Cronaca

Grande successo alla seconda edizione del Carnevale in Maschera 2018 a Montesilvano

«Una seconda edizione divertente e festosa. Un’affluenza di circa 1700 persone che segna il successo anche quest’anno della manifestazione». È più che positivo il bilancio tracciato dall’assessore agli Eventi, Ottavio De Martinis, della seconda edizione del “Carnevale in Maschera 2018”, organizzato dal Comune di Montesilvano. Ieri il Pala Dean Martin ha aperto le sue porte alle famiglie montesilvanesi per un pomeriggio pieno di coriandoli, colori e tanto divertimento.  La manifestazione, presentata dalla giornalista di Rete 8 e Sky Sport e conduttrice tv Grazia Di Dio, è stata animata da laboratori, giochi gonfiabili, zucchero filato e popcorn. Nel corso del pomeriggio sono state incoronate anche “Le Mascherine più Belle”. Due le categorie di concorso: la prima, per i bambini fino ai 5 anni ha visto trionfare “Il contadino e le sue Gallinelle”, secondo posto per uno speciale “Barattolo di Nutella” e poi al terzo posto un dolcissimo “Popcorn”. Nella categoria dai 6 ai 12 anni la medaglia di bronzo è andata al “Vichingo”, d’argento per “La Differenziata” e al primo posto “Pippi Calzelunghe”.

I costumi più belli sono stati decretati da una giuria composta dall’imprenditore Giovanni Cacciamano, da Marzia Falcone editore della rivista “La Dolce Vita”, Paola Ballarini dell’associazione “Europa 2.0” e Mara Di Nucci dell’associazione “Montesilvano nel Cuore”.

«Tutti i bambini che hanno partecipato alla sfilata – specifica De Martinis -  avevano vestiti bellissimi. Quelli premiati sono stati particolarmente originali e divertenti. Anche quest’anno il Carnevale in Maschera ci ha regalato belle soddisfazioni, confermando il Pala Dean Martin come un nuovo polo aggregativo per la città. Anche la partecipazione dei genitori con i loro costumi ci stimola ad organizzare iniziative ancora più ampie che coinvolgeranno anche un pubblico più adulto».

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Processo ‘Isola felice’, nuovo rinvio a Pescara

Nuovo rinvio per difetti di notifica, dopo quello dell'ottobre scorso, questa mattina in tribunale a Pescara, nell'ambito del maxi processo, con giudizio immediato, scaturito dall'operazione 'Isola felice', condotta da carabinieri e Direzione distrettuale antimafia nel settembre del 2016, in merito alla penetrazione criminale della 'ndrangheta in Abruzzo e in particolare nell'area Vastese. Sono 108 gli imputati coinvolti nel processo, che si basa su un dossier di oltre 600 pagine. Nel 2016 furono eseguite 25 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso e sequestrati oltre 300 chilogrammi di droga, insieme a fucili, mitragliatori, pistole e munizioni. Alla base delle indagini, il sequestro avvenuto nel 2010 a Pescara e da qui la competenza territoriale del tribunale del capoluogo adriatico. Le indagini successive consentirono ai carabinieri di scoprire un fiorente traffico di cocaina tra Italia e Sud America e di individuare una raffineria che l'organizzazione criminale aveva realizzato in un'abitazione di San Salvo, dove fu scoperto anche un deposito di armi. Dopo i primi colpi inferti dalle forze dell'ordine, alcuni componenti dell'organizzazione iniziarono a collaborare, consentendo ai carabinieri di fare luce sulla ramificazione di un'articolata organizzazione criminale con basi operative nel Vastese e nel litorale molisano, ma anche a Pescara e L'Aquila, operante sotto il diretto controllo del clan Ferrazzo. Secondo il pm della procura dell'Aquila, Stefano Gallo, gli esponenti del clan, che aveva al vertice Eugenio Ferrazzo e il padre Felice Ferrazzo, avrebbero avuto "un ruolo fondamentale nei tentativi di espansione della 'ndrangheta nel resto d'Italia". Il tribunale collegiale, presieduto dal giudice Rossana Villani, ha aggiornato l'udienza al prossimo 2 luglio, rinnovando le notifiche, non andate a buon fine, nei confronti di due imputati, piu' un terzo rispetto al quale e' stata pero' disposta una verifica del presunto difetto di notifica.

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Va in caserma per pagare una multa con la cocaina in tasca

Convocato per la contestazione di una contravvenzione al codice della strada nella sede del Distaccamento di Polizia Stradale, viene arrestato perche' in tasca aveva cocaina. Il protagonista della vicenda e' un 60enne di Mosciano Sant'Angelo che una volta all'interno della caserma, e' stato perquisito dagli agenti, insospettiti dal suo atteggiamento: nascondeva circa mezzo grammo di cocaina, quanto bastava per estendere la verifica alla sua abitazione. Qui sono stati rinvenuti anche 20 grammi di eroina suddivisi in 22 dosi, 21 grammi di hashish in vari pezzi, un altro grammo di cocaina e materiali per il confezionamento delle dosi, oltre a 250 euro in banconote di piccolo taglio. 

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Si avvia alla conclusione il processo per la presunta truffa con le azioni Tercas

Si avvia alla conclusione il processo per la presunta truffa con le azioni Tercas, azioni che, secondo l'accusa, sarebbero state vendute prospettandole ai clienti come un'operazione di pronti contro termine. Nella prossima udienza, fissata per il 26 febbraio, sara' in aula l'ex responsabile pro-tempore dell'area finanza, che ha annunciato la volonta' di sottoporsi all'esame dell'imputato. Questa mattina sul banco dei testimoni sono saliti un ex dipendente della banca, citato dalla pubblica accusa, e un imprenditore citato dalla difesa

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Omicidio Monteodorisio, sopralluogo del Ris

A distanza di otto giorni dal ritrovamento privo di vita di Antonio Lizzi, 69 anni pensionato, con le caviglie e i polsi legati nella sua abitazione in contrada Marracola a Monteodorisio, sono giunti i Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche. Il sopralluogo dello speciale reparto investigativo dell'immobile e delle pertinenze è stato richiesto dal procuratore della Repubblica di Vasto Giampiero Di Florio al fine di dare un nome e un volto all'assassino che ha provocato la morte di Lizzi per "asfissia meccanica violenta da compressione toracica", come rilevato dall'autopsia eseguita a Chieti lo scorso 6 febbraio da Pietro Falco, responsabile del servizio di medicina legale dell'Asl 02 Abruzzo. I carabinieri del Ris inizieranno le loro analisi cominciando dal Fiat Fiorino, parcheggiato in maniera anomala nel vialetto d'ingresso della casa dei campagna, utilizzato dal pensionato nei suoi quotidiani spostamenti. 

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Donna uccisa in Abruzzo, l’arrestato non risponde ai pm

"Si e' avvalso della facolta' di non rispondere in quanto aveva gia' fornito agli inquirenti la sua versione dei fatti dichiarandosi estraneo all'accaduto". Lo ha detto l'avvocato Paolo Frani, legale di fiducia di Andrei Feru, romeno di 52 anni, accusato dell'omicidio di Iuliana Catalin Bucataru, romena di 38 anni, all'esito dell' interrogatorio di garanzia che si e' svolto in carcere ad Avezzano. La donna era stata trovata esanime il 5 novembre scorso, in un'abitazione di Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli dove prestava servizio ad un anziano come badante.

"Il prossimo passo - ha concluso l'avvocato - sara' quello di impugnare l'ordinanza davanti al Tribunale del riesame dell'Aquila". All'epoca dei fatti, in un primo momento, si era pensato ad un fatale incidente domestico. La donna mori' due giorni dopo in ospedale. In seguito all'indagine, condotta dal pm Maurizio Maria Cerrato, e' scattato l'arresto nei confronti dell'uomo accusato di omicidio volontario. 

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Bimba di tre mesi trasferita da Chieti al Gemelli di Roma

Una bimba di tre mesi, giunta all' ospedale di Chieti, poco dopo le 11 di questa mattina e' stata trasferita con l'elisoccorso del 118 di stanza a Pescara, all' ospedale Gemelli di Roma, e, si e' appreso, ricoverata nel reparto di Neurochirurgia del nosocomio romano. La bimba di Ari avrebbe sbattuto la testa dopo una caduta, secondo le prime sommarie informazioni. Del fatto si interessano i Carabinieri di Villamagna

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Chieti ricorda i martiri delle Foibe

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio questa mattina nel corso di una cerimonia, ha deposto unitamente a due studenti una corona d'alloro in largo Martiri delle Foibe, un'area verde che ricorda le vittima delle foibe e la cui intitolazione fu approvata in Consiglio comunale nel marzo del 2016. Alla commemorazione hanno preso parte l'esule istriana Magda Rover, il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, il vicesindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, gli assessori del Comune di Chieti Mario Colantonio, Emilia De Matteo, Raffaele Di Felice, Maria Rita Salute, gli alunni delle classi IV C, IV D e V B della Scuola primaria di via Amiterno accompagnati dalle docenti, i rappresentanti del ''Comitato 10 Febbraio'', e le associazioni delle Forze Armate, di Polizia e di Soccorso. ''E' doveroso ricordare, e' doveroso testimoniare, e' doveroso onorare le tante vittime italiane che, in quella brutta pagina della storia del nostro Paese, furono massacrate dalle truppe teatine - ha detto Di Primio - commemorare e' un modo per insegnare ai nostri giovani il rispetto e la lealta', un monito affinche' certe cose non si ripetano mai piu'. Lo facciamo oggi con le vittime delle Foibe - ha detto ancora Di Primio - lo abbiamo fatto qualche settimana fa con le vittime dell' Olocausto. Non esiste nessuno che possa difendere quanto tragicamente accaduto, oggi esistono solo uomini e donne impegnate a lottare contro il male''. 

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Pornografia minorile, le perquisizioni avvenute anche in Abruzzo

Operazione contro la pornografia minorile della procura Distrettuale di Catania, condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni etnea, e conclusasi con l'esecuzione di perquisizioni in varie citta' d'Italia ed il sequestro di numeroso materiale informatico. Sei le persone indagate per divulgazione di immagini e video pedopornografici. L'indagine e' stata avviata dalla Polizia Postale di Catania a seguito di una segnalazione dell'associazione Meter che indicava la presenza sulla Rete di un forum che rinviava ad uno spazio virtuale contenete un archivio di migliaia di video/foto di pornografia minorile denominato "La Bibbia 3.0".

All'interno dell'archivio i file erano minuziosamente catalogati in cartelle. Il creatore del forum invitava gli utenti a immettere altri file di simile contenuto: "carica una cartella contenente video e foto (preferibilmente le ragazze devono essere minorenni)". Le investigazioni informatiche hanno consentito di individuare il presunto creatore del forum, successivamente chiuso, residente in provincia di Napoli, nonche' gli altri cinque soggetti che avevano diffuso tramite altre piattaforme web, tra cui anche servizi di file sharing, il predetto archivio informatico. Presenze del vasto archivio informatico sono state rinvenute anche sul Deep Web. Le perquisizioni sono state compiute presso le residenze degli indagati nelle provincie di Napoli (3), Bologna (1), Chieti (1) e Lecce (1). 

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Importavano cocaina dal Sudamerica, due arresti 

Gli agenti della Squadra Mobile di Teramo hanno arrestato due italiani e notificato la misura dell'obbligo di dimora ad una donna colombiana nell'ambito di un'indagine che ha permesso di scoprire un'attivita' di importazione di cocaina pura dal Sudamerica. Le fonti di prova che hanno permesso di accertare l'esistenza, nel territorio della provincia di Teramo, di una ben organizzata attivita' di importazione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina sono consistenti ed hanno preso le mosse dall'arresto di un italiano residente nel territorio della provincia di Teramo all'aeroporto di Roma-Fiumicino con al seguito una valigia contenente circa cinque chilogrammi di cocaina purissima. Le complesse attivita' investigative, comprensive anche di attivita' tecniche di intercettazione telefonica su alcune utenze e di intercettazione ambientale operata a bordo di automezzi in uso ad alcuni degli indagati, consentivano di individuare gli organizzatori dell'importazione dello stupefacente. Nel corso dell'attivita' investigativa si accertava, dunque, che il gruppo criminale, con la collaborazione di alcune persone dimoranti in Peru', era in grado di contrattare l'acquisto per la successiva importazione dal Sudamerica di partite di cocaina. 

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