Cronaca

Incendio in camera da letto, muore 67enne a Pescasseroli

Un 67enne romano da anni residente a Pescasseroli e' stato trovato morto nella sua abitazione a pochi passi dal centro del paese. Secondo una prima ricostruzione dei Vigili del fuoco di Avezzano, chiamati questa mattina sul posto, un incendio sarebbe divampato nella camera da letto dove e' stata trovata una stufa catalitica. A chiedere aiuto intorno alle 11 e' stata la collaboratrice domestica del 67enne che, giunta nei pressi dell'abitazione indipendente ha visto fumo uscire dalle finestre. Indagini sono in corso per accertare le cause dell'incendio e della morte dell'uomo. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e gli operatori del 118.

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Ventuno gradi sotto zero ai Piani di Pezza

L'ondata di gelo in Abruzzo non si attenua con il picco di 21 gradi sotto zero ai Piani di Pezza, nel territorio comunale di Rocca di Cambio, a 1.450 metri di quota. Rispetto a ieri pero' le temperature sono ulteriormente scese in tutta la regione: nel pescarese, dove si oscillava tra i -5,5 di Cepagatti e i -1,8 di Pescara, nel chietino, con punta di -4,2 a Chieti, e nel teramano, con il -6 di Castelli. Ovunque le minime registrate nella notte sono scese sotto lo zero: da segnalare in particolare i -12 gradi di Ovindoli e Pescasseroli, -11,8 a Scontrone, -11,7 a Tagliacozzo, -11,6 all'Aquila, -10 Capestrano (L'Aquila), -10,4 di Prati di Tivo. Oggi scuole ancora chiuse a Chieti, Lanciano, Fossacesia, Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro; disposta fino a sabato la chiusura a Crecchio e Orsogna, nel chietino.

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Arrestato per furto a Pescara, era evaso da un carcere in Campania

Evaso dal carcere di Carinola, in provincia di Caserta, dove non era rientrato dopo un permesso premio, e' stato arrestato nella notte dalla Polizia, a Pescara, per un furto con spaccata ai danni di una pasticceria di piazza della Rinascita. In manette e' finito G.L., 50enne originario del Trapanese e residente nel Casertano. Attorno alle 2 e' stata segnalata al 113 una spaccata ai danni di un locale del centro. Il 50enne aveva appena infranto la vetrina di un bar-pasticceria ed era entrato nell'attivita'. Giunti sul posto, gli uomini della squadra Volante hanno bloccato l'uomo mentre fuggiva dall'esercizio commerciale. Aveva con se' il cassetto del registratore di cassa, contenente 64 euro in monete. E' stato arrestato in flagranza di reato per furto aggravato, ma dagli immediati accertamenti della Polizia e' emerso che l'uomo era evaso dalla Casa circondariale di Carinola, in cui era detenuto con fine pena previsto per marzo 2018: aveva usufruito di un permesso premio di quattro giorni, fino al 26 dicembre 2016, ma non aveva fatto rientro in carcere. Il 50enne e' stato quindi arrestato anche per evasione. Processato per direttissima, e' finito in carcere

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Madre di 5 figli spacciava in casa, arrestata a Pescara

Madre di cinque figli, di cui il piu' piccolo di due anni, spacciava droga all'interno della sua abitazione del quartiere Fontanelle, divenuta punto di ritrovo per i tossicodipendenti della zona. In manette e' cosi' finita una donna di etnia Rom, Rita Spinelli, arrestata dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, per aver ceduto e detenuto ai fini di spaccio sostanza stupefacente del tipo cocaina ed eroina. La 30enne dovra' inoltre rispondere della ricettazione di una bicicletta provento di furto ed utilizzata come mezzo di pagamento da un tossicodipendente in cambio di droga. La donna, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, Rosangela Di Stefano, e' stata posta agli arresti domiciliari a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria.

I poliziotti ieri, dopo dopo aver fermato due giovani arrivati dalla provincia di Chieti per comprare una dose di eroina, hanno fatto irruzione nell'appartamento della Spinelli dove hanno rinvenuto su un muretto del soggiorno, due involucri contenenti circa 40 grammi di cocaina e 15 grammi di eroina. In bella vista vi erano anche due bilancini di precisione e materiale usato per il confezionamento delle dosi. 

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Migranti, il prefetto di Teramo mostra i dati delle presenze

E' fondato su un deciso incremento dei servizi di prevenzione, con il ricorso a sinergie decisive con diversi livelli di governo a cui puo' contribuire anche la parte privata degli istituti di vigilanza, la pianificazione delle attivita' di ordine e sicurezza pubblica illustrato questa mattina dal prefetto di Teramo, Graziella Patrizi. Il rappresentante di Governo, nel tracciare un bilancio annuale dei servizi espletati sotto il coordinamento prefettizio e sugli imput ministeriali, ha sottolineato come sia decisivo il contributo degli enti locali e dei cittadini, alla cosiddetta "sicurezza partecipata". ''E' l'unico modo - ha detto il prefetto Patrizi - per riuscire a garantire risultati soddisfacenti per la collettivita' e livelli accettabili di sicurezza per i cittadini. In questo senso rientra anche il programma di integrazione che riguarda i richiedenti asilo, protagonisti di attivita' di inserimento in 8 dei 15 comuni che hanno organizzato l'accoglienza dei migranti: La provincia di Teramo, che e' quella in Abruzzo che registra il piu' alto numero di stranieri regolari residenti, oltre 28mila - ha riferito il rappresentante di Governo - conta attualmente 859 ospiti dei programmi di accoglienza in 223 strutture''. 

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Ruba scarpe e travolge commessa, arrestato per rapina

I carabinieri della stazione di Colonnella hanno arrestato, in flagranza di reato, un marocchino di 24 anni, per rapina impropria. L'extracomunitario, residente a Monsampolo del Tronto si era introdotto all'interno del negozio Pittarello nel centro commerciale Val Vibrata, dove ha rubato un paio di scarpe del valore di circa 200 euro: per riuscire a dileguarsi, ha travolto la commessa che aveva cercato di bloccato, facendola cadere a terra. A fermare a fuga del marocchino sono stati i carabinieri che hanno anche recuperato la refurtiva e trasferito in cella di sicurezza in attesa del processo per direttissima. La commessa ha dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Sant'Omero per le contusioni riportate nella caduta.

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Padre e figlio arrestati per spaccio nella Marsica

Gestivano un vasto giro di droga, prevalentemente cocaina, attraverso il quale rifornivano professionisti, imprenditori, giovani studenti e tossicodipendenti tra Luco dei Marsi e Trasacco. Padre e figlio di origini magrebine sono stati arrestati con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacenti. Si tratta di Said Habibi di 44 anni e del figlio ventenne Moad, residenti a Luco dei Marsi, che secondo quanto accertato, gia' da qualche tempo era stato avvito dal genitore all'attivita' di spaccio della cocaina. L'operazione, che ha portato al loro arresto, e' scattata all'alba di ieri da parte del nucleo antidroga dei carabinieri, composto da militari specializzati al contrasto dello spaccio, appartenenti alle stazioni di Gioa, San Benedetto, Ortucchio e Luco dei Marsi.

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Boom di nascite con parto in acqua all’Aquila

In 80, all'ingresso in ospedale, hanno fatto richiesta del parto in acqua ma i medici ne hanno potuto accontentare solo 30. Nel 2016 il vagito 'liquido', per il quale l'ospedale di L'Aquila ha allestito due anni fa un ambiente esclusivo, ha fatto registrare un boom di richieste, istanza accolta pero' solo per un terzo a causa di motivi legati a valutazione medica. Tutto questo, mentre a livello generale, pur in presenza di un pesante calo delle nascite in tutta Italia, l'ostetricia ha mantenuto il numero di bebe' sugli standard consueti: nel 2016 il numero di parti ha superato la soglia dei mille, attestandosi a quota 1.017. L'aspirazione di partorire in acqua, opportunita' offerta all'Aquila tra i pochi reparti in Abruzzo, viene infatti filtrata da un'accurata analisi medica. Solo se si passa il vaglio degli specialisti del reparto di ostetricia e ginecologia, teso a salvaguardare salute della donna e sicurezza della nascita, la donna acquisisce il privilegio di accedere allo spazio in cui e' collocata la vasca del parto, sovrastata da suggestive porzioni di stellato, immersa in luci soffuse e rilassanti nonche' percorsa da un filo di musica. Tra le 30 donne a chiedere il parto in acqua anche una quota proveniente dal Lazio, soprattutto dalla Ciociaria, a ribadire la capacita' del reparto aquilano, diretto dal professor Gaspare Carta, di attirare con la sua qualita' utenza da fuori regione. Un ulteriore punto di forza del blocco materno infantile e' costituito dal reparto di neonatologia, diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio che, in stretta sinergia con ostetricia, assicura ogni anno oltre 100 trattamenti a beneficio dei bambini nati prematuri che necessitano di un'assistenza specifica. Intanto, nel dicembre scorso, dell'arredo della terza sala parto. Quest'ultima, al pari delle altre due, e' ora rifinita con colori, luci, tende e altri particolari pensati per allestire uno spazio quanto piu' possibile accogliente e confortevole. Intanto Carta, dopo aver ricoperto per tutto il 2016 la carica di presidente nazionale dell'Aiug (associazione italiana di urologia ginecologica) e' stato riconfermato ai vertici nazionali nella veste di presidente senior.

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Vasto, tracce di legionella nei rubinetti dell’ospedale

Tracce del batterio della legionella sono state rinvenute in alcuni rubinetti dell'ospedale a Vasto. Lo riferisce l'Asl 2 abruzzese che ha avviato le operazioni di sanificazione, precisando che "la condizione non desta preoccupazione". I prelievi - spiega la nota - sono stati eseguiti dall'Arta dopo una segnalazione del Dipartimento prevenzione della stessa Asl, fatta dopo il decesso, avvenuto tempo fa, di un uomo che era stato ricoverato per mezza giornata nel Reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Vasto, dove era giunto "in condizioni assai critiche per una broncopolmonite e altre patologie di tipo immunitario"

Il malato, morto poche ore dopo il ricovero, era risultato positivo alla legionella che "ha diversa origine - puntualizza l'azienda sanitaria - in quanto non c'è compatibilità tra il periodo di incubazione della malattia e la sua evoluzione, vista la permanenza lampo dell'uomo in ospedale. Non c'è correlazione, dunque - ribadisce l'Asl - tra questo caso e la parziale positività riscontrata nei campionamenti dell'acqua, ma saranno in ogni caso seguite tutte le procedure previste dalle linee guida in materia di legionellosi". "Valori alterati di bassa entità circa la presenza di legionella sono  stati evidenziati nel corso di verifiche sull'impianto idrico dell'ospedale di Vasto - si legge nella nota - Sono stati effettuati 12 campionamenti, in 6 dei quali è stata riscontrata la presenza in quantità modeste del microrganismo che prolifera e si concentra in impianti idrici dove c'è ristagno con temperature tra 32° e 45° centigradi, ragione che ne spiega la presenza in alcuni rubinetti di bagni poco utilizzati. Anche se si tratta di una condizione che non desta preoccupazioni, sono state adottate tutte le misure del caso, secondo un doppio percorso: tecnico, secondo modalità previste dalle Linee guida nazionali sulla legionellosi, e clinico, che prevede l'adozione di comportamenti precauzionali da parte del personale"

"A tale proposito - prosegue l'Asl 2 - alle unità operative è stata inviata una nota della Direzione sanitaria, che riassume le precauzioni da seguire, come lasciare scorrere l'acqua calda per 10 minuti prima di utilizzarla, il divieto temporaneo di utilizzo delle docce, la sterilizzazione a vapore o con alta disinfezione dei dispositivi che vengono a contatto con le mucose respiratorie. La legionella, infatti, non viene trasmessa per contatto o contagio diretto, ma per inalazione, e colpisce alcune categorie di persone: gli individui compromessi sotto il profilo immunitario, come i malati di cancro, i tossicodipendenti, ma anche gli anziani e quanti sono affetti da patologie polmonari croniche. "L'ospedale di Vasto dispone di un impianto di sanificazione continua che utilizza perossido di idrogeno e ioni argento - dicono dal Gruppo tecnico aziendale che si è riunito questa mattina - pertanto l'alterazione dei valori presumibilmente è dovuta a un ristagno d'acqua nei rubinetti poco utilizzati,che facilita la proliferazione della legionella. Inoltre, i campioni risultati positivi hanno espresso una contaminazione contenuta".

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Codacons, esposto alla magistratura per avere la black list dei debitori

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alle Procure di Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona, Chieti, Vicenza e Treviso, in cui si chiede ai giudici di acquisire i nomi dei soggetti insolventi nei confronti degli istituti di credito ubicati sul territorio di competenza, e procedere nei loro confronti per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta.  

Grazie all'esposto - affermano dal Codacons - "la magistratura potra' acquisire i nominativi degli insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza attendere norme o provvedimenti specifici. Una volta acquisiti i nomi dei debitori delle banche in crisi o salvate dallo Stato, sara' possibile verificare le responsabilita' di tali soggetti alla luce del reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta". Nell'esposto il Codacons ha chiesto anche alle Procure di procedere al "sequestro di tutti i beni delle societa' e/o delle persone fisiche che verranno identificate come debitori insolventi"

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