Cronaca

L’Istituto tecnico statale Aterno Manthonè, capofila e coordinatore del Progetto TOUR@WORK

L’Istituto tecnico statale Aterno Manthonè, capofila e coordinatore del Progetto “TOUR@WORK: Tourism skills for a VET mobility experience”, insieme ad altri istituti della provincia di Pescara e di Teramo, sono risultati vincitori, unici in Abruzzo, di un finanziamento Erasmus + azione KA1-VET, volto a promuovere esperienze di alternanza scuola-lavoro di eccellenza all’estero.

L’iniziativa offrirà a 150 studenti delle due province l’opportunità di svolgere nel corso del 2019 tirocini formativi nel campo turistico e alberghiero in Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Malta, Irlanda.

Il partenariato locale di scuole è formato dall’Aterno-Manthonè, dal Tito Acerbo, dal Filippo De Cecco di Pescara, dal Crocetti-Cerulli di Giulianova, dal Di Poppa-Rozzi di Teramo, dal Vincenzo Moretti di Roseto e dalla cooperativa sociale Lo spazio delle idee, partner intermediario. 

I tirocini avranno una durata di cinque settimane e i centocinquanta beneficiari delle borse di tirocinio raggiungeranno le destinazioni europee assegnate divisi in flussi, costituiti da gruppi di quindici studenti, e saranno assistiti in questa loro esperienza, oltre che dai loro insegnanti, dallo staff della cooperativa Lo spazio delle idee di Roseto degli Abruzzi. Per gli studenti degli Istituti coinvolti, il progetto rappresenterà un’importantissima opportunità per accrescere, confrontare e aggiornare le loro conoscenze e competenze in un contesto transnazionale, utilizzando una lingua diversa dall’italiano. Gli studenti avranno la spinta per mettersi in gioco e sviluppare adattabilità e flessibilità in un ambiente culturale, sociale e lavorativo completamente diverso dal loro. Inoltre, avranno modo di sperimentare sul campo le conoscenze acquisite nei percorsi formativi e sui banchi di scuola e sviluppare competenze tecnico-professionali che potranno spendere in futuro nel contesto lavorativo locale.

Il dirigente scolastico dell’Aterno-Manthonè, Antonella Sanvitale, esprime “soddisfazione per il finanziamento di € 433.435,00 ottenuto dalla Commissione europea che  sottolinea la concretezza e il valore del progetto. Si tratta, infatti, di un progetto che offrirà l’opportunità di fare un’esperienza lavorativa all’estero fornendo l’occasione di apprendere strategie lavorative innovative e concretizzerà il raggiungimento del nostro principale obiettivo che è quello di permettere ai nostri studenti, grazie anche al supporto dei docenti referenti, di realizzare esperienze di alternanza scuola-lavoro anche in contesti geografici e culturali europei attraverso la diffusione della mobilità giovanile nel nostro territorio”.

Per qualsiasi informazione gli interessati possono consultare la sezione dedicata al progetto sul sito del proprio Istituto oppure visitare la pagina Facebook TourAtwork.

 

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L’Aquila, tenta di violentare ragazza dopo una festa

I carabinieri di L'Aquila hanno arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una 30enne del luogo un cittadino extracomunitario, originario dell'Eritrea, di 27 anni. Stando alla prima ricostruzione della vicenda, la ragazza aveva trascorso la serata in compagnia di alcune amiche nel centro storico della città, festeggiando il compleanno di una di loro. Durante la serata la vittima aveva avuto modo di notare una delle amiche parlare con un ragazzo che indossava una giacca a vento di colore rosso. Poche battute scambiate con il giovane durante la serata, che non aveva mai visto prima di allora. Erano ormai le 5 del mattino quando, al termine della serata, la giovane, rimasta sola dopo aver salutato le amiche, ha deciso di tornare a casa a piedi, incamminandosi in direzione della Fontana luminosa per poi percorrere il tratto di strada vicino all'area verde e raggiungere viale Ovidio. Ormai arrivata nei pressi della piscina comunale, la ragazza si è accorta di essere seguita da un giovane, da subito riconosciuto perché lo aveva visto durante la serata, che l'ha raggiunta accelerando il passo. Dopo un primo approccio verbale, presa coscienza della resistenza della presunta vittima, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 27enne l'ha bloccata con violenza, tentando da subito di spogliarla e di avere con lei un rapporto sessuale. Ne è nata una vera e propria colluttazione tra i due, che sono caduti a terra. La donna è riuscita a divincolarsi, tra le urla e le grida di aiuto, e a fuggire fino alla casa di un amico nei paraggi. 

A questo punto è scattata la richiesta d'intervento al 112. Una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile ha raggiunta subito la ragazza, le ha prestato i primi soccorsi e ha fatto intervenire un'ambulanza del 118, che ha trasportato la ragazza al pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore. La vittima e l'amica conoscevano il ragazzo solo per nome. Tuttavia, sulla base delle indicazioni fornite, i carabinieri de L'Aquila hanno avviato un'indagine grazie alla quale, a distanza di brevissimo tempo, i militari sono arrivati a identificare e rintracciare il presunto autore del reato.Le investigazioni hanno tenuto conto di un particolare riferito dall'amica della vittima, che aveva notato il giovane frequentare un'associazione di volontariato per l'assistenza ai disabili del capoluogo abruzzese. Un elemento che ha permesso di chiudere subito il cerchio attorno al giovane, rintracciato nella periferia della città. Con sé aveva la giacca a vento di colore rosso indossata durante la serata, riconosciuta sia dalla presunta vittima che dalla sua amica, anche mediante una foto. La giovane, dopo il tentativo di violenza sessuale, ha riportato ecchimosi sul volto, escoriazioni alle gambe e graffi sulle braccia e sui fianchi, ed è stata dimessa con una prognosi di 25 giorni. Escoriazioni sono state rilevate anche sul corpo dell'aggressore. Il 27enne, "sulla scorta degli evidenti elementi di colpevolezza raccolti a suo carico" - si legge in una nota dei carabinieri - è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e portato nel carcere de L'Aquila.

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Processo Soget, 4 testimoni ascoltati prima del rinvio al 2019

Nuova udienza al tribunale collegiale di Pescara nell'ambito del processo Soget, nell'ambito della quale sono stati ascoltati quattro testimoni citati dall'accusa. Nel procedimento sono imputati, oltre a Mazzocca e Sospiri, anche il direttore generale e il responsabile del settore esecutivo della Soget, Gaetano Monaco e Domenico Ludovico, tutti accusati, a vario titolo, di abuso d'ufficio, falso e false attestazioni all'autorità. La vicenda riguardante Sospiri risale al periodo 2013-2014 e ha per oggetto le procedure di pignoramento dei suoi compensi, relativi ad un primo credito di 2.473 euro e ad un secondo credito di 10.931 euro, per sanzioni al Codice della strada e tributi comunali non versati. La ex dirigente regionale dei servizi finanziari e strumentali ha riferito che, all'epoca dei fatti, ricevettero "la notifica dell'atto pignoramento e della somma in sospeso, che acquisimmo accantonando le somme, in attesa di sapere se dovevano essere rateizzate o definitivamente accantonate. Successivamente - ha raccontato la testimone - è arrivata la dichiarazione di rinuncia all'atto di pignoramento". Una circostanza confermata da un altro funzionario dello stesso servizio che, "come si faceva in questi casi", avvertì "Sospiri, tramite il suo segretario, della notifica dell'atto di pignoramento". Un dipendente dell'ufficio comunale, che si occupava della rateizzazione dei debiti per violazione del codice stradale, ha ricostruito le procedure seguite dal suo ufficio, affermando che "al massimo potevano essere concesse 72 rate". L'altro filone dell'inchiesta chiama in causa Mazzocca, che aveva un debito di 22.300 euro nei confronti dell'Aca.

L'udienza è stata aggiornata al 21 gennaio del prossimo anno.

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Rapina a mano armata al centro commerciale di Chieti

Attimi di paura al centro commerciale Centauro di Chieti dove tre persone con il volto coperto e armati di pistola hanno fatto irruzione nella gioielleria Sarni Oro e con una mazza hanno infranto le vetrine nelle quali erano esposti gioielli e prezioni. Da una prima ricostruzione la rapina e' stata tempestiva: dopo pochi minuti i banditi erano gia' fuori dalla gioielleria trascinandosi sulle spalle i sacchi con la refurtiva e, arma in pugno, si sono fatti largo tra le persone che affollavano in quel momento i negozi del centro commerciale. La fuga e' avvenuta a bordo di un'auto guidata da un quarto complice. Sull'accaduto indaga la polizia intervenuta con le volanti e gli esperti della squadra mobile e della scientifica

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Diritto allo studio per gli studenti disabili, la Giunta Maragno stanzia altri 25.000 euro

 

Verrà implementata di circa 25.000 euro la somma necessaria a garantire i servizi di assistenza scolastica, di trasporto di studenti disabili delle scuole superiori e di assistenza agli ipovedenti, portando così la spesa complessiva per il 2018 a 107.000 euro. E’ quanto deciso dalla Giunta guidata dal sindaco Francesco Maragno.

«Abbiamo deliberato - spiega l’assessore alle politiche per la disabilità Ottavio De Martinis – di incrementare tali somme perché reputiamo fondamentale continuare a garantire servizi di assistenza che, per chi ne necessita, sono di importanza primaria. Il diritto allo studio degli studenti delle scuole superiori è sancito dalla nostra Costituzione. Ogni ostacolo che può frapporsi contro la garanzia di tale diritto va assolutamente eliminato. Proseguiremo a sostenere questi giovani, la cui vita li ha messi di fronte a importanti difficoltà, affiancandoli e aiutandoli in quello che è un loro diritto primario». L’Amministrazione comunale, ai fini di non interrompere l’erogazione di tali servizi ha quindi deciso trasferire all’Azienda Speciale ulteriori somme, che vanno ad aggiungersi agli 82.000 euro già stanziati in precedenza.

«Abbiamo contestualmente preso una decisione importante - dice ancora De Martinis - ossia di porre davanti alle proprie responsabilità chi ha l’effettivo onere di coprire tali costi. Auspichiamo che la Regione, che ha il dovere di finanziare questi interventi, provveda, altrimenti tuteleremo gli interessi di tutti coloro che ne hanno diritto anche in sede legale».

Secondo quanto disposto dalle norme, tali tipologie di assistenza, che per la città di Montesilvano, nel 2018 riguardano 28 ragazzi, devono essere coperte e garantite dalla Regione Abruzzo. La Regione però, nonostante anche le sentenze del Tar e della Corte Costituzionale, di fatto non ha mai pagato tali somme.

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Rapina in villa a Lanciano, i tre romeni fermati confessano

 Hanno confessato di aver partecipato alla rapina i tre romeni fermati da polizia e carabinieri dopo aver assaltato, domenica scorsa, la villa di Lanciano dei coniugi Martelli. A rivelarlo, al termine dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Massimo Canosa, e' stato l'avvocato Domenico Russo, difensore di Costantin Aurel Turlica, 22 anni, il fratello Ion Cosmin Turlica 20enne e il loro cugino Aurel Ruset di 255 anni. I tre avrebbero specificato il ruolo avuto nell'assalto, sottolineando pero' che e' stata un'altra persona a tagliare l'orecchio di Niva Bazzan. Il legale non ha fornito altri dettagli. 

"L'atto vile e violento sul quale abbiamo indagato in settimana rappresenta quello che San Michele esprime: la vittoria del bene sul male". Lo ha detto il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, riferendosi alla rapina avvenuta domenica scorsa a Lanciano ai danni dei coniugi Martelli, per la quale sono stati fermati quattro giovani romeni. Il questore ha preso la parola a Chieti, nella chiesa di Sant'Antonio Abate, durante la messa celebrata per San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato. "Ringrazio gli uomini e le donne della Polizia e i miei colleghi - ha proseguito Borzacchiello -. Abbiamo dato prova di quello che possiamo esprimere quando si e' chiamati ad affrontare dei problemi che vanno oltre la quotidianita'. Al dottor Martelli avevo detto che avremmo fatto non il possibile ma l'impossibile per arrivare alla soluzione del caso". 

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Crollo discarica di Teramo, tutti assolti

Nessun colpevole per il crollo della discarica La Torre. A stabilirlo, a distanza di dodici anni, la Corte d'appello dell'Aquila, che questo pomeriggio ha confermato l'assoluzione per l'ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi, per il dirigente del settore rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini e per l'ex dirigente Massimo Di Giacinto e annullato la condanna in primo grado dell'ex assessore all'ambiente della giunta Chiodi, Berardo Rabuffo e dell'ex dirigente comunale Nicola D'Antonio. Tutti e cinque gli imputati sono stati assolti con la formula "perché il fatto non sussiste". A ricorrere in appello erano stati sia Rabbuffo che D'Antonio, che avevano impugnato la condanna ad un anno e quattro mesi, pena sospesa, che gli era stata inflitta in primo grado, sia la Procura di Teramo che aveva impugnato l'assoluzione di Chiodi, Gerardini e Di Giacinto. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Guglielmo Marconi, Giovanni Moretti, Enrico Mazzarelli, Mauro Di Dalmazio e Francesco Mastromauro

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Incidente sul Gran Sasso, escursionista scivola e muore

Un'escursionista di 60 anni, dipendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, e' morta nella tarda mattinata in Abruzzo, mentre con un gruppo di altri appassionati della montagna stava compiendo una escursione sul Pizzo Cefalone, (2.533 metri) la cima piu' alta della dorsale occidentale del Gran Sasso d'Italia. Sul posto e' arrivato subito l'elicottero del 118 con personale del soccorso alpino del Cnsas, ma per la donna non c'e' stato nulla da fare. La donna è precipitata per oltre un centinaio di metri mentre si trovava con altri escursionisti romani. Secondo le testimonianze di altri escursionisti che si trovavano con lei, la donna avrebbe messo un piede in fallo e perso l'equilibrio per poi precipitare a valle. La salma e' stata trasferita all'obitorio dell'ospedale 'San Salvatore' dell'Aquila, a disposizione dell'autorita' giudiziaria. 

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L’Aquila, robot per chirurgia addominale per i tumori

Un robot nella chirurgia addominale innalza ulteriormente il livello della qualità all'ospedale di L'Aquila: incisioni minuscole, tagli di estrema precisione, ecografie intraoperatorie per cogliere anche quelle piccolissime metastasi che 'sfuggono' agli esami preliminari per la cura dei tumori su fegato, milza, vie biliari e colon retto con tempi di degenza molti ridotti. L'innovativa tecnologia, approdata all'Aquila un anno fa con l'arrivo del robot da Vinci, inizialmente utilizzato dall'urologia, sta dando ottimi risultati anche nella chirurgia addominale, per la quale, in pochi mesi, sono stati già effettuati diversi interventi, alcuni dei quali su pazienti provenienti da altre Regioni come Lazio e Molise.

Il braccio chirurgico del robot, "su cui la Asl ha investito per alzare la soglia delle prestazioni e tracciare nuovi orizzonti nella chirurgia del presidio aquilano", - si legge in una nota - consente al chirurgo di usare il bisturi con eccezionale precisione, grazie a un campo visivo enormemente ingrandito. "L'impiego del robot anche alla chirurgia addominale", spiega il manager della Asl, Rinaldo Tordera, "si sta rivelando estremamente efficace sia per l'elevata qualità delle prestazioni sia per la capacità di attrarre utenza da altri territori. Avere una risorsa come il robot significa essere competitivi e investire anche nella formazione di giovani chirurghi". Le operazioni ad alto tasso di difficoltà riguardano resezioni del fegato e, in alcuni casi, anche di tipo combinato fegato-colonretto, compiute sempre con tecniche mininvasive. Questo tipo di chirurgia, praticata al San Salvatore e diretta dal dottor Roberto Vicentini, consente di identificare metastasi di piccolissime dimensioni che potrebbero sfuggire agli esami pre-operatori. Con le modalità chirurgiche praticate, inoltre, viene controllata la vascolarizzazione prima e dopo l'anastomosi intestinale (ripristino della comunicazione dei vasi dopo il taglio chirurgico), migliorando così il risultato oncologico, riducendo il rischio di complicanze e favorendo una rapida riabilitazione. 

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Donna trovata morta a Pescara, indagati 2 romeni

La morte di una donna 33enne di Pescara, inizialmente considerata un suicidio, si è trasformata in un'inchiesta per omicidio, a distanza di un anno, grazie alle meticolose indagini della polizia ferroviaria, la conseguenza di uno stupro e di un mix micidiale di alcol e farmaci: la svolta nell'inchiesta, come riporta il quotidiano abruzzese 'Il Centro', è l'individuazione di due romeni come i responsabili dell'accaduto, indagati per omicidio volontario, violenza sessuale e abbandono di persona incapace. La donna, che assumeva farmaci per problemi psichici, spesso si allontanava da casa per poi essere rintracciata dalla sorella che le faceva da tutore: accadde questo anche la sera del 30 agosto 2017, ma la polizia non riuscì a ritrovarla.

Il suo corpo, seminudo e avvolto in una coperta, venne notato sotto al tunnel della stazione ferroviaria da due persone che avvertirono polizia e 118. Qualcuno dei testimoni, senzatetto che frequentano la zona, aveva sostenuto di avere visto la donna ingerire delle pasticche, facendo propendere gli investigatori per l'ipotesi di un suicidio, ma il risultato dell'autopsia ribaltò il quadro: venne accertata la violenza sessuale e l'assunzione di alcol, che combinato con i farmaci che la donna assumeva, ne ha provocato la morte.

Le successive indagini della polizia ferroviaria hanno portato alla fine all'individuazione di due romeni ritenuti come i responsabili della morte della donna. 

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