Primo Piano

Nuovo allarme viadotto con l’autostrada A14 a rischio blocco

A Pescara nuovo allarme viadotto con l'autostrada A14 a rischio blocco. L'infrastruttura in Abruzzo potrebbe infatti essere interdetta ai mezzi pesanti, come scrive in un articolo oggi il Sole 24Ore. Si tratta del Cerrano, poco a nord di Pescara su un'A14. La notizia trapela dopo un weekend di braccio di ferro tra l'ufficio ispettivo territoriale (Uit) del ministero delle Instrastrutture, proprio mentre la Liguria (l'altra area di crisi) intravede uno spiraglio, con la riapertura di una carreggiata dell'A6 Torino-Savona e di altre corsie sull'A26. Sul Cerrano Autostrade per l'Italia (Aspi) assicura che c'è un monitoraggio continuo e le analisi effettuate evidenziano che non c'è alcun rischio statico. Diversa è l'opinione dell'Uit, guidato da Placido Migliorino. L'Uit - scrive il Sole24Ore - ha riscontrato due problemi: le cerniere che uniscono le campate sono ammalorate e ossidate tanto da non garantire resistenza in caso di terremoto e in zona c'è una frana che tocca le sottofondazioni dei piloni. Così l'Uit ha prescritto il divieto di transito ai mezzi pesanti, che però Aspi non ha adottato. Così ieri mattina le carte sono finite alla Prefettura di Teramo, che ha il potere di disporre lo stop al posto del gestore.

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Ocse: studenti italiani peggiorati in scienze e lettura

Gli studenti italiani di 15 anni hanno competenze scientifiche e di lettura inferiori a quelle che avevano i loro coetanei dieci anni fa. In matematica mantengono un livello medio sufficiente, in linea con quello dei coetanei dei paesi Ocse, ma per quanto riguarda le scienze il risultato medio e' "significativamente inferiore" alla media Ocse. Tanto che, secondo gli esperti, molti di loro escono da scuola senza avere le competenze di base richieste dal corso di studi: "Sono gusci vuoti", come li definiva il linguista Tullio De Mauro. E' il dato piu' rilevante, relativo al nostro paese, che emerge da Pisa 2018, l'indagine internazionale promossa dall'Ocse con cadenza triennale con l'obiettivo di rilevare le competenze degli studenti di 15 anni in Lettura, Matematica e Scienze (a questa tornata hanno partecipato alla prova PISA 11.785 studenti quindicenni italiani, divisi in 550 scuole totali).

Andando nel dettaglio, lo studio evidenzia che i risultati in matematica sono migliorati nel 2009 per poi rimanere stabili nel tempo ma modesti. Circa il 24% dei nostri studenti quindicenni non ha raggiunto il livello 2, livello base di competenza in matematica (media Ocse 22%) mentre solo il 10% si colloca nei livelli di eccellenza 5 e 6 (media Ocse 11%). I ragazzi ottengono un punteggio superiore alle ragazze di 16 punti e questa differenza e' piu' del doppio di quella rilevata in media nei paesi Ocse. I maschi superano le femmine in particolare nelle fasce di punteggio medio-alto. Per quanto riguarda le scienze, 1 su 4 studenti italiani non raggiunge il livello base di competenze scientifiche, nei paesi Ocse e' 1 su 5. Sono 'low performer' in scienze il 15-20% degli studenti del nord Italia e oltre il 35% degli studenti del sud Italia. Inoltre, le differenze di genere qui non contano. In altri ambiti, ad esempio la lettura, le donne ottengono punteggi superiori ai maschi, ma i risultati di maschi e femmine nella materia delle scienze non risultano statisticamente differenti.

Per quanto riguarda la lettura (definita da Pisa come "la capacita' degli studenti di comprendere e utilizzare i testi per raggiungere i propri obiettivi e partecipare alla societa') gli studenti italiani ottengono un punteggio di 476, inferiore alla media Ocse (487), e si collocano tra il 23 e il 29esimo posto tra i paesi Ocse. Il punteggio non si differenzia da quello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Soltanto il 5% degli studenti italiani raggiunge i livelli piu' elevati della scala delle performance (i livelli 5 e 6). A livello medio internazionale tale percentuale e' di circa il 9%. I migliori sono i cinesi: gli allievi delle province di Pechino, Shanghai, Jiangsu e quelli di Singapore conseguono un punteggio medio superiore a quello di tutti i paesi che hanno partecipato a Pisa. L'indagine Pisa conferma che in Italia permane una realta' scolastica a 'macchia di leopardo', con divari territoriali molto ampi: per quanto riguarda la lettura, gli studenti del Centro-Nord riportano generalmente i risultati piu' brillanti, dimostrano di saper risolvere compiti piu' complessi mentre i coetanei del Sud e delle Isole hanno maggiori difficolta'. Si osservano differenze anche tra le tipologie di scuola frequentate dagli studenti: i ragazzi dei Licei ottengono punteggi molto elevati in lettura, vicini ai paesi europei con risultati migliori in Pisa (521 punti). Seguono quelli degli istituti tecnici (458 punti), mentre gli studenti degli Istituti professionali e della Formazione professionale - simili tra loro - sono piu' in difficolta' a svolgere correttamente le prove Pisa e spesso non raggiungono il livello minimo di competenza. Sempre in lettura le ragazze superano i ragazzi di 25 punti e tra i 'low performer' ci sono piu' ragazzi che ragazze. Tra i 'top performer' (livello 5 e 6) le ragazze sono presenti in misura maggiore.

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Riciclaggio transnazionale, operazione della Polizia tra Abruzzo e Marche

La Polizia di Stato di Teramo ha eseguito una vasta operazione, denominata "The Travelers", nei confronti di cittadini nigeriani accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell'illecita intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e riciclaggio trasnazionale, nonche' di tratta di esseri umani. Le indagini dei poliziotti della Squadra mobile con la collaborazione del Reparto prevenzione crimine "Abruzzo" di Pescara e delle Squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, hanno accertato "l'esistenza di un'associazione a delinquere, con basi operative nelle province di Teramo, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, composta tutta da cittadini nigeriani dedita al riciclaggio ed all'autoriciclaggio verso la Nigeria, attraverso viaggi in aereo, di ingenti somme di denaro, abilmente occultate all'interno dei bagagli al seguito, provenienti dallo sfruttamento sessuale di giovani nigeriane e da ulteriori attivita' illecite". Dall'inchiesta sarebbe emersa l'esistenza di "un sistema capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale che costituisce un meccanismo strutturato e transazionale di raccolta del risparmio o di riciclaggio ed autoriciclaggio attraverso il meccanismo dell'hawala".

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Colletta alimentare, in Abruzzo donate 201 tonnellate di cibo

Il risultato è di quelli importanti: 201 tonnellate di prodotti sono state donate sabato scorso nel corso della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si è svolta in circa 400 punti vendita della nostra regione, grazie al coinvolgimento di 4 mila volontari. Rispetto al 2018, dunque, sono state donate 2 tonnellate in più, e la gratitudine è tanta per quanti hanno voluto accogliere per il ventitreesimo anno consecutivo l’invito a fare una spesa “più ampia”, a vantaggio di chi non può permettersela. Nel dettaglio, a Pescara e provincia sono state 61 le tonnellate donate, 52 a Chieti, 52 a Teramo e 36 a L’Aquila. Se si considerano anche le 33 tonnellate donate in Molise, regione dove è presente il Banco Alimentare dell’Abruzzo, si arriva al bel risultato di 234 tonnellate totali. A livello nazionale, la cifra raggiunge quota 8.100 tonnellate.

“Ma la Colletta Alimentare va ben oltre i numeri – commenta Antonio Dionisio, presidente del Banco Alimentare dell’Abruzzo – perché quello che è accaduto sotto i nostri occhi sabato scorso è uno spettacolo che non passa inosservato: volontari e militari, associazioni e parrocchie, cittadini e istituzioni, famiglie e amici, persone più o meno abbienti, tutti insieme hanno reso questa giornata un evento di popolo, sicuramente il più grande evento solidale in Italia e nella nostra regione. L’immensa gratitudine mia e del Banco Alimentare è per quanti hanno reso possibile tutto questo e per quanti hanno donato senza risparmiarsi, in una fase storica dove tantissimi fanno fatica a far quadrare i bilanci familiari. A tutti indistintamente il nostro grazie: noi siamo già al lavoro per distribuire immediatamente ai 29.732 bisognosi assistiti in Abruzzo da 177 enti convenzionati con il Banco Alimentare quanto donato dalla carità del popolo”.

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Sanità, tagli alle spese per 2 miliardi in Italia

La spesa per il personale sanitario  è tra quelle che hanno risentito maggiormente delle restrizioni degli ì ultimi anni. Tra il 2010 e il 2018, malgrado il parziale recupero  nell'ultimo anno, la spesa si è ridotta in valore assoluto di quasi 2 miliardi. A questo andamento è corrisposto un ridimensionamento del  numero di lavoratori, compresi medici e infermieri, in particolare  nelle Regioni in piano di rientro. Lo sottolinea il focus 'Lo stato  della sanità in Italia', elaborato dall'Ufficio parlamentare di  bilancio.
La spesa per il personale è tra quelle che hanno risentito maggiormente delle restrizioni degli ultimi anni. Tra il 2010 e il 2018, malgrado il parziale recupero nell’ultimo anno, la spesa si è ridotta in valore assoluto di quasi 2 miliardi. A questo andamento ha corrisposto un ridimensionamento del numero di lavoratori, compresi medici e infermieri, in particolare nelle Regioni in piano di rientro. Nel 2017 il personale a tempo indeterminato del SSN risultava inferiore di circa 42.800 unità rispetto al 2008. La contrazione è stata continua a partire dal 2010 e si è concentrata soprattutto nelle Regioni in piano di rientro, dove dal 2008 si riscontrano quasi 36.700 persone in meno, con un calo del 16,3 per cento in quelle con piano standard e del 4,8 in quelle con piano leggero (nelle Regioni a statuto ordinario senza piano la riduzione è stata del 2,2 per cento; nelle Regioni autonome si è avuto un aumento del 2,4 per cento).

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L’84% degli italiani risparmia parte dello stipendio ogni mese

Gli italiani sono 'formiche' nella gestione del denaro: l'84% risparmia parte dello stipendio ogni mese, a fronte di una media europea del 75%. Non sono pero' altrettanto fiduciosi (40% e' pessimista) su un futuro con una pensione dignitosa. Come primi maestri di educazione finanziaria hanno i genitori (53%) e tra le priorita' dei costi affrontare il pagamento delle bollette di luce e gas (83%) e sanita' (60%). Risparmiare e' una scelta fatta soprattutto per le spese inattese (71%) e in classifica mettono prima Internet e la banda larga (56%) dell'affitto (27%).

I dati emergono dalla settima edizione dell'European Payment Consumer Report (Ecpr) di Intrum basato sulle risposte di oltre 24.000 consumatori di 24 Paesi europei (oltre 1.000 in Italia). L'indagine, che punta a ottenere informazioni sulla vita quotidiana, evidenzia che chi non paga le bollette in tempo e' perche' non ha la disponibilita' economica immediata, in linea con il trend europeo. Il 69% afferma di avere pagato tutte le bollette in tempo negli ultimi 12 mesi (77% media europea). Dopo le spese inattese, le buone ragioni per risparmiare sono i consumi (47%). Acquisto di casa (17%) ed educazione (17%) sono i fanalini di coda. Il 26% mette da parte meno del 5% dello stipendio mensile (come in Europa), mentre il 27% mette da parte fra il 5% e il 10%. Il 16% degli italiani non mette da parte soldi mensilmente (25% media europea).

Il 20% afferma di non essere preoccupato di non riuscire a permettersi in futuro l'acquisto di una casa e il 39% non sa se preferirebbe spendere il proprio denaro per godersi il presente oppure per il futuro. Fermo restando che negli ultimi sei mesi il 78% degli intervistati (83% nel 2018) non ha richiesto un prestito e il 60% non ne avrebbe bisogno nemmeno per fare fronte a spese improvvise, tra chi invece l'ha chiesto l'ammontare va dal 10% al 25% dello stipendio mensile. Se si parla di economia familiare pero' negli ultimi 6 mesi, il 51% (20% nel 2018) ha chiesto almeno una volta un prestito o ha aumentato il limite della propria carta di credito per fare acquisti per i propri figli. Quanto a modalita' di pagamento il 68% preferisce i contanti e il 48% paga comunque con la carta di credito. In tutta Europa invece il 52% preferisce il bancomat. Il 56% del campione italiano e' d'accordo pero' nell'affermare che la tecnologia ha semplificato la gestione delle proprie finanze. In campo entra il tema sostenibilita': il 53% degli intervistati riferisce di essere piu' propenso ad acquistare prodotti di natura etica. La sostenibilita' d'altra parte sembra un freno per gli acquisti: per il 38% ha causato una limitazione delle spese

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Due morti in un incidente in montagna sulla Majella

I due escursionisti precipitati durante un'escursione in montagna, sulla Maiella, nel Pescarese, sono morti. Le vittime sono: Giampiero Brasile, 58 anni, dermatologo di Lanciano, residente a Pescara, e Antonio Muscendere, 55, di Sora. A constatare il decesso e' stato il medico del 118, intervenuto sul posto con l'elicottero. Il Soccorso alpino (Cnsas) e i vigili del fuoco sono al momento impegnati nel recupero dei corpi. Presenti anche i carabinieri. Feriti gli altri due compagni di escursione che hanno lanciato l'allarme e sono stati trasportati all'ospedale di Pescara.

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L’Italia si colloca al penultimo posto nell’UE per gli Investimenti Diretti Esteri

L'Italia si colloca al penultimo posto nell'Unione Europea per gli Investimenti Diretti Esteri (Ide). Nel 2018, infatti, questi ultimi ammontavano al 20,5% del pil, pari a 361,1 miliardi di euro (contro 21,7% nel 2017). Tra i paesi dell'Ue monitorati dall'Ocse, solo la Grecia registra un risultato peggiore del nostro. E' quanto emerge da un'analisi effettuata dalla CGIA di Mestre evidenziando che l'Italia non è un Paese attrattivo per gli investitori stranieri. "Purtroppo, le tante problematiche a cui sono sottoposti quotidianamente i nostri imprenditori hanno innalzato nel tempo una ipotetica barriera d'ingresso che 'dirotta' altrove gli interessi degli investitori esteri", sottolinea la CGIA. "D'altronde, con tante tasse, una burocrazia asfissiante, poca certezza del diritto, una giustizia civile lenta e poco efficiente, tempi di pagamento della nostra Pubblica Amministrazione tra i più elevati d'Europa e un deficit infrastrutturale spaventoso, non c'è da meravigliarsi se l'Italia si colloca al penultimo posto nell'Unione Europea per gli Investimenti Diretti Esteri", aggiunge la CGIA. "Premesso che, ad esempio, ArcelorMittal, Embraco, Whirlpool e molte altre multinazionali non sono certo delle onlus, ma delle realtà fortemente determinate a perseguire i propri interessi spesso in barba agli accordi preventivamente sottoscritti con le parti sociali, è altrettanto evidente che le responsabilità di un loro possibile addio vanno ricercate anche in un clima generale di avversione nei confronti delle aziende presenti nel nostro Paese", sottolinea il coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo. 

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (anno 2017), le multinazionali, ovvero le imprese a controllo estero residenti in Italia, sfiorano le 15.000 unità, danno lavoro a poco più di 1.350.000 addetti e producono 572,3 miliardi di euro di fatturato all'anno. Dei 372,1 miliardi di euro di Ide presenti nel nostro paese nel 2017, il 27,8 per cento circa (pari a 103,4 miliardi di euro) ha interessato il settore manifatturiero (in particolar modo alimentari/bevande, autoveicoli, metalli e prodotti di metallo, etc.). Seguono la attività professionali, scientifiche e tecniche, in parte ascrivibili a consulenze aziendali di vario tipo, che incidono per il 21,4% (79,5 miliardi di euro) e il commercio e l'autoriparazione con il 10,8% (40 miliardi di euro). Gli ambiti dove la presenza pubblica è più significativa sono anche quelli dove si registrano i livelli più bassi di investimenti diretti esteri. E' il caso del settore artistico con 742 milioni, di quello riferito all'acqua, reti fognarie e rifiuti con 401 milioni e nella sanità/assistenza sociale con 110 milioni di euro

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Sondaggio Swg, Zaia e Bonaccini i governatori piu’ apprezzati

Il governatore del Veneto Luca Zaia in testa, subito seguito da Stefano Bonaccini in Emilia Romagna: l'efficacia dell'operato dei presidenti delle Regioni fotografata dall'Swg su un campione di 10.800 maggiorenni residenti in Italia - ad esclusione di Umbria, Molise, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige - mette sul podio due governatori di Regioni del Nord. Al terzo posto pari merito troviamo il presidente della Liguria, Giovanni Toti, e della Lombardia Attilio Fontana, seguiti da quello del Friuli Venezia Giulia, Fedriga. Enrico Rossi, governatore della Toscana, si piazza quinto, subito seguito da Nicola Zingaretti, presidente del Lazio. 

Nella graduatoria del gradimento dei governatori, seguono poi il presidente della Regione Piemonte Cirio (Piemonte), seguito da Nicola Zingaretti nel Lazio, Vincenzo De Luca che guida la Regione Campania, il presidente della Basilicata Bardi e Luca Ceriscioli nelle Marche che ha lo stesso gradimento di Marco Marsilio, presidente dell'Abruzzo. In undicesima posizione si piazza Michele Emiliano, governatore della Puglia, seguito da Solinas, presidente della Sardegna e dal governatore della Regione Siciliana Musumeci. Chiude questa 'classifica' stilata da Swg Mario Oliverio, presidente della Calabria dove si tornera' alle urne all'inizio del prossimo anno.

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Femminicidio a Torino di Sangro, marito uccide la moglie con una pietra

Una violenta lite in macchina culminata con un omicidio. Stavano rientrando a casa marito e moglie quando al termine di un acceso diverbio il marito, dopo esser sceso dalla macchina prende da terra un ramo d'albero e colpisce ripetutamente alla testa la moglie, lasciandola esanime in mezzo all'erba, tra gli alberi. Poi chiama il 118. Cosi' a Torino di Sangro Domenico Giannicchi, 67 anni, ex operaio della Denso di San Salvo, ha ucciso  la moglie, Luisa Ciarelli, 65enne. I due erano da poco usciti dalla loro casa in contrada Montesecco, forse per recarsi in paese, distante poco piu' di un chilometro. Quando l'uomo si e' reso conto di quello che aveva fatto ha chiamato il 118 per chiedere l'intervento dei sanitari; al telefono ha detto di avere colpito e forse ucciso la moglie. Poi ha chiamato un parente. Sono arrivati i carabinieri della locale stazione, coordinati dal comandante, luogotenente Michele Cefaratti, al quale l'uomo ha sommariamente riferito l'accaduto prima di essere accompagnato in caserma. L'uomo e' stato poi accompagnato al Pronto Soccorso per alcune escoriazione al viso, segno probabile di una colluttazione, ed e' stato successivamente rinchiuso nel carcere di Vasto. Tra i primi a giungere sul luogo dell'omicidio il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, visibilmente scosso. "Siamo sgomenti. Non e' mai capitata una cosa del genere. Fino a ieri mattina ho incontrato Domenico con il quale era un piacere parlare. Era una famiglia spettacolare e per bene, hanno due figli, un maschio e una femmina, e due nipoti". Per i primi e fondamentali rilievi e' giunto da Ortona il comandante della Compagnia Carabinieri, Roberto Ragucci. "Stiamo raccogliendo elementi utili per ricostruire la vicenda - dice l'ufficiale - in attesa che il medico legale capisca l'esatta dinamica dell'omicidio". Le indagini sono coordinate da Gabriella De Lucia, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto. Per i rilievi scientifici al lavoro i Carabinieri del Ris. Sul posto e' stato ritrovato un ramo d'albero spezzato con tracce ematiche: secondo gli investigatori dovrebbe trattarsi dell'arma del delitto. 

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