Cronaca

Pescara, fiamme in un locale della stazione usato dai clochard

Fiamme  in un locale che si trova nel complesso della stazione di Pescara, con accesso in via Enzo Ferrari. La struttura, non rifinita e murata, viene spesso usata come ricovero da senzatetto. In fiamme sono andati materassi, stracci, rifiuti e materiale vario. Al momento del rogo nel locale non c'erano persone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme e bonificato l'area. Intervenuti anche Polizia e Polizia municipale. Traffico in tilt nella zona durante le operazioni di spegnimento. Non e' chiaro, al momento, quale sia l'origine dell'incendio.

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La pugilatrice veneta si è risvegliata dal coma

Parla e interagisce con il personale sanitario e con i famigliari Francesca Moro, 26 anni, la pugile veneziana ricoverata nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Pescara dove era arrivata in coma sabato 18 marzo in seguito a un malore avvertito dopo un match a Chieti. Le condizioni della giovane stanno lentamente migliorando, anche se i medici sottolineano che il percorso riabilitativo sara' molto lungo. La ragazza, che continua ad alternare momenti di maggiore lucidita' a stati soporosi, ha un emisoma, cioe' una delle due meta' del corpo che risponde meno dell'altra. Gradualmente, con la riabilitazione, le criticita' dovrebbero essere superate.

L'atleta restera' ancora per qualche giorno all'ospedale di Pescara, dove verra' eseguita una nuova risonanza magnetica. Poi, indicativamente nel corso della prossima settimana, verra' trasferita in un centro di riabilitazione in Veneto, vicino casa. La giovane era arrivata in coma all'ospedale di Pescara subito dopo un match a Chieti. Sottoposta a intervento chirurgico per un ematoma subdurale acuto, era stata ricoverata in Rianimazione, dove era costantemente monitorata dai medici, sedata e con ventilazione meccanica. Superata la fase piu' critica, nei giorni scorsi e' stata trasferita in Neurochirurgia.

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Studenti di Farindola il 5 aprile a Pescara. Cuzzi: un progetto che promuove solidarietà e socializzazione S

Il prossimo 5 aprile 50 studenti di Farindola vivranno a Pescara “Una giornata particolare”

 

Si svolgerà il prossimo 5 aprile l'iniziativa Una giornata particolare. Si tratta di un progetto che unisce il Comune di Pescara a quello di Farindola, ma che nasce da un'idea maturata grazie ai rapporti fra le rispettive scuole l'indomani della tragedia che ha colpito la località montana. La media Montale del Comprensivo 10, l'Istituto Aterno-Manthoné, il liceo scientifico Galilei si sono strette all'Istituto comprensivo Civitella Casanova che ingloba Farindola, mettendo in piedi il progetto che prevede due fasi, presentate in conferenza dall'assessore Giacomo Cuzzi e dai dirigenti dei rispettivi istituti.

 

“La prima fase è quella dell'accoglienza – dice l'assessore alla Pubblica Istruzione Giacomo Cuzzi – Quando mi è stata proposta l'iniziativa ho detto subito di sì, perché la nostra comunità è stata molto toccata da quanto è successo a Farindola il 18 gennaio e dai problemi che la il centro ha avuto con il maltempo di gennaio. Sulla scia di questa sensibilità abbiamo aperto le porte, creando le condizioni per accogliere e anche per darci da fare per la rinascita. Il progetto intende promuovere lo spirito di solidarietà attraverso un percorso di conoscenza del territorio e delle vicende ad esso legate. Perché eventi che hanno tanto scosso noi, hanno avuto sicuramente una eco più grande nella gente del posto e nei bambini che hanno assistito alla tragedia. Vogliamo dare a tutti un po' di serenità, coniugando solidarietà e socializzazione: i ragazzi faranno dei laboratori e poi accoglieranno noi nella seconda fase del progetto”.

 

“Sarà “Una giornata davvero particolare" – aggiunge Antonella Sanvitale, dirigente dell'ITS Aterno Manthoné – quando abbiamo saputo quello che era successo ci siamo messi subito a disposizione, chiedendo ai nostri colleghi cosa potessimo fare per aiutarli ad uscire da ciò che la tragedia ha provocato negli stati d'animo dei ragazzi e delle famiglie. Così nella mattinata del 5 aprile una cinquantina di studenti saranno ospitati nelle nostre scuole dove faranno laboratori di turismo, lingue, di informatica e sport e vivranno un momento diverso da cui ripartire e far nascere la seconda fase che sarà quella dell'ospitalità. In una data che stabiliremo saremo noi ad essere accolti a Farindola per manifestare presenza, amicizia e un rapporto solidale fra istituzioni scolastiche”

“Al primo consiglio utile dopo la tragedia abbiamo chiesto cosa potevamo fare ai nostri colleghi per aiutarli – aggiunge Carlo Cappello, preside del liceo Galilei – Abbiamo subito trovato la disponibilità anche dell'Amministrazione, che ha accolto la nostra idea e il progetto che ora coltiveremo, perché ci sia un momento di reciproco scambio e conoscenza dopo i fatti che hanno colpito la comunità di Farindola, una comunità che ha un Parco nazionale, che ha eccellenze che la rendono nota fuori dai suoi confini e che devono tornare ad essere esaltate”.

“Eravamo a scuola il 18 gennaio e abbiamo sentito le scosse – aggiunge Stefania Petracca, dirigente del Comprensivo 10 – I nostri ragazzi sono stati felicissimi di essere interpreti di una solidarietà operativa, perché accoglieremo gli studenti, condividendo con loro un pranzo a mensa, in questo modo vivendo un momento particolarmente bello e intenso, poi faremo un laboratorio nel primo pomeriggio, che servirà a preparare la seconda fase del progetto”.

“Quando siamo tornati a scuola ci siamo subito chiesti come avremmo potuto gestire tutto quello che ci era accaduto – così la preside dell Comprensivo di appartenenza di Farindola Rossella Di Donato – Il nostro comprensivo ha 16 plessi, copre 6 comuni e ha vissuto in crescendo tutti i disagi legati alla neve, al maltempo, alla mancanza di energia elettrica, culminati nella tragedia dell'Hotel Rigopiano. I nostri ragazzi avevano bisogno di uscire per poter tornare sul territorio ed elaborare quello che è accaduto in modo da riprendere una vita normale. Noi abbiamo un territorio che si deve risollevare e per questo ringraziamo dell'ospitalità e useremo questa opportunità per riprendere un cammino positivo con i ragazzi e con la comunità che sarà felice di ricambiare e accogliervi al più presto”.

 

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Scontro auto-moto a Pescara, grave un anziano

Un 79enne di Pescara e' ricoverato in gravi condizioni in ospedale per le lesioni riportate in seguito ad un incidente stradale tra un'auto e uno scooter, avvenuto stamani in strada Pandolfi. Secondo una prima ricostruzione, l'auto - una Toyota Aygo condotta da una 19enne del posto - e la moto su cui viaggiava l'anziano procedevano nella stessa direzione, quando, prima di una svolta a destra, per cause in corso di accertamento, i due mezzi si sono scontrati. Subito soccorso dal 118, l'uomo e' stato trasportato in ospedale. E' ricoverato in Rianimazione in prognosi riservata e verra' sottoposto ad intervento chirurgico. 

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Aggressioni nella movida pescarese, quattro giovani denunciati dai Carabinieri

Dopo un mese di indagini i carabinieri della Compagnia di Pescara, coordinati dal maggiore Claudio Scarponi, avrebbero chiarito la dinamica dell'aggressione subita da due giovani pescaresi a Pescara Vecchia fra venerdi' 24 e sabato 25 febbraio scorsi, denunciando a piede libero per lesioni aggravate in concorso, 4 ragazzi (tre di 24 anni e uno di 23), come i presunti responsabili. I fatti che hanno portato all'indagine dei militari dell'Arma si sono verificati in un locale affollato di giovani dove un ragazzo avrebbe urtato involontariamente una ragazza del gruppo e, complice forse anche l'alcol, da questo sarebbe nata una discussione iniziata all'interno e proseguita fuori dal locale, con la situazione che prima avrebbe rischiato di degenere fra due gruppi di ragazzi e poi si sarebbe normalizzata. Il giorno successivo pero' sarebbe scattata la vendetta con le due "vittime" che, incontrato uno dei componenti del gruppo che la sera prima aveva discusso con loro. Dopo qualche minuto, in un parcheggio di viale Bovio i due malcapitati sarebbero stati raggiunti da quattro individui che, parzialmente travisati, li avrebbero aggrediti con calci e pugni, e colpendoli anche un bastone, prima di fuggire. I due ragazzi, feriti, vengono poi accompagnate in ospedale dove vengono medicati e dimessi con prognosi di 10 e 7 giorni. Le indagini dei carabinieri, condotte anche grazie all'analisi dei tabulati telefonici e al racconto di alcuni testimoni hanno permesso di risalire ai presunti responsabili che, messi alle strette dagli inquirenti, avrebbero poi anche in parte confessato

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Parco della Libertà, De Vincentiis: Abbiamo avviato gli interventi di pulizia nell’area verde

«Dopo le contestazioni sollevate alla cooperativa Castelfino, che tuttavia non ha assolto a quanto richiesto, abbiamo provveduto ad avviare gli interventi di pulizia e manutenzione in questa area verde della città, per restituire il giusto decoro ad uno spazio pubblico adatto alle famiglie». Lo dichiara l’assessore al Verde Pubblico Ernesto De Vincentiis che annuncia gli interventi di pulizia e sfalcio dell’erba eseguiti stamani da una ditta esterna, incaricata dal Comune, all’interno del Parco della Libertà. La gestione del parco, vicino il centro di intrattenimento Porto Allegro, nel 2014 venne affidata alla cooperativa Castelfino, che avrebbe dovuto eseguire le operazioni di pulizia e innaffiamento delle aiuole e del prato, di sfalcio dell'erba, la pulizia del laghetto, la manutenzione ordinaria e quella dei servizi igienici e garantire la costante presenza di addetti durante l'apertura del parco. «Dai controlli che abbiamo effettuato nei giorni scorsi – dichiara ancora De Vincentiis -  purtroppo abbiamo constatato mancanze su tutti i fronti. Per tale motivo abbiamo contestato la cattiva gestione e sollecitato un immediato intervento della cooperativa. Tuttavia non avendo riscontrato una risposta concreta, abbiamo provveduto autonomamente, affidando gli interventi ad una ditta. I costi sostenuti verranno addebitati al gestore. Nel frattempo la cooperativa, a cui verranno attribuiti anche eventuali danni arrecati al parco, ci ha inviato una richiesta di rescissione che intendiamo accogliere nel rispetto della normativa e del contratto. Intanto -  conclude l’assessore – con l’intervento di stamani riconsegniamo ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori un parco sicuro e pulito e avvieremo le procedure per affidare la gestione a nuovi soggetti».  

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Lanciano, 24 migranti a lezione di italiano

Dal 4 aprile parte il progetto inclusivo per i 24 immigrati del centro di accoglienza di Lanciano dal titolo "Prima l'Italiano". Gli immigrati avranno come insegnanti cinque studenti del liceo linguistico dell'istituto superiore De Titta-Fermi, Amanda, Chiara, Eleonora, Italo e Jasmine. L'iniziativa di rete sociale, gia' attivo il lavoro socialmente utile, e' stata presentata oggi a scuola, presenti il sindaco Mario Pupillo, la dirigente scolastica Daniela Rollo, i responsabili della coop Matrix e Francesco Di Bucchianico responsabile di LancianoLab l'associazione che ha promosso l'iniziativa. Il corso avra' una durata di 40 ore e le due classi saranno suddivise in base alla lingua francese ed inglese. La scelta di partire dall'insegnamento della lingua italiana e' emersa da un questionario sulle principali necessita' distribuito agli immigrati. 'Prima l'Italiano' si inserisce nel piu' ampio progetto 'Incontri, un ponte verso l'integrazione', sempre ideato da LancianoLab, e promosso da Comune, Mastrix e Prefettura di Chieti.

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L’Aquila, inchiesta Earthquake, altri 8 indagati

Ci sarebbero altri 8 indagati per i lavori di ricostruzione nel cratere del sisma aquilano del 2009 che sarebbero responsabili di reati di corruzione, turbata liberta' degli incanti falso e sostituzione di persona. Si tratta della prosecuzione delle indagini svolte dai Carabinieri Forestali di Pescara nell'ambito dell'indagine Earthquake, quella che ad ottobre 2016 ha portato all'arresto di 7 persone tra pubblici ufficiali ed imprenditori impegnati nella ricostruzione post-sisma di Bussi sul Tirino e Bugnara: ora il numero sale a 15 indagati. Nel nuovo procedimento e' stata data anche esecuzione al provvedimento, Gip Sarandrea, col sequestro di 3 immobili tra Pescara e Silvi Marina individuati come profitto della corruzione di un pubblico ufficiale. L'indagine e' condotta dai PM Annarita Mantini e Mirvana Di Serio e ha gia' portato alla condanna di un imprenditore che ha scelto di patteggiare la pena.

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Studente di Lanciano preso a Bologna con un chilo di ‘erba’

Lo spunto investigativo e' stato un inconfondibile odore di marijuana, proveniente dallo zaino di un ragazzo intercettato dalla Polfer alla stazione di Bologna. Da lui, un 22enne di Lanciano che studia Agraria all'Alma Mater e che insieme ai libri nascondeva un chilo di 'erba', gli investigatori hanno ricostruito un 'giro' di spaccio che ha fatto finire nei guai anche un altro studente, 24enne anche lui di Lanciano, iscritto a Ingegneria. Entrambi sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari in Abruzzo, a casa delle rispettive famiglie, tenuto conto dell'assenza di precedenti penali e della giovane eta'.

L'operazione, condotta da squadra Mobile e Polizia Ferroviaria, ha portato al sequestro complessivo di oltre tre chili di droga e piu' di venticinque mila euro in contanti. Secondo quanto e' stato ricostruito, i due studenti sarebbero stati intermediari in un 'giro' piu' grande di loro, gestito da un 25enne albanese che e' stato identificato e denunciato in stato di irreperibilita'

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Fondi per la ricostruzione, arresti e interdizioni in tre regioni

I Carabinieri del Reparto Operativo dell'Aquila hanno eseguito delle misure cautelari relativa a una inchiesta sugli appalti per la ricostruzione post terremoto de L'Aquila. In particolare, si tratta di quattro ordinanze di custodia cautelari con il regime degli arresti domiciliari e cinque divieti temporanei di esercitare attivita' professionali o imprenditoriali. I carabinieri stanno effettuando anche perquisizioni. L'operazione giunge a conclusione di una approfondita e prolungata attivita' di indagine coordinata dalla procura della repubblica dell'Aquila.

Per aggirare la normativa sul tracciamento dei flussi di denaro, ai dipendenti vessati era stato imposto di attivare carte di credito/debito prepagate, che rimanevano nella esclusiva disponibilita' del datore di lavoro, unitamente ai relativi codici PIN, il quale ritirava le somme presso uno sportello bancomat, decidendo poi di fatto "quale esiguo importo versare realmente al dipendente".

E' quanto avrebbero accertato gli investigatori nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Caronte' che ha portato all'attuazione di nove misure cautelari personali (quattro ai domiciliari e cinque sospensioni per sei mesi dell'attivita') per estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ad altrettanti imprenditori impegnati nella ricostruzione post-sisma. Proprio con riguardo agli emolumenti, dalle indagini della procura distrettuale antimafia dell'aquila e dei carabinieri, sarebbe stata documentata la mancata corresponsione delle competenze accessorie, quali straordinario, accantonamento alla Cassa Edile e assegni familiari. In ragione dell'ipotizzato impossessamento economico conseguito in ragione della minaccia di licenziamento, alcuni dei soggetti tratti in arresto dovranno rispondere anche del reato di estorsione aggravata. Le vessazioni sui lavoratori erano tanto piu' efficaci in quanto sono state riscontrate contiguita' di alcuni degli imprenditori con esponenti di rilievo della criminalita' organizzata di matrice casalese. Elemento ulteriore emerso nell'indagine, in analogia con altre importanti indagini gia' svolte dalla Procura distrettuale antimafia di L'Aquila, e' il fatto che le ditte individuate e monitorate operassero nella posizione, meno evidente, del subappalto per conto di altre societa'. Anche in questo caso gli investigatori hanno approfondito ruoli e condotte, giungendo a ritenere che le ditte di riferimento, tutte operanti nel settore della ricostruzione anche con ruoli di una certa importanza, non solo fossero pienamente a conoscenza dell'operato degli imprenditori campani, ma che ne abbiano tratto immediato e diretto profitto, fino ad assumere formalmente, in alcuni casi, personale della ditta subappaltatrice che, di fatto, ne manteneva il diretto controllo. Per tale motivo oltre alle misure restrittive gia' citate, sono state emesse dal Gip del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, per il medesimo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l'aggravante della continuazione, anche cinque misure cautelari interdittive di divieto temporaneo di esercitare attivita' professionali o imprenditoriali, ai sensi dell'art.290 c.p.p., per la durata di sei mesi, nei confronti di altrettanti imprenditori titolari di quattro ditte, due collocate nella provincia dell'Aquila (T.D. classe 1953, T.D. classe 1976 e M.A. classe 1984), una in provincia di Chieti (D.G. classe 1966) ed una in provincia di Ascoli Piceno (D.G. classe 1962). Ai titolari delle ditte viene contestata, per il periodo dal 2013 al 2016, anche l'emissione di fatture per diverse centinaia di migliaia di euro relative ad operazioni inesistenti, in relazione al fittizio noleggio di mezzi e attrezzature, nonche' all'effettuazione di lavori.

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