Cronaca

Guardia di Finanza di Chieti scopre una frode di 60 aziende, 7 milioni non dichiarati 

Oltre 7 milioni di euro di ricavi non dichiarati ed altri 600 mila euro di Iva non dichiarata e non versata sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Chieti nell'ambito di una frode commessa da 60 aziende attive nel settore dei rottami ferrosi. Si tratta di aziende evasori totali, che non hanno presentato le previste dichiarazioni dei redditi ai fini Imposte Dirette, Irap ed Iva, negli anni fra il 2011 ed il 2014. Le indagini sono durate circa un anno e si sono sviluppate mediante l'esecuzione di 8 verifiche e di 52 controlli fiscali, due le persone denunciate per reati tributari. L'indagine e' stata resa difficoltosa dal fatto che molte delle persone impegnate in tali attivita', straniere ma fiscalmente domiciliate in Italia, si sono resi irreperibili e dunque e' stato molto difficile poterle rintracciare e ricostruire le operazioni commerciali e quantificare i volumi d'affari effettivamente realizzati.

L'operazione, condotta dalle Fiamme Gialle del capoluogo teatino e' stata finalizzata ad arginare il fenomeno, poco noto, dell'evasione fiscale nel mondo del recupero dei rottami ferrosi, attuato in assenza delle necessarie autorizzazioni e ''in nero', con la complicita' di persone compiacenti che effettuavano acquisti con pagamenti in contante e privi della documentazione necessaria a garantire il tracciamento dei rifiuti e la prevista tassazione delle attivita' d'impresa. 

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Andrea Bocelli testimone nel processo per la truffa sui resort di lusso

Il cantante Andrea Bocelli e' stato citato come testimone dell'accusa nel processo a carico di quattro imprenditori originari delle province di Varese, Massa Carrara e Pescara, accusati di aver raggirato un centinaio di persone persuadendole ad investire nella costruzione del resort di lusso 'Puerto Azul' in Belize. La truffa fu scoperta in una maxi-indagine della Guardia di Finanza di Varese, coordinata dal pm Luigi Furno, nel gennaio dello scorso anno. Il tenore italiano, ignaro del comportamento illecito in atto e gia' a disposizione degli inquirenti durante le indagini, era stato ingaggiato dagli indagati per presenziare insieme ad altri artisti, tra cui John Travolta, ad eventi organizzati tra Roma e la Costa Azzurra dagli imprenditori che, sempre stando alle risultanze investigative, servendosi di una fitta rete di collaboratori avrebbero convinto gli investitori a versare quote mai inferiori a centomila euro, per un totale di 20 milioni di euro, nel fittizio progetto immobiliare. Questa mattina in Tribunale a Busto Arsizio, a seguito del decreto per il giudizio immediato degli indagati emesso dal Gup, ottanta persone si sono costituite parte civile al processo. Tra queste alcuni istituti bancari utilizzati dai collaboratori degli indagati per proporre l'investimento nel resort.

"Le parti civili hanno citato le stesse banche quali responsabili civili", ha spiegato l'avvocato Gianluca Fontana, che rappresenta alcuni investitori. In merito alle eccezioni per competenza territoriale presentate dalla difesa, cosi' come per quelle relative all'impossibilita' di chiedere un processo secondo riti alternativi, il Tribunale di Busto Arsizio si pronuncera' a fine marzo.

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Botte e ingiurie alla moglie, ora non potra’ piu’ avvicinarla

Ingiuriata e percossa per mesi dal marito, anche davanti ai due figli di 8 e 4 anni, finche', nella serata di ieri, agenti del commissariato di Atri hanno dato esecuzione ad una ordinanza di divieto di avvicinamento emessa dall'autorita' giudiziaria di Teramo nei confronti di un 29enne albanese. L'attivita' investigativa ha condotto a raccogliere elementi univoci sul comportamento violento dell'uomo, arrivato persino a pedinare la moglie sul posto di lavoro. Il Gip presso il Tribunale di Teramo, ha emesso ieri il provvedimento di divieto di avvicinamento ad una distanza inferiore ai 500 metri dalla donna: dunque, dall'abitazione, dai luoghi di lavoro e di svago della stessa, nonche' da qualunque altro luogo in cui la donna sia presente, con la prescrizione per l'indagato di non comunicare attraverso qualsiasi mezzo con la medesima, salvo che per definire modalita' di incontro dei figli minorenni. 

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Stalking, divieto di avvicinamento per un 64enne

La Squadra Mobile, sezione reati contro la persona, della Questura dell'Aquila ha notificato ad un 64enne originario della provincia di Catania e residente da anni a L'Aquila, la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla compagna. La misura cautelare e' stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, Guendalina Buccella, su richiesta del Sostituto Procuratore Stefano Gallo.

Il provvedimento si e' reso necessario in quanto nel corso delle indagini condotte dalla Squadra Mobile diretta dal dirigente Tommaso Niglio, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo accusato del reato di stalking nei confronti della compagna, una 45enne di nazionalita' polacca.

In particolare, sarebbero emerse quotidiane molestie, patite dalla donna negli ultimi 18 mesi, ad opera dell'uomo, che le hanno cagionato un gravissimo stato d'ansia. Inoltre, la donna in un'occasione sarebbe stata vittima di un grave episodio di violenza fisica.

L'uomo, nella circostanza, e' stato anche indagato per violazione degli obblighi di assistenza familiare, in quanto non ha provveduto a versare l'assegno di mantenimento della figlia minore di 5 anni. 

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Montesilvano, verifica sulle insegne abusive

Regolarizzare l’impiantistica pubblicitaria di esercizio e permanente di Montesilvano, provvedendo alla rimozione di quelli non autorizzati. E’ questa l’azione messa in atto dalla Polizia Locale di Montesilvano in sinergia con l’Ufficio Impianti Pubblicitari comunale. «Nell’ultimo mese  -  dichiara l’assessore ai Servizi, Paolo Cilli - abbiamo impresso una accelerazione nell’attività di verifica e rimozione di tutti quei cartelloni pubblicitari privi di titolo abilitativo. L’operazione ha riguardato circa 230 impianti. Di questi per un centinaio è stata accertata la mancanza di autorizzazioni o il non rispetto delle norme previste nel Codice della Strada. Da circa due settimane la Polizia Locale in collaborazione con una ditta incaricata dal Comune sta provvedendo alla loro rimozione. Altri cento, circa, sono invece attualmente sotto verifica. Si tratta di un’attività molto importante che mira a ripristinare il decoro urbano, ma anche a ristabilire l’ordine e una regolamentazione in questo ambito che per lunghi anni è stato completamente ignorato. Molti di questi impianti infatti sono stati installati tantissimi anni fa, senza mai ottenere autorizzazioni, oppure sono riconducibili ad attività oggi inesistenti. L’auspicio è che i titolari degli impianti attualmente sotto verifica provvedano autonomamente a rimuovere gli impianti irregolari per non incorrere in sanzioni. Gli oneri sostenuti dal Comune per l’attività di rimozione, demolizione e smaltimento saranno a carico dei titolari. Nel settore degli impianti pubblicitari  -  dice ancora Paolo Cilli – non vi sono state regole chiare.  Questa Amministrazione sta applicando quanto previsto dal piano generale degli impianti pubblicitari, approvato nel 2010 ma al quale non è mai stato dato seguito».

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Assalto alle colonnine self service di Silvi

Assalto alle colonnine self service di un distributore di carburante di Silvi, la scorsa notte. I ladri hanno divelto, probabilmente con una ruspa, due colonnine bancomat su tre ma, forse disturbati dall'arrivo di qualcuno, sono fuggiti senza forzare le casseforti e a portare via il denaro che si trovava all'interno. L'allarme e' stato dato da alcuni automobilisti di passaggio. Le telecamere presenti potrebbero fornire elementi utili ai Carabinieri 

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Loreto Aprutino, giovane morsa al viso dal suo cane

Una 26enne di Loreto Aprutino e' stata aggredita dal cane di famiglia, un Rottweiler, ed e' finita in ospedale a Pescara. L'episodio e' avvenuto nel tardo pomeriggio in un'abitazione di campagna, in contrada Cupello. In base alle prime informazioni, la ragazza sarebbe stata morsa al volto. I familiari della 26enne l'hanno subito caricata in auto e sono andati incontro all'ambulanza del 118, che poi ha trasportato la giovane in pronto soccorso per le cure e gli accertamenti del caso.

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Chieti, 15enne picchiata da una coetanea in piazza San Giustino

La Squadra Mobile della Questura di Chieti sta indagando per ricostruire i contorni dell'aggressione ad una ragazzina di 15 anni da parte di una sua coetanea. Il fatto e' avvenuto nella centralissima piazza S. Giustino a Chieti. Secondo una prima ricostruzione le due quindicenni si erano incontrate per un chiarimento quando il confronto, avvenuto alla presenza di altre persone che pero' non hanno partecipato alla lite, e' degenerato una della due ha picchiato l'altra provocandole un trauma cranico giudicato guaribile in sette giorni. E' stata la vittima, che non ha ancora formalizzato la denuncia, a telefonare subito dopo l'aggressione al 113 e quando la pattuglia della Polizia e' giunta sul posto ha trovato solo la quindicenne aggredita e due sue amiche.

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Struttura per anziani abusiva chiusa dopo un blitz dei carabinieri del Nas 

Chiusa, dopo un'ispezione dei Carabinieri del Nas di Pescara, in un comune del Vastese, una casa-famiglia, adibita a struttura ricettiva per anziani, che operava senza la prescritta autorizzazione comunale al funzionamento ed era di fatto abusiva. La titolare, una donna di 60 anni, e' stata denunciata non solo per la conduzione della struttura sanitaria abusiva, ma anche per l'esercizio abusivo della professione sanitaria e per aver sistematicamente omesso di segnalare alla competente autorita' di Pubblica Sicurezza le generalita' delle persone alloggiate. Il sindaco, informato della situazione, ha disposto la cessazione immediata dell'attivita' abusiva.

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Giro di false fideiussioni per 40 milioni, chiuse le indagini

Avrebbero creato una struttura parallela ed esterna a una nota compagnia assicurativa italiana di cui avrebbero usato timbri, logo e recapiti telefonici per "emettere abusivamente" polizze fideiussorie false per un valore di oltre 40 milioni di euro e incassando dai malcapitati premi illeciti per circa 2.1 milioni di euro. Per questo il procuratore aggiunto milanese Laura Pedio ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di 51 persone, alcune delle quali, in particolare chi ha messo in piedi il sistema, ex dipendenti della Italiana Assicurazione, legata al gruppo Reale Mutua Assicurazioni, accusate di associazione per delinquere, abusivismo finanziario e riciclaggio. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale di Milano, sono nate proprio dalla denuncia della Reale Mutua Assicurazione e riguardano un giro di false fideiussioni emesse dal 2008 al 2012 in tutta Italia. Tant'e' che tra le carte dell'inchiesta ci sono gli atti su fatti analoghi provenienti dalle Procura di Roma, Brescia, Agrigento, Perugia, Torino, Bergamo e Rovigo.

 Secondo gli accertamenti, la struttura parallela, con sede nel capoluogo lombardo, era diretta da un ex dipendente della Italiana Assicurazione, il quale con i suoi complici, tra cui una serie di colleghi, sarebbe riuscita a proporsi "come affidabile - si legge nel capo di imputazione - per la definizione di pratiche di tipo assicurativo ritenute 'difficili'. Il gruppo "criminale", questo il meccanismo scoperto, avvalendosi di intermediatori assicurativi o sub agenti, avrebbe individuato persone in precarie condizioni economiche che avevano bisogno di polizze fideiussorie a garanzia di prestiti, obbligazioni e dilazioni di pagamenti. Infatti, tra i beneficiari delle finte fideiussioni, oltre a una serie di societa' private, ci sono anche enti pubblici come l'Agenzia delle Entrate, Equitalia, il Ministero dell'Istruzione, qualche Comune, le Regioni Abruzzo, Lazio e cosi' via.

I malcapitati, per potersi avvalere di canali preferenziali e ottenere facilmente le polizze (in un caso l'importo e' stato anche di 10 milioni di euro), corrispondevano il premio in denaro, anche contanti, non a chi aveva emesso la fideiussione "falsa" ma a societa' di comodo sui cui conti correnti veniva depositato il denaro raccolto in sostanza truffando i clienti. Gli incassi alla fine, anche attraverso societa' estere o l'interposizione di aziende specializzate nel settore delle pulizie gestire da titolari di origini egiziane, sarebbero stati spartiti sui conti di una cerchia ristretta di persone che avrebbe ideato il sistema del giro di fideiussioni fittizie. 

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