L’Osservatorio

Le misure della manovra

Conferma di ecobonus e sismabonus, una nuova agevolazione per giardini e terrazzi, proroga della cedolare secca, assunzione di 1.500 ricercatori universitari e la cosiddetta norma 'salva-Tam Tam', la squadra di basket composta da giovani immigrati che cosi' potra' partecipare ai campionati giovanili. Oltre ai macrocapitoli su giovani, statali, imprese e lotta alla poverta', la legge di bilancio 2018 avvia e conferma un corollario di numerose misure. Ecco in sintesi le misure annunciate: - STOP AUMENTI IVA: 840 milioni di aumenti Iva sono gia' coperti con il dl fiscale (che cancella anche la quasi totalita' dei rincari delle accise del 2019), poco meno dei 15 miliardi restanti sono invece garantiti dallo spazio in deficit e delle altre coperture della manovra. - CONGELATI TRIBUTI LOCALI: Viene prorogato per il 2018 lo stop all'aumento delle aliquote dei tributi e delle addizionali regionali e degli enti locali. - SGRAVI PER I GIOVANI: Per le assunzioni stabili arriva lo sconto del 50% dei contributi per tre anni. Solo nel 2018 la soglia dell'eta' e' fissata entro i 35 anni. Lo sgravio e' portato al 100% per i giovani assunti al Sud. Vale anche per gli assunti a novembre e dicembre di quest'anno. - LOTTA ALLA POVERTA', DA REI A FAMIGLIE BISOGNOSE: per il nuovo reddito di inclusione il governo mette sul piatto 300 milioni in piu' nel 2018. Annunciate anche misure per le famiglie - TORNA ECOBONUS, SISMABONUS ANCHE PER CASE POPOLARI: I due incentivi hanno funzionato e il governo ha deciso di riproporli, in versione ritoccata. - ARRIVA BONUS GIARDINI: vengono introdotte detrazioni del 36% per la cura del verde privato: terrazzi e giardini, anche condominiali. L'agevolazione riguarda aree scoperte di pertinenza delle unita' immobiliari private di qualsiasi genere anche mediante impianti di irrigazione nonche' a lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico. - RINNOVATA LA CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI: la cedolare al 10% introdotta a partire dal 2014 e' in scadenza il 31 dicembre e viene prorogata. - PACCHETTO IMPRESE: Sono confermati superammortamenti, anche se leggermente piu' bassi, al 130%, estesi anche a parchi veicoli pubblici e privati, e l'iperammortamento al 250%. In arrivo anche il nuovo credito d'imposta al 50% per la formazione 4.0. - SUD: Oltre allo sgravio al 100% per le assunzioni, viene previsto l'incremento della dotazione del Fondo Sviluppo e Coesione, il rafforzamento della dotazione finanziaria del Credito d'imposta investimenti al Sud, l'istituzione di un Fondo di investimenti destinato alla crescita dimensionale delle Pmi. - ASSUNTI 1.500 RICERCATORI, PRESIDI COME DIRIGENTI P.A: le assunzioni in Universita' ed enti di ricerca sono "nuova linfa", ha spiegato Pier Carlo Padoan. Viene avviata l'armonizzazione delle retribuzioni dei dirigenti scolastici agli altri manager della p.a. Confermato anche l'impegno sugli scatti di anzianita' dei docenti universitari. - CONTRATTO STATALI, PIU' SOLDI PER PRESIDI E PROF: L'aumento da 85 euro in busta paga per i dipendenti pubblici vale circa 1,7 miliardi. A crescere saranno anche gli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori universitari con la garanzia degli scatti di anzianita' - SPINTA A INVESTIMENTI PUBBLICI: Per gli investimenti delle amministrazioni centrali e locali sono in arrivo 300 milioni nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020. Piu' spazio di spesa viene garantito ai Comuni e nuova spinta arriva anche alla riqualificazione delle periferie. - PENSIONI, SOLO RITOCCHI AD APE SOCIAL: per favorire le donne, arriva uno 'sconto' sull'Ape social di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni. Incentivi all'anticipo arrivano anche per i contratti a termine. E' stabilizzata e semplificata la Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita). - PACCHETTO SPORT: Arriva norma per tesserare giovani immigrati senza permesso ma con almeno 4 mesi di scuola. Salva la scuola di basket di Castelvolturno Tam Tam. Norme anche per la maternita' delle atlete. C'e' uno sport Bonus per chi investe nella ristrutturazione di impianti. - BONUS 18ENNI, SCONTI AUTOBUS: Il bonus cultura da 500 euro viene rinnovato, con un costo di 290 milioni. In forse le detrazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici. - PARTE ASTA 5G, BASE D'ASTA 2,5 MLD: la gara riguardera' un ampio pacchetto di frequenze, sia quelle gia' disponibili dal 2018 (3.6-3.8 Ghz e 26.5-27.5 Ghz) che quelle pronte nel 2022 (la banda 700). - E-FATTURA PER PRIVATI, WEB TAX IN PARLAMENTO: La fatturazione elettronica dovrebbe diventare obbligatoria per le imprese solo nel 2019. La web tax dovrebbe essere aggiunta in Parlamento. Stesso dicasi per i correttivi allo spesometro e per gli incentivi all'utilizzo del Pos. - LE NOVITA' DEL DECRETO FISCALE: Viene introdotta la norma antiscorrerie con tre soglie: superato il 10, 20 e 25 per cento l'acquirente dovra' dichiarare le sue intenzioni. Il rafforzamento del Golden power prevede oltre all'estensione a nuovi settori sensibili anche una sanzione per la mancata notifica di un'operazione fino al doppio del valore dell'operazione e comunque non inferiore all'1% del fatturato realizzato dalle imprese coinvolte. La rottamazione bis portera' complessivamente nelle casse dello Stato 1 miliardo, mentre l'extragettito derivante dalla prima edizione della definizione agevolata servira' per coprire il buco della voluntary disclosure. Un altro miliardo arrivera' da nuovi tagli ai ministeri e 800 milioni in due anni saranno garantiti dalla proroga della concessione del Gratta e Vinci. 

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Diabete nemico del cuore, 60 morti e 7,4 milioni di costi al giorno 

Il diabete e' nemico del cuore. Ogni giorno in Italia si contano, infatti, 60 morti e 7,4 milioni di euro di costi causati dalle malattie cardiovascolari legate appunto al diabete, dall'infarto all'ictus. Un svolta e' pero' in arrivo sul fronte delle terapie: l'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha infatti approvato la molecola liraglutide quale primo farmaco antidiabete per la prevenzione degli eventi cardiovascolari maggiori. "Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di mortalita' fra le persone con diabete. Nei diabetici, infatti, aumenta di 2 volte il rischio di morte e di 4 quello di infarto o ictus", spiega Raffaele De Caterina, cardiologo all'Universita' D'Annunzio di Chieti-Pescara. Secondo i dati del recente studio RIACE, la prevalenza delle malattie cardiovascolari nel diabete, ossia il numero di persone con diabete che vanno incontro nella loro vita ad almeno un evento cardiovascolare, e' del 23,2%: in pratica una su 4. Parliamo di "quasi 750 mila persone in Italia, delle quali oltre 350 mila hanno avuto un infarto e piu' di 100 mila un ictus", sottolinea Antonio Nicolucci, direttore di 'Coresearch - Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology'. Quanto ai costi giornalieri per il Servizio sanitario nazionale, "sono legati ai ricoveri ospedalieri (4,8 milioni di euro) e ai farmaci (2,6 milioni). Complessivamente, parliamo di circa 2,7 miliardi di euro l'anno, pari a quasi un terzo di tutta la spesa sanitaria legata al diabete". La buona notizia e' che la ricerca farmacologica ha messo a punto farmaci antidiabete che prevengono gli eventi cardiovascolari, come il liraglutide. Lo studio LEADER ha valutato gli effetti a lungo termine di questa molecola rispetto a placebo in 9.340 persone con diabete tipo 2, ad alto rischio di eventi cardiovascolari, per un periodo da 3,5 a 5 anni. Ha dimostrato, nelle persone con diabete tipo 2, di "ridurre del 22% il rischio di morte per cause cardiovascolari e del 15% la mortalita' per tutte le cause", conclude Agostino Consoli, endocrinologo all'Universita' 'D'Annunzio' e principal investigator dello studio.

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Corruzione, la mappa dei ‘favori’

L'8% delle famiglie italiane ha incrociato almeno una volta sulla propria strada il fenomeno della corruzione. Richieste di denaro, voto di scambio, raccomandazioni sul lavoro, visite mediche private per accedere alla sanita' pubblica: sono tanti i volti del fenomeno per il quale l'Istat fornisce per la prima volta un nuovo approfondimento statistico. Il dato complessivo vede il massimo nel Lazio (17,9%) e il minimo a Trento (2%), ma la situazione sul territorio e' molto diversificata a seconda degli ambiti della corruzione. E' il lavoro il tasto debole delle famiglie e infatti la corruzione ha riguardato in primo luogo questo settore (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell'avvio di un'attivita' lavorativa (2,7%). "Il sistema delle raccomandazioni - spiegano dall'istituto di statistica - e' cosi' ampio, in Italia e non solo, da essere spesso considerato una pratica quasi normale. In ambito lavorativo, nel nostro Paese il canale di intermediazione piu' utilizzato e anche il piu' efficace per la ricerca di lavoro e' quello informale in ambito familiare e amicale: lo ha utilizzato circa il 60% degli attuali occupati". C'e' anche la piaga del voto di scambio che ha interessato 1 milione 700 mila persone. Tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, invece, si stima che il 2,9% abbia avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte, ad esempio, di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri. E ancora: il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali si stima abbia ricevuto una richiesta di denaro o scambi di favori. In ambito sanitario episodi di corruzione hanno invece coinvolto il 2,4% delle famiglie che avevano bisogno di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi. La contropartita richiesta piu' frequente, in cambio di un 'favore', e' il denaro (60,3%), seguono nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), regali (9,2%) fino ad arrivare a richieste di prestazioni sessuali (4,6%). E purtroppo - secondo quanto emerge dai dati dell'istituto di statistica - tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l'85,2% ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato. La quota di famiglie che hanno avuto richieste di corruzione e ha denunciato l'episodio e' infatti solo del 2,2%. Ci sono infine casi diffusi di malcostume anche se non formalmente classificabili come corruzione. Come nella sanita' dove quasi una famiglia su dieci, oltre 2 milioni 100mila, si e' trovata a pagare al medico una visita nello studio privato per poter accedere al servizio pubblico per essere curata.

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Economia illegale vale il 12,6% del Pil

Il complesso dell'economia tra droga, prostituzione, contrabbando, evasione fiscale e lavoro nero vale il 12,6% del Pil in Italia: 208 miliardi di euro nel 2015. L'Istat prende le misure a quell'economia "non osservata" composta dal sommerso e dalle attivita' illegali e scopre un mondo in trasformazione, dove cala il valore dell'evasione, ma aumenta il lavoro nero fino a coinvolgere 3,7 milioni di persone, e cresce il traffico di stupefacenti, che muove 11,8 miliardi di euro. Il risultato complessivo e' quello di "una brusca diminuzione" dell'economia non osservata, dopo anni di espansione: nel 2015 sommerso e traffici illegali generano quasi 5 miliardi di valore aggiunto in meno rispetto al 2014 e il loro peso rispetto al Pil cala di mezzo punto percentuale, attestandosi poco sotto al livello del 2012. I progressi sono dovuti alla sfera del sommerso, che vale oltre 6 miliardi in meno (per un totale di 190 miliardi), e in particolare alla riduzione delle false dichiarazioni delle imprese al fisco per occultare parte del reddito. Ma i passi avanti sono contrastati dal peso del lavoro nero, che continua a crescere e rappresenta per l'Istat "una caratteristica strutturale" dell'economia italiana: tra il 2012 e il 2015 il ricorso al lavoro non regolare da parte di imprese e famiglie e' cresciuto del 5,2% e l'ultimo anno del triennio ha visto un ulteriore aumento dell'1,6%. Il tasso di irregolarita' - che calcola il peso delle unita' di lavoro non regolari sul totale - e' al 15,9% ma sfiora il 50% (47,6%) nei servizi alla persona ed e' sopra la media anche in agricoltura (17,9%), nelle costruzioni (16,9%), nel commercio, nei trasporti e nel turismo (16,7%). Questi numeri preoccupano il sindacato.

Gli ultimi dati Istat permettono di fare luce anche sul valore dei traffici criminali, che risultano in lieve aumento fino a 15,8 miliardi di euro, 200 milioni in piu' rispetto al 2014. La spinta arriva dal traffico di stupefacenti, che da solo conta per poco meno del 75% delle attivita' illegali analizzate, e sale da 11,6 miliardi a 11,8 miliardi nel 2015. La prostituzione, invece, genera affari per 3,6 miliardi, di poco inferiori ai 3,7 miliardi dell'anno precedente, e il contrabbando di sigarette vale circa 400 milioni, circa 100 in piu' rispetto al 2014.

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Giornata Nazionale Sfratti Zero

''Il 10 ottobre è dal 2012 in Italia la Giornata Nazionale Sfratti Zero che si inserisce all'interno del mese internazionale Sfratti Zero, promossa da 15 anni dall'Alleanza Internazionale degli Abitanti. In Italia siamo giunti alla VI edizione e questo anno dai dati in nostro possesso, al momento in cui scriviamo, vedrà iniziative in 15 Regioni, 27 Comuni capoluoghi di provincia e 33 Comuni, nei quali si svolgeranno 41 iniziative. Si tratta di un evento nell'ambito della lotta per il diritto alla casa che non ha eguali in Italia e che ogni anno intende, con una azione coordinata, sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione sfratti e più in generale sulla precarietà abitativa, denunciando come in Italia da parte del Governo, di Regioni e Comuni la questione abitativa non è intesa come una priorità nell'agenda politica. Eppure in Italia i dati sono terrificanti: nel solo 2016, ultimo dato ufficiale disponibile le sentenze di sfratto sono state 61.718 e di queste ben 54.829 per morosità incolpevole, le richieste di esecuzione sono state 158.720, gli sfratti eseguiti con la forza pubblica sono stati 35.336

 Le province con il più alto rapporto tra sentenze di sfratto e famiglie abitanti, dati 2016, sono state: Modena a una sentenza di sfratto ogni 172 famiglie ovvero ogni 34 famiglie in locazione; Barletta/Andria/Trani 1/181 ovvero una sentenza di sfratto ogni 36 famiglie in locazione; Pescara: 1/ 219 ovvero una sentenza di sfratto ogni 42 famiglie in locazione; Imperia:1/234 ovvero una sentenza di sfratto ogni 46 famiglie in locazione; Prato: 1/237 ovvero una sentenza di sfratto ogni 47 famiglie in locazione; Savona: 1/239 ovvero una sentenza di sfratto ogni 48 famiglie in locazione; Torino: 1/ 241 ovvero una sentenza di sfratto ogni 48 famiglie in locazione; Cosenza: 1/251 ovvero una sentenza di sfratto ogni 50 famiglie in locazione; Taranto: 1/267 ovvero una sentenza di sfratto ogni 53 famiglie in locazione; Rimini: 1/ 276 ovvero una sentenza di sfratto ogni 55 famiglie in locazione; Roma: 1/ 279 ovvero una sentenza di sfratto ogni 56 famiglie in locazione. Si tratta di dati che con tutta evidenza parlano di una questione nazionale non solo riferibile alle sole grandi aree urbane. 

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Istat, in aumento (+6,6%) presenze in agriturismo

Prosegue anche nel 2016 il trend positivo del settore agrituristico, sia per il numero di strutture sia per le presenze e i Comuni con aziende del turismo rurale. Lo rende noto il Rapporto Istat nel precisare che nel 2016 le presenze dei clienti negli agriturismo crescono a 12,1 milioni (+6,6%) rispetto al 2015. Nel 2016, i Comuni, nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche, sono 4.866, 39 in piu' rispetto all'anno precedente (+0,8%). Le aziende agrituristiche autorizzate nel 2016, continua l'Istat, sono 22.661, (+1,9%) rispetto all'anno precedente. Tale incremento e' dato dalla differenza tra le 1.275 nuove aziende e le 852 cessazioni. L'aumento numerico e' piu' consistente nel Mezzogiorno del Paese (+6,3%) rispetto al Centro (+1,8%) e al Nord (+0,3%). Piu' di un'azienda agrituristica su tre (36%) e' a conduzione femminile. La maggiore concentrazione di aziende gestite da donne si rileva in Toscana. Si riconferma anche nel 2016 la tendenza a diversificare: 8.264 aziende svolgono contemporaneamente attivita' di alloggio e ristorazione.

L'84% delle aziende agrituristiche, precisa ancora il Rapporto Istat, e' situato in aree montane e collinari, il restante 16% si trova in pianura. In Toscana e nella provincia di Bolzano/Bozen, l'agriturismo conferma una presenza consistente e radicata, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate. Il numero degli agriturismo aumenta costantemente nel corso del decennio 2006-2016 ma distinguendo i dati per ripartizione geografica, si evidenza come la probabilita' di sopravvivenza sia piu' elevata nel Nord-Est, grazie al forte radicamento e alla numerosita' delle aziende agrituristiche altoatesine. Nel Mezzogiorno gli incrementi maggiori riguardano la Calabria (+84 unita') e la Campania (+76 aziende). Nel Centro Italia l'incremento si e' verificato soprattutto in Toscana (+127 unita'), mentre nel Nord le aziende agrituristiche aumentano maggiormente in Lombardia (+26 unita') e Alto Adige (+25 aziende). Le diminuzioni piu' rilevanti si registrano in Emilia-Romagna e Abruzzo, dove risultano pari rispettivamente a -31 e -26 aziende. Delle 1.275 autorizzazioni per l'apertura di nuove aziende agrituristiche (-21,7% rispetto al 2015), 273 sono state rilasciate in Toscana e 142 in Calabria; seguono Sicilia (127) e Lombardia (108). Nel 2016, tra le 852 aziende che hanno cessato la loro attivita' (-25,1% rispetto al 2015), 416 sono localizzate nel Nord, 223 nel Centro e 213 nel Mezzogiorno. Il numero piu' elevato di cessazioni si registra in Toscana e Sicilia (rispettivamente 146 e 73).

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Confcommercio rivede stime Pil, +1,3% in 2017

La Confcommercio rivede le stime sul Pil, passando dal +1,1% al +1,3% per il 2017 e da +0,8% a +1,2% per il 2018, mentre il dato del 2019 resta invariato a +1,2%. E' quanto ha reso noto l'Ufficio Studi al Forum Conftrasporto. Secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli "possiamo parlare di ripresa, ma purtroppo lenta e parziale, i rialzi danno un segnale ancora debole e lontano dal ritmo del 2% necessario per riassorbire la disoccupazione, diminuire la poverta' e per riprendere le attivita' produttive"

"In ogni caso - ha proseguito Sangalli - nel valutare le prospettive economiche dell'Italia la cautela e' d'obbligo" in quanto "i consumi non sono ancora avviati lungo un sentiero di crescita robusta, la ripresa e' complessivamente piu' lenta rispetto a quanto sperimentato dai nostri partner internazionali e il nostro debito pubblico ci espone a rischi di shock negativi sui rendimenti, con costi potenzialmente rilevanti sul fronte delle uscite pubbliche".

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Confesercenti, crollano lavoratori indipendenti: -514mila dal 2008

Fino a qualche anno fa l'Italia era considerata il Paese dei piccoli imprenditori, ma forse, dopo dieci anni di crisi, non e' piu' cosi'. Mentre infatti l'occupazione dipendente e' tornata a crescere, raggiungendo e superando i livelli registrati prima della recessione, "i lavoratori indipendenti continuano a sparire. Dal 2008 ad oggi abbiamo perso circa 514mila tra commercianti, artigiani, lavoratori in proprio ed altri professionisti: un calo del -8,7% che annulla di fatto la ripresa registrata dai lavoratori dipendenti nello stesso periodo". A lanciare l'allarme sul lavoro indipendente e' Confesercenti, che a partire dai dati Istat ne ha tracciato la dinamica seguita nel decennio della crisi. COnfesercenti evidenzia "un percorso totalmente difforme da quello dell'occupazione dipendente: mentre questa, dopo lo shock iniziale, inverte la tendenza gia' dal 2011, con un rafforzamento della ripresa a partire dal 2014, i lavoratori indipendenti rimangono invece al palo, diminuendo per quasi tutto il periodo preso in esame". Il tutto "con la prospettiva di ridursi ancora: nel secondo trimestre del 2017 gli indipendenti sono gia' a quota 5.363.000, in calo di ulteriori 84mila unita' rispetto allo scorso anno". Il crollo degli autonomi coinvolge praticamente ogni tipo di profilo professionale, segnala Confesercenti. Calano i titolari di attivita' imprenditoriali in senso stretto (-10mila, per una flessione del 3,2%). Piu' che decimati anche i lavoratori in proprio, sia con dipendenti che senza, che nel 2017 sono complessivamente 3,182 milioni, sono circa 453mila in meno (-12,7%) rispetto al 2008. Dall'apocalisse del lavoro indipendente non si salvano nemmeno i coadiuvanti familiari, che si riducono di oltre il 21% per circa 84mila posti in meno rispetto al periodo precedente alla crisi. Crescono invece - ma appena di 34mila unita', pari ad una variazione del 2% - le altre categorie: liberi professionisti, soci di cooperativa e collaboratori. "Dai dati emerge con chiarezza la situazione di crisi in cui si trova ancora gran parte del tessuto imprenditoriale italiano. Una crisi cosi' forte da annullare gli ottimi progressi ottenuti sul fronte dell'occupazione dipendente", commenta Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti. "Ditte individuali, piccoli imprenditori e lavoratori in proprio hanno sempre caratterizzato fortemente la nostra economia e, nonostante il calo, gli indipendenti costituiscono ancora circa un terzo (30,3%, era il 34,1% nel 2008) del lavoro italiano, responsabile del 20% circa del nostro Pil. Nonostante l'evidente importanza 'sistemica' degli indipendenti, pero', si registra la mancanza di un piano di intervento per il loro rilancio occupazionale- prosegue Bussoni- sono forse figli di un dio minore". Gia' da qualche anno "chiediamo che venga messo in campo un JobsAct anche per loro: la nostra proposta e' di creare un Testo Unico del Lavoro Indipendente, che preveda - fra gli interventi piu' urgenti - tassazione e contribuzione agevolata per i primi tre anni di attivita' delle nuove imprese, tutele del reddito in caso di inattivita' temporanea o di cessazione di attivita' per crisi di mercato- aggiunge Bussoni- Ma serve anche uno sforzo in piu' per la formazione continua, assolutamente necessaria in un mondo sempre piu' competitivo". 

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Confesercenti, soffrono i negozi

"Estate gelata per il commercio. Dopo il calo di luglio, agosto segna il secondo mese consecutivo di brusca frenata per le vendite del commercio al dettaglio, con una diminuzione sull'anno del -0,5% in valore e del -1% in volume". Lo afferma la Confesercenti, commentando i dati Istat. "A soffrire - continua l'associazione - sono soprattutto i piccoli negozi, che registrano uno dei peggiori risultati degli ultimi tre anni", il secondo dopo il crollo di aprile di quest'anno. "I piccoli imprenditori, stretti tra l'incudine della liberalizzazione e la crescita impetuosa dell'e-commerce, vedono sempre di piu' restringersi gli spazi di mercato", spiega la Confesercenti che ritiene "indispensabile inserire nella prossima Legge di Bilancio misure urgenti volte a ridurre gli scompensi tra piccoli esercizi di vicinato e grande distribuzione organizzata". "Negli ultimi dieci anni - conclude - sono gia' stati oltre 108mila i negozi a chiudere per sempre i battenti, un bilancio che riteniamo sia destinato a peggiorare entro la fine di quest'anno".

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Il cancro al seno resta la prima patologia tumorale tra le donne

E' in crescita tra le donne piu' giovani e le over-70 e fa registrare meno casi al Sud grazie a stili di vita piu' salutari. Il cancro al seno resta la prima patologia tumorale tra le donne italiane, con 50.500 nuovi casi stimati nel 2017 e circa 12mila decessi l'anno, ma ad oggi solo il 55% delle donne cui viene offerto gratuitamente lo screening mammografico effettua l'esame, con un forte divario Nord-Sud. A tracciare il quadro aggiornato di questo 'big killer' in Italia e' l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che avverte come sia fondatale rafforzare la prevenzione e la conoscenza del cancro al seno tra le italiane. Da un sondaggio Aiom su 1.657 donne presentato oggi in un convegno nazionale al Ministero della Salute emerge, infatti, che il 31% delle donne non conosce l'autopalpazione, il 48% ritiene che questa neoplasia non sia guaribile e il 35% non sa che e' prevenibile. Dal sondaggio emerge anche che il 57% delle italiane non ha adeguate informazioni sulle possibilita' di trattare questo tumore anche in fase avanzata.

Il presidente Aiom Carmine Pinto ha detto: "abbiamo a disposizione armi efficaci che ci consentono di controllare la malattia anche in questo stadio e sono stati recentemente approvati in Europa farmaci di una nuova classe che intervengono nel rallentare la progressione del tumore del seno in fase metastatica, inibendo due proteine chiamate chinasi ciclina-dipendente". La buona notizia, sottolinea, e' che aumenta la sopravvivenza: a 5 anni dalla diagnosi nel nostro Paese raggiunge l'87% ed e' piu' alta della media europea (82%). E a 10 anni l'80% delle pazienti italiane e' vivo. In 25 anni, infatti, dal 1989 al 2014, la mortalita' per questa neoplasia e' diminuita di circa il 30%, sottolinea Stefania Gori, presidente eletto Aiom, e fondamentale "e' proprio la prevenzione, a partire dalla autopalpazione, che la donna puo' eseguire da sola a casa".

Inoltre, chiarisce Mangone, "nella fascia 50-69 anni, coperta dagli screening gratuiti, i casi non sono in aumento, segno che la prevenzione sta funzionando, mentre l'aumento dei casi tra quarantenni e over-70 si puo' spiegare anche con un maggior numero di diagnosi per l'estensione della mammografia" in alcune regioni. Su tutto, spicca pero' un dato: e' un 'esercito' di ben 766.957 donne quello delle cosiddette 'Lungosopravviventi', donne che stanno affrontando la malattia o l'hanno vinta e possono essere definite guarite (queste ultime sono 123mila). Cio' "impone un cambiamento culturale: programmare la vita dopo il cancro, a partire dalla protezione della fertilita'", ha concluso Elisabetta Iannelli, Segretario Generale della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo)

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