Cronaca

Salvate 10 persone dall’ipotermia in provincia di Teramo

Dieci persone sono state salvate nella notte in provincia di Teramo dall'ipotermia, fra loro anche un bimbo di pochi mesi a Valviano. Centinaia gli interventi per emergenze sanitarie e la prolungata assenza di corrente ha isolato migliaia di persone. Ancora, in alcune aree manca l'acqua e c'è un problema carburante perché i distributori non funzionano e senza carburante i mezzi non camminano. E' il bilancio della provincia di Teramao, che rende noto che questa mattina almeno la criticità del carburante è stata in parte risolta grazie alla collaborazione della TUA, la società di trasporti pubblici, che ha messo a disposizione il deposito di carburante di Teramo. Grazie all'Esercito, ai Vigili del Fuoco e ai loro mezzi, a quelli fatti arrivare da Bolzano dalla Provincia, da stanotte, si stanno liberando alcune vie di collegamento. Ieri sera sono arrivati anche 60 Vigili del Fuoco dal corpo nazionale, sono alloggiati all'istituto Pascal mentre al "Forti" è stato allestito un parco automezzi soccorso. Questa notte sono stati aperti varchi sulla provinciale 491 (Montorio, Tossicia, Castelli), a Isola del Gran Sasso, a Rocca Santa Maria, a Canzano, a Notaresco e sulla provinciale 19 (da Roseto a Miano di Teramo) ma sono ancora irragiungibili decine di Comuni e frazioni. 

 

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Riprese le ricerche dell’uomo disperso dopo la slavina nell’aquilano

Sono riprese dall'alba di stamane, nella frazione Ortolano di Campotosto, le ricerche di un residente di 65 anni dato per dispero ieri a seguito di una slavina caduta nei pressi della sua abitazione durante la mattinata caratterizzata dalla neve e dal terremoto. L'uomo sarebbe fuggito di casa dopo la prima scossa e poi di lui si sono perse le tracce. Le ricerche appaiono complesse a causa della grande quantita' di neve caduta lungo la statale 80, a circa 1.400 metri. Alle ricerche sono impegnati uomini della Guardia di Finanza, dell'Esercito e dei Vigili del fuoco, questi ultimi con l'ausilio di mezzi specializzati

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Pane e prodotti da forno gratuiti per le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto

Pane e prodotti da forno gratuiti per le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto e bloccate dalle abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi. E' questa l'iniziativa di Fiesa-Assopanificatori Confesercenti Abruzzo che, in una nota indirizzata a Vasco Errani, Commissario straordinario per la ricostruzione nelle aree del Centro-Italia colpite dal sisma del 24 Agosto, ed a Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, hanno dato la loro disponibilita' a fornire gratuitamente pane e prodotti da forno (pizze, focacce) e a consegnarli, secondo modalita' concordate con gli enti preposti, alle popolazioni delle aree colpite dal freddo e dagli eventi sismici. "In queste ore drammatiche per questi territori - dice Vinceslao Ruccolo, presidente Fiesa Confesercenti Abruzzo - i nostri panificatori hanno scelto di essere in prima linea e collaborare con i soccorritori per portare generi di prima necessita' a queste popolazioni gravemente provate, prima a causa del sisma ed ora per questo inverno particolarmente freddo e nevoso. Un gesto di solidarieta' verso i nostri concittadini per poter dar loro un po' di sollievo in questo difficilissimo momento".

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Slavina a Rigopiano, Semproni: Sono scioccato, e’ una vicenda drammatica

"Sono scioccato, e' una vicenda drammatica, ho seguito tutta la notte le operazioni di soccorso. Il Comune ha fornito ogni mezzo a disposizione per accelerare e agevolare i soccorritori, nonostante, in quel momento, il territorio di Penne vestino fosse alle prese con una forte criticita' legata all'emergenza neve. Sin dall'inizio ho avuto la percezione che fosse una tragedia". Lo ha detto il sindaco di Penne, Mario Semproni, medico ospedaliero, che ha seguito personalmente, al Centro Operativo Comunale di via Battaglioni Alpini, l'evolversi della situazione. "Penne e' in ginocchio, siamo stremati e senza risorse; ieri mattina ho chiesto aiuto sia al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, sia al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, affinche' potessero invitare mezzi e militari. Mi auguro che Gentiloni possa venire presto qui da noi e verificare di persona la situazione. Abbiamo ancora case isolate, siamo senza corrente elettrica e riscaldamento, scarseggiano le medicine, capannoni artigianali crollati e molte aziende agricole sono distrutte. Il centro storico e' ancora isolato; la giunta comunale si e' riunita per deliberare lo stato di emergenza. Aiutateci", conclude il sindaco Mario Semproni. Intanto, il Comune di Penne ha messo a disposizione dei parenti dei turisti dispersi nell'hotel Gran Sasso di Rigopiano un'area per l'accoglienza e fornito assistenza: si tratta dell'aula magna del presidio ospedaliero "San Massimo", vicino la sede del Coc (postazione Croce Rossa Italiana).

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Fiume Pescara rientrato nell’alveo, flusso monitorato

"Non preoccupa stamane il fiume" Pescara "che è rientrato nel suo alveo, ma le golene restano chiuse e il flusso monitorato. Quattro squadre sono al lavoro sul territorio per le buche: dalle 8 di stamane si è iniziato il lavoro con il cemento a freddo in attesa di poter fare ulteriori interventi, per mettere in sicurezza le strade dalle buche. Il lavoro è iniziato dalla zona dell'ospedale per agevolare i mezzi di soccorso e rendere più sicuro il trasporto dei malati". Lo comunica su fb il Comune di Pescara, in merito alla esondazione del fiume cittadino avvenuta ieri.

 "Si lavora nel tratto di strada Colle Scorrano chiuso ieri per via di uno smottamento. Spostati i sottoservizi ora si procederà agli interventi di messa in sicurezza della strada che non è transitabile. Si chiede alla cittadinanza di non spostare le transenne per passare com'è accaduto, perché la strada è chiusa e la mobilità non è in sicurezza", prosegue.

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Monsignor Valentinetti: morire sotto la neve non è facile da digerire

"Morire sotto un manto di neve a causa di un terremoto che ha fatto staccare una valanga caduta sopra un albergo non è un episodio da digerire facilmente. Bisogna però farsi forza e affrontare questi momenti difficili". Lo ha detto, lo riferisce una nota, l' arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, in un'intervista a inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane, commentando la valanga causata dal terremoto che ha travolto ieri l'hotel Rigopiano, nel Comune di Farindola in Provincia di Pescara.

"E' un momento di grande prova - ha aggiunto il vescovo - quando ci sono tragedie di questa portata si fa appello a tutte le forze della speranza. Speriamo veramente che non ci siano tanti morti. Il maltempo ci ha messo molto alla prova. In alcuni Paesi della Diocesi ci sono ancora due metri di neve che non si riesce a togliere. E' stato un evento straordinario, forse si sarebbe potuto fare meglio ma la situazione è molto difficile e complessa". "Ho chiamato tutti i sacerdoti delle zone colpite - ha sottolineato il vescovo - e mi dicono che stanno tutti bene. Mi sembra che, al di là dei disagi comprensibili per la mancanza di energia elettrica per tre giorni e per gli spostamenti, il terremoto non abbia creato ulteriori danni salvo nuove verifiche. Al momento infatti a causa della neve non abbiamo potuto fare grandi controlli a chiese e strutture parrocchiali. L'unica notizia cha abbiamo è riferita al crollato un pezzo di campanile di una chiesa storica del Paese di Città Sant'Angelo. Avevamo una riunione per il 25 gennaio con il Commissario Errani e altri vescovi vediamo se sarà confermata, lì faremo il punto della situazione. Chiedo a tutti di pregare per noi e per le famiglie che hanno perso i loro cari"

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Smottamenti a Chieti, sgomberate alcune abitazioni

"Alle abbondanti nevicate, ai fiumi d'acqua, al terremoto, alla perdurante mancanza di elettricita' in troppe abitazioni della mia citta' e dell'Abruzzo, a Chieti va ad aggiungersi una ulteriore emergenza, effetto delle avverse condizioni meteorologiche degli ultimi giorni: lo smottamento di alcune aree cittadine, con la caduta di muri di contenimento, che ha determinato la predisposizione, a seguito di relazioni del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, di piu' ordinanze di sgombero per inagibilita' di alcune abitazioni, in particolare, quelle in via Aristide Mattoli 6, via Don Giovanni Minzoni 22, via dei Saponari, e la inagibilita' e il divieto di utilizzo dei garage di via Trieste Del Grosso 26. A cio' si aggiunga l'impraticabilita' di molte strade a causa della caduta di alberi che stiamo provvedendo a rimuovere per permettere il passaggio dei mezzi di soccorso". E' quanto comunica il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

"A quattordici giorni dalle prime nevicate di gennaio - prosegue il Sindaco - abbiamo strade deteriorate dal ghiaccio, dal sale e dai mezzi spazzaneve, senza escludere arterie viarie principali, dove si sono create vere e proprie voragini. Interventi straordinari che richiedono investimenti economici importanti e un sostegno economico della Regione e del Governo immediati. Questa mattina - evidenzia il sindaco - ho chiesto al presidente del Consiglio Nazionale Anci, sindaco di Catania, Enzo Bianco, e al presidente nazionale dell'Anci, sindaco di Bari, Antonio Decaro, di condividere con me l'ordine del giorno che ho predisposto e da loro poi presentato in Consiglio Nazionale e votato all'unanimita', nel quale si chiede al Governo di riconoscere lo stato di emergenza nazionale per quei territori che hanno subito gravi danni a causa delle avverse condizioni meteorologiche". 

 "Ritenendo scandalosi i disagi provocati da Enel circa la mancanza di energia elettrica, che in alcune zone della citta' durano da quattro giorni - prosegue il primo cittadino - ho rappresentato, altresi', al mio collega presidente del Consiglio Nazionale Anci Bianco, la situazione che sta vivendo Chieti e rilevando anche a lui la grave condizione in cui versa il nostro comune, ha trasferito le mie doglianze al ministro Calenda il quale tempestivamente e' intervenuto su Enel. L'azienda distributrice di energia elettrica deve riportare urgentemente la corrente alla Clinica Villa Pini, che e' alimentata solo da propri generatori e nelle case dei cittadini che stanno subendo da giorni, oltre al buio, anche la mancanza di riscaldamento con temperature che sfiorano i -4/-5 gradi. Con la Regione - sottolinea il sindaco - dobbiamo assolutamente trovare un accordo per stilare un piano straordinario di interventi su strade, frane, dissesto idrogeologico e sicurezza scuole. Occorrono fondi perche' si possa intervenire sulle nuove criticita', sui danni provocati dagli eccezionali eventi atmosferici che, per quanto riguarda il Comune di Chieti, configurano lo stato di emergenza per il quale abbiamo assunto anche provvedimenti nella Giunta straordinaria convocata questa mattina. L'Esercito, attraverso l'invio a Chieti dei suoi militari, ci ha aiutato, ieri, ad aprire camminamenti pedonali; oggi quegli uomini e quelle donne sono stati richiamati, giustamente, a soccorrere le zone colpite dal sisma. Al Generale dell'Esercito Santamaria, al Colonnello del Cedoc Di Biase e agli uomini e alle donne dell'Esercito che hanno operato su Chieti vanno i miei ringraziamenti. Rivolgo anche il mio plauso - conclude il sindaco - ai volontari della Protezione civile, a coloro che da quattordici giorni stanno liberando dalla neve i 300 km di strade della nostra citta' e al C.O.C. che, negli ultimi giorni, ha ricevuto oltre 3000 telefonate ed ha effettuato oltre 600 interventi per prestare soccorso, portare viveri, alimentare generatori di corrente dove erano collegate macchine salvavita". 

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Due anziani morti nel Pescarese per le esalazioni della stufa

Domenico Velluto, sindaco di Brittoli, paese in provincia di Pescara, ha comunicato la morte di due suoi concittadini anziani rimasti al buio da cinque giorni e intossicati a causa del generatore acquistato per fronteggiare l'emergenza: "È una notizia che mi ha rattristato la giornata. I due decessi a Brittoli - spiega il sindaco - sono il risultato di un incredibile disservizio. Non è possibile lasciare un paese per tanti giorni senza luce e senza riscaldamento. Erano due persone che conoscevo benissimo e alle quali ero molto affezionato e che avevo visto due giorni fa, quando stavano ancora bene".

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Venti ore per arrivare all’hotel Rigopiano

Ci sono volute 20 ore di fatica bestiale arrancando tra muri di neve e un vento gelido per trovare un pugno di macerie per arrivare all'hotel Rigopiano di Farindola. Vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza, medici, paramedici e volontari della Protezione Civile hanno impiegato una notte intera per raggiungere l'hotel Rigopiano.

Il loro viaggio e' cominciato verso le 18 di ieri, quando l'allarme lanciato da Giampiero Parete, uno dei due sopravvissuti, e' arrivato nelle centrali operative. "C'e' un hotel completamente isolato in una frazione di Penne", e' stata la prima comunicazione. Le colonne si sono mosse dall'Aquila e da Pescara, ma subito ci si e' resi conto che salire i tornanti che da Penne portano nel cuore del Gran Sasso, sarebbe stata un'impresa. Da Penne all'hotel, infatti, sono meno di 25 chilometri, massimo mezz'ora di macchina in condizioni normali. Ma non oggi: usciti dal paese, ogni 500 metri la neve aumenta di 20 centimetri. Imboccato il bivio per Fivirola, l'ultimo paesino prima dell'hotel, il silenzio e' totale, come il manto bianco che avvolge tutto e che raggiunge il metro d'altezza. I mezzi passano a fatica, alcuni con le catene montate a tutte e quattro le gomme, ma passano. Attorno alle 19 le avanguardie gia' sono in contrada Cupoli, quattro case e un bar dove abitano anche alcuni dei dipendenti dell'albergo: mancano solo 11 km al Rigopiano ma la neve raggiunge i due metri e i telefoni cellulari non prendono: i soccorritori parlano tra loro e con le rispettive centrali soltanto via radio. Ed e' qui che inizia l'odissea, quella vera. Fatti i due primi tornanti, il muro di neve ai bordi della provinciale copre completamente i cartelli stradali; la strada e' ridotta ad un'unica carreggiata: se passa qualcuno nel verso opposto bisogna fare centinaia di metri in retromarcia nella neve e, in diversi punti, gli alberi crollati per la troppa neve riducono ancora l'asfalto percorribile. Si decide cosi' di fermare i mezzi pesanti, si va avanti solo con le campagnole. Ad aprire la strada e' una turbina, una macchina che serve a strappare la neve dall'asfalto e spararla di lato. Attorno alle 22 i mezzi imboccano l'ultimo tratto di strada, i 9 km dal bivio di Rigopiano all'albergo. E dietro la prima curva l'avanzata s'arresta: la macchina incontra alberi e rami sulla sua strada. Se prosegue, la fresa - che impiega un'ora per fare 700 metri - si rompe e addio hotel. Tocca ai vigili del fuoco con le motoseghe, aprire la strada. Sotto la neve che continua a cadere e con almeno 5 gradi sotto zero. Cosi', non s'arriva. Quattro uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Soccorso Alpino civile, a mezzanotte, si sganciano. Con gli sci con le pelli di foca ai piedi cominciano a salire, lentamente, tra la bufera di neve. Quattro ore d'inferno. "Siamo arrivati stamattina verso le 4 - racconta il maresciallo della Gdf Lorenzo Gagliardi - abbiamo dovuto utilizzare gli sci d'alpinismo per scavalcare i muri di neve. In alcuni punti non si vedeva neanche dove fosse la strada".

E quando arrivano su capiscono che la situazione e' drammatica. Ma e' ancora buio pesto e non possono rendersi conto di quel che li' attendera' poche ore dopo. Riescono, pero', a raggiungere i due sopravvissuti, Fabio Salzetta e Giampiero Parete, che solo per un caso si trovavano fuori al momento dell'arrivo della slavina. Qualche chilometro dietro, intanto, si continua ad avanzare lentamente. La luce dell'alba consente agli elicotteri di alzarsi in volo e finalmente si capiscono le dimensioni della tragedia e le difficolta' di chi deve cercare di salvare piu' vite possibili. Quelle auto incolonnate tra gli alberi, in un mare di neve, sembrano le vecchie carovane dei pionieri che attraversavano l'Alaska in cerca di oro. Attorno alle 8 del mattino la turbina si ferma: e' finito il gasolio. Le riserve ci sono ma sono un paio di chilometri indietro. Cosi' una ventina di vigili del fuoco prede una tanica a testa e torna indietro a piedi nella neve, fa rifornimento dagli altri mezzi e torna indietro, consentendo alla macchina di ripartire. E arriva anche 'il bruco', un mezzo cingolato che puo' trasportare fino ad otto persone. E' quasi mezzogiorno quando la colonna imbocca l'ultimo chilometro, il piu' difficile. Gli alberi crollati sono ovunque e una nuova slavina rallenta ancora l'avanzata. "Mai vista cosi' tanta neve. Mai trovata una situazione cosi' difficile" racconta esausto chi scende. Finalmente i mezzi riescono ad aprirsi il varco giusto, ma gli ultimi 300 metri vanno fatti a piedi. Per forza. Viene cosi' creato un 'parcheggio' spazzando via centinaia di metri cubi di neve. E, con la neve alle ginocchia, i soccorritori arrivano finalmente all'hotel e, 20 ore dopo aver cominciato, possono finalmente iniziare il loro lavoro. Verso le 15 qualche mezzo comincia a scendere dall'hotel, a breve arrivera' il cambio. Dentro ci sono facce distrutte, stralunate, sconvolte. Come e' lassu'? "Non c'e' piu' niente"

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Enel chiede scusa ai cittadini per i disagi

"Chiediamo scusa ai cittadini abruzzesi, agli enti locali e alle Istituzioni per le problematiche di interruzione di energia elettrica che si sono avute in piu' zone dell'Abruzzo da domenica scorsa fino a queste ore ma con le condizioni meteo eccezionali e con neve e freddo degli ultimi giorni ci sentiamo di dire di aver fatto tutto il possibile e con tutte le forze in campo per poter ridurre i disagi agli abruzzesi". Lo hanno detto i vertici di Enel Energia, il direttore Infrastrutture e Reti Global Enel, Livio Gallo, e il responsabile Infrastrutture e Reti Enel Italia Gianluigi Fioriti, nel corso di una conferenza stampa convocata a Pescara per spiegare quello che sta accadendo in Abruzzo dove in alcuni centri si fanno ancora i conti con la mancanza di energia elettrica. "Dalla perturbazione ad oggi, dopo l'allerta del 15 gennaio, abbiamo predisposto tutti gli uomini e mezzi in campo. E alle 16 del 16 gennaio avevamo 130mila clienti disalimentati per poi arrivare a 55mila in serata"

"Poi pero' - hanno proseguito - il 17 gennaio abbiamo avuto nuovamente 160mila disalimentazioni soprattutto nelle province di Pescara, Teramo e Chieti. Il 18 gennaio siamo poi scesi a 90mila disalimentazioni. Ad oggi, 19 gennaio, abbiamo 82mila clienti senza energia che contiamo gia' nella serata di ridurre arrivare a 55mila. Abbiamo in campo 400 mezzi e 1400 uomini che lavorano ininterrottamente per riportare la situazione alla normalita' che speriamo possa arrivare al piu' presto". Gallo e Fioriti hanno poi spiegato quello che e' accaduto: "Si e' trattato di quello che tecnicamente vengono definiti guasti diffusi che hanno interessato piu' zone della Regione con il crollo sotto il peso della neve di cavi della media e alta tensione, di reti abbattute da alberi crollati e dalla formazione di manicotti di ghiaccio sugli impianti. I danni sono stati ingenti ma da subito ci siamo messi all'opera, sotto il coordinamento della Protezione Civile". "Stiamo parlando di situazioni eccezionali che hanno poi visto una grande difficolta' anche dei nostri uomini a muoversi in zone dove era difficile arrivare a causa delle strade innevate". Sul fatto che dopo meno di due anni da una forte ondata di maltempo, ci siamo stati gli stessi problemi avuti con l'erogazione di energia elettrica, Fioriti ha aggiunto che: "Le condizioni degli ultimi giorni sono state ancora piu' eccezionali di quelle del 2015. Crediamo che a fronte di una situazione che forse mai si era verificata in Abruzzo, e' stata data la risposta migliore possibile, senza ovviamente nascondere i disagi che hanno vissuto tanti cittadini". I due dirigenti dell'Enel hanno poi parlato degli investimenti fatti e di quelli futuri: "In Abruzzo abbiamo investito 210 milioni. Il 5% di quello che investiamo in cinque anni in Italia, ovvero 7,6 miliardi. Investimenti che hanno prodotto risultati considerando che nel 2015 abbiamo avuto una media di 55 minuti annui di interruzione dell'erogazione di energia, a fronte dei 43 minuti del 2016". Previsti rimborsi automatici ai clienti, cosi' come previsto dalla Autorita' dell' Energia Elettrica, con una forbice che dai trenta euro va ai trecento euro

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