Le storie

Meritocrazia illustra le idee del Progetto Italia

 "A distanza di circa sei mesi dal Congresso nazionale di Ischia Meritocrazia Italia presenta oggi il suo progetto per l’Italia. C’è bisogno di ripartire con idee coraggiose. Gli italiani meritano fiducia". Lo affermano i responsabili di Meritocrazia Italia illustrando "Progetto Italia":

In particolare, Progetto Italia ha individuato soluzioni politiche da offrire al governo e al parlamento sui seguenti settori strategici che si riportano a titolo esemplificativo e non esaustivo:

1) Lavoro e impresa. Mantenere i posti di lavoro e crearne nuovi a tempo indeterminato attraverso l’introduzione di incentivi fiscali e premi per i lavoratori e per le impresa.

2) Giustizia. Portare a compimento la riforma telematica del processo sia in ambito penale che civile. Introdurre la separazione delle carriere e riformare il CSM, il processo penale, compreso sistema sanzionatorio e prescrizione, nonché il sistema penitenziario.

3) Servizi sociali. Alimentare le attività sociali ricreative, culturali e sportive che favoriscono l'integrazione tra diverse etnie. Valorizzare l'apporto al sociale della popolazione anziana. Sensibilizzare la collettività al volontariato eventualmente con introduzione di un di un periodo di leva obbligatoria. Implementare le iniziative di superamento delle barriere architettoniche.

4) Università e formazione. Ripensare il modello di autonomia negoziale dell'università riordinando i meccanismi di reclutamento di ricercatori e personale docente; rivedere i sistemi di gestione ed erogazione dei finanziamenti agli atenei secondo parametri del merito e equità sociale che devono caratterizzare il sistema implementando la dotazione tecnologica delle università. Definire un piano per ristrutturare le infrastrutture scolastiche oggetto di degrado edilizio.

5) Ambiente e territorio. Potenziare la raccolta differenziata, il riciclo dei rifiuti e migliorare il trattamento delle acque completando le opere necessarie per la gestione delle risorse idriche limitando le emissioni inquinanti sia nell’acqua che nell’atmosfera. Riconvertire il sistema di approvvigionamento energetico attraverso un piano regolatore generale energetico delle varie aree territoriali del paese.

6) Imposizione fiscale. Rivedere sistema tributario sulla base dei parametri dell'equità e della sostenibilità definendo a livello europeo una politica finanziaria e tributaria unitaria. Tassare la posizione finanziaria netta dei contribuenti introducendo tre scaglioni di flat tax con tetto massimo al 50%. Riformare la disciplina del capital gain consentendo la detassazione degli stessi e dei dividenti a fronte di investimenti nella società e nell'occupazione.

7) Innovazione e P.A. Procedere allo snellimento della pubblica amministrazione e alla semplificazione delle procedure amministrative. Riformare i meccanismi di selezione concorsuale e reclutamento. Rivedere i processi dell'organizzazione del pubblico impiego assicurando indipendenza dei membri dell'Organismo di valutazione indipendente.

8) Mobilità urbana smart city. Rendere le città più smart nelle reti di trasporto urbano puntando sulla sviluppo urbanistico ecco sostenibile e sulla mobilità sostenibile delle città.

9) Sanità. Investire maggiormente sul sistema sanitario nazionale al fine di avere strutture ospedaliere e personale medico e paramedico adeguati alle esigenze del Paese. Riallineare costi e qualità del servizio sanitario per ogni regione.

 IN ALLEGATO INTERO DOCUMENTO: 

Leggi Tutto »

I sansalvesi dal cuore d’oro

“Lo affermo da sempre: i sansalvesi sono capaci di gesti di solidarietà impensabili. Anche in questa emergenza coronavirus. Voglio pubblicamente ringraziare Antonio Di Biase detto Biagino per un atto di solidarietà che merita la dovuta considerazione da tutta la nostra comunità”. Ad affermarlo il sindaco Tiziana Magnacca che già ieri mattina ne aveva avuto notizia delle intenzioni di Di Biase che si era raccordato con l’Ufficio Politiche sociali per la consegna dei pacchi alle famiglie più bisognose.

“Tonino – aggiunge il sindaco – non ha ‘detto’ semplicemente di preoccuparsi di chi ha bisogno. Tonino, e altri come lui, lo hanno dimostrato togliendo qualcosa alle loro famiglie per darlo agli altri. E a tutti costoro dicono grazie”.

“Ieri Di Biase aveva espresso all’Ufficio Politiche il desiderio di voler consegnare 25 pacchi alle famiglie di San Salvo. Il nostro Ufficio ha coordinato la consegna con il prezioso e qualificato contributo operativo della Protezione civile Arcobaleno alla quale è stato un elenco di famiglie in stato di grave disagio che vengono seguite da questo Comune” conclude il sindaco.

 

Leggi Tutto »

La riflessione di Francesco Barone, portavoce del Premio Nobel per la Pace Denis Mukwege

“I mutamenti che deriveranno da questa drammatica esperienza, spero che inducano le persone chiamate a governare il mondo ad attivare strategie e interventi che mirino alla realizzazione di un rinnovato pianeta di pace, divenendo così essenziale il processo di educazione indirizzato alla solidarietà sociale, che non può più avere il carattere della temporanea circostanza”.

Lo dice il professor Francesco Barone, docente al dipartimento di scienze umane dell’Università dell’Aquila, con all’attivo oltre cinquanta viaggi umanitari in Africa, portavoce del premio Nobel per la Pace 2018, Denis Mukwege, che ha denunciato la catastrofe umanitaria in Congo, con centinaia di migliaia di donne violentate, oltre quattro milioni di sfollati e sei milioni di morti.

“Paura, timore, preoccupazione, solitudine, incertezza sul futuro sono le sensazioni più ricorrenti in questo periodo di pandemia. Ci ricordano qualcosa raccontato in passato dai nostri genitori e dai nostri nonni. Ricordi di sofferenza che inevitabilmente, una volta vissuti cambiano lo sguardo sulla vita”, dice Barone.

“Forse siamo stati colti di sorpresa. Forse no. Eravamo talmente appesantiti dalle velocità e dal sonno della materia che non ci stavamo rendendo conto della direzione che il mondo stava prendendo. Troppo impegnati nell’affermazione dell’io, pian piano, siamo diventati estranei anche a noi stessi”, è la riflessione del professore.

“Artigiani dell’invisibile, affetti da una specie di trance e con la smania di successo, siamo rimasti in silenzio di fronte a un mondo fatto di disuguaglianze e ingiustizie intollerabili. Assoggettati ai linguaggi e agli interessi di pochi, abbiamo conosciuto una nuova idea di mondializzazione e di globalizzazione. E ne siamo rimasti vittime”.

“Ora, un microscopico e bastardo nemico ci sta minacciando. È talmente potente da incuterci timore. È talmente potente da essere riuscito a favorire una tregua nelle zone di guerra. Non è intelligente questo virus, eppure è riuscito a far tacere le armi”.

“E noi invece, credendo di essere i giganti della ragione e dell’intelligenza, le armi le facciamo costruire e le utilizziamo”.

“Da questa difficile condizione si potrà trarre l’insegnamento che occorre estirpare i pregiudizi, le discriminazioni, le disuguaglianze – prosegue Barone - .  L’educazione alla pace si affianca all’educazione alla democrazia, alla libertà, alla legalità, all’affettività. È orientata al rispetto alla vita, al rispetto dell’essere umano e della sua dignità. Senza eccezioni. Mai.  La nostra capacità di costruire la pace dipende dalla nostra mente, dalla nostra volontà di saper distinguere nettamente il male della violenza e il bene della non violenza”.

“E ora che vi sono intere famiglie a non disporre di cibo, dobbiamo essere consapevoli che la povertà è amara. La solitudine è amara. È dal contatto tra famiglia e scuola che potrebbe propagarsi il monito universale della pace e della cooperazione. La strada per il cosiddetto ‘mondo migliore’ passa attraverso le scelte individuali”.

“Di fronte allo smascheramento della nostra vulnerabilità possiamo superare la convinzione dell’eternità terrena. Stiamo vivendo un periodo di dolore”, continua Barone, convinto che “da questa frattura fisica e psicologica è possibile ristabilire l’armonia e l’integrità”.

“Nei giorni scorsi sono circolati in rete video di bambini africani che sorridendo hanno incoraggiato noi tutti. Si, proprio loro che non sono certi neanche di ciò che avverrà il giorno dopo. Non c’è nessun luogo affettivo e protettivo come la nostra casa. L’essere costretti a rimanerci dovrebbe indurci a riflette nei confronti di coloro che, vivendo in contesti di povertà e di emarginazione, manifestano la forza d’animo di consolarci”.

“Si spera, ovviamente, che nei confronti di loro, non si tratti dell’ennesima attenzione destinata a durare un attimo. Ora abbiamo il tempo per concentrarci sulla prospettiva di voler essere con gli altri e di voler essere in comune con gli altri, assumendo come bussola il concetto di pluralità inteso come necessità”.

“Ora più che mai risulta essenziale la trasmissione della ‘chiarezza umana’, il senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, in termini di verità e autenticità. Questo richiede empatia verso gli altri con diverse identità, comprensione dei diversi flussi di civiltà e capacità di vedere le differenze come opportunità di relazioni costruttive, rispettose e pacifiche tra le persone”.

“Ciò”, conclude il professor Barone, “determina l’adesione a un nuovo modo di pensare, in cui prevale la quiete, la riflessione e il senso di una persona nuova, libera e cosciente”.

Leggi Tutto »

Pensieri e proposte di familiari di persone con autismo

Quali sono le necessità delle famiglie con autismo?

Quali i problemi emersi durante questa emergenza?

Come affrontare i disagi dalla sospensione di scuola, servizi assistenziali e

riabilitativi?

Ecco le proposte di Autismo Abruzzo onlus.

"Nonostante i l 2 aprile sarà condizionato fortemente dalla emergenza Coronavirus

riteniamo possibile cogliere l ’occasione per presentare proposte concrete a Regioni

e Governo nazionale. Troppe l e difficoltà i ncontrate dalle famiglie, l asciate sole dalle

Istituzioni ma anche dalle tante Associazioni di rango nazionale.

L’emergenza #Covid19 sta assorbendo tutte l e energie del Paese ed è

assolutamente necessario tutelare l a salute di tutti e contenere l a diffusione del virus.

Lo dobbiamo a tutti i soggetti più deboli e quindi anche ai nostri figli con autismo. Allo

stesso tempo, però, dobbiamo necessariamente chiedere l a massima attenzione nel

mantenere quel precario equilibrio quotidiano senza i l quale l a vita dell’intera famiglia

viene fortemente compromessa.

Autismo Abruzzo onlus propone ad Associazioni e genitori di raccogliere

problemi e proposte, partendo da quelle ricevute da Autismo Lazio onlus,

Autismo Campania onlus , Genitori Autismo Molis e onlus e Sos Autismo onlus .

Le proposte raccolte e qui sotto riportate sono disponibili nel file condiviso

#A UTISMOeCOVID19 - ( https://bit.ly/3byC00i) . Invitiamo fin da ora chiunque a

contribuire e condividere questa i niziativa diretta a tutte l e Regioni e al Governo

nazionale. Un bel segnale per i l #2 aprile2020 , edizione che vedrà poche l uci blu e

pochi palloncini, ma con un messaggio diretto alle Istituzioni da parte delle famiglie.

Proposte per una gestione sostenibile della Emergenza Covid-19

per le famiglie con autismo

1) Attuazione i mmediata degli art. 47 e 48 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

In particolare: attivazione di interventi non differibili in favore delle persone con

disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove l a tipologia delle prestazioni

e l ’organizzazione delle strutture stesse consenta i l rispetto delle previste misure di

contenimento. Tale azione è stata i ndicata anche dall’art. 9 del Decreto Legge n. 14

del 9 marzo 2020.

2) Durante l a sospensione dei servizi educativi e scolastici e durante l a sospensione

delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per

persone con disabilità, le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del

personale disponibile, già i mpiegato i n tali servizi, dipendente da soggetti privati che

operano i n convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali

domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi

luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali

servizi si possono svolgere secondo priorità i ndividuate dall’amministrazione

competente, tramite co-progettazioni con gli enti gestori, i mpiegando i medesimi

operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità, alle stesse condizioni assicurative

sinora previsti, anche i n deroga a eventuali clausole contrattuali, convenzionali,

concessorie, adottando specifici protocolli che definiscano tutte l e misure necessarie

per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti.

3) Libertà di uscire da casa, nell’uso dell’auto e nella frequentazione di luoghi

isolati dove poter gestire senza conseguenze comportamenti problematici e lo

stress accumulato dalle persone autistiche (s i veda nota dell’Unità di crisi di

Regione Campania) . Nel completo rispetto delle norme previste per la

limitazione della diffusione del virus.

4) L'adozione da parte delle famiglie di un pass che segnali i mmediatamente alle Forze

dell'Ordine l a presenza di una persona autistica allo scopo di evitare l ungaggini

nell'identificazione che potrebbero innescare comportamenti problematici importanti.

5) Disciplina di modalitá di ricovero e di corsie preferenziali di accesso alle strutture

sanitarie dei soggetti disabili, i n particolare dei soggetti autistici con possibilitá di

permanenza di un familiare (con dovute precauzioni) durante i l ricovero ovvero

adibire padiglioni provvisori con personale medico specializzato per le emergenze.

6) Adozione di un piano di emergenza per i l soccorso dei soggetti autistici fornendo

vademecum informativo al personale sanitario e alle Forze dell'Ordine.

7) Possibilità di i stituire un percorso con l e famiglie seguito da psicologi (possibilmente i

referenti che già conoscono i l bambino/adulto autistico), che i n videochiamata o via

skype daranno suggerimenti ai genitori sulla gestione delle attività quotidiane e sulla

gestione delle eventuali problematiche comportamentali.

8) Attivazione presso ciascun Comune i taliano di una Unità speciale per l ’assistenza

sanitaria a domicilio per l e persone con autismo. Deve essere possibile verificarne

l’attivazione contattando i l proprio Comune tramite un apposito numero verde

comunale dedicato.

9) Informazioni ad hoc: gli enti preposti che già hanno in carico la persona con disabilità

devono rilasciare i nformazioni regolari, i n maniera da fornire risposte sempre

aggiornate i n base alle direttive del governo. E’ i mportante rassicurare i pazienti e i

loro familiari, attivando anche percorsi di assistenza psicologica a distanza.

10)Organizzare un servizio di consegna a domicilio (con cadenza bisettimanale) di beni

di prima necessità e farmaci per l e famiglie i n cui è presente un solo familiare a

sostegno della persona con autismo (spesso è i mpossibile andare a fare l a spesa

con un autistico) numero verde già attivo a livello nazionale 800 06 55 10". 

 





 

Leggi Tutto »

Coronavirus: Coldiretti, nuove risorse acquisti prodotti Made in Italy

Le maggiori difficoltà alimentari si registrano nel mezzogiorno con oltre 530mila persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare che si trovano in Campania, oltre 364mila in Sicilia e quasi 283mila in Calabria ma situazioni diffuse di bisogno si rilevano anche nel Lazio con oltre 263mila persone e con 235mila persone nella Lombardia devastata dal Coronavirus. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla emergenza alimentare in Italia dopo le misure varate dal Governo, sulla base gli aiuti agli indigenti in Italia su dati Relazione annuale Fead del giugno 2019. Con le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, si aggrava la situazione e aumenta il numero dei quasi 2,7 milioni di persone che in Italia – sottolinea la Coldiretti - sono costretti a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense.  Ad essere in difficoltà – sottolinea la Coldiretti – sono tra le categorie più deboli quasi 113mila senza fissa dimora, oltre 225mila anziani sopra i 65 anni, e 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni che ricevono aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) grazie ad associazioni come Banco Alimentare Roma, Banco delle opere di Carità, Caritas Italiana, Comunità di S. Egidio, Croce Rossa Italiana, Fondazione Banco Alimentare e Associazione Sempre Insieme per la Pace.  “Come è stato previsto nel Cura Italia con l’importante aumento di 50 milioni del fondo per l’aiuto agli indigenti chiediamo anche ai Comuni di destinare all’acquisto di prodotti alimentari Made in Italy e locali le nuove risorse rese disponibili per buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare "l’importanza di sostenere l’economia agricola nazionale che in molti settori si trova in grande difficoltà con il blocco delle esportazioni e la chiusura di bar ristoranti e mense".
 
LE PERSONE BISOGNOSE DI AIUTO PER MANGIARE IN ITALIA

REGIONE

NUMERO INDIGENTI

CAMPANIA

20%

530222

SICILIA

14%

364156

CALABRIA

11%

282974

LAZIO

10%

260472

LOMBARDIA

9%

235231

PUGLIA

7%

175684

PIEMONTE

5%

135943

EMILIA ROMAGNA

5%

130202

TOSCANA

4%

103398

VENETO

4%

97109

MARCHE

3%

67907

LIGURIA

2%

66580

SARDEGNA

2%

54900

VENEZIA GIULIA

2%

49810

ABRUZZO

2%

44988

BASILICATA

1%

30767

TRENTINO ALTO ADIGE

1%

22258

UMBRIA

1%

20614

MOLISE

0%

5049

TOTALE

100%

2678264

 

 

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Relazione annuale Fead del giugno 2019

Leggi Tutto »

Borracce di poesia su Radio24




“Rulli, addominali e poesia: la quarantena del ciclista”. Questo il tema della puntata di domenica 29 marzo di A ruota libera - Passione in movimento, programma di Radio24 dedicato alla bicicletta, condotto da Alessandra Schepisi. Appuntamento alle 16. 

Ospiti della puntata, il ciclopoeta Alessandro Ricci e le sue quartine sulla quarantena e Omar Gatti di Bikeitalia.it per i consigli di allenamento dentro casa.
 
Dall’inizio dell’emergenza virus, sui canali social di Borracce di poesia, sono apparse nuove rime che raccontano il punto di vista del ciclista in queste giornate in cui è tutto fermo, con le relative limitazioni dell’uso della bici, come mezzo di spostamento urbano se non per esigenze lavorative, nonché come mezzo di allenamento e svago. 


 
Le quartine, sempre scritte dall’ideatore e curatore del progetto, l’abruzzese Alessandro Ricci, descrivono dunque l’esperienza dell’allenamento sui rulli, il ciclista che alla finestra sogna di pedalare sui tetti, il tempo a disposizione per dedicarsi alla cura della bici, per essere dunque pronti, per tornare a pedalare appena sarà possibile.
 


Rime come: "Rivedi le vette che hai scalato/fermo in fila al supermercato/ma adesso ti è scesa la catena/e la bici è canto di sirena”. E ancora: “Come da protocollo io sto a casa/cerco tracce con satelliti Nasa/traccio percorsi su tutto il pianeta/oggi più sognatore che atleta”. 


 
Fra le azioni realizzate da 'Borracce di Poesia' si segnalano: la vittoria del concorso internazionale Cycling Visionaries Awards, nella sezione Bici e arte - concorso a cura della Ecf-European cyclists’ federation (Vienna, 2013); nel settembre 2013 la partecipazione, sempre a Vienna, al Radkult Festival dove viene letta per la prima volta la versione in inglese delle rime; al Velo-City di Nantes (2015) è stata scelta una rima in inglese per realizzare un poster di benvenuto per i partecipanti; la scelta delle Borracce di poesia come gadget da parte del Governo Olandese per il Cycling Festival Europe 2016, serie di eventi dedicati alla promozione dell’uso della bici in occasione della presidenza olandese del Consiglio UE (2016). Borracce di poesia tornerà al Velo-City a Lubiana nel prossimo settembre. A Pescara, le rastrelliere sono decorate con rime dedicate alla città e alla sua scoperta in bicicletta. Sempre una rima di Borracce di poesia decora gli spazi del Biciclettaio in via Gramsci. 



Leggi Tutto »

Ad alta voce. Su Rai Play Radio a disposizione gratuitamente tanti audiolibri.

 Sono un centinaio gli audiolibri messi a disposizione gratuitamente dalla Rai sulla sezione Ad alta voce su Rai Play Radio. Se la sera fate fatica ad addormentarvi spegnete tutte le luci ed ascoltate un audiolibro, non c’è modo migliore per chiudere giornate come quelle che stiamo vivendo.

Buon ascolto.

Dal link: https://bit.ly/2JiCHi4

 

Leggi Tutto »

Lega del Filo d’Oro: per le persone sordocieche il Covid-19 impone condizione isolamento assoluto dal mondo esterno.

Comunicano e "osservano” il mondo principalmente con il tatto e ora, con le limitazioni imposte dai decreti contro la diffusione del coronavirus che ha travolto il nostro Paese, ci sono persone con disabilità alla vista e all'udito che rischiano di vivere totalmente isolate ed escluse dalla realtà. "Per noi il tatto è vista, e per alcuni di noi anche molto di più – spiega Francesco Mercurio – Eppure siamo chiamati a scegliere: chiedere aiuto – e correre e far correre rischi – oppure rinunciare? Siamo costretti a vivere con un senso di colpa che toglie il sonno – per quelle persone che, inevitabilmente, devono entrare in contatto con noi, le assistenti, che pure cerco di coinvolgere al minimo per la loro e la mia sicurezza”.

 La Lega del Filo d'Oro, nel 2019, ha seguito circa 950 utenti nei diversi servizi, di cui il 7% sono persone che hanno più di 65 anni e il 3% sono bambini tra 0 e 4 anni che spesso presentano un quadro clinico molto complesso. Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che presentano patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il "coronavirus”, ma sono anche più vulnerabili alle ricadute sociali derivanti dalla grave epidemia in corso.

Più in generale, si stima che nel nostro Paese ci siano quasi 190.000 persone con disabilità legate alla vista e all'udito (studio Istat per la Lega del Filo d'Oro, 2016) e più della metà hanno bisogno di assistenza continua e per questo l'espansione dell'epidemia di coronavirus, per loro e i loro caregiver, è estremamente rischiosa.

"Non chiediamo deroghe alla normativa, siamo consapevoli che il virus non ne ammette. Tuttavia, il contatto rappresenta per noi una questione di vitale importanza e vorremmo che questa vicinanza necessaria alla comunicazione delle cose essenziali e allo svolgimento delle attività della vita quotidiana, avvenisse in sicurezza per noi e per le persone che ci aiutano”, spiega Francesco Mercurio, ,.

Francesco, classe 1980, è nato cieco ed è poi diventato sordo all'età di dieci anni. In questi giorni sta vivendo una condizione di particolare difficoltà e preoccupazione dovuta alle restrizioni imposte dalle misure di contenimento del coronavirus. "Questa situazione, difficile per tutti, mette a dura prova chi già viveva una vita difficile prima. La caratteristica di questo virus, infatti, è che si può trasmettere anche con il contatto delle mani. E questo è atroce per chi, come noi persone sordocieche, attraverso il tatto si orienta e comunica con il mondo. Per noi avere accesso ai presidi sanitari di prevenzione è necessario per allentare la morsa dell'isolamento a cui siamo stati confinati”.

Data la minorazione sensoriale, infatti, le persone sordocieche utilizzano prevalentemente il tatto per comunicare e conoscere l'ambiente circostante e in un momento in cui la raccomandazione è quella di mantenere la distanza di sicurezza, questo rappresenta per loro un ulteriore, enorme, ostacolo.

Difficoltà vissute anche dai familiari delle persone con disabilità plurime che, da quando si sono viste chiudere tutti i servizi di sostegno, sono state lasciate sole a gestire situazioni estremamente complesse senza alcuna risposta. "Molte delle difficoltà legate alla sordocecità, sono normalmente sopperite dalle reti: la rete dei servizi, la rete familiare, la rete amicale ed il volontariato. L'attuale emergenza ha di colpo stroncato gran parte di queste possibilità. Sono garantiti solo i servizi residenziali. Ma la stragrande maggioranza delle famiglie che faceva riferimento ad altre risorse, come ad esempio i centri diurni, oggi ne sono rimaste completamente scoperte e si trovano da sole ad affrontare enormi difficoltà. Una di queste è la conciliazione famiglia e lavoro, con l'impegno di cura solo parzialmente colmata dal recente decreto. Ma penso anche alle famiglie monoparentali dove diventa un problema anche andare a fare la spesa”, racconta Rosa Francioli Presidente del Comitato delle Famiglie della Lega del Filo d'Oro e mamma di un ragazzo sordocieco.

"Garantire una rete, anche minima, di supporto domiciliare per far fronte ai bisogni primari – è l'appello di R. Francioli.  – Lo Stato fino ad oggi ha contato molto sulla rete del volontariato per sopperire alla carenza di servizi. All'improvviso questa è venuta meno, se non per quella strettamente legata agli ospedali. Ci sono persone che, con le dovute precauzioni, potrebbero e vorrebbero aiutare chi si trova in una situazione di necessità. Ma tra i motivi che consentono lo spostamento dal proprio domicilio, rientrano solo quelli di lavoro e di necessità personale e familiare e non di altre persone. Questo è un grosso limite”.

In considerazione dei recenti provvedimenti emanati dal Governo sono state definite misure preventive e disposizioni organizzative per tutte le sedi della Lega del Filo d'Oro in Italia. A partire dal 10 marzo 2020 e fino a nuova comunicazione, i Servizi Residenziali erogati nei 5 Centri di Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese sono funzionanti, seppur con attività ridotta, mentre l'attività dei Trattamenti a Termine, dei Servizi Diurni e dei Servizi Territoriali è sospesa. Le visite sono ridotte al minimo indispensabile solo per i familiari. Rimangono attivi i servizi di supporto telefonico per continuare a garantire sostegno alle famiglie.

"Esprimo vicinanza e sostegno alle persone sordocieche e alle loro famiglie. Se questo è per tutti noi un momento molto duro, sono le persone che già vivevano una condizione estremamente difficile quelle che non devono essere dimenticate e confido che le Istituzioni, al di là della stretta emergenza, possano dare una risposta anche a loro – dichiara Rossano Bartoli Presidente della Lega del Filo d'Oro. – Inoltre mi preme rivolgere un forte ringraziamento ai nostri dipendenti incluso medici, infermieri, operatori, educatori, terapisti e psicologi nonché a tutti i collaboratori perché prestano servizio con abnegazione nei 5 Centri Residenziali della Lega del Filo d'Oro e sono anche loro in prima linea per continuare ad assistere e curare le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali che accogliamo nelle nostre strutture”.

Leggi Tutto »

Combattiamo il Coronavirus anche con la musica

Domenica 22 Marzo ore 17.30 e Giovedì 26 Marzo ore 21.20 Sky 515 e Telepace HD canale 218 trasmetteranno in prima assoluta mondiale per la regia di Giulio Tripodi la Via Crucis di Antonio Galanti diretta da Jacopo Sipari con Coro e Orchestra del Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria e lo straordinario basso spagnolo Simon Orfila.

Un’opera di immenso valore emotivo la Via Crucis di Antonio Galanti con Simón Orfila, fra i bassi-baritoni più apprezzati di oggi a livello internazionale nel ruolo di Cristo, insieme a Francesca Romana Tiddi (nel ruolo de La Madonna), Sara Intagliata (l’Angelo), Sofia Janelidze e Davide Ruberti (I Padri e Madri della Chiesa) che si esibiranno, affiancati dall’Orchestra e dal Coro del Teatro “Cilea” di Reggio Calabria, nella prima mondiale della “Via Crucis”, oratorio per soli, coro e orchestra con musica di Antonio Galanti e drammaturgia e testi dei Padri della Chiesa curati da Domenico Gatto. Un’ora e quaranta di musica sacra che accompagna lo spettatore in una grande preghiera collettiva che ripercorre gli ultimi momenti della vita di Cristo sulla terra lasciando a tutti un grande messaggio di speranza e rinascita universale.

L’appuntamento è per il 22 marzo 2020, alle ore 17.30 e poi giovedì 26 marzo 2020 ore 21.20 trasmesso da Sky 515 e Telepace canale 218 del digitale terrestre e in diretta streaming sul sito www.telepace.it Sul podio il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tra i più giovani e apprezzati direttori del momento, Oscar della Lirica 2020: “Questo virus vigliacco non può fermare la bellezza più profonda della nostra umanità. Non può fermare la musica. La cultura. Sono davvero contento di poter dare un piccolissimo contributo “virtuale” insieme ai miei colleghi attraverso la musica sacra. Un modo per pregare insieme, per rispondere con le note, le emozioni, la vita. Non ho idea di quando potremmo riuscire a tornare a fare musica insieme, a stare tutti attaccati, musicisti e pubblico. Questo penso sia il più grande dolore di questi giorni. Una Via Crucis che guarda alla resurrezione, alla rinascita, che è quello che mai come questo periodo credo risponda al più profondo e intimo desiderio di tutti noi, in tutto il mondo. Perché alla fine, nonostante tutto, è Pasqua”.

Rispetto al testo, “varie e di diverse epoche sono le fonti di tradizione cristiana su cui è stato costruito il testo di questa Via Crucis: dalle Sacre Scritture all’Omelia sulla Pasqua di S. Melitone di Sardi (scritta intorno alla metà del II secolo) fino ai testi di S. Caterina da Siena (scritti nel 1300). Punto di riferimento per la stesura e la costruzione del testo è la tradizione mariana e quartodecimana. Mariana in quanto la figura di Maria è presenza costante dalla prima stazione fino all’ultima. Lungo l’intero svolgersi della narrazione la Madre vigila sul Figlio senza mai Pasquale Faucitanodialogare direttamente con lui. Nelle due Stazioni incentrate sulla figura di Maria (IV. e XIII.), si crea un dialogo fra Lei e l’Angelo in cui alle domande della donna sulla sofferenza del Figlio (tratte da La Passione di Cristo di S. Gregorio Nazianzeno), l’essere celeste risponde attraverso le parole delle preghiere della chiesa antica (S. Andrea di Creta e Giorgio Warda), che esaltano la figura di Maria come Madre di Dio. Solo al momento della deposizione nel sepolcro (qui paragonato a quella del Cristo in fasce nella mangiatoia) Maria e il Figlio s’incontrano. Quartodecimana in quanto il riferimento principale per la stesura del testo è l’omelia che il Vescovo di Sardi scrisse attorno all’anno 150, in cui espone pienamente le caratteristiche della liturgia pasquale anatolica dell’epoca. Questa Via Crucis racchiude il concetto tipico di quella liturgia che è quello della Pasqua come ricapitolazione del tutto: un testo che entra nel profondo di ciò che le diverse Stazioni rappresentano all’interno sia dell’anno liturgico cristiano sia del rapporto fra Cristo e l’uomo. Al centro di questa Via Crucis non vi è la sofferenza, ma la Gloria di Cristo, che viene esaltata nella Croce, così che il grande momento della Crocifissione è visto, nel solco della tradizione giovannea, come grande elevazione. E la decisione di concludere questa Via Crucis non con la deposizione ma con la resurrezione è proprio di questa intenzione Gloriosa“, spiega Domenico Gatto, direttore artistico del Rhegium Opera Festival.

“Ogni personaggio – Angelo, Maria, Cristo, Madri della Chiesa, Padri della Chiesa – è caratterizzato da peculiari parametri musicali, da un punto di vista sia ritmico sia melodico sia armonico-contrappuntistico. I fiati non seguono la normale ripartizione sinfonica: sono riuniti, infatti, in cinque gruppi di tre strumenti ciascuno, tre per i legni e due per gli ottoni. I legni sono collegati a singoli personaggi che danno voce a sé stessi – Angelo, Maria, Cristo -, gli ottoni, invece, sempre a singoli personaggi, ma che danno voce unisona a una pluralità di persone – Madri e Padri della Chiesa -. Il coro, la cui funzione è di ‘commento’ esterno, si presenta sempre accompagnato dagli archi, con poche eccezioni: nella XII. Stazione, ad esempio, l’insieme vocale, a mo’ di turba, esprime curiosità e stupore per il drammatico annuncio dell’Angelo, riguardante la crocifissione del Cristo. Nello stesso numero, inoltre, il coro si presenta non più con gli archi, ma a cappella. Tra l’altro, questo è un chiaro riferimento alla pratica liturgica, che prevede l’esecuzione dei canti per il Venerdì Santo senza sostegno di strumenti. Ognuno dei cinque gruppi strumentali è sempre collegato a un determinato personaggio: Flauti e Ottavini all’Angelo, Oboi e Corno Inglese a Maria, Fagotti e Controfagotto a Cristo, Corno e Trombe alle Madri della Chiesa, Tromboni e Tuba ai Padri della Chiesa. L’intimo rapporto fra Madre e Figlio – Maria e Cristo – è rimarcato, per entrambi, dalla stessa tipologia di strumentini, ad ancia doppia. Allo stesso modo, l’affinità fra Madri e Padri della Chiesa, come già accennato, è sottolineata, per tutti e due, dell’uso degli ottoni”, argomenta Pasquale Faucitano, primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro Cilea.

“Da un punto di vista formale, ogni stazione è inquadrata da un preludio e un postludio: il primo è sempre strumentale, il secondo sempre vocale. Fa eccezione solo l’ultima stazione, che, essendo conclusiva, non prevede né l’uno né l’altro. Il postludio è stato ripreso dall’inno gregoriano Crux fidelis, suddiviso in quattordici parti e utilizzato in altrettante Stazioni. Nella I. Stazione è presentato nelle sue linee essenziali; nelle successive, poi, opportunamente armonizzato ed elaborato in un contesto polifonico: una sorta di ritornello, sempre diverso, anche con lievi sfumature, che accompagna la Via Crucis fino al suo epilogo. È naturale che il Crux, che tradizionalmente è utilizzato nella liturgia del Venerdì Santo, non trovi collocazione proprio nell’ultima stazione, dedicata alla Resurrezione. Particolare rilevanza assumono il preludio e il postludio nella XII. Stazione, proprio per evidenziare l’estremo sacrificio del Cristo. Tutta la tensione accumulata durante il percorso si risolve nell’ultima Stazione, dove si esprime musicalmente l’esaltazione della Gloria del Figlio di Dio. In particolare, l’Amen finale vede la partecipazione di tutti i personaggi, del coro e di tutta l’orchestra, in un crescendo generale esaltante. Il linguaggio utilizzato è ‘postmoderno’: non sono individuabili precisi riferimenti storici, né per epoca né per autore. In pratica, la scrittura della Via può essere definita modaleggiante, a tratti caratterizzata da ambientazioni arcaizzanti o diatonizzanti, a tratti con influssi tonali di tipo classico-romantico, senza trascurare alcuni procedimenti compositivi del secolo scorso. Gli impianti tonali e modali di base, per ciascuna Stazione, si susseguono con grande varietà, prevedendo, al loro interno, ‘modulazioni’ più o meno marcate, sempre suggerite dalla circostanza testuale. Il linguaggio è sempre discorsivo, tendente a un’immediata comunicabilità e intelligibilità da parte degli ascoltatori; tutto questo, però, cercando di non cadere in situazioni banali o scontate, ma che rappresentino musicalmente la particolare condizione psicologica ed emotiva del percorso di redenzione di tutta l’umanità: la Via Crucis”, conclude Domenico Gatto.

Antonio Galanti, compositore e organista, ha studiato al Conservatorio di Firenze. Si è diplomato in Pianoforte, Composizione, Organo, Strumentazione per banda e Musica corale. All’Università di Pisa si è laureato con lode in Lettere, con tesi in Storia della musica (Messa musicale e prassi liturgica dal dopoguerra ad oggi). Dal 1999 è titolare di Armonia contrappunto fuga e composizione, al Conservatorio di Alessandria. Ha vinto il 1° Premio al VII Concours Suisse de l’Orgue (Svizzera, Sion, 1989), il 2° Premio al II Concorso Nazionale di Composizione Musicale Sacra (San Giovanni in Persiceto, 1993), il 1° premio al XXXI Festival Musica Antiqua (Belgio, Bruges, 1994), il 2° Premio al III Concorso Europeo di Composizione Organistica “Rocco Rodio” (Castellana Grotte, 2004), il 3° premio al XVIII International Edvard Grieg Competition for Composers (Norvegia, Oslo, 2014) e il 1° Premio al II Concorso Internazionale di Composizione per Organo “Rino Benedet” (Bibione, 2016). Il suo catalogo, fra l’altro, comprende il ciclo aperto delle Toccate per organo, opere dedicate a strumenti antichi di rilievo, oratori, musica sinfonica, per strumento solista e orchestra, vocale.

Ha curato l’edizione critica di musiche dei secc. XVIII-XIX per orchestra (M. Bottini,) Musiche per organo e cimbalo, 5 voll., 2006-2008). Pubblica per le edizioni Bèrben, Billaudot (Francia), Carrara, ElleDiCi, EurArte, La Bottega Discantica, Pizzicato (Svizzera) e Rugginenti. Dal 2004 cura la rubrica Recensioni musiche per il mensile «Suonare news». La “Via Crucis” è uno degli appuntamenti della stagione 2018-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirico Cilea.

Leggi Tutto »

Coronavirus: Coldiretti, in Abruzzo fiori e piante appassiti

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio anche in Abruzzo uno dei settori più belli e amati del made in Italy, quello del florovivaismo con un miliardo di fiori e piante che nell’ultimo mese sono appassiti e andati distrutti con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti economici delle misure di prevenzione adottate. Niente fiori per gli innamorati, per la mamma, per i propri cari nei cimiteri che in molti casi restano chiusi come i fioristi e i centri giardinaggio. E in difficoltà – precisa la Coldiretti – sono anche per le esportazioni con i blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi, UE ed extra-UE, i ritardi e le difficoltà del trasporto su gomma.

In Italia  - riferisce la Coldiretti - sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

Anche in Abruzzo la situazione è preoccupante, considerato che il florovivaismo è per la regione un settore strategico che fornisce una Plv di circa 50milioni di euro annui su 385 ettari dedicati tra serre e piano campo per un totale di circa 250 aziende specializzate. Allo stato attuale sono circa 2.500 gli addetti in Abruzzo che ruotano intorno a questo settore e che, come gli altri settori, si trovano in gravissime difficoltà.

Coldiretti invita a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante con l’arrivo della primavera che segna il momento del risveglio #balconifioriti ricordando che “il giardinaggio, l’orticoltura e la cura di piante e fiori su balconi e terrazze, sono uno dei più potenti anti-stress conosciuti, tanto che esistono attività riabilitative che si basano proprio sugli effetti del verde nel dare maggiore serenità alle persone”. “Il settore ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende, con finanziamenti a tasso zero ed una sospensione delle scadenze dei mutui, delle bollette, interventi straordinari come la cassa integrazione per i dipendenti ed interventi – conclude  Coldiretti Abruzzo - per sostenere le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla in conseguenza delle limitazioni nel commercio interno ed estero.

Leggi Tutto »