Redazione Notizie D'Abruzzo

Discarica di Bussi, attesa per la sentenza della Cassazione

La vicenda della discarica di Bussi approda in Cassazione. Domani i giudici di Piazza Cavour dovranno pronunciarsi sulla sentenza emessa il 17 febbraio 2017 dalla Corte di Assise d'Appello di L'Aquila. Una decisione quella dei giudici aquilani che ha ribaltato la sentenza emessa in primo grado dalla Corte d'Assise di Chieti il 19 dicembre 2014. Nello specifico, i giudici avevano assolto i 19 imputati - ex dirigenti e tecnici legati a Montedison - dall'accusa di avvelenamento doloso di acque per ritenuta insussistenza del fatto, mentre avevano dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per il reato di disastro ambientale, derubricato da doloso in colposo. In appello, pero', tale pronuncia e' stata sostanzialmente rivoluzionata: i giudici del gravame hanno infatti ritenuto sussistente l'elemento materiale del reato di avvelenamento, derubricando tuttavia l'imputazione nella corrispondente ipotesi colposa e dichiarando il reato estinto per prescrizione. E' stata confermata la decisione di primo grado in ordine alla sussistenza dell'ipotesi colposa (con l'aggravante della colpa cosciente), ma una diversa individuazione del dies a quo della prescrizione ha portato ad escludere l'estinzione per prescrizione, con conseguente condanna di alcuni degli imputati (pene che vanno da 2 a 3 anni di reclusione e interamente condonate per effetto dell'indulto del 2006). In particolare, i giudici aquilani hanno condannato a tre anni di carcere gli ex dirigenti dello stabilimento Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso, Salvatore Boncoraglio; due anni sono stati invece inflitti a Nicola Sabatini, Domenico Angelo Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo, Giancarlo Morelli. Le pene, tutte condonate, sono ben lontane dalle richieste della Procura generale che si era allineata a quelle invocate (180 anni di carcere in tutto) nel processo di primo grado dai pm di Pescara, Annarita Mantini e Giuseppe Bellelli che firmarono l'inchiesta. I giudici aquilani, inoltre, hanno dichiarato l'inammissibilita' dell'impugnazione proposta dalle parti civili per Maurizio Piazzardi il quale e' risultato estraneo ai fatti. Assolto per non aver commesso il fatto, da entrambi i reati, Guido Angiolini, ex amministratore di Montedison dal 2001 al 2003, mentre il procedimento e' stato dichiarato estinto per Vincenzo Santamato in quanto deceduto. Assolti dall'accusa di disastro Camillo Di Paolo, Giuseppe Quaglia, Luigi Furlani, Alessandro Masotti, Bruno Parodi, Mauro Molinari. La modifica della sentenza emessa dai giudici di prime cure ha prodotto anche un risarcimento danni e provvisionali che sfiorano i 4 milioni di euro. Le indagini della Procura di Pescara sulla mega discarica dei veleni prese il via nel 2007 con la scoperta, da parte del Corpo Forestale dello Stato, di circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di 4 ettari nei pressi del polo chimico di Bussi sul Tirino. Per decenni sarebbero state sversate e smaltite, abusivamente, tonnellate di sostanze pericolose, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, crieloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti. Veleni che avrebbero contaminato anche le falde da cui per anni e' stata prelevata l'acqua distribuita nelle rete idrica dell'intera vallata. Tocchera' ora ai giudici della Suprema Corte scrivere l'ultimi capitolo sul tortuoso procedimento giudiziario riguardante la discarica di Bussi 

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Scoperti minorenni che spacciavano droga, un arresto e una denuncia 

I carabinieri della Compagnia di Penne hanno scoperto un minorenne spacciatore - arrestato - e uno denunciato, nell'ambito di un servizio finalizzato alla prevenzione e contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti che interessava l'area Pescarese e Vestina. L'arrestato è stato e trasferito al Centro di Prima Accoglienza Minorile dell'Aquila. I militari questa mattina, in Piazza Dei Grue, a Pescara hanno sorpreso i due, trovandoli in possesso di dieci involucri contenenti marijuana per un peso di circa dieci grammi ed un pezzo di hashish dal peso di 31 grammi oltre che di una banconota da 50 euro probabile provento dell'attività di spaccio. La successiva perquisizione nelle abitazioni ha permesso ai carabinieri di trovare altri 78 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione. Ai due giovanissimi sono stati sequestrati telefoni cellulari e tablet utilizzati presumibilmente per comunicare con i clienti, ed organizzare gli incontri per l'attività di vendita dello stupefacente a cui facevano riferimento anche i giovani dell'area Vestina. 

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‘Il valore delle idee’. Il guru internazionale Baruch Lev protagonista dell’Oscar Pomilio Blumm Forum

 Il valore delle idee. Questo il tema al centro dell'VIII Oscar Pomilio Blumm Forum svoltosi a Pescara, nella sala Flaiano dell'Aurum. A parlare dell'importanza degli asset intangibili è stato il professor Baruch Lev, punto di riferimento delle più innovative società della Silicon Valley e autentico guru internazionale di questo settore. Lev, "Philip Bardes" Professor of Accounting & Finance alla New York University Stern School of Business, esperto di numerose commissioni del Congresso degli Stati Uniti, è considerato unanimemente il punto di riferimento a livello mondiale per la valorizzazione delle idee. Nella sua lectio magistralis sono stati approfonditi i temi degli asset intangibili, che costituiscono il "giacimento" del futuro di molte imprese della new economy. "Nelle economie avanzate i mezzi di produzione e gli asset intangibili non fanno più la differenza", ha detto il professor Baruch Lev nel corso del suo intervento, "tutti hanno a disposizione le stesse tecnologie e gli stessi strumenti. Sono gli intangibili a fare la differenza. Investire sugli intangibili oggi è il solo modo per creare valore". L'interesse per questo specifico settore del resto ha seguito una curva storica abbastanza definita. Si è iniziato a parlare di intangibili negli anni '80, con la crescita delle prime imprese altamente tecnologiche. Negli anni '90 si iniziò a parlare della necessità di misurazione e rendicontazione degli intangibili, con i primi tentativi di reporting. Nella terza fase, quella più recente, il tema è diventato rilevante anche in termini di management. "Gli intangibili oggi vengono ancora rendicontati come costi aziendali, poiché la loro capacità di creare valore non è certa, ma rimandata in prospettiva nel futuro, ma questo crea effetti paradossali. Basti pensare che secondo le statistiche ufficiali il 70 % delle aziende tecnologiche nel mercato USA, quello più avanzato in questo settore, risultano in perdita", ha detto ancora Lev che ha poi dedicato un passaggio del suo intervento all'economia digitale. "Una delle conseguenze del dibattito sugli intangibili è la falsa idea che esistano servizi gratuiti, soprattutto nell'economia digitale. Questo riduce la propensione agli investimenti in questo campo. Come diceva il mio professore Milton Friedman: 'non esistono pasti gratuiti'". Il professor Lev, prima di ricevere l'Ethic Award dalle mani di Massimo Pomilio, amministratore delegato della Pomilio Blumm ha detto infine: "gli intangibili non significano solo brevetti e licenze ma anche innovazioni nel modello organizzativo, come WalMart, che invia gli aggiornamenti sull'approvvigionamento di un dato bene direttamente al supplier". "L'approccio innovativo a questo genere di valorizzazioni è prevalentemente stato sviluppato negli Stati Uniti ma non può non riguardare un Paese come l'Italia che storicamente ha sempre avuto un ruolo di avanguardia nella produzione di idee e modelli innovativi su scala internazionale", ha commentato Franco Pomilio, presidente della Pomilio Blumm che attualmente è uno dei player italiani di punta nell'ambito della comunicazione delle grandi istituzioni internazionali ed ha avviato con la Scuola delle Scienze Economiche, Aziendali, Giuridiche e Sociologiche dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara presieduta dal professor Michele Reaun un complesso progetto di valorizzazione di oltre 57 sistemi innovativi legati ai modelli di comunicazione sociale applicati abitualmente dall'azienda su oltre 47 Paesi. 

 

foto di Lorenza Di Fabio

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Rapina in villa a Lanciano, preso il quarto uomo

E' stato preso dalla Polizia il quarto appartenente alla banda che ha aggredito nella loro villa a Lanciano, in provincia di Chieti, i coniugi Martelli. E' stato tradito dal tentativo di vendere uno degli orologi che aveva rubato nella villa. L'uomo, un romeno, e' stato arrestato dagli uomini dello Sco e della squadra mobile a Caserta. L'uomo avrebbe tentato di entrare in contatto con alcuni circuiti di ricettatori, nella speranza di piazzare l'orologio e ottenere del denaro probabilmente per proseguire la fuga. Il tentativo ha permesso agli investigatori di rintracciarlo nella zona di Caserta, dove e' stato arrestato.

"Da qualche ora avevamo sotto controllo l'autovettura dei rapinatori per una serie di reati contro il patrimonio che in passato erano avvenuti in zona, anche con atti violenti", aveva riferito a Lanciano in conferenza stampa il colonnello Florimondo Forleo, comandante provinciale dei carabinieri di Chieti. "Avevamo iniziato da mesi un'attività investigativa che aveva permesso di identificare un gruppo di romeni responsabili almeno di sei furti e spaccate sul territorio: le indagini ci hanno permesso di fare collegamenti", aveva aggiunto Forleo.La banda di romeni ritenuta responsabile della cruenta aggressione ai danni di Martelli e della moglie Niva Bazzan era finita nel mirino dei Carabinieri a seguito di sei furti con spaccata commessi sul territorio nelle ultime settimane a bar, tabacchi e benzinai.Il dirigente dello Sco di Roma, Alfredo Fabbrocini, sempre in conferenza stampa, prima della cattura del quarto sospettato, aveva sottolineato che i rapinatori "avevano portato via dalla rapina 1990 euro, la disperazione di quella famiglia valeva per loro solo 1990 euro, un ritiro al bancomat fatto con la macchina della famiglia, quasi a essere sfregianti"."E' stato un rischio enorme ieri, se non avessimo avuto gli elementi per trattenerli sarebbero fuggiti, stavano lasciando il territorio nazionale e avremmo perso", ha detto il dirigente di polizia. "Non potevamo permetterci questo fallimento che se accade accompagna un investigatore tutta la vita, invece, congiuntamente con la procura, abbiamo azzardato e abbiamo avuto uno splendido risultato che ha dato giustizia a due persone che mai avrebbero immaginato che una cosa del genere poteva loro accadere a casa", ha proseguito Fabbrocini in conferenza stampa.Il quarto rapinatore catturato, il 26enne Alexandru Bogadan Colteanu, era un soggetto già noto alle forze dell’ordine che erano sulle sue tracce anche per precedenti reati: aveva già un provvedimento pendente da Napoli. Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini si è subito complimentato con le forse dell'ordine. Questo il suo commento su fb, a caldo, poco dopo la notizia del quarto uomo della gang finito nella mani della polizia: "Preso anche il quarto rapinatore straniero infame, pare il tagliatore di orecchie, bene!".

 

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Dlgs Vigili del fuoco, Pagano (FI): Importante che politica riconosca loro ruolo

"Abbiamo deciso di dare voto favorevole in Commissione Affari costituzionali allo schema di decreto legislativo inerente il riordino dei vigili del fuoco. La scelta è stata dettata dal fatto che riteniamo sia fondamentale che la politica dia un segnale di riconoscenza effettiva e concreta al lavoro svolto da questo straordinario corpo ". Lo dichiara il senatore Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia in 1ª commissione.

" Da abruzzese, ho avuto modo di apprezzare il loro lavoro svolto in occasione del sisma che ha sconvolto la mia regione. Non dobbiamo dimenticare il grande coraggio di questi ragazzi, che affrontano le situazioni più a rischio con sprezzo del pericolo e spirito di solidarietà. Mi auguro che questo sia solo un primo passo nella direzione di un maggiore riconoscimento verso di loro," conclude.

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Erasmus+: Istituto Tito Acerbo presenta il Museo Virtuale dell’Energia

Il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca ha presenziato all’evento dell’Istituto Tito Acerbo “Sinergie a Confronto” che si è tenuto presso l’Aurum di Pescara a conclusione del  progetto “L’officina della Creatività: apprendere per un futuro sostenibile nella classe 3.0” all’interno del programma Era­smus+, pro­mos­so dal­la Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea.

Il Tito Acerbo, capolista del progetto, ha realizzato il primo Museo Virtuale dell’Energia con la collaborazione di Istituti partner spagnoli, greci e portoghesi.Così il Sottosegretario sulla sua pagina social: “L’I­sti­tu­to “Tito Acer­bo”, grazie alle op­por­tu­ni­tà of­fer­te dal programma europeo "Era­smus+", ha mes­so in pra­ti­ca pro­get­ti, ini­zia­ti­ve ed even­ti de­sti­na­ti a pro­muo­ve­re una cit­ta­di­nan­za eu­ro­pea at­ti­va e a fa­vo­ri­re la coo­pe­ra­zio­ne per l’in­no­va­zio­ne e le buo­ne pra­ti­che. Stamattina, all'Aurum di Pescara, sono rimasto fortemente impressionato da qualità e quantità delle attività realizzate, opportunamente evidenziate nell'evento finale del progetto “L’officina della Creatività: apprendere per un futuro sostenibile nella classe 3.0”. Il progetto è stato realizzato dal Tito A­cer­bo dal 2016 in poi in par­te­na­ria­to con quattro scuo­le europee (due spa­gno­le, una por­to­ghe­se e una gre­ca) e il Ser­vi­zio Ri­sor­se del Ter­ri­to­rio del­la Re­gione Abruz­zo.Abbiamo ri­per­cor­so le tap­pe del la­vo­ro svol­to insieme agli sta­ke­hol­ders e agli ospi­ti e abbiamo posto le basi per fu­tu­ri svi­lup­pi di quan­to rea­liz­za­to, con le isti­tu­zio­ni ita­lia­ne e stra­nie­re, le as­so­cia­zio­ni di ca­te­go­ria e le azien­de pub­bli­che e pri­va­te, an­che at­tra­ver­so ap­po­si­ti pro­to­col­li di in­te­sa e ac­cor­di di pro­gram­ma con scuo­le, uni­ver­si­tà, comparti pubblico e privato, per la va­lo­riz­za­zio­ne del ri­sul­ta­to fi­na­le del pro­get­to, ov­ve­ro il “Museo virtuale dell’energia”, che merita assolutamente di essere im­ple­men­ta­to”.

Hanno partecipato all’evento rap­pre­sen­tan­ti del­le isti­tu­zio­ni ita­lia­ne e stra­nie­re, di as­so­cia­zio­ni di ca­te­go­ria e di azien­de pub­bli­che e pri­va­te.

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Il trapianto di volto⁩

Il trapianto di volto⁩
Al trapianto di volto eseguito al Policlinico Sant Andrea di Roma era stata data una enorme risonanza mediatica con dichiarazione dei curanti che tutto era andato bene;sembra invece che l’intervento sia fallito per un rigetto iper acuto. Altra possibilità è che si siano ostruite le micro anastomosi vascolari. Essendo stato uno dei primi ad introdurre in Italia la tecnica micro chirurgica con numerosi rimpianti di arti e ricostruzioni di nervi, posseggo le conoscenze scientifiche per giudicare l’episodio.
La realizzazione dell’intervento ha dimostrato che la equipe possiede una notevole capacità tecnica in micro chirurgia; la scelta di eseguire questo tipo di intervento è però molto criticabile per le seguenti ragioni: affinché un viso abbia un aspetto gradevole i muscoli mimici devono potersi contrarre in modo naturale, altrimenti l’effetto visivo è quello di un volto paralizzato. Nervi non sono fili elettrici che funzionano appena collegati. Bisogna aspettare che si verifichi la rigenerazione nervosa che procede, se tutto va bene, alla velocità di un millimetro al giorno. Il nuovo viso sarebbe rimasto paralizzato a lungo prima di riprendere una incerta funzione. Il problema maggiore è ben conosciuto: è il pericolo di rigetto essendo la pelle il tessuto più soggetto a questa complicanza. Per far tollerare un simile tipo di trapianto, quando ci si riesce, bisogna somministrare al paziente alte dosi di immunosoppressori che favoriscono l’insorgere di infezioni e di tumori e possono danneggiare i reni. Questa è la ragione per cui è giustificato il trapianto dei soli organi vitali. In passato trapianti di mani sono falliti proprio per queste ragioni e noi ci siamo astenuti dal praticare simili interventi non per mancanza di capacità tecnica ma per conoscenza dei problemi. L’aspetto più negativo è stato quello di mettersi sotto le luci della ribalta senza neanche aspettare l’esito del decorso post operatorio. Gli studiosi non sono né attori ne politici in cerca di notorietà; i risultati del proprio lavoro vengono affidati alle riviste scientifiche. 
di Achille Lucio Gaspari

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Cresce il numero delle aziende agrituristiche

Nel 2017 si contano 12.986 aziende agrituristiche (+4,3% sul 2016) autorizzate all'esercizio di altre attività agrituristiche (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche, corsi, sport e varie), che rappresentano il 55,5% degli agriturismi italiani. Lo rende noto l'ISTAT. Il 63,9% degli agriturismi che svolgono altre attività è localizzato nelle regioni centro-meridionali a fronte del 36,1% ubicato nel Nord. Fra le aziende autorizzate, il 38,5% propone lo sport e il 57,1% servizi vari. Il 39,3% dei servizi autorizzati è ubicato nel Centro, il 32,8% al Nord e il restante 27,9% nel Mezzogiorno. L'attività di fattoria didattica viene invece svolta da 1.547 agriturismi (+3,3% sul 2016); tale attività è una specifica espressione della multifunzionalità delle aziende agricole e, in base alle diverse legislazioni regionali, può rientrare a pieno titolo tra le attività ricreative e culturali proprie degli agriturismi. Fra le aziende che esercitano le altre attività agrituristiche, il 6,1% è autorizzato esclusivamente allo svolgimento delle altre attività, l'82,8% associa le altre attività all'alloggio, il 51,1% alla ristorazione e il 25,4% combina le altre attività con la degustazione. Il maggior numero di aziende che svolgono altre attività agrituristiche si trova in Toscana (2.850 unità), Umbria (1.175) e Alto-Adige (1.147); nel Mezzogiorno prevale la Sicilia con 813 aziende

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Pescara, pubblicato il bando per il mercato etnico

Pubblicato oggi il bando di gara per l'assegnazione degli stalli nel mercato sperimentale 'Etnico e dell'integrazione', in corso di realizzazione a Pescara, nella zona della stazione. Il caso del nuovo mercato etnico, che va a sostituire quello abusivo presente per anni nella stessa zona e poi sgomberato, ha generato aspre polemiche in città, con un durissimo scontro politico. Il mercato sarà aperto dalle 8 alle 20 nel periodo invernale e dalle 8 alle 21 in quello estivo. Cento in tutto gli stalli, di cui 75 con dimensioni tre per due metri quadrati e 25 due per due. In base al bando, è prevista la "vendita giornaliera di prodotti non alimentari, artigianali provenienti dai paesi membri della Cooperazione Internazionale e territoriale, e/o con marchio 'Equo e Solidale' o 'Fairtrade' per la diffusione degli stessi sul nostro territorio regionale, acquisizione e scambio di esperienze". "I prodotti - si legge - dovranno essere unici, originali e di elevata qualità: oggettistica, casalinghi, giocattoli, abbigliamento, borse, tessuti, mobili, arredamenti con design etnico di pregio, decoro artigianale, artigianato creativo. Tali prodotti potranno essere integrati anche da altri prodotti in misura non superiore al 40% del numero degli articoli esposti provenienti da altri paesi non appartenenti alla Cooperazione". 

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Elezioni regionali, Pagano: A Bellachioma rinnovo disponibilità e impegno di Forza Italia a vincere la sfida elettorale

"Apprendo dalle colonne di un quotidiano che il senatore e coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma si dichiara sorpreso per alcune mie presunte iniziative politiche e dichiarazioni elettorali che hanno suscitato la sua reazione. Vorrei tranquillizzarlo e rassicurarlo perché sono più sorpreso di lui per quanto pubblicato in merito a una fantascientifica manovra congiunta Forza Italia-Pd sull’Agir e a un’altrettanto fantasiosa ricostruzione su veti e giudizi negativi su alcune candidature ufficiose alla presidenza della Regione Abruzzo". Lo afferma il coordinatore Forza Italia per l'Abruzzo Nazario Pagano.

"All’amico e alleato Bellachioma mi preme ricordare che sono sempre disponibile, adesso come in passato e come in futuro, a un confronto franco e diretto, e quindi sarebbe bastata una semplice telefonata per chiarire cose sulle quali in realtà non c’è nulla da chiarire: non ho né promosso, né favorito, né avallato in alcun modo alcun accordo col Partito democratico, men che meno sull’Agir che esula pure dalla mia sfera di interessi, cosa peraltro tecnicamente impossibile perché non vedo e non sento da mesi, neppure per sbaglio, alcun esponente locale del Pd. Non risponde a verità neppure che avrei espresso giudizi sui nomi che sono stati fatti in questi giorni per la candidatura alla presidenza della Regione. Vero è, invece, che ho ribadito più volte e pubblicamente che sui candidati, una volta individuati e proposti, occorrerà il consenso e la convergenza convinta di tutte le componenti della coalizione di centrodestra, e quindi in pieno accordo con la Lega di Bellachioma. Non ho invece alcuna difficoltà, nel rispetto dei fatti, a dire di aver espresso perplessità sulla ventilata candidatura del sindaco dell’Aquila, certamente non per la persona e neppure per le capacità politiche, ma perché ritengo inopportuno e difficilmente spiegabile alla cittadinanza e all’opinione pubblica un abbandono dell’amministrazione del capoluogo dopo poco più di un anno. Noi tutti ricordiamo quanto sia stata lunga e laboriosa per il centrodestra l’opera di riconquista di Palazzo di città dopo un decennio di centrosinistra, esperienza di cui gli aquilani non hanno alcuna nostalgia, e noi meno di tutti. A Bellachioma rinnovo la disponibilità e l’impegno mio e di Forza Italia a vincere al meglio la sfida alla Regione, con un candidato forte, credibile, capace e autorevole che, sono certo, le componenti della coalizione di centrodestra sapranno individuare e scegliere insieme, e tutte insieme sostenere apertamente e vittoriosamente in campagna elettorale". 

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