Un romeno di 33anni è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri per maltrattamenti nei confronti della moglie e lesioni personali: il processo si terrà il 27 febbraio del 2019. Secondo l'accusa l'uomo, a causa di una gelosia immotivata, con ogni pretesto avrebbe impedito alla donna di uscire di casa se non per il tempo strettamente necessario per attendere alle esigenze della vita quotidiana, proibendole di cercarsi un lavoro. Avrebbe inoltre lesinato anche il denaro per le spese correnti quali l'igiene quotidiana e l'acquisto dei vestiti strettamente necessarie e la limitava nella frequentazione delle persone estranee al nucleo familiare. Inoltre con il passare del tempo, seguito all'abuso di alcool, l'uomo rientrava a casa spesso ubriaco arrivando a picchiare la donna, soprattutto dopo che quest'ultima gli aveva comunicato l'intenzione di volersi separare, fino a procurarle lesioni personali.
Leggi Tutto »Montesilvano, trovati due giovani con oltre un chilo di droga in casa
Un ventisettenne e una diciottenne sono stati arrestati dai Carabinieri a Montesilvano perché in casa loro sono stati trovati oltre un chilo di pura cocaina e un chilo di sostanza da taglio, 140 grammi circa di eroina e un bilancino di precisione. L'uomo è finito in carcere; la ragazza, incinta, è agli arresti domiciliari. Una volta immessa sul mercato la droga avrebbe fruttato tra i 300mila e i 500mila euro. Solo pochi giorni fa i Carabinieri della locale Compagnia avevano smantellato una baby gang dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Leggi Tutto »Tentato omicidio nel pescarese, conferito incarico al perito
Il Tribunale collegiale di Pescara ha conferito l'incarico al perito per la trascrizione di alcune conversazioni telefoniche intercettate nell'ambito del processo sul tentato omicidio di un imprenditore edile di Rosciano da parte della moglie e del figlio che gli avrebbero somministrato per diverso tempo il farmaco anticoagulante Coumadin allo scopo di ucciderlo. Il perito Giulio Ciammaichella darà inizio domani alle operazioni peritali e avrà 60 giorni di tempo per depositare la sua relazione, che sarà esaminata nella prossima udienza, il 20 marzo 2019, quando saranno ascoltati anche i primi cinque testimoni.
Leggi Tutto »Omicidio Carlini, il testimone chiave conferma le sue accuse
Ha confermato le dichiarazioni rese agli investigatori il testimone chiave nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Anna Carlini, la donna pescarese di 33 anni che il 30 agosto del 2017 fu rinvenuta senza vita nel tunnel della stazione. Il testimone è stato ascoltato dal gip del tribunale di Pescara Nicola Colantonio, in sede di incidente probatorio. Presenti, in aula, il padre e la sorella della vittima, assistiti dall'avvocato Carlo Corradi. Il testimone ha riconosciuto, tramite materiale fotografico, i due rumeni indagati, entrambi accusati di concorso in omicidio e abbandono di persona incapace, con il primo che deve rispondere anche del reato di violenza sessuale. Come già dichiarato agli investigatori, il testimone, che era presente sul posto, ha riferito che quella sera, "tra mezzanotte e l'una del mattino", mentre stava guardando un film sul suo smartphone, vide uno dei due"mentre era intento a sollevare la donna che era sdraiata a terra, per adagiarla sul lettino da spiaggia ove poco prima era lui sdraiato e, dopo essersi sincerato che nessuno lo stesse guardando", salì addosso alla vittima e approfittò di lei. "Le dichiarazioni di oggi - sottolinea l'avvocato Corradi - confermano in pieno l'impianto accusatorio". Oggi il gip avrebbe dovuto ascoltare anche un altro testimone che però si trova in Portogallo e ha dato la disponibilità a comparire in aula il prossimo il 13 febbraio.
Leggi Tutto »L’amministrazione di sostegno, convegno a Pescara
Si svolgerà domani, venerdì 14 dicembre, a partire dalle ore 15, il convegno su «L’amministrazione di sostegno e il progetto “Noi con i nostri valori e i nostri diritti per la salute globale” ad integrazione socio sanitaria giuridica», approvato con deliberazione della Giunta Regionale Abruzzo n. 246 del 22.05.2009.
L’iniziativa, prima a livello nazionale, è frutto della volontà, attività ed impegno da parte della Regione Abruzzo, del Tribunale Civile di Pescara (giudice onorario avv. Lorella Scelli) della ASL di Pescara – Centro di Salute Mentale, e del Comune di Pescara finalizzata all’attività di sensibilizzazione, formazione e orientamento all’approccio integrato bio-psico-sociale dell’ICF ( International Classification of Functioning, Disability and Health) rivolta a tutti gli operatori della Rete dei Sevizi Sociali, Sanitari e Giuridici al fine della corretta analisi del bisogno delle persone con disabilità in correlazione all’art. 410 c.c. in forza del quale “l’Amministratore di Sostegno deve tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario”. Il Progetto ad integrazione socio sanitaria e giuridica è stato approvato con deliberazione della Giunta Regionale n. 246 del 22.05.2009).
L'incontro sarà moderato dall'avv. Danielle Mastrangelo, e si aprirà, dopo i saluti istituzionali dell'assessore regionale alle politiche sociali, Marinella Sclocco con l'intervento del Presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza su “L’amministrazione di sostegno: decreto di apertura della procedura ed il Modello bio-psico-sociale”. A seguire è previsto l'intervento dell'avv. Lorella Scelli, Giudice Onorario del Tribunale di Pescara su “L’amministrazione di sostegno ed il progetto ad integrazione socio sanitaria e giuridica ad iniziativa del Tribunale Civile di Pescara, del Centro di Salute Mentale e del Comune di Pescara approvato con deliberazione della Giunta Regionale n. 246 del 22.05.2009 n. 246”. Subito dopo prenderà la parola Sabatino Trotta, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Pescara, il cui intervento verterà “P.R.I.T.T.:una necessità ineludibile”. Successivamente parlerà de “l’importanza del Team Riabilitativo per un progetto su misura” il dott. Carlo Antonio D’Aurizio, Direttore di struttura complessa di medicina fisica e riabilitativa dell’Ospedale di Popoli nonché Segretario Regionale SIMFER Abruzzo. L'intervento successivo si concentrerà su “L’ICF come strumento del modello bio-psico-sociale di salute” e il relatore sarà il dott. Michele Senatore, docente del corso di laurea C.d.L. in terapia occupazionale Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti Presidente Nazionale A.I.T.O. Infine si parlerà de “I Core Sets ICF e l’importanza di una check-list per l’analisi del bisogno” col dott. Cristian Parone docente del corso di laurea C.d.L. in terapia occupazionale Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti e Consigliere Nazionale A.I.T.O. Le conclusioni sono affidate all'avv. Lorella Scelli. L'incontro è valido come evento formativo per l'ordine degli avvocati.
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Controlli del Nas nelle aziende vinicole Abruzzo, riscontrate irregolarità
Controlli dei Carabinieri del Nas di Pescara nelle aziende vitivinicole abruzzesi, nell'ambito delle attività ispettive disposte dal Comando Carabinieri per la tutela della salute, d'intesa con il ministero della Salute, nel settore della produzione e commercializzazione dei vini. In due casi, in due attività della provincia di Chieti, sono state accertate irregolarità, con conseguenti provvedimenti. In particolare, in una cantina il legale responsabile è stato segnalato alle autorità amministrativa e sanitaria per aver mantenuto i locali con inadeguatezze igienico sanitarie e strutturali ed in assenza di rintracciabilità dei prodotti detenuti nei vari vasi vinari e in parte già imbottigliati. Nel corso del controllo sono state elevate sanzioni amministrative per 8mila euro; 85.800 litri di prodotti vinosi e 84 bottiglie di 'vino cotto', per un valore di euro 80mila euro, che sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. In un'altra cantina del Chietino, il NAS di Pescara ha sottoposto a sequestro di 3.300 litri di prodotti vinosi risultati alterati e privi di procedure di rintracciabilità dei prodotti in vasi vinari. Elevate sanzioni amministrative per circa 4.000 euro.
Leggi Tutto »Carabinieri smantellano baby gang di spacciatori a Montesilvano
Smantellata dai Carabinieri della Compagnia di Montesilvano una banda di minorenni dediti allo spaccio di droga. Cinque gli indagati, nei cui confronti sono state eseguite perquisizioni domiciliari. Uno dei cinque è stato sottoposto agli arresti domiciliari: avrebbe minacciato e picchiato un coetaneo con l'obiettivo di fargli ritrattare le dichiarazioni rese ai militari nel corso delle indagini. Dagli accertamenti sulla baby gang è emerso anche un caso di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, per cui un altro degli indagati odierni, a settembre scorso, era stato arrestato. L'operazione e le perquisizioni, condotte ieri, hanno consentito di sequestrare circa 300 grammi di marijuana. I decreti di perquisizione sono stati firmati dal pm Anna Benigni; l'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Antonella Di Carlo.
Tutti e cinque sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; il giovane finito ai domiciliari è accusato deve rispondere anche delle minacce e delle percosse nei confronti del coetaneo. L'operazione, denominata 'Baby Drugstore', ha avuto origine a marzo scorso, quando gli odierni indagati erano tutti minorenni ed i Carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno acquisito la notizia di un ragazzo che aveva minacciato e maltrattato i propri genitori per avere i soldi per la droga e per l'attività di spaccio. Dall'arresto di quel giovane sono partiti ulteriori accertamenti, che hanno permesso di ricostruire una lunga serie di cessioni di droga da parte dell'arrestato e, soprattutto, da parte di altri giovani del posto.
E' stato accertato che lo spaccio avveniva in ogni luogo della città. Identificati, gli acquirenti, tutti coetanei poi segnalati alla Prefettura, sono stati interrogati. A conferma delle attività illecite anche un altro arresto, eseguito a giugno scorso, nei confronti di un ragazzo trovato in possesso di dieci dosi di cocaina e 190 grammi di marijuana. Dalle indagini è emerso che l'attività di spaccio risale almeno al gennaio 2017, quando i Carabinieri denunciarono uno degli indagati odierni perché trovato in possesso di marijuana e hashish. Dall'attività investigativa sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di uno degli indagati in relazione ad episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne; nei confronti del giovane, a settembre, è stata eseguita un'ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Proprio in seguito a quell'arresto il ragazzo finito oggi ai domiciliari aveva minacciato e picchiato un coetaneo sperando che ritrattasse la testimonianza resa agli investigatori.
Leggi Tutto »Crac Merker, chiesta la condanna per cinque imputati
"Scellerata gestione da parte del gruppo di imprese". Lo ha detto il pm Rosangela Di Stefano al Tribunale collegiale di Pescara, nel corso della sua requisitoria nell'ambito del processo sulla bancarotta della Merker Spa di Tocco Casauria. Il pm ha chiesto condanne a 4 anni per Marino Alessandrini, ex amministratore della Merker ed ex figura di vertice di altre società controllate dalla capofila; 3 anni a testa per Alfred Zahlaus e Marcello De Niederhausern, ex amministratori unici di Fisher e Merker Rent, e per Guido Leone, ex presidente del collegio sindacale della Fisher; 2 anni per Maria Cristina Dragani, all'epoca dei fatti procuratrice speciale della Merker. I fatti risalgono ad un periodo compreso tra il 1999 e il 2003. I cinque imputati sono accusati di bancarotta fraudolenta e documentale. Il pm ha chiesto invece il non doversi procedere, a causa dell'intervento della prescrizione, per altri sei imputati. L'ipotesi accusatoria è che gli imputati abbiano distratto direttamente beni e somme di danaro, o tramite operazioni infragruppo, ovvero attraverso la cessione di quote e finanziamenti senza corrispettivi, fino a provocare la bancarotta delle società capofila e delle sue controllate, per una cifra superiore ai 250 milioni di euro. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 14 gennaio, quando sarà completata la discussione e sarà emessa la sentenza.
Leggi Tutto »Teramo, acquisiti gli atti su Palazzo Pompetti
Acquisizione di atti negli uffici comunali, nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Teramo su palazzo Pompetti. Nel corso dell'attività di indagine, delegata a polizia stradale e guardia di finanza, gli investigatori hanno acquisito tutta una serie di documenti sia nell'ufficio del primo cittadino che negli uffici tecnici del settore lavori pubblici ospitati attualmente al Parco della Scienza, visionando anche alcuni computer. Attività che è andata avanti per tutta la mattinata, in contemporanea con un secondo sopralluogo su Palazzo Pompetti da parte dell'ingegnere nominato dalla Procura come consulente. L'inchiesta, a firma del pm Davide Rosati, mira a fare chiarezza su quanto avvenuto dal terremoto in poi, con il palazzo dichiarato inagibile in classe E a due anni dal sisma e dopo una revisione della scheda Aedes. Il fascicolo era stato aperto all'indomani dei controlli della polizia municipale sul mancato rispetto, da parte dei commercianti i cui negozi si trovano al piano terra, dell'ordinanza di sgombero firmata a settembre dal sindaco Gianguido D'Alberto dopo che il palazzo era stato dichiarato inagibile, ma ha successivamente interessato anche l'iter che ha portato alla valutazione dei danni e alla classificazione in E. Intanto, nei giorni scorsi, dopo la realizzazione della prima parte dei lavori di messa in sicurezza sull'immobile, realizzati dal Comune di pari passo con la parte privata, il sindaco ha firmato la revoca parziale delle ordinanze di sgombero per i negozi.
Leggi Tutto »Appalti a Tagliacozzo, l’ex sindaco a giudizio per concussione
L'ex sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, è stato rinviato a giudizio per concussione, turbata libertà degli incanti e turbativa d'asta in relazione ad un'inchiesta della Procura della repubblica di Avezzano, scattata nel marzo del 2016, relativa ad una serie di appalti pubblici. L'indagine ha coinvolto anche altri soggetti tra politici ed imprenditori del luogo. Di Marco Testa, rappresentato dal legale Roberto Verdecchia, inoltre, durante l'udienza è stato prosciolto dall'accusa di concussione nei confronti di un tecnico comunale che lo aveva accusato. "L'accusa di concussione a carico di Di Marco Testa nei confronti del suo accusatore - ha dichiarato il legale Verdecchia - dovrà essere dimostrata in giudizio che si terrà il 12 settembre del 2019 dove assisteremo alle presunte verità già parzialmente smentite nel corso dell'udienza preliminare". Nell'ambito dell'udienza preliminare è stata emessa una condanna, secondo il rito abbreviato, a carico dell'architetto Carlo Tellone che dovrà scontare una pena di 2 anni e 8 mesi e 20 giorni di reclusione con le accuse di concussione e di un tentativo di turbativa. Tellone, rappresentato dal legale Antonio Milo, è stato prosciolto invece dalle altre accuse di turbativa d'asta relativa ai lavori di Villa San Sebastiano e Marsia. Rinviato a giudizio sempre per turbativa d'asta anche Gianpaolo Torrelli, difeso dal legale Vittoriano Frigioni, che è stato invece prosciolto dalle accuse di concussione, frode nelle pubbliche forniture e falso materiale. Coinvolti nella vicenda, con un ruolo marginale e sempre rinviati a giudizio a vario titolo anche altri imputati. Escono completamente dalla vicenda giudiziaria l'ex assessore Gabriele Venturini, difeso dai legali Franco Colucci e Alessandro Fanelli, il grafico Alessandro Di Michele, difeso dall'avvocato Herbert Simone, e l'imprenditore Mauro Volpe, che sono stati prosciolti da tutte le accuse. L'inchiesta che ruota attorno a presunti illeciti legati alla concessione di appalti, prevalentemente del settore dei lavori pubblici, assegnati con la modalità dell'urgenza, aveva portato nel 2016 a 16 provvedimenti cautelari. "L'accusa di concussione a carico di Di Marco Testa nei confronti del suo accusatore - ha dichiarato il legale Verdecchia - dovrà essere dimostrata in giudizio che si terrà il 12 settembre del 2019 dove assisteremo alle presunte verità già parzialmente smentite nel corso dell'udienza preliminare".
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