Politica

Coronavirus, Regione Abruzzo verso la convenzione con Dante Labs

Il presidente della giunta regionale d'Abruzzo, Marco Marsilio, ha incontrato il fondatore della Dante Lab's, Andrea Riposati, per fare il punto sul percorso amministrativo per l'autorizzazione del laboratorio ad effettuare i tamponi, sia molecolari che seriologici, per diagnosticare il Covid-19. Un progetto avviato il 21 aprile scorso con l'incontro tenutosi a Palazzo Silone con l'assessore regionale alla Sanita' Nicoletta Veri' e il direttore sanitario Claudio D'Amario, nel corso del quale e' stato descritto e condiviso l'iter autorizzatorio. Iter iniziato formalmente il 29 aprile, con il deposito presso il Comune dell'Aquila della domanda che il Comune ha istruito e inoltrato alla Regione. Il fascicolo e' stato esaminato chiedendo un'integrazione documentale che Dante Lab's ha ora fornito. A mancare e' solo il parere dell'Agenzia Sanitaria Regionale, e si prevede in pochi giorni di completare il percorso per trasmettere il tutto al ministero della Salute. "Completare in un paio di settimane un'operazione delicata come l'autorizzazione di un laboratorio di microbiologia dimostra l'efficienza della Regione e l'attenzione che abbiamo posto al potenziamento della rete - sottolinea il presidente Marco Marsilio -. Ricordo che a marzo avevamo una solo laboratorio in funzione, ora ne abbiamo gia' quattro pubblici e altri ne stiamo autorizzando. L'integrazione con l'offerta privata ci da' la certezza di poter affrontare ogni tipo di esigenza senza limitazioni - conclude -, offrendo agli abruzzesi la sicurezza degli strumenti con cui garantire la salute e la risposta adeguata alle eventuali nuove ondate".

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Giornata internazionale dell’infermiere, l’assessore Verì: ruolo insostituibile

"In occasione della giornata internazionale dell'infermiere, a nome di tutti i cittadini abruzzesi e mio personale voglio ringraziare tutte le infermiere e gli infermieri per l'insostituibile ruolo che da sempre svolgono nel nostro sistema sanitario regionale". Cosi' l'assessore regionale dell'Abruzzo alla Sanita', Nicoletta Veri' che sottolinea come questi abbiano svolto, in piena emergenza, "un lavoro prezioso" fatto di "abnegazione e spesso senza preoccuparsi di mettere a rischio la loro stessa vita". L'occasione anche per rimarcare l'attenzione posta dal suo assessorato alla categoria. "Abbiamo rilanciato le assunzioni e favorito le stabilizzazioni del personale precario delle Asl- aggiunge- e nelle ultime settimane abbiamo esteso anche a tutti gli infermieri impegnati nelle attivita' Covid-19, l'indennita' contrattualmente prevista per solo per il personale dei reparti di malattie infettive ed e' aperto un confronto con le organizzazioni sanitarie per attribuire, sempre al personale impegnato direttamente nelle attivita' Covid 19, una premialita' aggiuntiva per il periodo marzo-aprile finanziata con fondi regionali"

Veri' apre anche a una nuova fase di confronto con l'Ordine degli Infermieri sui recenti provvedimenti adottati per far fronte alla fase 2 della pandemia. "Molti infermieri- conclude- mi hanno segnalato delle criticita' su cui intervenire. Sono pronta, come sempre, ad ascoltare le loro proposte e a recepirle nei protocolli operativi. Purtroppo l'emergenza ha limitato fortemente la possibilita' di coinvolgere nella fase preparatoria dei documenti tutti i legittimi portatori di interesse. Ma proprio perche' siamo in una situazione nuova, che impone strumenti flessibili, potremo introdurre le necessarie modifiche per garantire un'assistenza sempre migliore ai nostri concittadini"

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Marsilio: Il presidente del Consiglio Conte ha recepito il messaggio pervenuto dalle Regioni

"Il presidente del Consiglio Conte ha recepito il messaggio pervenuto dalle Regioni. Le ragionevoli richieste delle Regioni sono state comprese dal Governo. L'Abruzzo ha fatto da apripista stabilendo da una settimana la riapertura dei servizi alla persona il prossimo 18 maggio. La nostra ordinanza non solo non e' stata impugnata, ma ora viene legittimata dal Governo. Non siamo criminali come qualcuno voleva far credere". Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. 

"Da domani saremo al lavoro per preparare le ordinanze per la riapertura di ulteriori attivita' nel rispetto dei protocolli di sicurezza che l'Inail, come.garantito dal ministro Speranza, produrra' nelle prossime 48 ore", ha proseguito il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Marsilio ha chiesto di valutare la riapertura del commercio al dettaglio, i centri commerciali e gli stabilimenti balneari. Tra le richieste anche quella di esaminare un ulteriore passaggio in gradualita' per cio' che riguarda la riapertura tra le regioni confinanti. 

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Oltre 9.500 domande per la Cassa integrazione in deroga accettate dall’Inps

Oltre 9.500 domande per la Cassa integrazione in deroga accettate dall'Inps, oltre 2.400 quelle in lavorazione perche' contenenti errori "che non puo' correggere la Regione automaticamente" con l'erogazione, per tutte le domande fatte sul territorio, prevista "entro una quindicina di giorni, come ci ha sempre detto l'Inps. Se di classifica si deve parlare allora possiamo dire che fino alla settimana scorsa eravamo sesti tra le Regioni italiane per smaltimento di pratiche, oggi crediamo di essere sesti. Ma non e' una questione di posizionamento: e' una questione di chiarezza e correttezza nel rapporto tra istituzioni, tra Regioni e Governo che dovrebbero lavorare per il bene dei cittadini e in questo caso dei lavoratori". Cosi' l'assessore alle Politiche del Lavoro della Regione Abruzzo, Piero Fioretti (Lega) a margine della conferenza stampa convocata nella sala consiliare della Provincia di Pescara. L'assessore ha fornito dunque i numeri della cassa integrazione e ha letteralmente srotolato uno 'striscione' di file excel insieme al coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D'Eramo, per dimostrare la complessita' di una procedura "cui mi sono opposto sin dall'inizio. Una scelta scellerata- ha dichiarato- che, con nota del 20 marzo, affermavo come impercorribile al ministro Catalfo per una misura, la cassa integrazione in deroga, che e' in capo allo Stato e che e' di competenza del ministero stessa, per la quale le Regioni non sono coinvolte se non in situazioni eccezionali e cioe' per andare in soccorso di cio' che il ministero non riesce a fare".

I ritardi, dunque, ribadisce Fioretti, sarebbero stati causati dalla complessa procedura scelta dal Governo e a dirlo, ha sottolineato, e' stato lo stesso "presidente Bonaccini (Emilia Romagna). E' stato lui a chiarire che le regioni non hanno nessuna colpa".

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D’Incecco (Lega): 200 mila euro per le imprese delle zone rosse

Un progetto di legge con 200mila euro di stanziamento previsto per dare un ristoro economico alle attivita' che pur potendo rimanere aperte in lockdown, non hanno potuto alzare le saracinesche essendone titolari, in Comuni limitrofi, persone residenti nelle zone rosse della Regione Abruzzo, impossibilitate dunque a raggiungerle. Ad annunciarlo il consigliere della Lega alla Regione Abruzzo, Vincenzo D'Incecco, depositario del pdl, nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Pescara, insieme al capogruppo in Regione della Lega Pietro Quaresimale. Una misura pensata, dunque, per tutti i Comuni della Val Fino, dell'Area Vestina e la zona di Villa Caldari di Ortona, dove le restrizioni per la prevenzione sanitaria sono state maggiori. "I trasferimenti - ha quindi spiegato D'Incecco - sono ripartiti per l'80% in base alla popolazione residente, mentre il restante 20% e' suddiviso in base ai giorni di lockdown riportati nelle ordinanze regionali. Una volta che le amministrazioni ricevono il quantum provvederanno, mediante avviso pubblico, alla concessione e all'erogazione dei contributi alle imprese, micro e piccole, che sono state oggetto di misure restrittive in vigore nella zona rossa". D'Incecco ha poi sottolineato come il Pdl sia stato depositato prima della risoluzione del Pd sulle zone rosse, definita dallo stesso "un libro dei sogni"

Sulla possibilita' chieste dai sindaci, e in particolare da quello di Castiglione Messer Raimondo, di prevedere una sorta di risarcimento per le spese sostenute per garantire le misure restrittive, D'Incecco all'agenzia Dire risponde: "nella legge e' previsto che se nei Comuni i casi previsti dal pdl non si sono verificati, i soldi possono essere utilizzati per risanare quelle spese. E' un progetto di legge: non e' detto che non possa essere ampliato e migliorato nel corso del percorso legislativo che portera' alla sua approvazione". Quaresimale, da parte sua, ha poi ricordato come molti dei Comuni finiti nelle zone rosse, sono Comuni dell'entroterra piegati gia' da tragedie come quelle dei terremoti, tornando quindi a chiedere al Governo di applicare qui le stesse misure economiche utilizzate a Codogno. 

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Pescara, appello del sindaco Masci per non affollare le riviere

 

Il sindaco di Pescara Carlo Masci ha rivolto un appello ai cittadini per evitare "atteggiamenti rischiosi", invitando tutti al "buon senso" e chiedendo ai cittadini di non costringerlo a "fare nuovamente provvedimenti rigidi di contenimento". Masci ha dato disposizioni alla polizia municipale di sanzionare tutte le persone che non rispettano il "vivere civile" e le "prescrizioni sanitarie". "Ve lo dico con il cuore, vi parlo come un fratello, un padre, un marito, un amico. Qui c'e' in gioco la nostra vita, la rinascita della nostra comunita'. Questa e' una partita che giochiamo tutti insieme, nessuno puo' dire 'io faccio come voglio'", dice il primo cittadino.
Nell'evidenziare che "quasi tutti" hanno adottato "comportamenti lodevoli", il sindaco sottolinea che, pero', "sia durante il lockdown sia con l'ingresso nella fase 2, c'e' stato chi ha anteposto la sua individualita' al senso di appartenenza a una comunita', con atteggiamenti rischiosi per la propria e l'altrui salute. Non possiamo permetterci di non seguire attentamente i consigli dei medici, di andare contro le regole che ci sono state date e contro il buon senso. Adesso come prima - afferma Masci - occorre non derogare alle misure di contenimento del contagio da coronavirus, a partire proprio dal distanziamento fisico e sociale: e' questa l'unica forma sinora efficace per impedire la diffusione del virus". "Ho visto troppi pescaresi girare senza mascherine e guanti - aggiunge il primo cittadino - dove invece sarebbe necessario indossarli, troppi ciclisti e corridori spargere le loro goccioline di sudore e saliva in luoghi affollati e nelle ore di massimo passeggio, troppe persone in compagnia e in conversazione vicine fra loro senza alcuna protezione al naso e alla bocca, troppi giovani abbracciati noncuranti del pericolo che corrono, troppi bambini giocare insieme con contatti fisici continui e prolungati nell'indifferenza dei genitori, troppe persone indossare le mascherine come papillon sotto il vestito da cerimonia. Dobbiamo usare cautela e buon senso, dobbiamo essere equilibrati". "Continuando cosi' rischiamo, tutti, di dover tornare al passato piu' recente che nessuno di noi vuole rivivere. Non costringetemi a fare nuovamente provvedimenti rigidi di contenimento, non voglio farlo. Sapete benissimo, pero', che lo farei senza esitare se dovessi ravvisarne la necessita'", conclude il sindaco.

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Migranti a Carapelle Calvisio, anche il sindaco dice di no

 "E' follia pensare di trasferire fino a cento migranti da sottoporre in quarantena in un paese di 80 abitanti, tra cui molti anziani, con il centro storico ancora distrutto dopo il terremoto dell'Aquila del 2009 e dove c'e' un solo dipendente part time in convenzione con il Comune dell'Aquila". Cosi' il sindaco di Carapelle Calvisio Domenico Di Cesare, da anni primo cittadino del piccolo comune al centro dell'attenzione per il caso dei migranti da sottoporre in quarantena. Il sindaco di centrodestra incontrera' i vertici della Lega che oggi e' insorta contro questa ipotesi: in particolare, il vice segretario, Andrea Crippa, e il coordinatore regionale, il deputato aquilano Luigi D'Eramo. Intanto il sindaco ha scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio (FdI), alla Asl dell'Aquila, all'assessore regionale al Sociale, Piero Fioretti (Lega), dopo aver saputo "della richiesta della Prefettura che ha come oggetto il reperimento di strutture da adibire all'accoglienza dei migranti per la sorveglianza sanitaria e che chiede alla Regione di verificare l'idoneita' sotto l'aspetto sanitario a garantire le previste misure di sicurezza". "Come responsabile della salute dei miei concittadini ho spiegato alla Regione che il Comune non e' a conoscenza della volonta' di trasferire migranti, e ho chiesto spiegazioni sottolineando che non abbiamo una situazione adeguata per la sorveglianza sanitaria". Di Cesare chiarisce che la struttura e' di proprieta' della parrocchia 'Sacro cuore' di Pescara "in passato utilizzata per accogliere gruppi cattolici, boy scout e famiglie per l'estate". "Se mi avessero chiesto avrei detto che non ho neppure un vigile urbano e nella struttura non c'e' neppure una recinzione per contenere i migranti che potrebbero finire nel centro storico danneggiato e quindi pericoloso". 

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Migranti a Carapelle Calvisio, don Marco Pagniello (Caritas): non ne sappiamo nulla

"Noi non sappiamo niente, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Abbiamo saputo dalla stampa e dalla politica di una fantomatica lettera della Prefettura dell'Aquila in cui si chiede alla Asl di verificare le condizioni igienico sanitarie della struttura, ma non sappiamo assolutamente nulla". Lo dice  il direttore della Caritas Diocesana di Pescara, don Marco Pagniello, a proposito del presunto arrivo di cento migranti a Carapelle Calvisio. Alla politica il direttore dice che "le cose andrebbero prima verificate" e che "non si puo' giocare sulla pelle della gente ne' dei residenti ne' dei migranti". All'inizio dell'emergenza coronavirus, spiega don Marco, "siamo stati sollecitati dalle istituzioni, tra cui Prefettura di Pescara e Regione Abruzzo, a individuare strutture per eventuali emergenze, dai pazienti Covid-19 dimessi dagli ospedali alle donne vittime di violenza e fino ai migranti. Su Pescara - aggiunge - non abbiamo piu' strutture, l'unica disponibile era quella di Carapelle Calvisio. Non si e' mai parlato di cento persone. Peraltro il nostro interlocutore e' stato la Prefettura di Pescara mentre in questo caso e' competente quella aquilana". Dopo quella ricognizione, prosegue il direttore della Caritas, "non abbiamo saputo piu' niente. La struttura e' a disposizione, ma vogliamo sapere chi ci va e secondo quali procedure. Noi siamo per l'accoglienza, ma non vogliamo problemi con la comunita' locale. Deve esserci condivisione, elemento fondamentale per favorire l'integrazione".  

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Revocati due bandi per le imprese, Febbo: servono nuove risposte alle esigenze

"Alla luce della grave emergenza economica in cui le aziende abruzzesi sono state coinvolte a causa del Covid-19 ho inteso revocare sia il bando di evidenza pubblica inerente il sostegno ai progetti di ricerca delle imprese (Azione I.1.1) sia l'altro per effettuare gli investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e ristrutturazione aziendale (Azione 3.1.1), per arrivare a formulare in tempi brevi un nuovo avviso coerente e attinente alle vere esigenze del mondo produttivo". Lo annuncia l'assessore alle Attivita' Produttive della Regione Abruzzo, Mauro Febbo. "Oggi le aziende hanno al loro interno uno scenario economico stravolto e come Regione abbiamo il dovere di impiegare le risorse a nostra disposizione per essere di reale sostegno al tessuto produttivo per ripartire e affrontare questa inaspettata crisi attraverso nuove misure idonee. Il mio Dipartimento e' gia' al lavoro per predisporre e pubblicare una nuova adeguata procedura di evidenza pubblica che contempli l'adozione di misure per un sostegno concreto, piu' specifico e idoneo all'attuale difficolta' operativa delle imprese abruzzesi. Con la revoca di questi due bandi abbiamo a disposizione circa 9 milioni di euro e puntiamo ad aumentare questo budget attraverso altre economie con l'obiettivo di arrivare alla piu' ampia partecipazione delle imprese. Allo studio ci sono interventi significativi come l'incremento dell'intensita' di aiuto concedibile, accessibilita' della soglia minima di investimento e introduzione di ulteriori tipologie di spese eleggibili, in funzione delle conseguenze dell'emergenza determinatasi. Questo significa che le aziende che erano pronte a candidare un proprio progetto possono ugualmente continuare a lavorare e presentarlo appena il nuovo avviso sara' pronto, verosimilmente a fine maggio. Pertanto - conclude Febbo - nelle prossime settimane daremo una nuova risposta al mondo delle imprese con misure adeguate e mirate per contrastare sul territorio regionale le nuove emergenze scaturite dal virus Covid-19". 

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D’Eramo e Bagnai: Agea sblocci i pagamenti per 4mila agricoltori

"Agea sblocchi l'algoritmo che impedisce i pagamenti agli oltre 4mila agricoltori dovuti per le annualita' dal 2016 al 2019 per un ammontare di circa 28 milioni di euro". A chiederlo, con una nota congiunta, i parlamentari della Lega Alberto Bagnai e Luigi D'Eramo in riferimento agli incentivi previsti dal Psr 2014/2020 per le domande a superficie la cui mancata erogazione "dipende dal mancato aggancio informatico tra le istruttorie effettuate a livello regionale e le procedure adottate dal sistema informatico agricolo nazionale". Le somme fanno riferimento a quattro misure: i pagamenti agro-climatico-ambientali; il miglioramento dei pascoli e prati-pascolo;i pagamenti per la conversione e mantenimento di pratiche e metodi di produzione biologica e le indennita' compensative in zone montane. "La problematica - sottolineano D'Eramo e Bagnani - riguarda decine di migliaia di domande di tutte le regioni, tra cui l'Abruzzo, il cui organismo pagatore e' Agea, la cui societa' partecipata Sin gestisce il Sian (sistema informativo agricolo nazionale) e tramite essa il Sigc (sistema integrato di gestione e controllo) previsto da apposito regolamento Ue. Nei vari rimpalli tra Regioni e Agea - spiegano -, Sin attribuisce ai Centri Assistenza Agricola le ragioni dei mancati pagamenti".  

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