Cronaca

Due arresti per spaccio di droga a Pescara

Due persone sono state arrestate nel quartiere Rancitelli di Pescara per reati connessi allo spaccio di droga. A carico di un 27enne ordinanza di sostituzione dell'obbligo di dimora con custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Pescara-Sezione Penale: il 5 giugno era stato trovato con 19 pasticche di "suboxone", che contiene i principi attivi buprenorfina e naloxone e si assume al posto degli oppioidi. Una 31enne e' stata trovata in possesso di 45 grammi di cocaina; dopo il rito direttissimo, e' stata rimessa in liberta'. Da inizio 2019 sono 20 le persone arrestate in zona per reati inerenti lo spaccio. Per alcune, assegnatarie di alloggi di edilizia residenziale pubblica, e' stata attivata la procedura di decadenza prevista a carico di chi e' sorpreso in flagranza a commettere reati all'interno di tali unita' abitative o nelle pertinenze di esse. 

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Dopo la lite col conoscente lo investe con l’auto, arrestato

Dopo una violenta discussione con un conoscente si era messo alla guida della sua auto e lo aveva investito volontariamente, per poi darsi alla fuga. Protagonista dell'episodio, avvenuto nei giorni scorsi a Montesilvano, sul lungomare, e' un giovane di 27 anni, arrestato oggi dai Carabinieri con l'accusa di lesioni gravissime. La lite era scoppiata per futili motivi. La vittima aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 45 giorni. Il 27enne era stato rintracciato e denunciato poco dopo dai Carabinieri della Compagnia di Montesilvano, che lo avevano sottoposto a perquisizione, sequestrando anche una mazza da baseball utilizzata per minacciare il conoscente.

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Chieti, scoperta sala giochi abusiva

Sanzioni per gravi violazioni sanitarie e amministrative, per oltre 8.000 euro, sono state contestate dalla Polizia a seguito di controlli in locali di Chieti Scalo. Individuata anche una sala giochi abusiva, priva di autorizzazione e adeguata cartellonistica. La sala giochi era anche accessibile a minori per via dell'assenza di un addetto alla vigilanza: il gestore e' stato diffidato a spegnere tutte le apparecchiature di intrattenimento.

In un circolo sportivo, invece, venivano somministrate bevande anche a coloro che non risultavano soci: il presidente e' stato diffidato a regolarizzare la propria posizione, per la Polizia di tratta di attivita' imprenditoriale mascherata da circolo privato.

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Interviene nella lite fra i genitori e uccide il padre

Ha ucciso il padre nel tentativo di separarlo dalla violenta discussione con la madre. E' successo la notte scorsa in un appartamento a Silvi Marina. La vittima, Giovanni Di Martino, meccanico in pensione, aveva 73 anni: e' morto qualche ora dopo l'arrivo all'ospedale di Atri, dove era stato ricoverato in gravissime condizioni. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, il figlio della coppia, un architetto di 46 anni che conviveva con i genitori, sarebbe intervenuto nella lite scoppiata tra padre e madre, tra i quali spesso ci sarebbero stati episodi simili. Nel tentativo di separare i due, avrebbe afferrato il padre per il collo, sbattendogli la testa piu' volte contro un tavolino. E' stato poi lo stesso figlio a soccorrere il pensionato e ad accompagnarlo d'urgenza all'ospedale di Atri, dove pero' l'anziano e' morto per i gravi traumi riportati. Dopo le formalita' di rito nella caserma dei carabinieri di Silvi Marina, l'uomo e' stato posto in stato di fermo di polizia giudiziaria con la contestazione di omicidio preterintenzionale. 

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Nas nei ristoranti etnici, trovate irregolarita’ anche in Abruzzo

Nove ristoratori sanzionati su 14 ispezioni, per violazioni penali, sanitarie e amministrative a seguito dei controlli eseguiti dai Carabinieri del Nas di Pescara nell'ambito delle ispezioni disposte in tutta Italia sul settore dei ristoranti etnici. In particolare, in quattro casi i Nas hanno accertato che la somministrazione degli alimenti era, per qualita', diversa da quella dichiarata al consumatore a cui, spesso, veniva celato l'originario stato fisico 'congelato' dei prodotti ittici serviti in ristoranti e tavole calde. Due i casi nel Teramano, uno nel Pescarese e uno nel Chietino. Due chiusure per gravi carenze igienico sanitarie sono state eseguite nel Chietino e nel Teramano. Sequestrati e avviati a distruzione 220 chilogrammi di alimenti ittici, privi di tracciabilita'. Sanzioni amministrative elevate per un totale di circa 30mila euro per le carenze in tema di igiene, autocontrollo e rintracciabilita'. 

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Abruzzo, in calo le donazioni di sangue

Nel 2018, rispetto all'anno precedente, in Abruzzo si e' registrata una diminuzione del 5 per cento del numero delle donazioni di sangue: un dato in linea con l'andamento nazionale, ma che si scontra con una percentuale identica di segno opposto del numero dei pazienti trasfusi, che e' invece in aumento. Il dato e' stato presentato questa mattina a Pescara in occasione della Giornata nazionale del Donatore, nel corso di un incontro a cui hanno partecipato l'assessore alla Salute Nicoletta Veri', il direttore del Centro regionale Sangue, Pasquale Colamartino, i rappresentanti di Avis, Fidas, Croce Rossa, Ados e dei Servizi trasfusionali delle Asl. Attualmente il sistema sangue abruzzese conta circa 34mila donatori, di cui 30800 periodici e oltre 4400 alla prima donazione. Tra questi ultimi e' da sottolineare l'alta percentuale di donatori di eta' compresa tra 18 e 25 anni, segno che i piu' giovani sono quelli maggiormente sensibili all'argomento. Nel 2018 le donazioni sono state 62448, di cui 9396 in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero, come plasma e piastrine. I pazienti trasfusi, invece, sono stati 14400, contro i 13700 del 2017. In totale, le trasfusioni effettuate durante l'anno sono state 65300, vale a dire una trasfusione ogni 8 minuti. In controtendenza, invece, il dato sul plasma: nel 2018 sono stati conferiti, alle aziende che lo lavorano, circa 18mila chilogrammi di plasma, 500 in piu' rispetto all'anno prima. "Questo trend negativo deve essere tempestivamente contrastato con adeguati interventi di programmazione, organizzazione sanitaria e di promozione sociale - ha commentato l'assessore Veri' - ed e' per questo che ci siamo gia' dotati di uno specifico strumento di programmazione (il Programma per l'autosufficienza regionale 2019) che si basa su due linee d'azione: l'attuazione di progetti innovativi per rafforzare le attivita' di promozione della donazione di sangue e la prevenzione delle principali malattie croniche; l'istituzione di un Tavolo di concertazione tra Regione, Asl e organizzazioni dei donatori, che affronti le problematiche piu' urgenti legate all'autosufficienza regionale e piu' in generale alla sostenibilita' del sistema trasfusionale. Per l'attuazione del programma sono state previste anche le necessarie risorse finanziarie, che potranno dunque essere utilizzate dalle Asl". Colamartino ha rimarcato che nonostante l'incremento dei pazienti trasfusi, il fabbisogno di emocomponenti si e' mantenuto sostanzialmente stabile grazie alle misure adottate dai Servizi trasfusionali per il controllo dell'appropriatezza prescrittiva e l'utilizzo di strategie terapeutiche alternative alla trasfusione di emocomponenti (autotrasfusione e Patient Blood Management).

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Maltrattamenti alla madre di 87 anni

Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia - nei confronti della madre di 87 anni - il gip di Lanciano ha emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 46 anni, di Perano. La donna non ha mai denunciato i soprusi. A seguito di indagine dei carabinieri della stazione di Archi e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Atessa, coordinati dal capitano Marco Ruffini, l'uomo e' stato arrestato su richiesta della procura frentana. A seguito di indagine i carabinieri hanno scoperto che nelle ultime settimane l'indagato aveva creato un vero clima di terrore all'interno dell'abitazione dove conviveva con l' anziana madre. La donna e' stata anche costantemente ingiuriata e disprezzata, oltre che minacciata di morte dal figlio. Uno stato di paura tale da spingerla a subire senza denunciare i fatti, pur subendo umiliazioni e prevaricazioni

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Termalismo, Mazzocca: La Regione si eclissa

La cenere si consuma e il morto non cammina. Il tempo passa inutilmente senza che la Regione, nonstante i proclami della recente campagna elettorale, abbia mosso un dito per elaborare la benchè minima proposta risolutiva della vertenza delle Terme di Caramanico. Una situazione insostenibile, quella del principale centro termale abruzzese, soprattutto da parte dei 192 dipendenti direttamente impiegati e relative famiglie, di tutti i lavoratori dell’indotto e dei tanti operatori turistici e commerciali operanti e attivi sull’intero comprensorio stanno vivendo una situazione di disagio e sofferenza ormai a un passo dal punto di non ritorno. Il danno al comparto socio-economico del comprensorio sta subendo un colpo che può rivelarsi letale, a meno che la Regione non intervenga subito utilizzando risorse economiche disponibili e norme già esistenti.

«Dopo l’immane lavoro svolto negli ultimi anni - dichiara il Capogruppo Regionale PD Silvio Paolucci -, volto a sostenere il Termalismo abruzzese (non del concessionario), la nuova Regione ha da tempo la nostra proposta, per altro confacente con il piano di rientro della società privata, dapprima sollecitata con una "Interpellanza" consiliare e con una specifica "Risoluzione" con la quale si invita l’Ente Regionale:

1. ad applicare tempestivamente il documento tecnico ASR “Qualificazione sanitaria nel settore termale - Modello assistenziale. Linee di indirizzo" che contempla la possibilità per le Terme di Caramanico di erogare prestazioni riabilitative;

2. ad attivare speditamente le procedure per l'impiego dei 900mila Euro stanziati dalla Legge di Stabilità Regionale 2019, dando seguito con atto di programmazione tipico alla Delibazione del 1.02.2019 avente ed oggetto indirizzo di prendere atto del documento tecnico “Qualificazione sanitaria nel settore termale - Modello assistenziale: Linee di indirizzo” elaborato dall’ASR, che conferma gli obiettivi per la risoluzione della crisi delle Terme di Caramanico;

3. ad avviare la sperimentazione di un modello organizzativo assistenziale che, senza gravare di maggiori oneri il SSR, sia in grado di ottimizzare i risultati sotto l’aspetto clinico e organizzativo».

«Le istituzioni - dichiara il Capogruppo in Comune Mario Mazzocca -, nell’ambito delle proprie competenze, possono contribuire a scongiurare la chiusura delle strutture termali di Caramanico e, soprattutto, impedire l'interruzione del funzionamento dello stabilimento termale, oltre che dei due alberghi collegati, perché ciò determinerebbe danni irreversibili all'economia non solo di Caramanico Terme, ma del comprensorio pescarese e si tutto il comparto termale abruzzese. E il documento della Agenzia Sanitaria adottato dalla Regione Abruzzo declina la vigente legge che dispone sia favorita la sperimentazione di modelli di assistenza che realizzino un contenimento della spesa sanitaria, anche attraverso sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere, che la Società Delle Terme S.p.A possa erogare servizi di riabilitazione respiratoria e motoria, da ricomprendersi, senza aumento di budget, nel relativo contratto per le prestazioni sanitarie termali dalla rete privata accreditata per gli anni 2019-2021, che deve essere ancora sottoscritto».

«Le Terme possono e devono riaprire al più presto - chiosa Mazzocca -. A meno che, come da voci ormai ricorrenti, non ci sia l’interesse di qualcuno a far morire 'Sansone con tutti i filistei', ovvero far sì che la situazione degeneri a tal punto da rendere 'appetibile' un eventuale nuovo assetto societario del private, sì da mettere una pietra tombale sull’ancora possibile avvio immediato delle attività. Anche per questi motivi, abbiamo richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario, la prima di altre e più evidenti inziative di evidenza pubblica».

«La Regione si assuma le proprie responsabilità - conclude Paolucci -. Nella scorsa legislatura è stato fatto il 90% del percorso, dall’unificazione delle concessioni termali all’accreditamento istituzionale delle strutture, dallo stanziamento di 1,6 milioni di euro per le piscine termali al rifinanziamento - dopo anni di attesa - della legge sul termalismo con 900mila euro; risultati ciclicamemente promessi da altri e mai ottenuti prima. Mentre la nuova Regione quel 10% poteva e doveva già da tempo, sì da scongiurare l’inoperatività della stagione ormai sull’orlo del baratro. Lo facciano ora, come promesso in campagna elettorale. E’ ampiamente spirato il tempo dei proclami, ora sta scadendo anche quello dei fatti».

 

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Ragazzina avviata alla prostituzione dalla mamma

Sei anni di violenze ai danni di una ragazzina avviata alla prostituzione dalla madre. E' l'accusa mossa a un pensionato di 64 anni residente a Pescara e accusato di atti sessuali e persecutori nei confronti di una ragazza ora 21enne. I carabinieri del Nucleo Investigativo sono intervenuti grazie alle confidenze fatte a una educatrice sociale e all'ex insegnante dalla ragazza "venduta" all'aguzzino nel 2010, quando aveva appena 12 anni. Gli abusi sarebbero andati avanti fino al 2016 quando, dopo la morte della madre, la ragazza ha trovato la forza di rifiutare ulteriori incontri con il 64enne destinatario della misura cautelare. Da lì sono scattati i pedinamenti e gli appostamenti davanti a scuola da parte dell'uomo, che sarebbe arrivato a tormentare la ragazzina con telefonate continue, più di 400 le chiamate e gli sms in chat tra il 2017 e il 2019.

Al pensionato, che ha regolare famiglia a carico, è stato vietato l'avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e la comunicazione con qualsiasi mezzo con lei. Un altro 80enne è stato indagato per fatti analoghi e per questo ha subito una perquisizione domiciliare: da tempo aveva interrotto la frequentazione con la vittima dopo averla abusata nel 2006 e nel 2007. 

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