Primo Piano

Mattarella inaugura all’Aquila il nuovo anno scolastico

Sarà L'Aquila a ospitare lunedì 16 settembre la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico. Dalle 16.30, nel cortile della Primaria 'Mariele Ventre' - Direzione Didattica Amiternum - circa mille studenti in rappresentanza di 350 istituti di tutta Italia saluteranno il ritorno tra i banchi. Con loro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti. La cerimonia sarà trasmessa in diretta, dalle 16.30 alle 18.45 su Rai Uno, nel corso della trasmissione Tutti a Scuola, condotta da Flavio Insinna e Francesca Fialdini. Potrà essere seguita anche in collegamento streaming sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (www.miur.gov.it) e tramite i profili social del Miu L'Aquila è stata scelta, nel decennale del terremoto del 6 aprile 2009, per ricordarne la tragedia e la volontà di rinascita. E nell'occasione, domani pomeriggio, prima dell'inizio della cerimonia, il Ministro Fioramonti consegnerà una medaglia a tutta la comunità scolastica del capoluogo abruzzese per premiarne il coraggio e l'impegno nelle difficoltà. Video, canzoni, danza e teatro. Sul palco animeranno la diretta televisiva gli alunni degli istituti scolastici selezionati dal Miur con un concorso per i migliori progetti didattici realizzati sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità, dell'integrazione, dell'intercultura e della legalità. Immaginano case, scuole, parchi, piazze, colori, suoni e vita lì dove adesso ci sono ancora le macerie i bambini della Direzione didattica 'Galileo Galilei' di Paganica (AQ). Guarda al dopo-terremoto anche l'Istituto Comprensivo 'Simone de Magistris' di Caldarola (MC) che, con il coro della Direzione Didattica Amiternum, animerà la trasmissione cantando Domani. È un inno all'amicizia, alla solidarietà, alle pari opportunità il brano Altalena degli alunni dell'Istituto Comprensivo 'Trento 6' di Trento. I principi della nostra Costituzione a ritmo di rap. È Rap?pubblica degli alunni dell'Istituto Comprensivo di Vignanello (VT). Dedicata alla bandiera italiana è invece la coreografia Danza in tricolore degli studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore 'Enrico Fermi' di Sulmona (AQ).La Pallina è il video che invita a riflettere sull'abuso della plastica ed è stato pensato dai ragazzi della classe quarta del settore 'Produzioni Audiovisive' dell'Istituto d'Istruzione Superiore 'Enrico Medi' di Palermo. Più attenzione all'utilizzo della plastica e tutela dell'ambiente sono anche i fili conduttori del breve filmato Plastic free dell'Istituto Comprensivo 'Centro storico Pestalozzi' di Firenze. Com'eri vestita è la rappresentazione teatrale del Liceo Artistico 'Nanni Valentini' di Monza. Tra gli ospiti che interverranno durante la trasmissione: l'attrice Veronica Pivetti; i cantautori Ron ed Enrico Nigiotti; la cantautrice Noemi e il gruppo The Jackal. Testimonial d'eccezione anche la calciatrice Sara Gama, la nuotatrice Simona Quadarella, i due atleti paralimpici Lorenzo Marcantognini e Margherita Paciolla. Ad accompagnarli il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli. Agli alunni che parteciperanno a Tutti a Scuola sarà distribuito uno zainetto con il volume Geronimo Stilton. Viaggio alla scoperta dei diritti dei bambini. Il libro è realizzato dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza ed è dedicato alla Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia. Agli studenti anche Una vita da social - guida sull'uso corretto del web, a cura della Polizia Postale, in collaborazione con il Safer Internet Centre e il Miur.

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Cgia, inefficienza P.A. è un freno allo sviluppo

"Ci sono ragionevoli certezze nel ritenere che nel rapporto “dare-avere” tra lo Stato e il contribuente italiano, il soggetto maggiormente leso non sia il primo, bensì il secondo. Considerando tutta una serie di caveat, che saranno sviluppati successivamente, la tesi è la seguente: la dimensione economica dell’evasione fiscale presente in Italia (110 miliardi) è poco più della metà dei costi a carico di cittadini e imprese relativi a sprechi, sperperi e inefficienze generate dalla Pubblica amministrazione (almeno 200 miliardi di euro)". L’Ufficio studi della CGIA è pervenuto a questa conclusione partendo dall’analisi di alcuni dati di contesto e rammentando che uno Stato di diritto si basa, tra le altre cose, sul principio della legalità. Sia chiaro, chi evade commette un reato e va perseguito ovunque esso si annidi; tuttavia, la legalità deve essere rispettata da tutti: sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati. Il record di infrazioni europee subite dal nostro Paese fino ad oggi, ad esempio, dimostra che le nostre istituzioni pubbliche devono migliorare tantissimo . "Segnaliamo che tra le procedure in corso nei confronti dell’Italia figurano quelle sulla pessima qualità dell’aria presente in molte città, la presenza dell’arsenico nell’acqua potabile, il mancato rispetto dei tempi di pagamento da parte della nostra Pubblica Amministrazione (PA) e i livelli di inquinamento presenti nell’area dell’ex Ilva di Taranto", si legge nella nota dell'associazione. Tornando al rapporto “dare-avere” tra lo Stato e il contribuente italiano, secondo una stima del ministero dell’Economia, l’ammontare complessivo dell’evasione in Italia si attesterebbe attorno ai 110 miliardi di euro all’anno. Una cifra, quella dovuta all’infedeltà fiscale degli italiani, spaventosamente elevata che, secondo gli artigiani veneti, sarebbe comunque molto inferiore al costo che i cittadini e le imprese sopportano in ragione del cattivo funzionamento della PA e degli effetti negativi procurati dal mancato rispetto della norme e dei regolamenti vigenti da parte di un pubblico ufficiale o di un incaricato al pubblico servizio.

Mettendo in fila i risultati di alcune analisi condotte da una mezza dozzina di istituzioni molto autorevoli, il danno economico per i contribuenti italiani sarebbe di almeno 200 miliardi di euro all’anno. Si tratta di una dimensione economica quasi doppia a quella dell’evasione. E’ una comparazione, quella appena evocata, che ovviamente non ha alcun rigore scientifico: infatti, gli effetti economici delle inefficienze pubbliche che si “scaricano” sui privati sono di fonte diversa, gli ambiti in molti casi si sovrappongono e, per tali ragioni, non sono addizionabili. Tuttavia, il ragionamento ha una sua fondatezza: nonostante ci sia tanta evasione, una PA poco efficiente causa ai privati dei danni economici nettamente superiori. Una conclusione, a cui è pervenuta la CGIA, che non appare per nulla scontata, visto che c’è una buona parte dell’opinione pubblica che se da un lato ha una forte sensibilità verso il tema dell’evasione, dall’altro lato avverte in misura meno preoccupante gli effetti degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze della PA.

I costi del cattivo funzionamento della nostra PA L’Ufficio studi della CGIA ha raccolto ed allineato i risultati di una serie di analisi sulle inefficienze e gli sprechi che caratterizzano la nostra Pubblica Amministrazione. In sintesi si evidenzia che:  il costo annuo sostenuto dalle imprese per la gestione dei rapporti con la PA (burocrazia) è pari a 57 miliardi di euro (Fonte: The European House Ambrosetti); i debiti commerciali della PA nei confronti dei propri fornitori ammontano a 53 miliardi di euro (Fonte: Banca d’Italia); il deficit logistico-infrastrutturale penalizza il nostro sistema economico per un importo di 40 miliardi di euro all’anno (Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);  se la giustizia civile italiana avesse gli stessi tempi di quella tedesca, il guadagno in termini di Pil sarebbe di 40 miliardi di euro all’anno (Fonte: CER-Eures);  sono 24 i miliardi di euro di spesa pubblica in eccesso che non ci consentono di abbassare la nostra pressione fiscale alla media UE (Fonte: Discussion paper 23 Commissione Europea);  gli sprechi e la corruzione presenti nella sanità costano alla collettività 23,5 miliardi di euro ogni anno (Fonte: ISPE);  gli sprechi e le inefficienze presenti nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12,5 miliardi di euro all’anno (Fonte: The European House Ambrosetti-Ferrovie dello Stato).

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Sono 42 i sottosegretari del governo Conte

 Sono 42 i sottosegretari del governo Conte. 21 i sottosegretari M5s, 18 i Dem, 2 i rappresentanti di Leu, 1 del Maie. E' quanto trapela da fonti governative. Il Movimento conserva dunque una maggioranza di sottosegretari e anche di viceministri: ne avra' 6, mentre quattro saranno del Partito democratico.

Il Consiglio dei ministri - si legge nella nota ufficiale della presidenza del Consiglio - ha nominato quarantadue sottosegretari, nel rispetto dei limiti previsti dalla legislazione vigente. Dei nuovi sottosegretari, dieci assumeranno le funzioni di viceministro, con deleghe che saranno successivamente loro attribuite a norma dell'articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Di seguito la lista dei sottosegretari oggi nominati. Presidenza del Consiglio: Mario Turco - programmazione economica e investimenti; Andrea Martella - editoria; Gianluca Castaldi - rapporti con il Parlamento; Simona Flavia Malpezzi - rapporti con il Parlamento; Laura Agea - affari europei. Esteri e cooperazione internazionale: Emanuela Claudia Del Re - viceministro; Marina Sereni - viceministro; Manlio Di Stefano; Ricardo Antonio Merlo; Ivan Scalfarotto. Interno: Vito Claudio Crimi - viceministro; Matteo Mauri - viceministro; Carlo Sibilia; Achille Variati. Giustizia: Vittorio Ferraresi; Andrea Giorgis. Difesa: Giulio Calvisi; Angelo Tofalo. Economia: Laura Castelli - viceministro; Antonio Misiani - viceministro; Pier Paolo Baretta; Maria Cecilia Guerra; Alessio Mattia Villarosa. Sviluppo economico: Stefano Buffagni - viceministro; Mirella Liuzzi; Gian Paolo Manzella; Alessia Morani; Alessandra Todde. Politiche agricole alimentari e forestali: Giuseppe L'Abbate. Ambiente e tutela del territorio e del mare: Roberto Morassut. Infrastrutture e trasporti: Giancarlo Cancelleri - viceministro; Salvatore Margiotta; Roberto Traversi. Lavoro e politiche sociali: Stanislao Di Piazza; Francesca Puglisi. Istruzione, universita' e ricerca: Anna Ascani - viceministro; Lucia Azzolina; Giuseppe De Cristofaro. Beni e attivita' culturali e turismo: Lorenza Bonaccorsi; Anna Laura Orrico. Salute: Pierpaolo Sileri - viceministro; Sandra Zampa.

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Istat, nel II trimestre disoccupazione scende al 9,9%

 Il tasso di disoccupazione, nel secondo trimestre dell'anno, e' sceso al 9,9% (-0,4 punti). Lo rileva l'Istat. Nel confronto tendenziale, prosegue l'Istat, per il nono trimestre consecutivo si riduce il numero di disoccupati (-260.000 in un anno, -9,3%), coinvolgendo entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di eta'. Dopo due trimestri di calo, torna ad aumentare il numero di inattivi di 15-64 anni (+63.000 in un anno, +0,5%). Il tasso di disoccupazione e' in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima; tale andamento si associa alla stabilita' congiunturale e alla crescita tendenziale del tasso di inattivita' delle persone con 15-64 anni. Diversamente, nei dati mensili di luglio 2019 il tasso di disoccupazione e' in lieve aumento e quello di inattivita' rimane invariato in confronto a giugno 2019.

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Sanità, presentati i due nuovi manager delle Asl di Chieti e L’Aquila

 “L’Abruzzo si dimostra attrattivo e competitivo riuscendo a richiamare professionalità con grande esperienza e competenza. L’adeguamento delle retribuzioni dei manager era un atto dovuto per riallineare l’Abruzzo alle altre regioni italiane. Un adeguamento che hanno fatto tutte le Regioni.  Solo l’Abruzzo era rimasto fermo a tal punto da scoraggiare chi aveva i requisiti e le capacità per accettare l’incarico e assumere questa funzione di direzione”.

Sono parole del Presidente della giunta regionale, Marco Marsilio che oggi ha presentato i due nuovi direttori generali delle Asl di L’Aquila-Avezzano-Sulmona e di Chieti-Lanciano-Vasto, rispettivamente Roberto Testa e Thomas Schael. La conferenza stampa si è tenuta a L’Aquila, a Palazzo Silone, a margine della seduta di giunta in cui sono state formalizzate le due nomine, alla presenza dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, dei due direttori appena nominati e del direttore del dipartimento Roberto Fagnano. "Abbiamo raggiunto questo risultato - ha aggiunto Marsilio - dopo un lungo percorso visto che, al momento del nostro insediamento, abbiamo trovato un bando già pubblicato che presentava delle criticità. La differenza nei compensi  era così evidente che abbiamo dovuto adeguare le retribuzioni dei direttori generali.  Chi lavora in Abruzzo è giusto che venga pagato come chi lavora in ogni altra regione d’Italia. Guidare una Asl è una responsabilità enorme per assicurare un servizio essenziale per i cittadini, promuovere in pieno il diritto alla salute e ridare slancio all’intero comparto”. L’assessore Verì nell’augurare un buon lavoro ai due direttori Asl ha sottolineato la necessità di risanare il disavanzo ereditato. “Il risanamento economico – ha commentato l’assessore - è una priorità . Occorre riportare un bilancio in equilibrio ma questo non deve andare a discapito della buona qualità della sanità del nostro territorio. Innanzitutto, dovranno rispondere a due obiettivi: creare la rete del malato acuto e quella del malato cronico. Valuteremo efficienza ed efficacia del loro operato”. 

L'affondo di Silvio Paolucci

''Si cambiano le carte in tavola, si cambiano le condizioni contrattuali in corso d'opera e bando, si anticipano i nomi, si sostituiscono le sedi di destinazione: non solo un risiko di poltrone ma sopratutto un gioco ad altissimo rischio''. Lo scrive su facebook l'ex assessore alla sanita' della Giunta D'Alfonso Silvio Paolucci. In merito alle nomine nella sanita' Paolucci dice che ''Per altro il cambiare le condizioni contrattuali (il compenso + 40.000 euro l'anno) ad avviso chiuso e domande pervenute, mette a rischio di ricorso l'intera procedura. Per la scelta dei direttori generali delle Asl sembra che sia andato in onda piu' un gioco che una scelta istituzionale impegnativa e responsabile. Perche' questo andamento barcollante cosi' border-line, cosi' rischioso, chiacchierato e discutibile? La sanita' abruzzese, in un passato che non ci deve piu' appartenere, ha gia' sanguinato economicamente e giudiziariamente. Mica rivediamo un vecchio film gia' visto?''.

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Confcommercio: Tari più cara, per terziario +76% in 10 anni

Continua ad aumentare la tassa rifiuti per cittadini e imprese: nel 2018 è arrivata complessivamente a 9,5 miliardi di euro con un incremento, dal 2010, del 76%, pari a 4,1 miliardi in più. È quanto emerge dall'Osservatorio sulle tasse locali di Confcommercio. Lo scostamento dai fabbisogni standard è una delle principali cause dell’aumento dei costi di gestione dei rifiuti: in Piemonte, Basilicata e Calabria gli scostamenti maggiori, Toscana e Abruzzo le regioni più virtuose.L'aumento, spiegano gli economisti di Confcommercio, è generalizzato anche per la Tari pro-capite: la più elevata nel Lazio (261 euro), la più bassa in Molise (130 euro).

A fronte di costi sempre più alti, calano livello e quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali: solo 5 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto) si collocano sopra il livello di sufficienza. Nonostante ciò, a quasi tutte le categorie merceologiche si continuano ad applicare coefficienti tariffari in crescita. Tra le attività che pagano di più, ortofrutta, fiorai e pescherie (24,3 euro al mq.); i maggiori aumenti per discoteche, ristoranti, negozi di abbigliamento, librerie.Per Patrizia Di Dio, membro di giunta di Confcommercio con delega all’ambiente, la proposta è quella di "avviare con urgenza azioni concrete affinché si limiti la libertà fino ad ora concessa ai Comuni di poter determinare il costo dei piani finanziari includendo voci di costo improprie, come i costi del personale, vincolando gli enti locali al rispetto di norme di legge come quella che li obbliga a tenere conto dei fabbisogni. Un servizio efficiente di raccolta e gestione dei rifiuti urbani non può che portare benefici all’ambiente, ma anche a quell’irrinunciabile esigenza di decoro, di immagine e di igiene pubblica che dovrebbe caratterizzare normalmente le nostre città. Invece, da anni, registriamo situazioni critiche specialmente in molte città del Sud". Secondo Di Dio, "pretendere un servizio adeguato non è solo un’azione a tutela delle imprese ma anche e soprattutto un’azione a tutela di tutti i cittadini e della loro salute. Una città libera dai rifiuti, decorosa e pulita non può che accrescere quel senso civico che invece si sta perdendo e che rischia di alimentare una pericolosissima deriva culturale"

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Oltre mille assunzioni nella sanità in Abruzzo

 Un totale di 1157 nuove assunzioni in 3 delle 4 Asl abruzzesi, per dare una risposta efficace alle carenze di personale piu' volte segnalate e provvedere alla sostituzione dei dipendenti che vanno in pensione. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla salute Nicoletta Veri', della Lega, nella riunione pomeridiana all'Aquila ha approvato i piani triennali del fabbisogno di personale delle Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, di Pescara e di Teramo: il documento della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, invece, e' ancora in fase di istruttoria e verra' portato all'esame dell'esecutivo regionale nei prossimi giorni. ''Va precisato - spiega l'assessore Veri' - che la programmazione approvata oggi in giunta non rappresenta uno strumento rigido, ma e' assolutamente flessibile e potra' essere modificato sulla base degli indirizzi fissati da questo governo regionale, che ha avviato una profonda fase di riorganizzazione di tutto il sistema sanitario abruzzese. Un ruolo centrale in questo processo sara' quello dei nuovi direttori generali della Asl, che potranno rimodulare le figure professionali da inserire in organico nel modo che riterranno piu' opportuno per centrare i propri obiettivi di mandato. Il tutto, ovviamente, senza aumentare la dotazione finanziaria complessivamente assegnata a ciascuna azienda sanitaria - spiega ancora Veri'. Nel dettaglio, la Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila potra' assumere, nei prossimi 3 anni, 519 nuove persone, Pescara, 299 e Teramo, 339. Il fabbisogno e' stato definito direttamente dalle aziende sanitarie, che lo hanno poi inviato alla Regione per la validazione in base a specifici parametri concordati in precedenza. A questo varo si e' arrivati dopo una fase di confronto iniziata mesi fa, che necessariamente non poteva tenere conto del lavoro di ridefinizione della rete ospedaliera e di quella territoriale (tuttora in corso) e degli altri provvedimenti nel frattempo approvati dalla Giunta, come il piano per l'abbattimento delle liste d'attesa, per il quale sono stati stanziati 2 milioni di euro di fondi aggiuntivi. "Era comunque importante - aggiunge l'assessore - approvare i piani del fabbisogno per sbloccare una serie di coperture di posti che andavano affrontate e risolte in ogni caso, nell'interesse dei cittadini e del loro diritto a un'assistenza sanitaria di qualita'. Dalla data del mio insediamento, lo scorso 12 marzo, siamo intervenuti autorizzando gia' 167 assunzioni 'a stralcio', vale a dire nelle more dell'approvazione dei piani del fabbisogno, proprio per far fronte alle situazioni piu' critiche. Da oggi, invece, le Asl potranno tornare a gestire autonomamente e per tempo le proprie necessita', evitando l'eccessivo ricorso ai contratti atipici e limitando il fenomeno del precariato"

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Sondaggio Swg, Lega 33,4 Pd 22,1 M5s 21%

Un sondaggio Swg, su 1500 italiani maggiorenni, assegna alla Lega il 33,4% dell'orientamento di voto. Seguono il Pd al 22,1%, M5s al 21%, FdI al 7,2%, FI al 5,2%, +Europa al 2,6%, Sinistra al 2,3%, Verdi al 2,2%. Le 1500 interviste sono state realizz(ate tra il 4 e il 9 settembre. Alle europee di maggio la Lega ebbe il 34,3%, il Pd 22,7%, M5s 17,1%

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Festa della Rivoluzione, installazione a piazza Salotto

"D'Annunzio è tornato a Pescara e con lui vogliamo riportare il bello dannunziano a partire da piazza Salotto, che oggi è la piazza più brutta di Pescara, ma che tornerà a rinascere grazie alla giunta Masci. Cominciamo oggi con una installazione artistica, una panchina stilizzata che è tipicamente dannunziana". Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri nel corso della conferenza stampa odierna convocata per presentare alla città la Panchina donata dalla famiglia Pomilio e installata in piazza Salotto. Presenti il sindaco Carlo Masci, il senatore Nazario Pagano, l'attore e regista Edoardo Sylos Labini, assessori e consiglieri comunali. "Dopo anni di oblio stiamo restituendo a d'Annunzio il suo posto nella sua città - ha detto il Presidente Sospiri - Ed era nostro dovere accoglierlo con un simbolo di bellezza. Sicuramente la panchina non risolve tutti i problemi, ma é fondamentale risvegliare lo spirito dannunziano e avviare la rinascita della nostra piazza". "Continuano le iniziative della Festa della Rivoluzione con cui vogliamo restituire l'identità alla città - ha detto il sindaco Masci - Piazza Salotto è il luogo per eccellenza della città, oggi é spenta, triste dopo un progetto di rifacimento che purtroppo l'ha resa brutta. Oggi è giunto il momento di intervenire riportando segni di eleganza e di senso dell'estetica, nei prossimi cinque anni lavoreremo per riportare la piazza al suo antico splendore, oggi non é la piazza che Pescara merita, lavoreremo e progetteremo nel nome di d'Annunzio. Per un mese la panchina resterà in piazza Salotto, poi la porteremo all'Aurum".  "D'Annunzio è patrimonio d'Italia e del mondo - ha aggiunto Sylos Labini - è stato il primo esperto di marketing, pensiamo a quanti nomi ha inventato, la Rinascente, il Parrozzo, l'Aurum. È un uomo che ha fatto della sua vita un'opera d'arte e associare al suo nome il rilancio della città e della cultura é una scelta straordinaria". "Ringrazio il Presidente Sospiri e il sindaco Masci per la Rassegna dedicata a d'Annunzio - ha aggiunto il senatore Pagano - e ovviamente sosterremo in ogni modo la rinascita di piazza Salotto". 

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Coldiretti: crollo vino Usa per i dazi in Cina spinge il Made in Italy

 La guerra commerciale combattuta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con la Cina a colpi di aumenti tariffari alle frontiere ha portato le vendite di vini Usa sul mercato cinese ad un crollo del 54% nel 2019 per effetto delle ritorsioni del gigante asiatico. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che ad avvantaggiarsene è anche il vino Made in Italy che aumenta del 6,4% il valore delle esportazioni in Cina sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell'anno.

Dopo essere stati tra i principali fornitori di vino della Cina, la presenza degli Stati Uniti nel settore è divenuta residuale con appena 1,6% del mercato dei vini di importazione nel Paese asiatico mentre l'Italia - sottolinea la Coldiretti - è cresciuta e detiene una quota del 6,6% che la colloca al quarto posto dopo Australia, Cile e Francia ma davanti alla Spagna, secondo elaborazioni su dati wine monitor nei primi cinque mesi del 2019.

Si tratta di un mercato importante poichè per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi la Cina - precisa la Coldiretti - è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano piu' vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi. Un mercato dunque strategico per i viticoltori italiani che - conclude la Coldiretti - puo' essere rafforzato grazie all'accordo sulla Via della Seta.

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