Le Idee

Salvini e i soldi della Lega

Salvini e i soldi della Lega

Tutti noi, che purtroppo non siamo ragazzi, ci ricordiamo bene i deputati della Lega Nord che agitavano il cappio in parlamento mentre il pentapartito si sfaldava sotto i colpi di Mani Pulite .Non gridavano allora che la democrazia era in pericolo. Al contrario chiedevano una simbolica pena capitale per i rei e ,visto che la Magistratura facendo il suo dovere stava sgombrando il campo davanti a loro e a Forza Italia, erano ben contenti di quella inchiesta. Ora però non accettano che la Cassazione sentenzi la restituzione dei soldi sottratti allo Stato dalla lega di Bossi. Gridano all’attacco contro la democrazia e vogliono essere ricevuti dal Capo dello Stato. Ritengono questo attacco ancora più grave perché volto ad eliminare il primo partito. Qui, cari amici non ci siamo; voi siete il terzo partito politico, primo solo nei sondaggi di adesso, e attenzione perché se continuerete a fare errori di questo tipo ,il primo posto alle elezioni lo vedrete, come diceva mia nonna, con il binocolo alla rovescia.
Mi meraviglio del saggio ed accorto Salvini che le distanze da Bossi (queste cose erano note da tempo) le avrebbe dovute prendere prima del 4 marzo invece di riportarlo in Parlamento. Dovrebbe anche esortare il ministro Centinaio a non servirsi di argomenti in passato usati ed abusati da Berlusconi. E poiché ho nominato Centinaio, ciò che si deve restituire allo Stato non sono bruscolini ma centinaia di migliaia di euro, per la precisione quarantanove milioni.
Il partito del segretario Salvini si appresta a cambiare nome. Non più lega Nord per la secessione della Padania ,ma semplicemente Lega. Se questa modifica è conseguente al cambiamento degli obiettivi politici del partito che da forza regionale mira a trasformarsi in una forza nazionale, ben venga questo nuovo nome. Se invece si trattasse di un trucchetto da avvocato Azzeccagarbugli per evitare la dovuta restituzione ,allora non ci siamo.

Caro Salvini, hai chiuso i porti e hai fatto bene ,ora apri il portafoglio (della Lega) e restituisci allo Stato questi denari che appartengono a tutti noi.

di Achille Lucio Gaspari

 

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Le capacita’ oratorie di Salvini e l’omelia del parroco di Villa Rosa

Le capacita’ oratorie di Salvini e l’omelia del parroco di Villa Rosa

Ognuno di noi dovrebbe esprimere giudizi solo su argomenti di cui ha competenza; nessuno mi negherebbe, io penso ,il diritto di valutare le capacità di un chirurgo ;poiché al giorno d’oggi si dice che uno vale uno e chiunque può parlare di qualunque cosa, pur non essendo né un retore né un oratore voglio cimentarmi nel valutare le capacità oratorie di Salvini. Qualche esempio di buon oratore l’ho anche avuto. Remo Gaspari era ritenuto un ottimo oratore politico e dava il meglio di se nel dibattito e nel confronto di opinioni ove portava la sua esperienza di avvocato penalista.

Salvini lo ho sentito spesso tenere comizi e discorsi nel parlamento italiano e in quello europeo e ho valutato molto positivamente le sue capacità. Mi ha colpito in modo particolare la sua presenza martedì sera ad una trasmissione tele visiva su la 7. Come si dice a Roma “lo avevano messo in mezzo” due giornalisti di sinistra che seduti ai suoi lati lo tempestavano con domande di stampo accusatorio dove le affermazioni più graziose erano se si sentisse responsabile delle morti per annegamento che si verificano tra i migranti clandestini. Tranquillo, sorridente, non ha mai perso la calma e ha replicato con precisione e con dovizia di argomenti. Un linguaggio chiaro e diretto ,un modo di porgersi sicuro ma mai altezzoso e presuntuoso ,anzi simpaticamente alla mano. L’effetto sugli ascoltatori non prevenuti deve essere stato dirompente. Se la trasmissione era stata concepita per metterlo in difficoltà, visto l’esito, gli organizzatori si saranno morsi le mani. Certamente aveva la forza della logica e della verità, però quando uno ha ragione i suoi buoni argomenti deve saperli esporli con efficacia e Salvini lo ha fatto egregiamente.

Don Federico il parroco di Villa Rosa nella sua omelia ha espresso a riguardo dei migranti le sue convinzioni che sono quelle della dottrina cristiana; è il suo mestiere e ha fatto bene a parlare così. Poiché siamo in uno stato laico avrebbe dovuto risparmiarsi di dare consigli e proferire ammonimenti al Ministro dell’Interno che intelligentemente non se l’è affatto presa perché ben sa che Gesù disse-date a Cesare quel che è di Cesare. Il nostro caro reverendo ha anche esortato i fedeli ad accogliere in casa la mendicante che era alla porta della chiesa più che a darle qualche euro. E’ questa la vera accoglienza! Poiché l’esempio vale più della parola ,sarebbe una bella notizia se apprendessimo che ad ospitarla ha provveduto lui stesso.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

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Le parole di Fico sulle Ong

Le parole di Fico sulle Ong

Narra Virgilio nell’Eneide che i Greci finsero di ritirarsi dalla guerra e lasciarono sulla riva del mare un enorme cavallo di legno nel cui ventre era nascosto un gruppo di valorosi guerrieri. I Troiani ritenendolo un dono per gli dei decisero di portarlo dentro la città; l’unico che si oppose fu Laocoonte che pronunciò la famosa frase”timeo Danaos et dona ferentes” non mi fido dei Danai (greci) anche quando portano doni.

Fico ha elogiato lo straordinario lavoro di salvataggio delle navi delle ONG e ha esortato ad aprire a loro i porti . Io come Laocoonte non mi fido e cerco di spiegare il perché. Il trasporto dei migranti in Italia nel 2017 ha fruttato ai trafficanti circa un milione e mezzo di euro. A questa cifra vanno aggiunti i cinque miliardi che ogni anno l’Italia spende per il mantenimento dei rifugiati. Questi soldi finiscono nelle tasche delle cooperative di assistenza e i 35 euro per assistito devono essere ben remunerativi se Buzzi(uno dei capi di mafia capitale) in una intercettazione dice che questo affare è più remunerativo del traffico di droga. Un buon tornaconto lo devono avere anche le organizzazioni di assistenza laiche e religiose e anche i proprietari di quegli alberghi che così mantengono tutte le stanze occupate 365 giorni all’anno. E non finisce qui perché le organizzazioni malavitose sfruttano il lavoro di queste persone nel lavoro nero, nel traffico di droga e nello sfruttamento della prostituzione .Le navi delle ONG hanno contribuito ad incrementare questi guadagni trasportando in Italia nel 2017 circa 47.000 persone con un ulteriore aumento di ricavi per i trafficanti di circa quattrocentomila dollari soltanto per l’incremento del numero dei clandestini ,ma in realtà il vantaggio per i trafficanti è molto maggiore. Precedentemente dovevano procurarsi delle barche in grado di navigare sino alle coste della Sicilia senza la possibilità di recuperarle. Con l’ausilio delle navi delle ONG che si fanno trovare al limite delle acque territoriali libiche acquistano a poco prezzo gommoni di fabbricazione cinese con motori poco potenti e imbarcano poco carburante. Dopo il trasbordo recuperano motori, gommoni e salvagenti da riusare in un successivo viaggio. Tutti noi vorremmo non vedere più immagini di naufragi e la presenza di queste navi non solo è uno stimolo per aumentare gli imbarchi ma una causa di maggiore pericolosità per i migranti. I trafficanti utilizzano mezzi insicuri stipandoli all’inverosimile senza alcun rispetto per la vita umana sapendo che questi mezzi devono navigare solo per poche miglia; quando il Procuratore della Repubblica di Catania iniziò a svelare i sospetti rapporti tra trafficanti e ONG fu furiosamente attaccato da molti politici, taluni anche con responsabilità di governo. Forse era stato toccato qualche nervo scoperto. Certamente non tutti i Danai celano insidie e la maggioranza dei buonisti è sincera di cuore ,ma come disse Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Io spero però che per punire il mio peccato non sorga dal mare un gigantesco serpente per divorarmi, come accadde a Laocoonte.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

 

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Chi ha vinto e chi a perso a Bruxelles

Chi ha vinto e chi a perso a Bruxelles

Prima di esaminare i risultati della riunione tenutasi a Bruxelles con la partecipazione dei 28 stati della Unione Europea vorrei commentare le parole pronunciate recentemente in una trasmissione televisiva da Giachetti ,esponente PD sconfitto dalla Raggi nella competizione per l’elezione a sindaco di Roma.

Giachetti ha detto-trovo che sia profondamente immorale la distinzione tra chi fugge dalle guerre e chi fugge dalla fame; i nostri emigranti infatti fuggivano dalla fame- Rischio di ripetermi ,ma è sempre una questione di numeri. Se i clandestini fossero pochi e fosse possibile accoglierli ed integrarli tutti si potrebbe evitare di fare questa distinzione che è prevista dai trattati internazionali. Poiché i numeri sono elevati e coloro che hanno diritto alla protezione internazionale sono solo il 7% dei richiedenti asilo, questa distinzione è giusto farla. Se a fuggire da guerre e persecuzioni fossero decine di milioni di persone ,la distinzione non avrebbe più senso ;in una casa dove vivono dieci persone se ne potrebbero ospitare due o tre in più, ma una volta saturati i posti disponibili si dovrà cercare un’altra casa. In altre parole non è possibile che tutti coloro che vogliono abbandonare l’Africa e in minor numero l’Asia, abbiano come destinazione soltanto l’Europa .Il paragone con i nostri emigranti è inaccettabile ed offensivo. Noi abruzzesi abbiamo in tantissime famiglie il ricordo di parenti emigranti e sappiamo bene la lunga e difficile trafila per essere ammessi in paesi immensi e semi disabitati come il Canada ,l’Argentina e l’Australia dove hanno duramente lavorato. I clandestini economici ,quelli fuggiti per fame, sono graditi ospiti dei nostri alberghi e si godono rilassati le trasmissioni televisive; i nostri emigrati invece lavoravano nelle miniere di carbone e in 136 persero la vita nel disastro di Marcinelle l’otto agosto 1956.

Veniamo ora alla riunione di Bruxelles; chi ha vinto? Sicuramente i paesi del gruppo Visegard che hanno ottenuto che i ricollocamenti si facciano solo su base volontaria e i paesi del Nord che hanno ottenuto che gli accordi di Dublino non si toccano e se ne riparlerà in seguito purché la decisione venga presa all’unanimità. Anche alla Francia non è andata male perché i Centri di Identificazione e Ricollocamento saranno realizzati nei paesi che accettano di ospitarli e comunque questi paesi sono quelli di primo approdo come l’Italia mentre la Francia non lo è. La Germania ha pareggiato perché ha ottenuto uno stop ai movimenti secondari e ha espresso l’esigenza di rinviare nei luoghi di primo approdo ,che è quasi sempre l’Italia ,quelli ora presenti in Germania. Per ora Conte ha detto di no ma sino a quando manterrà questa posizione negativa? Non è un mistero che sotto l’imput di Di Maio il nostro Presidente del Consiglio si appresta a chiedere fondi europei da utilizzare per il reddito di cittadinanza. Ci aspetta quindi un “do ut des” che in questo caso va tradotto come “ se me li dai(gli euro) me li riprendo(i migranti sbarcati in Italia che ora sono in Germania)”? L’Italia ha ottenuto solo enunciazioni di principio e cambiali su cui è scritto pagherò ma non è scritto quando. Secondo voi quindi chi ha perso? Mi pare evidente. I successi il Governo li ha ottenuti quando ha fatto da solo costringendo con le sue decisioni a far aprire i porti di Malta e della Spagna. Se si desiderano altri successi bisognerà continuare a fare da soli. Per il nostro Paese ,sulla questione dei migranti clandestini, l’Europa non esiste.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

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Una domenica da interpretare

Una domenica da interpretare

 

Tra elezioni amministrative e riunione informale dei capi di Governo a Bruxelles è stata una domenica da interpretare.

Normale che al secondo turno i votanti diminuiscano; gli elettori dei candidati non ammessi al ballottaggio spesso si astengono. Il risultato è chiaro: il Centro Destra avanza e ottiene risultati eclatanti in Toscana ed in Umbria. Il PD perde anche in Emilia e questo cedimento in roccaforti inespugnate da 70 anni è un segnale forte. Per quanto possibile è più interessante notare, l’andamento dei flussi dei voti tra primo e secondo turno. Dove il Centro Destra era in ballottaggio con i 5 stelle, la Destra a trazione leghista ha prevalso; gli elettori PD si sono in maggioranza astenuti. Nei ballottaggi tra Centro Destra e Centro sinistra ha prevalso il Centro Destra dove i Grillini non erano forti, ma dove essi avevano riportato il 4 marzo un considerevole successo ha vinto il Centro Sinistra. Non è difficile comprendere che i 5 stelle abbiano appoggiato il Centro Sinistra. Dove erano i penta stellati a confrontarsi con il Centro Sinistra, il Centro Destra come aveva già fatto nell’elezione dei sindaci di Roma e Torino, in odio al PD ha appoggiato il Movimento. E’ quindi evidente che questa alleanza strumentale non potrà trasformarsi in una alleanza strutturale. Prima o poi la competizione vedrà da una parte il Centro Destra e dall’altra i cinque stelle alleati con la sinistra. Accadrà prima o dopo le elezioni europee? Difficile dirlo. Chi vincerà? Se sommassimo valori dei sondaggi odierni vincerebbe l’alleanza giallo –rossa. Ma questa e solo un’operazione aritmetica il cui risultato potrebbe essere molto lontano dalla realtà.

Cosa accade nell’Unione Europea?

La riunione informale di un certo numero di Capi di Governo non è giunta ad alcuna conclusione. La modifica del trattato di Dublino non trova ancora un accordo. Il ministro degli interni della Germania vorrebbe rimandare indietro e quindi soprattutto in Italia molti migranti così detti secondari, ciò è quelli che sono stati registrati in Italia e poi sono passati in Germania. La Francia è imbestialita perché ci permettiamo di chiudere i porti che solo loro hanno il diritto di chiudere. La situazione è seria. Nel 2050 in Africa la popolazione toccherà i due miliardi, nel 2100 saranno quattro miliardi. In Africa non ci vogliono stare e mezza Africa vuole trasferirsi in Europa. Anche In Canada e Australia e Nuova Zelanda andrebbero volentieri, ma nessuno aprirà loro le porte in questi territori, tantomeno li aiuterà l’ONU a raggiungere queste destinazioni. E’ evidente che l’invasione viene da Sud, ma la cosa riguarda tutte le nazioni europee, non solo quelle rivierasche. La soluzione più giusta è quella di aiutare queste popolazioni a creare in casa loro le condizioni per cui non siano spinti a migrare. E’ la soluzione più giusta ma anche la più difficile da realizzare. Sono necessari enormi aiuti economici e non è detto che questo basti. Nelle élite di governo esiste una corruzione sistematica ed è difficile educare queste popolazioni a raggiungere una produttività economicamente accettabile. Comunque conviene provarci. Cosa si può fare intanto? Bisogna creare ostacoli tali da impedire gli imbarchi, scoraggiare i partenti e neutralizzare i trafficanti e tutti quelli che da questo gran giro di soldi ci guadagnano bene. Coloro che hanno diritto alla protezione, purché siano un numero contenuto vanno aiutati, ma vanno identificati alla partenza, non all’arrivo. Sarà ‘l’Europa capace di arrivare ad un compromesso accettato e funzionale? Oggi più che sulla crisi economica è su questa questione che si gioca la sopravvivenza della Unione.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

 

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Governo 5S-Lega, troppi giudizi trancianti serve più equilibrio

Governo 5S-Lega, troppi giudizi trancianti serve più equilibrio

 
L’affondo di Repubblica

Giorgio Merlo è un ottimo giornalista, cosa pensare quindi leggendo il suo articolo edito su la Repubblica in cui ha come obiettivo Matteo Salvini? Il Ministro dell’Interno è accusato di utilizzare il suo ruolo di Ministro della Repubblica per scatenare addirittura la guerra civile! Lo si descrive come uno squadrista armato di manganello in azione per spianare a terra tutti i suoi avversari. Quando gli esponenti e i simpatizzanti della sinistra non hanno argomenti si ergono a depositari della verità assoluta e attaccano coloro che la pensano diversamente con il grido di –dai al fascista! - Poi magari può finire come a Macerata dove le sfilate anti fasciste fanno perdere proprio gli organizzatori della manifestazione. Merlo di solito scrive in modo equilibrato; è sorprendente il suo articolo.

Commissione a Sileri

Con la costituzione delle Commissioni parlamentari il Governo e il Parlamento entrano nella piena funzionalità. Una di queste commissioni, che ritengo molto importante, è la Commissione Sanità del Senato. I problemi per il Servizio sanitario Nazionale sono numerosi. Esso ha un finanziamento pubblico di circa il 30% inferiore a quello della media dei paesi OCSE e la spesa sanitaria privata incide per oltre il 25% in un paese ove le difficoltà economiche non sono poche. La salute è un bene primario tutelato dalla Costituzione come la libertà di espressione. Sarebbe inaccettabile che questa libertà sia condizionata dalla regione di residenza; la qualità della tutela della salute invece lo è perché tra le varie regioni esiste una differenza di livello dell’assistenza che non è accettabile. Come problematiche più specifiche da affrontare ci sono la riorganizzazione delle reti ospedaliere e la valutazione degli esiti, la riduzione delle liste di attesa, la assistenza sul territorio, la prevenzione e la messa a punto di sistemi più efficienti per la riabilitazione, la lungo degenza e la non auto sufficienza. I problemi sono numerosi e difficili da risolvere
Io ho piena fiducia nel Presidente della Commissione. Conosco Pierpaolo Sileri da quando era studente. Si è laureato con me discutendo una interessantissima Tesi di Laurea elaborata a Pittsburgh con la collaborazione del dott. Enrico Nicolò, nostro concittadino di Ripa Teatina, che si è conquistato una notevole fama di chirurgo negli Stati Uniti. Sileri che è un ottimo professionista ha approfondite conoscenze dei sistemi sanitari italiano, statunitense e inglese e sono certo che farà bene. E’ alla prima legislatura, ma tutto il governo è composto da molti ministri e sottosegretari, ad iniziare dal Presidente del Consiglio, privi di esperienza. Ma questo stato di cose può essere un vantaggio, se ci si impegna con umiltà a studiare ed apprendere, perché libera la mente da consuetudini e sovrastrutture.
Amleto nel suo monologo ci dice che nessun viaggiatore è mai tornato dall’aldilà a dirci cosa ci sia dopo la morte. E’ una questione di fede e io ricordando che Sileri perse tanti anni fa il padre che era un giovane e brillante funzionario del Senato, credo che il padre sia molto felice ora nel vedere Presidente di una Commissione del Senato il figlio che un destino crudele lo costrinse a lasciare quando era ancora studente.

di Achille Lucio Gaspari

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Salvini e i vaccini

Salvini e i vaccini

Questa volta Salvini l’ha fatta grossa. Durante un comizio ha detto che i dieci vaccini obbligatori sono troppi perché alcuni sono utili, altri sono inutili e qualcuno è addirittura pericoloso. Un noto virologo gli ha chiesto di precisare quali sono quelli inutili e quali quelli dannosi. Naturalmente non ci aspettiamo come risposta un semplice elenco di nomi. Vogliamo anche le referenze scientifiche sulla cui base questi giudizi vengono espressi; sono sicuro che non arriverà alcuna risposta. Diceva il poeta _voce dal sen fuggita più richiamar non vale, non si trattien lo strale quando dall’arco uscì- Mia nonna romana da sette generazioni diceva più semplicemente –Quello opre bocca e je da fiato_ E’ un errore ed una scortesia istituzionale invadere il campo di un altro ministro. Perché lo avrà fatto? Si sta forse ammalando della sindrome di Renzi? Per chi non lo sapesse la sindrome di Renzi consiste nel credersi invincibile dopo aver ottenuto qualche notevole successo. Uno si sente come Achille, dimenticando che per ogni Achille c’è sempre un Paride in agguato. E poi Renzi alle Europee del 2014 il 40 % lo aveva conquistato realmente mentre Salvini ha ottenuto un 29 % virtuale. C’è però una seconda ipotesi ed è che, trattandosi di un comizio elettorale, puntasse ai voti degli anti vax. Io mi ricordo bene quando la fasulla cura DI Bella contro il cancro era sfruttata da politici senza scrupoli che sfilavano per via del Corso a Roma per lucrare voti sulla disperazione dei malati di cancro e dei loro famigliari. Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di essere serio e veridico. Speriamo sia stato solo un momentaneo anche se grossolano errore come quello del portiere dell’Argentina nella partita contro la Croazia.

di Achille Lucio Gaspari

 

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La battaglia del solstizio. Centesimo anniversario

La battaglia del solstizio. Centesimo anniversario.

Ricorrono in questi giorni i cento anni dall’inizio della battaglia del solstizio d’estate. Tutto era cominciato il 24 ottobre del 1917 quando le truppe austro tedesche ruppero il fronte della II° Armata nella zona di Caporetto sul fiume Isonzo. Si disse che era stato un attacco di sorpresa, ma non era affatto così. Sin dall’inizio di settembre il Servizio Informazioni dell’esercito sapeva che qualcosa di grosso si sarebbe scatenato sul fronte italiano Era infatti noto che la VII Armata tedesca al comando del generale Von Bulow era in fase di trasferimento dal fronte francese a quello italiano. Nei giorni seguenti le informazioni si arricchirono. Ci sarebbe stato un attacco in trentino, ma si trattava di una mossa atta ad attirare in quel punto le riserve italiane. Una serie di disertori ungheresi e croati rivelarono fin nei minimi particolari il piano ideato dal generale Kraft von Demelsingen. L’attacco sul fronte dell’Isonzo sarebbe iniziato alle ore 3 del 24 ottobre con un bombardamento di artiglieria anche a gas e presto nella mattina ancora oscura e nebbiosa si sarebbe scatenato l’attacco austro-tedesco. E allora perché ci un crollo della II Armata? Il suo comandante, il generale Capello riteneva di poter facilmente bloccare l’attacco e partire al contrattacco con la sua armata forte di 900.000 uomini. Era convinto di aprirsi la strada per Lubiana e di vincere da solo la guerra. Mantenne perciò i suoi uomini schierati in posizione di attacco, non approntò linee di difesa ben organizzate e mantenne le artiglierie avanzate con l’ordine di non rispondere al fuoco ma iniziare a sparare solo sulle truppa avanzanti. Il Maresciallo Cadorna aveva invitato i comandanti ad assumere una posizione difensiva ma non aveva fatto nulla per correggere gli errori di schieramento dei suoi comandanti.

 

Il crollo di Caporetto

In poche ore le prime linee furono sbaragliate; le artiglierie troppo avanzate subito neutralizzate. Molte unità rimasero isolate per la distruzione delle linee telefoniche. Un giovane tenente, Erwin Rommel che sarebbe diventato famoso nella Seconda Guerra Mondiale portò i suoi soldati ad avanzare rapidamente nelle valli trascurando i capisaldi in quota che restarono isolati e dovettero arrendersi. Nei primi giorni il caos fu indescrivibile. Interi battaglioni si arresero senza sparare un colpo e si consegnarono agli austriaci al grido di viva l’Austria. Dopo oltre due anni e mezzo di vita di trincea, dopo dieci battaglie in cui per conquistare pochi chilometri di territorio si verificavano predite giornaliere anche di 30.000 uomini non ce la facevano più e pensavano, dandosi prigionieri, di salvare la vita. Non immaginavano la durezza delle prigioni austriache dove tantissimi di loro morirono per fame e per malattie. 350.000 uomini furono presi prigionieri; molti altri fuggivano gettando le armi. Cadorna fece un comunicato dando la colpa alla viltà e al tradimento dei soldati, cosa che era falsa, perché tranne qualche rara eccezione, le unità abbandonate, senza ordini e circondate non erano in grado di difendersi. Ci furono fucilazioni e decimazioni. Il Comando Generale sembrava aver perso la testa. Cadorna si rivolse al Maresciallo Foch comandante generale degli eserciti alleati per chiedere qualche divisione in aiuto. Si sentì rispondere che uomini e artiglierie non ci sarebbero state date perché la situazione era troppo pericolosa. Le truppe sarebbero arrivate quando il fronte si fosse stabilizzato, ciò è quando non sarebbero state più necessarie, Consigliarono anche di ritirarsi fino all’Adda o addirittura al Mincio, abbandonando all’invasione tutto il Veneto ed anche una parte della pianura padana. Chi non perse la testa fu il Governo e fu il Re che esortarono i soldati a riprendersi e a tenere duro. Cadorna che aveva commesso molti errori ma era un buon comandante recuperò il suo sangue freddo e la rotta si trasformò in una ritirata organizzata. Fu necessario far arretrare anche la invitta II armata comandata da S.A.R. il Duca d’Aosta.

 

La linea del Grappa e del Piave

La nostra ritirata si arrestò su una linea ben fortificata, quella del Montello, del Monte Grappa e del Piave che con la piena di quei giorni aiutò le nostre truppe. Gli austro tedeschi tentarono di forzare questa linea, ma la loro spinta offensiva si era esaurita e dovettero arrestarsi. Durante l’inverno e la primavera l’esercito venne ristrutturato e rafforzato con nuove unità e nuove artiglierie. Enorme fu lo sforzo umano ed industriale di tutta la Nazione. I giovani della classe 1999, appena diciottenni furono chiamati alle armi e si presentarono come volontari molti diciassettenni.

 

La battaglia del solstizio

Gli eserciti degli Imperi Centrali erano esausti; non avrebbero sopportato un ulteriore anno di guerra. Doveva decidersi tutto con una battaglia finale. I tedeschi erano tornati sul fronte occidentale e gli austriaci decisero di compiere il massimo sforzo con una grande battaglia scatenata a metà giugno. Sul Piave i nostri ragazzi resistevano mentre E.A: Mario componeva la famosa canzone “La leggenda del Piave” Sui ruderi di alcuni casolari diroccati ignote mani scrissero “Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora “ e “ o tutti eroi o tutti accoppati” Gli austriaci riuscirono a passare in qualche punto il Piave ma furono fermati e dovettero riattraversare il fiume. Analoga resistenza sul Montello e sul Grappa che fece nascere la canzone “Monte Grappa tu sei la mia Patria” Il mio nonno paterno, capitano di artiglieria non commise l’errore del precedente ottobre. Quando gli austriaci iniziarono il tiro di preparazione, ordinò il fuoco di contro batteria. Molti pezzi austriaci furono distrutti. I grossi calibri opportunamente arretrati iniziarono il tiro a lunga gittata sulle zone di raccolta delle truppe nemiche, scompaginandone le formazioni. Fu in questi giorni che cadde Francesco Baracca, colpito da un colpo di fucile mentre mitragliava a bassa quota. Sono necessari 5 abbattimenti di aerei avversari per essere dichiarato asso; Baracca ottenne 34 vittorie, record ancora insuperato nell’aeronautica italiana. La aeronautica allora non c’era; l’aviazione faceva parte dell’esercito e Baracca essendo ufficiale del secondo squadrone di cavalleria mise sul suo aereo il simbolo del suo squadrone, il cavallino rampante che poi nel 1923 la madre del pilota concesse in uso ad Enzo Ferrari.

Alla fine di giugno l’attacco austriaco era definitivamente fallito. Il 24 ottobre 1918, nell’anniversario della sconfitta di Caporetto, l’esercito italiano passava all’offensiva dando inizio alla battaglia di Vittorio Veneto; il tre novembre le truppe italiane entravano a Trento e a Trieste. La mattina del quattro novembre una gran folla si radunò in piazza del Quirinale, c’era anche mio nonno. I Re si affacciò al balcone ed annunciò la vittoria. Con il sacrificio di 650.000 morti e di 1.500.000 feriti e mutilati si era conclusa la nostra ultima guerra di indipendenza.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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Accoglienza migranti, attenti a non varcare il limite del giusto

Accoglienza migranti, attenti a non varcare il limite del giusto


EST MODUS IN REBUS
Est modus in rebus –scrive Orazio nella sua prima satira e prosegue-sunt certi denique fines,quos ultra citraque neque consistere rectum “Esiste una misura nelle cose, esistono determinati confini al di qua e al di la dei quali non può esservi il giusto”. Questa affermazione filosofica può essere applicata a qualsiasi circostanza e quindi anche al problema della immigrazione clandestina. Il fatto che solo il 7% di quanti sono arrivati sulle nostre coste ha lo status di rifugiato ha un significato relativo. Il fatto che le navi delle ONG, battenti tutte bandiere straniere, facciano da taxi andando a prelevare ai limiti delle acque territoriali libiche i migranti niente affatto in pericolo di naufragio dopo aver contattato telefonicamente gli scafisti potrebbe essere poco rilevante se i numeri fossero modesti. Ma i numeri del fenomeno già si pongono “Citra”, oltre una situazione sopportabile e dunque giusta. Sono, secondo gli ultimi dati, seicentomila le persone arrivate clandestinamente e mantenute con la spesa di 5 miliardi di euro l’anno mentre in Italia, segnala l’Istat, ci sono almeno 4 milioni di cittadini poverissimi. Anche il fatto che negli ultimi mesi si sono incrementati gli arrivi dalla Tunisia, paese democratico e in pace, non ci dovrebbe preoccupare se non fosse stando alle notizie di cronaca, che con una amnistia moltissimi carcerati sono stati liberati e si dirigono con rapide imbarcazioni verso l’Italia. La nostra nazione è stata lasciata sola a gestire il fenomeno. I paesi confinanti hanno chiuso le frontiere, non si fanno carico dei ricollocamenti stabiliti, e ci rimandano indietro coloro che sono riusciti a varcare le frontiere. Gli esperti di demografia ci parlano di un aumento vertiginoso della popolazione africana. Ci sono già cinquecento milioni di persone pronte a sbarcare in Europa che di abitanti ne ha meno dei potenziali arrivi. Se si lascia campo libero ai così detti trafficanti, con mille al giorno in Italia e cinquecento in Grecia numeri facilissimi da raggiungere, in un centinaio di anni l’Africa si sarà trasferita in Europa; noi non lo vedremo ma sarebbe egoistico non pensare ai nostri nipoti. Bisognava pur cominciare a fare qualcosa, anche per scuotere l’Europa e richiamarla alla sua responsabilità. Se abbiamo a cuore la sicurezza delle persone bisogna creare le condizioni perché non vogliano abbandonare i loro paesi; chi non si imbarca non rischia di naufragare.  Ma interrompere questo flusso di uomini significa interrompere il libero fluire di un mare di denari. Tantissimi sono gli interessati a questo malaffare economico. Vi ricordate di Soros quel ricchissimo finanziere americano che ha recentemente accusato Salvini di prendere soldi dai russi? Sembrerebbe che dietro una parte di questa organizzazione che favorisce gli arrivi clandestini ci sia lui. Lo farà perché è un filantropo? Difficile crederlo. Salvini rischia essendosi messo di traverso a questi guadagni facili. Le accuse di insensibilità morale si sprecheranno, anche il Papa dice che non bisogna aver paura di questi immigrati clandestini; sono persone che portano ricchezza. Certo sono giusti tutti gli appelli umanitari e di accoglienza ma fin dove ci è possibile come Paese. Poi ci sono le efferatezze disumane di trafficanti senza scrupoli che possono spingersi a causare qualche naufragio per utilizzarne l’ondata emotiva.
 
Gli insulti inaccettabili di Macron

Macron e il portavoce del suo partito hanno definito il comportamento del nostro governo cinico e vomitevole e non hanno neanche chiesto scusa. Macron ha dichiarato che non intendeva offendere gli italiani. Questa affermazione può avere solo due significati. Il governo è composto da stranieri per cui offendere il governo non è offendere gli italiani, oppure gli italiani sono cinici e vomitevoli per cui avendo detto la verità non hanno da offendersi come invece avrebbero potuto se le accuse fossero state false. Come mai questo attacco scomposto, mai verificatosi prima tra governanti europei? Io lo spiego in questo modo: Macron non è uno statista; è invece un personaggio di modesta levatura che comincia ad avere difficoltà interne. Cerca quindi con un atteggiamento di grandezza e di prepotenza di deviare verso l’esterno i malcontenti interni. Riteneva inoltre di poter manovrare docilmente l’Italia per conseguire gli interesse della Francia ,e non aspettandosi una presa di posizione determinata ha perso il controllo. Non dimentichiamoci che l’attuale situazione di anarchia in Libia è stata causata dai francesi che volevano sostituirsi con la Total all’ENI. Non hanno preso neanche il 10% dei clandestini che dovevano essere collocati in Francia. Hanno invece bloccato Ventimiglia, rimandato indietro 10.000 persone, anche donne in stato di gravidanza  con modi violenti e la loro polizia è sconfinata per inseguire un clandestino. Avendo il nuovo governo posto un freno a questa arroganza, la reazione di Macron è stata quella di chi sente contestato il proprio dominio
 
L’Italia ha violato qualche trattato?

La ministra spagnola della giustizia, la signora Delgado ha accusato l’Italia di violazione dei trattati internazionali. E’ proprio così? Il diritto internazionale, come tutto il diritto non è una scienza esatta e tra i giuristi si trovano opinioni diverse ed anche contrastanti. Tuttavia esistono dei punti fermi che risalgono all’epoca di Ugo Grozio:Pacta sunt servanda;rebus sic stantibus;bona fides.Le leggi sono molte ma potremmo prendere a riferimento gli art. 26 e 31 della Convenzione di Ginevra  del 1969. I patti dunque vanno osservati se le condizioni in cui sono stati stipulati non sono cambiate e se tra gli interlocutori esiste la buona fede. Ora la Acquarius ha recuperato i clandestini al confine delle acque libiche e i trattati dicono che essi vanno trasportati nel porto più vicino e più sicuro. I porti con queste caratteristiche sono in Tunisia e a Malta. Perchè allora portarli in Italia? Perché l’Italia ha coordinato i soccorsi; ma questa condizione non è prevista dalla legge del mare che parla invece del porto più sicuro. Ammettiamo però che questo obbligo l’Italia lo avesse. La Acquarius non ha raccolto dei naufraghi ma delle persone messe su dei gommoni da scafisti in contatto con le navi delle ONG. Possibile che gli stati di partenza, i comandanti delle navi e gli stati di cui battono bandiera, di questo stato di cose non sappiano nulla? E allora da che parte sta la bona fides? Le circostanze sono cambiate? Certamente si ed in modo radicale. Questo fenomeno non è più modesto e controllabile. Ora a gestire questi flussi di milioni di persone che premono per varcare il Mediterraneo sono intervenute organizzazioni criminali con importanti disponibilità economiche. Quindi anche il principio “rebus sic stantibus” non può essere applicato.

di Achille Lucio Gaspari

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L’orgoglio di dichiararsi populista

L’orgoglio di dichiararsi populista

Nel suo intervento alla Camera Conte si è orgogliosamente dichiarato populista in quanto attento alle esigenze del popolo. Del Rio ha replicato con una affermazione giusta “la democrazia si fonda sull’equilibrio dei poteri dello stato” e con una sbagliata “tutti i dittatori dichiarano di avere il favore del popolo” Questa velata accusa di autoritarismo al nuovo governo fa il paio con un certo disprezzo espresso nei confronti di chi li ha votati. Se i populisti fanno promesse non realizzabili e diffondono paure immaginarie e vengono creduti ,questo significa che i loro elettori sono degli ingenui. Questo modo di ragionare vanifica la necessaria autocritica che è la base da cui partire per tentare una risalita.

 

Perché gli elettori apprezzano i programmi dei 5 stelle e della Lega

Ammettiamo per ipotesi di studio che le promesse elettorali dei vincitori delle elezioni del 4 marzo siano tutte falsità; perché mai sono stati credute da così tanti elettori? La crisi economica ha colpito l’Italia più duramente degli altri paesi dell’Unione Europea , e la ripresa è la più lenta. La disoccupazione in particolar modo giovanile è drammatica; le distanze tra nord e sud del paese si sono amplificate in ogni settore. La promessa di un aiuto economico è logico che sia vista come un’ancora di salvezza. Che poi sia temporaneamente realizzabile e si ottenga una più consistente recupero del benessere economico è tutto da vedere; se la ricchezza non viene creata alla fine si redistribuisce solo povertà. Però nei momenti di crisi la distribuzione al popolo di “panem et circenses” funzionava per attutire le tensioni. La domanda che Del Rio deve porsi è dunque questa: Cosa abbiamo fatto per contrastare il malessere economico dei nostri cittadini soprattutto quello dei giovani che abitano al sud e delle loro famiglie?

Ogni cittadino onesto che paga le tasse ,tra balzelli nazionali, regionali e comunali si vede sottrarre almeno il 50% di quanto produce. Se poi sente dai precedenti governi dichiarazioni trionfalistiche di riduzione della pressione fiscale dell’ 1 % ha la sensazione che al danno si aggiunge la beffa. Perché meravigliarsi se viene attratto da un programma di governo che promette tagli significativi alla pressione fiscale? Se poi questa riduzione non ci fosse o fosse causa di una svalutazione dei risparmi la fiducia concessa verrebbe rivalutata

E’ la paura del diverso che assale i cittadini?

Le posizioni ideologiche dei cattolici integralisti per cui Dio ha creato un mondo senza frontiere e quindi chiunque ne senta la necessità può spostarsi da un paese all’altro senza chiedere il permesso, e quelle dei marxisti per cui i proletari di tutto il mondo sono compagni e quindi il dovere dell’accoglienza è universale non turbano i cittadini. Quello che li angustia è il gran movimento di soldi e di interessi che si cela dietro la immigrazione clandestina. I paesi africani favoriscono l’esodo e poi cercano forti contributi economici per impedire il fenomeno e per accogliere di nuovo i loro concittadini rimandati indietro. Le immagini di giovanotti che fuggono la fame ma hanno fisico da palestrati e IPAD da 800 € destano sorpresa. Tutti condannano i biechi trafficanti di uomini ma nessuno ci svela la loro identità; sono una specie di Grande Vecchio o di Poteri Forti ,presenti ma misteriosi anche se i servizi segreti non dovrebbero avere grandi difficoltà a svelare queste organizzazioni criminali. Da qualche tempo non si riesce più a mettere le mani neanche sugli scafisti perché le navi delle ONG li vanno a prendere e come fossero dei taxi ,ce li portano nei nostri approdi. Difficile pensare che questi taxi del mare facciano il loro lavoro senza alcun compenso da momento che un mese di mare costa loro non meno di un milione di euro. Quando si viene a sapere che ogni migrante assistito in Italia costa allo stato circa 14.000 euro all’anno mentre tante famiglie sull’orlo della povertà devono mantenere i figli con grandi sacrifici non è strano che qualcuno si chieda a chi giova questa spesa di cinque miliardi di euro l’anno. Fossero poi tutti in albergo seduti davanti alla televisione ,questo sarebbe il male minore minore; ma se si va a rapportare il numero di clandestini incarcerati rispetto al totale degli arrivi si constata che purtroppo non sono tutti galantuomini.

Le lezioni morali e la realtà dei fatti

Le opposizioni accusano certi atteggiamenti di razzismo e preconizzano l’avvento di una società multi etnica ,e fin qui nulla di male, e multi culturale come se la parità di genere e la sottomissione della donna fossero valori egualmente apprezzabili. Dà fastidio il paragone fuori luogo con la emigrazione italiana perché in tantissime famiglie esiste il ricordo di queste esperienze. Mio nonno per essere accolto negli Stati Uniti dovette recarsi presso il consolato americano per fare la sua domanda corredata di certificati medici e giudiziari. E quando la nave arrivò a New York fu tenuto 40 giorni in quarantena ad Ellis Island. Con gli arrivi clandestini sono comparse in Italia malattie tropicali prima non presenti o sono tornate malattie sconfitte come la tubercolosi, oggi più pericolosa perché resistente agli antibiotici di uso corrente. Quando la lezione morale pretende di darla il PD che con il governo Renzi stabilì che tutti i migranti da chiunque soccorsi dovevano essere portati in Italia è facile capire perché le tesi di Salvini abbiano tanto successo. Per sette anni-dice il Ministro dell’Interno-la situazione è stata lasciata a deteriorarsi e io sono qui da sette giorni! Se però pretenderà altrettanto tempo per mantenere le sue promesse allora nei suoi elettori qualche perplessità potrebbe nascere.

di Achille Lucio Gaspari

 

 

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