Cronaca

Vertice in Procura a Lanciano sull’aggressione in villa

Le indagini sulla rapina in villa a Lanciano, in cui, all'alba di domenica 23 settembre, il chirurgo Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan sono stati brutalmente picchiati e lei mutilata ad un orecchio, si concentrano su frammenti di video ripresi dalle telecamere della Ubi Banca, in via per Fossacesia. Nelle immagini - si apprende - si vedono due dei quattro banditi incappucciati che stanno utilizzando le carte di credito sottratte al medico dal quale, mentre lo picchiavano con pugni e calci, si sono fatti fornire i codici pin, di cui il medico, ne ne ha ricordati due su tre. In un altro filmato la Polizia avrebbe identificato un'auto sospetta su cui si stanno facendo accertamenti. Il punto sulle indagini è stato di nuovo fatto in un vertice alla Procura di Lanciano.

Dopo la brutale aggressione nella villa del chirurgo Martelli a Lanciano sono stati ascoltate le persone che hanno subito lo stesso colpo. "Gli inquirenti per mesi mi hanno detto che con i pochi indizi raccolti non c'era molto da fare: hanno escluso tutti i nostri dna, erano tutti incappucciati, qui da me non c'erano telecamere quindi sono mesi che non so nulla". E' lo sfogo di Domenico Iezzi, il 73enne commerciante di San Vito che il 26 marzo scorso fu brutalmente percosso e rapinato e a cui i banditi hanno tagliato un dito. "Da allora - dice ancora Iezzi - non ho saputo niente della mia vicenda, per qualche mese si è vista qualche pattuglia dei carabinieri, adesso neanche più quella".

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Controlli dei carabinieri del Nas negli allevamenti e negli agriturismi

Allevamenti e agriturismi sono stati oggetto di ispezioni dei Carabinieri del Nas di Pescara, che hanno accertato carenze e irregolarità in strutture del Teramano e del Chietino. In provincia di Chieti è stato chiuso un agriturismo in cui sono state accertate gravi carenze igienico sanitarie. In provincia di Teramo, i militari, in collaborazione con il Servizio Iapz della Asl, sono intervenuti in un insediamento zootecnico di bovini da latte: gli ispettori hanno documentato gravi carenze igienico sanitarie nel locale di raccolta del latte, invaso da sciami di mosche, e negli ambienti di stabulazione degli animali, interessati da presenza abbondante di letame e inidoneità delle lettiere. In provincia di Chieti, i Nas hanno sottoposto a vincolo sanitario più di 200 bovini privi di marche auricolari, in attesa della documentazione. Nell'annesso ristoro accertate gravi carenze igieniche e strutturali e diversi chili di alimenti non rintracciabili sono stati avviati alla distruzione.

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Mezzo pesante in fiamme, chiusa per un’ora l’autostrada A14

Riaperto dopo circa un'ora il tratto dell'autostrada A14 compreso tra i caselli di Pescara Ovest-Chieti e Pescara Sud-Francavilla che era stato chiuso in direzione Sud a causa dell'incendio di un mezzo pesante. Le fiamme si erano poi estese alla vegetazione che costeggia la carreggiata. Il rogo è stato domato dai Vigili del Fuoco di Chieti e Pescara, intervenuti insieme al personale di Autostrade e alla Polizia stradale. Non ci sono feriti. Al termine delle operazioni di bonifica e ripristino, il tratto è stato riaperto. L'intervento è stato coordinato dal Centro operativo autostradale (Coa) di Città Sant'Angelo

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Processo Mare – Monti, nuova udienza

Disposto l'accompagnamento coattivo per Giuseppe Cantagallo, il supertestimone del processo Mare-monti, indagato per tentata estorsione ai danni dell'ex governatore Luciano D'Alfonso, con l'accusa di avere chiesto 130mila euro a questo ultimo per non rendere la propria testimonianza. Cantagallo, in occasione della scorsa udienza, inviò un certificato medico, mentre questa mattina non si è presentato in aula, davanti al tribunale collegiale di Pescara, e non avrebbe giustificato la propria assenza.

Tra gli imputati, inizialmente, figuravano lo stesso D'Alfonso e gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto. Dopo l'intervenuta prescrizione, sono rimasti in piedi solo gli illeciti amministrativi, che chiamano in causa le imprese gestite dal gruppo Toto e da Carlo Strassil. Nel frattempo D'Alfonso e Carlo Toto hanno rinunciato alla prescrizione, ottenendo la piena assoluzione dalla Corte d'Appello dell'Aquila.

Sono stati ascoltati altri due testimoni, Lucio Pulini, all'epoca dei fatti direttore del Consorzio di bonifica, che ha riferito sul progetto esecutivo, da lui redatto, in seguito al progetto di spostamento della statale 81, che interferiva con opere del Consorzio di bonifica, da parte dell'Anas.

Dopo di lui è stata la volta di Loredana Lambertucci, all'epoca dei fatti collaboratrice di Carlo Strassil, che ha confermato di avere visionato, nel corso della sua attività, alcuni documenti comprovanti l'esistenza di conti in Lussemburgo riferibili a Strassil. Infine è stata acquisita una perizia grafologica. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 15 gennaio, quando saranno ascoltati gli ultimi testimoni dell'accusa. Sarà certamente necessaria anche un'altra udienza per acquisire le testimonianze precedentemente acquisite dal collegio, in altra composizione. 

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Processo Aca, Livello: la situazione era critica

"Era una guerra, una situazione di criticità generale, con molte aziende sull'orlo del fallimento e ogni giorno c'era qualcuno che veniva da noi per sollecitare i pagamenti". Lo ha detto Lorenzo Livello, direttore tecnico dell'Aca, imputato nel processo sulle presunte tangenti negli appalti affidati dall'azienda di gestione del servizio idrico, durante l'esame che si è tenuto questa mattina davanti al tribunale collegiale di Pescara. Ha rinunciato all'esame, invece, l'altro imputato, Ezio Di Cristofaro, ex presidente dell'Aca, che non si è presentato in aula. Livello, sollecitato dalle domande del pm Anna Rita Mantini, Livello ha confermato di essere stato Responsabile unico del procedimento per la gran parte degli appalti e di avere redatto le liste delle aziende da invitare alle gare.

"Le ditte da invitare - ha detto in aula Livello - venivano selezionate da un elenco di circa 450 aziende, in regola con i requisiti e scelte di volta in volta nel rispetto del criterio della rotazione, ma anche della casualità, poiché poteva accadere che dovessi apportare delle correzioni".

Il direttore tecnico dell'Aca, sollecitato dall'accusa, ha negato di avere favorito in alcun modo l'imprenditore Claudio D'Alessandro, che nell'ambito dello stesso procedimento ha scelto di patteggiare, confermando l'esistenza di un sistema di tangenti e gare truccate, e sostenendo di essere stato costretto a pagare per non essere escluso dall'aggiudicazione degli appalti. Livello ha detto di non sapere che diverse aziende, invitate a partecipare ad una gara nel 2011, fossero riconducibili a D'Alessandro e di non sapere come mai lo stesso D'Alessandro fosse in possesso della tabella con l'elenco delle aziende che avrebbero dovuto ruotare.

"Non escludo che sia entrato nel mio ufficio quando non c'ero - ha affermato il direttore tecnico dell'Aca - e che abbia fatto delle fotocopie abusivamente". Livello ha detto di avere incontrato Claudio D'Alessandro "solo una volta, sotto al bar dell'ufficio, per un caffè, mentre un'altra volta gli chiesi se aveva un operaio libero, in quanto mia suocera aveva bisogno di un intervento, ed effettivamente mandò una persona a fare dei lavori".

Livello, infine, ha affermato di "non avere mai ricevuto alcun suggerimento da Di Cristoforo" per formare le liste con i nomi delle aziende da invitare. Nella prossima udienza, fissata per il 21 gennaio, avrà inizio la discussione.

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Maltempo, voli dirottati a Ciampino

A causa del forte vento che si sta abbattendo sull'Abruzzo e nella zona dell'aeroporto di Pescara, il volo Ryanair proveniente da Varsavia, con arrivo previsto alle 14.20, è stato dirottato sull'aeroporto di Ciampino, mentre quello diretto nella capitale polacca è stato cancellato dal vettore. Il velivolo arrivato dalla Polonia ha tentato l'atterraggio nel capoluogo adriatico, ma, viste le condizioni meteorologiche, si è optato per il dirottamento nella Capitale. I viaggiatori raggiungeranno Pescara in autobus. La Saga, società di gestione dello scalo abruzzese, sta invece prestando assistenza ai passeggeri del volo cancellato

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Resta in prognosi riservata il chirurgo assalito in casa a Lanciano

E' ancora in prognosi riservata, a causa di un gravissimo trauma cervicale, il dottor Carlo Martelli di Lanciano, sequestrato e picchiato ieri nella sua villa insieme alla moglie Niva Bazzan a cui hanno parzialmente tagliato il lobo dell'orecchio destro con una piccola roncola. La donna dal servizio multidisciplinare del Pronto Soccorso è ora ricoverata all'Utic per controlli cardiaci. Nelle prossime ore, al termine di ulteriori esami diagnostici per entrambi i feriti, è previsto un bollettino medico che sarà diramato dalla direzione sanitaria dell'ospedale Renzetti di Lanciano.

Il dottor Carlo Martelli sarà sottoposto ad ulteriori indagini diagnostiche per verificare se possono esserci sviluppi sul grave trauma cervicale che ha subito a seguito dei ripetuti pugni ricevuti dai rapinatori. L'esame è importante in quanto nel canale cervicale transitano tutti i nervi e i chirurghi vogliono accertare che non ci siano compromissioni che possano causare eventuali danni neurologici. Nel frattempo gli uomini della Scientifica di Ancona continuano a passare al setaccio la villa e le due auto della famiglia Martelli che i banditi hanno utilizzato per fare dei prelievi con delle carte di credito. Si cercano inoltre, anche attraverso il luminol, le impronte digitali e tracce biologiche lasciate dai malvivent

 "E' stato come un film dell'orrore quanto accaduto e provo una grande sofferenza interiore e se ci ripenso ogni tanto mi viene da piangere", ha detto Carlo Martelli nel letto del reparto chirurgia. "Io e mia moglie eravamo convinti che saremmo stati fatti fuori per questo non ho pensato cosa conservare in mente per poi riferirlo. L'assalto dei rapinatori è stato fatto con una violenza di principio, stile militare. Tornerò in quella casa perché è la mia casa ed è confinante con l'abitazione della mia famiglia di origine. Se avessi la possibilità di prendere misure di difesa di certo non acquisterei mai un'arma per sparare a qualcuno per difendermi. Non ne sono capace. Una pistola la prenderei solo per fare il tiro al piattello. Se avessi avuto in casa una pistola in quelle condizioni entrambi legati mani e piedi, certo non avrei potuto prenderla e se l'avessero trovata probabilmente sarebbero stati loro a sparare a noi. L'unico malvivente che ha parlato, con un discreto accento italiano, era sanguinario e il più violento di tutta la banda. E' stato lui a tagliare l'orecchio a mia moglie dopo avermi tirato l'ennesimo pugno che mi ha tramortito per questo non ho visto il momento dell'amputazione e solo successivamente quando mi sono ripreso ho visto il sangue zampillare dal viso di mia moglie. Un altro dei rapinatori è stato invece più gentile avendo preso una bottiglia d'acqua e due bicchieri per poterci dissetare. Io non l'ho presa perché non riuscivo a deglutire mentre mia moglie è stata imboccata da lui".

Intanto si è svolto un vertice alla Procura di Lanciano coordinato dal Procuratore Capo Mirvana Di Serio: al summit investigativo partecipano gli uomini dello Sco giunti da Roma e i dirigenti della Questura di Chieti e Commissariato di Lanciano. La polizia sta analizzando anche i filmati delle telecamere in entrata e uscita da Lanciano. Si sta analizzando l'auto Yaris della moglie di Martelli utilizzata per fare i prelievi al bancomat e la Fiat Sedici del dottor Martelli con cui i rapinatori sono fuggiti e ritrovata ieri sera in contrada Serre di Lanciano via di fuga verso la Val di Sangro e il casello A 14

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Rimproverato per un ritardo colpì il collega con la mazza da baseball

Un 34enne di Casoli accusato di lesioni personali per aver colpito con una mazza da baseball un collega di lavoro è stato condannato dal giudice del Tribunale di Chieti Andrea Di Berardino a un anno e 6 mesi e a una provvisionale di 2.000 euro. Il fatto sarebbe avvenuto in occasione di un cambio turno di lavoro in fabbrica la notte del 31 agosto 2016. Secondo quanto emerso dal processo, a scatenare la reazione dell'uomo sarebbe stato il rimprovero del collega, che nel processo si è costituto parte civile, per essere arrivato tardi al lavoro. Il 34enne, interrogato in aula, ha invece sostenuto che si è trattato di una colluttazione e di non aver avuto nulla in mano, ma di aver usato solo calci e pugni. L'uomo è stato condannato a risarcire i danni alla parte civile in separato giudizio e a versare una provvisionale di 2.000 euro. 

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Crac bancari, parte la procedura per il ristorno ai risparmiatori

Avviata la procedura per la richiesta di ristoro da parte dei risparmiatori danneggiati che hanno perso i propri soldi investendo in titoli emessi dalle banche poste in risoluzione a fine 2015 (Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti) e in liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017 (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, anche per titoli delle controllate Banca Nuova e Banca Apulia). Lo rende noto la Consob, sul cui sito sono stati pubblicati in home page l'avviso e il modulo per fare domanda. La norma contenuta nel decreto 'Milleproroghe' ha consentito l'avvio della procedura. A beneficiarne sono i risparmiatori che hanno già presentato ricorso all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) e che abbiano ottenuto o otterranno entro il 30 novembre una decisione a loro favorevole. Il rimborso è pari al 30% del danno liquidato dall'Acf, con un tetto massimo di 100mila euro.

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Controlli dei carabinieri del Nas sui servizi ambulanze

Controlli dei Carabinieri del Nas di Pescara, in Abruzzo, nel settore sanitario e, in particolare, in quello dei servizi ambulanze. I militari hanno individuato due mezzi non in regola, uno all'Aquila e l'altro nel Chietino. Nel capoluogo di regione sono state accertate anche carenze nella sede dell'associazione proprietaria del mezzo. Le criticità sono state segnalate alle competenti autorità sanitarie. Nel dettaglio, all'Aquila, nel corso di un'ispezione in un'associazione che si occupa del servizio di trasporto infermi, sono state accertate carenze igienico-sanitarie e strutturali nei servizi igienici della struttura della sede, nonché l'utilizzo di un mezzo di trasporto non sottoposto a periodica revisione. Il presidente dell'associazione è stato segnalato all'autorità sanitaria e sanzionato per l'irregolare tenuta del veicolo che i militari hanno sottoposto a fermo amministrativo. In un centro della costa del Chietino, invece, nella sede di un'associazione che opera in convenzione con il 118 è stata trovata un'ambulanza che non aveva le dotazioni previste dalla normativa regionale e in materia di sicurezza. Il veicolo, inoltre, aveva gli pneumatici usurati. Le carenze riscontrate sono state segnalate all'autorità sanitaria e, in collaborazione con i Carabinieri del Comando provinciale di Chieti, è scattata la contravvenzione per violazione al Codice della strada. I controlli, che si stanno svolgendo in tutta la regione, sono eseguiti a garanzia sia degli operatori sanitari sia dei pazienti: vengono verificate le dotazioni di bordo delle ambulanze, i farmaci, i presidi sanitari e i dispositivi di sicurezza, come gli estintori, oltre allo stato dei veicoli.

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