Redazione Notizie D'Abruzzo

Lanciano, respinto il concordato preventivo per la Virtus

Il Tribunale collegiale di Lanciano ha respinto la concessione del concordato preventivo chiesto dalla società Virtus Lanciano 1924 slr, sodalizio della famiglia Maio che ha militato nel campionato di serie B. La sezione fallimentare ha emesso un decreto in cui è stato disposto di non doversi procedere sul concordato preventivo poiché non è stato approvato dalla maggioranza dei creditori. Su un debito di circa 11 milioni di euro la Virtus aveva presentato un piano che prevedeva il pagamento di 2 milioni e 479 mila euro. Piano bocciato dai creditori, in particolare dall'Agenzia delle Entrate che da sola vanta un credito di oltre 6 milioni di euro

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Chieti, protesta contro i tagli in Consiglio comunale

Preceduta dall'esposizione di cartelli e striscioni, sia in aula sia all'esterno dell'edificio, da parte del Comitato a difesa dei servizi alla persona, presenti anche alcuni esponenti di Cgil Funzione pubblica, Filcams Cgil, Uil Funzione Pubblica e Usb, la seduta del Consiglio comunale di Chieti in corso da oggi pomeriggio e chiamata ad approvare una serie di bilanci fra i quali quelli del Teatro Marrucino, dell'azienda speciale multiservizi ChietiSolidale,della società partecipata Teateservizi, il Piano triennale delle opere pubbliche, il Documento unico di programmazione e il Bilancio di previsione del 2018. Il Comitato ed i rappresentanti sindacali in avvio di seduta, sui richiesta del capogruppo di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo, hanno avuto un incontro con il sindaco Umberto Di Primio ed altri consiglieri di tutti gli schieramenti. Il Comitato, ma anche le organizzazioni sindacali, contestano alcune scelte dell'amministrazione comunale che hanno portato alla redazione del bilancio di previsione: e fra queste la vendita di una delle tre farmacie comunali, la dismissione da parte del Comune, e dunque la privatizzazione, di servizi come il trasporto scolastico e la gestione degli asili nido d'infanzia e il taglio delle spese destinate ai servizi sociali. Dopo l'incontro i lavori del Consiglio hanno portato all'approvazione del bilancio del Teatro Marrucino, che ha avuto il via libera con 20 voti favorevoli e 9 astenuti e quello di Chieti Solidale approvato con 15 voti a favore, 11 contrari e 4 astenuti ma sul quale pende l'incognita della non immediata eseguibilità.

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Agir, il centrodestra chiede il rinvio della seduta

"Sospendere subito e rinviare la seduta di insediamento dell'assemblea dei sindaci abruzzesi per la costituzione dell'Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir) convocata per il 31 maggio prossimo". Lo affermano i consiglieri regionali abruzzesi di centrodestra che, insieme a 67 sindaci, hanno sottoscritto un documento in cui si chiede di rinviare il tutto a dopo le elezioni di giugno. Il punto della situazione è stato fatto nel corso di una conferenza stampa. Presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti ed Emilio Iampieri, il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Fi, e un gruppo di sindaci delle quattro province, a partire dai primi cittadini di Chieti, Umberto Di Primio, e Montesilvano, Francesco Maragno. "La convocazione dell'assemblea - affermano i consiglieri regionali, promotori dell'iniziativa - è una vera e propria forzatura ascrivibile al manovratore presidente D'Alfonso che continua a portare avanti con ostinazione l'occupazione di consigli di amministrazione, enti e poltrone forzando regole e regolamenti, pur di insediare persone a lui gradite. Ad oggi già ben 67 sindaci, e molti altri firmeranno in queste ore, si sono schierati contro questa decisione assurda sottoscrivendo un documento con il quale viene ribadito come dopo il 10 giugno in tanti Comuni saranno rinnovati i consigli comunali con nuovi sindaci e nella costituenda assemblea, convocata per il 31 maggio, verrebbe a mancare la reale espressione di rappresentanza di molte amministrazioni. C'è, tra l'altro, un capoluogo di provincia, Teramo, che al momento è commissariato". 

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Fondi per  1,7 milioni per il piano di prevenzione degli incendi boschivi 

Un investimento di 1 milione e 700mila euro per la campagna di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi messo in campo dalla Regione Abruzzo per l'anno 2018. Oggi la struttura regionale di Protezione civile dell'Abruzzo ha illustrato, a Pescara, nel corso di una riunione operativa, il programma degli interventi, alla presenza del presidente Luciano D'Alfonso, dell'assessore Lorenzo Berardinetti e del sottosegretario alla presidenza e delegato alla protezione civile Mario Mazzocca.

La campagna di prevenzione incendi boschivi prevede la sottoscrizione di convenzioni con i Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali e le associazioni di volontariato abilitate allo spegnimento; previsto anche il noleggio di un elicottero, la sorveglianza sanitaria per gli operatori impegnati nelle operazioni di spegnimento e l'acquisto di dispositivi di protezione individuale. Il programma, redatto dal dirigente e responsabile della Sala operativa regionale della Protezione civile Silvio Liberatore, garantisce anche il potenziamento del numero di volontari abilitato allo spegnimento degli incendi, mediante la partecipazione, il controllo e l'approvazione di nuovi corsi (per 400 persone). La scorsa settimana, la struttura ha inviato ai sindaci abruzzesi una circolare dove sono state fornite le istruzioni per l'attività di coordinamento tra i vari livelli istituzionali. La campagna di antincendio boschivo - introdotta dalla legge quadro n. 353 del 2000 - sarà valida dal 1° luglio al 15 settembre 2018. Nel 2017, secondo i dati forniti dalla protezione civile, gli incendi accertati sul territorio abruzzese sono stati oltre 200 e circa 9mila ettari di soprassuolo percorso dal fuoco. 

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Abbiamo il casus belli

Abbiamo il casus belli

 

A ventiquattro ore dalla nostra previsione Salvini ha fatto scoppiare il “casus belli”. Che si tratti proprio di questo e non di un cedimento di Mattarella ai Poteri Forti lo dimostra il fatto che il Capo dello Stato aveva accettato tutti i ministri proposti dall’alleanza giallo-verde ed anche il Presidente del Consiglio. Conte, che avrebbe dovuto difendere gli interessi dell’Italia nei Convegni Internazionali di fronte a colleghi dotati di ampia esperienza politica, era infatti stato scelto, docente semi sconosciuto, tra gli oltre ventimila professori ordinari senza che avesse un minimo di esperienza amministrativa, senza che fosse stato eletto a qualche carica, magari solo accademica come Preside o Rettore dai suoi stessi colleghi e che si era auto dotato di un curriculum con notazioni fantasiose. L’unica remora Mattarella la aveva posta sull’ultra ottuagenario Savona assai noto per le sue posizioni anti euro, che proprio domenica aveva rilasciato una dichiarazione che presentava più punti oscuri di quanti non ne dissipava. Possibile che Salvini non era in grado di trovare un altro economista dalle idee meno conosciute di quelle di Savona? Possibile che per il ruolo di Ministro dell’Economia non andasse bene neanche Giorgetti, il numero due della Lega, che pure soddisfaceva Di Maio? E’ evidente che questa è una impuntatura strumentale per andare a elezioni anticipate con a disposizione un bellissimo argomento di propaganda “L’Europa e la Germania in particolare vuole imporci la propria visione contro il volere del popolo”” l’articolo di Der Spiegel pieno di contumelie contro l’Italia fornisce splendidi argomenti a Salvini. Possibile-mi sono chiesto- che pur essendo contro il governo giallo –verde, con questi argomenti non faccia altro che rafforzarlo? Qualcuno mi ha recentemente fatto notare, e spero che l’informativa sia imprecisa, che Der Spiegel fa riferimento al partito dell’ultra destra tedesca con cui Salvini è alleato. Allora tutto si spiegherebbe; c’è solo da chiedersi se si è trattato di un generoso aiuto spontaneo, o di un ausilio su richiesta. Anche i tempi di pubblicazione, rispetto all’evolversi della situazione italiana sono molto sospetti.

Il popolo e i Poteri Forti

Il popolo esercita il suo potere democratico con il voto, e le sue scelte devono essere valutate con rispetto. Sta ai partiti non tradire il voto e rispettare quanto promesso in campagna elettorale. Salvini da una parte e Grillo, Di Maio e Di Battista dall’altra si sono insultati per un anno ( ci sono decine di filmati a dimostrarlo) giurando che mai si sarebbero alleati e poi hanno fatto il contrario di quanto promesso. Ora questi paladini del rispetto della democrazia ritengono di poter decidere di proporre qualsiasi cosa, solo perché sono stati votati. Lungi da me fare paragoni, ma Hitler le elezioni le aveva vinte e Mussolini fu nominato Capo del Governo con la procedura prevista dallo statuto albertino. Quando si ha carenza di argomenti ma si vuole incutere il sentimento del sospetto non c’è di meglio che evocare un Grande Vecchio o i Poteri Forti. Mattarella ha invece risposto solo alla sua coscienza e all’articolo 92 della Costituzione con lo scopo di tutelare gli interessi economici degli italiani

La famiglia e i debiti.

Una famiglia ben gestita dovrebbe spendere meno di quello che guadagna e risparmiare un poco del suo reddito per investimenti futuri o per far fronte a spese impreviste. Se spende più di quello che guadagna dovrà chiedere un prestito e siccome non ci sono buoni samaritani dovrà ad un certo punto tagliare le spese per restituire capitale ed interessi. Può anche scegliere di chiedere altri prestiti per ripagare quelli in scadenza e così di seguito ogni volta che si avvicina il tempo della restituzione. Si mette in moto una spirale pericolosa; i creditori vedendo il debitore poco affidabile pretenderanno un tasso di interesse maggiore e quindi il debito crescerà. Ad un certo punto se i creditori non avranno più fiducia nel debitore smetteranno di prestare soldi e quella famiglia per rientrare dal debito dovrà vendersi i propri beni o i creditori glieli metteranno all’asta.

Il debito pubblico dell’Italia

L’Italia è come questa famiglia che non taglia le spese e ha un debito di duemila miliardi di euro. Gli ottocento miliardi di euro prodotti ogni anno (il valore del prodotto interno lordo-PIL) non bastano per pagare stipendi e pensioni e comprare petrolio, materie prime, grano e carne di cui abbiamo bisogno. Così lo Stato vende Bot e BPT facendosi prestare i soldi necessari a far funzionare la macchina amministrativa. Chi compra questi certificati di credito? In altre parole ci presta i denari? Gli investitori stranieri che ne detengono circa seicento miliardi, la BCE che ne ha circa quattrocento ed il resto sono comprati dalle banche italiane e da noi stessi per investire i nostri risparmi. Lo spread altro non è che la differenza tra il tasso di interesse dei titoli tedeschi e quelli italiani. Altro che Poteri Forti! I creditori valutano la affidabilità del debitore, lo fareste anche voi se doveste prestare dei denari, e maggiore è il rischio più alto sarà il tasso di interesse che il debitore deve pagare. Se i nostri Bpt decennali pagheranno un punto in più di interesse questo ci costerà venti miliardi in più di interessi ogni anno che saranno sottratti ad altri impieghi, per esempi al reddito di cittadinanza mentre i tassi di interesse sui mutui per le abitazioni aumenterebbero. Se il sistema Italia fosse valutato assolutamente inaffidabile, e i nostri titoli considerati dal Rating internazionale come “titoli spazzatura” gli investitori, in particolar modo quelli stranieri non li comprerebbero più, così come cesserebbe di acquistarli la Bce. Non ci sarebbe liquidità per pagare stipendi e pensioni, e le Banche metterebbero limiti alla possibilità di prelievo di contanti dal proprio conto corrente. A questo punto un economista come Savona potrebbe sostenere l’uscita dell’Italia dall’euro. Quanto varrebbe la nuova lira? Se nel 2000 ci volevano 1936,34 lire per comprare un euro, ce ne vorrebbero tre o quattromila. I risparmi degli italiani si svaluterebbero in modo irrimediabile. E’ questo che Matterella, utilizzando le sue prerogative, ha voluto evitare ai nostri risparmi. Se avesse voluto agire machiavellicamente avrebbe accettato il governo giallo-verde in toto e i due compari si sarebbero andati a schiantare molto presto. La Lega infatti ha già governato per nove anni, e oltre ai denari pubblici utilizzati da Bossi e Famiglia per usi privati ha ampiamente contributo all’aumento del debito pubblico. Il Movimento cinque stelle non avendo mai governato non ha questa responsabilità, ma invece di proporre un contenimento della spesa ha ,nel suo programma di governo, proposto un aumento con ricorso ad ulteriore indebitamento. Il governo giallo-verde sarebbe quindi finito come la carovana del Giro d’Italia che si è dovuta fermare per la impraticabilità delle strade di Roma.

Il governo Cottarelli e le elezioni anticipate.

L’incarico a Cottarelli, economista esperto e stimato serve ad evitare fughe in avanti ma difficilmente questo Ministero otterrà la fiducia. Già si riaccende la campagna elettorale con comportamenti irresponsabili da parte di alcuni. Spesso i cagnolini, quando si sentono spalleggiati da compagni di taglia maggiore diventano aggressivi e mordaci, sono i ben noti botoli ringhiosi. E così la Meloni, dal basso del suo 4% tenta di addentare i polpacci di Mattarella, con la sua richiesta di mettere il capo dello stato in stato di accusa subito spalleggiata da Di Maio. Si tratta del noto assioma democratico “ti lodo e ti apprezzo se fai quello che ti dico, ma se non mi ubbidisci provo a toglierti di mezzo” Si tratta di accuse prive di consistenza ma in grado di aumentare la percezione dell’Italia come nazione dal futuro incerto e questo non giova alla considerazione internazionale del nostro paese.

Le future alleanze

Di Maio come una sirena omerica richiama all’alleanza elettorale Salvini. Il Matteo Lumbard si è otturato le orecchie con la cera o è recettivo al richiamo del Movimento Cinque Stelle? Da una parte c’è l’alleanza di Centro Destra oppure il convergere in una alleanza populista con tanto di Meloni come mosca cocchiera al seguito. Si tratta di forze diverse, ma non tanto da non aver potuto stipulare un contratto di governo che potrebbe essere la base per una nuova alleanza che ha l’obbiettivo di spartirsi il dominio dell’Italia tra nord e sud, tra flat tax e reddito di cittadinanza, tra jus soli e respingimenti in mare. Staremo a vedere. Certo è che una simile alleanza si presenterebbe molto forte mentre il fronte opposto per ora appare poco consistente.

di Achille Lucio Gaspari

 

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Il Comune di Spoltore presenta il Rendiconto 2017

Il Comune di Spoltore ha approvato il rendiconto di gestione 2017 durante l'ultima seduta del consiglio comunale. Quasi 4 milioni di euro accantonati per i crediti di dubbia esigibilità e i contenziosi: sono gli aspetti chiave del rendiconto 2017 che certifica l'assenza di debiti fuori bilancio senza copertura finanziaria e un risultato di esercizio in attivo per 223.119,79 euro. L'avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2017 è di 5.139.507,59 euro. "L'ente vive un momento delicato" ha spiegato l'assessore al bilancio Chiara Trulli durante i lavori del consiglio "per via della situazione con i contenziosi che verrà gestita nell'annualità 2018. Siamo stati costretti ad accantonare somme che speriamo possano venire riviste al ribasso dall'autorità giudiziaria: nel frattempo il commissario ad acta ha predisposto un pagamento parziale di 459.223,08 € per la questione Di Gregorio." L'Ente in ogni caso risulta non deficitario e la situazione dei conti ha tutti i pareri favorevoli sia per quanto riguarda la regolarità tecnica sia per quella contabile. "La nostra amministrazione" ha detto il sindaco Luciano Di Lorito "è stata molto attenta al bilancio, evitando scelte che potessero incidere negativamente sulla tenuta futura dei conti. Speriamo che la partita dei contenziosi non vada a compromettere il difficile lavoro portato avanti in questi anni per risanare l'Ente e avere così l'opportunità di programmare il futuro di Spoltore durante questo secondo mandato. In ogni caso il Comune sarà in grado affrontare tutti gli scenari, anche quelli più negativi, evitando almeno il dissesto".

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A Giuliano Teatino torna l’appuntamento con la Sagra delle Ciliege

Torna a Giuliano Teatino l'atteso appuntamento con la Sagra delle ciliege. La 35° edizione si terrà sabato 2 giugno 2018.  
Organizzata dal Comune, con le associazioni cittadine,  nel centro del paese vengono allestiti numerosi stand dove è possibile degustare ed assaporare le squisite ciliegie e le sue deliziose confetture. Una giornata dedicata alle ciliege con il convegno "Aggiornamento sulle tecniche di cerasicoltura", presentazione dei libro del dott. Silverio Pachioli, lo spettacolo delle majorettes "MILLENIUM STAR"e un allegro corteo di carri allegorici, ideati e realizzati dalle contrade, si snoda lungo le principali strade.

Nell'ambito della manifestazione, si tiene il  premio nazionale "La collina dei ciliegi", giunto alla 16° edizione, concorso di pittura estemporanea, aperto a tutti, che prevede la realizzazione di opere che rappresentano aspetti e/o i prodotti tipici del paese. 

La gionrata si concluderà con lo show e concerto di ROPPOPPO, il cantastorie"

 

 



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Teramo, Canfora (Azione Politica): Il sociale é priorità. Attingeremo al Fondo Etico Sociale di Solidarietà, come da programma

“Le 21 ore settimanali di sostegno in classe ai ragazzi diversamente abili sono uno dei servizi essenziali sui quali è assolutamente impensabile tagliare”. Così Yuri Canfora del movimento civico Azione Politica, a sostegno del candidato sindaco a Teramo Mauro Di Dalmazio.
“In bilancio il commissario ha dimezzato il finanziamento destinato al sociale: era prevedibile. In passato più volte si è rischiato di arrivare a questa drastica riduzione e Rudy Di Stefano si è battuto a difesa delle 21 ore settimanali per evitare un grave disagio alle famiglie - continua Canfora - Si poteva immaginare che, senza un’amministrazione, con l’arrivo di un commissario, la soluzione più veloce sarebbe stata un dimezzamento dei finanziamenti destinati al sociale”.
“Azione Politica, sulla scia delle numerose battaglie portate avanti dal referente territoriale, Rudy di Stefano, assume un impegno preciso ovvero ripristinare il servizio in toto. Ciò sarà possibile - prosegue Canfora - attingendo al Fondo Etico Sociale di Solidarietà, inserito nel nostro programma. E’ assolutamente fuor di dubbio che la Regione dovrà fare la sua parte e che il prossimo sindaco dovrà battersi per ottenere il ripristino dell’erogazione dei fondi europei per il sociale al Comune, a loro volta dimezzati, contribuendo a creare questa inaccettabile conseguenza”.
“Nei nostri incontri, portati avanti con il progetto ‘Scegli la tua Teramo’, - conclude Yuri Canfora - e nei questionari proposti alla cittadinanza è emerso che per il 90 % delle persone il sociale è prioritario. Non può e non deve subire tagli”.

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Case Ater a Pescara, via libera per l’iter per 78 appartamenti

Sarà il Comune di Pescara a procedimentalizzare la progettazione e l'appalto per la ricostruzione delle 3 palazzine Ater di via Lago di Borgiano, sgomberate nel luglio dello scorso anno per un deficit strutturale degli edifici, aggravato dalle sequenze sismiche dei mesi precedenti. Verrà siglato un protocollo d'intesa tra Regione, Ater (proprietaria degli immobili) e Comune (destinatario delle strutture).

Il Comune di Pescara, per accelerare la procedura, avvierà immediatamente la discussione sul programma all'interno delle commissioni consiliari, in modo da arrivare in tempi stretti all'approvazione degli elaborati in consiglio comunale. Sono in tutto 236 gli inquilini sgomberati dagli stabili dichiarati inagibili. Dei nuclei familiari coinvolti, 61 sono ancora ospitati in strutture alberghiere, mentre 25 usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione, per una spesa mensile di 86mila euro.

La decisione è stata assunta questa mattina, nel corso di una riunione convocata nella sede della Regione dal presidente della giunta regionale, in qualità di vice commissario alla ricostruzione, Luciano D'Alfonso. Un incontro a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Pescara Antonio Blasioli, il direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione Marcello D'Alberto, il dirigente della Protezione civile regionale Antonio Iovino, il commissario dell'Ater di Pescara Antonello Linari e il direttore generale Giuseppina Di Tella. Per l'intervento è disponibile un finanziamento di 11 milioni 520mila euro, che sarà destinato alla realizzazione di 78 appartamenti.

 

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Artigianato, in Abruzzo non c’è crisi per imprese di pulizia, agenzie di pratiche, tatuatori, meccanici industriali e panettieri

Nonostante negli ultimi cinque anni l’artigianato abbia vissuto una crisi pesante con la chiusura di numerose imprese, anche in Abruzzo, secondo le elaborazioni che il CRESA ha svolto sui dati Unioncamere-Infocamere relativi a dicembre 2017, alcuni mestieri artigiani resistono e a volte crescono.

Rispetto al 2012 sono aumentate principalmente le imprese che forniscono attività di servizi rispetto a quelle industriali. In particolare, tra le prime risultano in crescita quelle che si occupano di pulizia degli edifici (+168 pari al +49,3%), di disinfestazioni (+20 corrispondenti al +76,9%) e di riparazione di computer (+29 cioè il +27,1%), le agenzie per il disbrigo delle pratiche (+22 cioè il +47,8%) e i giardinieri (+4 corrispondente al +1,9%), conformemente all’aumento riscontrato dal comparto dei servizi alle imprese del quale fanno parte. Relativamente ai servizi alla persona, al raddoppio dei tatuatori (+96 cioè il +104,3%) che rimangono comunque in numero esiguo (188 unità), si accompagna l’andamento senza variazioni rilevanti di parrucchieri ed estetisti (+7 pari al +0,2%) che sono la categoria più numerosa (3.851 unità).

Tra gli artigiani che svolgono attività di tipo industriale sono aumentate le imprese che producono accessori di abbigliamento (+22 pari al +25,9%) in controtendenza rispetto al forte calo del comparto più generale della confezione di abbigliamento (-17%), i meccanici industriali (+39 corrispondenti al +17,2%) in analogia alla crescita del comparto della riparazione manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature, i panettieri e pasticceri (+ 31 pari al +5,2%) il cui andamento positivo si contrappone alla flessione delle imprese alimentari in genere.

Tra i mestieri artigiani in calo nell’ultimo quinquennio sono da ricordare le imprese che si occupano di carpenteria metallica (-29 cioè il -10,7%), i tornitori e fresatori (-50 corrispondente a -24,2%) e i fabbri (-94 pari a -21,8%) che confermano l’andamento in flessione del comparto della fabbricazione di prodotti in metallo. Ad essi si aggiunge la sensibile diminuzione di molti mestieri legati alle attività edilizie quali imbianchini e vetrai (-340 pari al -26,8%), piastrellisti (-246 corrispondenti al -28,5%), elettricisti (-222 cioè il -13,2%), idraulici (-149 pari al -9,4%), serramentisti (95 corrispondenti al -22,5%) e demolitori (-92 cioè il -39,0%) che rispecchiano in maniera molto evidente la crisi delle attività edili. Tra le attività di servizio diminuisce il numero di meccanici (-200 pari a -9,2%) e di trasportatori “padroncini” (-308 unità pari a -20,8%). 

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