Economia

Microsoft a L’Aquila con l’Edu Day lancia Skype in the Classroom

Aiutare oltre 8 milioni di studenti italiani e 750mila docenti ad accedere a contenuti innovativi e a sviluppare competenze digitali e tecnologiche contribuendo così a a formare i professionisti del domani e ad alimentare l'innovazione nel nostro Paese. Questo è l'obiettivo che si prefigge Microsoft con il lancio in Italia di Skype in the Classroom, il progetto di condivisione partecipativa della conoscenza promosso dall'azienda in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che si inserisce nel più ampio progetto di una Digital Class virtuale, sulla scia del successo del format di Digital Class fisica inaugurata lo scorso febbraio all'interno della Microsoft House, nuova sede milanese della multinazionale. Il progetto è stato presentato oggi in occasione dell'Edu Day 2017, il più grande evento Microsoft dedicato al mondo della Scuola, dell'Università e della Ricerca che quest'anno si è svolto a L'Aquila, presso il Polo di Ingegneria dell'Università, per esplorare le nuove frontiere della didattica abilitate e facilitate dalla tecnologia e dalle soluzioni Microsoft. Una giornata di informazione e formazione dedicata a docenti, secondo quanto riporta un comunicato, dirigenti scolastici, ricercatori, professori universitari e studenti, organizzata in collaborazione con il Comune dell'Aquila, l'Università e il Miur e grazie al sostegno dei Partner Acer, De Agostini Scuola, C2, Media Direct e Softjam, con un ricco palinsesto di attività parallele: grandi annunci, incontri e workshop, hackaton, laboratori di coding e progetti in collaborazione con le scuole locali.

Grazie a questa iniziativa gli studenti italiani, a partire proprio da quelli del centro Italia colpito dal terremoto, potranno sperimentare nuove esperienze didattiche erogate da grandi esperti di ogni campo del sapere, in partnership con Microsoft. Le lezioni verranno tenute da esperti di tutto il mondo utilizzando una piattaforma innovativa e interattiva di insegnamento che utilizza le potenzialità di Skype al servizio del mondo della scuola grazie al programma educativo gratuito Skype in the classroom. Skype in the Classroom, si legge, si concretizza in una piattaforma digitale che, facendo leva sullo strumento della videochiamata, è in grado di mettere in contatto esperti di tutto mondo con studenti e professori italiani. In questo modo sarà possibile sperimentare nuove esperienze didattiche e seguire lezioni tenute da grandi esperti di ogni campo del sapere. Con una semplice connessione internet ed un account Skype, le classi potranno collegarsi in videoconferenza con un esperto per imparare, interagire e condividere contenuti e attività didattiche quali visite guidate virtuali di realtà lontane ma anche vere e proprie lezioni su specifici argomenti e tematiche collegate al mondo della tecnologia, vivendo un'esperienza di edutainment all'avanguardia. Zoomarine, parco zoologico marino alle porte di Roma con un programma educativo dedicato alle scuole, Politecnico di Milano, Luiss Business School ed Explora, il museo dei bambini di Roma sono i primi partner italiani che si aggiungono ad altre realtà internazionali quali ad esempio British Council e Penguin Books. Obiettivo per Microsoft Italia è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di partner locali quali Istituti di ricerca, Università, Musei, Parchi naturali, scientifici e tecnologici, per costruire insieme alle scuole e le università del territorio il panorama didattico del futuro.

Leggi Tutto »

Nasce la Rete Confidi Cna, per credito alle PMI

Nasce Rete Confidi Cna, il piu' grande Confidi dell'Italia centro-meridionale, con lo scopo di facilitare a micro, piccole e medie imprese l'accesso al credito in questa perdurante fase di difficolta'. Ne da' notizia un comunicato della Cna. Due gli obiettivi strategici di Rete Confidi Cna: rafforzare la capacita' delle strutture aderenti a sostenere le micro, piccole e medie imprese associate in materia di credito e potenziare il ruolo del sistema Cna e dei suoi strumenti. Il nuovo organismo riunisce sette Confidi, tutte strutture appartenenti al sistema Cna, attive in cinque regioni: Lazio, Umbria, Campania, Abruzzo e Molise. Con quasi cento punti distributivi sul territorio, questi organismi associano complessivamente circa 43mila piccole imprese alle quali garantiscono 565 milioni di finanziamenti bancari. Nel 2016 hanno garantito oltre 160 milioni di finanziamenti.

Leggi Tutto »

Partito il wine tour 2017 “Taste & Tour Abruzzo”

Partito il wine tour 2017 "Taste & Tour Abruzzo", organizzato dal Centro Estero Abruzzo, che vede coinvolti 45 buyer esteri (provenienti da Germania, Danimarca, Austria, Svizzera, Polonia, Regno Unito, Canada, Cina, Indonesia, Thailandia, Malesia e Singapore) e ben 50 aziende abruzzesi del settore vitivinicolo ed alimentare. Una fitta agenda d'affari, fino a venerdi' 5, alla scoperta dei vini d'Abruzzo, tra visite aziendali, degustazioni, tavoli di lavoro ed incontri b2b. E proprio per venerdi', giornata conclusiva, e' in programma l'atteso "Words of Wine- Parole di Vino", il premio giornalistico internazionale giunto quest'anno alla sua quarta edizione. "Vogliamo promuovere e valorizzare l'immagine della regione Abruzzo a livello internazionale attraverso la comunicazione multimediale del vino". Cosi' Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, commenta l'edizione di quest'anno del Premio giornalistico organizzato in collaborazione con il Centro Estero delle Camere di Commercio d'Abruzzo. "Un appuntamento - ha aggiunto il presidente del Centro Estero, Daniele Becci - che va al di la' del marketing, perche' vuole mostrare al mondo quanto hanno da offrire il nostro Abruzzo ed i nostri produttori, capaci di grandi salti di qualita' permettendo al prodotto vitivinicolo di raggiungere risultati sempre piu' elevati". Il premio sara' preceduto da due tavole rotonde: "Il ruolo del comparto vitivinicolo nell'economia della regione Abruzzo" e "Come comunichiamo il vino che produciamo?". La prima tavola rotonda, moderata dal giornalista Antonio De Frenza, avra' come relatori Dino Pepe, assessore regionale alle Politiche Agricole, Valentino Di Campli, Daniele Becci, presidente Centro Estero Camere di Commercio d'Abruzzo, Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini, Emilio Chiodo, professore di "Economia e gestione delle imprese vitivinicole" presso l'Universita' di Teramo. La seconda, moderata dalla giornalista Francesca Piccioli, avra' come ospiti Giuseppe Cavaliere, responsabile Ufficio Politiche di Sviluppo della Regione Abruzzo, Valentina Di Camillo, Cda Consorzio Tutela Vini D'Abruzzo, Nicola D'Auria, presidente del Movimento Turismo Vino Abruzzo, Francesco D'Agostino, direttore responsabile "Cucina&Vini" e Fabio Piccoli, esperto di comunicazione "Wine Meridian". Al termine dei lavori, si procedera' con le premiazioni (suddivide nelle seguenti sezioni: carta stampa, tv, radio e web) e sono previsti quest'anno anche due premi speciali. "Words of Wine" avra' inizio alle ore 9.30 (padiglione espositivo porto turistico Marina di Pescara), alla presenza di numerose autorita' e dei giornalisti ed autori del settore.

Leggi Tutto »

Associazioni di categoria chiedono di aprire la vertenza Abruzzo

"L'Abruzzo continua a soffrire fortemente il persistere di una crisi strutturale complessa e perdurante, conseguenza anche di trasformazioni e situazioni di carattere globale e nazionale, che ha determinato e ancora sta determinando effetti devastanti sul tessuto sociale ed economico regionale". A lanciare l'allarme sono le associazioni di categoria abruzzesi che, parlando di problemi "non risolvibili solo con interventi di politica locale", chiedono alla Regione di avviare un confronto con il Governo nazionale volto ad aprire una "vertenza Abruzzo". Un'iniziativa finalizzata ad "affrontare la complessita' della situazione del nostro territorio anche con l'ausilio di risorse aggiuntive specifiche".

Il punto della situazione, a Pescara, in una conferenza stampa nella sede di Confindustria, nel corso della quale e' stato illustrato un documento unitario sottoscritto da Ance, Confapi, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria. Esprimendo "grande preoccupazione e forte senso di disagio per l'insufficienza di azioni politiche e amministrative finora messe in campo", le associazioni chiedono una "maggiore responsabilizzazione e un deciso cambio di passo per cogliere gli obiettivi contenuti nel 'Patto per lo Sviluppo' del 9 luglio 2016".

Se da un lato serve una "piu' puntuale riflessione" su questioni quali Masterplan e fondi strutturali europei, dall'altro "restano ancora irrisolte e non affrontate una serie di problematiche", tra cui fiscalita', semplificazione amministrativa, infrastrutture materiali e immateriali, servizi di qualita'. Aspetti su cui "la Regione e' assolutamente in ritardo rispetto agli standard delle regioni piu' avanzate". 

Tasso di disoccupazione elevatissimo, raddoppiato rispetto al 2008, drammatico andamento dei numeri sulla cessazione delle attivita' economiche, soprattutto per quanto riguarda piccole e medie imprese, contrazione degli investimenti e rischio reale di deindustrializzazione in alcuni territori. A scattare la fotografia dell'economia abruzzese sono le associazioni di categoria del territorio, nel documento unitario sottoscritto per richiedere l'apertura della 'vertenza Abruzzo'. Situazione drammatica, nonostante una leggera ripresa negli ultimi anni del Pil regionale, permessa essenzialmente dal positivo andamento delle esportazioni da parte di alcuni precisi comparti produttivi. Sul fronte della natimortalita' delle imprese, nel periodo 2010-2016 c'e' stato un saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni di 5.834 unita' nel settore dell'agricoltura, di 2.528 nel settore manifatturiero, di 3.338 nel settore delle costruzioni, di 5.191 nell'artigianato, di 6.041 nel commercio e di 2.200 nel turismo. A compromettere il quadro, secondo le associazioni, hanno contribuito anche ulteriori fattori ed emergenze di carattere locale, quali la questione sanita', con le relative conseguenze sul piano fiscale e di bilancio, il sisma del 2009, il terremoto del centro Italia e il maltempo dei mesi scorsi. "A cio' - dicono i firmatari del documento - si accompagna anche una azione politica ed amministrativa carente rispetto alle difficili situazioni da affrontare". I rappresentanti delle imprese abruzzesi denunciano inoltre "la non giustificabile carenza di personale in settori strategici della macchina amministrativa e la farraginosita' delle procedure burocratiche che spesso finiscono con l'ostacolare anziche' incentivare gli investimenti e l'attivita' stessa delle imprese" e citano uno studio che vede l'Abruzzo quale "fanalino di coda nella spesa dei fondi strutturali europei nella programmazione 2014-2020".

Al Governo regionale viene chiesto di avviare un confronto con quello nazionale "per avere rassicurazioni e decisioni su alcuni temi di assoluta emergenza", tra cui: erogazione fondi nazionali per piani di investimento e contrattazione programmata; investimenti per servizi reali; infrastrutture e grandi assi di comunicazione; sisma, maltempo e dissesto idrogeologico e attivazione strumenti conseguenti; ammortizzatori sociali. La Regione, invece, "dovra' mettere in campo tutti i necessari provvedimenti, piu' volte sollecitati, in quelle materie che possono agevolare la tenuta del tessuto sociale ed economico in tutte le sue componenti e articolazioni settoriali: agricoltura, artigianato, commercio, industria, turismo". Tra le priorita' vi sono le politiche per l'internazionalizzazione, quelle attive del lavoro, la riorganizzazione degli enti strumentali, l'accesso al credito, la riduzione della fiscalita' aggiuntiva, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali ed un piano speciale per il turismo. Priorita' che, secondo le associazioni, "restano sempre le stesse e non solo non trovano soluzione, ma, in alcuni casi, registrano preoccupanti arretramenti". Lanciando un appello anche ai sindacati, affinche' condividano "spirito e proposte del documento", i rappresentanti degli imprenditori auspicano una "risposta immediata" dalle istituzioni e sottolineano che "la societa' civile, il mondo produttivo e che lavora, hanno bisogno di risposte immediate e concrete, di un contesto amministrativo, infrastrutturale e di servizi e che possa garantire stabilita' e certezze nel lavoro e nella produzione e che, soprattutto, accompagni gli sforzi che in questo momento le imprese stanno sostenendo". "Abbiamo distinto i due livelli politici, regionale e nazionale - afferma il presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone - consapevoli che tutte le cose che chiediamo non sono di esclusiva competenza e responsabilita' regionale e quindi chiamiamo in campo anche il nazionale. Evidentemente il momento decisionale risiede nella politica e noi la sensibilizziamo sui problemi dell'economia, che riguardano in maniera trasversale tutto il sistema abruzzese".

Leggi Tutto »

Gerosolimo: intesa con Anpal sull’assegno di ricollocazione

E' stato siglato un protocollo d'intesa tra Anpal e Regione Abruzzo, per condividere un modello di governance delle politiche attive del lavoro, nel rispetto delle reciproche competenze. L'accordo, firmato dal presidente Anpal Maurizio Del Conte e dall'assessore Lavoro e Formazione Andrea Gerosolimo, ha come obiettivo quello di ampliare il raggio della sperimentazione dell'Assegno di Ricollocazione (AdR) in Abruzzo, sia coinvolgendo una platea piu' estesa di disoccupati sia incrementando il ventaglio delle politiche attive disponibili. Grazie alla sinergia con Anpal, la Regione Abruzzo intende implementare, in linea con quanto previsto nel Patto per lo sviluppo con le parti sociali del luglio 2016, la misura denominata AdR-Plus, mutuando e integrando metodologie, strumenti e modalita' realizzative dell'Assegno di ricollocazione. "L'intesa di oggi - spiega l'assessore Gerosolimo - eleva l'Abruzzo a laboratorio nazionale per la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione. In Abruzzo, insomma, ci saranno piu' disoccupati che avranno modo di fruire di piu' strumenti per rientrare nel mondo del lavoro". "L'intesa - afferma Del Conte - e' un passo importante nella cooperazione tra Stato e Regioni sulle politiche attive del lavoro, che aiuta a massimizzare l'efficacia e l'efficienza degli interventi messi in campo". In questo senso, la Regione ha gia' predisposto un finanziamento aggiuntivo, rispetto alle risorse previste per l' AdR, pari a oltre 7 milioni di euro del Fondo sociale europeo. In questa fase sperimentale il campione dei beneficiari dell'Assegno di Ricollocazione, che in Abruzzo e' pari a quasi 1.500 persone, verra' esteso ai lavoratori in mobilita' e ai disoccupati over 30. Anpal mettera' a disposizione il sistema di profilazione dei beneficiari, i costi standard definiti a livello nazionale e gli strumenti e le funzionalita' del sistema informativo. Inoltre la Regione potra' avvalersi del supporto di Anpal Servizi. 

Leggi Tutto »

Glm Srl acquisisce il capitale residuo della Glm-Fisher Mexico

GLM Srl, societa' abruzzese con sede a Castellalto, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di componenti metallici e accessori per il comparto automotive, in particolare di supporti per impianti di scarico, partecipata da Star Capital SGR, ha completato un importante add-on perfezionando l'acquisto del 50% residuo del capitale sociale di GLM-Fischer Mexico, societa' produttiva operante nel medesimo settore della capogruppo, con sede in Messico, portando la partecipazione detenuta al 100%. L'operazione consentira' a GLM di consolidare la sua leadership in mercati in fase di forte sviluppo, quali Messico e Stati Uniti. GLM opera con le maggiori case automobilistiche del mondo e negli ultimi anni ha messo a segno un trend di crescita costante chiudendo il 2016 con un monte ricavi pari a 60 milioni di euro (58,4 milioni nel 2015), un Ebitda pari a 7,5 milioni e con oltre 400 dipendenti.

Leggi Tutto »

Approvata dalla Commissione Europea la vendita delle tre good bank a Ubi

*Commissione Ue approva vendita di tre banche "ponte" a Ubi Banca Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti Bruxelles, 2 mag. (askanews) - La Commissione europea ha approvato oggi, in applicazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato, la vendita a Ubi Banca delle tre banche "ponte" Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti. Le tre banche ponte erano state create nel novembre 2015, quando furono messi in risoluzione i tre istituti di credito da cui sono derivate (Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti). L'Esecutivo Ue ha esaminato il piano di Ubi Banca per la piena integrazione nel proprio gruppo delle tre banche ponte, oggi in perdita, con l'obiettivo di farle ritornare sostenibili. Il piano eviterà distorsioni indebite della concorrenza, osserva la Commissione in una nota. "La Commissione ha concluso - si legge nella nota - che il processo di vendita delle tre banche ponte condotto dalle autorità italiane è stato aperto e competitivo e ha selezionato l'offerta migliore". L'acquisto da parte di Ubi Banca dipendeva dalla vendita a soggetti terzi dei crediti deteriorati detenuti dalle tre banche ponte. In questo quadro, il fondo di risoluzione ha iniettato capitale aggiuntivo per 810 milioni di euro nelle tre banche ponte e ha fornito una serie di garanzie per i rischi connessi agli istituti acquisiti. La Commissione ha concluso che le misure prese sono in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato.

Leggi Tutto »

Quote rosa nei Cda delle aziende pubbliche, il Sud è indietro

A tre anni dall'entrata in vigore della legge sull'equilibrio di genere, datata 2013, le donne rappresentano più di un quarto dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società pubbliche non quotate, ma la quota rosa del 30% c'è al Nord, al Sud invece è ferma al 15%. E' quanto emerge dal 'Rapporto sull'attività di controllo parlamentare 2016', appena pubblicato dalla Camera dei deputati, relativo allo scorso anno. Un dato generale che fa, comunque, registrare "da aprile 2014 a febbraio 2016 un incremento di otto punti percentuali, da 17.5 a 25.7, grazie all'accesso di circa 900 nuovi componenti di genere femminile negli organi collegiali". Lo studio della Camera, che riporta i dati elaborati dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, si riferisce a un campione parziale delle società a partecipazione pubblica. In totale 173 società, tra quelle di primo livello partecipate dalle amministrazioni centrali, e quelle di secondo livello nelle quali le società capofila detengono una quota di partecipazione superiore o uguale al 30% del capitale.

Dalle informazioni disponibili al 31 dicembre 2016, risulta che 85 società abbiano effettuato il primo rinnovo degli amministratori in scadenza con organi non monocratici dopo l'entrata in vigore della normativa sulle 'quote di genere'; di queste, 77 società (pari al 90,5%) hanno rispettato la percentuale minima di genere nella composizione degli organi amministrativi prevista per il primo rinnovo, pari ad almeno un quinto dei componenti. Secondo il rapporto "ulteriori 47 società hanno effettuato il secondo rinnovo dopo l'entrata in vigore della normativa sulle 'quote di genere', di queste, 42 società (pari all'89,3%) hanno rispettato la percentuale prevista per il secondo rinnovo, pari ad almeno un terzo dei componenti". La distribuzione geografica della presenza femminile negli organi sociali delle società sottoposte a monitoraggio evidenzia notevoli differenze regionali, con valori particolarmente elevati nel Nord dell'Italia, dove la percentuale di donne negli organi collegiali si avvicina o raggiunge il 30% in diverse regioni (come in Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta).

Nel Sud dell'Italia le donne non raggiungono la soglia del 15% dei componenti degli organi collegiali sia in Basilicata (13,2%) che in Calabria (14,9%) e, in generale, non raggiungono il 20%, fatta eccezione per l'Abruzzo, in cui la percentuale si attesta al 24,8%. Dai dati in possesso del Dipartimento per le pari opportunità relativi alle nomine negli organi delle società non quotate nei mercati regolamentati controllate dalle pubbliche amministrazioni, nell'ultimo biennio si osserva una non trascurabile tendenza incrementale di nomine di amministratori unici

Leggi Tutto »

Più di 3.200 i soci della Bcc di Cappelle sul Tavo chiamati in assemblea

Sono più di 3.200 i soci chiamati a partecipare all’assemblea della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo che si terrà lunedì Primo Maggio, alle ore 10.30, nel Grand Hotel Adriatico di Montesilvano, in via Carlo Maresca 10.

Durante l’assemblea verranno trattati alcuni punti focali per il destino della banca e di tutte le altre Bcc: uno di questi è un’informativa sulla riforma del Credito cooperativo e i progetti di costituzione dei Gruppi bancari; l’altro punto all’ordine del giorno, la riduzione del numero delle deleghe da tre a una nell’ambito delle assemblee ordinarie, al fine di consentire una partecipazione più consapevole alle decisioni assembleari che sono la vita dell’istituto.

“L’assemblea del Primo Maggio è un momento di importanza straordinaria per reinterpretare il sistema di relazioni fra la banca e i propri soci”, afferma il presidente Michele Borgia, “al fine di incentivare la partecipazione agli eventi assembleari da parte dei soci, si propone di ridurre ad uno il numero delle deleghe che si possono ricevere in rappresentanza di altri soci. Si vuole in tal modo aumentare il livello di consapevolezza partecipata, indispensabile in questo momento di scelte epocali”.

Durante l’assemblea, i soci saranno chiamati a discutere e deliberare su un ricco ordine del giorno: bilancio sociale e di missione; bilancio d’esercizio 2016, anche quest’anno positivo con quasi 600 mila euro di utili; politiche di remunerazione; determinazione dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti dei soci, dei clienti e degli esponenti aziendali.

Leggi Tutto »

A Bolzano gli stipendi più alti, nel Mezzogiorno la prima città è L’Aquila

Con 1.476 euro mensili e' Bolzano la provincia che, oltre ad avere il tasso di disoccupazione piu' basso, detiene il primato degli stipendi medi piu' alti fra gli occupati alle dipendenze. Seguono Varese (1.471€), Monza e Brianza (1.456€), Como (1.449€), Verbano Cusio Ossola (1.434€), Bologna (1.424€) e Lodi (1.423€). Si tratta di retribuzioni piu' alte rispetto alla media nazionale (1.315€) e, per la meta' delle province italiane, si riferiscono alle citta' del Nord Italia. La prima provincia del Mezzogiorno con la retribuzione media piu' elevata e' solo al 55° posto della classifica dove si colloca L'Aquila con 1.282 euro. Quella, invece, con gli stipendi piu' bassi e' Ascoli Piceno: 925 euro. È questa la fotografia scattata dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro per il 2016 all'interno della seconda edizione del rapporto "Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane", presentato a Napoli durante la giornata di chiusura del 9° Congresso Nazionale di Categoria. Quanto allo squilibrio tra tasso d'occupazione maschile e femminile, quest'ultimo e' strettamente correlato allo sbilanciamento nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini. Nonostante la differenziata presenza sul territorio nazionale di strutture dedite ai servizi per l'infanzia, spesso non e' conveniente per le mamme lavorare, perche' il costo dei servizi sostitutivi per la cura dei bambini e per il lavoro domestico e' decisamente elevato. Il tasso d'occupazione femminile piu' alto si osserva nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne sono occupate (66,5%), mentre quello piu' basso si registra a BarlettaAndria-Trani dove lavorano meno di un quarto delle donne (24,1%). Tassi d'occupazione femminile superiori al 63% si registrano anche in altre 3 province tra le quali Bolzano (66,4%), Arezzo (64,4%) e Forli'-Cesena (63,3%), mentre solo un quarto della popolazione femminile lavora a Napoli (25,5%), Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%).  Il tasso di occupazione maschile e', ovviamente, piu' elevato: la provincia di Bolzano si colloca al vertice della classifica con piu' di tre quarti degli uomini occupati (78,9%), mentre a Reggio Calabria lavora meno della meta' della popolazione maschile (44,5%), seguita da Vibo Valentia (48,1%), Palermo (48,8%) e Caserta (49,9%). La ricerca, nell'analizzare a fondo i dati sull'occupazione e sulla disoccupazione, fornisce un'analisi molto dettagliata anche sul fenomeno dei Neet: i giovani con un'eta' compresa fra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. Nel 2016 erano 2,2 milioni di unita' (1,1 milione di donne e 1 milione di uomini) in diminuzione rispetto al 2015 di 135 mila unita' (-5,7%), come risultante della flessione sia delle donne che si trovano in questa condizione (-49 mila unita', pari a -4%) sia degli uomini (-86 mila unita', pari a -7,6%). La riduzione maggiore si registra nelle regioni del Nord (8,4%), rispetto a quelle del Centro (-5,9%) e del Mezzogiorno (-4,2%). Il tasso di Neet nel 2016 (24,2%) diminuisce di quasi un punto percentuale rispetto al 2015 (25,5%): il valore di questo indicatore nel Sud (34,0%) e' superiore di 13 punti percentuali rispetto a quello del Centro (30,3%) e di 17 punti rispetto a quello del Nord (16,8%). Il tasso di Neet piu' elevato nel 2016 si registra nella provincia di Medio Campidano (46,2%) e quello piu' basso in quella di Bolzano (9,5%), con una differenza di oltre 36 punti percentuali. Il tasso di Neet e' superiore al 40% nelle province di Cosenza (41,5%), Palermo (41,3%) e Catania (40%). Valori elevati di questo indicatore si osservano anche a Napoli (37,6%), al 10° posto fra le province con il tasso di Neet piu' elevato

Il rapporto analizza, tra le altre cose, il mercato del lavoro anche attraverso un "indice sintetico di efficienza e di innovazione (Labour market efficiency and innovation index)" e stila una graduatoria delle province italiane in base al loro livello di competitivita' occupazionale, derivato da cinque indicatori che meglio rappresentano e spiegano la capacita' del tessuto economico e sociale di produrre maggiore e migliore occupazione. Al primo posto si colloca Bologna, che cresce di una posizione rispetto al 2015 pur non primeggiando in nessuno dei 5 indicatori; segue Milano, che occupava la prima posizione nel 2015 e che presenta la quota piu' alta di occupati che esercitano professioni altamente qualificate. Valori elevati anche nelle altre province lombarde: Lecco (3° posto), Monza e Brianza (4° posto), Lodi (9° posto), Como (10° posto), Pavia (11° posto), Cremona (18° posto) e Varese (20° posto). Il gruppo con le peggiori performance (dall'89° al 110° posto) vede 5 province del Sud Italia: Agrigento, Barletta-Andria-Trani, Crotone, Medio Campidano e Caltanissetta. La provincia di Barletta-Andria-Trani (con il piu' elevato gender gap nell'occupazione) e' una delle cinque province pugliesi con i valori peggiori dell'indice, insieme a Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi. Nel gruppo anche tutte le province calabresi e due capoluoghi regionali: Napoli al 97° posto e Palermo al 100° posto (in compagnia della maggioranza delle province siciliane).

Leggi Tutto »