Politica

De Micheli: i soldi ci sono

Il governo sta studiando "soluzioni concrete" per accelerare l'utilizzo delle risorse per la ricostruzione post-terremoto garantendo rapidità e trasparenza: "i soldi ci sono. Ci dobbiamo concentrare ora sulla rapidità per spenderli". Lo ha detto il sottosegretario al Tesoro Paola De Micheli, con delega sul terremoto. I 30 milioni stanziati all'ultimo Cdm dopo il sisma dei giorni scorsi che ha provocato la tragica slavina sull'hotel di Rigopiano, "sono di prima emergenza. E se ci sarà bisogno di più il Fondo per le emergenze nazionali è assolutamente capiente", afferma De Micheli, senza sbilanciarsi sull'entità dell'intervento. "Le risorse per la ricostruzione le stanzieremo quando avremo chiara l'entità dei danni aggiuntivi. Ma mi deve credere - ribadisce - le norme in vigore confermano che i soldi ci sono per intervenire. Ci dobbiamo concentrare ora sulla rapidità per spenderli". Sulle polemiche per la ricostruzione post-sima del 24 agosto scorso, De Micheli conferma che "ci sono e sono oltre i 7 mld nel pluriennale". Ma resta sul tavolo l necessità di conciliare le istanze inderogabili della trasparenza e della rapidità. "E' quello sul quale stiamo lavorando in queste ore" sottolinea. E questo perché "mentre le procedure per le ricostruzioni private sono già state testate positivamente su altri terremoti occorre accelerare quelle per le ricostruzioni pubbliche, soggette a codice degli appalti".

De Micheli spiega infatti che "esiste già una norma nel codice che consente in emergenza procedure semplificate, ma dobbiamo renderla ancora più utilizzabile per le amministrazioni e soprattutto per chi personalmente si assume le responsabilità potenziando al massimo la trasparenza. Il perimetro di azione è questo". Ma, avverte, "occorre essere però realisti. Le continue scosse sopra la magnitudo 5 ci obbligano a rifare molte verifiche di agibilità spesso su immobili già verificati nei 2 precedenti sismi (agosto ed ottobre 2016). Possiamo aumentare il numero di squadre di certificatori, ma per fare bene le verifiche hanno bisogno comunque di qualche tempo e ora qui territori sono sotto la neve". Sulla necessità di superare le strozzature burocratiche e lavorare tutti insieme per risollevare le zone colpite, il sottosegretario spiega che si useranno anche "gli insegnamenti delle gestioni dei terremoti passati, seppur molto differenti da quelli del centro Italia. Sia per affrontare la questione delle responsabilità, stazioni appaltanti, sia nelle modalità, gare, affidamenti diretti. Il passato ci dice che non tutti possono appaltare perché si disperdono energie, risorse e tempo, e che non tutte le procedure tutelano le responsabilità di chi le attua e garantiscono la trasparenza necessaria. Stiamo studiando soluzioni concrete che stiano dentro a questi confini, imparando dal passato". Quanto al tema della messa in sicurezza delle zone a rischio e della richiesta di flessibilità all'Ue, in questi 3 anni "abbiamo stanziato risorse che non sono ancora utilizzate. Non abbiamo chiesto flessibilità per questo all'Europa, la vogliamo per ricostruire", spiega. Ma, aggiunge, "chiediamo a tutti i soggetti istituzionali di predisporre tutti i progetti necessari per intervenire".

Nell'ultima legge di bilancio, ricorda, "abbiamo ulteriormente rafforzato le dotazioni finanziarie predisponendo": un super fondo per la prevenzione strutturale del Paese con 47,5 mld di euro per gli anni 2017-2032; 7 mld per i terremoti del centro Italia; 9,8 mld contro il dissesto idrogeologico; 11,6 mld di incentivi ai privati per ristrutturazioni antisismiche e di efficienza energetica.

 

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Prefetto di Teramo: vanno date direttive a livello nazionale

"Dobbiamo verificare questa cosa. Cosa facciamo? Evacuiamo tutto il centro Italia?". A chiederlo e' il prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, rispondendo ad una domanda sulle delle affermazioni fatte dal presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, in relazione alla diga di Campotosto e al riferimento al disastro del Vajont. "Qui vanno date - ha aggiunto - eventualmente delle direttive univoche a livello nazionale. Se ci dovessero essere delle indicazioni in questo ambito ve lo faremo sapere"

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Febbo: agricoltura annientata, servono sgravi fiscali

"La Regione Abruzzo, dopo aver immediatamente dichiarato lo stato di emergenza e aver richiesto il decreto nazionale di declaratoria dello stato di calamita' naturale, intervenga in aiuto al mondo agricolo con ulteriori, specifiche e mirate misure al fine di dare una risposta concreta alla grave situazione in cui versa l'agricoltura abruzzese e in modo particolare gli allevatori". Questa la proposta avanzata dal Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo contenuta in una Risoluzione urgente indirizzata a presidente della Regione, all'assessore regionale Pepe e al Presidente della Commissione agricoltura Berardinetti, chiedendo il loro impegno ad intervenire presso il Ministro Martina al fine di attuarle queste misure. "Gli eventi calamitosi straordinari - continua Mauro Febbo - sia in termini di quantita' di neve e pioggia sia il perdurare delle scosse sismiche, hanno prodotto nel mondo rurale un quadro drammatico mettendo in ginocchio gli agricoltori facendo registrare gravi danni alle colture, perdite di bestiame e ingenti danni alle strutture. Oggi, in questo scenario drammatico a causa del perdurare di tali eventi straordinari e mai verificatisi prima, e' indispensabile adottare provvedimenti urgenti al fine di snellire la burocrazia per garantire tempi davvero rapidi, altrimenti appesantiti da procedure lente, farraginose e talvolta inefficaci e tardive". "Innanzitutto - spiega Febbo - e' indispensabile inserire, tra le misure da adottare, una deroga all'art. 5 comma 4 del D. Lgs 102/2004 (e successive modifiche e integrazioni) relativa agli eventi assicurabili, considerato che l'evento e' accaduto nella prima meta' di gennaio e per le aziende e' stato impossibile assicurarsi, e anche se lo avessero fatto l'area interessata e' stata troppo vasta e l'evento di proporzioni davvero imprevedibili.

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La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale chiede le dimissioni degli attuali vertici Enel

La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale d'Abruzzo, con un documento consegnato al Presidente del Consiglio regionale con la richiesta di inviarlo al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministero dello Sviluppo Economico, chiede le dimissioni degli attuali vertici Enel. "Dimissioni che devono essere precedute - dice il documento - da un risarcimento ai cittadini duramente colpiti dai disagi inferti, per il tramite dei Comuni di residenza, pari al 50% del prossimo anticipo del dividendo per i soci a valere sull'esercizio 2016, aggiuntivo ai normali indennizzi previsti per i piccoli disagi". Le ragioni di tale richiesta, spiegano i Capigruppo, sono da ricercare nella "pessima gestione dell'emergenza sia in fase preliminare, sia nella fase di informazione ai cittadini e alle Istituzioni, sia nelle gestione nelle operazioni, con ritardi e superficialita' inaccettabili per un Paese moderno nel terzo Millennio"

Il sindaco di Orsogna Fabrizio Montepara ha chiesto al presidente all'Anci Abruzzo, Luciano Lapenna, di promuovere a nome di tutti i Comuni abruzzesi azioni per verificare la responsabilita' di Enel e Terna rispetto ai ''gravissimi e notevoli disservizi che si sono creati in questi giorni nella distribuzione della corrente elettrica''. Montepara, presidente nazionale di Anci Res Tipica, associazione che si occupa di tutelare e valorizzare le tipicita' dei Comuni italiani, chiede a Lapenna di avviare, nel caso, azioni di ristoro nei confronti delle due aziende, a favore dei Comuni e degli abruzzesi. ''Tantissimi cittadini sono stati, e in certe zone lo sono ancora, senza fornitura di energia elettrica per diversi giorni - ricorda Montepara -, palesando in maniera lampante le deficienze di Terna e dell'Enel''.

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Tancredi (Ap): Senza luce anche centro dei soccorsi a Teramo

"Da otto giorni decine di migliaia di famiglie della provincia di Teramo si trovano ancora senza luce, esposte al freddo e angosciate da una sequenza sismica senza precedenti. Anche nello stesso comune di Teramo i generatori predisposti dall'Enel vanno in avaria, finiscono il carburante e la stessa azienda non è in grado di rimediare nel breve periodo. La gente è esasperata". È quanto dichiara il deputato di Area popolare Paolo Tancredi.

"Siamo arrivati al paradosso - prosegue - che in queste ultime ore manca l'energia elettrica persino al centro di coordinamento dei soccorsi di Teramo, dove opera la stessa Enel. Nessuno vuole infierire su chi sta lavorando alacremente e in maniera encomiabile sul campo, ma non possiamo neppure fare a meno di denunciare queste criticità. Non era pensabile sI venisse a creare una situazione di questo tipo. Va bene le condizioni di eccezionalità, ma quanto sta avvenendo è davvero intollerabile".

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Accoglienza, De Martinis: “Aperto fino al 31 gennaio il bando per il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”

C’è tempo fino al 31 gennaio per presentare la propria manifestazione d’interesse a partecipare all’avviso pubblico con il quale il Comune di Montesilvano cerca immobili per attivare sul territorio di Montesilvano lo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

«Abbiamo scelto di aderire al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – spiega il vicesindaco Ottavio De Martinis - al fine di trovare una modalità differente di accoglienza sul territorio di Montesilvano che si possa coniugare meglio con le esigenze di sicurezza e di sviluppo della città stessa. Lo Sprar, infatti, secondo quanto disposto da una disposizione ministeriale esclude la presenza sullo stesso territorio dei centri di prima accoglienza. Ciò significa che i Cas che a Montesilvano si trovano negli hotel Ariminum ed Excelsior potranno essere chiusi e al tempo stesso, si ridurrà di oltre la metà il numero di profughi presenti in città, portandolo ad un numero massimo di 135 persone».

Con l’avviso, il Comune di Montesilvano cerca più immobili da utilizzare, per creare una rete di accoglienza diffusa sul territorio. Gli edifici dovranno avere una capacità ricettiva non inferiore a 10 posti, anche suddivisibili in più moduli non superiori a 6 posti, e non superiore a 60 posti in moduli da massimo 30 posti. Gli immobili non potranno essere hotel e non dovranno trovarsi in zone a spiccata vocazione turistica o commerciale.

Con l’avviso è stata avviata una ricerca anche per i locali, di 200 metri quadri ciascuno, dove creare una mensa dei poveri ed un emporio solidale, nell’ambito del progetto “Alleanza contro la povertà – Montesilvano”.

«Crediamo che lo Sprar - conclude l’assessore alle Politiche Sociali - sia l’unica soluzione possibile di una questione complessa, che ci permetta di accogliere queste persone che fuggono da drammi e disperazione, senza tralasciare l’aspetto della sicurezza che abbiamo il dovere di garantire ai nostri concittadini e il percorso di crescita e sviluppo del tessuto commerciale e turistico della città».

Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro martedì 31 gennaio 2017 alle ore 13:00, con l’indicazione dei locali proposti, al seguente indirizzo: Comune di Montesilvano –settore Amministrativo-, piazza Diaz, 1, 65016 Montesilvano.

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Galleria I Pianacci, Maragno: “Affidati i lavori di realizzazione dello svincolo”

«Non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno, la ditta attiverà il cantiere per raddoppiare lo svincolo all’uscita della Galleria I Pianacci». L’annuncio arriva dal sindaco di Montesilvano Francesco Maragno che specifica: «La realizzazione di questa opera, che faciliterà l’immissione delle auto che escono dalla tangenziale sul tessuto cittadino, è solo il primo passo di un progetto più articolato, che speriamo possa essere una valida alternativa all’ipotesi della disposizione del senso unico all’interno della Galleria, di immediato impatto».

I lavori sono stati affidati alla ditta Di Prospero srl di Pescara, aggiudicataria degli interventi con un ribasso del 12%. La ditta in questi giorni ha effettuato un rilievo topografico per valutare l’impatto complessivo sull’area del progetto di realizzazione di una rotatoria più ampia tra via Chiarini e via Togliatti che possa assorbire e smistare l’imponente flusso di veicoli che quotidianamente si riversano su quel punto della viabilità in entrata o in uscita dalla Galleria.

«Stiamo lavorando a ritmi serrati - aggiunge il sindaco – al fine di dare una risposta in tempi strettissimi ai tanti residenti e automobilisti che tutti i giorni confluiscono in quella zona della città e risolvere i problemi di carattere ambientale e di mobilità connessi a questo punto critico della viabilità della zona nord dell'area metropolitana pescarese, consapevoli che l'unica risposta definitiva possa essere il completamento della variante, nell’ultimo tratto di collegamento con Silvi».

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Stop alle lezioni nelle scuole superiori di 8 città del Pescarese

La Provincia di Pescara scrive ai ai Dirigenti Scolastici degli istituti e ai Sindaci per chiedere la sospensione delle attivita' didattiche per martedi' 24 e mercoledi' 25 gennaio, nelle scuole superiori dei comuni di Pescara, Montesilvano, Citta' S. Angelo, Popoli, Torre de' Passeri, Alanno e Cepagatti, mentre per le scuole della citta' di Penne si attende di conoscere le decisioni dell'amministrazione comunale. La richiesta, spiega il Presidente Antonio Di Marco, e' per consentire all'amministrazione provinciale l'esecuzione di opere di pronto intervento "dato atto che al momento lo stato generale della viabilita' non consente di garantire pari opportunita' agli studenti, in relazione alla provenienza geografica degli stessi, e all'effettiva accessibilita' di alcuni istituti".

"Nei giorni scorsi - aggiunge - sono stati eseguiti minuziosi controlli in tutte le strutture, eccezion fatta per quelle di Penne, dove le particolari condizioni della viabilita' cittadina hanno rallentato le operazioni di verifica, attivate comunque tempestivamente e tuttora in corso. Le indagini sulle eventuali conseguenze post sisma del 18 gennaio, necessariamente eseguite in maniera puramente visiva, non hanno evidenziato situazioni sostanzialmente differenti dallo stato dei luoghi precedentemente accertato. Tuttavia sono stati rilevati diffusi danni da infiltrazioni di acqua piovana, in alcuni casi talmente significati da comportare obbligatoriamente l'interdizione dei locali interessati dai predetti fenomeni"

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Emergenza neve in Abruzzo. Tre domande al sindaco di Tocco da Casauria, Riziero Zaccagnini

1)Sindaco cosa non ha funzionato ?
Forse è presto per dirlo. Io so cosa non ha funzionato da noi. In primo luogo la rete di distribuzione elettrica, e non ci sono scuse plausibili. Quando è saltata a Tocco c'erano a dir tanto 20 cm di neve, eppure il paese è stato 36 ore al buio. La causa principale è l'obsolescenza della rete, conosciuta da Enel, da anni. E poi l'impreparazione a un evento annunciato: mancavano, banalmente, uomini e donne. Secondo voi è un azzardo puntare il dito contro le privatizzazioni e i tagli di cui tanto ci hanno parlato nell'ultimo decennio come soluzione di mali economici del nostro Paese?

2)E cosa invece è andato bene?
Per noi la fortuna di aver incrociato una squadra di operatori della zona, che conoscevano la realtà della nostra rete, e non hanno mollato fino al ripristino dell'energia. Grandi lavoratoti, belle persone, unica nota positiva di questa esperienza, assieme alla paziente disponibilità dei cittadini e al continuo scambio di informazioni tra sindaci in chat organizzata dalla Provincia, che ci ha permesso un  contatto reciproco anche operativo.


3) Per il futuro come ci si può organizzare, servono fondi o la volontà a fare di più?
Servono fondi veri e ben distribuiti: il vero piano di rilancio dell'Italia passa attraverso un piano nazionale di investimenti su prevenzione, riassetto idrogeologico, ammodernamento delle reti (non solo elettriche) e così via. Non possiamo vivere in costante emergenza. Non so se questo passi attraverso la volontà di fare di più: di certo richiede di fare diversamente. Ripeto, non tanto nella gestione dell'emergenza, per cui vi sarà il tempo della critica e/o autocritica. Ma nella programmazione. A monte ci sono sempre decisioni, e decisori che devono scegliere la direzione da prendere.

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Rinviata la seduta del Consiglio Regionale

Il Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha comunicato il rinvio della seduta di Consiglio prevista per domani martedì 24 gennaio. Sempre domani è convocata, invece, la Conferenza dei Capigruppo che si riunirà alle ore 13 presso la “Sala Silone” dell’Emiciclo, all’Aquila. I Capigruppo stabiliranno la nuova data del Consiglio regionale e stileranno l’ordine del giorno della seduta.

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