L’Osservatorio

Un 2020 con luci e ombre per l’economia italiana

 Un 2020 con luci e ombre per l'economia italiana che sconta il traino negativo di un ultimo trimestre 2019 sostanzialmente fermo, una situazione geopolitica che resta complicata e imprese e famiglie che guardano con crescente preoccupazione ai prossimi mesi. alle indagini condotte dall'Istat e dalla Banca d'Italia emerge un atteggiamento ancora cauto da parte delle imprese: le attese sull'evoluzione della domanda segnalano un'espansione delle vendite nel trimestre in corso e un miglioramento della domanda estera - in particolare nell'industria in senso stretto - cui pero' si contrappongono giudizi ancora sfavorevoli sulla situazione economica generale, soprattutto da parte delle societa' dei servizi e nelle aree del Sud e del Centro". Segnali positivi, poi, per le banche italiane sulla redditivita' grazie al taglio dei costi operativi e alla riduzione del flusso di crediti deteriorati ma continua il calo dei prestiti alle imprese specie quelle di "piccola dimensione", con una accentuazione a novembre in linea con la debolezza della domanda. Questo nonostante "le condizioni di finanziamento restino distese". Al contrario,"l'aumento del credito alle famiglie e' ancora solido, sia per i mutui sia per il credito al consumo". E proprio le famiglie, infine, hanno continuato ad aumentare i consumi nel quarto trimestre, sebbene a un tasso "piu' modesto del trimestre precedente" anche per "l'incertezza sull'evoluzione della situazione economica personale che e' tornata a salire". Il Reddito di cittadinanza innalzerebbe la spesa delle famiglie per un ammontare cumulato di circa 0,3 punti percentuali tra la seconda meta' del 2019 e il 2020.

Il quadro che traccia il bollettino economico della Banca d'Italia non cambia le stime espresse nel dicembre scorso nell'esercizio comune a tutte le banche centrali della Bce: per il 2020 il prodotto interno lordo italiano dovrebbe salire dello 0,5% per poi accelerare a +0,9% nel 2021 e a 1,1 nel 2022. Si tratta di previsioni piu' prudenti rispetto a quelle del governo e del ministro dell'economia Gualtieri che, nei giorni scorsi, ha detto possibile inoltre un aumento oltre lo 0,6% delle stime ufficiali. E sono comunque peggiorative rispetto a quelle del bollettino economico del luglio scorso. Da allora il quadro macroeconomico italiano, europeo e globale e' cambiato, inducendo la Bce a proseguire nelle misure di politica espansiva, direzione confermata dalla neo presidente Lagarde. Le nubi sui dazi non si sono completamente diradate dopo l'accordo Usa-Cina (almeno per quanto riguarda l'Europa). La stasi del quarto trimestre peraltro "potrebbe essere soggetta a rischi al ribasso, qualora la persistente debolezza della manifattura dovesse avere avuto ricadute piu' significative sugli altri settori dell'economia e in particolare sui servizi rispetto a quanto suggerito dagli indicatori attualmente disponibili". E l'Istat ha confermato che l'inflazione per l'intero 2019, con un indice allo 0,6%, risulta dimezzata rispetto al 2018. E se per il mese di dicembre si registra una "lieve accelerazione" su base annua, passando dallo 0,2% di novembre allo 0,5%, a dare la spinta e' la voce carburanti. Di buono c'e' che per il nostro paese l'interesse degli investitori esteri prosegue: "tra gennaio e novembre gli acquisti netti dall'estero sono stati complessivamente pari a 108 miliardi, di cui 90 in titoli pubblici, un importo superiore alle emissioni nette del Tesoro nello stesso periodo" "la maggiore debolezza del quadro internazionale, in parte compensata dall'intonazione piu' espansiva della politica monetaria e dalle migliorate condizioni sui mercati finanziari italiani". A sostenere l'attivita' sara' "la domanda interna e una progressiva ripresa degli scambi internazionali. I margini inutilizzati di capacita' produttiva si riassorbirebbero solo in parte". E le imprese sono caute per il 2020 con una modesta "espansione degli investimenti". "Sulla base degli indicatori congiunturali disponibili si stima che nel quarto trimestre la produzione industriale sia diminuita". D

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Turismo, 40 miliardi di entrate nei primi 10 mesi del 2019

Stando ai dati dell'Ufficio Studi Enit, sono oltre 360 milioni le notti trascorse in Italia fino ad ottobre 2019 (+4,4%) e che hanno apportato introiti per circa 40 miliardi. Il brand Italia ha attratto ben 3 milioni di partecipanti ad eventi organizzati e sponsorizzati nel mondo del lusso. Quasi 32 milioni di occasioni di visibilità del Bel Paese attraverso azioni di comunicazione pubblicitaria mirate ed azioni di co-marketing. Il piano 2020 di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo propone l'Italia della sostenibilità, a misura dei nuovi mercati e dei nuovi segmenti. Un'attenzione particolare al mercato domestico, soprattutto rivolto alle destinazioni delle aree interne e alle piccole e medie città della cultura. I mercati in rapida crescita come l'Asia e in particolare la Cina, con i nuovi target giovani ad alta capacità di spesa, sono al centro delle nuove campagne per un turismo capace di spendere durante tutto l'anno. Verso i Paesi di prossimità Enit ha previsto campagne per la valorizzazione di nuove esperienze turistiche destinate ai viaggiatori più fedeli per creare nuove motivazioni di vacanza in Italia. Sono 480 le iniziative già previste per il 2020 dalle sedi estere di Enit di cui circa il 20 per cento orientate anche alla valorizzazione della meeting industry. Enit ha destinato il 22,7 per cento ad iniziative sui nuovi target del lusso affluent e Hnwi (High Net Worth Individual). Si punta anche al turismo slow a cui sarà riservato il 34,8 per cento delle azioni Enit e al turismo active con il 26,7 per cento delle attività. Sono oltre 40 le fiere previste nel 2020 accompagnate da specifici workshop per operatori del settore.

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Nel 2019 il mercato dello shopping online in Italia ha sfiorato i 31,6 miliardi di euro

Nel 2019 il mercato dello shopping online in Italia ha sfiorato i 31,6 miliardi di euro con un +15% rispetto al 2018, l'incremento più alto di sempre in valori assoluti (4,1 miliardi di euro), come indicato dall'Osservatorio ecommerce B2C promosso dalla School of management del Politecnico di Milano e da Netcomm. Anche lo scorso anno la crescita è stata dominata dall'acquisto di prodotti, che hanno raggiunto i 18,1 miliardi di euro (+21%) grazie a 281 milioni di ordini e a uno scontrino medio di circa 66 euro. I dati di Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, ancora una volta offrono una fotografia delle intenzioni e delle abitudini di acquisto online degli italiani e dimostrano, con un aumento del 14% delle ricerche rispetto all'anno precedente, come il commercio elettronico nel 2019 abbia trainato la crescita retail complessiva. Ma chi sono gli utenti più attivi, da dove cliccano e soprattutto cos'hanno acquistato nel 2019? L'identikit fornito da Trovaprezzi.it conferma la tendenza già rilevata lo scorso anno: nel 59% dei casi le ricerche sono state effettuate da uomini e gli utenti più attivi hanno un'età compresa tra i 35 e i 44 anni (26% sul totale degli utenti).

Anche nel 2019, le regioni settentrionali hanno contribuito quasi alla metà delle ricerche totalizzando complessivamente circa il 46% delle ricerche, con Milano in testa su Roma (8 visite contro 5,6 per abitante, nonostante una crescita di quest'ultima del 33% rispetto al 2018). La regione in cui si è registrato il maggior incremento di ricerche nel 2019 rispetto all'anno precedente è stata però l'Umbria (+42%) seguita dal Trentino-Alto Adige (+37%), Puglia (+34%) e Marche, Basilicata e Liguria (+28%). Le città con un incremento di ricerche degno di nota si trovano invece al Sud: Pescara (+52%), Andria (+51%), Caserta (+47%), Palermo (+30%). Le ricerche effettuate da dispositivi mobili, nel 2019, hanno superato il 68% delle ricerche totali, di cui il 62% proveniente da smartphone. Nonostante siano passati oltre 365 giorni dalla precedente classifica, poco è cambiato nel podio di Trovaprezzi.it: Samsung si conferma il top brand per gli smartphone - nel 2018 con Galaxy S9 64GB e nel 2019 con Galaxy A50 128GB - mentre le Saucony Jazz Original e Armolipid Plus restano in testa alle ricerche rispettivamente di sneakers e integratori

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A tavola affari criminali per 24,5 miliardi secondo Coldiretti

Dall’agricoltura all’allevamento, dalla distribuzione alimentare alla ristorazione, il volume d’affari complessivo annuale della criminalità dal campo alla tavola è salito a 24,5 miliardi di euro. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del convegno organizzato dall'Arma dei Carabinieri sul tema 'Salute e Agroalimentare: dalla sicurezza più qualità'. La criminalità organizzata - ha sottolineato Prandini - opera attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione europea e caporalato. Ma - ha continuato Prandini - viene condizionato anche il mercato della compravendita di terreni e della commercializzazione degli alimenti stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding e lo sviluppo ex novo di reti di smercio al minuto. In questo modo la malavita si appropria - ha spiegato il Presidente della Coldiretti - di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy. 

Non è un caso che di fronte al moltiplicarsi dei casi di frode e contraffazione alimentare quasi due italiani su tre (65%) hanno paura delle frodi e contraffazioni a tavola perché al danno economico si aggiungono i rischi per la salute, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé. La contraffazione alimentare - sottolinea la Coldiretti - è un crimine particolarmente odioso perché si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo, dietro i quali spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza.

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Italia quarta per marchi e disegni europei

Le imprese che richiedono brevetti, marchi o disegni hanno il 21% di possibilita' in piu', rispetto alle altre, di aumentare il proprio fatturato. A dimostrarlo e' un recente studio dell'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dell'Ufficio Europeo per la Proprieta' Intellettuale (EUIPO). L'Italia fa molto bene nella tutela dei marchi e dei disegni europei, aggiudicandosi la medaglia d'argento tra i Paesi Ue alle spalle della Germania e la quarta posizione tra i 25 big mondiali. Sul fronte dei brevetti, il nostro Paese si posiziona al decimo posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate all'Epo. Far crescere la cultura dell'innovazione e della tutela della proprieta' intellettuale e' percio' fondamentale per consentire al nostro sistema produttivo di essere competitivo sui mercati internazionali. A questo scopo il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato specifiche misure e incentivi, illustrati oggi dal Viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, insieme con Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Misure sulle quali le Camere di commercio, attraverso Unioncamere, sono impegnate dal 2009, in collaborazione con l'Ufficio italiano brevetti e marchi, al fianco delle imprese: oltre 56 milioni di euro le risorse del Ministero dello Sviluppo Economico che, negli anni scorsi, hanno consentito a quasi 4mila imprese di effettuare la registrazione di oltre 4mila marchi all'estero, la valorizzazione di 643 disegni e modelli e il riconoscimento di 44 marchi storici. 

 "Le Camere di commercio sono da tempo impegnate nella tutela e promozione della proprieta' intellettuale", ha sottolineato Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. "Negli ultimi 10 anni il sistema camerale ha gestito oltre 56 milioni di euro di agevolazioni messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico grazie alle quali sono state supportate quasi 4mila imprese". Secondo Sangalli "brevetti, marchi e disegni sono asset immateriali che costituiscono per le aziende un fattore determinante per un vantaggio competitivo di lungo termine, con effetti importanti sulle economie territoriali. In Italia un posto di lavoro su 3, cioe' quasi 7 milioni di posti di lavoro, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti. Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil". L'Italia e' decima per numero di brevetti depositati nel 2018 all'Epo (Ufficio europeo brevetti). Malgrado un buon recupero rispetto al 2016 (+5,4%), i 4.400 brevetti depositati da imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani rappresentano il 2,5% delle 174mila domande pervenute. A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che, nel 2018, hanno depositato oltre 43mila domande (un quarto di tutte quelle pervenute). Alle spalle degli Usa, la Germania, con quasi 27mila domande (il 15,3% del totale), quindi il Giappone (oltre 22mila domande, pari al 13% del totale). Milano si afferma come prima provincia per il deposito di brevetti (seguita da Torino e Roma), marchi (seguita da Roma e Torino) e disegni (seguita da Roma e Firenze). Milano rappresenta da sola il 25% dei depositi nazionali e l'81% dei depositi regionali di brevetto

Sottolineata anche l'importanza della proprieta' intellettuale, un tema trasversale, con un alto potenziale di controversie, che spesso non vanno in giudizio, perche' le parti, per motivi di riservatezza, questioni di tutela di immagine e esigenze nella rapidita' della decisione finale, tendono a negoziare. Tra le materie del contendere c'e' sicuramente la risoluzione del contratto di licenza e distribuzione del marchio e del know-how, il diritto di esclusiva, la violazione del diritto d'autore, la confondibilita' dei marchi, tutela del design, la coesistenza di marchi, gestibili con i servizi di arbitrato e mediazione dalla Camera Arbitrale di Milano, societa' in-house della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. Gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie in queste materie sono ad oggi ancora poco conosciuti e quindi poco diffusi, ma quando vengono utilizzati dagli avvocati e dalle parti i risultati sono positivi. In 5 anni (2014-2018) sono 25 i casi di mediazione in materia di proprieta' intellettuale (l'accordo e' avvenuto nel 42% dei casi; tempo minimo dell'accordo 24h in un caso di diritto di privativa per lo sfruttamento di un'immagine, tempo massimo 1 anno per coesistenza di marchi). 952 mila euro e' il valore medio delle controversie in mediazione. Sono 22 i casi di arbitrato in materia di proprieta' intellettuale, nel 40% dei casi si e' trattato di un arbitrato internazionale (con almeno una delle parti straniera), 1 arbitrato su 4 in lingua inglese. Proprieta' intellettuale e arbitrato e mediazione hanno un forte legame, come si vede anche dalle relazioni che intercorrono tra Camera Arbitrale di Milano con gli organismi europei e internazionali in materia di tutela di marchi e brevetti. Camera Arbitrale ha un proprio rappresentante nello Stakeholders advisory board di EUIPO (l'ufficio dell'Unione Europea per la proprieta' intellettuale, incaricato di gestire i marchi dell'Unione europea e i disegni e modelli comunitari registrati).

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Protezione Civile, oltre 5,6 miliardi di euro di impatto economico per il maltempo

 Il Dipartimento della Protezione Civile ha trasmesso a Bruxelles il fascicolo con la stima dei costi relativi ai danni causati dagli eccezionali eventi meteorologici che, nell'autunno scorso, hanno interessato gran parte del territorio italiano, al fine di attivare il Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE), destinato a sostenere gli Stati membri dell'Ue colpiti da catastrofi naturali. L'impatto economico determinato dall'eccezionale ondata di maltempo, ammonta complessivamente ad oltre 5,6 miliardi di euro: di questi, oltre 4,5 miliardi sono i danni diretti relativi a edifici, infrastrutture pubbliche e ad attività produttive, mentre oltre 1,1 miliardi sono i costi relativi alla gestione dell'emergenza. La stima comprende danni diretti, sia pubblici che privati - vale a dire quelli che hanno compromesso edifici, infrastrutture e che hanno colpito industrie e imprese, il patrimonio culturale, le reti di distribuzione dell'energia, del gas, dell'acqua - e i costi eleggibili, sostenuti dallo Stato per far fronte alla prima fase dell'emergenza. Questi ultimi, in particolare, comprendono i costi per il ripristino immediato delle funzionalità di infrastrutture e impianti nei settori dell'energia, dell'acqua, delle acque reflue, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità, dell'istruzione; per i servizi d'emergenza legati al soccorso della popolazione colpita e ad assicurare gli alloggi provvisori; per la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione e per la protezione del patrimonio culturale; per l'immediata ripulitura delle zone danneggiate. Il dossier inviato alla Commissione Europea - per il tramite della Rappresentanza permanente d'Italia - rappresenta la sintesi, su scala nazionale, delle informazioni e dei dati comunicati al Dipartimento dalle Regioni e dalle Province autonome coinvolte: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. 

La stima comprende danni diretti, sia pubblici che privati - vale a dire quelli che hanno compromesso edifici, infrastrutture e che hanno colpito industrie e imprese, il patrimonio culturale, le reti di distribuzione dell'energia, del gas, dell'acqua - e i costi eleggibili, sostenuti dallo Stato per far fronte alla prima fase dell'emergenza. Questi ultimi, in particolare, comprendono i costi per il ripristino immediato delle funzionalita' di infrastrutture e impianti nei settori dell'energia, dell'acqua, delle acque reflue, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanita', dell'istruzione; per i servizi d'emergenza legati al soccorso della popolazione colpita e ad assicurare gli alloggi provvisori; per la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione e per la protezione del patrimonio culturale; per l'immediata ripulitura delle zone danneggiate. Il dossier inviato alla Commissione Europea - per il tramite della Rappresentanza permanente d'Italia - rappresenta la sintesi, su scala nazionale, delle informazioni e dei dati comunicati al Dipartimento dalle Regioni e dalle Province autonome coinvolte: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia

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Disoccupazione a novembre stabile al 9,7%

 A novembre 2019, gli occupati crescono di 41 mila unita' rispetto al mese precedente (+0,2%), con un tasso di occupazione che sale al 59,4% (+0,1 punti percentuali). Lo ha fatto sapere l'Istat nella sua ultima nota dedicata al lavoro a novembre 2019. Secondo l'istituto di statistica l'andamento dell'occupazione e' sintesi di un aumento della componente femminile (+0,3%, pari a +35 mila) e di una sostanziale stabilita' di quella maschile. Gli occupati crescono tra i 25-34enni e gli ultracinquantenni, mentre calano nelle altre classi d'eta'; al contempo, aumentano i dipendenti permanenti (+67 mila) a fronte di una diminuzione sia dei dipendenti a termine (-4 mila) sia degli indipendenti (-22 mila). In crescita risultano anche le persone in cerca di lavoro (+0,5%, pari a +12 mila unita' nell'ultimo mese). L'andamento della disoccupazione e' sintesi di un aumento per gli uomini (+1,2%, pari a +15 mila unita') e di una lieve diminuzione tra la donne (-0,2%, pari a -3 mila unita'); crescono i disoccupati under 35, diminuiscono lievemente i 35-49enni e risultano stabili gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta comunque stabile al 9,7%. La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a novembre e' in calo rispetto al mese precedente (-0,6%, pari a -72 mila unita'), e la diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattivita' scende al 34,0% (-0,2 punti percentuali). Anche nel confronto tra il trimestre settembre-novembre e quello precedente, l'occupazione risulta in crescita, seppure lieve (+0,1%, pari a +18 mila unita'), con un aumento che si distribuisce tra entrambi i sessi.

 Secondo le rilevazioni dell'Istat, nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti a termine sia i permanenti (+62 mila nel complesso), mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,8%, -43 mila); inoltre, si registrano segnali positivi per i 25-34enni e per gli over 50, negativi nelle altre classi. Gli andamenti mensili si confermano nel trimestre anche per le persone in cerca di occupazione, che aumentano dello 0,3% (+7 mila), e per gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, in diminuzione dello 0,4% (-59 mila). Su base annua l'occupazione risulta in crescita (+1,2%, pari a +285 mila unita'), l'espansione riguarda sia le donne sia gli uomini di tutte le classi d'eta', tranne i 35-49enni. Tuttavia, al netto della componente demografica la variazione e' positiva per tutte le classi di eta'. La crescita nell'anno e' trainata dai dipendenti (+325 mila unita' nel complesso) e in particolare dai permanenti (+283 mila), mentre calano gli indipendenti (-41 mila). Nell'arco dei dodici mesi, l'aumento degli occupati si accompagna a un calo sia dei disoccupati (-7,1%, pari a -194 mila unita') sia degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,5%, pari a -203 mila).

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Coldiretti, 2 kg in piu’ dopo le feste

Con i dolciumi della calza della Befana si conclude il 'tour de force' enogastronomico delle feste che ha portato aumenti di peso fino a 2 chili per effetto del consumo di circa 15mila-20mila chilocalorie. E' quanto stima la Coldiretti in occasione dell'Epifania che 'tutte le feste si porta via' lasciando pero' a molti uno sgradito ricordo. La tradizione della calza appesa, infatti, ha portato nelle case l'ultima razione di cioccolata, caramelle e carbone dolce che tentano grandi e piccini dopo che dalle tavole degli italiani sono gia' spariti 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai 5 miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della vigilia e di Capodanno. L'effetto del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e' aggravato dal fatto che, sottolinea Coldiretti, l'abbuffata per le festivita' e' stata anche accompagnata spesso dalla sospensione delle attivita' sportive e da una maggiore sedentarieta' con le lunghe soste a tavola con parenti e amici che hanno ridotto il movimento fisico e favorito l'accumulo di peso. Con l'inizio del nuovo anno la perdita di peso diventa dunque un obiettivo prioritario per il 47% degli italiani che secondo Coldiretti/Ixe' sono attenti alla dieta per mantenersi in forma

Per aiutare le buone intenzioni Coldiretti ha stilato una lista dei prodotti le cui proprieta' terapeutiche e nutrizionali sono utili per disintossicare l'organismo e per accompagnare il rientro in salute alla normalita' dopo gli stress dei viaggi e dei banchetti natalizi. In questa stagione, viene sottolineato, tra la frutta da non dimenticare ci sono arance, mele, pere e kiwi mentre per quanto riguarda le verdure quelle particolarmente indicate sono spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Tutte le insalate e le verdure vanno condite con olio d'oliva, ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l'invecchiamento dell'organismo e favorisce l'eliminazione delle scorie metaboliche, e abbondante succo di limone che purifica l'organismo dalle tossine, fluidifica e pulisce il sangue, e' un ottimo astringente e cura l'iperacidita' gastrica. Le arance sono una notevole fonte di vitamina C che migliora il sistema immunitario e aiuta a fronteggiare l'influenza che ha gia' portato 1,5 milioni di italiani negli ambulatori, favorisce la circolazione, ossigena i tessuti e combatte i radicali liberi. Le mele per il loro modesto apporto calorico e per la prevalenza del potassio sul sodio sono capaci di svolgere un'azione antidiarroica e di regolare la colesterolemia. Ancora: le pere che, oltre ad avere un buon potere saziante, contenendo zuccheri semplici come il fruttosio, fibra, molta acqua e poche calorie, sono adatte per chi soffre di intestino pigro. I kiwi ricchi di vitamina C, fosforo e potassio sono particolarmente indicati per migliorare il funzionamento dell'intestino, i semini neri in esso contenuti, infatti, ne stimolano le contrazioni. Tutta la verdura a foglie verde scuro come spinaci e cicoria contiene acido folico, gruppo vitamine B, essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. L'insalata conferisce volume e potere saziante con un apporto calorico estremamente limitato ed assicura anche un certo contributo di vitamine, calcio, fosforo e potassio. Le carote sono ricche di vitamina A, indispensabile per la salute degli occhi e della pelle, i finocchi, risultano ottimi per combattere la nausea, la digestione difficile e la stitichezza. Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli e lenticchie) perche' contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l'organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalita' intestinali ma, conclude Coldiretti, sono anche una notevole fonte di carboidrati a lento assorbimento, che forniscono energia che aiuta a combattere il freddo e il gelo di questi giorni.

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Il 14% degli italiani non puo’ permettersi un riscaldamento adeguato

 Il 14% della popolazione in Italia non puo' permettersi di riscaldare la propria abitazione in modo adeguato, secondo alcuni dati pubblicati oggi da Eurostat. Nel 2018, il 7% della popolazione dell'Ue ha detto di non potersi permettere di riscaldare a sufficienza la propria casa, in netto calo rispetto all'11% registrato nel 2011. Ma la situazione tra gli Stati membri varia in modo sostanziale. La percentuale piu' ampia di popolazione che dice di non potersi permettere un riscaldamento adeguato e' stata registrata in Bulgaria (34%), seguita da Lituania (28%), Grecia (23%), Cipro (22%), Portogallo (19%) e Italia (14%). Le percentuali piu' basse sono state invece registrate in Austria, Finlandia, Lussemburgo, Olanda, Estonia e Svezia, dove circa il 2% della popolazione dice di non potersi permettere un riscaldamento sufficiente. I dati sono stati raccolti da Eurostat nell'ambito di un sondaggio annuale sui redditi e le condizioni di vita nell'Ue.

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Polizia postale, 24 indagati per revenge porn nel 2019

Nell’ambito dei reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online nel 2019 sono state indagate 650 persone.Le indagini relative al fenomeno dell’adescamento di minori online, invece, hanno consentito di indagare 180 soggetti. E' quanto emerge dal resoconto della attività della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2019

Tra le attività di polizia giudiziaria, sono state eseguite 8 operazioni di particolare rilievo, condotte dagli Uffici territoriali della Specialità e coordinate dal Centro, alcune delle quali svolte in modalità sotto copertura online e scaturite da segnalazioni pervenute nell’ambito dell’attività di cooperazione internazionale svolta dal C.N.C.P.O. che, complessivamente, hanno consentito di indagare in stato di libertà 151 soggetti. 

Nell’ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web nel 2019 sono state indagate 288 persone, per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie e minacce sui social network. E' quanto emerge dal resoconto della attività della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2019.Risultano in costante aumento le diffamazioni on line, soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o comunque conosciute dal grande pubblico: 2426 i casi trattati e 738 le persone indagate.Sono stati segnalati 514 casi di ricatto on line dall’inizio dell’anno.

Inoltre, tra le indagini più significative avviate direttamente dal Centro nell’ambito dei reati di sfruttamento sessuale dei minori, si segnala una complessa operazione, svolta in modalità sotto copertura online nelle Dark Net, che ha consentito di trarre in arresto un 60enne per detenzione di materiale di sfruttamento sessuale dei minori, aggravato dall’ingente quantità, dall’utilizzo di mezzi di anonimizzazione e criptazione, nonché dalla particolare violenza di alcune immagini rinvenute, raffiguranti abusi sessuali su minori anche in tenerissima età. L’uomo è risultato di particolare interesse, anche a livello internazionale, per i ruoli di amministratore e moderatore che nel tempo ha ricoperto nelle comunità virtuali pedofile.

 

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