Incredibile ma vero

Ben 1.200 i siti istituzionali “visitati” dai pirati informatici

Ben 1.200 i siti istituzionali "visitati" dai defacer. Oltre 200 le violazioni ai danni di alcuni partiti italiani. Per ben 6 hackeraggi su 10, la motivazione riguarda rivendicazioni politiche, minacce terroristiche e patriottismo. Toscana, Sicilia, Lombardia e Emilia Romagna le aree "più bersagliate". È quanto emerge dalla Nota scientifica dell'Istituto Demoskopika "La mappa dell'hacking in Italia". "In questo momento, in ogni parte del Medio Oriente c'è spargimento di sangue. Quanto è doloroso vedere che è sangue musulmano ad essere versato. Questo scenario non ha un posto nel libro sacro. Perché esiste l'ONU? Quale contributo da alla pace nel mondo? L'unica cosa che fanno è servire un'agenda segreta. L'onore e la dignità dei musulmani stanno morendo. Per noi è importante guadagnare il consenso di Allah non il consenso dei servi (di Allah). Noi non abbiamo mai disperato della misericordia di Allah e non lo faremo". A firmare la violazione ai danni del sito dello Sportello di informazione sociale della Città Metropolitana di Torino, avvenuto appena lo scorso 18 gennaio, l'hacker Turk Hach Team

ello stesso giorno venivano deturpati, dallo stesso defacer Nofawkx Al, le home page dei comuni di Stresa in Piemonte e di Isola Rizza in Veneto. In questo caso l'azione dell'hacker era interamente incentrata a denunciare il fenomeno corruttivo definito "come un cancro che si diffonde rapidamente e che ostacola la crescita delle nazioni", enfatizzando il ruolo di "tutte le persone nel mondo che protestano perché politici e funzionari pubblici accettano tangenti e si arricchiscono alle spalle del cittadino comune". Sono solo alcuni recentissimi attacchi informatici che dal 2001 ad oggi hanno violato home page o pagine interne di quasi 12 mila siti italiani di "interesse regionale" con in testa Toscana, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna. A finire nelle attenzioni dei defacer anche i partiti, hackerati almeno 200 volte nell'arco temporale considerato. La motivazione prevalente all'origine dell'intrusione informatica riguarda l'universo della rivendicazione politica, spesse volte estrema, quasi totalmente appannaggio di probabili cracker battenti "bandiera mussulmana". È, il caso, ancora, dell'Anonymous Arabe, che tra il 3 ed il 4 gennaio scorsi, penetrava i siti di quattro comuni abruzzesi (Roccascalegna, Montesilvano, Castel Frentano, Mozzagrogna) e del comune lombardo di Paullo per recapitare un messaggio inequivocabile: "siamo mussulmani e ne siamo orgogliosi. Il Corano è il nostro libro. Noi crediamo in Allah e lavoriamo per Allah. Morte a Israele, Palestina libera. Gerusalemme è nostra". Stessa rivendicazione che il 15 gennaio aveva raggiunto il portale "monitoraggiograduatorie.gov.it" della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Negli ultimi quindici anni, sono stati ben 11.555, i siti di "interesse regionale" conteggiati dall'Istituto Demoskopika che hanno subìto attacchi informatici di vario tipo. Un risultato ottenuto personalizzando la ricerca, sul sito zone-h, per il nome di ciascuna regione (domini vari) e di ciascuna provincia (solo dominio.it) e sommando i dati visualizzati. Si precisa, inoltre, che tutte le informazioni contenute nell'archivio di Zone-H sono state raccolte sia on-line da fonti pubbliche o direttamente notificate in forma anonima dagli stessi hacker. Con 1.357 siti violati, è la Toscana la meta preferita dagli hacker per i loro attacchi informatici, immediatamente seguita dalla Sicilia e dalla Lombardia rispettivamente con 993 e con 882 siti "visitati" dai defacer. A seguire l'Emilia Romagna (781 siti), il Lazio (692 siti), la Sardegna (686 siti), il Veneto (670 siti), la Campania (663 siti), la Puglia (655 siti) e l'Umbria (645 siti). E, ancora, il Friuli Venezia Giulia (588 siti), la Calabria (490 siti), il Piemonte (484 siti), l'Abruzzo (434 siti), la Liguria (369 siti), il Trentino Alto Adige (360 siti) e le Marche (26i siti). In coda si posizionano la Basilicata (198 siti), il Molise (176 siti) e la Valle d'Aosta (170 siti).

Spostando l'attenzione sui portali istituzionali, lo studio di Demoskopika individua ben 1.185 i siti presi di mira dai defacer. Toscana sempre in vetta con 288 siti istituzionali o rilevanti hackerati pari al 24,3% del dato complessivo. A seguire Emilia Romagna (108 siti), Lombardia (106 siti), Campania (105 siti), Veneto (99 siti), Lazio (95 siti), Puglia (72 siti), Friuli Venezia Giulia (43 siti), Umbria (41 siti), Piemonte e Liguria (37 siti), Sicilia (32 siti) e Calabria (30 siti). In coda si collocano Abruzzo (28 siti), Marche (16 siti), Sardegna (15 siti), Valle d'Aosta (10 siti), Molise (9 siti), Trentino Alto Adige e Basilicata (7 siti). Sono invece ben 205 gli attacchi informatici rilevati da Demoskopika dal 2001 ad oggi a danno dei siti dei partiti e delle organizzazioni politiche italiane presenti sull'intero territorio nazionale. A subire il maggior numero di violazioni la Lega Nord con 58 hackeraggi pari al 28,3% del dato complessivo che stacca di poco il Movimento 5 Stelle con 55 attacchi (26,8%) e Forza Italia con 51 attacchi (24,9%). Meno "attenzionato" dagli hacker il Partito Democratico che, nell'arco temporale considerato, si è visto le home page di 32 siti locali ospitare improvvisamente messaggi "non autorizzati" (15,6%). A chiudere questa classifica, Fratelli d'Italia- Alleanza nazionale con 8 casi osservati (3,9%) e il Nuovo Centro Destra (0,5%) con un hackeraggio monitorato.

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Ai lati della A24 un metro e mezzo di neve

Dopo la galleria autostradale del Gran Sasso, passata L'Aquila in provenienza da Roma sull'A24 gli automobilisti trovano un metro e mezzo di neve ricopre l'asfalto tranne per il tratto aperto dagli spazzaneve, largo una corsia e mezza. Un muro bianco occupa l'intera corsia di emergenza. Piccoli disagi anche al casello San Gabriele-Colladara, per alcuni mezzi pesanti fermi sia all'entrata che all'uscita.

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Le regole da seguire in caso di terremoto

Sono poche e semplici le regole su come comportarsi dopo il terremoto. A ricordarle sono i Vigili del fuoco. Sette suggerimenti fondamentali per non rischiare di farsi del male, mettere in sicurezza voi e le vostre famiglie e non ostacolare i soccorsi dopo una scossa:

1) Uscire con calma da casa chiudendo acqua, luce e gas; per scendere usate le scale (se ci sono, meglio quelle antincendio) e non l'ascensore che potrebbe bloccarsi improvvisamente o, addirittura, precipitare.

2) Controllare dall'odore, assolutamente senza accendere fiamme libere, se ci sono perdite di gas e in tal caso aprire porte e finestre e, se possibile, segnalarlo;

3) Non usare il telefono o l'auto: le linee e le strade servono agli enti preposti al soccorso (Vigili del Fuoco - Croce Rossa ecc.);

4) Portarsi in zone aperte dove possono giungere facilmente i soccorsi (campi sportivi, giardini pubblici, piazze ampie) e non sostare in prossimità di corsi d'acqua;

5) Concordare con i familiari un punto di ritrovo e restare il più possibile uniti;

6) Non rientrare nelle abitazioni danneggiate se non accompagnati dagli operatori degli enti di soccorso;

7) Prestare la massima attenzione alle condizioni igieniche (la rottura di tubazioni o fognature può avere come conseguenza l'inquinamento dell'acqua potabile).

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La stampa internazionale ha fame di made in Italy

La stampa internazionale ha fame di made in Italy, ma le storie di successo italiane spesso rimangono confinate nelle pagine dei giornali locali. Una comunicazione troppo incentrata sull'Italia, ingessata in riti istituzionali e poco attenta alle necessita' dei corrispondenti blocca sul nascere la possibilita' di pubblicare all'estero piu' notizie su temi come la moda, il design, la cultura, l'economia e l'enogastronia. E' quanto emerge da un sondaggio a cui hanno partecipato oltre 80 giornalisti soci dell'Associazione stampa estera, illustrato a Roma in occasione della presentazione dell'Annuario 2017 'Raccontiamo il mito Italia al mondo'. I principali problemi riscontrati dai giornalisti riguardano le difficolta' di dare ai temi una dimensione internazionale (per il 43,9%), di avere un contatto diretto con gli esperti (per il 34,1%) o con i politici (per il 24,4%) e la mancanza di dati e di informazioni (per il 23,2%). Eppure i 5.250 corrispondenti dell'Associazione stampa estera che, negli ultimi 104 anni, hanno raccontato l'Italia al mondo "hanno aiutato a creare il Mito Italia", rivendica il presidente dell'associazione Stampa estera, Tobias Piller. La giornata, nel corso della quale sono intervenuti tra gli altri il presidente di Alitalia, Luca di Montezemolo, il presidente di Tod's Group, Diego Della Valle, e il sottosegretario per il Commercio Estero, Ivan Scalfarotto, e' stata anche occasione per mostrare modelli di comunicazione di successo.

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L’inclinazione al gioco non determina l’inattendibilita’ della persona offesa

"La destinazione delle somme al gioco, al pari dell'imprenditore che si venga a trovare in una situazione di difficolta' economica dovuta ad investimenti sbagliati e che dunque si rivolge al prestito usuraria, non determina di per se' l'inattendibilita' della persona offesa". Con questa motivazione la seconda sezione penale della Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per dal Tribunale di Pescara(sentenza confermata dalla corte d'Appello di L'Aquila) alla pena di anni due e mesi sei di reclusione e a pagare 4.100 euro di multa in ordine al delitto di usura continuato in concorso

Per i giudici di Cassazione "e' escluso che l'inclinazione al gioco" della persona offesa "smentita dalla stessa, "escluda configurabilita' del delitto di usura, in quanto lo stato di bisogno - si legge nella sentenza 896 depositata ieri - puo' essere di qualsiasi natura, specie e grado ed anche, dunque, originato da debiti contratti per il vizio del gioco d'azzardo (Sez. 2, sent. n. 40526 del 12/10/2005, Rv. 232667). Lo stato di bisogno, infatti, va inteso non come uno stato di necessita' tale da annientare in modo assoluto qualunque liberta' di scelta, ma come un impellente assillo che, limitando la volonta' del soggetto, lo induca a ricorrere al credito a condizioni usurarie, non assumendo alcuna rilevanza ne' la causa di esso, ne' l'utilizzazione del prestito usurario. Di conseguenza, la destinazione delle somme al gioco, al pari dell'imprenditore che si venga a trovare in una situazione di difficolta' economica dovuta ad investimenti sbagliati e che dunque si rivolge al prestito usuraria, non determina di per se' l'inattendibilita' della persona offesa"

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Lotteria Italia, oltre 26 milioni di euro di premi non riscossi

Oltre 26 milioni di euro: è l'ammontare dei premi non riscossi della Lotteria Italia dal 2002 a oggi e rimasti quindi all'erario, secondo quanto stabilisce la legge. Lo scorso anno, riporta Agipronews, non è stato riscosso un tagliando da 2 milioni di euro e il totale dei premi dimenticati ha sfiorato i 3 milioni. Due anni fa, invece, i premi di prima categoria erano stati tutti incassati, anche se il totale delle vincite non reclamate raggiunse comunque gli 856 mila euro. Nell'edizione della Lotteria di tre anni fa il totale dei premi lasciati allo Stato fu il doppio: 1,7 milioni di euro, tra cui il quarto premio da 1 milione finito a L'Aquila, a cui si aggiunsero 6 premi da 60 mila euro e 19 premi da 20 mila euro. La storia della Lotteria Italia è costellata da dimenticanze milionarie. Il primato degli 'sbadati' appartiene all'edizione 2008/2009, quando a non essere reclamato fu il primo premio da 5 milioni di euro, venduto a Roma (e rimesso poi eccezionalmente in gioco l'anno successivo). Nel 2003 i premi non riscossi ammontarono a quasi 4 milioni di euro. L'anno seguente i biglietti vincenti dimenticati furono del valore di 1,1 milioni. Nel 2007 non furono incassati premi per un totale di 1 milione 125 mila euro. Solamente 220 mila euro i premi dimenticati nell'edizione 2010, mentre nel 2011 le somme lasciate allo Stato furono pari a 2 milioni di euro, corrispondente al secondo premio vinto a Modena, più vincite inferiori per ulteriori 700 mila euro. Nell'edizione 2012 furono invece dimenticati premi per 642 mila euro.   

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Quasi due milioni di italiani colpiti dall’influenza

Sono gia' quasi due milioni gli italiani colpiti dall'influenza, di cui 614 mila solo nella scorsa settimana. Con molto anticipo rispetto agli anni passati e' iniziato il periodo epidemico e i bimbi restano i piu' colpiti, ma tra gli anziani si registra l'incremento maggiore dei casi. E' quanto riporta il nuovo bollettino di sorveglianza epidemiologica delle sindromi Influenzali InfluNet, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanita' (Iss). Maggiormente colpite, secondo il report, sono Piemonte, Val d'Aosta, P.A. di Trento, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata. Ma nell'ultima settimana del 2016 in tutte le Regioni italiane e' gia' iniziato il periodo epidemico, ovvero in largo anticipo rispetto agli anni passati, quando veniva raggiunto tra fine gennaio e inizio febbraio. Nello specifico dall'inizio della sorveglianza sono stati registrati 1.947.000 casi in tutta Italia. Il livello di incidenza, dal 26 dicembre 2016 al 1 gennaio 2017, e' stato pari a 10,12 casi per mille assistiti: nello stesso periodo della passata stagione influenzale raggiungevano a malapena i 2 casi per mille assistiti. Ad alimentare la crescita, come ogni anno, i contagi tra i bimbi sotto i cinque anni, tra cui si sono registrati 27,6 casi per mille assistiti. Ma l'incidenza aumenta soprattutto tra gli individui di eta' pari o superiore a 65 anni, tra cui ci sono stati 6,34 casi per mille assistiti, il doppio rispetto alla settimana precedente (quando erano solo 3,32).

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Francia, niente email fuori dall’orario di lavoro

Stop a smartphone e tablet sempre accessi con gli occhi all'ultima mail di lavoro. Da ieri in Francia e' scattato il 'diritto di disconnessione', una norma - prevista dalla nuova legge sul lavoro - che regala ai dipendenti la possibilita' di non tenersi sempre aggiornati, 24 ore su 24, riconoscendo loro il diritto di 'staccare'. La normativa prevede che tutte le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno negoziare codici di buona condotta con i sindacati, che includano anche la definizione precisa di momenti del giorno o della settimana in cui i dipendenti hanno il diritto di non essere connessi, dandogli il diritto di non controllare supporti o device. Con un obiettivo: poter ignorare i messaggi, le mail e le comunicazioni in alcune fasce orarie. E, comunque, garantendo il diritto a non rimanere connessi giorno e notte e vietando qualsiasi tipo di sanzione se non si e' visto un messaggio.

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Cicap, le previsioni sbagliate dell’astrologia nel 2016

Dall'elezione di Donald Trump al destino di Matteo Renzi. Dalla politica internazionale alla vittoria del Portogallo agli Europei. Dal figlio per Maria Elena Boschi alla fine del mondo nel giugno 2016. Ecco tutte le profezie sbagliate dell'anno ormai agli sgoccioli. Sono contenute nel tradizionale rapporto del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (Cicap), che da oltre vent'anni analizza e verifica le previsioni di astrologi e veggenti. "Non si tratta di una vera e propria indagine scientifica, che richiederebbe ben altri mezzi, ma serve a ricordare che gli astrologi, raramente messi davvero alla prova, non sono in grado di prevedere assolutamente nulla", osserva Massimo Polidoro, segretario nazionale del Cicap.

Quando invece la previsione è sufficientemente circostanziata, la verifica è quasi sempre negativa. "Il quasi è d'obbligo, perché sbagliare davvero sempre è improbabile", commenta Stefano Bagnasco, fisico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull'Astrologia del Cicap. "Non è difficile - prosegue - fare qualche previsione scontata grazie al buon senso. Vladimir Putin notoriamente non è un pacifista, e si può facilmente supporre, come ha fatto una famosa astrologa, che nell'arco di un anno che si prospetta movimentato possa 'prendere iniziative bellicose'. A posteriori, non sarà difficile trovare qualcosa di sufficientemente bellicoso per poter classificare la previsione come azzeccata"

"Arrivando al dunque", spiega Sonia Ciampoli, coordinatrice dell'ufficio stampa del Cicap e responsabile della raccolta delle previsioni, "diciamo subito che grandi sorprese non ce ne sono state, e sì che il 2016 è stato un anno ricco di eventi che qualcuno in stretto contatto con le stelle avrebbe dovuto conoscere in anteprima. E invece nessuno dei veggenti e astrologi che abbiamo seguito ha previsto, per esempio, la vittoria del Portogallo agli Europei di calcio 2016, o la vittoria di Trump alle elezioni americane". Chi ci è andata più vicino è stata Teodora Stefanova sul Corriere dello Sport, che lo vedeva come sfidante di Hillary Clinton al termine delle primarie. La previsione risale al 30 dicembre 2015, quando Trump era già in corsa per le primarie del Partito Repubblicano; non era del tutto impossibile che le vincesse, e poteva valere la pena correre il rischio e sbilanciarsi. Per quanto riguarda poi le elezioni vere e proprie, abbiamo trovato due previsioni che davano "forse" vincente Clinton. In realtà, tra quelle che abbiamo visto, c'era una previsione di Nostradamus che sembrava dare effettivamente vincente Trump, ma come al solito siamo nell'ambito della libera interpretazione delle oscure Centurie, e abbiamo molti dubbi sulla puntualità di questi oracoli 'a posteriori'. "Nel complesso, quest'anno la politica si è rivelata un terreno piuttosto accidentato per gli astrologi, come dimostra il destino del già presidente del consiglio Matteo Renzi", continua Ciampoli. Se Grazia Mirti lo colloca saldamente al Governo, la Stefanova prevede invece per lui un anno di "scandali osé"; il Mago Otelma sostiene che "perderà qualsiasi elezione, arrivando al massimo al 12%", mentre Astra lo vede incappare "in un dissidio importante alla fine dell'estate". Le cose non sono andate così: Renzi si è davvero dimesso, dopo avere perso il referendum e non delle elezioni, ma lo ha fatto agli inizi di dicembre e comunque con un risultato complessivo superiore al 40%. Anche il 20% previsto dal Divino per la Lega Nord sembra ancora di là da venire (un sondaggio di novembre l'attestava ancora intorno al 12%).

"Ci sono stati invece all'estero diversi astrologi che davano per vincente il 'leave' nel referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea", osserva Ciampoli, "ma lì erano possibili due soli risultati e non ci sentiamo di validare questo presunto successo, che avrebbe potuto ottenere una persona su due lanciando una monetina..." Le stelle si sono rivelate decisamente imprecise anche sulla politica internazionale, con Astra che riporta "probabile che si abbasseranno i toni del confronto fra le due potenze e Russia, anche per quanto riguarda la questione siriana, perché Putin tenderà [...] ad assumere atteggiamenti meno impositivi e forse, dalla metà del 2016, a rivestire il ruolo di arbitro": Putin ha effettivamente ritirato le truppe dalla Siria, ma Usa e Russia sono tornate ai ferri corti come non si vedeva da decenni. Grazia Mirti prevedeva un peggioramento della situazione di Assad, che invece sembra essere tornato in una posizione abbastanza vincente nel conflitto siriano, così come per il premier britannico Cameron si profilava un "periodo burrascoso" a fine anno: Cameron si è dimesso all'indomani del referendum sulla Brexit a giugno, e plausibilmente ora vive molto più rilassato di prima.

Grazia Mirti si sbilancia spesso su previsioni a carattere economico; per esempio, su Affari Italiani e Radio 24 prevedeva che il prezzo del petrolio avrebbe continuato ad abbassarsi nel 2016, per lo meno nei primi mesi e fino a luglio, come già stava facendo alla fine del 2015. In realtà il prezzo del greggio Brent, per esempio, è sceso solo in gennaio, per poi risalire rapidamente e, tra alti e bassi, rimanere fino a fine anno sopra i 40$ al barile. Adesso è intorno ai 55$, il massimo da inizio anno. Anche la "solita crisi della Grecia" in ottobre, prevista sempre su Radio 24, non sembra esserci stata. "Poco gossip quest'anno", nota ancora Ciampoli. "Si distingue solo la previsione, a cura del Divino Otelma su Huffington Post già a dicembre del 2014, di un figlio per Maria Elena Boschi, 'probabilmente maschio', tra l'autunno del 2015 e la primavera del 2016. L'intervallo di tempo era prudentemente ampio, ma la previsione non si è avverata". Sullo sport poi, siamo andati proprio male: la Stefanova prevedeva una finale di Champions League fra una spagnola e una tedesca, e invece abbiamo avuto un bel derby tra Real Madrid e Atletico Madrid (vinta dal Real ai rigori). Per l'Italia agli Europei invece pronosticava "Belgio e Irlanda andrete bene, la Svezia vi metterà più in difficoltà": gli Azzurri hanno vinto 2 a 0 con il Belgio, 1 a 0 con la Svezia e perso 1 a 0 con l'Irlanda

Alle Olimpiadi sia la Stefanova che Marco Pesatori davano buone chance alla campionessa Federica Pellegrini (il vaticinio di Pesatori è spettacolare: "se non vince l'oro può vincere l'argento, anche il bronzo"), che quest'anno si è classificata solo quarta, quindi senza medaglie, mentre sempre Pesatori leggeva una "configurazione planetaria eccellente" per Aldo Montano, che è invece stato eliminato da Kovalev agli ottavi. Indovina però la possibile vittoria della Di Francisca (in termini decisamente generici, ma quest'anno siamo generosi). Va un po' meglio all'oroscopo di Sky, che dà per vincente - come è effettivamente accaduto - Djokovic al Roland Garros, ma dichiara anche che Nibali avrebbe preferito le Olimpiadi al Giro d'Italia, che ha invece vinto. Non è mancata la previsione apocalittica di Ricardo Salazar, che collocava la fine del mondo a giugno 2016, ma sembrerebbe che nemmeno stavolta ci abbia preso. Siamo anche spiacenti di non avere trovato conforto nella crommiomanzia, l'antica e nobile arte di leggere le cipolle il 24 gennaio per avere vaticini sul clima dell'anno: è stato detto tutto e il contrario di tutto, da anno piovoso ad anno di siccità, con maggio e agosto previsti entrambi sia come i più bagnati sia come i più asciutti. L'unica previsione che possiamo confermare è quella del crommiomante Lillini, secondo il quale quest'anno non ci sarebbero state le mezze stagioni: ma quelle si sa, signora mia, non ci sono più.

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Cassazione, il Comune deve notificare subito le multe

Stop all'ordinanza-ingiunzione: "il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi". Se l'amministrazione non notifica in modo tempestivo al proprietario del veicolo il verbale per l'infrazione al codice della strada non puoi poi multarlo perché non ha comunicato alle autorità chi era al volante dell'auto al momento della violazione addebitata, ad esempio l'eccesso di velocità rilevato da strumenti di accertamento elettronico. Tale principio emerge dall'ordinanza 26964/16, pubblicata il 23 dicembre dalla sesta sezione civile della Suprema Corte che Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" riporta. Accolto il ricorso dell'automobilista: stop all'ordinanza-ingiunzione notificatagli dalla prefettura violazione dell'articolo 126 bis Cds, la disposizione sulla patente a punti che in caso d'inosservanza prevede una sanzione da 284 a 1.133 euro. E ciò perché l'ente impositore, ad esempio il Comune, può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell'infrazione sottesa: va infatti dato rilievo "al ridottissimo scarto temporale tra lo spirare del termine di cui all'articolo 201 Cds (novanta giorni, nda) e la notifica effettiva". Diversamente, come riconoscono gli stessi "ermellini", non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell'auto il giorno in cui la macchina è stata multata. Insomma: la tempestività della contestazione serve a porre il destinatario in condizioni di difendersi e in caso di tardività va invece esclusa la sussistenza dell'obbligo

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