Cronaca

Ricostruzione, maxi sequestro di 420 mila euro di contributi

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un sequestro di disponibilita' finanziarie e di beni immobili per un valore di circa 420 mila euro disposto dall'autorita' giudiziaria nei confronti di una persona responsabile di aver indebitamente percepito un contributo per la ristrutturazione e riparazione della propria unita' abitativa danneggiata dal sisma del 2009. La misura cautelare eseguita oggi dalle Fiamme Gialle giunge al termine di indagini delegate dalla procura della Repubblic.

I finanzieri avrebbero accertato che l'indagato aveva richiesto e ottenuto il contributo per conto della madre, in seguito deceduta, attraverso false autocertificazioni di attestazione che l'immobile beneficiario della misura di sostegno pubblico fosse adibito ad abitazione principale o stabile dimora della genitrice. Le indagini hanno invece svelato che all'epoca del terremoto la donna viveva abitualmente dal figlio, presso altro numero civico, e aveva, per di piu', la residenza anagrafica presso un altro indirizzo, anch'esso diverso da quello dell'immobile ricostruito con i contributi pubblici. Una condotta che per gli inquirenti configura il reato di indebita percezione di erogazione a danno dello Stato e ha portato all'esecuzione del sequestro nei confronti dell'indagato della somma indebitamente percepita, appunto circa 420 mila euro. Il sequestro e' scattato dopo indagini di natura patrimoniale condotte dai militari che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilita' finanziarie riconducibili al responsabile del reato.

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Hotel Rigopiano, recuperati altri corpi

Il corpo di una donna e' stato estratto dalle macerie dell'hotel Rigopiano poco fa dai vigili del fuoco. Sale dunque a 17 il numero delle vittime della valanga, mentre sono ancora 12 i dispersi.

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I Vigili del fuoco hanno recuperato all'interno dell'hotel Rigopiano, in Abruzzo, un corpo senza vita, non ancora identificato e di sesso femminile. Sale quindi a 16 il numero delle vittime e scende a 13 il numero dei dispersi nella valanga che ha travolto la struttura. Lo comunica in una nota la prefettura di Pescara

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Erano 40 in totale le persone presenti nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledi', ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perche' al momento della slavina si trovavano all'esterno dell'albergo.

Arrivato all'ospedale di Pescara un altro corpo recuperato dalle macerie dell'hotel Rigopiano. Salgono a sette i cadaveri presenti nell'obitorio del capoluogo adriatico. Sono in corso gli accertamenti medico legali e le procedure di identificazione. Apprensione da parte dei parenti, che vengono informati negli uffici della direzione sanitaria per il riconoscimento fotografico. I familiari dei dispersi e delle vittime sono nel punto di raccolta appositamente allestito.

"Si va avanti, dobbiamo terminare il lavoro. E' un lavoro complicato e lo si sapeva fin dall'inizio, parlare di tempi e' sempre difficile". Cosi' risponde il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, all'uscita da Palazzo Chigi dopo un incontro con il premier Paolo Gentiloni, a una domanda sulle operazioni di soccorso all'hotel Rigopiano investito mercoledi' scorso da una slavina

D'Angelo (Protezione Civile): non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno

 "Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia piu' nessuno" sotto le macerie o sotto la neve. "Dobbiamo continuare a cercare fino alla fine". Lo ha assicurato il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D'Angelo, facendo un punto sulle ricerche dei dispersi dell'hotel Rigopiano. "Si sta scavando nel cuore della struttura - ha aggiunto - nella zona tra le cucine, il bar e la hall. Fino a quando non avremo trovato tutti andremo avanti"

 

Le parole di Vincenzo Forti, sopravvissuto alla sciagura

"Ringrazio Dio di essere vivo, ma il mio pensiero va alle altre vittime". Lo ha detto Vincenzo Forti, di Giulianova - uno degli undici sopravissuti alla slavina che ha travolto mercoledi' scorso l'hotel Rigopiano di Farindola - all'avvocato di famiglia Pierangelo Guidobaldi che lo ha accompagnato, insieme alla fidanzata Giorgia Galassi, a Pescara, per essere ascoltati dai carabinieri su quanto e' accaduto. Il legale ha riferito che la ragazza e' molto provata: gli inquirenti stanno ascoltando prima lei e poi ascolteranno il fidanzato.

Il funerale di Alessandro Giancaterino

Si è svolto nella chiesa di San Nicola Vescovo a Farindola il primo funerale di una vittima del disastro dell'hotel Rigopiano. Si tratta del maitre dell'albergo, Alessandro Giancaterino, 42 anni di Farindola, a pochi chilometri dal luogo dove e' caduta la valanga. La chiesa e' gremita e la bara e' stata portata a spalla sotto la pioggia dal Comune, dove era stata allestita la camera ardente. Presenti i familiari di Giancaterino, tra cui la moglie Erika e il fratello Massimiliano, il prefetto di Pescara Francesco Provolo e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. Presente anche Fabio Salzetta, il tuttofare dell'hotel Rigopiano, scampato al disastro, che ieri sera ha saputo della morte della sorella Linda, che lavorava all'albergo come estetista ed e' stata estratta cadavere dalle macerie. I due sono di Farindola. C'e' tanta gente anche nella piazza davanti alla chiesa di Farindola. Circondato dall'affetto di parenti, amici e concittadini del padre il figlio di Giancaterino, Niccolo' di 9 anni. Al funerale ha assistito anche il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, che in questi giorni segue le operazioni di soccorso dal centro operativo di Penne

Linda Salzetta si sarebbe dovuta sposare a maggio

Linda Salzetta, l' estetista dell'hotel Rigopiano estratta morta ieri dalle macerie, "si doveva sposare il 5 maggio". Lo ha detto una parente della giovane dopo il funerale a Farindola del maitre dell'albergo, Alessandro Giancaterino, dello stesso paese di Linda. Il fratello della ragazza e' Fabio, factotum dell'hotel scampato alla valanga. "Per guadagnarsi un pezzo di pane, guarda che fine che ha fatto", ha commentato la parente della ragazza morta

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Processo Bussi, la sentenza potrebbe slittare

Potrebbe slittare la sentenza relativa al processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila sulla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison, che era prevista per la fine del mese. Lo ha fatto sapere il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, al termine della udienza di oggi che si e' conclusa intorno ad ora di pranzo. L'esigenza di rivedere il calendario e' stata causata dalle udienze cancellate per il maltempo. Il processo riprendera' dopodomani, 25 gennaio, per proseguire anche il giorno dopo: il programma prevede le arringhe dei difensori. Oggi e' stata la volta degli interventi delle parti civili. A questa fase del procedimento all'Aquila si e' arrivati dopo il pronunciamento dello scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. In Corte d'Appello a Chieti il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto. 

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Hotel Rigopiano, la mail d’allerta arrivata quando gli uffici della Regione erano evacuati

La mail d'allerta delle 13,57 del 18 gennaio spedita dal direttore dell'hotel Rigopiano a tutti gli enti interessati non e' stata vista dai funzionari della Regione Abruzzo per il semplice motivo che tutti gli uffici regionali erano stati evacuati per le scosse di terremoto. E' quanto si apprende da fonti giudiziarie. Dopo la seconda scossa delle 11,14 i dirigenti della Regione avevano autorizzato l'evacuazione degli uffici sia all'Aquila che a Pescara. Quindi i locali erano chiusi. A quanto si e' appreso, solo ieri la Regione ha avuto coscienza di aver ricevuto quella missiva nella quale si chiedeva lo sgombero di Rigopiano

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Hotel Rigopiano, i due fidanzati ascoltati dai Carabinieri

Sono appena usciti dal Comando provinciale dei carabinieri di PescaraGiorgia Galassi e Vincenzo Forti, i due fidanzati superstiti della tragedia di Rigopiano. I ragazzi sono stati ascoltati per oltre 5 ore dal maggiore dei carabinieri Massimiliano di Pietro, comandante del Nucleo investigativo, e dal tenente colonnello dei carabinieri forestale, Annamaria Angelozzi. A quanto appreso, i due fidanzati stanno abbastanza bene. Davanti agli investigatori avrebbero ricostruito tutti i fatti precedenti alla slavina che la scorsa settimana ha travolto l'hotel Rigopiano di Farindola

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Guida in stato ebbrezza, calciatore patteggia 4 mesi

L'ex centrocampista sloveno della Virtus Lanciano, Armin Bacinovic, 28 anni, attualmente in forza alla Ternana, ha patteggiato quattro mesi di reclusione per di guida in stato di ebbrezza. Il calciatore, difeso dall'avvocato Mauro Vastano, ha dato la disponibilita' alla sostituzione di pena attraverso lavori di pubblica utilita'. Il caso risale al primo febbraio 2016 quando il calciatore venne fermato dalla polizia, alle due di notte, ai viali delle Rose, nel centro di Lanciano, mentre guidava la sua Audi Q7 con un alto tasso alcolemico, superiore a 1,5. A Bacinovic venne ritirata la patente di guida e sequestrata l'auto. Il giudice Andrea Belli ha rinviato l'udienza al 4 maggio prossimo per l'applicazione della pena sostituiva dal momento che non e' certo che Bacinovic possa rimanere a Terni, dove ha deciso di scontare la pena, diversamente bisognera' trovare entro quella data un ente alternativo, in caso di trasferimento, per l'esecuzione dei lavori socialmente utili.

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Black out nel Teramano, indaga la procura

Si concentrerà in particolare sulle attivita' di manutenzione dell'intera rete elettrica il fascicolo di indagine aperto dalla Procura di Teramo sul black out che ha interessato la provincia di Teramo, con migliaia di utenze rimaste senza elettricita' per giorni. Il fascicolo, per ora senza indagati, e' stato aperto dopo la presentazione delle prime denunce arrivate sul tavolo della Procura di Teramo, tra le quali quella del sindaco di Mosciano, e mira a far luce su eventuali responsabilita' in quella che ha rappresentato, e per molti versi continua a rappresentare, una vera emergenza. Intanto, l'Enel nel report di aggiornamento ha comunicato come ad oggi restino senza luce nel teramano tremila utenze, concentrate in particolar modo nei Comuni di Arsita, Bisenti, Castel castagna, Castelli, Castiglione Messer Raimondo, Cermignano, Civitella del Tronto, Montefino, Pietracamela. "Le attivita' di riparazione in corso stamane anche con l'ausilio di un elicottero, consentiranno di ripristinare il servizio per ulteriori 1.000 clienti nelle prossime ore - dichiara l'Enel -. Proseguono inoltre le attivita' di installazione di gruppi elettrogeni e riparazione della rete per ridurre le utenze disalimentate a poche centinaia nel corso della giornata"

 

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Hotel Rigopiano, Tedeschini:inchiesta su albergo e viabilità di accesso

"Confermo che allo stato la procura ha aperto un solo fascicolo. E' un unico contenitore nel quale stanno confluendo tutti gli elementi informativi. Le ipotesi sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa. Questo include, ha spiegato, le informazioni relative alla viabilità nelle ore intorno al disastro, e alla formazione e caduta della slavina. "La valutazione se l'albergo potesse stare o non stare li' fara' parte dell'inchiesta, ci sara' sicuramente una risposta da parte della Procura''. E' uno dei passaggi forti della conferenza stampa della sostituto procuratore di Pescara Cristina Tedeschini.

"Non è un lavoro geniale o originale o che chi indaga possa avere qualche idea diversa particolare. Anzi io seguo il vostro lavoro con interesse - ha sottolineato rivolgendosi ai cronisti -. Anzi molti spunti arrivano" proprio dalla stampa, ha specificato.

"Un certo numero di interlocuzioni e di comunicazioni ha avuto delle inefficienze e interferenze". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini in un punto stampa sulla tragedia di Rigopiano, specificando che "non tutte queste inefficienze tuttavia appaiono causalmente rilevanti. Tutto il tema delle comunicazioni, sia telefoniche che mail, whatsappa, de visu ecc, e dell'individuazione dei soggetti, e' importante nell'ambito della ricostruzione degli eventi. Che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l'importanza di una comunicazione telefonica e' un fatto, ma che questa sottovalutazione abbia avuto una relazione causale nell'efficacia delle operazioni di soccorso non e' cosi' certo. Al massimo si tratta di un'ora. Avete visto quanto tempo ci e' voluto per arrivare a quell'albergo. Gli effetti causali sono tutti da dimostrare". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa, riferendosi alla telefonata di Quintilio Marcella.

"A me personalmente risulta che il rischio valanga fosse elevato gia' da 3 o 4 giorni prima del disastro, sulla base di quanto comunicato da Meteomont". Cosi' il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini, oggi pomeriggio in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei cronisti. "All'inchiesta, tra le tante cose - ha aggiunto Tedeschini - spettera' il compito di chiarire come mai Rigopiano sia diventata una priorita' soltanto dopo la valanga".

Altro fronte caldo riguarda i documenti evidenziat dal Forum H2O, che finiranno nel fascicolo aperto contro ignoti. Si tratta denuncia formulata dal Forum, in base alla quale, mappe regionali alla mano, il resort sarebbe stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe. Il Forum H2o tira in ballo anche la Regione per "la mancanza di un Piano Valanghe''. ''Tutto il materiale sulle valanghe, legge regionale della Regione Abruzzo, organi istituiti, presidi tecnici, autorita' che individua, societa' che ha redatto l'unico atto organizzato di censimento valanghe, sara' acquisito agli atti", ha chiarito la Tedeschini. Al momento non ci sono indagati, anche perche' sono gia' stati effettuati alcuni atti irripetibili, come le autopsie, che avrebbero implicato l'invio delle notifiche agli eventuali soggetti coinvolti nelle indagini. Sul fronte ritardi ha spiegato che "Tutta la comunicazione telefonica, via e-mail, tramite Whatsapp e di persona e' oggetto dell'indagine. Alcune interlocuzioni - ammette - hanno subito delle interferenze, ma non tutte hanno prodotto dei ritardi rilevanti sul piano causale". Sulla mail del direttore del hotel alla Provincia si e' intanto saputo che e' stata spedita alle 13.57 del 18 gennaio, poche ore prima del disastro. In quel momento i clienti sono a pranzo e Di Tommaso non e' con loro, anche se nel testo dell'e-mail non lo specifica. Alle 14 la sorella del proprietario Roberto Del Rosso incontra il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, e viene rassicurata sul fatto che entro sera sarebbe andata una turbina a liberare la strada. Alle 17.08 parte la prima chiamata di Giampiero Parete dall'Hotel Rigopiano: viene agganciata da un operatore del 118 di Chieti, che chiede a Parete di attendere in linea, ma la linea cade immediatamente. Tra le 17.08 e le 18.20 Parete riesce a contattare il 113 e lancia l'allarme: in questo stesso arco di tempo Di Tommaso viene contattato per sapere se e' vero che si e' verificata una valanga. Di Tommaso smentisce, ma non si trova a Rigopiano ed e' invece verosimile che chi parla con lui pensi che l'amministratore dell'hotel si trovi nella struttura. Questo spiegherebbe come mai neanche Quintino Marcella, che dopo le 18.20 chiama piu' volte il 113 e il 118, venga inizialmente preso sul serio. "All'inchiesta - conclude la Tedeschini - spetta il compito di chiarire come mai Rigopiano sia diventata una priorita' soltanto dopo la valanga". 

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Bancarotta di una ditta casertana, l’inchiesta tocca l’Abruzzo

I carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa hanno notificato sei misure cautelari - quattro ordinanze agli arresti domiciliari e due obblighi di presentazione alla Pg - emesse dal Tribunale di Napoli Nord a carico di altrettanti soggetti indagati per la bancarotta della societa' Molini Campani di Teverola, attiva nella produzione di farina. Tra le persone coinvolte gli imprenditori abruzzesi Luciano Bellia (residente a Chieti), per il quale il Gip ha disposto i domiciliari, e Giacomo Alimonti (residente ad Ortona), amministratore della Molini Campani cui e' stato notificato l'obbligo di presentazione alla polizia di giudiziaria.

I militari hanno sequestrato lo stabilimento di Teverola oltre a beni e rapporti bancari intestati agli indagati per il valore di 2.643.449 di euro. L'inchiesta, che vede altre 12 persone indagate, quasi tutti cittadini egiziani, e' stata coordinata dalla Procura diretta da Francesco Greco e condotta dai militari in collaborazione agli Ispettori dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Per gli inquirenti gli indagati, cui sono contestati anche i reati di autoriciclaggio e furto aggravato, avrebbero sottratto illecitamente i macchinari e gli altri beni della Molini Campani (per un valore corrispondente al sequestro), in un periodo, il 2015, in cui la societa' era sottoposta al concordato preventivo in quanto coinvolta nel crack del Gruppo Alimonti, trasferendoli poi all'estero, in particolare in Egitto, attraverso i porti di Napoli e Salerno; per effettuare l'operazione gli indagati si sono serviti dell'azienda del siriano Sarraj Abdulrahim (finito ai domiciliari), che solo formalmente era incaricata di effettuare la manutenzione del sito, ma il cui reale compito era di portare materialmente i macchinari dalla Molini Campani ai porti di imbarco; l'operazione si chiudeva grazie all'utilizzo di fatture e bollette doganali false. 

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