Redazione Notizie D'Abruzzo

Notti della Brigante, dal 3 al 5 agosto a Spoltore

 "Notti della Brigante", il festival dedicato a Michelina Di Cesare e giunto alla sua ottava edizione, si terrà dal 3 al 5 agosto prossimi a Borgo Case Troiano di Spoltore. A 150 anni esatti dalla scomparsa della brigantessa, la manifestazione sarà particolarmente ricca di ospiti, rievocazioni storiche, incontri e declinato interamente al femminile. Questa mattina, a Pescara, in Regione, la conferenza stampa di presentazione del festival alla quale hanno partecipato l'assessore al Turismo, Giorgio D'Ignazio, il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, ed il presidente dell'associazione Fontevecchia, Luciano Troiano.     

"Spoltore è delle perle del nostro Abruzzo - ha esordito l'assessore - e questa manifestazione non solo punta a far conoscere meglio vicende e momenti della nostra storia preunitaria ma valorizza anche un intero comprensorio e quindi favorisce anche una certa tipologia di turismo".    Venerdì 3 agosto, dopo una serie di iniziative svoltesi nel corso dell'anno a corollario dell'evento, prenderà il via la più importante manifestazione a tema brigantesco del panorama italiano.

La prima giornata inizierà alle 19 con l'apertura del Museo dei documenti e delle monete borboniche dove si effettueranno visite gratuite con la guida dello storico Raimondo D'Aragona. Alle 19.30 Geremia Mancini, storico e ricercatore, racconterà la Storia di un processo e condanna a morte di Bonifacio Simonelli, un brigante di Manoppello cui seguirà Franco Eugeni, docente universitario, presidente dell'Apav, Accademia piceno aprutina dei velati, con il volume 'Luci e ombre del Viaggio di Vittorio Emanuele II verso l'Unità d'Italia', e Massimo Carulli con la graphic novel Dolce Titolo. Al termine degli incontri, un omaggio alla brigantessa da parte delle zampogne de I Gigli d'Abruzzo e la musica del gruppo 'Prendila Così'. A mezzanotte, così come per le altre serate, sarà acceso un falò dove potrà essere fatto il giuramento del brigante; sarà operativo, inoltre, un posto di confine che rilascerà a tutti partecipanti un salvacondotto e un passaporto borbonico.

Sabato 4 agosto, dalle 19, sarà possibile visitare gratuitamente una fedele ricostruzione dell'accampamento dei briganti ed una dell'esercito borbonico con militi in divise depoca grazie alla collaborazione con le associazioni Historicus di Caserta e Imago Historiae di Potenza.

Alle 19.30 si terrà l'incontro, moderato dal giornalista de Il Tempo e autore Utet Marco Patricelli, con Lorenzo del Boca, presidente emerito dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, l'On. Marco Rizzo e Giuseppe Serroni che, con il sodalizio I Sedili di Napoli, organizza la processione più famosa al mondo: quella di San Gennaro nella città partenopea. Seguirà la sfilata dei militari in abiti depoca, l'esecuzione dell'Inno Reale davanti al monumento a Michelina Di Cesare, che è l'unico esistente, realizzato grazie alla volontà dell'Associazione Fontevecchia, e porta la firma dell'artista Igor Cascella. Subito dopo spazio alla musica con i ritmi del sud dei Ripatemare cui seguirà il falò col giuramento.

Domenica 5 agosto, oltre alle classiche visite di accampamenti e museo a partire dalle 19, si terrà la presentazione del volume del giornalista Fernando Riccardi, il primo a parlare dei veleni della terra dei fuochi, nella veste di saggista storico con il libro dedicato a Klitsche de la Grande cui seguirà l'incontro, moderato sempre da Marco Patricelli, con Lucilla Parlato e Federico Hermann che presenteranno, direttamente dal Napoli Teatro Festival, il docufilm dedicato a Tina Pica, in occasione del 50° anniversario della scomparsa della famosa attrice napoletana. Al termine omaggio alla brigantessa e concerto del gruppo Na Fjata con la notte della Taranta. Sarà operativo un corner libri a cura della Libreria Rusconi; la partecipazione e l'ingresso al festival sono, come sempre, gratuite.

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Furti e rapine a bordo dei treni, 4 arresti

Avrebbero messo a segno furti e rapine a bordo di treni approfittando del sonno dei viaggiatori e minacciando anche il personale ferroviario in servizio, ma i quattro sono stati arrestati dagli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio. Per gli investigatori i quattro, residenti tra Napoli e provincia, facevano parte di un'associazione criminale dedita ai furti e rapine sui treni notturni nella tratta Villa San Giovanni-Roma.

Le indagini, scattate nel 2015 e coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania, si sono basate inizialmente sulla descrizione fornita dalle vittime e dal personale di bordo. Sono stati effettuati controlli sui treni da parte di agenti della polfer in abiti civili. Gli arrestati sono un ventisettenne raggiunto dal provvedimento nel carcere di Pescara dove si trova detenuto per reati analoghi e arrestato l'anno scorso dalla polizia ferroviaria, un ventinovenne rintracciato in una comunità nel comune di Vasto, un trentunenne e un trentasettenne, individuati e rintracciati nelle proprie abitazioni di Napoli e portati nel carcere di Poggioreale. 

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Il gruppo alpini di Gissi compie 3 anni

Il Gruppo Alpini di Gissi compie tre anni e celebra la ricorrenza sabato 4 agosto al Centro Polisportivo “Aldo Moro” a partire dalle ore 19.

“Un momento conviviale che vogliamo condividere con tutti gli amici delle Penne Nere e i nostri sostenitori. Una serata di festa, tra musica e buon cibo, che vuole riaffermare i valori alpini, fatti di impegno civile, solidarietà, disponibilità verso il prossimo e rispetto per l'ambiente e la natura”, spiega il capogruppo di Gissi Giovanni Basilico.

Lo spirito alpino è “contagioso” e anche questi momenti di semplice aggregazione rappresentano un'occasione per condividerli, rafforzando il legame col territorio.

La serata degustazione, organizzata in collaborazione con il Comune di Gissi, sarà dedicata alla tradizione enogastronomica abruzzese, con intrattenimento musicale.

Il Gruppo alpini di Gissi oggi conta 63 soci ed è uno dei più attivi del territorio, assicurando la propria presenza alle diverse adunate che si organizzano non solo a livello locale ma anche interregionale e nazionale (a maggio scorso era a Trento). Solo nell'ultimo mese ha partecipato a due raduni zonali rispettivamente San Salvo e Schiavi d'Abruzzo e al Quarto raggruppamento Ana Centro sud Italia a Leonessa (Rieti).

Un bilancio più che soddisfacente che si arricchirà di nuove iniziative a partire da settembre, fatte di rappresentanza, ma soprattutto di impegno.

Un'attività che il Gruppo di Gissi sarà felice di festeggiare con i propri concittadini e tutti gli amici degli Alpini.

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Alanno, approvato il baratto amministrativo.

 

Nel Consiglio comunale del 30 luglio è stato approvato ad Alanno il Baratto Amministrativo proposto e portato avanti dal Consigliere di minoranza Fabia Fattore. E’ una battaglia che inizia nel lontano 2015 quando la stessa in qualità di presidente dell’associazione di promozione sociale Insieme per Alanno, depositava richiesta in Comune, che era presieduto dalla passata amministrazione.
"Ora da consigliere comunale - afferma Fabia Fattore - dopo tre lunghi anni di duro lavoro, il tutto è stato portato a termine con l'approvazione all’unanimità di questo importante provvedimento. E’ stata dura, ma con questo provvedimento abbiamo aggiunto un tassello di civiltà al nostro paese. Ringrazio l'attuale l'assessore alle Politiche Sociali Angelica Breda e l'intero Consiglio comunale per l'approvazione di questo importante e sensibile provvedimento. Ora l’ultimo step è quello di ultimare nei dettagli il regolamento attuativo necessario per mettere il atto questo importante provvedimento. Di questi tempi, invito tutte le amministrazioni comunali a prenderne atto".

 

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Svimez, i dati del Pil regionale

 L'Abruzzo rialza la testa, nel 2017, con un PIL che cresce dell'1,2%: aveva fatto registrate appena +0,3% nel 2015 e +0,2% nel 2016. La ripresa è dovuta soprattutto all'agricoltura (+9% nel triennio), e in parte anche all'industria in senso stretto (+3,8%). I servizi segnano un più modesto incremento del +2%, mentre le costruzioni, in controtendenza rispetto al resto del Sud, vanno male: la loro performance tra il 2015 e il 2017 è negativa, -14,5%. E' quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018. La crescita dell'economia meridionale nel triennio 2015-2017 ha solo parzialmente recuperato il patrimonio economico e anche sociale disperso dalla crisi nel Sud. Ripresa trainata dagli investimenti privati, manca il contributo della spesa pubblica. Il triennio di ripresa 2015-2017 conferma che la recessione è ormai alle spalle per tutte le regioni italiane, e tuttavia gli andamenti sono alquanto differenziati. In base alle previsioni elaborate dalla Svimez, nel 2018, il PIL del Centro-Nord dovrebbe crescere dell'1,4%, in misura maggiore di quello delle regioni del Sud +1%. I consumi totali interni pesano sulla differente dinamica territoriale (+1,2% nel Centro- Nord e + 0,5% nel Sud), in particolare i consumi della P.A., che segnano +0,5% nel Centro-Nord e -0,3% nel Mezzogiorno. Ma è soprattutto nel 2019 che si rischia un forte rallentamento dell'economia meridionale: la crescita del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud. In due anni, un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo. Il rallentamento "tendenziale" dell'economia meridionale nel 2019 è stimato dalla SVIMEZ, in un contesto di neutralità della policy, in attesa della Nota di aggiornamento al DEF e della Legge di Bilancio. In assenza di una politica adeguata, anche l'anno prossimo il livello degli investimenti pubblici al Sud dovrebbe essere inferiore di circa 4,5 miliardi se raffrontato al picco più recente (nel 2010). 

Al Sud, nonostante una pressione fiscale pari se non superiore per effetto delle addizionali locali, non eccellono servizi di vivibilita' dell'ambiente locale, di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneita' di servizi sanitari e di cura per la persona adulta e per l'infanzia. In particolare, nel comparto socio-assistenziale il ritardo delle regioni meridionali riguarda sia i servizi per l'infanzia che quelli per gli anziani e per i non autosufficienti. Piu' in generale, l'intero comparto sanitario presenta differenziali in termini di prestazioni che sono al di sotto dello standard minimo nazionale come dimostra la griglia dei Livelli Essenziali di Assistenza nelle regioni sottoposte a Piano di rientro: Molise, Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, sia pur con un recupero negli ultimi anni, risultano ancora inadempienti su alcuni obiettivi fissati. Questo quanto si legge nelle anticipazioni del rapporto Svimez presentate questa mattina a Roma. I dati sulla mobilita' ospedaliera interregionale testimoniano le carenze del sistema sanitario meridionale, soprattutto in alcuni specifici campi di specializzazione, e la lunghezza dei tempi di attesa per i ricoveri. Le regioni che mostrano i maggiori flussi di emigrazione sono Calabria, Campania e Sicilia, mentre attraggono malati soprattutto la Lombardia e l'Emilia Romagna. I lunghi tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali sono anche alla base della crescita della spesa sostenuta dalle famiglie con il conseguente impatto sui redditi. Strettamente collegato e' il fenomeno della "poverta' sanitaria", secondo il quale sempre piu' frequentemente l'insorgere di patologie gravi costituisce una delle cause piu' importanti di impoverimento delle famiglie italiane, soprattutto nel Sud: nelle regioni meridionali sono il 3,8% in Campania, il 2,8% in Calabria, il 2,7% in Sicilia; all'estremo opposto troviamo la Lombardia con lo 0,2% e lo 0,3% della Toscana. I divari si confermano anche per quel che riguarda l'efficienza degli uffici pubblici in termini di tempi di attesa all'anagrafe, alle ASL e agli uffici postali. 

La Svimez ha costruito un indice sintetico della performance delle Pubbliche Amministrazioni nelle regioni sulla base della qualita' dei servizi pubblici forniti al cittadino nella vita quotidiana: fatto 100 il valore della regione piu' efficiente (Trentino-Alto Adige) emerge che quelle meridionali, ad eccezione della Campania che si attesta a 61, della Sardegna a 60 e dell'Abruzzo a 53, sono al di sotto della meta': Calabria 39, Sicilia 40, Basilicata 42, Puglia 43. 

Il triennio di ripresa 2015-2017 conferma che la recessione è ormai alle spalle per tutte le regioni italiane, e tuttavia gli andamenti sono alquanto differenziati. Il grado di disomogeneità, sul piano regionale e settoriale, è estremamente elevato nel Mezzogiorno. Nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania sono le regioni meridionali che fanno registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%. Si tratta di variazioni del PIL comunque più contenute rispetto alle regioni del Centro-Nord, se confrontate al +2,6% della Valle d'Aosta, al +2,5% del Trentino Alto Adige, al +2,2% della Lombardia. E' quanto emerge nelle anticipazioni al Rapporto sull'economia e la società del Mezzogiorno 2018 di Svimez. In Calabria, la regione che l'anno scorso ha fatto segnare la più significativa accelerazione della crescita, nel periodo 2015-2017 sono state soprattutto le costruzioni a trainare la ripresa (+12% nel triennio), grazie anche alle opere pubbliche realizzate con i fondi europei, seguite dall'agricoltura (+7,9%) e dall'industria in senso stretto (+6,9%). Molto più modesto nell'ultimo triennio l'andamento dei servizi (+2,9%).La Sicilia, invece, fa segnare un rallentamento della crescita, +0,4% nel 2017, dopo aver registrato un aumento del PIL dell'1% nel 2016 e dello 0,9% nel 2015. Nell'Isola l'industria in senso stretto fa segnare nel triennio di ripresa una performance importante (+14,1%), anche l'agricoltura fa registrare un andamento complessivamente positivo (+2%) e così i servizi (+1,6%). A frenare l'andamento dell'economia siciliana, così come in Abruzzo, è il settore delle costruzioni che fa segnare il -6,3% nel periodo 2015-2017. L'unica regione meridionale che nel 2017 ha fatto registrare un andamento negativo del PIL è il Molise, -0,1%, che, era cresciuto dell'1,3% nel 2015 e dell'1,1% nel 2016 

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Castelbasso, l’arte di Mauri e Fato “dialoga” con Hendel, Chiara Civello e con l’enogastronomia

Grande cucina, ottima musica e letteratura di qualità. Gli appuntamenti di Castelbasso 2018, allestiti dalla Fondazione Malvina Menegaz per le arti e le culture (presieduta da Osvaldo Menegaz), offrono spunti di interesse per tutti, oltre all’unicità delle mostre dedicate a Fabio Mauri e Matteo Fato. Settimana piena quella che si apre domani sera, 2 agosto, per concludersi domenica 5 con il concerto di musica colta Splendori del barocco.

Giovedì 2 agosto, dalle 20,30, al ristorante PerVoglia di Castelbasso, il curatore della sezione Enogastronomia, Massimo Di Cintio, propone Il baccalà in verticale | veloce come un pesce.

Due cuoche sopraffine della guida Osterie d’Italia di Slow Food si raccontano attraverso la preparazione di alcune ricette con il “pesce veloce del Baltico”, sua maestà il baccalà. Elenia Alcantarini del PerVoglia di Castelbasso e Roberta Nepa della Piazzetta di Sant’Omero, proporranno ricette storiche e innovative utilizzando parti e tagli inusuali di una specialità che viene da lontano ma che è storicamente legata alla cucina dell’entroterra teramano e abruzzese grazie all’attività centenaria di importazione della famiglia Monti. Chiusura a sorpresa con l’innovativo raviolo teramano della gelateria Magrini di Giulianova. Questo il menu: baccalà mantecato con crema di sedano fredda / baccalà alla portoghese / trippa di baccalà e fagioli tondini del Tavo / fusilli con baccalà, fiori di zucca e zucchine / timballo di baccalà / baccalà con zafferano, ortaggi e verdure di stagione / raviolo teramano. Vini: Trebbiano d’Abruzzo 2017 Chiamami quando piove – Valori / Trebbiano d’Abruzzo 2016 Mario’s 43 - Tenuta Terraviva.

Intervengono Massimo Monti (Food Import), Luigi Valori (Valori), Federica Topi (Tenuta Terraviva), Elisabetta Magrini (Gelateria Magrini). Conduce Massimo Di Cintio. Quota di partecipazione 30 euro, prenotazioni allo 0861 508000.

Venerdì 3 agosto, alle 21,30, in piazza Arlini, Chiara Civello Eclipse tour. La voce di Chiara Civello è suggestione ed emozione. Con Eclipse, l’artista romana che ha conquistato schiere di fan con il virtuosismo suadente del suo canto, dà vita a un concerto dove vibrano atmosfere jazz, pop e brasiliane. Un sound internazionale per testi registrati tra New York, Rio, Bari e Parigi, con omaggi a perle del cinema italiano e francese. L'ingresso costa 15 euro, prevendite sul circuito Liveticket.

Sabato 4 agosto, alle 21,30, in piazza Arlini, Paolo Hendel sarà ospite della sezione Letteratura allestita in collaborazione con il Fla, Festival delle letterature e altre cose di Pescara. Hendel, intervistato dal direttore del Fla, Vincenzo d’Aquino, intratterrà la platea sul libro “La giovinezza è sopravvalutata (Manifesto per una vecchiaia felice)”, scritto insieme a Marco Vicari. Il volume (edito da Rizzoli) regala una riflessione seria e profonda, ma al tempo stesso ironica, sui temi della vecchiaia e della giovinezza. Il comico toscano conduce così il lettore in un viaggio, surreale e quasi poetico, che va da Leopardi alle badanti, dai supernonni alle bufale in rete, dalle carceri al sesso. L'ingresso è gratuito

Domenica 5 agosto, alle 21,30, in piazza Arlini, si apre la sezione Musica classica, a cura di Roberto Marini. Sotto il titolo Splendori del barocco si esibiranno Antonio Pantalone, all’organo; Giulia Scialò e Cezara Georgia Buzila, ai violini; Clara Costa, alla viola; Claudia Scialò al violoncello.

Il Barocco, periodo che ha segnato in maniera indelebile la cultura musicale dell’Europa occidentale, rivive attraverso il raffinato connubio tra organo e archi. Il dialogo tra questi strumenti proporrà un repertorio lussureggiante e brillante, capace di trascinare il pubblico in un mondo sonoro vivace e irresistibile. Ingresso gratuito

Il fulcro di Castelbasso 2018 è il percorso tra le opere di Fabio Mauri che rappresentano una sintesi del pensiero dell’artista risalenti al decennio 1968-1978, alternando nelle ampie sale di palazzo De Sanctis, fino al 2 settembre, fotografie, installazioni, proiezioni e disegni scelti dalla curatrice Laura Cherubini. Con il 1968 prende l’avvio un periodo di grandi contestazioni e creatività che, pur non realizzando una rivoluzione politica, ha però portato profondi mutamenti nella società, nella cultura, nel costume. Di quella stagione rovente Fabio Mauri è stato lucido testimone, riuscendo a mettere a punto un linguaggio - incentrato sul concetto d’ideologia – capace di esprimere la complessità politica e sociale di quel momento storico.

Il nucleo delle iniziative, allestite dalla Fondazione Malvina Menegaz, presieduta da Osvaldo Menegaz, è sempre l’arte contemporanea e, oltre alla fondamentale e unica esposizione delle opere di Mauri, trova spazio quest’anno un artista abruzzese di nascita ma di livello internazionale come Matteo Fato. Attraverso il progetto Sarà presente l’artista, Fato prende spunto da un antico ritratto di un astronomo, presente nella Collezione permanente della Fondazione, per costruire una riflessione sul modo di osservare (e quindi percepire) la realtà. Da questo punto di partenza si snoda il percorso espositivo della mostra, a cura di Simone Ciglia, che comprende opere di autori dal secondo Ottocento al Novecento – fra cui Boille, Festa, Michetti, Spalletti, Turcato – posti in dialogo con le opere di Matteo Fato a palazzo Clemente.

 

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Flash mob di Goletta Verde contro il petrolio in Adriatico

Stop a ogni tipo di estrazione, alla ricerca e alla produzione di energia da fonti fossili e ai relativi finanziamenti. Sono alcuni dei temi lanciati e trattati nel corso del flash mob svoltosi sulla spiaggetta di Punta Penna, all'interno della Riserva naturale di Aderci a Vasto, da Legambiente, in occasione dell'arrivo a Vasto della tappa di Goletta Verde e da dove è stata lanciata la petizione #nooil indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico. Numerosi bagnanti si sono fatti coinvolgere per comporre con la loro presenza la frase 'No oil'.

Oltre a Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, e Giuseppe di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo, interverranno Mario Mazzocca, sottosegretario alla Giunta regionale, Leone Cantarini, presidente Area Marina Torre del Cerrano, Robert Verrocchio, sindaco di Pineto, Cc Forestali e Arta.Nella manifestazione di Vasto, sono intervenuti Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Luciano Di Tizio, Wwf Abruzzo, Paola Cianci, assessore all'Ambiente del Comune di Vasto, Fernando Di Fabrizio, presidente di Cogecstre e gestore della Riserva Naturale Regionale Punta Aderci, e Giuseppe Di Marco. Luogo simbolo scelto dagli ambientalisti, la spiaggia che nel 2014 si è classificata come la terza più bella d'Italia nel concorso di Legambiente 'La più bella sei tu', minacciata non solo dalla piattaforma petrolifera ma anche dalla possibile realizzazione di un cementificio, a pochi passi dalla Via Verde e dentro la fascia di rispetto della Riserva naturale regionale di Punta Aderci. + stato ricordato che in Abruzzo le fonti fossili coprono il 74,7% dei consumi totali regionali (Simeri GSE, 2015), contro il 25,3% da fonti rinnovabili. Sul fronte della produzione del gas, le concessioni produttive che estraggono in Abruzzo sono in tutto 14,7 sulla terraferma e 7 in mare, per un totale di 1.349,6 kmq. La produzione nel 2017 è stata complessivamente di 174,2 milioni di metri cubi standard (Smc), pari a circa il 3,1% della produzione nazionale. 

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Vacca: sulle autostrade polemiche fuori luogo dei sindaci

"Sono incomprensibili le lamentele dei sindaci. Finalmente il ministero sta lavorando per tutelare gli utenti e per garantire la trasparenza. A differenza del passato, infatti, si interviene per contenere il grande aumento tariffario e quindi il costo dei pedaggi. Inoltre si garantisce l'accesso agli atti, a dimostrazione che il governo attuale opera in piena collaborazione e a tutela della collettività e non a favore di qualche privato. Quindi risultano strumentali le lamentele dei sindaci contro un governo insediato 2 mesi fa, a fronte dell'immobilismo degli ultimi governi degli scorsi 5 anni". Così i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 stelle in merito a quanto affermato da una delegazione di sindaci ricevuti ieri al Mit a Roma sulla questione del pedaggio autostradale di A24 e A25 in Abruzzo. Sulla vicenda il deputato pentastellato e sottosegretario ai Beni Culturali, Gianluca Vacca, sottolinea, in una nota che "il Governo ha già individuato le risorse per contenere gli aumenti tariffari sulla percorrenza della A24 e A25 e sta predisponendo l'intervento che sarà discusso al più tardi nella prossima legge di Bilancio in aula ad ottobre".

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Agir, polemica sulle nomine

 Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, è stato nominato presidente dell'Assemblea dell'Autorità regionale di gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir). Eletti anche i componenti del Cda, senza emolumenti, dell' Autorità istituita nel 2013 ma mai entrata in funzione, i cui 'azionisti' sono i 308 sindaci abruzzesi. Nel Comitato direttivo (il CdA) entrano i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, Avezzano (L'Aquila) Gabriele De Angelis, San Salvo (Chieti) Tiziana Magnacca, Elice (Pescara) Domenico De Massis, Bellante (Teramo) Giovanni Melchiorre, Cansano (L'Aquila) Mario Ciampaglione e Guardiagrele (Chieti) Simone Dal Pozzo, "con un accordo di massima - spiega in una nota l'assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci - che assegna al sindaco di Pescara il ruolo di presidente di questo organismo esecutivo". Il giorno dopo le nomine, però, è bufera. Sul piede di guerra la Lega con il coordinatore regionale, Giuseppe Bellachioma: "A loro le poltrone (ancora per poco), a noi la responsabilità di affermare anche in Abruzzo un governo che sia di vero cambiamento", scrive in una nota.

"Se l'Agir, ha fra i suoi compiti lo smaltimento dei rifiuti - prosegue Bellachioma - credo il primo risultato lo abbia già raggiunto. Con quanto avvenuto ieri sera infatti, si tenta di mandare al macero il centrodestra abruzzese grazie alla votazione inciucio, peraltro illegittima, con la quale si sono costituti gli organismi di gestione del comparto rifiuti. L'ammucchiata tra Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d'Italia e referenti di Gerosolimo e Di Matteo è di assoluta gravità perché legittima la presenza abusiva di Luciano D'Alfonso in Regione e rende emblematica la scelta di Fi d'accontentarsi delle briciole pur di esserci, regalando il potere gestionale del comparto rifiuti nella sua interezza al Pd". Risponde Paolucci: "Le dichiarazioni del segretario regionale della Lega-Salvini in Abruzzo Giuseppe Bellachioma attestano lo stato confusionale del centrodestra abruzzese. L'accordo raggiunto ieri, attraverso l'autodeterminazione dei sindaci eletti direttamente dai cittadini, come prevede lo Statuto dell' Ente che assegna tale potere ai rappresentanti dei Comuni - sottolinea l'assessore regionale al Bilancio - è un accordo di profilo istituzionale, che se da un lato consegna una prevalenza al centrosinistra in virtù di una maggiore presenza nelle amministrazioni, dall'altro trova un equilibrio che rappresenta tutti i territori e tutte le aree politiche". Sul fronte dei sindaci, Enrico Di Giuseppantonio primo cittadino di Fossacesia (Chieti) esprime la sua "amarezza e quella di molti altri sindaci, che non hanno partecipato all' assemblea dell'Agir, per il metodo seguito nelle nomine". Da Sulmona (L'Aquila) Annamaria Casini si difende e dice che "se Forza Italia, Fratelli d'Italia e il Partito Democratico si accordano per controllare il Cda dell'Agir, escludendo di fatto la città di Sulmona - afferma in una nota - appare perlomeno singolare che i rappresentanti di questi partiti in Consiglio Comunale accusino il sindaco e la sua maggioranza di aver arrecato un danno alla città". Un accordo, "in stile Nazzareno", dice Gianluca Zelli, fondatore di Azione Politica. Sulle nomine intervengono anche i Coordinatori regionali di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra che sottolineano: "La scelta del sindaco Biondi a presidente dell'Assemblea Agir era stata già avanzata il 31 maggio e l' elezione degli organismi è frutto di ragionamento tra sindaci e non di accordo politico".

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Arrestato boss della ‘ndrangheta che si nascondeva in Abruzzo

Arrestato dai carabinieri il boss calabrese Simone Cuppari, capo della omonima 'ndrina originaria di Brancaleone e con base a Francavilla al Mare da dove avrebbe controllato l'attività di traffico di stupefacenti e riciclaggio. L'operazione dei carabinieri di carabinieri del comando provinciale di Chieti è scattata nel pomeriggio di martedì. Cuppari era ricercato dal febbraio del 2017, quando era sfuggito alla cattura nel corso dell'operazione 'Design', coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Chieti. 

Il boss è stato rintracciato e arrestato dagli uomini dell'Arma in un'abitazione della provincia di Bergamo. Cuppari è stato condannato in primo grado a 28 anni di reclusione per traffico di cocaina dal Tribunale di Chieti lo scorso mese di luglio in relazione alle indagini che hanno portato all'operazione 'Shot 2009', e su di lui pendevano tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalle Dda di L'Aquila e di Reggio Calabria e dal Tribunale di Pescara per le operazioni 'Sparta' e 'Banco Nuovo' condotte dai Carabinieri di Pescara e di Locri. 

I contatti con la Calabria li teneva attraverso i classici 'pizzini' e lui, che pure non era solito parlare a telefono, alla fine è stato tradito proprio da una telefonata intercettata: quella con cui ha prenotato una vacanza per la settimana di Ferragosto che avrebbe dovuto trascorrere insieme a moglie e due figli a Eraclea Terme. Alla fine Cuppari è stato però tradito da una telefonata fatta per organizzare una vacanza in famiglia su una ''casa mobile'' fra l'11 e il 17 agosto e che gli sarebbe costata quasi 1.600 euro per sette notti, come rivela una telefonata intercettata, una telefonata determinante, effettuata molto presto il 31 luglio e che ha dato la prova ai carabinieri della presenza di Cuppari nell'appartamento di Martinengo dove lo hanno raggiunto la moglie e i due figli proprio in vista della vacanza da passare insieme.

I militari lo cercavano da febbraio dell'anno scorso quando riuscì a scampare al blitz con 19 arresti che portò a smantellare una cellula 'ndranghetista' in Abruzzo. Cuppari in quell'occasione riuscì a sfuggire alla cattura, ma da quel momento i carabinieri di Chieti non gli hanno dato tregua tenendo sotto controllo audio e video decine di utenze telefoniche e possibili nascondigli e soprattutto monitorando i movimenti fra la Calabria e l'aeroporto di Orio al Serio o di alcuni personaggi che, come si è scoperto, portavano 'pizzini' nell'area bergamasca che raggiungevano in aereo per poi ripartire in giornata. Cuppari, che al momento dell'arresto non ha detto un parola, viveva in una palazzina dove aveva preso in affitto un appartamento tramite un prestanome: a quell'ora era uscito forse per fare la spesa, ma i carabinieri avevano circondato l'intero edificio. L'operazione che ha portato alla cattura è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Chieti e tenuta dal vice comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise, il colonnello Antonio Buccoliero, dal comandante provinciale dell'Arma colonnello Florimondo Forleo e dal comandante del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti , il maggiore Marcello D'Alesio

Sono oltre dieci i pizzini sequestrati, unitamente a otto telefoni, ora al vaglio dei carabinieri e che potrebbero svelare ulteriori aspetti dell'attività criminale di Cuppari che nel frattempo è rinchiuso nel carcere di Bergamo. Ai pizzini e a Cuppari i carabinieri sono arrivati, come ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, il colonnello Florimondo Forleo nel corso di una conferenza stampa, ''monitorando alcuni viaggi che non avevano ragione, di alcuni calabresi che partivano per Bergamo in aereo e ritornavano in giornata, muovendosi nel territorio di Bergamo anche solo per andare a prendere il caffè in alcuni bar. Questo - ha aggiunto Forleo - ci ha chiaramente indicato che portavano dei messaggi e che li depositavano in luoghi convenuti, i classici pizzini, per poi essere recuperati da altri affiliati''. Pizzini che venivano lasciati nei luoghi più diversi: cabine telefoniche, sotto i tavolini di un bar, nelle stazioni di autobus e treni''. 

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