom di richieste, istanza accolta pero' solo per un terzo a causa di motivi legati a valutazione medica. Tutto questo, mentre a livello generale, pur in presenza di un pesante calo delle nascite in tutta Italia, l'ostetricia ha mantenuto il numero di bebe' sugli standard consueti: nel 2016 il numero di parti ha superato la soglia dei mille, attestandosi a quota 1.017. L'aspirazione di partorire in acqua, opportunita' offerta all'Aquila tra i pochi reparti in Abruzzo, viene infatti filtrata da un'accurata analisi medica. Solo se si passa il vaglio degli specialisti del reparto di ostetricia e ginecologia, teso a salvaguardare salute della donna e sicurezza della nascita, la donna acquisisce il privilegio di accedere allo spazio in cui e' collocata la vasca del parto, sovrastata da suggestive porzioni di stellato, immersa in luci soffuse e rilassanti nonche' percorsa da un filo di musica. Tra le 30 donne a chiedere il parto in acqua anche una quota proveniente dal Lazio, soprattutto dalla Ciociaria, a ribadire la capacita' del reparto aquilano, diretto dal professor Gaspare Carta, di attirare con la sua qualita' utenza da fuori regione. Un ulteriore punto di forza del blocco materno infantile e' costituito dal reparto di neonatologia, diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio che, in stretta sinergia con ostetricia, assicura ogni anno oltre 100 trattamenti a beneficio dei bambini nati prematuri che necessitano di un'assistenza specifica. Intanto, nel dicembre scorso, dell'arredo della terza sala parto. Quest'ultima, al pari delle altre due, e' ora rifinita con colori, luci, tende e altri particolari pensati per allestire uno spazio quanto piu' possibile accogliente e confortevole. Intanto Carta, dopo aver ricoperto per tutto il 2016 la carica di presidente nazionale dell'Aiug (associazione italiana di urologia ginecologica) e' stato riconfermato ai vertici nazionali nella veste di presidente senior.

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Vasto, tracce di legionella nei rubinetti dell’ospedale

Tracce del batterio della legionella sono state rinvenute in alcuni rubinetti dell'ospedale a Vasto. Lo riferisce l'Asl 2 abruzzese che ha avviato le operazioni di sanificazione, precisando che "la condizione non desta preoccupazione". I prelievi - spiega la nota - sono stati eseguiti dall'Arta dopo una segnalazione del Dipartimento prevenzione della stessa Asl, fatta dopo il decesso, avvenuto tempo fa, di un uomo che era stato ricoverato per mezza giornata nel Reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Vasto, dove era giunto "in condizioni assai critiche per una broncopolmonite e altre patologie di tipo immunitario"

Il malato, morto poche ore dopo il ricovero, era risultato positivo alla legionella che "ha diversa origine - puntualizza l'azienda sanitaria - in quanto non c'è compatibilità tra il periodo di incubazione della malattia e la sua evoluzione, vista la permanenza lampo dell'uomo in ospedale. Non c'è correlazione, dunque - ribadisce l'Asl - tra questo caso e la parziale positività riscontrata nei campionamenti dell'acqua, ma saranno in ogni caso seguite tutte le procedure previste dalle linee guida in materia di legionellosi". "Valori alterati di bassa entità circa la presenza di legionella sono  stati evidenziati nel corso di verifiche sull'impianto idrico dell'ospedale di Vasto - si legge nella nota - Sono stati effettuati 12 campionamenti, in 6 dei quali è stata riscontrata la presenza in quantità modeste del microrganismo che prolifera e si concentra in impianti idrici dove c'è ristagno con temperature tra 32° e 45° centigradi, ragione che ne spiega la presenza in alcuni rubinetti di bagni poco utilizzati. Anche se si tratta di una condizione che non desta preoccupazioni, sono state adottate tutte le misure del caso, secondo un doppio percorso: tecnico, secondo modalità previste dalle Linee guida nazionali sulla legionellosi, e clinico, che prevede l'adozione di comportamenti precauzionali da parte del personale"

"A tale proposito - prosegue l'Asl 2 - alle unità operative è stata inviata una nota della Direzione sanitaria, che riassume le precauzioni da seguire, come lasciare scorrere l'acqua calda per 10 minuti prima di utilizzarla, il divieto temporaneo di utilizzo delle docce, la sterilizzazione a vapore o con alta disinfezione dei dispositivi che vengono a contatto con le mucose respiratorie. La legionella, infatti, non viene trasmessa per contatto o contagio diretto, ma per inalazione, e colpisce alcune categorie di persone: gli individui compromessi sotto il profilo immunitario, come i malati di cancro, i tossicodipendenti, ma anche gli anziani e quanti sono affetti da patologie polmonari croniche. "L'ospedale di Vasto dispone di un impianto di sanificazione continua che utilizza perossido di idrogeno e ioni argento - dicono dal Gruppo tecnico aziendale che si è riunito questa mattina - pertanto l'alterazione dei valori presumibilmente è dovuta a un ristagno d'acqua nei rubinetti poco utilizzati,che facilita la proliferazione della legionella. Inoltre, i campioni risultati positivi hanno espresso una contaminazione contenuta".

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Codacons, esposto alla magistratura per avere la black list dei debitori

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alle Procure di Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona, Chieti, Vicenza e Treviso, in cui si chiede ai giudici di acquisire i nomi dei soggetti insolventi nei confronti degli istituti di credito ubicati sul territorio di competenza, e procedere nei loro confronti per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta.  

Grazie all'esposto - affermano dal Codacons - "la magistratura potra' acquisire i nominativi degli insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza attendere norme o provvedimenti specifici. Una volta acquisiti i nomi dei debitori delle banche in crisi o salvate dallo Stato, sara' possibile verificare le responsabilita' di tali soggetti alla luce del reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta". Nell'esposto il Codacons ha chiesto anche alle Procure di procedere al "sequestro di tutti i beni delle societa' e/o delle persone fisiche che verranno identificate come debitori insolventi"

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Rinviato a giudizio l’ex vice sindaco de L’Aquila

Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale dell'Aquila ha rinviato a giudizio l'ex vice sindaco, Roberto Riga, e l'imprenditore aquilano Massimo Mancini, vice presidente dell'Aquila Calcio, con l'accusa di corruzione in relazione all'appalto per la ristrutturazione dell'Oratorio salesiano, una commessa da 30 milioni di euro. La prima udienza dibattimentale e' prevista per il prossimo 15 giugno. Il processo e' nato dall'indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza dell'Aquila che, a fine 2015, ha portato Riga e Mancini per 15 giorni agli arresti domiciliari. A giudizio andrà anche l'imprenditore Simone Lorenzini.

Contrariamente a quanto diffuso nel pomeriggio, la posizione dell'imprenditore aquilano Sandro Martini, uno dei quattro indagati nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria su presunte tangenti nell'appalto per la ristrutturazione dell'Oratorio salesiano dell'Aquila, e' stata stralciata perche' il suo legale, l'avvocato Tommaso Navarra, essendo teramano, ha esercitato una proroga fino al 31 luglio 2017 in quanto residente in un Comune terremotato. La nuova udienza preliminare a carico di Martini e' stata percio' fissata il prossimo 13 settembre.

Riga e' difeso dall'avvocato Luciano Bontempo e Mancini dai legali Luca Marafioti e Tiberio Gulluni. Lorenzini viene assistito da Fabrizio Lazzaro e Martini da Tommaso Navarra. "Si e' trattato di un passaggio tutto sommato scontato data l'angustia dei poteri del Gup - dichiara Marafioti - La difesa confida nella possibilita' di dimostrare dinanzi al tribunale pubblicamente la piena innocenza di Massimo Mancini. Emergera' in quella sede che nessuna corruzione sussiste, perche' nessun atto contrario ai doveri d'ufficio e' stato compiuto in cambio di una indebita retribuzione". Secondo l'avvocato, "l'affitto a titolo di foresteria dell'appartamento era stato infatti stipulato a prezzi congrui e anni dopo il presunto inoltro di una pratica relativa al permesso di costruire. Nessuna corruzione propria susseguente, pertanto, ma rapporti del tutto leciti ed alla luce del sole". L'avvocato Bontempo ha spiegato di aver "incentrato la difesa sulla quasi completa nullita' e sulla genericita' dei capi di imputazione, il mio assistito (Riga, ndr) avrebbe favorito, ma non si sa in che modo". 

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Abruzzo nella morsa del gelo, meno 19 gradi a Navelli

Abruzzo nella morsa del gelo, dopo le frequenti nevicate dei giorni scorsi: in particolare nell'aquilano la temperatura e' scesa quasi ovunque sotto zero, registrando anche -19,4 gradi sulla piana di Navelli. Sulla costa la temperatura e' vicina allo zero e si segnala il pericolo di ghiaccio soprattutto sulle strade che non sono state pulite dalla neve nei giorni scorsi. Sono 2.000 al momento, secondo le stime dell'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) di Pescara, le utenze rimaste senz'acqua: i problemi principali sono dovuti ai contatori ghiacciati: in corso di sostituzione almeno 1.500 unita'. Poi ci sono guasti e rotture, difficili da individuare per la presenza della neve. La situazione potrebbe tornare alla normalita' entro le prossime 36 ore, tenendo conto pero' dell'evolversi delle condizioni meteorologiche. Scuole chiuse oggi in molti Comuni del pescarese e del chietino: un netto miglioramento delle condizioni meteo dovrebbe arrivare solo domani, con l'innalzamento delle temperature, ma gia' per la serata di venerdi' si attende un'altra perturbazione che potrebbe portare ancora neve anche a bassa quota.

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Progetto Ipssar Pescara sulla prevenzione del disagio

L'Istituto Alberghiero Ipssar 'De Cecco' di Pescara aderisce al Progetto sperimentale europeo, denominato YAM e che ha gia' coinvolto 12mila studenti, provenienti da 170 scuole di dieci paesi diversi, con 'Do it for You - Non c'e' Benessere se non c'e' Salute Mentale', progetto di promozione del benessere e di prevenzione di tutte le forme di disagio tra gli adolescenti. L'iniziativa e' realizzata in collaborazione con l'Universita' degli Studi del Molise e coordinata dal professor Marco Sarchiapone, responsabile del Dipartimento di Medicina e Scienza della Salute. Prendera' il via la prossima settimana e coinvolgera' circa 300 studenti, cioe' le seconde classi dell'Ipssar, che parteciperanno a laboratori esperienziali, a incontri diretti con psicologi e il 31 gennaio all'evento di presentazione dei risultati finali. Obiettivo e' fornire a studenti e docenti gli strumenti per riconoscere il disagio, per prevenirlo e per affrontarlo insieme, anche attraverso le risorse della scuola che e' la seconda casa per i ragazzi". L'annuncio e' della dirigente dell'Istituto Alberghiero Ipssar 'De Cecco' Alessandra Di Pietro, promotrice del Progetto nel quale e' affiancata dalla docente Simonetta Paolini.

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Processo Bussi, il Procuratore conferma le richieste di condanne del primo grado

Il Procuratore Generale della Corte d'Appello dell'Aquila Domenico Castellani, al termine della requisitoria pronunciata nell'ambito del processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino della Montedison, vista "la gravita' delle condotte", ha chiesto la conferma pene formulate dal pubblico ministero nel processo di primo grado. Le condanne per l'accusa di disastro ambientale e avvelenamento dell'acqua. Per 18 dei 19 imputati variano da un massimo di 12 anni e 8 mesi a 4 anni. Confermata l'assoluzione per Maurizio Piazzardi, sul quale gia' il pm aveva chiesto il proscioglimento. "La gravita' delle condotte perpetrate per anni - ha detto il pg prima di formulare le richieste - non consentono la sussistenza delle attenuanti generiche", tutto cio' nonostante gli imputati siano incensurati.

Da 12 anni e 8 mesi a 4 anni: questo il massimo e il minimo nelle richieste di condanna per 18 dei 19 imputati nel processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino della Montedison. I Procuratori Generali Romolo Como e Domenico Castellani, al termine delle due requisitorie che hanno caratterizzato l'udienza di oggi, hanno confermato le richieste dei pm di primo grado Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini. La condanna piu' grave, 12 anni e 8 mesi di carcere, e' stata chiesta nei confronti di Carlo Cogliati, amministratore delegato pro tempore di Ausimont. Dodici anni sono stati chiesti per Guido Angiolini, amministratore delegato di Montedison dal 2001 al 2003, e per Luigi Guarracino. E ancora, fra le pene piu' alte, 11 anni chiesti per Leonardo Capogrosso, coordinatore dei responsabili dei servizi Pas degli stabilimenti facenti capo alla Montedison-Ausimont di Milano; Salvatore Boncoraglio, responsabile protezione ambientale e sicurezza della sede centrale di Milano; Carlo Vassallo, direttore dello stabilimento di Bussi dal 1992 al 1997; Nazzareno Santini, direttore dello stabilimento dal 1985 al 1992; Maurizio Aguggia e Giuseppe Quaglia. Le altre richieste di condanna sono: 10 anni e 4 mesi per Camillo Di Paolo, Vincenzo Santamato, Giancarlo Morelli, Angelo Domenico Alleva e Mauro Molinari. Chiesti 7 anni per Luigi Furlani, Alessandro Masotti e Bruno Parodi. Le richieste di condanna riguardano 18 dei 19 imputati. Anche i procuratori generali hanno chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto per Maurizio Piazzardi, mentre per Nicola Sabatini l'accusa ha chiesto 4 anni per il disastro ambientale e l'assoluzione per l'avvelenamento dell'acqua.

"Si doveva ignorare il problema ambiente, palesarlo sarebbe stato il fallimento per le imprese. Il ministero dell'ambiente in fase di indagini preliminari ha quantificato il danno ambientale in 9 miliardi di euro". Cosi' il Procuratore generale Domenico Castellani, in uno dei passaggi della requisitoria nell'ambito del processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativo alla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino della Montedison. Castellani ha parlato di strategia d'impresa per aggirare la problematica in quanto tutti erano al corrente dell'inquinamento dal '72. L'altro procuratore generale Romolo Como, che nella requisitoria pronunciata stamani ha parlato di "mancanza di seria perizia super partes di esperti a livello internazionale", al termine dell'udienza ha confermato che sarebbe stato appropriato fare una perizia sull'avvelenamento e l'inquinamento, ma - ha chiarito - disporre nuove prove e' una facolta' della Corte d'Assise nonostante si sia con il rito abbreviato, non posso chiederlo io".

Il processo che vede 27 parti civili, riprendera' il 16 e continuera' anche il giorno dopo per le arringhe difensive. A questa fase del procedimento all'Aquila si e' arrivati dopo il pronunciamento dello scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. Il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, d'intesa con le parti, ha fissato un fitto calendario di udienze: la sentenza e' prevista il 31 gennaio. Il calendario prevede udienze anche per 19, 25, 26 e 30 per le difese.

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Maltempo, la situazione delle scuole in Abruzzo

Passata l'emergenza maltempo restano ancora chiuse le scuole in alcuni comuni abruzzesi sia perche' sono previste gelate notturne sia per i cumuli di neve che non consentono la circolazione veicolare in sicurezza. Chiuse quindi anche domani, giovedi' 12 gennaio, le scuole a Lanciano, dove riapriranno venerdi' 13. Sospese le attivita' didattiche anche a Fossacesia, Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro; i sindaci - Enrico Di Giuseppantonio, Tommaso Schips e Mariella Di Nunzio - d'intesa con il Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Fossacesia hanno disposto la sospensione "per motivi di sicurezza e per consentire un riscaldamento adeguato degli ambienti scolastici". A Orsogna (Chieti) il sindaco, Fabrizio Montepara, ha prorogato fino a sabato 14 gennaio la chiusura di scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, esclusi gli uffici amministrativi, e dell'asilo nido comunale. Disposta anche la sospensione del mercato settimanale di venerdi' 13. "Lungo le strade comunali sono ancora presenti ingenti quantita' di neve - si legge in una nota - Il Comune sta proseguendo con tutti i mezzi a disposizione le operazioni di sgombero, rese molto difficili proprio dagli accumuli che hanno superato anche il metro di altezza".

A Pescara, invece, domani scuole di ogni ordine e grado aperte.  Ripresa regolare delle lezioni domani anche a Pescocostanzo, Spoltore e Roseto degli Abruzzi. Per quanto riguarda il servizio scuolabus di quest'ultimo centro l'amministrazione avvisa che "in considerazione della previsione di gelate per la rigidita' delle temperature minime previste, il servizio sara' assicurato ma evitando il transito sulle zone dei crinali collinari, le cui arterie presentano alternanza di salite e forti discese che potrebbero essere interessate dalla presenza di lastre di ghiaccio". 

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Partiranno a febbraio i lavoratori per il nuovo depuratore a Pescara

Partiranno a febbraio i lavori per il depuratore del Fiume Pescara. Il presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha incontrato oggi pomeriggio, nella sede di Pescara della Regione Abruzzo, i vertici di Ersi, Aca e Arap, per monitorare il piano degli interventi mirati a migliorare il ciclo idrico nella provincia di Pescara, e tra gli interventi programmati c'è il potenziamento del depuratore di Pescara: i lavori del primo lotto di 8,5 milioni di euro partiranno a febbraio, mentre il progetto relativo al secondo lotto, sempre finalizzato a rendere efficiente il depuratore pescarese (4 milioni di euro), è in fase di redazione. Il presidente dell'ente acquedottistico Aca, Luca Toro, ha fatto poi il punto sugli altri investimenti (7,5 milioni di euro) programmati: tra i più importanti ci sono l'eliminazione delle fosse imhoff (un centinaio nel biennio 2017-2018 per un importo di 3,5 milioni di euro) e il potenziamento del depuratore di Francavilla. Il presidente D'Alfonso ha affrontato anche il tema della costruzione del nuovo depuratore di Pescara (a breve, il Consiglio comunale della città delibererà il sito dove sorgerà l'impianto), opera che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro (finanziato con fondi FSC).

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