Cronaca

Pescara, due anziani morti in casa per le esalazioni di un incendio

Due coniugi, di 83 e 78 anni, sono morti a causa delle esalazioni prodotte da un incendio che si è sviluppato nella loro abitazione, nella zona Colli di Pescara. Stando a una prima ricostruzione tutto sarebbe avvenuto ieri sera. I corpi di Alceo D'Antonio e Maria Di Benedetto sono stati trovati sul pavimento della cucina. Le fiamme, secondo i primi accertamenti, sarebbero partite dal materasso di una camera da letto e non avrebbero interessato il resto della casa, una villetta, ma i fumi hanno rapidamente invaso le altre stanze, non lasciando scampo ai due.

Oggi i parenti, non avendoli sentiti, si sono preoccupati: il genero, intorno alle 16.30, ha raggiunto l'abitazione di strada vicinale Colle Cervone e ha fatto la scoperta. La casa è stata posta sotto sequestro per tutti gli accertamenti del caso. Le salme sono a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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Processo tetti spesa della sanità, ascoltato Luigi Pierangeli

"Avevamo 70 milioni di crediti bloccati, 40 come clinica Pierangeli e 30 come clinica Spatocco. Ci sono stati dei decreti ingiuntivi per una parte di quei crediti e dopo la firma del contratto sui tetti di spesa ci furono pagati 13 milioni nell'arco di 28 giorni". Lo ha detto Luigi Pierangeli, presidente del gruppo Synergo, frutto della fusione tra le cliniche Pierangeli e Spatocco, ascoltato oggi pomeriggio, davanti al tribunale collegiale di Pescara, in qualità di testimone dell'accusa nel processo sui tetti spesa alle cliniche private per l'anno 2010. In avvio di udienza sono state stralciate dal processo le posizioni dell'ex sub commissario alla sanità Giovanna Baraldi e dei due tecnici dell'agenzia per i servizi regionali, Francesco Nicotra e Lorenzo Venturini, che non hanno rinunciato alla prescrizione e che compariranno davanti al giudice il prossimo 8 maggio. Il processo va avanti regolarmente, invece, per l'ex presidente della giunta regionale Gianni Chiodi e per l'ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni, che hanno rinunciato alla prescrizione. Proprio Pierangeli, con un esposto, ha dato il via all'inchiesta. Secondo l'accusa Chiodi, in qualità di ex commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi della sanità, avrebbe fatto firmare alle cliniche private dei contratti di prestazione di assistenza ospedaliera, collegando la firma al pagamento dei crediti che le cliniche vantavano nei confronti della Regione Abruzzo. A fronte dei tagli, Chiodi e Baraldi avrebbero promesso alle cliniche un recupero attraverso incentivi legati alle cure di pazienti non abruzzesi. Una promessa che però, secondo le cliniche Pierangeli e Spatocco, costituitesi parte civile nel procedimento, si sarebbe rivelata un "falso", che a loro giudizio sarebbe testimoniato anche dagli accordi di confine, mai sottoscritti, con Marche, Lazio e Molise. L'imprenditore della sanità privata ha ricostruito le varie tappe, passate per la bufera di Sanitopoli nel 2008, che hanno interessato il rapporto tra Regione e sanità privata in Abruzzo."Il 18 febbraio 2010 la Regione adotta la delibera 14 ci invia dei dati del tutto imprevedibili - ha ricostruito in aula Pierangeli - attuando un drastico taglio alle attività per i pazienti provenienti da fuori regione, in assoluto contrasto con quatto fatto prima dal commissario Redigolo e con i dati sulla mobilità passiva". L'imprenditore ha aggiunto che "iniziarono anche a circolare voci su una ridistribuzione del nostro budget a favore di altre case di cura". 

"Qui dovranno venire esponenti del tavolo di monitoraggio e molti altri testimoni a dire come stanno veramente le cose. Io ho rinunciato alla prescrizione, se non credete a me, credete a chi verrà a testimoniare". Così l'ex presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, imputato nel processo sui tetti spesa alle cliniche private per l'anno 2010, oggi pomeriggio in tribunale a Pescara, al termine della testimonianza resa dall'imprenditore della sanità privata Luigi Pierangeli, che con un suo esposto fece scattare l'inchiesta. 

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Pericolo frane, 5 famiglie evacuate a Palombaro

Per il pericolo delle frane 5 famiglie, per un totale di 15 persone, sono state evacuate in via prudenziale a Palombaro. attorno alle 19 un grosso masso si è staccato in località Limiti di Sopra nella parte alta del paese. Sul posto i carabinieri della compagnia di Lanciano è vigili del fuoco di Casoli. Ma a causa del buio non è possibile al momento verificare se il fronte franosi è più ampio. tutte le persone evacuate sono state ospitate da parenti e amici. 

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Truffa delle assicurazioni agli anziani, arrestato nel Teramano

Chiedeva soldi agli anziani per il rinnovo delle polizze assicurative per conto dei figli o dei nipoti, conoscendone i nomi. In questo modo era riuscito a mettere a segno, nel giro di circa sei mesi, una decina di truffe in tutta la provincia di Teramo, facendosi consegnare somme variabili tra i 150 e i 450 euro. Ma i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Teramo sono riusciti a identificarlo dopo la denuncia presentata, nell'agosto scorso, da due pensionati che avevano ricevuto la sua visita a casa quando si era spacciato per conoscente dei loro figli.

I militari, seguendo il suo modus operandi, hanno ricostruito analoghi episodi messi a segno a Corropoli, Silvi Marina, Martinsicuro, Alba Adriatica e Giulianova tra il giugno dello scorso anno e pochi giorni fa. A conclusione delle indagini, la procura di Teramo ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Teramo l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare da parte del gip del tribunale per truffa continuata: si tratta di un 53enne di Giulianova, rinchiuso nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato.

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Omicidio Rapposelli, aperto il processo a marito e figlio

Si e' aperto con le eccezioni preliminari e le richieste delle parti il processo in Corte d'Assise a Teramo a carico di Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio di Giulianova, accusati dell'omicidio volontario della moglie e madre Renata Rapposelli, la pittrice 64enne originaria di Giulianova scomparsa il 9 ottobre 2017, il cui cadavere venne ritrovato circa un mese dopo nelle campagne di Tolentino.

Il processo riprendera' il 21 febbraio, quando sfileranno i primi testimoni della difesa. In aula era presente solo Giuseppe Santoleri che nell'ottobre scorso ha accusato il figlio di aver ucciso, soffocandola, la madre. I due sono detenuti dallo scorso mese di maggio su decisione del gip del tribunale di Ancona, che ha poi trasferito per competenza il fascicolo alla procura di Teramo: sono in due carceri diversi, Giuseppe in quello di Castrogno, Simone a Lanciano.

Il presidente della Corte d'Assise, Flavio Conciatori, ha rigettato tutte le eccezioni preliminari avanzate dalla difesa, compresa l'opposizione alla costituzione di parte civile dell'Associazione Penelope Italia onlus sulle persone scomparse, che si affianca a quella della figlia della vittima, Maria Chiara Santoleri. Respinta anche l'eccezione sulla competenza territoriale del procedimento, sollevata dalla difesa di Simone Santoleri, che dovrebbe essere presente in aula nella prossima udienza

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Assolti 2 dirigenti di Attiva spa denunciati da un dipendente

Assolti perché il fatto non sussiste, dall'accusa di abuso di ufficio, Massimo Del Bianco e Pierluigi Montebello, direttore e responsabile del personale di Attiva Spa. I due dirigenti della società operante nel settore dei rifiuti erano accusati anche di truffa, ma il gup del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, ha giudicato l'imputazione non procedibile per difetto di querela. Al centro della vicenda, risalente al 2014, una presunta truffa ispirata dai due imputati, assistiti dall'avvocato Vincenzo Di Girolamo. I due imputati hanno sempre respinto le accuse, riferendo che il dipendente aveva subito un provvedimento disciplinare gravissimo e che fino a quel momento si era assentato dal posto di lavoro già numerose volte, e che per questo era stato anche sottoscritto un accordo davanti alla Commissione Provinciale del Lavoro, al quale il dipendente non si sarebbe mai opposto e che non prevedeva il reintegro

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Riqualificazione di via Roma, assegnati i lavori a Montesilvano

 

Assegnati i lavori per la riqualificazione di via Roma, la gara è stata aggiudicata con un ribasso del 19,80 per cento. L’importo complessivo è di circa 170 mila euro. L’inizio dell’intervento è previsto a breve, appena le condizioni meteo lo permetteranno.

La via in pieno centro che congiunge piazza Diaz con la nazionale e in prospettiva la stazione ferroviaria avrà una veste completamente rinnovata, con l’eliminazione delle barriere architettoniche e di tutti i dislivelli attualmente esistenti.

«La riqualificazione è un passo fondamentale per il rilancio del centro cittadino», spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Valter Cozzi, «via Roma congiunge piazza Diaz con corso Umberto ed è il biglietto da visita di Montesilvano da chi, per esempio, esce dalla stazione ferroviaria. Il nuovo volto che riusciremo a darle con questi lavori la riscatterà da una situazione attuale che è, sinceramente, disastrosa. Tutta la zona centrale, inoltre, è strategica per la possibilità di individuare la Zona franca che, come nelle altre aree individuate, porterà all’esenzione totale della Tari per i primi due anni di attività in caso di apertura di nuove imprese».

Il progetto prevede il rifacimento della carreggiata e dei marciapiedi che, contrariamente allo stato attuale, dove la strada è posta a una quota inferiore di circa 17 centimetri, saranno posti alla stessa quota. Sulla strada sarà steso uno strato di “tappetino” di 5 centimetri di spessore, stampato a forma di mattoncino. Sui marciapiedi, dopo aver rimosso l'attuale pavimentazione in profido, sarà realizzata la nuova pavimentazione in cemento stampato di 15 centimetri di spessore, effetto marmo. Sono anche previste opere per la sistemazione delle alberature esistenti.

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Crollo hotel Rigopiano, le telefonate di richiesta di soccorso erano state due

Sono due le chiamate di soccorso arrivate alla Prefettura di Pescara il 18 gennaio del 2017, prima che l'Hotel Rigopiano di Farindola venisse travolto da una valanga. La prima telefonata e' quelle delle 11.38 ed e' riconducibile al cameriere Gabriele D'Angelo, una delle 29 vittime, la seconda e' partita alle 15 ed e' riconducibile ad un amico della vittima. E' quanto emerge dall'informativa conclusiva dei carabinieri forestali di Pescara relativa alle analisi del cellulare di Gabriele D'Angelo, depositata nell'ambito delle indagini sulla tragedia di Rigopiano. L'accertamento e' stato disposto a seguito di ulteriore esposto presentato dall'avvocato Emanuela Rosa, legale della famiglia D'Angelo. Dagli accertamenti e' emerso che nessuna omissione fu fatta dai responsabili del Coc di Penne e della Croce Rossa in merito al brogliaccio in cui era annotata la frase "Hotel Rigopiano Evacuazione", poiche' tali organi di Protezione Civile non erano deputati a gestire tale emergenza. Anzi, lo stesso Gabriele D'Angelo, volontario della Croce Rossa ed ex militare, aveva perfettamente cognizione che tale situazione d'emergenza doveva essere segnalata direttamente alla Prefettura. Infatti, continuano i forestali nell'informativa, Gabriele D'Angelo, dopo che alle ore 11.31 aveva ricevuto via whatsapp il numero del centralino della Prefettura dal Responsabile della Croce Rossa di Penne, per ben otto volte, dalle 11.32 alle 11.37, provo' a contattare il centralino. Alle ore 11.38 riusci' a parlare con la Prefettura di Pescarachiedendo l'invio di mezzi di soccorso. Dalle ore 14.30 in poi, D'Angelo sollecito' un suo amico della Croce Rossa che si trovava presso il Coc di Penne a contattare nuovamente la Prefettura. L'amico prima gli rispose con un messaggio whatsapp: "La Prefettura non risponde, naturalmente chiamero' di continuo per ora non so dirti di più". Poi alle 14.48, come e' emerso dai tabulati telefonici della Prefettura di Pescara, l'amico di D'Angelo riusci' a parlare per quattro minuti con un operatore della Prefettura e chiese l'invio di mezzi spazzaneve per liberare la strada, ma anche questa segnalazione cadra' nel vuoto.

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Legnini replica a Lega e 5 Stelle

"L'attacco che mi viene rivolto dalla Lega abruzzese e dal Movimento 5 Stelle è chiaramente strumentale. Non c'è alcuna grana che mi riguardi e a scriverlo è lo stesso Giudice delle indagini preliminari nell'ordinanza di arresto di due magistrati pugliesi". Lo afferma Giovanni Legnini, candidato alla presidenza della Regione Abruzzo. 

Legnini, annota il Gip nell'ordinanza pubblicata oggi dall'Ansa, "non era previamente informato o comunque a conoscenza" della presenza di uno dei due Giudici indagati e del suo amico imprenditore alla cena alla quale ero stato invitato.

"E se avessi saputo della loro presenza, certamente non sarei andato a quella cena privata con 30 persone a casa di un mio ex collaboratore. Peraltro, come risulta dagli atti di indagine, trattai con molta freddezza il magistrato in questione, nei cui confronti pendeva un procedimento disciplinare, proprio perché irritato dal suo tentativo di avvicinarmi. Ciò riferii quale testimone alla Procura di Firenze che stava svolgendo le indagini.  La vicenda, per quel che mi riguarda, si è chiusa lì.  Si tratta di una notizia vecchia, già nota e chiarita sette mesi fa ed ora la Lega intende cavalcarla e strumentalizzarla solo per ragioni elettorali, non avendo altro cui aggrapparsi, logicamente anche il Movimento 5 Stelle si è accodato e questo si commenta da sé".

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Abusivismo edilizio, demolito magazzino su via Di Vittorio a Montesilvano

Prosegue l’attività della polizia municipale di Montesilvano nel contrasto all’abusivismo edilizio. Questa mattina è stata effettuata la demolizione d’ufficio di una casetta di legno, adibita a magazzino, costruita abusivamente in un’area vicina alle case popolari di via Di Vittorio, con addebito della spesa al proprietario della costruzione.

«Per lunghi anni – sottolinea l’assessore alla polizia locale Valter Cozzi -  l’abusivismo edilizio ha imperversato senza alcun controllo. Il risultato è quello di vedere sul territorio manufatti, garage o recinzioni costruite selvaggiamente su aree pubbliche senza alcuna autorizzazione. Nei mesi scorsi dopo una serie di incontri tra il sindaco Maragno, carabinieri e Prefettura, abbiamo intrapreso questo percorso di ripristino della legalità anche in questo ambito. Gli uffici di polizia municipale hanno quindi provveduto a notificare diverse ordinanze di demolizione, emesse dall’Ufficio Urbanistico, sezione abusivismo edilizio. In moltissimi casi lo smantellamento delle strutture è stato effettuato direttamente dai proprietari. Nel caso del magazzino di via Di Vittorio, il responsabile ha provveduto a rimuovere la casetta di legno, lasciando invece la base di cemento che aveva realizzato e che questa mattina, secondo i tempi stabiliti nell’ordinanza, è stata smantellata dalla polizia locale. Proseguiremo -  conclude Cozzi - nel controllo sia di nuovi abusivismi che nell’accertamento dell’ottemperanza delle ordinanze già emesse». 

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