Redazione Notizie D'Abruzzo

Sconti per gli studenti pendolari delle aree interne

Soddisfazione è stata espressa dall'assessore regionale Liris per l'intervento a favore degli studenti residenti nelle aree interne della Regione che usufruiscono del servizio di trasporto pubblico. L'agevolazione prevede una riduzione pari al 10% del costo del titolo di viaggio nominativo, mensile o annuale, agli studenti di età compresa tra gli 11 e i 26 anni. 

“Ricordo che l’accesso ai servizi e la loro fruibilità per chi vive nelle aree interne è un tema al quale questa Regione tiene molto e su cui sta lavorando fin da subito – dichiara l’assessore Liris  - Portare avanti azioni concrete su questo ambito significa creare condizioni più favorevoli per chi vive realtà montane e dell'entroterra, significa non avere più cittadini di serie A e di serie B, ma un Abruzzo che corre ad un’unica velocità. È compito di un buon amministratore fare in modo che tutti gli abruzzesi, in particolar modo i più giovani, abbiano le stesse opportunità di studio e lavoro. Le famiglie e il loro maggior investimento, i figli appunto, devono sentire forte l'attenzione e la dedizione del proprio  governo regionale ”. 

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Pescara, cambio al vertice del comando provinciale dei carabinieri

 Cambio al vertice del Comando Provinciale Carabinieri di Pescara. Lascia il Colonnello Marco Riscaldati che assume l'incarico di Comandante del Reparto Corsi presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. "Lascio Pescara dopo un intenso e duro lavoro - ha detto Riscaldati - consapevole di aver svolto il mio incarico in modo pieno e totalizzante; ho visto crescere nel tempo i risultati dei reparti dipendenti, ringrazio tutti i miei collaboratori, gli Ufficiali, i Comandanti di Stazione e di Reparto, i militari di ogni grado; tutti mi hanno affiancato nella mia opera di guida e coordinamento". Giunto a meta' dicembre del 2016, il Colonnello Riscaldati ha affrontato subito il suo primo impegno con l'emergenza neve e con la tragedia di Rigopiano. Dal 9 settembre prossimo assumera' la guida del Comando provinciale il Colonnello Eduardo Gambardella, peraltro compagno di corso d'Accademia di Riscaldati, proveniente dal suo incarico di Roma, Ufficiale esperto e formatosi attraverso esperienze di comando in territori complessi e particolarmente sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica.

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Salute, ogni anno 1.200 abruzzesi a rischio linfedema

Una patologia post-tumorale, che può rivelarsi gravemente invalidante e che in Abruzzo conta ogni anno più di 1.200 persone a rischio. E’ quanto illustrato questa mattina a Pescara, nel corso della conferenza stampa sul tema del Linfedema, alla quale hanno preso parte Maria Antonietta Salmé, presidente dell’associazione Resilia - Linfa per la vita, il professor Ettore Cianchetti, responsabile dell’Eusoma Center di Ortona e Stefano Maceroni, presidente regionale dell’Associazione italiana fisioterapisti.“Il linfedema è una patologia che può essere di origine genetica o di tipo secondario, ossia derivante da patologie tumorali trattate chirurgicamente con asportazione di linfonodi - spiega Salmé -. Noi ci soffermiamo sul secondo caso, che in Italia colpisce circa 150mila persone, su 350mila complessivamente alle prese con questa patologia”. I soggetti più a rischio, per oltre il 60%, sono donne e tra i principali fattori d’incidenza figurano l’obesità e più in generale l’eccesso di peso. I sintomi sono gonfiore alle braccia o alle gambe, forti dolori agli arti, ma anche infezioni che si manifestano con rush cutaneo, febbre altissima e lesioni della cute. “E’ importante che i pazienti a questo punto si rivolgano ai medici - sottolinea la presidente di Resilia - il linfedema ingravescente e cronico può generare conseguenze molto gravi”.

Il professor Cianchetti mette in luce come “il linfedema dell’arto, nella chirurgia della mammella, che in Abruzzo colpisce ogni anno 1.200 persone, in larga parte donne, sia sempre stato l’evento più temuto, perché una volta che si instaura è difficile da curare ed è estremamente invalidante. Il linfedema consiste in una difficoltà di drenaggio della linfa dell’arto - prosegue l’esperto -. Ad esempio il braccio tende a gonfiarsi, fino a diventare veramente eclatante, tanto è vero che in alcuni casi si parla di elefantiasi”. Chianchetti spiega che “c’è bisogno di prevenzione, che inizia in sala operatoria, utilizzando tecniche mirate, per risparmiare il più possibile il sistema linfatico, ma anche nella primissima fase post-operatoria, quando il paziente deve essere affidato al fisioterapista, dando inizio ad un percorso che proseguirà da solo e che consisterà in una terapia integrata da portare avanti per tutta la vita”.Il Governo, nel 2015, ha inserito il Linfedema nel glossario dei Livelli essenziali di assistenza, prevedendo una serie di tutele per i pazienti che ne sono affetti. “In particolare alcuni cicli di linfodrenaggi e la fornitura di tutori elastici, che sono importantissimi per contrastare questa patologia - evidenzia Salmé -. Questi dettami normativi, tuttavia, sono stati recepiti soltanto da alcune Regioni, tra le quali non figura l’Abruzzo. Chi è colpito da Linfedema ha bisogno di cure, continue e regolari, per tutta la vita - continua la presidente di Resilia -. Cure che, come è stato calcolato, costano dai 14mila ai 16 mila euro l’anno e pochissimi possono permettersi”

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Grande Pescara, Di Lorito: Oggi è solo una passerella mediatica

Oggi la Grande Pescara è solo una passerella mediatica nella quale è possibile affermare tutto e il suo contrario. E' auspicabile che il tema della Grande Pescara lasci definitivamente le pagine dei giornali per approdare nelle stanze istituzionali". Lo afferma Luciano Di Lorito, Sindaco di Spoltore. 


"C'è troppa confusione, chiunque si sente in dovere di rilasciare dichiarazioni su questa fantomatica nuova città, troppo spesso senza la necessaria conoscenza delle normative, e senza soprattutto la capacità di indicare il percorso che dovrebbe portare non solo a una nuova Pescara più moderna, più efficiente, più ricca di servizi e meno costosa per i pescaresi| ma anche nuove opportunita' per quelli che adesso sono i territori e i cittadini di Montesilvano e Spoltore. Sono personalmente convinto sia necessario procedere con un atteggiamento rispettoso anche delle consultazioni successive al 2014, e in particolare delle più recenti: se non è pensabile tornare indietro rispetto al risultato referendario che ha previsto la creazione del nuovo comune, e' necessario ritornare almeno sulla legge regionale. Serve una legge che contenga al suo interno degli step operativi, a cominciare da una progressiva integrazione dei servizi, e che possa garantire anche un passo indietro o un congelamento della procedura nel caso in cui il percorso intrapreso dovesse rivelarsi un boomerang.  Voglio dire che la fusione deve diventare effettiva solo quando si sarà individuata la strada per farla diventare un vantaggio, e non un onere imposto ai Comuni dal voto referendario: un voto che, lo ricordo, aveva un valore solo consultivo. Dal voto referendario sono passati oltre cinque anni, un periodo di tempo lunghissimo durante il quale abbiamo trasformato quello che doveva essere un indirizzo programmatico sulle scelte future in una bandiera, una battaglia più che altro simbolica che non ha ancora affrontato una sola questione concreta relativa alla fusione. Ad oggi restano ancora moltissimi nodi da sciogliere, in primo luogo sulla composizione del consiglio comunale unico: i 32 eletti saranno tutti di Pescara o, come la normativa consente di fare, saranno suddivisi territorialmente in base alle loro comunità di origine? Si è parlato invece dell'istituzione di municipi "provvisti di organi elettivi": significa che il nuovo comune avrà tre assise distinte e ogni provvedimento andrà approvato tre volte? Oppure a contare sarà solo la seduta di Pescara e le altre due avranno una funzione puramente consultiva e simbolica? E’ chiaro che, consentitemi il termine, una visione “massimalista” del processo di fusione non rispecchierebbe né la volontà dei cittadini, basta guardare ai risultati modesti di partiti e movimenti politici che hanno deciso di impugnare la bandiera della Grande Pescara, né i loro stessi interessi. Non e' opportuno lasciare spazio a dichiarazioni superficiali come quelle sul commissariamento di Spoltore, che non è previsto da nessuna norma (neanche nel caso in cui si decida di differire l’istituzione del nuovo comune) e che comunque dipenderebbe dal Ministero dell’Interno.  E’ per questo che gli articoli di giornale non bastano più, e servono oggi solo a nascondere il dato reale: nessuno sa come evitare che questo processo amministrativo si riveli un salto nel buio, anzi nel vuoto".

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 Ogni anno 1.200 abruzzesi a rischio linfedema

Una patologia post-tumorale, che può rivelarsi gravemente invalidante e che in Abruzzo conta ogni anno più di 1.200 persone a rischio. E’ quanto illustrato questa mattina a Pescara, nel corso della conferenza stampa sul tema del Linfedema, alla quale hanno preso parte Maria Antonietta Salmé, presidente dell’associazione Resilia – Linfa per la vita, il professor Ettore Cianchetti, responsabile dell’Eusoma Center di Ortona e Stefano Maceroni, presidente regionale dell’Associazione italiana fisioterapisti.

“Il linfedema è una patologia che può essere di origine genetica o di tipo secondario, ossia derivante da patologie tumorali trattate chirurgicamente con asportazione di linfonodi – spiega Salmé -. Noi ci soffermiamo sul secondo caso, che in Italia colpisce circa 150mila persone, su 350mila complessivamente alle prese con questa patologia”. I soggetti più a rischio, per oltre il 60%, sono donne e tra i principali fattori d’incidenza figurano l’obesità e più in generale l’eccesso di peso. I sintomi sono gonfiore alle braccia o alle gambe, forti dolori agli arti, ma anche infezioni che si manifestano con rush cutaneo, febbre altissima e lesioni della cute. “E’ importante che i pazienti a questo punto si rivolgano ai medici – sottolinea la presidente di Resilia - il linfedema ingravescente e cronico può generare conseguenze molto gravi”.

Il professor Cianchetti mette in luce come “il linfedema dell’arto, nella chirurgia della mammella, che in Abruzzo colpisce ogni anno 1.200 persone, in larga parte donne, sia sempre stato l’evento più temuto, perché una volta che si instaura è difficile da curare ed è estremamente invalidante. Il linfedema consiste in una difficoltà di drenaggio della linfa dell’arto – prosegue l’esperto –. Ad esempio  il braccio tende a gonfiarsi, fino a diventare veramente eclatante, tanto è vero che in alcuni casi si parla di elefantiasi”. Chianchetti spiega che “c’è bisogno di prevenzione, che inizia in sala operatoria, utilizzando tecniche mirate, per risparmiare il più possibile il sistema linfatico, ma anche nella primissima fase post-operatoria, quando il paziente deve essere affidato al fisioterapista, dando inizio ad un percorso che proseguirà da solo e che consisterà in una terapia integrata da portare avanti per tutta la vita”.

Il Governo, nel 2015, ha inserito il Linfedema nel glossario dei Livelli essenziali di assistenza, prevedendo una serie di tutele per i pazienti che ne sono affetti. “In particolare alcuni cicli di linfodrenaggi e la fornitura di tutori elastici, che sono importantissimi per contrastare questa patologia – evidenzia Salmé -. Questi dettami normativi, tuttavia, sono stati recepiti soltanto da alcune Regioni, tra le quali non figura l’Abruzzo. Chi è colpito da Linfedema ha bisogno di cure, continue e regolari, per tutta la vita – continua la presidente di Resilia -. Cure che, come è stato calcolato, costano dai 14mila ai 16 mila euro l’anno e pochissimi possono permettersi”.

Sabato 7 e domenica 8 settembre, presso l’auditorium dell’Hotel Villa Maria di Francavilla al Mare, si terrà un convegno internazionale, organizzato da Resilia, Italf e Aifi, che rappresenta uno dei momenti di confronto più importanti, su scala europea, sul tema del Linfedema: interverranno autorità internazionali, tra ricercatori, chirurghi, radioterapisti, oncologi ed esperti del settore fisioterapico-riabilitativo.  Il professor Hakan Brorson, del Lymfodemcentrum Lunds dell’Università di Malmo, terrà una Lectio Magistralis su Fisiopatologia del Linfedema e lipolinfosuzione.Sarà presente all’evento anche l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.

“Siamo lieti di partecipare a quest’evento, di livello internazionale, che peraltro domenica coinciderà con la Giornata mondiale della fisioterapia – conclude Maceroni -. Il fisioterapista è la figura di riferimento nella cura del linfedema, per cui i siamo i primi attori nell’intervento a favore di questi pazienti”.

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Italia paese guida nella conversione al bio

Una crescita del biologico costante che si conferma anche per il 2018. Questo il quadro che emerge dai dati elaborati dal SINAB che descrivono trend di crescita solidi sotto tutti i punti di vista, in occasione di un incontro nell'ambito di Rivoluzione BIO, che si tiene oggi e domani BolognaFiere, in collaborazione con FederBio e AssoBio. Gli ultimi dati confermano l'Italia Paese guida nel percorso di conversione al bio. Dal 2010 al 2018 gli ettari di superficie coltivata a bio sono cresciuti di oltre il 75%, un'estensione nel territorio italiano equivalente a quello della Regione Puglia. L'incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della SAU nazionale. Questo posiziona l'Italia largamente al di sopra della media UE che nel 2017 si attestava al 7,0%. Anche il dato sugli operatori mostra tendenze in forte espansione, confermando il primato dell'Italia in Europa. Nel periodo 2010-2018 si è registrato un incremento di operatori nel biologico di oltre il 65%, consolidando il numero di aziende a 79.000 unità. Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio, evidenzia un "trend di crescita su base ormai decennale, anche per quanto riguarda la produzione agricola con quasi due milioni di ettari e il 15,5% dell'intera superfice coltivata in Italia".

 "È una crescita - prosegue Carnemolla - che può avere ritmi ancora più sostenuti e che deve interessare sempre più le aree del Paese maggiormente vocate all'agricoltura, dove il cambiamento climatico in atto e le problematiche del calo dei prezzi e dell'eccesso di chimica di sintesi stanno mettendo in crisi tutta l'agricoltura. Ci sono aree come la Pianura Padana, dove gli squilibri climatici impattano su terreni ormai quasi privi di sostanza organica e favoriscono nuovi parassiti che stanno creando danni gravissimi, il cui contenimento si potrà ottenere solo con sistemi di lotta biologica su aree vaste, anche urbane. Il modello agricolo biologico, tipicamente italiano, offre una prospettiva a tutta l'agricoltura non solo per renderla più resiliente, ma anche più sostenibile economicamente sia a livello nazionale che mondiale. La transizione al modello agricolo biologico necessita di una strategia integrata e di lungo periodo, dunque di una politica nazionale di settore e di investimenti pubblici in ricerca e innovazione".

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Xylella, Coldiretti: scaricabarile sono costati 1,2 miliardi

 Gli errori, le incertezze e gli scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio della Xylella hanno provocato danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento alla condanna della Corte di Giustizia Ue, che ha accolto il ricorso della Commissione Ue contro ritardi e mancanze nelle ispezioni e nell'abbattimento delle piante infette da parte delle autorita' nazionali. Sotto accusa pero', sottolinea la Coldiretti, ci sono anche le responsabilita' comunitarie a partire dal sistema di controllo dell'Unione Europea con frontiere colabrodo, che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto. "Serve una strategia condivisa tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l'intero patrimonio olivicolo e paesaggistico", afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare che per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l'arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti che hanno provocato stragi nelle coltivazioni. (ANSA). Y49-NAN 

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Controlli dei carabinieri forestali in un maneggio di Sulmona

Blitz dei carabinieri forestali in un maneggio nella frazione delle Marane di Sulmona. L'ispezione dei carabinieri fa seguito a una denuncia che e' stata presentata alcuni mesi fa sulla presenza di fosse comuni in cui sarebbero stati seppelliti illegalmente almeno dieci carcasse di cavalli. Le operazioni di scavo con l'ausilio di ruspe e macchine operatrici, sono state avviate. Il maneggio e' gestito da un allevatore della zona che avrebbe escluso che i seppellimenti siano avvenuti illegalmente. Anche se non garantisce che i chi lo ha preceduto nella gestione del maneggio abbiano fatto altrettanto. Tocchera' ai carabinieri forestali e ai veterinari della Asl, tramite i microchip presenti sulle carcasse dei cavalli accertare se tutti sia stato fatto nel rispetto delle regole.

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Un ecografo per trovare la vena ‘giusta’

Trovare subito la vena 'giusta' sul braccio senza procedere con ripetuti tentativi che provocano danni e sofferenza al paziente. All'ospedale di Avezzano, da lunedi' prossimo, la direzione Asl, con a capo la manager facente funzione, Simonetta Santini, aprira' un ambulatorio dedicato a quelli che in linguaggio tecnico si chiamano 'gli accessi venosi periferici'. Un nuovo importante servizio perche' agevolera' le modalita' di applicazione dei cateteri utilizzati per somministrare le terapie per le diverse malattie. In sostanza, grazie a un ecografo, l'operatore sanitario sara' in grado di individuare immediatamente sul braccio la vena piu' appropriata e collegarvi il catetere che sara' cosi' fissato in modo saldo (senza ricorrere a punti di sutura) per periodi piu' o meno lunghi, a seconda delle necessita' e del tipo di cura. L'applicazione ecoguidata del catetere sara' molto utile soprattutto per i pazienti che hanno un apparato venoso fragile a causa di caratteristiche anatomiche soggettive. Sara' anche utile per chi si e' sottoposto a terapie endovenose per lunghi periodi. L'ambulatorio, che fa capo al medico della chirurgia vascolare Gennaro Bafile, situato al secondo piano dell'ospedale, nello spazio condiviso con la senologia, si avvarra' delle infermiere Anastasia Fusco e Gabriella Celi. La nuova attivita', almeno in questa fase iniziale, funzionera' due giorni a settimana, il lunedi' e il giovedi' dalle ore 9 alle 13.00. L'ambulatorio, il cui ambito operativo e' riconducibile al dipartimento di chirurgia, diretto da Walter Di Bastiano, servira' sia ai ricoverati sia agli esterni. Nel primo caso sara' a disposizione di tutti i degenti, presenti nei diversi reparti, che hanno bisogno di sottoporsi a terapie durante la permanenza in ospedale (cure a lungo termine). Le prestazioni esterne (per le quali occorre la prenotazione al Cup) riguarderanno invece le persone che sono in trattamento Adi (assistenza domiciliare) o anziani e malati oncologici che devono seguire, al di fuori dell'ospedale, terapie di lungo termine che durano mesi. 

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