Redazione Notizie D'Abruzzo

Tentano la truffa del pacco, arrestati due napoletani a Chieti

Due napoletani sono stati arrestati in flagranza dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Chieti per tentata truffa aggravata in flagranza ai danni di una donna di 75 anni di Chieti. La vittima, che in quel momento era in casa, in compagnia di una sua conoscenze, era stata raggiunta sull'utenza fissa dalla telefonata di un sedicente nipote il quale le chiedeva di ricevere per suo conto un pacco e di consegnare al corriere incaricato di recapitare la merce, la somma di 2.500 euro a saldo dell'acquisto.

Ma il nome con il quale l'interlocutore si era presentato non diceva nulla ne' alla vittima ne' alla sua conoscente le quali, compreso che poteva trattarsi di un raggiro, hanno telefonato alla Polizia. A quel punto gli uomini della Mobile sono intervenuti e quando il giovane napoletano si e' presentato a casa della donna per portare a termine la truffa, lo hanno fermato sequestrando il pacco che conteneva crackers, e subito dopo hanno arrestato anche la ragazza che lo attendeva alla guida di un'auto presa a noleggio da una ditta campana. Resta ignota una terza persona con la quale i due sono rimasti in contatto via telefono. Le indagini proseguono per capire se, ed eventualmente quando e dove, i due abbiano portato a segno altri 'colpi' del genere in provincia. 

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Al porto di Vasto la nave idrografica Aretusa 

Ha gettato l'ancora nel porto di Punta Penna l'Aretusa, la nave idrografica della Marina Militare che restera' ormeggiata in banchina di riva fino a lunedi' 13 maggio prossimo, in concomitanza della Festa di Punta Penna. Sara' consentito visitare la nave, il cui equipaggio e' composto da circa 20 militari, nei seguenti orari: sabato 11 al mattino aperta visita delle scolaresche, dalle 15 alle 18 aperta ai visitatori; domenica 12 maggio dalle 15 alle 18. "Dopo il riscontro piu' che positivo di Nave Palinuro che fu visitata da circa 5.000 persone lo scorso anno - ha dichiarato il sindaco di Vasto, Francesco Menna - siamo felici di questa nuova occasione di cui la Marina Militare italiana ci vuole onorare". 

Nave Aretusa e' una delle unita' oceanografiche della Marina Militare che realizza campagne idrografiche volte all'aggiornamento della documentazione nautica, alla verifica e definizione dei fondali marini e allo studio dei parametri chimico-fisici delle acque, spesso in collaborazione con enti e Istituti di ricerca, mettendo a disposizione la moderna strumentazione e il personale altamente specializzato e formato presso l'Istituto Idrografico della Marina di Genova. 

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Sfila Rolex d’oro a un anziano, arrestata dai carabinieri

In manette con l'accusa di rapina una 32enne di origine romena. La donna, intorno alle 10 di ieri a Pescara aveva avvicinato un anziano che passeggiava con il proprio cane in via Gran Sasso e dopo aver catturato l'attenzione dell'uomo con un atteggiamento cortese, ha cercato di instaurare un dialogo con l'ignaro signore a cui poi ha chiesto l'ora. L'anziano ha scoperto il proprio orologio da polso Rolex in acciaio e oro del valore di circa 7.500 mila euro, e la donna con un gesto repentino ha afferrato il polso del malcapitato riuscendo a sfilarglielo. In aiuto dell'uomo e' intervenuto un passante richiamato dalle urla chiedendo l'intervento del 112: i militari dopo qualche minuto sono riusciti a bloccare la donna in possesso dell'orologio e l'hanno condotta in caserma. Dalle successive indagini e' poi emerso che la 32enne e' risultata essere una specialista in quella che viene definita la "tecnica dell'abbraccio", essendo risultata coinvolta in procedimenti penali in Veneto, Emilia Romagna e Toscana. La donna e' stata rinchiusa nel carcere di Chieti. 

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Febbo supporta i ‘Cammini abruzzesi’

Una nuova azione di sistema e attivita' promozionale per i 'Cammini abruzzesi', rappresentanti di quel "turismo lento" che oggi e' in continua crescita in Italia ed in Europa con numeri sempre piu' importanti. L'assessore al Turismo, Mauro Febbo, ha incontrato i rappresentanti delle numerose associazioni che curano l'organizzazione e la gestione dei 'Cammini abruzzesi', che potranno essere riconosciuti e iscritti nell'Atlante regionale previsto dalla legge regionale 52 del 2017, il cui Regolamento attutivo non era stato approvato nella passata legislatura. La riunione con gli attori principali dei 'Cammini' e' stata convocata "per fare il punto della situazione sullo stato di attuazione della legge regionale, la situazione dei diversi Cammini nei confronti della Legge regionale e verificare eventuali criticita'. Dall'incontro sono emerse alcune esclusioni e approfondimenti da parte delle Associazioni. L'assessore Febbo ha annunciato che a brevissimo verra' proposto in Giunta e in Consiglio regionale una nuova approvazione del regolamento, "e proprio in base a questo - ha detto - ho incontrato le diverse associazioni per condividere alcuni aspetti del regolamento di legge, uno strumento legislativo necessario per dare disciplina alla nuova materia turistica e per accelerare la definizione e la promozione della rete dei Cammini Abruzzesi di fede, storici, culturali e naturalistici".

Nella qualita' di Coordinatore nazionale della Commissione Turismo delle Regioni italiane l'assessore ha portato a conoscenza delle Associazioni le iniziative in atto tra la Commissione ed il Ministero del Turismo proprio sulla materia e i possibili vantaggi per i 'Cammini Abruzzesi'. Realta' che possono contribuire a promuovere il brand Abruzzo, la destinazione e i prodotti abruzzesi attraverso la realizzazione, l'implementazione e la promozione dei cammini e delle reti dei cammini nella Regione Abruzzo, seguendo le direttive regionali e nazionali ed ottenere anche il riconoscimento nell'Atlante nazionale.

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Il Banco Alimentare Abruzzo compie 30 anni

 La mostra fotografica di Enrico Genovesi, con immagini e testi che raccontano il senso del Banco Alimentare, sara' protagonista, venerdi' 17 maggio in piazza Rinascita, di "Compagni di Banco. Da 30 anni, in viaggio", un'intera giornata per festeggiare i trent'anni del Banco Alimentare. La Rete Banco Alimentare - con le sue ventuno sedi territoriali, tra cui quella abruzzese attiva dal 1997 e presente anche in Molise - e' oggi il punto di riferimento per la lotta alla poverta' alimentare in Italia. Solamente in Abruzzo, i poveri assistiti sono 29.732 mediante 210 enti convenzionati. Nel corso della giornata, che gode del patrocinio del Comune di Pescara, sara' possibile sostenere il Banco alimentare mediante le marmellate solidali e partecipare ad un momento di festa nel corso del quale il Banco Alimentare consegnera' ad istituzioni, associazioni, amici e volontari una pergamena di ringraziamento per la stima e l'amicizia dimostrata in tutti questi anni. Durante l'intera giornata stazionera' in piazza un furgone proveniente da Roma e destinato a Cosenza, in un'originale staffetta che lega le varie sedi territoriali del Banco Alimentare.

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Il Pescara in ritiro estivo a Lucoli

Cambia la sede del ritiro estivo del Pescara. Dopo Palena, la societa' biancazzurra ha scelto come quartiere generale, dove svolgere la preparazione pre campionato, il piccolo centro di Lucoli, posto nell'Appennino centrale, a 956 metri di altezza, e a meno di 20 km da L'Aquila. La decisione e' stata ufficializzata nelle ultime ore dopo la firma di un accordo con la societa' Le Mine srl, proprietaria dell'Hotel Vecchia Miniera e dell'impianto sportivo ad esso adiacente, sito a pochi passi dal comprensorio sciistico di Campo Felice. Il ritiro pre-campionato si svolgera' dal 14 al 29 luglio 2019. Il titolare della societa' Le Mine srl, Augusto Ippoliti ha dichiarato che "gia' da oggi sono operativi nel sistemare il manto erboso del campo da calcio e ad attrezzare l'impianto sportivo secondo le esigenze del PescaraCalcio". 

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I comuni faticano a pagare i debiti

I grandi comuni faticano a pagare i propri fornitori. Lo dice un'indagine della Cgia. A fine 2018 i principali comuni avevano 3,6 miliardi di euro di debiti nei confronti dei propri fornitori. Una somma che risulta essere sottodimensionata, sottolinea la Cgia, visto che in questa elaborazione non sono incluse molte amministrazioni comunali che, a oggi, non hanno ancora aggiornato sul proprio sito il numero dei creditori e l'ammontare complessivo dei debiti maturati alla fine dello scorso anno per le seguenti voci di spesa: somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali. Debiti che includevano anche quelli non ancora scaduti, che dovevano essere onorati per legge entro lo scorso 31 gennaio. Somme che rispetto alla dimensione registrata alla fine dell'anno scorso potrebbero, allo stato attuale, essersi notevolmente ridotte, anche se i dati riportati successivamente dai singoli comuni non ci hanno consentito di provare questo assunto.

"Grazie all'introduzione della fatturazione elettronica - afferma il segretario Renato Mason - le cose sono migliorate. Dalla fine del mese di marzo del 2015, infatti, tutti i fornitori della P.A hanno l'obbligo di emettere la fattura in formato elettronico. Una disposizione che ha reso più trasparente il rapporto commerciale tra il pubblico e il privato, anche se il debito complessivo rimane ancora da definire e i ritardi nei pagamenti spesso sono ancora del tutto ingiustificati". Dai dati ricavati dalla lettura dei siti internet, il comune di Roma è quello più indebitato: al 31 dicembre 2018 i fornitori dell'amministrazione capitolina (pari a 4.966 imprese) avanzavano 1,5 miliardi di euro. Nella graduatoria dei peggiori pagatori ci sono anche Napoli con 432,2 milioni di mancati pagamenti (599 imprese creditrici), Milano con 338,2 milioni di euro (2.124 imprese creditrici), Torino con 299,1 milioni (1.161 aziende creditrici) e Palermo con 137 milioni (909 imprese in attesa di essere liquidate). Da segnalare, invece, la performance di Brescia, Ferrara e Trapani: tutte queste amministrazioni hanno dichiarato di non avere alcun debito nei confronti dei propri fornitori. 

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Giornata internazionale dell’infermiere anche in Abruzzo

“La sanità non funziona senza infermieri”. È questo lo slogan per la giornata internazionale dell’infermiere che si celebra in tutto il mondo domani, domenica 12 maggio.

In Abruzzo la giornata internazionale dell’infermiere arriva a poche settimane dall'approvazione in Giunta regionale dei programmi obiettivo delle quattro Asl, finanziati in sede di Conferenza Stato-Regioni con risorse vincolate pari a 27 milioni di euro del Fondo sanitario nazionale, e dall’approvazione della delibera che introduce e disciplina uno strumento di monitoraggio del personale in servizio nelle aziende sanitarie abruzzesi. Gli obiettivi di carattere prioritario e di carattere nazionale sono contenuti in varie linee progettuali: multicronicità, promozione dell`equità in ambito sanitario, terapia del dolore e sviluppo delle cure palliative e terapia del dolore in area pediatrica, supporto al piano nazionale della prevenzione, tecnologia sanitaria come integrazione ospedale-territorio. 

“Si tratta di provvedimenti importanti – spiegano, in rappresentanza degli oltre 11.000 infermieri abruzzesi, i presidenti dei quattro Ordini provinciali delle professioni infermieristiche di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo Giancarlo Cicolini, Maria Luisa Ianni, Irene Rosini e Cristian Pediconi – che non possono però non tenere conto delle urgenze più volte segnalate alle istituzioni regionali in termini di assistenza sul territorio. Circa 599 infermieri in Abruzzo sono pronti ad andare in pensione anticipata approfittando della clausola di “quota 100”, con l’effetto di rendere ancora più pesante la già grave carenza di personale sanitario nelle Asl, che rischia di portare a un “buco” stimato in 2.482 unità, pregiudicando ulteriormente la sicurezza delle cure per i cittadini. Secondo i dati elaborati dal centro studi FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), in Abruzzo il fabbisogno rischia di salire a 155,93 professionisti sanitari mancanti ogni 100mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 126”.

Nel dettaglio, secondo le stime del centro studi FNOPI, sono 1.996 gli infermieri in Abruzzo che, al 31 dicembre 2018, hanno maturato i requisiti previsti da “quota 100”: di questi. La Fnopi valuta che 599 potrebbero effettivamente usufruirne, ovvero il 59,11% del personale sanitario (compresi medici e altre figure) considerati in uscita nei prossimi mesi. A questi si aggiungono 481 pensionamenti ordinari, per raggiunti limiti di età a fine dicembre 2018, che si vanno a sommare alla “strutturale” carenza di 1.452 infermieri rispetto alle reali esigenze dei cittadini. Di questi ultimi ne mancano 719 necessari sul territorio per l’assistenza alle persone fragili (non solo anziani, ma anche malati cronici, non autosufficienti e altri pazienti che necessitano di una gestione sanitaria costante) e altri 733 infermieri secondo i parametri per le dotazioni organiche fissati dall’Unione europea e che l’Italia e soprattutto l’Abruzzo non rispettano. 

“Non si tratta – aggiungono Giancarlo Cicolini, Maria Luisa Ianni, Irene Rosini, Cristian Pediconi – di un problema solo degli infermieri, ma riguarda tutti i cittadini in termini di sicurezza, assistenza e accessibilità alle cure. Si assiste inoltre a un aumento esponenziale della spesa privata per l’assistenza e le cure da parte dei cittadini. Le famiglie abruzzesi risultano terze in Italia per tasso di impoverimento causato dalle spese sanitarie out of pocket. Un fenomeno che a livello nazionale colpisce oltre 300mila famiglie, mentre l’Abruzzo partecipa con circa 15mila famiglie finite al di sotto della soglia di povertà per pagare le spese sanitarie. Emerge quanto sia necessario un cambiamento di rotta, che deve vedere l’applicazione di nuovi modelli organizzativi (infermiere di famiglia, ospedali di comunità, ambulatori infermieristici) già realizzati in altre regioni con ottimi risultati in termini di assistenza e accessibilità alle cure. Il 17 dicembre 2018 il MIUR ha dato l'ok alla proposta di modificare gli indirizzi formativi degli infermieri. Oggi gli infermieri sono presenti all’Istituto superiore di sanità, sono professori associati nelle università, sono dirigenti, direttori e stimati professionisti ed è per questo che nella nostra Regione non vogliamo rimanere indietro. Desideriamo che i cittadini possano beneficiare di un sistema e di un nuovo modo di fare sanità che includa e coinvolga chi può fare molto per loro, in un lavoro che sia di reale integrazione e collaborazione fra tutti i professionisti sanitari nel rispetto naturalmente delle competenze e delle responsabilità di ognuno”.

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Sevel, timori dopo l’annuncio dello spostamento della produzione Psa in Polonia

 Il gruppo francese Psa (Peugeot, Citroen, Opel, Vauxhall) ha annunciato che avviera' la produzione di veicoli commerciali leggeri in Polonia, per soddisfare la domanda crescente del mercato. Obiettivo dichiarato del partner di Fca in Sevel, ad Atessa (Chieti), e' quello di rinforzare le sue quote di mercato in Europa e di accelerare il suo sviluppo nelle altre regioni. "Lo stabilimento SevelSud (joint venture FCA/PSA con sede in Val di Sangro) ha superato le sue capacita' produttive negli ultimi tre anni con la produzione di Peugeot Boxer, Citroen Jumper e Fiat Ducato di grandi dimensioni", si legge nella nota stampa del Gruppo Psa. La Uilm esprime in poche righe le sue preoccupazioni: "Fca e Psa, con il rinnovo dell'accordo prolungato al 2023, hanno di fatto creato un concorrente di Sevel". Lo dichiara Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti Pescara, commentando le recenti notizie relative all'avvio da parte di Groupe Psa della nuova produzione di veicoli commerciali leggeri piu' grandi, a Gliwice, in Polonia. "Con questa notizia - sottolinea Manzi - lo stabilimento Sevel di Atessa perde il monopolio in Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri"

'La notizia apparsa stamattina su alcune testate giornalistiche di uno spostamento della produzione di veicoli commerciali dall'Italia verso la Polonia e' fuorviante, crea confusione tra i lavoratori e lascia spazio a qualcuno che da anni spera che le cose vadano male solo per il gusto di averlo detto'. Lo afferma in una nota Raffaele Apetino coordinatore nazionale Fim Cisl automotive. 'Per la Fim Cisl resta il comunicato ufficiale di Fca e Psa del 14 febbraio 2019 in cui gia' si faceva riferimento alla produzione completare di alcuni modelli a medio termine in Polonia dentro la conferma importante del prolungamento dell'alleanza commerciale tra i due gruppi anche per i prossimi anni accompagnato da una crescita dei volumi nello stabilimento di Atessa e la strategicita' del sito di Sevel, migliore stabilimento per la produzione dei veicoli commerciali leggeri in Europa. Tutto cio' in aggiunta a quanto gia' annunciato dal piano industriale', aggiunge Apetino. 'Per la Fim Cisl bisogna avviare subito confronto con la direzione aziendale per affrontare il tema della turnistica trovando le giuste soluzioni che facciano coincidere le richieste di nuovi volumi da parte di Fca Psa con le esigenze economiche e lavorative delle maestranze della Sevel che in questi hanno sempre dimostrato senso di responsabilita' e attaccamento al lavoro producendo nel 2018 oltre 297.000 furgoni rispetto ai 292.000 del 2017', continua il sindacalista, sottolineando che il confronto va avviato 'subito per mettere in sicurezza il futuro dello stabilimento e creare le condizioni di stabilizzazioni dei lavoratori interinali gia' presenti e dei circa 500 giovani che entreranno a lavoro in questi mesi. E' inoltre importante che anche la Regione faccia la sua parte investendo sulle infrastrutture, migliorare sistema dei trasporti per i lavoratori e meno burocrazia. Solo cosi' si contribuisce ad attrarre investimenti, migliorare la vita delle persone e sviluppo del territorio'. 

"Preoccupazione" e' stata espressa dall'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, alla notizia dello spostamento, nello stabilimento PSA di Gliwice in Polonia, di una parte della produzione dei furgoni che vengono realizzati alla Sevel di Atessa. "Non ci aspettavamo una notizia del genere - commenta Febbo - ma questo non significa che rimarremo fermi di fronte a questo annuncio. Ho gia' avviato contatti con il management di PSA per capire la reale portata della decisione di delocalizzazione una parte della produzione di furgoni in Polonia. A dire il vero, con la direzione Sevel avevo gia' previsto un incontro per confrontarmi sulla futura programmazione comunitaria 2021-2027; questa notizia ci da' un motivo in piu' per accelerare i tempi per l'incontro". In questo senso la Regione non intende assolutamente sottovalutare la decisione di delocalizzare, "anche se - precisa Febbo - verrebbe delocalizzata in Polonia, a partire dal 2021, quella produzione di furgoni in surplus che lo stabilimento di Sevel non riesce a garantire. Parliamo nello specifico di 100mila unita', 300 giornaliere, a fronte di 300mila unita', 1.300 giornaliere, prodotte attualmente nello stabilimento abruzzese. Sembra infatti che la capacita' produttiva di Sevel abbia raggiunto il livello massimo, per cui, di fronte a una domanda piu' alta, si sarebbe deciso di avvalersi anche dello stabilimento polacco. Ma questo non cambia i termini della questione e anzi ci spinge a capire se esistono margini per riportare in Val di Sangro anche quella produzione in eccedenza che si vorrebbe spostare in Polonia. Non sono disposto a sottovalutare la decisione, anzi lavorero' con proposte costruttive e alternative per rendere sempre piu' competitivo il nostro territorio. Pertanto - conclude Febbo - accelerero' un immediato confronto con l'azienda".

"Lo spostamento della produzione di grandi furgoni da parte di Groupe Psa dallo stabilimento Sevel di Atessa a quello di Gliwice in Polonia è una notizia molto preoccupante. Soprattutto rimango allibita dalla motivazione data dal gruppo, che parla di 'superata capacità produttiva'. Eravamo tristemente abituati ad ascoltare il ritornello delle grandi aziende che giustificano le delocalizzazioni con una mancanza di lavoro. Qui ci troviamo esattamente nel caso opposto eppure la musica non cambia. A questo punto non riesco a comprendere cosa debbano fare in più i lavoratori per evitare di vivere ancora situazioni simili". È questo il commento della capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.

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Chiese aperte a Moscufo

Tutto pronto per la Giornata nazionale “Chiese Aperte”, che quest'anno a Moscufo fa il bis. L'iniziativa è promossa da Archeoclub d’Italia con il patrocinio della Cei e mira a far conoscere e rendere fruibili, alcuni luoghi sacri solitamente chiusi al pubblico o poco conosciuti.
 
Tra le sedi locali dell' Abruzzo che hanno aderito vi è quella di Pescara, nonché le Delegazioni di Farindola e Pescosansonesco.
 
Appuntamento doppio, dunque, per l’Archeoclub di Pescara sabato 11 e domenica 12 maggio, quando i soci della sede pescarese guideranno i visitatori nella meravigliosa chiesa di Santa Maria del Lago a Moscufo appunto, con i seguenti orari: dalle 10 alle 13  e dalle 15:30 alle 19:30.
 
La Delegazione di Farindola aprirà le chiese di San Nicola Vescovo e di San Cesidio Martire dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19:30, mentre quella di Pescosansonesco riproporrà una visita itinerante con accompagnamento musicale.
 
“Monumenti e Musiche nella Terra Sansonesca”, questo il titolo dell’iniziativa che prevede dalle 9 alle 10 la visita della chiesa di S. Maria di Costantinopoli a Corvara e dalle 10:30 alle 12 l’apertura della chiesa di Santa Maria Assunta in località Ambrosiana di Pescosansonesco Nuovo, con il concerto “Il liuto nel Medioevo – Parte I”, a cura del Maestro Manuel Virtù.
 
Nel pomeriggio, ritrovo in contrada S. Rocco di Pescosansonesco Vecchio per visita guidata presso la chiesa di S. Nicola dalle ore 15 alle 16 con concerto “Il liuto nel Medioevo – Parte II”; dalle 16:30 alle 17:30 la visita prosegue con la chiesa di San Rocco e il concerto finale “La musica tra Rinascimento Italiano e l’età Barocca”.

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