Primo Piano

Martino: centrodestra unito alle elezioni regionali

"Andremo uniti alle prossime elezioni regionali anche se a qualcuno dà fastidio. Per preservare l'unità del centrodestra, sarà mia premura asfaltare chi vuole portare avanti le ambizioni personali". Così il deputato abruzzese eletto in provincia dell'Aquila, Antonio Martino, nell'inaugurare la sede di Forza Italia all'Aquila, insediata in pieno centro storico. Il riferimento di Martino è alle frizioni nel centrodestra e nella ipotesi, non esclusa dal deuterati e segnarlo regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, di un'alleanza tra Lega e Movimento cinque stelle per modulare anche alle elezioni regionali abruzzesi, l'esperienza del governo giallo verde. "Il protagonista di questa sede è il protagonismo di questa città, sarò a Roma poter manifestare l'ambizione di territorio e rappresentare le problematiche e là soluzioni - ha continuato il segretario organizzativo azzurro. All'evento sono intervenute molti simpatizzanti, tra cui amministratori comunali, dirigenti e consiglieri regionali, e il coordinatore regionale e senatore, Nazario Pagano. Tra il pubblico anche il coordinatore provinciale dell'Aquila della Lega, Emanuele Imprudente, e il responsabile aquilano dell'Udc, Raffaele Daniele. "Al di là delle chiacchiere Fi è in continua ascesa - ha spiegato Pagano -. Le sedi di partito sono molto importanti soprattutto in un momento di difficoltà economica ed organizzativa dei movimenti partitici - ha spiegato Pagano, in un mese abbiamo aperto tre sedi e continueremo. Devono essere sportelli aperti ai cittadini che possono raccontare le loro esperienze e manifestare le loro necessità, come facciamo noi che andiamo tra la gente per capire i bisogni della collettività. Se si crede si riesce a fare tutto ciò e a vincere". Anche il vice sindaco dell'Aquila e vice coordinatore regionale di Fi, Guido Liris, ha spiegato che c'è qualcuno che gioca a dividere il centrodestra che però si presenterà unito e vincere le prossime regionali". 

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Studio Cgia di Mestre, il 98 per cento delle imprese italiane ha meno di 20 addetti

Il 98 per cento circa del totale delle imprese presenti in Italia ha meno di 20 addetti. Una platea costituita da oltre 5 milioni di piccolissimi e micro imprenditori e da tanti artigiani, negozianti e liberi professionisti. Nonostante la dimensione aziendale di queste realtà sia molto contenuta, il contributo fiscale ed economico reso al Paese è rilevantissimo. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA. In materia di imposte e tasse, ad esempio, nel 2017 i lavoratori autonomi e le piccolissime imprese (per intenderci solo quelle sottoposte agli studi di settore), hanno versato al fisco 43,9 miliardi di euro (pari al 53 per cento del totale delle principali imposte versate dal sistema economico). Tutte le altre, prevalentemente medie e grandi imprese, hanno invece corrisposto “solo” 39,6 miliardi (il 47 per cento del totale)
Anche nel campo economico ed occupazionale i risultati sono sorprendenti. Al netto dei dipendenti del pubblico impiego, le aziende con meno di 20 addetti danno lavoro alla maggioranza degli italiani, vale a dire al 56,4 per cento degli occupati. Inoltre, queste micro realtà producono il 40 per cento del valore aggiunto nazionale annuo, score non riscontrabile in nessun altro grande Paese dell’Unione europea
“Abbiamo un’economia che si regge su imprese bonsai – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – ma con performance fiscali ed economiche da giganti. Purtroppo, a differenza di un tempo, la competitività del Paese risente soprattutto dell’assenza delle grandi imprese. Da alcuni decenni queste ultime sono scomparse, non certo per l’eccessiva numerosità delle piccole realtà produttive, ma a causa dell’incapacità dei grandi player, prevalentemente di natura pubblica, di reggere la sfida lanciata dalla globalizzazione”. Sino agli inizi degli anni ’80, infatti, l’Italia era tra i leader mondiali nella chimica, nella plastica, nella gomma, nella siderurgia, nell’alluminio, nell’informatica e nella farmaceutica. Grazie al ruolo e al peso di molte grandi imprese pubbliche e private (Montedison, Eni, Montefibre, Pirelli, Italsider, Alumix, Olivetti, Angelini, etc.), l’economia del Paese ruotava attorno a questi comparti. A distanza di quasi 40 anni, invece, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi settori. E ciò è avvenuto non a causa di un destino cinico e baro, ma a seguito di una selezione naturale compiuta dal mercato. Alla luce di queste specificità, la CGIA chiede con forza che si torni a guardare con maggiore attenzione al mondo delle imprese, in particolar modo alle piccole e alle micro, visto che, ad esempio, l’ammontare del debito commerciale della nostra Pubblica amministrazione (Pa) nei confronti dei fornitori sfiora i 60 miliardi di euro e circa la metà di questo importo è riconducibile ai mancati pagamenti. 

Alla politica la CGIA chiede di abbassare quanto prima la tassazione sulle famiglie e sulle piccole e micro imprese in modo da rilanciare i consumi interni e l’occupazione. Gli artigiani mestrini, infine, chiedono di rilanciare anche gli investimenti, soprattutto quelli pubblici, che sono una componente del Pil poco rilevante in termini assoluti, ma fondamentale per la creazione di ricchezza. Non migliorando la qualità e la quantità delle nostre infrastrutture materiali, immateriali e dei servizi pubblici il nostro paese è destinato al declino. Senza investimenti, infatti, non si creano posti di lavoro stabili e duraturi in grado di migliorare la produttività del sistema e, conseguentemente, di far crescere il livello medio delle retribuzioni. Il crollo avvenuto in questi ultimi anni, concludono dalla CGIA, è stato causato sicuramente dagli effetti negativi della crisi, ma anche dai vincoli sull’indebitamento netto che ci sono stati imposti da Bruxelles. Tali vincoli potrebbero essere superati, se, come prevedono i trattati europei, riuscissimo a ricorrere alla cosiddetta golden rule. Ovvero, alla possibilità che gli investimenti pubblici in conto capitale siano scorporati dal computo del deficit ai fini del rispetto del patto di stabilità fra gli stati membri.

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Export, incremento a due cifre per tutti i distretti nel primo trimestre

Nel primo trimestre 2018 le esportazioni dei distretti abruzzesi hanno avuto un andamento fortemente positivo (+12,5%), evidenziando performance migliori sia del manifatturiero regionale (+6,6%), che dei distretti italiani (+2,4%). Questo quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali dell'Abruzzo curato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. Esportazioni in crescita, rispetto al primo trimestre 2017, per tutti i distretti abruzzesi. Particolarmente brillante l'aumento dell'export nel comparto dell'Abbigliamento (+24,7% per il distretto nord-abruzzese e +17,9% per il distretto sud-abruzzese). Trimestre fortemente positivo anche per le esportazioni di Pasta di Fara (+13,9%) e per i Vini di Montepulciano (+8,1%). In crescita anche l'export del Mobilio (+3,2%). "A contribuire favorevolmente all'andamento positivo delle esportazioni dei distretti abruzzesi - sottolinea Tito Nocentini, Direttore regionale di Intesa Sanpaolo - sono stati sia i mercati emergenti (+11,6%) che i mercati maturi (+12,8%). Sono infatti in forte crescita le esportazioni verso Paesi Bassi, Svizzera, Stati Uniti, Germania, Giappone, Canada e Russia, che hanno compensato il calo verso Belgio, Cina e Hong Kong, Francia e Regno Unito". Nel primo trimestre 2018 le esportazioni del polo ICT dell'Aquila sono aumentate del 4,8%. Un andamento trainato dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, principale mercato di sbocco che nel primo trimestre 2018 ha assorbito il 92% delle esportazioni totali del Polo. 

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Meno di un abruzzese su 3 è soddisfatto delle relazioni familiari

Le reti informali di parenti e amici, le persone su cui contare in caso di bisogno e la fiducia negli altri contribuiscono al benessere di una società, svolgendo anche un ruolo fondamentale di sostegno per la parte più svantaggiata e vulnerabile della collettività. Non rosea sotto tale profilo la situazione regionale, in particolar modo quella delle donne. Meno di un abruzzese su 3 è soddisfatto delle relazioni familiari. Ancora più bassi i valori relativi all’appagamento derivante dalle rapporti amicali che riguarda meno di un quarto della popolazione di entrambi i sessi. Più elevate, ma inferiori alla media nazionale, la percentuale di persone che ha parenti o amici sul cui aiuto può contare in caso di bisogno (82% degli uomini e 81% delle donne). Bassa anche la fiducia negli altri che interessa quasi un uomo su cinque e meno di una donna su sei. Tutti gli indicatori considerati mostrano un andamento decrescente negli ultimi anni. Rispetto alle ripartizioni geografiche nazionali, l’Abruzzo si posizione sempre ampiamente al di sopra del Mezzogiorno, area in cui tutte le reti informali risultano più deboli rispetto al resto del Paese, e al di sotto del Nord.

Segnali negativi provengono anche dalle attività che indicano partecipazione sociale, civica e, in particolar modo, politica con valori relativi alla componente femminile della popolazione assai inferiori a quelli maschili. Solo il 31,4% degli uomini e il 20,3% delle donne dai 14 anni in su ha nei dodici mesi precedenti l’indagine partecipato a riunioni di associazioni culturali, ricreative, ecologiche, diritti civili, per la pace, di associazioni sindacali, di associazioni professionali o di categoria; di partiti politici o pagato una retta periodica per un circolo/club sportivo. Questi valori sono per gli uomini superiore e per le donne allineato a quelli medi nazionali e segnano rispettivamente un calo del 3% e dello 0,5% in relazione al 2005. Scendono anche negli ultimi anni la partecipazione civica e politica (parlare e informarsi dei fatti della politica almeno una volta la settimana; partecipare on line a consultazioni o votazioni su problemi sociali o politici; leggere o postare opinioni su problemi sociali o politici sul web almeno una volta nei 3 mesi precedenti l’intervista) che interessa il 72,4% degli uomini e il 54,5% delle donne e la partecipazione e il finanziamento delle attività di volontariato (rispettivamente uomini: 7,9% e 13,5%; donne: 7,4% e 11,5%).

Bassa la partecipazione al mondo del volontariato sia sotto forma di attività (uomini: 7,9%; donne: 7,4%) che di finanziamento (uomini: 13,5%; donne 11,5%). In forte crescita negli ultimi anni e più elevato della media nazionale il numero di organizzazioni no profit per 10.000 residenti (2001: 43,4% contro 41,3%; 2016: 55,5% contro 50,7%).

Aumenta, invece, il numero di associazioni no profit che nel 2016 si attestano su 55,5 ogni 10 mila residenti, assai più del 50,7 per dieci mila della media nazionale.

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Salvini sulle regionali: il candidato presidente arriva alla fine. L’importante è la squadra

 Bagno di folla a Silvi per il ministro dell'interno Matteo Salvini. "Offriamo un'idea di Silvi, di Abruzzo, di Italia ai cittadini. Che apprezzano. E' fondata sul diritto al lavoro, il diritto alle pensioni, il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza e quindi sono contento personalmente di poter passare alle parole ai fatti, non solo contro l'immigrazione clandestina, ma anche nella lotta alla mafia, nella lotta alle droghe e nella lotta al commercio abusivo" ha detto Salvini dal palco.

"Ho visto i dati e sono incredibili". Così il leader della Lega e vice premier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti nel corso della sua visita a Silvi Marina, alla domanda sul fatto che il partito stia sfondando nel centro e sud Italia. Salvini è stato accolto da un grande entusiasmo: sono oltre 3mila le persone che si sono riunite in piazza per un evento organizzato dalla dirigenza abruzzese per festeggiare l'elezione nella cittadina teramana del primo sindaco leghista, Andrea Scordella. Gli organizzatori hanno parlato di Silvi come di "una piccola Pontida". "Silvi è Silvi - ha spiegato Salvini - è una bella città, siamo orgogliosi che a Silvi sia stato eletto il primo sindaco della Lega in Abruzzo, spero di venire al mare qui in una spiaggia bella e sicura". 

Non sono mancate le proposte sui percorsi futuri in vista degli appuntamenti elettorali per i quali Salvini punta su una coalizione di centrodestra "unita, con le idee chiare. Poi il candidato presidente arriva alla fine. L'importante è la squadra, l'importante è il progetto: con questa squadra e con questo progetto governiamo ormai diverse regioni d'Italia, che sono tra le meglio amministrate d'Europa e quindi mi piacerebbe dare all'Abruzzo la stessa opportunità".

E su D'Alfonso, con la commissione che dovrebbe discuterne l'incompatibilità che ancora non si riunisce: "Contiamo di chiudere tutte le commissioni vacanti nel giro dei prossimi giorni e contiamo che gli abruzzesi possano avere un governatore a tempo pieno prima possibile".

 "Matteo mantiene fede ancora una volta alle sue promesse - sottolinea il segretario regionale della Lega, onorevole Giuseppe Bellachioma - Questo dimostra due cose: che Salvini quello che dice fa e che punta tantissimo sul movimento della Lega in Abruzzo sia per quanto riguarda le prossime regionali sia per le amministrative che ci saranno il prossimo anno. Noi intendiamo impegnarci con e per il territorio: lo dimostra il lavoro che stiamo facendo sul problema della restituzione delle tasse all'Aquila. Noi della Lega, - prosegue Bellachioma - devo dire insieme con Lolli, con l'Anci, con i rappresentanti del Comune dell'Aquila, abbiamo avuto un incontro con il sottosegretario Giorgetti, cercando di trovare la soluzione più veloce e anche più congrua a questo problema. Giorgetti ha mostrato disponibilità e sensibilità e sono assolutamente certo che in tempi brevi riusciremo a imprimere una svolta a questa situazione che sta mettendo in difficoltà una città già martoriata".

Andrea Scordella, il primo Sindaco che la Lega ha eletto in Abruzzo è molto contento: "Per me è una bellissima giornata, siamo felicissimi e orgogliosi di aver portato il Ministro dell'Interno, nonché segretario della Lega, Matteo Salvini, qui a Silvi. E' fondamentale,  perché abbiamo sposato un progetto e finalmente possiamo dire che stiamo lavorando per il bene della città. Perché l'Abruzzo merita, Silvi merita e noi vogliamo dare un forte impulso alla crescita economica e turistica di una terra che ha davvero molto da offrire".

 

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Elezioni regionali, Bellachioma: la nostra collocazione naturale è nel centrodestra, ma dipende da FI

"Matteo ha riconosciuto il valore degli alleati al governo del M5S, ma la nostra collocazione naturale è nel centrodestra, dipende da come FI abruzzese si pone nei confronti della Lega, se in maniera coerente e di buonsenso, oppure se come accade ora con saccenza e arroganza ed attaccandoci in Parlamento e cercando alleanze in regione. La pazienza finisce". Così il deputato e segretario abruzzese della Lega, Giuseppe Bellachioma, sull'alleanza di centrodestra alle elezioni regionali in Abruzzo. Il riferimento è ai rapporti con Forza Italia, con la quale dalle politiche del 4 marzo scorso è in atto un braccio di ferro per la scelta del candidato alla presidenza. Il segretario leghista rivendica il diritto alla presidenza alla luce della grande ascesa del partito "nei sondaggi e per i bagni di folla nelle piazze", FI, invece, punta sul fatto che alle politiche, in controtendenza nazionale, è stato il primo partito della coalizione.

Bellachioma che già nelle scorse settimana non aveva escluso un'alleanza con i pentastellati, è pronto a rompere l'alleanza se non si dovesse trovare una intesa. "La posizione ufficiale è che non ci sono accordi precostituiti, bisogna lavorare sul programma, il nostro obiettivo è vincere le elezioni regionali - spiega - Per quattro anni abbiamo riconosciuto Forza Italia indiscusso leader della coalizione, ora piazze e sondaggi testimoniano la nostra grande ascesa, non ci montiamo la testa rimanendo con i piedi per terra, ma bisogna tenerne conto: se alle politiche le candidature sono state fatte sulla base dei sondaggi, non vedo perché oggi non si debba fare per la scelta del governatore. E poi il 4 marzo Fi ha vinto in Abruzzo di mezzo punto". Anche il leader azzurro Berlusconi sabato scorso a Pescara durante gli stati generali del partito in Abruzzo, ha sottolineato che alle regionali il centrodestra deve correre compatto, rivendicando il ruolo guida forzista

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Commissione Speciale per la ‘Modifica alla legge elettorale e Statuto’ in apertura del Consiglio regionale

La settimana politica all’Emiciclo inizia martedì 17 luglio alle ore 10 con la Commissione Speciale per la “Modifica alla legge elettorale e Statuto”  che procede all’elezione del Presidente, carica rimasta vacante a seguito delle dimissioni del Consigliere regionale Camillo D’Alessandro. Alle ore 11 è convocata la Commissione sui “Fenomeni immigratori” che ha all’ordine del giorno la discussione sul punto “Attività presenti sul territorio volte al coinvolgimento dei migranti” con le audizioni della consigliera straniera del comune dell’Aquila Edlira Banushaj, di Marco Fasciani (Ass. Dilettantistica Free Time L’Aquila) e Patrizia De Michelis (Associazione Rindertimi di Avezzano). Mercoledì 18 luglio alle ore 10, la Commissione di Vigilanza esamina la delibera di giunta sulla “Nomina del Commissario ad acta ATC Vomano” con le audizioni dell’ Assessore Regionale Dino Pepe, del Direttore Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca Antonio Di Paolo e dell’ ingegnere Franco Porrini. A seguire il punto sulla delibera di giunta recante il “Recepimento dell’Intesa tra Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), – Consiglio Regionale del Piemonte Deliberazione n. 289 del 21 giugno 2018 – Proposta di recepimento” con le audizioni di Bruno Celupica (Dirigente Servizio Governo del Territorio). Al terzo punto è prevista la discussione sull“Accordo Attuativo aziendale della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti art. 7, comma 3, capo II vigente AIR di Medicina Generale” – Revoca”, con le audizioni dell’Assessore Regionale Silvio Paolucci ,  del Direttore Generale ASL 2 Pasquale Flacco e delle organizzazioni sindacali SMI, SIMET, FIMMG, SNAMI. Si prosegue con l’esame della delibera di giunta che reca “Approvazione Piano Programma del Commissario straordinario A.R.I.C. nominato con decreto presidenziale n. 5/2018” – Delucidazioni” in cui saranno auditi il Direttore Generale Vincenzo Rivera e il Commissario straordinario A.R.I.C, Carlo Montanino. Come ultimo punto la Vigilanza si occuperà delle “Prestazioni di Odontoiatria presso il Distretto sanitario di San Salvo” con le audizioni del Direttore Sanitario ASL 2 Vincenzo Orsatti e del Direttore Distretto Sanitario di San Salvo, Michelina Tascione. Sempre mercoledì 18 luglio ma alle ore 12 è convocata la Commissione Agricoltura  che si esprime una serie di Pareri sulle seguenti delibere: delibera di giunta n. 401 del 12.06.2018 “Interventi di sostegno regionale alle imprese operanti nel settore del turismo” , delibera di giunta n. 416/P del 18.06.2018 recante “Norme in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi in Abruzzo” – Art. 12 (Attività promozionali): Programma annuale di finanziamento”. A seguire la discussione è incentrata sull’esame dei seguenti progetti di legge “Disposizioni urgenti in materia di orari di apertura e chiusura delle attività di commercio al dettaglio”,  “Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2018, n.9 per le Norme per la promozione e il sostegno delle pro loco”, “Legge regionale sul governo, la tutela e l’uso del territorio” . In coda l’esame della risoluzione sul “Piano di gestione forestale. Richiesta modifiche al PSR 2014-2020” che vede le audizioni dell’ Assessore Dino Pepe e del Direttore Antonio Di Paolo. La settimana si chiude giovedì 19 luglio alle ore 10 con la convocazione della Commissione Sanità che ha in programma la discussione sul punto “Accordo Integrativo Aziendale per la continuità assistenziale – Disciplina del comma 3, art. 7, Capo II del vigente AIR di Medicina Generale”. Nel merito sono previste le audizioni di Pasquale Flacco (Direttore Generale ASL 2),  di Mariagrazia Capitoli (Direttore Governo dell’Assistenza Sanitaria di Base ASL Chieti), di Manuela Loffredo (Direttore Amministrativo e Sviluppo delle Risorse Umane), di Antonella Ferrati, della Dott.ssa Paola Marinelli e della Dott.ssa Antonella Matricardi. 

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Notte bianca da record a Pescara

 La Notte Bianca più affollata di sempre, almeno 300.000 persone in città, secondo le stime del comune di Pescara, per assistere agli eventi in corso sui 9 km di riviera chiusa. Al di là dei numeri, è sicuramente positivo il primo bilancio della quarta Notte Bianca dell'Adriatico, tra eventi, spettacoli, intrattenimento e ricettività. Loredana Bertè, Irene Grandi, Alborosie, Noyz Narcos, Frah Quintale, e poi ancora Burlesque, teatro dialettale, pizzica, sport, marching band, tutto in una notte: strade colme, piazze piene, stabilimenti balneari ovunque operativi, arrivi da ogni parte d'Abruzzo. Queste le tante immagini della speciale piazza lineare. Tutto nella massima sicurezza e tranquillità senza registrare emergenze o situazioni critiche.

Su tutta la Riviera del capoluogo adriatico, dal tramonto all'alba si sono susseguite manifestazioni e concerti, sin dal concerto di avvio dell'evento che è stato quello di Loredana Bertè che da vera divina del rock italiano ha riempito non solo l'Arena del Mare, ma tutta l'area della Madonnina di persone venute ad applaudire il suo nuovo corso musicale, che ha viaggiato insieme ai successi di sempre. Pubblico impressionante anche per i Noyz Narcosalle Naiadi, piazzaforte Arci e una delle mete dedicate alla musica per giovanissimi, i rapper hanno fatto ballare migliaia di ragazzi, com'è successo all'ex Cofa dal pomeriggio e in crescendo per gli attesissimi Frah Quintale e Alborosie, che si sono esibiti dall' una in poi. In tantissimi anche nel cuore della riviera, allo Stadio del Mare per gli show di Vincenzo Olivieri ed Edoardo Leo. Poi una energica Irene Grandi ha chiuso in bellezza

Grande attesa e presenza anche alla Meridiana dove Mattia Brigasi si è fatto intervistare da Alice Lizza, in un extra Fla bello e singolare, il beniamino di Amici non ha cantato, ma si è raccontato parlando del suo libro Novocaina, scritto a quattro mani con Andrea Passeri. Prima di lasciare spazio ad autografi, foto e burlesque. Un assaggio del Festival ha infatti colorato la piazza con l'esibizione della bellissima Vesper Julie, Candy Rose e le altre artiste portate in città da Wanna Be Americano. Piazza Le Laudi ha prima ballato la pizzica e poi riso a crepapelle con "Nu marite pe' Catarine", esilarante e intramontabile spettacolo comico dellaCompagnia di Teatro Dialettale San Rocco delle Piane. Bene anche lo sport sia a Largo Paolucci, con la Fight Nightdi Endas Abruzzo che Piazza della Rinascita, in collaborazione con il Coni. Tante sono state anche le altre attrazioni: tangueros, trampolieri, marching band, gruppi brasiliani che hanno percorso tutta la riviera, portando musica e animazione fra la gente.

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Studio Cgia, le imprese italiane sono sempre più nel mirino del fisco

Le imprese italiane sono sempre più nel mirino del fisco: nel 2017 sono stati 1 milione e 595 mila i controlli eseguiti dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. Tra accertamenti analitici o parziali, controlli incrociati o eseguiti per strada, accessi in azienda, verifiche sulla corretta emissione di scontrini e ricevute o comunicazioni spedite via Pec su anomalie riscontrate negli studi di settore, possiamo affermare che, in linea generale, quasi un’azienda italiana su 3 è stata oggetto dell’attenzione degli 007 del fisco. Rispetto al 2016 l’attività ispettiva e di controllo è più che raddoppiata, in particolar modo a seguito dell’esplosione dell’attività di “compliance”, ovvero delle comunicazioni preventive con le quali l’Amministrazione finanziaria ha chiesto agli imprenditori informazioni su presunte incongruenze emerse dall’analisi della propria posizione fiscale. Dati, quelli pubblicati dall’Ufficio studi della CGIA, molto allarmanti che fotografano solo una parte dell’attività ispettiva dello Stato nei confronti del mondo produttivo: infatti, in queste cifre non compaiono i dati relativi all’azione di controllo realizzata dall’Inps, dall’Inail e dalle Asl che con frequenza altrettanto impressionante continua a esercitare un “pressing” sulle imprese.

“Nonostante gli annunci e le promesse fatte in questi ultimi anni – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo - l’oppressione fiscale sulle aziende non alleggerisce la presa. Tutto questo è il frutto di una cultura ideologica che non siamo ancora riusciti a lasciarci alle spalle. Infatti, una parte della politica e dell’Amministrazione pubblica italiana continua ad avere una visione ottocentesca degli imprenditori. Questi ultimi sono ancora concepiti come i padroni delle ferriere che esercitano la propria attività sfruttando e depredando la gente. Non è così, perché la quasi totalità degli imprenditori italiani sono persone oneste che con il proprio lavoro hanno creato ricchezza, occupazione e benessere e per continuare a farlo chiedono uno Stato amico e più efficiente”. In altre parole, al netto dell’attività di controllo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, la CGIA chiede al nuovo Governo un allentamento delle ispezioni e delle visite fiscali, chiedendo di concentrare maggiormente l’attenzione su coloro che sono sconosciuti al fisco, come le attività/lavoratori autonomi completamente in nero. Oltre a ciò va ricordato che il nostro paese si caratterizza per una eccessiva burocrazia che continua ad ostacolare la ripresa economica. “I tempi e i costi della malaburocrazia – afferma il segretario della CGIA Renato Mason – sono diventati una patologia che caratterizza negativamente il nostro paese. Non è un caso che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza giuridica e adempimenti troppo onerosi hanno generato un velo di sfiducia tra imprese e Pubblica amministrazione che dobbiamo rimuovere in tempi ragionevolmente brevi”.

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Stati generali di Forza Italia, Berlusconi carica il partito in Abruzzo

La telefonata di Silvio Berlusconi e l'intervento del vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani sono stati i due momenti principali degli stati generali del partito svoltisi a Pescara, all'Aurum. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e amministratori dei territori si sono ritrovati per confrontarsi in vista degli appuntamenti elettorali oramai prossimi, a cominciare dalle Regionali. 

La telefonata di Silvio Berlusconi

''Io credo che l'eccezionalità della situazione politica nazionale non debba compromettere la coesione dei programmi e dei contenuti della nostra coalizione". Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente agli stati generali di Forza Italia in Abruzzo. "Sta piuttosto a chi ha voluto dare vita al governo Conte riuscire a far valere quelle stesse idee e quegli stessi contenuti nell'azione di governo nazionale. Un'azione che appare ancora confusa e contraddittoria, caratterizzata da provvedimenti disastrosi per le aziende e i lavoratori come il cosiddetto Decreto Dignità''. 

"La nomina di Tajani a vice mio è un atto politico dal significato molto chiaro, siamo e vogliamo restare parte integrante dell'Europa, parte integrante del Ppe, della famiglia, della democrazia e della libertà in Europa. Vogliamo un'Europa dei popoli e non dei burocrati, solidale e non egoista, con un'unica politica estera, un'unica politica della difesa. L'Europa viene prima di tutto, dopo due guerre ci ha dato la pace e la libertà che non si possono perdere"

Berlusconi ha aggiunto: "i 5Stelle confermano non soltanto di essere del tutto inadatti e incapaci di governare, ma anche di essere prigionieri delle vecchie ideologie della sinistra, che anche la sinistra ha ormai abbandonato. Quindi", ha aggiunto, "di tutto l'Italia avrebbe bisogno meno che di politiche vetero-comuniste, pauperiste, giustizialiste, illiberali, che gia' stanno dando effetti preoccupanti". "Forza Italia - ha aggiunto - combattera' una dura battaglia in Parlamento sui temi economici e del lavoro. Speriamo con tutto l'aiuto del centro destra di riuscire a correggere la rotta di questo esecutivo dei 5Stelle. Con questo provvedimento i Cinque Stelle confermano non solo di essere del tutto inadatti e incapaci di governare, ma anche di essere prigionieri delle vecchie ideologie della sinistra, che anche la sinistra ha ormai abbandonato. Quindi di tutto l'Italia avrebbe bisogno meno che di politiche veterocomuniste, pauperiste, giustizialiste, illiberali, che già stanno dando effetti preoccupanti". 

"Per noi è importantissimo il provvedimento sulla non appellabilità delle sentenze di assoluzione. Se una persona è stata trovata innocente e assolta, basta. Il processo è finito". Così il leader azzurro, Silvio Berlusconi, parlando in diretta telefonica agli stati generali di Forza Italia in Abruzzo. "Serve una riforma della giustizia per assicurare il diritto ai cittadini a un giusto processo, cioè la differenziazione tra i giudici e i pm, una nuova disciplina delle intercettazioni, del diritto alla difesa, della custodia preventiva e cioè non si va più in galera senza un processo e una condanna se non per reati violenti, introduzione dell'istituto della cauzione come in America - ha continuato Berlusconi - e poi tempi dei processi entro la media europea: ci vogliono 1120 giorni per una sentenza di primo grado, in Olanda 98 giorni. Non pretendiamo questo, ma almeno di restare dentro la media europea" 

"Per costruire una casa basta l'autocertificazione preventiva". Così il leader azzurro, Silvio Berlusconi, parlando in diretta telefonica. "Se uno vuole costruire una casa, manda una lettera al Comune, poi la costruisce rispettando le leggi urbanistiche e i regolamenti sanitari, solo alla fine arrivano le autorità ispettive e di controllo per certificare che tutto è stato costruito regolarmente e in tempo per rimettere a posto le cose o emanare una pesante imposta. Così riparte tutta l'edilizia che ha perso 550 mila posti di lavoro con la sinistra al governo del Paese". Continuando la discussione dei punti del programma, Berlusconi ha sottolineato che c'è bisogno di "meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese, sulle partite iva, Flat tax contro evasione ed elusione, via le imposte sulla prima casa e sulle donazioni". "Sulla successione vorrebbero introdurre il 45 per cento su ciò che un padre e una madre, dopo una vita di lavoro e di sacrifici e risparmi, hanno messo insieme, questo è da evitare. Inoltre, si deve razionalizzare la macchina dello Stato, occorrono meno vincoli dall'Europa, più sicurezza per tutti, più garanzie per ciascuno, cioè riforma della giustizia" ha concluso.

L'intervento di Antonio Tajani

"Forza Italia deve essere guida del centrodestra, vogliamo tornare a governare questa regione che forse poteva fare di più". Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, parlando delle prossime elezioni regionali abruzzesi, a margine degli Stati Generali di Forza Italia che si sono conclusi nel pomeriggio a Pescara. "C'è da sviluppare il turismo, la crescita. L'Abruzzo è una regione che ha sofferto molto alla quale sono particolarmente legato visto che ci ho fatto qualche anno il militare, credo che si possa guardare con più attenzione all'Abruzzo che è parte importante del Mezzogiorno - ha detto Tajani - e proprio perché puntiamo alla rinascita del Mezzogiorno puntiamo anche alla rinascita dell'Abruzzo"

"Nessuno parla del Sud, nessuno parla del Mezzogiorno, i Cinque stelle sono venuti a prendere i voti ma non hanno un progetto. Serve un piano per le regioni meridionali che punti sulle grandi opere, le grandi infrastrutture". A dirlo a Pescara, nel corso degli stati generali di Forza Italia, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. 

 Il vice presidente di Forza Italia, Antonio Tajani chiude al reddito di cittadinanza e mette il sud come priorita' dell'azione politica del partito. "Il reddito di cittadinanza - sottolinea - non e' una soluzione, innanzitutto, perche' non potranno pagarlo, non si possono utilizzare i fondi europei e quindi dove troveranno i soldi?". Tajani, pone l'accento sul Mezzogiorno: "Non ne parla piu' nessuno. Al sud serve altro, uno sviluppo che punti a dare lavoro ai giovani, servono infrastrutture, alta velocita', porti in grado di accogliere navi sempre piu' grandi e serve sviluppare una politica turistica, sviluppare gli aeroporti e una rete di infrastrutture digitali che permettano ai giovani anche delle aree interne di poter continuare a lavorare a casa loro. Questo si puo' fare con un fondo che raccolga tutti i soldi europei non utilizzati dalle regioni, aggiungendoci soldi privati, delle banche, ma anche dei fondi pensioni, Cassa depositi e prestiti, Banca europea degli investimenti e i soldi del piano Juncker. Per avere un pacchetto che abbia un effetto leva che porti investimenti fino a 150-200 miliardi di euro per tutto il sud. Questa e' la politica per la crescita dell'Europa".

"Berlusconi sara' candidato alle europee, mi auguro che possa essere capolista nel sud Italia proprio per dare un segnale forte", ha detto ancora Tajani, a margine dell'incontro "Forza Italia - Stati generali in Abruzzo". "Noi vogliamo ripartire dal Mezzogiorno. Tutti sono venuti a prendere i voti al sud e - ha aggiunto - poi sono scappati senza fare piu' nulla, questo non e' un buon modo di fare politica".

  "L'Italia non deve essere lasciata sola, come non devono essere lasciate sole la Grecia, Malta, cioe' i paesi del mezzogiorno d'Europa. Bisogna pero' affrontare a livello strategico, non basta fermare una, due, tre navi perche' diventa soltanto un palliativo. Serve investire in Africa e serve impedire che partano le navi da li'". Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a proposito della questione migranti, parlando a margine dell'incontro "Forza Italia - Stati generali in Abruzzo" in programma all' Aurum di Pescara. "Saro' in Niger tra due giorni - ha proseguito - e li' gia' si sono visti i risultati perche' due anni fa sono passate in Niger per andare in Libia 300mila persone, quest'anno ne sono passate solo 10mila, grazie agli investimenti che ha fatto l'Unione europea e ai campi che sono stati realizzati per ricevere e smistare i rifugiati. Quindi serve un'azione forte in Libia e in tutta l'Africa sub - sahariana, per impedire che in futuro continuino ad arrivare migranti che noi non possiamo accogliere perche' le cifre saranno enormi. Ricordo soltanto che nel 2050 ci saranno 2 miliardi e mezzo di abitanti in Africa"

 "Faremo una battaglia per una politica agricola comune, sta iniziando il dibattito sul nuovo bilancio comunitario, noi non vogliamo che venga tolto un euro all'agricoltura. Dobbiamo intanto avere piu' fondi da utilizzare, e da utilizzare meglio, quando non si utilizzano vuol dire che e' colpa delle amministrazioni locali, per questo - ha concluso - ho proposto un fondo che riunisca tutti i fondi non utilizzati". Al termine dell'iniziativa Tajani ha incontrato i rappresentanti locali della Confagricoltura

Le parole di Anna Maria Bernini: D'Alfonso se ne deve andare 

 "D'Alfonso se ne deve andare, la sua posizione di senatore e presidente della Regione Abruzzo è conflittuale e insostenibile ed è vergognoso che un Partito democratico che ha ululato in maniera ingiusta al conflitto d'interessi per vent'anni, lasci un presidente di Regione che del conflitto d'interesse sta facendo la sua bandiera". Cosi' il capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, in merito al doppio ruolo del governatore-senatore Luciano D'Alfonso e della situazione politica abruzzese in particolare frizioni tra Fi e Lega sulla scelta del candidato presidente alle prossime elezioni regionali. "La dialettica con la Lega è sempre stata di accrescimento, noi viviamo sui territori come a Roma, una collaborazione in crescita che si basa su un rapporto di rispetto e valorizzazione reciproca ma anche un po' di competizione. Crediamo nei nostri uomini e nelle nostre donne sui territori e alla sana competizione e diciamo vinca il migliore", ha concluso sul tema Bernini. 

"Non voglio commentare la scelta di nostri partner di fare campagna acquisti. Abbiamo persone che lavorano con noi, che credono nei nostri valori e nei nostri principi, che rimarranno con noi e che cresceranno". Così il capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, a margine degli Stati Generali del partito in Abruzzo, rispondendo ai giornalisti sull'esodo verso Fratelli d'Italia e Lega di esponenti di Fi. "Non è un esodo. Abbiamo amministratori molto motivati sui territori che stiamo motivando ancor più fortemente con una ristrutturazione e riorganizzazione del partito, che il presidente Berlusconi ha avviato più di un mese fa e prosegue con le nomine di Antonio Tajani e di Adriano Galliani e con congressi comunali e provinciali che si celebreranno in ottobre", ha detto ancora la senatrice.

"Abbiamo bisogno di un'Europa solidale che metta gli stati membri di fronte alle loro responsabilita', l'immigrazione non e' di oggi, non e' di ieri, non e' di ieri l'altro, e' un tema strutturale che va affrontato una volta per tutte". Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, a margine dell'incontro "Forza Italia - Stati generali in Abruzzo" in programma all' Aurum di Pescara. "Al netto dell'attivita' del ministro Salvini, il premier Conte purtroppo dai vertici europei non ha portato a casa nulla, anzi - ha sostenuto - e' tornato indietro con meno di quello che avevamo quando si era seduto al tavolo. E' tutto basato sulla discrezionalita' degli stati membri, dicrezionalita' nell'accogliere i migranti, discrezionalita' nel fare gli hotspot, non ci serve la discrezionalita', ci serve l'impegno e la solidarieta'. Finche' il presidente Conte non portera' a casa tutto questo si proporranno purtroppo problemi drammatici come quelli che stiamo vivendo. Noi siamo quelli che hanno fatto nel 2003 l'unica vera, grande liberalizzazione del mercato del lavoro attraverso un galantuomo che si chiama Marco Biagi. Abbiamo fatto la riforma del mercato del lavoro che ha portato due veri, autentici, milioni posti di lavoro al nostro Paese". "Il decreto Dignita' e' semplicemente una cosa indegna. E' un indegno slogan, e' una propaganda vuota che fara' danno alle imprese e ai lavoratori", ha detto ancora la capigruppo al Senato dI Forza Italia, Anna Maria Bernini.

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