Primo Piano

Processo per la discarica di Bussi, cancellate le condanne in Cassazione

Quattro imputati assolti "per non aver commesso il fatto", e 6 posizioni cadute in prescrizione relative al reato di disastro ambientale colposo aggravato. Questa la decisione presa dalla quarta sezione penale della Cassazione nel processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Un verdetto che ribalta la sentenza d'appello, in cui erano state inflitte 10 condanne a pene - coperte interamente da indulto - comprese tra 2 e 3 anni. La Corte ha rigettato inoltre 6 ricorsi con cui chi era stato assolto in appello in base all'articolo del codice di procedura penale che ricalca la vecchia formula dell'insufficienza di prove chiedeva l'assoluzione con formula piena.

Revocate le statuizioni civili (restituzioni e risarcimenti danni) accordate dalla Corte d'assise d'appello dell'Aquila nell'ambito del processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. E' una delle decisioni contenute nella sentenza emessa stasera dalla quarta sezione penale della Cassazione. I giudici di secondo grado avevano invece stabilito per le parti civili - tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell'Ambiente, la Regione Abruzzo e numerose associazioni ambientaliste - provvisionali di poco inferiori ai 4 milioni di euro.

- "E' una sentenza che, a mio avviso, non da' spazio piu' per nessun tipo di richiesta risarcitoria. Secondo me sara' difficilissimo ottenere anche in sede amministrativa qualche risultato per il territorio sulla bonifica. E' una sentenza tombale che sostanzialmente dice non e' successo niente. E' come se niente fosse stato". Cosi' Cristina Gerardis, dell'avvocatura dello Stato, commenta la decisione della Cassazione sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. "Tutto quello che e' rimasto seppellito li' - aggiunge - lo ripulira' lo Stato". "La prescrizione - commenta Augusto De Sanctis, del Forum H2O - e' il disastro della giurisprudenza italiana. Adesso bisogna puntare sulla bonifica e, visto che l'aspetto penale che riguardava dei singoli cittadini ha portato a prescrizioni, oltre che assoluzioni, auspichiamo che il ministro valuti attentamente la possibilita' di seguire la via civile verso almeno le aziende che riterra' opportuno eventualmente individuare per una questione risarcitoria".

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Studio Cgia, la malaburocrazia costa 31 miliardi di euro

"La mala burocrazia sottrae ai piccoli imprenditori sempre più tempo e risorse per compilare un numero debordante di adempimenti, di certificati e per onorare una moltitudine di scadenze disseminate lungo tutti i 12 mesi: questa criticità costa al sistema delle Pmi italiane 31 miliardi di euro ogni anno". A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia che ha ripreso i dati dell'ultima rilevazione effettuata qualche anno fa dal Dipartimento della Funzione Pubblica - Presidenza del Consiglio dei Ministri. "Una cifra spaventosa - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - in parte imputabile anche al cattivo funzionamento della macchina pubblica che ormai sta diventando la principale nemica di chi fa impresa. Sempre più soffocate da timbri, carte e modulistica varia, questa Via Crucis quotidiana costa a ognuna di queste Pmi mediamente 7.000 euro all'anno".In particolare la Cgia fa riferimento all'ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della Pubblica Amministrazione su 192 territori dell'Ue, realizzata nel 2017, in cui le principali regioni del Centro-Sud d'Italia compaiono per otto volte nella classifica dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica al 190/o posto. Il territorio italiano migliore, relegato al 118/o posto a livello europeo, è il Trentino Alto Adige, seguito a pari merito da altre due regioni del Nordest, l'Emilia Romagna e il Veneto al 127/o e 128/o posto, poi la Lombardia al 131/o posto e il Friuli Venezia Giulia al 133/o.Dai dati della Banca Mondiale (Doing Business 2018), infine, Cgia segnala che tra i 19 paesi dell'Area Euro l'Italia si posiziona al 14/o posto sulla facilità di fare impresa. IN particolare, siamo all'ultimo posto sia per quanto riguarda il costo per avviare un'impresa (13,7% sul reddito pro capite), sia per l'entità dei costi necessari per recuperare i crediti nel caso di un fallimento (22% del valore della garanzia del debitore), al terzultimo posto sia per quanto riguarda il numero di ore annue necessarie per pagare le imposte (238) sia per il numero di giorni indispensabili per ottenere una sentenza commerciale (1.120 giorni). Occupiamo il quart'ultimo posto per giorni necessari per ottenere il permesso per la costruzione di un capannone (227,5 giorni), mentre ci collochiamo al sestultimo posto per le spese in una disputa commerciale (23,1% del valore della merce).

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Turismo, undici milioni di euro per le imprese dell’Abruzzo

Undici milioni di euro a disposizione delle imprese turistiche abruzzesi, attraverso il rifinanziamento della legge 77 del 2000, che prevede interventi a sostegno delle aziende che operano nel settore. Tra gli obiettivi del piano è quello di favorire investimenti per l'aumento degli standard di qualità e la riduzione del rischio sismico, la sostenibilità ambientale, l'accessibilità per i turisti con disabilità motorie e sensoriali, il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, la diffusione della cultura della qualità. Il programma operativo 2018, il cui bando sarà pubblicato sul Burat nei prossimi giorni, è stato illustrato stamani nel corso di una conferenza stampa a PESCARA dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e dall'assessore al turismo, Giorgio D'Ignazio. Destinatari degli interventi sono gli alberghi con almeno sette camere, le residenze turistiche alberghiere con almeno sette unità abitative, gli alberghi diffusi, i campeggi e i villaggi turistici, le case per ferie, le residenze di campagna (come definite dalla legge regionale 75 del 1995), gli ostelli della gioventù, i rifugi montani ed escursionistici, gli stabilimenti balneari. Nella valutazione dei progetti sono previste premialità per i Comuni del Distretto del Gran Sasso, della Maiella Madre e Aree Interne. Ai centri dell'area Basso Sangro-Trigno, è invece riservata una quota di 2 milioni di euro del fondo, che in caso di mancato utilizzo, sarà utilizzata per finanziare iniziative sugli altri territori. "Nelle prossime settimane - sottolinea Lolli - porteremo sui tavoli nazionali una serie di iniziative, delle quali abbiamo già parlato con il ministro. Vale a dire la definizione dell'applicazione della Direttiva Bolkenstein sulle concessioni balneari, che sta frenando gli investimenti da parte delle imprese per mancanza di certezze normative; un piano di investimenti per il rinnovo degli impianti di risalita in montagna; l'istituzione di un fondo di garanzia speciale a sostegno degli investimenti delle imprese turistiche". D'Ignazio si concentra sull'opportunità rappresentata dal bando e sottolinea che "proprio per incentivare la presentazione delle domande abbiamo già calendarizzato una serie di incontri specifici sul territorio, mentre gli uffici del Dipartimento Turismo della Regione, come sempre, saranno a disposizione degli operatori per fornire tutta l'assistenza nella predisposizione delle istanze".

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Rapina in villa a Lanciano, preso il quarto uomo

E' stato preso dalla Polizia il quarto appartenente alla banda che ha aggredito nella loro villa a Lanciano, in provincia di Chieti, i coniugi Martelli. E' stato tradito dal tentativo di vendere uno degli orologi che aveva rubato nella villa. L'uomo, un romeno, e' stato arrestato dagli uomini dello Sco e della squadra mobile a Caserta. L'uomo avrebbe tentato di entrare in contatto con alcuni circuiti di ricettatori, nella speranza di piazzare l'orologio e ottenere del denaro probabilmente per proseguire la fuga. Il tentativo ha permesso agli investigatori di rintracciarlo nella zona di Caserta, dove e' stato arrestato.

"Da qualche ora avevamo sotto controllo l'autovettura dei rapinatori per una serie di reati contro il patrimonio che in passato erano avvenuti in zona, anche con atti violenti", aveva riferito a Lanciano in conferenza stampa il colonnello Florimondo Forleo, comandante provinciale dei carabinieri di Chieti. "Avevamo iniziato da mesi un'attività investigativa che aveva permesso di identificare un gruppo di romeni responsabili almeno di sei furti e spaccate sul territorio: le indagini ci hanno permesso di fare collegamenti", aveva aggiunto Forleo.La banda di romeni ritenuta responsabile della cruenta aggressione ai danni di Martelli e della moglie Niva Bazzan era finita nel mirino dei Carabinieri a seguito di sei furti con spaccata commessi sul territorio nelle ultime settimane a bar, tabacchi e benzinai.Il dirigente dello Sco di Roma, Alfredo Fabbrocini, sempre in conferenza stampa, prima della cattura del quarto sospettato, aveva sottolineato che i rapinatori "avevano portato via dalla rapina 1990 euro, la disperazione di quella famiglia valeva per loro solo 1990 euro, un ritiro al bancomat fatto con la macchina della famiglia, quasi a essere sfregianti"."E' stato un rischio enorme ieri, se non avessimo avuto gli elementi per trattenerli sarebbero fuggiti, stavano lasciando il territorio nazionale e avremmo perso", ha detto il dirigente di polizia. "Non potevamo permetterci questo fallimento che se accade accompagna un investigatore tutta la vita, invece, congiuntamente con la procura, abbiamo azzardato e abbiamo avuto uno splendido risultato che ha dato giustizia a due persone che mai avrebbero immaginato che una cosa del genere poteva loro accadere a casa", ha proseguito Fabbrocini in conferenza stampa.Il quarto rapinatore catturato, il 26enne Alexandru Bogadan Colteanu, era un soggetto già noto alle forze dell’ordine che erano sulle sue tracce anche per precedenti reati: aveva già un provvedimento pendente da Napoli. Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini si è subito complimentato con le forse dell'ordine. Questo il suo commento su fb, a caldo, poco dopo la notizia del quarto uomo della gang finito nella mani della polizia: "Preso anche il quarto rapinatore straniero infame, pare il tagliatore di orecchie, bene!".

 

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Rapina in villa a Lanciano, fermati tre romeni

Hanno impiegato solo tre giorni gli investigatori per fermare tre persone sospettate di essere coinvolte nell'assalto alla villa di Carlo Martelli e Niva Bazzan, i coniugi di Lanciano pestati a sangue durante una rapina. Carabinieri e Polizia hanno fermato tre romeni, in un'operazione congiunta durante la quale hanno bloccato due di loro a bordo di una Golf nera, l'auto che sarebbe stata usata per il colpo all'alba di domenica scorsa, mentre stavano probabilmente tentando la fuga, forse verso la Romania. In tasca avevano 3.400 euro; un terzo uomo è stato raggiunto in un palazzo del centro di Lanciano dove è arrivata poi la Polizia Scientifica da Ancona per analizzare guanti e cappucci, un quarto è riuscito a fuggire. A carico dei tre, giovani fra i 20 e i 25 anni, informa la Procura di Lanciano, "sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza. Le indagini hanno consentito in pochissimi giorni di acquisire elementi di reità nei confronti dei cittadini stranieri per i reati di rapina, sequestro di persona, lesioni gravissime, porto d'arma". I tre giovani "erano già monitorati per ipotesi investigative relative a reati contro il patrimonio". Nella notte le forze dell'ordine, "già sulle tracce dei malviventi, ritenendo concreto il loro possibile allontanamento dal territorio nazionale" hanno deciso di accelerare le investigazioni. Dopo gli interrogatori dei tre fermati, in commissariato a Lanciano, le indagini proseguono, anche tenendo conto delle testimonianze delle vittime di altre rapine violente compiute in zona nell'ultimo anno. Per introdursi nella villa i rapinatori non hanno utilizzato chiavi, ma hanno forzato il lucchetto di una grata che accede direttamente alla taverna. Da qui poi sono saliti al piano superiore dove hanno sorpreso i coniugi nel sonno. "La notizia degli arresti mi rende più sereno e mi restituisce una maggiore tranquillità. Adesso desidero recuperare al più presto la normalità della mia vita e la dimensione di riservatezza che l'ha sempre caratterizzata" ha commentato dal suo letto d'ospedale Carlo Martelli (poi dimesso in serata), chirurgo cardiovascolare e fondatore a Lanciano della sezione Anffas, l'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità, invitando ora a spegnere i riflettori su di lui, dopo la testimonianza per "dovere di cittadino".

 

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Primi tre arresti nell'ambito delle indagini sulla violenta rapina ai coniugi Martelli, a Lanciano, in provincia di Chieti. Fermati tre cittadini rumeni. Gli indagati stavano per partire con l'auto usata per l'assalto alla villa. Gli arrestati, in base a quanto emerso, sono due fratelli e un cugino di nazionalita' romena, di eta' compresa tra i 20 e i 30 anni. Sono stati bloccati mentre si preparavano a fuggire in auto.

Polizia e carabinieri sarebbero sulle tracce di altri componenti la banda. Determinante e' stata la testimonianza di un uomo vittima del gruppo nei mesi scorsi.

Mentre è ancora in corso l'operazione di arresti dei rapinatori in villa gli investigatori hanno già sequestrato una Golf di colore nero con targa romena con la quale alcuni elementi della banda hanno cercato di fuggire. L'auto è stata portata al Commissariato di Lanciano per essere analizzata per trovare dei riscontri validi attraverso impronte digitali e tracce biologiche

 Nelle indagini sulla rapina in villa sarebbe coinvolta anche una donna romena vicina ai banditi identificati. Il suo coinvolgimento nella sanguinaria irruzione in casa dei coniugi Martelli non sarebbe diretto ovvero non avrebbe partecipato all'assalto; secondo le forze dell'ordine potrebbe aver fornito elementi utili ai connazionali in quanto collaboratrice familiare dei Martelli. I ladri per introdursi nella villa non hanno utilizzato chiavi, ma hanno forzato il lucchetto della grata-boccaporto che accede direttamente in taverna. Da qui poi sono saliti al piano superiore dove hanno colto i coniugi nel sonno

"Io li perdono perché questo mi aiuterà a recuperare serenità, ma lo Stato non li deve perdonare". Lo ha confidato, durante la visita ricevuta in ospedale a Lanciano, da parte del prefetto di Chieti, Antonio Corona, Niva Bazzan, la moglie di Carlo Martelli, mutilata a un orecchio dai banditi che hanno aggredito lei e il marito. Il prefetto, insieme al dg della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, al direttore della Chirurgia, Lorenzo Mazzola, al sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, e al presidente del Consiglio comunale, Leo Marongiu, ha fatto visita anche a Carlo Martelli. L'incontro, già concordato ieri, è avvenuto mentre si diffondeva la notizia dell'arresto di alcuni componenti della banda. "La vicenda che vi ha visto coinvolti è stata un duro colpo per tutti noi", ha commentato Corona sottolineando la gravità delle azioni commesse dai malviventi "impressionati anche dal livello spropositato di violenza che è stata usata". Da parte di Martelli l'invito, ora, a spegnere i riflettori su di lui, dopo la testimonianza per "dovere di cittadino".

"Coniugi massacrati a Lanciano, in manette tre rumeni che stavano fuggendo con i soldi rubati. Grazie alle nostre Forze dell'Ordine, queste bestie devono marcire in galera! #tolleranzazero". Lo scrive il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, su Twitter

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Inail, diminuiscono infortuni sul lavoro

Tra gennaio e agosto del 2018 i casi di infortunio denunciati all’Inail sono stati 419.400, in diminuzione dello 0,6% rispetto all’analogo periodo del 2017. I dati rilevati al 31 agosto hanno evidenziato, a livello nazionale, una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 360.344 a 358.515 (-0,5%), sia di quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, scesi da 61.625 a 60.885 (-1,2%).Nei primi otto mesi di quest’anno si è registrato un decremento dello 0,6% nella gestione Industria e servizi (da 333.736 a 331.802 casi) e del 2,9% in Agricoltura (da 22.292 a 21.651), mentre il dato del Conto Stato è rimasto sostanzialmente stabile (da 65.941 a 65.947).L’analisi territoriale evidenzia un decremento delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (-0,1%), al Centro (-2,3%) e nelle Isole (-2,9%), un lieve aumento nel Nord-Est (+0,2%) e una sostanziale stabilità al Sud. Tra le regioni con i maggiori decrementi si segnalano la Provincia autonoma di Trento (-8,7%), la Sardegna (-3,8%) e l’Abruzzo (-3,5%), mentre gli incrementi maggiori sono quelli rilevati in Friuli Venezia Giulia (+4,0%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+2,9%) e in Molise (+2,5%)

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi otto mesi del 2017 e del 2018 è legato soprattutto alla componente femminile, che registra un calo dell’1,4% (da 150.241 a 148.067), rispetto al -0,1% di quella maschile (da 271.728 a 271.333). La diminuzione ha interessato gli infortuni dei lavoratori italiani (-1,8%) e di quelli comunitari (-0,7%). Per i lavoratori extracomunitari, invece, l’aumento è stato del 7,9%.Dall’analisi per classi d’età emergono decrementi per i lavoratori tra i 30-44 anni (-4,3%) e tra i 45-59 anni (-1,6%). Viceversa, i lavoratori fino a 29 anni e quelli della fascia compresa tra i 60 e i 69 anni registrano un aumento pari, rispettivamente, al +3,5% e al +5,4%.

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Turismo, crescono presenze e arrivi in Abruzzo

 In Abruzzo, nel corso dell'estate 2018, si è registrato un incremento del movimento turistico: tra giugno, luglio e agosto gli arrivi sono cresciuti dell'1,5% e le presenze del 2,3%. A contribuire maggiormente alla performance positiva è il Teramano. Bene i parchi: +4,4% gli arrivi e +3,6% le presenze. Dati positivi anche sulla costa (arrivi +0,9%, presenze +2,3%). Nel 2017, complessivamente, il dato di arrivi e presenze (1.548.653 e 6.193.473) è in linea con quello del 2007, periodo precedente alla crisi e al terremoto del 2009. L'Abruzzo è al 17/mo posto nella classifica delle regioni. I dati, elaborati dal Sistema Informativo Turistico della Regione Abruzzo (Sitra), sono stati illustrati in conferenza stampa dall'assessore al Turismo, Giorgio D'Ignazio, e dal direttore del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio, Francesco Di Filippo. "I dati sono positivi - afferma D'Ignazio - e questo vuol dire che è stato fatto un buon lavoro. L'Abruzzo è tornato ai livelli pre-crisi. Abruzzo Open Day Summer è stato un trionfo: a giugno, nonostante il maltempo, c'è stata molta più gente. Speriamo che chi arriverà dopo di noi in Regione continuerà a volere così bene al nostro territorio".

I dati sono il frutto di un'analisi effettuata su un campione del 60% dei posti letto. Posti letto che in regione sono 111.319 dei quali 50.133 in strutture alberghiere e 61.186 in strutture complementari. Nel 2017 gli arrivi sono stati 1.548.653 e hanno prodotto 6.193.473 presenze. Chieti è la provincia con le performance migliori. Gli italiani sono l'86% e gli stranieri il 14%, in crescita dello 0,2%. Le principali regioni di provenienza sono Lazio, Lombardia e Campania. I principali Paesi esteri di provenienza sono Germania, Svizzera e Repubblica Ceca. Per quanto riguarda gli arrivi i comuni con più affluenza sono Montesilvano, Pescara e Giulianova (Teramo), mentre riguardo alle presenze sono Tortoreto (Teramo), Giulianova e Roseto degli Abruzzi (Teramo). "L'obiettivo è stato raggiunto - osserva D'Ignazio - perché i dati 2007-2017 sono sovrapponibili e nel 2018 sta andando ancora meglio. Io non sono un amante dei dati, ma ho una certezza: i numeri certificati e ufficiali danno l'Abruzzo al 17/mo posto costante, mentre una regione come le Marche ha subito un crollo. Oggi stiamo programmando la stagione 2019 per il summer, lo facciamo insieme a tutti gli operatori nell'ambito del Tavolo del turismo. Fondamentale l'aeroporto, che è un vantaggio per il nostro Pil, insieme al trasporto su ferro e a quello su gomma". "I risultati dimostrano che stiamo lavorando bene. Non entro in polemica con chi, magari per fini politici, ha fornito dati, ha parlato di un tracollo dell'Abruzzo. Stiamo lavorando bene tutti insieme e di questo sono orgoglioso. L'Abruzzo che amo - conclude l'assessore - sta recuperando fortemente rispetto ad altre regioni". 

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Studio Cresa, meno di un abruzzese su 3 è soddisfatto delle relazioni familiari

Il CRESA, prendendo spunto dal progetto nazionale BES dell’Istat, ha approfondito gli aspetti della società regionale che ne determinano il grado di benessere e ne influenzano una possibile crescita equa e sostenibile. Appare non rosea la situazione regionale, in particolar modo quella delle donne. Meno di un abruzzese su 3 è soddisfatto delle relazioni familiari. Ancora più bassi i valori relativi all’appagamento derivante dai rapporti amicali che riguarda un quarto degli uomini e un quinto delle donne. Bassa anche la fiducia negli altri che interessa quasi un uomo su cinque e meno di una donna su sei. Tutti gli indicatori considerati mostrano un andamento decrescente negli ultimi anni. Rispetto alle ripartizioni geografiche nazionali, l’Abruzzo si posiziona sempre ampiamente al di sopra del Mezzogiorno, area in cui tutte le reti informali risultano più deboli rispetto al resto del Paese, e al di sotto del Nord.

In regione il 32,5% degli uomini e il 32,7% delle donne di 14 anni e più si dichiara molto soddisfatta delle relazioni familiari. Tali percentuali pongono l’Abruzzo all’11° e 10° posto delle classifica delle regioni italiane ordinate per valori decrescenti, aperta dal Trentino (uomini: 45,1%; donne 48,5%) e chiusa dalla Campania (uomini: 21,6%; donne 21,8%).

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Lanciano, ladri entrano in villa e tagliano il lobo dell’orecchio alla padrona di casa

Rapina in villa in pieno stile 'Arancia Meccanica' a Lanciano, in provincia di Chieti, conclusasi col taglio del lobo dell'orecchio della padrona di casa. Intorno alle 4 di questa notte a Carminiello di Lanciano quattro malviventi sono entrati nella casa di Carlo Martelli, 69 anni, chirurgo cardiovascolare in pensione, fondatore dell' associazione Anffas, e della moglie Niva Bazzan.

Prima di andar via, il terribile gesto da parte dei ladri. Stando a quanto ricostruito a caldo dalla polizia, i ladri sarebbero entrati in casa attraverso una grata che da sulla taverna dell'abitazione (dove hanno trovato anche l'utensile col quale hanno ferito la donna in seguito ) e da lì avrebbero avuto facile accesso ai piani superiori.

Martelli e la moglie sono stati sorpresi nel sonno, e legati con delle fascette di plastica. I ladri si sono fatti consegnare carte di credito e bancomat. Poi hanno messo a soqquadro anche la stanza del figlio disabile della coppia, che però non hanno toccato.

La banda con ogni probabilità cercava una cassaforte che però la famiglia Martelli non aveva. Sarebbe stato questo l'episodio scatenante l'ulteriore macabra violenza.  Per due ore il medico e la moglie sono rimasti in balia dei malviventi. Mentre uno di loro è rimasto a casa con i due ostaggi, altri tre sono andati con l'auto della donna, una Nissan Yaris bianca, allo sportello della banca più vicina per prelevare quanti più contanti possibile

Il medico è riuscito a liberarsi solo alle 6 della mattina e a dare l'allarme. Ad accorrere per primo è stato il fratello di Martelli, che abita nella villa accanto alla sua. In medico e la moglie sono stata poi portati in ospedale a Lanciano, dove gli specialisti stanno tentando di riattaccare il lobo alla donna. 

"Quel film, 'Arancia meccanica' forse fa ridere in confronto a quello che hanno fatto alle persone, anche perché c'era un ragazzo disabile e hanno frugato anche nella sua stanza. Fortunatamente non lo hanno toccato". A dirlo è Alfredo Martelli, il fratello del chirurgo Carlo, brutalmente aggredito in casa con la moglie, Niva Bazzan, "Non mi sento tranquillo nonostante abbia i cani e sono in forze. Non si sente tranquillo nessuno", dice ai cronisti. 

In zona ci sono state altre rapine in villa "Sì altre rapine alle villette a schiera. A casa del maresciallo, e in un'altra casa due volte", dice Alfredo Martelli, "Sono stati costretti a mettere inferriate e telecamere - dice Alfredo Martelli - ma le telecamere non servono a niente, sono incappucciati e dopo che è successo il fatto non si può più fare niente". 

"Faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si puo' vivere con paura anche in casa propria". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, facendo riferimento alla violenta rapina di Lanciano.

 "Quanto accaduto  è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio. La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un Paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell'ordine e degli organi di giustizia". Così il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, commenta  la cruenta rapina in villa alle porte della città. "Ho visitato in ospedale Carlo Martelli e la moglie Niva, ai quali sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima - riferisce il sindaco - per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità Lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra Città. Esprimo ferma condanna per l'incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie"

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I condoni hanno portato 131,8 miliardi in 45 anni secondo la Cgia

In questi ultimi 45 anni i condoni fiscali secondo la Cgia hanno consentito all'erario di incassare 131,8 miliardi di euro. In termini assoluti l'ammontare complessivo "recuperato" è sicuramente importante; tuttavia, lo è molto meno se lo si compara con la dimensione dell'evasione fiscale presente nel Paese che, secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ammonta a circa 110 miliardi di euro all'anno. In altre parole, dice la Cgia, i condoni sono serviti a fare cassa, ma non a "sanare" l'evasione che continua a sottrarre ingenti risorse allo Stato. Quindi, poche illusioni: anche la "pace fiscale" che il Governo Conte vuole introdurre nel 2019 rischia di assicurare un gettito molto inferiore alle attese. "Nel rapporto tra fisco e contribuente - rileva Paolo Zabeo - la parte maggiormente lesa non è il primo, bensì il secondo. Se, infatti, teniamo conto degli effetti economici riconducibili al cattivo funzionamento della macchina pubblica, i danni subiti dai cittadini e risultato dato dalla somma di importi relativi ad anni vari che sono stati rivalutati al 2017 dalle imprese sono nettamente superiori a quelli arrecati allo Stato dagli evasori attraverso il mancato pagamento di tasse e contributi".

Secondo quanto sostiene la Cgia, I debiti della nostra Pa verso i propri fornitori ammontano, secondo le ultime stime della Banca d'Italia, a 57 mld; da ricerche della Confcommercio, il deficit infrastrutturale costa all'economia italiana 42 mld all'anno; secondo i calcoli del Dipartimento della Funzione Pubblica, l'eccesso di burocrazia che caratterizza la Pa italiana pesa per 31 mld all'anno sul sistema delle nostre Pmi; i ritardi della giustizia, specie quella civile, producono, secondo la Banca d'Italia, un costo pari a un punto di Pil all'anno (circa 16 mld); in uno studio redatto da The European House Ambrosetti e le Ferrovie dello Stato emerge che gli sprechi e le inefficienze nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12 mld di euro.

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