Primo Piano

Teramo, Consiglio comunale boccia la funivia

Il Consiglio comunale di Teramo ha detto no al progetto di collegamento tra il centro storico citta' e il Campus universitario di Coste Sant'Agostino, proposto dalla Regione attraverso una scheda del Masterplan, da finanziare con 10 milioni di euro. L'assise civica, riunita da questa mattina per la discussione sull'ipotesi progettuale, ha approvato con 14 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto, un documento proposto dalla maggioranza che affida al sindaco il compito di invitare il Governatore Luciano D'Alfonso a cancellare il progetto dal Masterplan e o comunque con altri interventi che possano incidere sullo sviluppo della citta' e sulla qualita' della vita, sempre e comunque da sottoporre prima al giudizio del consiglio comunale. La decisione del Consiglio e' stata duramente criticata dall'opposizione, in particolare dagli esponenti del Partito democratico. Secondo il progetto, la funicolare dovrebbe partire dalla zona della Villa Comunale per raggiungere la collina di Colleparco dove insiste il Campus di UniTe, dopo un tragitto aereo a una o due campate, con capacita' di trasporto di circa 2.500 persone al giorno e un costo di gestione che si aggira sui 300mila euro all'anno. Nel corso della seduta il Consiglio ha anche respinto l'ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle che chiedeva di affidare la scelta a un referendum popolare e quello proposto dal Pd di congelare il progetto e di convocare subito un tavolo tra Istituzioni di confronto permanente tra Regione, Universita' e Consiglio comunale

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Processo Bussi, sentenza entro gennaio

E' stato rinviato all'11 gennaio prossimo il processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila, che si e' aperto oggi, relativo alla mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison. Il presidente del collegio giudicante, Luigi Catelli, d'intesa con le parti, ha fissato un fitto calendario di udienze nel mese di gennaio: la sentenza e' prevista il 31 gennaio prossimo. L'11 gennaio sara' la volta delle requisitorie dei due procuratori generali Romolo Como e Domenico Castellani. La mattinata odierna e' stata dedicata alla relazione del collegio giudicante

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Riparte il processo per la discarica di Bussi

Riparte con la prima udienza in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativa al processo per la mega discarica dei veleni di Bussi. Il rinvio del procedimento all'Aquila e' stato disposto lo scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. In Corte d'Appello a Chieti il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto.

L'indagine della Procura di Pescara sulla megadiscarica dei veleni prese il via nel 2007 con la scoperta da parte del Corpo Forestale dello Stato di circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di quattro ettari nei pressi del polo chimico di Bussi sul Tirino. L'area, definita subito come la piu' grande discarica inquinata d'Europa, viene posta sotto sequestro. Dagli anni '60 agli anni '90 sono state sversate e smaltite abusivamente tonnellate di sostanze pericolose, fra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

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D’Alfonso presenta un progetto di legge per le imprese

Favorire l'insediamento in Abruzzo di nuove realta' produttive, attraverso un percorso virtuoso che passa da una 'straordinaria' semplificazione dei procedimenti amministrativi, fino ad arrivare alla fiscalita' di vantaggio. E' l'obiettivo principale della proposta di legge regionale "Regione facilissima per le imprese, misure a sostegno del sistema produttivo regionale", presentata oggi pomeriggio a Pescara dal presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, in un incontro a cui hanno partecipato il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti Abruzzo Tommaso Miele, il presidente del Tar Abruzzo Antonio Amicuzzi, il capo della polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. "Speditezza e velocizzazione - ha sottolineato D'Alfonso - vanno concepiti come elementi basilari dell'attivita' amministrativa della Regione, che rappresenta l'istituzione cui spetta farsi interprete delle vocazioni dei propri territori, favorendone l'effettiva competitivita' per lo sviluppo e la crescita delle diverse realta'. E siamo convinti che la semplificazione sia realmente l'autentico volano dell'economia non solo regionale, ma dell'intero Paese". Entrando nel dettaglio delle principali misure previste dal testo normativo - che unifica e armonizza le discipline europee, nazionali e regionali in tema di impresa -, la piu' importante e' senza dubbio rappresentata dall'assistenza e tutoraggio alle imprese tramite la figura del 'Facilitatore d'impresa' che le assiste dall'avvio alla conclusione dei procedimenti promuovendo con gli Enti Locali, l'Azienda regionale delle attivita' produttive - Arap, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e con le Associazioni di imprese, conferenze operative, riunioni e colloqui istituzionali volti alla soluzione concreta di problemi riferiti ai processi autorizzatori; nella semplificazione dei procedimenti amministrativi a disciplina regionale riguardanti i settori produttivi con la previsione della Comunicazione Unica Regionale (Cur), ovvero una sorta di Scia alleggerita; nella previsione di contratti di localizzazione e censimento delle aree industriali e di premialita' per l'accesso ai fondi regionali, nazionali ed europei; nella riduzione della pressione fiscale a vantaggio della nuova occupazione; nella riorganizzazione delle autorizzazioni energetiche per mezzo della semplificazione degli adempimenti amministrativi richiesti per la costruzione, la modifica, il potenziamento, il rifacimento totale o parziale e l'esercizio di impianti di auto-approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; nell'incremento dell'occupabilita' per l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro. 

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Tribunali minori, il Ministero annuncia un vertice per fare chiarezza

"Diversi articoli di stampa hanno ripetutamente sostenuto che il Ministero di Giustizia avrebbe archiviato definitivamente la vicenda dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Recentemente, il ministro Orlando, in occasione della campagna referendaria, a Teramo e all'Aquila ha ribadito che si deve tener conto di quello che e' successo in questi anni e valutare gli aggiustamenti da fare". A comunicarlo in una nota e' l'ufficio stampa del Ministero di Giustizia. "E nello stesso tempo che sarebbe sbagliato fare dell'Abruzzo un'eccezione a livello nazionale - si prosegue nella nota - con infinite proroghe di una condizione indefinita. Tra le disfunzioni che derivano da questa condizione ci sono, ad esempio, proprio quelle delle piante organiche: non si puo' procedere alla normale assegnazione di personale e magistrati a sedi che sulla carta sono chiuse anche se in regime di proroga. Il ministro Orlando convochera' a breve i vertici giudiziari dei distretti interessati per avviare la necessaria riflessione per contemperare al meglio tutte le necessità". 

Sulla questione dei tribunali minori era in programma proprio oggi un incontro a Pescara in Regione - promosso dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e dal presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio - con i parlamentari abruzzesi, con i sindaci delle citta' capoluogo e con i sindaci delle citta' sedi delle circoscrizioni giudiziarie interessate, Avezzano, Lanciano, Sulmona, e Vasto.

"Tutti i presenti hanno convenuto sull'esigenza di trovare un modello per tutelare i presidi della legalita' sul territorio regionale". E' quanto sostengono il presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso e il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio in una nota congiunta diffusa al termine di un incontro organizzato a Pescara per la condivisione di iniziative volte a salvaguardare le circoscrizioni giudiziarie di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto che, secondo quanto disposto da una legge varata nel 2011 dal governo Monti, dovrebbero essere soppresse nel settembre del 2018. Alla riunione hanno preso parte deputati e senatori abruzzesi di tutte le forze politiche - compresa la senatrice Federica Chiavaroli, già sottosegretario alla giustizia - e i sindaci e i rappresentanti dell'avvocatura delle citta' interessate. "Vi e' la necessita' di analizzare il fabbisogno del settore - proseguono nella nota D'Alfonso e Di Pangrazio - ridisegnare la rete giudiziaria e far si' che l'Abruzzo si possa dotare di altre strutture. A tale scopo ciascuno al proprio livello lavorera' per ottenere una proroga del termine stabilito; successivamente sara' costruito un gruppo di lavoro per valorizzare i presidi di legalita' nella regione".

"Io ritengo molto difficile che si possano salvare tutti i quattro tribunali soppressi perche' come ha detto il Ministro della Giustizia Orlando nella sua visita nella nostra regione, abbiamo chiuso uffici in tutta Italia e la riforma ha funzionato". E' quanto sostiene il sottosegretario uscente alla Giustizia, la senatrice Federica Chiavaroli, a margine dell'incontro a PESCARA, alla presenza di alcuni parlamentari abruzzesi e amministratori locali, oltre che al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, per affrontare la problematica relativa al salvataggio dei cosiddetti tribunali minori di Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano.     

"L'obiettivo di questo incontro - spiega - e' quello di trovare la strada che possa servire a ripensare la riforma della geografia giudiziaria che ha interessato l'Abruzzo. Ricordo per chiarezza che nel 2012 il Parlamento aveva deciso di chiudere i quattro Tribunali abruzzesi: Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Decisione sospesa per il terremoto e sospensione che cessa nel settembre del 2018. Ora perche' il Parlamento possa tornare indietro rispetto ad una decisione gia' assunta, e' necessario che la comunita' abruzzese politica si metta d'accordo". "Se noi abbiamo a cuore il nostro Abruzzo e i nostri territori, dobbiamo metterci d'accordo - aggiunge - fare una proposta che magari proponga di salvarne uno, due, e sono certa che in questo modo questa proposta possa essere valutata dal Ministero della Giustizia, ma soprattutto dal ministro dell'Economia e delle Finanze che e' il vero osso duro in questo momento. Per questo ritengo questa una riunione utile per riuscire a trovare una convergenza rispetto ad una soluzione di questo tipo". Fra i parlamentari presenti c'erano Antonio Castricone (Pd), Maria Amato (Pd), Paola Pelino (Fi), Andrea Colletti (M5S), Gianni Melilla (Si), Gianluca Fusilli (Pd), Stefania Pezzopane  (Pd). 

"Quello di Vasto e' un tribunale di frontiera e ha dovuto affrontare l'ultimo processo che ha colpito un rete di criminalita' organizzata e camorra in particolare. Vasto si trova a ridosso della Puglia, e poi per altri fronti interni anche non lontano dalla Campania e dunque facilmente aggredibile al suo interno". Lo ha detto il deputato Maria Amato (Pd) al termine dell'incontro con parlamentari e amministratori abruzzesi. "Il tribunale per questo territorio e' sicuramente importante - ha sostenuto - e per questo urge il buon senso per ragionare nell'ottica di una spending review che viene da lontano, per riuscire ad ottenere il massimo possibile per la Regione Abruzzo in modo da non lasciare scoperta questa fascia di territorio impoverito distante chilometricamente in alcuni vasi dai grossi centri, e di una fascia che ha bisogno di presidi di legalità"

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Legge stabilità, Cgil: no ai tagli al socale

La Cgil Abruzzo chiede al Consiglio Regionale nell'approvazione della Legge di stabilita' regionale per l'anno 2017 di non effettuare tagli sulle fasce della popolazione piu' debole, al contrario chiede che la Regione "intervenga proprio a sostegno di questa dal momento che, come riportato dall'Istat nel recente rapporto sul benessere dei cittadini, l'Abruzzo gia' sconta forti difficolta', con un aumento della condizione di poverta' e servizi offerti spesso carenti sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Lo stesso profilo sociale redatto dalla Regione Abruzzo mostra gravi criticita' e proprio da tale condizione di partenza si sviluppa il piano sociale regionale approvato solo qualche mese fa".

La Cgil Abruzzo annuncia che "non accettera' tagli al sociale ed ai servizi pubblici ed e' pronta alla mobilitazione se la politica non sapra' dare risposte adeguate". 

"La Regione Abruzzo, che pure ha approvato in questa legislatura importanti norme a tutela della disabilita', degli anziani, dell'infanzia, rischia ora di vanificare tutto proprio per la carenza di risorse necessarie agli scopi preposti. Oltre cio' potrebbero essere insufficienti le risorse destinate ad aiutare i cittadini per la compartecipazione alla spesa socio sanitaria laddove, gia' nella legge finanziaria 2016, i sindacati sono intervenuti per scongiurare forti esborsi di denaro da parte delle famiglie con persone affette da disabilita' ed hanno sottoscritto un accordo con la Regione che per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni residenziali e semi residenziali scadra' il prossimo 31 dicembre e ad oggi non e' dato sapere cosa accadra' nel 2017. E' a rischio la possibilita' concreta di attuazione delle politiche previste nel piano sociale regionale, nella legge regionale sull'invecchiamento attivo, per non parlare della forte contrazione di alcune spese sulla sanita' a partire da quelle relative al personale degli ospedali pubblici abruzzesi. La Cgil Abruzzo non accettera' tagli al sociale ed ai servizi pubblici ed e' pronta alla mobilitazione se la politica non sapra'  dare risposte adeguate. 

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Efficienza energetica, la Regione Abruzzo stanzia un milione

La giunta regionale ha disposto lo stanziamento di 1 milione di euro a beneficio di ulteriori 22 Comuni per interventi nel settore dell'efficientamento energetico degli edifici pubblici. Un anno fa, infatti, la Regione assegnò le prime risorse (500 mila euro derivanti dalle economie del programma 2007-2013) a beneficio di 11 Comuni abruzzesi; furono allora 112 le richieste di finanziamento ritenute ammissibili (sulle 119 presentate) ed inserite nella graduatoria di merito. Con il medesimo atto, inoltre, l'esecutivo ha anche disposto lo stanziamento di 200mila euro per il finanziamento di campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale riferite al tema della mitigazione e dell'adattamento ai cambiamenti climatici realizzate dai Comuni tramite i CEA riconosciuti di interesse Regionale ai sensi di legge. A renderlo noto è il Sottosegretario alla Presidenza regionale con delega all'Ambiente Mario Mazzocca.

"L'avviso pubblico dell'ottobre 2015 - spiega Mazzocca - indicava quale principale requisito di ammissione la disponibilità di progetti esecutivi già approvati, considerata la ristretta tempistica allora prevista per l'attuazione, che imponeva la conclusione dei progetti ammessi a finanziamento entro il termine del 31 dicembre 2015 e l'attività di rendicontazione al 31 gennaio 2016".

"Fin da allora - continua il Sottosegretario - abbiamo lavorato affinché si potessero reperire ulteriori economie, sia a valere sul programma 2007-2013 che su iniziative non attuate, al fine di concretizzare il finanziamento dei restanti progetti giudicati ammissibili. Una esigenza, questa, emersa anche in seno alla Commissione consiliare competente, consapevole dell'importanza di tali interventi ai fini di una strategia energetica in linea con le direttive nazionali ed europee". "Ora - conclude Mazzocca - grazie al reperimento di fondi da noi direttamente operato svincolando dei fondi impegnati nel lontano 2011 per cofinanziare un'istanza avanzata al competente Ministero dell'Ambiente e mai spesi in quanto la stessa non sortì effetto alcuno, è stato disposto il primo atteso scorrimento della graduatoria a suo tempo approvata". Si è, dunque, proceduto a finanziare ulteriori 22 progetti presentati dai Comuni di: Ari (50 mila euro), Castel Frentano (42mila euro), Fossacesia (50mila euro), Frisa (8mila euro), Gissi (50mila euro), Lentella (50mila euro), Paglieta (50mila euro), Pollutri (43mila euro), Roccaspinalveti (47mila euro), Tollo (50mila euro), in Provincia di Chieti; Cellino Attanasio (50mila euro) e Montefino (50mila euro), in provincia di Teramo; Alfedena (30mila euro) e Sante Marie (50mila euro), in provincia di L'Aquila; Elice (50mila euro), Farindola (50mila euro), Lettomanoppello (50mila euro), Moscufo (50mila euro), Nocciano (50mila euro), Pianella (50mila euro), Roccamorice (28mila euro), Serramonacesca (50mila euro), in provincia di Pescara. Per completezza espositiva, si riporta di seguito anche l'elenco dei Comuni beneficiari del finanziamento nella prima tornata di novembre 2015: Palena (CH): 50 mila euro; Cupello (CH): 44.401,27 euro; Fara San Martino (CH): 50 mila euro; Colledimacine (CH): 50 mila euro; Guardiagrele (CH): 50mila euro; Civitella Messer Raimondo (CH): 50 mila; Torrevecchia Teatina (CH): 32 mila euro; Miglianico (CH): 47 mila euro; Barrea (AQ): 50 mila euro; Castellalto (TE): 49.696,91 euro; Manoppello (PE): 50 mila euro. 

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Due milioni di euro per il ‘Dopo di noi’ in Abruzzo

Un fondo di un milione e 980mila euro per finanziare la realizzazione, in Abruzzo, di appartamenti destinati a ospitare soggetti disabili nel momento in cui non potranno piu' contare sull'assistenza della propria famiglia d'origine. Il progetto e' stato presentato questa mattina a Pescara dall'assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco, dal dirigente del dipartimento delle Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Ferrante e dalla parlamentare Maria Amato. Le risorse destinate alla nostra Regione rientrano nel plafond della legge nazionale sul "Dopo di noi", approvata lo scorso giugno, che prevede misure di assistenza, cura e protezione per le persone con disabilita' grave, orfane o senza sostegno familiare. Dca 

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Sono 3.146 le persone assistite dalla Protezione Civile dopo il terremoto

Sono 3.146 le persone residenti nei comuni abruzzesi colpiti dagli ultimi eventi sismici assistite dalla Protezione Civile; di queste, 952 sono le persone ospitate in alberghi o in strutture ricettive e 2.194 quelle che percepiscono il Contributo di Autonoma Sistemazione (Cas). Il dato è riportato sull'ultimo report del Centro Operativo Regionale della Protezione Civile (Cor). Fino ad ora sono pervenute 20.895 segnalazioni da parte di proprietari di edifici privati e sono stati effettuati circa 9.000 sopralluoghi, pari al 42% del totale di quelli richiesti. Per quanto riguarda gli edifici scolastici, il Cor riporta che sono state eseguite verifiche sul totale delle 292 richieste di sopralluoghi in Abruzzo di cui: 194 in provincia di Teramo, 23 in provincia di Pescara e 75 in provincia dell'Aquila. Dalle verifiche effettuate, sono risultati agibili 190 edifici scolatici, mentre 102 sono quelli inagibili. 246 sono le richieste di sopralluogo che riguardano gli edifici pubblici nella Regione Abruzzo, mentre 538 sono le richieste di  sopralluogo che riguardano gli edifici di culto.  

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Camusso: in Abruzzo si pagano ancora conseguenze rispetto al terremoto

"La priorita' del Governo Gentiloni deve essere l'occupazione, in primo luogo quella dei giovani. Non si puo' commentare l'esito del referendum dicendo che e' l'effetto del disagio sociale e poi continuare una politica che non lo affronta e non gli da' soluzioni". Cosi' il segretario della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un incontro a Pescara. "Il lavoro - ha ribadito - e' la priorita': lavoro come diritti, come qualita', come necessita' di creazione e come prospettiva dei giovani. Bisognerebbe finalmente rimetterlo al centro". 

 La sindacalista, evidenziando che "i dati parlano dell'esistenza ancora di un grande problema di trasformazione di crisi dell'assetto produttivo", ha affermato che "o si investe e si costruiscono le condizioni di un effettivo e concreto piano del lavoro oppure continuiamo ad invocare la crescita, ma a non avere le politiche economiche che la sostengono". Parlando della situazione abruzzese, Camusso ha infine osservato che "qui si pagano ancora conseguenze rispetto al terremoto, alle scelte che poi ne sono derivate e anche al blocco di lungo tempo della ricostruzione".

"Comunque si votera' dopo e dal tema non si scappa", ha detto ancora Camusso, soffermandosi sull'ipotesi che si vada alle elezioni in primavera per scongiurare il referendum sul Jobs Act, un modo, secondo Camusso, "per farsi del male". "Credo che stia al presidente della Repubblica da un lato e - ha concluso la sindacalista - alla politica dall'altra, decidere come funziona la legislatura"

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