L’Osservatorio

Fatturato delle aziende in aumento del 5,8 per cento

Il 2017 e' stato un anno di svolta per l'industria italiana, un periodo che ha segnato un recupero dei fondamentali delle imprese del paese. Un anno di 'risveglio' che - in base anche alle prospettive che si hanno di fronte - si deve fare in modo che non vada sprecato. Nel 2017, infatti, le piu' importanti imprese industriali e di servizi italiane hanno aumentato il fatturato del 5,8%, interrompendo un quadriennio di cali consecutivi, ha certificato l'Area Studi di Mediobanca nel suo tradizionale rapporto annuale sui dati di bilancio che per la 56esima edizione ha aggregato quelli di 2.075 aziende che compongono il 50% del fatturato industriale e manifatturiero nazionale, il 37% di quello dei trasporti e il 41% della distribuzione al dettaglio. Lo scorso anno e' stato positivo sia per le esportazioni, cresciute del 7,1%, sia per quanto riguarda la dinamica delle vendite domestiche (+5,2%). Se si allargasse il confronto al 2008, emergerebbe allora che il 2017 potrebbe considerarsi come l'anno in cui ormai si e' arrivati quasi ai livelli pre-crisi: il fatturato aggregato e' adesso solo uno 0,6% inferiore a quello totalizzato nel 2008, con dinamiche pero' molto diverse tra mercato interno (-10,4%) ed esportazioni, che sono aumentate nel decennio esaminato del 25,2%

Leggi Tutto »

Coldiretti, -50% di produzione miele Made in Italy nel 2018

 Il caldo riduce notevolmente la produzione di miele made in Italy con un calo stimato del 50% rispetto alla media degli ultimi anni per l'effetto del clima pazzo che ha stressato le api e compromesso le fioriture. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base di un primo monitoraggio sugli 1,2 milioni di alveari sparsi nelle campagne italiane che impegnano 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali. Siamo di fronte - sottolinea la Coldiretti - a un crollo a macchia di leopardo della raccolta, dalla Sicilia all'Abruzzo, dalla Liguria alle Marche fino alla Sardegna e alla Lombardia, con punte anche dell'80% in meno rispetto alla media per alcune tipologie. Gli effetti del clima - rileva la Coldiretti - aggravano cosi' il gia' pesante deficit registrato nel 2017 quando la produzione di miele Made in Italy e' risultata pari a circa 10 milioni di chili, uno dei peggiori risultati della storia dell'apicoltura moderna. Quest'anno il caldo record alternato a violente tempeste d'acqua, grandine e vento, dopo una primavera fredda e piovosa, sta condizionando il lavoro delle api sia nella gestione degli alveari sia nella raccolta del nettare - spiega la Coldiretti - con problemi sulle principali varieta' di miele: dal castagno al tiglio, dal girasole al millefiori, dal coriandolo all'acacia, dall'arancio alla melata.

Leggi Tutto »

Cinquemila controlli della Guardia costiera in una settimana

Oltre cinquemila controlli sono stati effettuati dalla Guardia Costiera nell'ultima settimana di luglio. Grazie a questi servizi sono stati restituiti alla libera fruizione dei cittadini quasi 250 mila metri quadrati di spiagge occupati da privati o stabilimenti non autorizzati. E' questo il principale risultato dell'operazione condotta dalle direzioni marittime delle capitanerie di porto, promossa dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, nell'ambito dell'attività 'Mare sicuro 2018'. Come emerge dai dati, resi noti dal Mit, delle città dove risiedono i 15 comandi regionali delle Capitanerie di Porto (cui fanno capo circa 300 comandi territoriali, dunque ogni città rimanda all'intera regione), dai 5358 controlli totali, sono emersi complessivamente 385 illeciti, di cui 233 amministrativi e 152 penali. Novantre i sequestri, di cui 45 penali e 48 amministrativi. Le attrezzature sequestrate sono state 11.260. Complessivamente sono stati comminate sanzioni per 171.500 euro, di cui 60 mila irrogate dalla direzione marittima di Civitavecchia, che ha anche accertato il più alto numero di illeciti amministrativi (50). Il maggior numero di controlli è stato effettuato dalla direzione marittima di Ravenna (1320). Il comando di Pescara ha sequestrato, invece, il più alto numero di attrezzature (2357) e ha liberato 110mila metri quadri di spiaggia (l'area più estesa), seguito da quella di Reggio Calabria con 1951 attrezzature sequestrate e 97.660 metri quadri restituiti tornati spiaggia libera. La direzione marittima di Napoli ha, invece, riscontrato il più alto numero di illeciti penali (38) e registra il maggior numero di sequestri penali (27). I dati decisamente più alti relativi ad alcune regioni non vanno intesi, spiega il Mit, come un campione rappresentativo di una più diffusa condizione di illegalità ma sono riferibili soltanto ad aree di spiaggia libera controllate caratterizzate da una maggiore concentrazione e densità di utenza. 

Leggi Tutto »

Industria, Istat: Produzione +0,5% a giugno, +1,7% annuo

A giugno 2018 l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta dello 0,5% rispetto a maggio. Lo stima l'Istat, rilevando che nella media del secondo trimestre il livello della produzione rimane invariato rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2018 l'indice è aumentato su base annua dell'1,7% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2017). Nella media dei primi sei mesi la produzione è cresciuta del 2,6% su base annua.

"La crescita congiunturale dell'indice destagionalizzato negli ultimi due mesi permette di recuperare la flessione di aprile, con un livello che a giugno si attesta sullo stesso di marzo", commenta l'istituto, aggiungendo che "in termini tendenziali si conferma l'espansione nei primi sei mesi dell'anno, il cui impulso tende tuttavia ad attenuarsi negli ultimi mesi". Sempre l'Istat pone l'accendo su come l'indice destagionalizzato dei beni strumentali abbia raggiunto a giugno "un livello elevato", sostenuto da quattro mesi di continua crescita congiunturale. Anche la dinamica su base annua conferma un marcato profilo di crescita per questo comparto.

L'indice destagionalizzato mensile mostra a giugno una crescita rispetto al mese precedente nei comparti dei beni strumentali (+1,4%) ed, in misura più contenuta, dei beni di consumo (+0,5%) e dei beni intermedi (+0,1%); una variazione negativa registra invece l'energia (-0,7%). Mentre gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano un’ampia crescita sull'anno per i beni strumentali (+5,4%). Più contenuto è l'aumento per i beni di consumo (+1,2%) e per i beni intermedi (+0,4 %), mentre diminuisce il comparto dell’energia (-3,9%).I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita su base annua sono l'attività estrattiva (+12,5%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,8%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-8,6%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-6,5%) e nella industria del legno, della carta e stampa (-4,2%). 

Leggi Tutto »

Il caldo abbassa la produzione di latte delle mucche del 15 per cento secondo Coldiretti

 "Stress da caldo anche per gli animali nelle case e nelle fattorie dove le mucche con le alte temperature stanno producendo fino al 15% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali". È l'allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti dell'innalzamento delle temperature nell'ultima settimana dalle stalle ai pollai, dove si registrano difficoltà nelle aree piu' colpite dall'afa. "Per le mucche - sottolinea la Coldiretti - il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso nelle stalle - rileva la Coldiretti - sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. In funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare a sopportare meglio la calura. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche - continua la Coldiretti - un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all'assedio del caldo". "A soffrire sono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime mentre si segnalano difficoltà anche nei pollai dove - sostiene la Coldiretti - si è sta registrando un calo fra il 5 al 10 per cento nella deposizione delle uova". "Da seguire - sottolinea la Coldiretti - sono anche gli animali domestici con cani e gatti possono che possono soffrire l'eccesso di calore soprattutto perché sudano poco. Tutto questo può essere molto pericoloso e portare l'animale, in condizioni estreme, anche alla morte. E' molto importante fare in modo che stiano sempre al riparo dal sole e in luoghi ben areati. Se necessario, installare sistemi di ventilazione supplementari, ma soprattutto - consiglia la Coldiretti - garantire sempre dell'acqua e non lasciarli mai soli nelle macchine al chiuso"

Leggi Tutto »

Roma è la città leader per il gelato

E' Roma la città leader in Italia per il gelato. A rilevarlo è l'analisi di mercato sul primo trimestre 2018 della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Dati alla mano-secondo i calcoli elaborati- nella Capitale sono presenti 1.423 attività e 4.336 addetti. Seguono Napoli per numero di gelaterie specializzate nella produzione e distribuzione (901) e Milano per addetti (2.918). Nella classifica delle dieci città con la maggiore concentrazione di gelaterie risultano poi esserci Torino, Salerno, Bari, Brescia, Palermo, Venezia, Messina e Catania con Nuoro e Lodi (+7,5%) e Teramo (+6,5%) che crescono più delle altre. Complessivamente nello Stivale le gelaterie, tra produzione e vendita, sono invece 19 mila con quasi 73 mila addetti impiegati e un fatturato annuale di 1,5 miliardi. Tra le località con la più alta redditività di settore, relativamente al 2016, al primo posto è Firenze con 358.896 euro. Seguono Terni (115.831), Milano (82.907), Roma (78.649), Bologna (68.718). Infine sul fronte consumi, relativamente all'estate 2018 e secondo stime Coldiretti, le alte temperature degli ultimi giorni avrebbero fatto fare un balzo agli acquisti di gelato del 30% con una preferenza per il prodotto artigianale

Leggi Tutto »

Idealista, prezzi delle case in calo 0,2% a luglio

Non riparte il mercato immobiliare. A luglio, calcola il portale immobiliare 'Idealista, i prezzi delle abitazioni usate sono scesi dello 0,2% rispetto al mese precedente, attestandosi a una media di 1.793 euro/m2. Il prezzo e' in calo del 2,5% rispetto a un anno fa (46 euro in meno). In un mese tradizionalmente fiacco per le compravendite, le richieste dei proprietari si sono ulteriormente appiattite anche per le distrazioni di un evento sportivo come i mondiali di calcio, con 14 regioni su 20 caratterizzate da deboli oscillazioni: si va dallo 0,8% dell'Emilia Romagna al -0,9% della Puglia. Basilicata (6,6%), Molise (2%) e Trentino Alto Adige (1,2%) segnano le performance migliori, mentre le contrazioni piu' decise riguardano Valle d'Aosta (-2,1%), Liguria (-1,2%) e Friuli Venezia Giulia (-1%). La Liguria resta la regione piu' cara a livello di valori nominali con 2.536 euro al metro quadro, seguita da Lazio (2.406 euro/m2) e Valle d'Aosta (2.403 euro/m2). Sul fondo della graduatoria troviamo la Calabria, ancorata ai suoi 880 euro al metro quadro, davanti ad altre 2 regioni del sud, Molise (1.025 euro/m2) e Sicilia (1.124 euro/m2)

 I mercati provinciali in terreno negativo (57) superano di poco i territori con variazioni positive questo mese (50). Oscillazioni comprese tra il -1% e l'1% interessano il 55% delle aree, mentre agli estremi spiccano i rimbalzi di Matera (7,4%), Rimini (4,7%) e Benevento (4%), insieme ai ribassi di Catanzaro (-3,9%), Brindisi (-5,1%) e soprattutto Agrigento (5,4%). Savona (3.220 euro/m2) rimane al top dei prezzi provinciali, davanti a Bolzano (3.170 euro/m2) e Imperia (2.671 euro/m2), mentre le aree dove i proprietari pretendono di meno sono Biella (644 euro/m2) e Caltanissetta (751 euro/m2). I prezzi a livello di grandi mercati sono sempre piu' stabili. Le variazioni maggiori questo mese si hanno a Trapani (-2,6%), Matera (-4,2%) e Catanzaro (-5,5%). Correzioni verso l'alto per Pavia (5,3%) Vicenza (5,4%) e Napoli (5,4%), che guida la ripresa delle grandi piazze immobiliari, insieme e a Bologna (1%) e Milano (0,6%). Roma (-0,5%), Firenze (-0.5%), Palermo (-0,4%) e Torino (-0,2%) segnano ancora variazioni negative anche se marginali e i prezzi sono sostanzialmente stabili. Nella graduatoria dei prezzi il podio resta invariato con Venezia (4.387 euro/m2) sempre in prima fila davanti a Firenze (3.581 euro/m2) e Bolzano (3.448 euro/m2). Biella con 720 euro al metro quadrato e' la piu' economica davanti a Caltanissetta (729 euro/m2) e Agrigento (861 euro/m2).

Leggi Tutto »

Istat, prezzi in leggero aumento

Secondo le stime preliminari elaborate dall'Istat, nel mese di luglio 2018 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), al lordo dei tabacchi, ha fatto registrare un aumento dello 0,3% su base mensile e dell'1,5% su base annua (da +1,3% di giugno). L'ulteriore accelerazione dell'inflazione si deve prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (che invertono la tendenza da -1,2% di giugno a +5,3%), solo parzialmente bilanciata dal rallentamento della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +1,7%). Pertanto l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici ha subito una lieve decelerazione rispetto al mese precedente, rispettivamente da +0,8% a +0,7% e da +1,0% a +0,9%. 

L'aumento congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo, secondo il report pubblicato oggi dall'Istat, e' dovuto per lo piu' ai rialzi dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+5,9%) e, in misura minore, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), solo in parte bilanciati dal calo dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,8%). L'inflazione risulta accelerata per i beni (da +1,5% registrato nel mese precedente a +2,1%), mentre per i servizi si e' registrata una lieve decelerazione (da +1,0% a +0,9%); rispetto a giugno e' aumentato ulteriormente il differenziale inflazionistico tra servizi e beni (da -0,5 punti percentuali a -1,2). L'inflazione acquisita per il 2018, secondo i dati Istat, e' +1,2% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo. Continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di lago consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,2% di giugno a +2,3%) e quelli ad alta frequenza d'acquisto (da +2,7% a +2,8%) crescono su base annua piu' dell'indice generale. Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) e' diminuito dell'1,4% su base mensile, per l'avvio dei saldi estivi di Abbigliamento e calzature di cui il Nic non tiene conto, e cresce dell'1,9% su base annua (in accelerazione dal +1,4% registrato nel mese precedente). La maggiore ampiezza dell'accelerazione dell'Ipca rispetto a quella del Nic, si deve ai prezzi di Abbigliamento e Calzature la cui variazione su base annua sale da +0,1% di giugno a +3,5%. Cio' si deve per lo piu' all'inizio posticipato dei saldi estivi (il 7 luglio nel 2018 in quasi tutte le regioni; il 1° luglio nel 2017) per cui il calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature a luglio di quest'anno e' meno ampio (-19,1%) che a luglio dello scorso anno (-21,7%), determinando cosi' l'accelerazione tendenziale che si ripercuote sull'indice generale.

Leggi Tutto »

Più di 6 italiani su 10 sonopreoccupati di subire un furto in casa

Più di 6 italiani su 10 sono molto o abbastanza preoccupati di subire un furto in casa. È quanto emerge da un’analisi di Uecoop, Unione europea della cooperative, sugli ultimi dati Istat alla vigilia del primo grande esodo di agosto con milioni di connazionali in viaggio verso le principali località turistiche al mare e in montagna. I più preoccupati sono i pugliesi con il 71,5%, seguiti dall’Emilia Romagna con il 69% e da Lazio e Umbria con il 65,9%. Mentre nelle regioni del Nord la preoccupazione resta su livelli inferiori: 66,5% in Lombardia, 62,9% in Veneto, 60,3% in Valle d’Aosta e si scende sotto il 60% in Piemonte (59,9%) e in Friuli (58,4%). Quello delle vacanze è un periodo delicato durante il quale le città si svuotano e per proteggere le abitazioni ci si affida a diverse soluzioni, sottolinea Uecoop, come porte blindate, inferriate, vetri anti sfondamento e impianti di allarme collegati alle forze dell’ordine o a servizi di vigilanza privata che, nel mondo delle cooperative, hanno registrato un balzo dell’11% negli ultimi 5 anni. 

Leggi Tutto »

I ricavi delle imprese cresceranno in media del 4 per cento nel prossimo triennio

 L'attuale scenario macroeconomico positivo spinge i ricavi delle imprese italiane, che nel prossimo triennio cresceranno mediamente di oltre 4% ogni anno, con punte del 6-7% nei settori automotive e metallurgia. La crescita dei fatturati permetterà alle imprese di rendere più sostenibili debiti e oneri finanziari presenti nei bilanci, anch'essi in risalita fino al 2020. In questo caso, sono il chimico-farmaceutico e l'hitech, con un rapporto debiti-mol pari al 6-7%, i comparti più virtuosi, mentre faticano le costruzioni (21,1%) e i media (17,7%). E' quanto emerge dalla più recente edizione dell'Industry Forecast, le previsioni economiche-finanziarie e sul rischio di credito di oltre 200 settori dell'economia italiana, di Cerved, primario operatore in Italia nell'analisi del rischio del credito. La ricerca analizza lo scenario macroeconomico per elaborare previsioni sul rischio di credito e sui bilanci di singole imprese, settori produttivi e aree geografiche. 

In questa edizione, però, il report comprende anche una simulazione degli effetti di uno scenario macroeconomico recessivo, per cui si è considerato lo stress test realizzato dalla European banking authority (Eba) all'inizio di quest'anno con l'obiettivo di verificare la tenuta dei conti delle maggiori banche europee nel caso di un nuovo shock economico. Cerved ha stimato l'impatto dello scenario di stress Eba sui settori dell'economia italiana, confrontando i risultati con quelli delle previsioni dello scenario base. Da questa simulazione è emerso che, in caso di una nuova recessione economica, simile a quella del 2008, l'impatto sui conti delle imprese italiane sarebbe negativo in quasi tutti i settori economici. Soltanto largo consumo, hi tech, chimico-farmaceutico e servizi registrerebbero una crescita dei ricavi nel prossimo triennio, mentre tutti gli altri arriverebbero al 2020 con un saldo negativo, con perdite particolarmente rilevanti nei settori metallurgia (-13,1% rispetto allo scenario base) e automotive (-9,3%). Secondo le previsioni di Cerved su dati Istat, Imf e Bce, il prossimo triennio vedrà una crescita modesta del pil, pari all'1,3% annuo, e un aumento sostenuto degli investimenti, con ritmi stabilmente sopra al 2% fino al 2019, e delle esportazioni, oltre il 3%, mentre rimarranno fiacchi i consumi interni, con la domanda delle famiglie che crescerà a ritmi molto modesti. 

 Secondo i modelli di Cerved, in base a questo scenario macroeconomico, i ricavi delle imprese italiane sono previsti in crescita a un tasso medio annuo del 4,4%. La crescita sarà più intensa nella metallurgia (+7%), grazie alla ripresa dei prezzi delle materie prime, nell'automotive (+6,5%), spinta dal buon andamento della domanda interna, nella logistica (5,5%), trainata dalla ripresa dei consumi e dall'incremento dell'ecommerce, e nell'energia e utility (5,3%), su cui avrà un impatto positivo la risalita del prezzo del petrolio. Se si guarda agli oltre 200 settori merceologici analizzati, invece, la crescita risulterà più sostenuta nell'ecommerce (+15,7%), tra le società che gestiscono aeroporti (+13,7%) e nella cantieristica (+13,6%). Una decisa accelerazione, a un ritmo anche più sostenuto rispetto ai ricavi (+5,2% in media tra 2017 e 2020), riguarderà anche i margini, e consentirà di ridurre l'impatto della contemporanea crescita dei debiti e degli oneri finanziari, abbassandone rispettivamente l'incidenza da un multiplo pari a 3,8 a uno pari a 3,5 e dal 13,6% al 12,7%. Rimarranno, tuttavia, ampie differenze settoriali, con un'incidenza ancora elevata degli oneri nelle costruzioni (21,1%), nel comparto informazione-comunicazione (17,7%), nell'agricoltura (in cui l'indice è previsto in aumento, dal 17,2% al 17,3%) e nell'automotive (17,3%).

I settori con le situazioni più critiche saranno riconducibili alle costruzioni, in particolare cemento e calce (con gli oneri che pesano per l'86% dei margini), prodotti in terracotta per l'edilizia (81%) e impianti fotovoltaici (74%). Chimico-farmaceutico (6,2%), hi tech (7,5%) e metallurgia (7,5%), sono invece i macrosettori con gli oneri finanziari più sostenibili. Applicando i modelli Cerved allo scenario macroeconomico recessivo formulato da Eba è stato possibile simulare l'impatto di una eventuale nuova recessione sui conti delle imprese e prevedere quali settori avrebbero le ripercussioni più negative e quali invece sarebbero più resilienti. Lo scenario ipotizza una situazione simile a quella del 2008, con una crisi di fiducia dei mercati finanziari che produrrebbe un deciso aumento dei tassi di interesse e una stretta creditizia. Gli impatti sull'economia reale sarebbero particolarmente pesanti sotto diversi punti di vista: una brusca contrazione della domanda mondiale e quindi dell'export, un crollo degli investimenti e del mercato immobiliare, una caduta dei prezzi delle materie prime con effetti particolarmente negativi sui settori produttori e distributori. 

In uno scenario del genere, la maggior parte dei settori monitorati farebbe registrare una perdita del fatturato tra il 2017 e il 2020: solo largo consumo (+0,8%), hi tech (+0,4%), chimico-farmaceutico (+0,2%) e servizi (+0,2%), farebbero registrare un segno positivo nel triennio. Metallurgia e automotive sarebbero invece i comparti più penalizzati, con una perdita rispetto allo scenario baseline di 13,1 e di 9,3 punti percentuali. Fra i microsettori, invece, i più colpiti sarebbero le agenzie immobiliari (con il 30,3% in meno di ricavi), la cantieristica (-28,6%) e la siderurgia (-26,9%). Dal punto di vista della sostenibilità finanziaria, uno scenario come quello ipotizzato da Eba comporterebbe effetti particolarmente negativi per le costruzion. Solo due settori, hi tech e chimico-farmaceutico, manterrebbero l'incidenza degli oneri finanziari al di sotto del primo quartile 2017 (quindi sotto il 9%, rispettivamente 8,7% e 7%), mentre energia e utility e distribuzione (entrambi al 16,9%) vedrebbero aumentare il tasso da un livello compreso fra il primo e il terzo quartile (9%-16%) a uno superiore al terzo quartile 2017 (oltre il 16%). Costruzioni e mezzi di trasporto sarebbero i settori che, nello scenario stressato, presenterebbero le situazioni più delicate, perché con debiti meno sostenibili e minore resilienza rispetto a un deterioramento della congiuntura economica. Per le costruzioni, ciò sarebbe accompagnato dall'elevato numero di società fragili, con alta probabilità di default. 

Leggi Tutto »