Cronaca

Scontri durante il processo agli anarchici a Teramo, feriti tre agenti

Attimi di tensione davanti al Tribunale di Teramo, dove si celebrava il processo a due anarchici accusati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale in relazione alla vicenda dell'esposizione, nel 2016, di uno striscione con la scritta "assassini" durante il concerto della banda della polizia di Stato in piazza Buozzi a Giulianova nel giugno del 2016. Fuori al tribunale si era infatti radunato un gruppetto di circa una ventina di anarchici, tra i quali anche dei minorenni. Qui si sono registrati degli scontri con gli agenti che hanno caricato i presenti, in risposta al grido di insulti e sputi. Tre agenti sono rimasti lievemente feriti mentre uno degli anarchici e' stato fermato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il gruppetto degli anarchici si e' poi ritrovato al passaggio del blindato della polizia durante il trasferimento al carcere di Teramo di uno degli imputati.

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Rapino (PD): alla prima prova dei fatti, il Movimento 5 Stelle ha sbugiardato se stesso

Questa mattina, presso la sede del PD Abruzzo (a Pescara in via Lungaterno sud, 76), si è svolta la conferenza stampa per presentare e informare sull’esito della votazione del decreto terremoto. Erano presenti: Marco Rapino, Segretario Pd Abruzzo, e i parlamentari del Pd Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro.

“Alla prima prova dei fatti, il Movimento 5 Stelle ha sbugiardato se stesso e quanto dichiarato durante i mesi di campagna elettorale, tradendo senza scusanti gli abruzzesi – ha esordito Rapino -. Oggi, se possiamo affermare che dei passi in avanti sono stati fatti per le popolazioni colpite dal terremoto, è solo grazie al governo Gentiloni e all’impegno e al buon senso dei nostri parlamentari, che hanno garantito il loro sostegno al decreto. Ma molto poteva ancora essere fatto, se la maggioranza in Parlamento non avesse remato contro gli abruzzesi”.

Ad illustrare nel dettaglio quanto accaduto ieri a Roma, D’Alessandro: “È necessario ripercorrere le tappe che hanno portato all’approvazione di questo decreto per comprendere cosa è davvero accaduto. Il Governo Gentiloni, sul finire del mandato, ha preparato il decreto terremoto, rimandando, con grande correttezza istituzionale, molte scelte di natura politica, economica e strategica al governo che sarebbe subentrato di lì a poco. Lo ha fatto anche perché, in tutti questi mesi, M5S e Lega hanno sempre attaccato il documento di Gentiloni, dichiarando di avere in tasca grandi soluzioni per le aree terremotate. Invece, in aula ci siamo trovati a votare esattamente il decreto Gentiloni, senza alcuna modifica, senza alcuna novità e senza nuovi Comuni inseriti nel cratere. Come opposizione, quindi, abbiamo presentato circa 200 emendamenti, alcuni dei quali anche a costo zero, come la semplificazione normativa, ma sono stati tutti bocciati. Sappiamo bene che i parlamentari abruzzesi della Lega, quindi del sud, per loro assurde logiche interne, contano poco, ma dai grillini ci aspettavamo un sussulto di dignità, che purtroppo non è avvenuto e, a farne le spese, saranno le popolazioni del nostro territorio”.

“La bocciatura dei nostri emendamenti è un fatto grave e illogico – ha aggiunto Pezzopane -, segno di una profonda debolezza politica. L’attività parlamentare che abbiamo condotto è stata, comunque, molto intensa e ci ha permesso di porre le basi per importanti iniziative nelle aree terremotate. Purtroppo, però, ad oggi ciò che abbiamo ottenuto è l’approvazione di un decreto con risposte insufficienti alle mutate esigenze, scritto volutamente così dal governo Gentiloni per permettere al nuovo parlamento subentrante di apportare tutte le modifiche che riteneva opportune. Ovviamente, abbiamo votato questo decreto perché ci sono cose positive, ma il silenzio imbarazzante con cui sono stati bocciati i nostri emendamenti non ha giustificazioni. Adesso cercheranno di mescolare le carte, raccontando di aver però approvato un ordine del giorno (documento dal peso specifico molto basso) ricco di provvedimenti, che semplicemente rinvia al decreto Milleproroghe e alla futura legge di bilancio l’approvazione di interventi fondamentali per le popolazioni colpite dal terremoto. Un ordine del giorno che, fra l’altro, ricalca i nostri emendamenti. Eppure c’erano decisioni urgenti che potevano essere prese subito, anche tramite emendamenti a firma della maggioranza stessa. Ciò, però, non è avvenuto. Non ci fermiamo, pronti su ogni altro provvedimento a fare la nostra parte finché a far approvare tutte le nostre proposte . “

“Un’ultima nota da aggiungere – hanno concluso gli esponenti del Pd – riguarda gli emendamenti a favore della sanità abruzzese, che hanno dichiarato inammissibili poiché lontani dal tema terremoto. Questi avrebbero permesso di sospendere il decreto Lorenzin e di sfruttare il nuovo piano di edilizia sanitaria. Lo stesso è accaduto in passato per l’ospedale di Popoli e per i tribunali e, in quell’occasione, furono accettati. È evidente, quindi, che c’è una volontà politica di questo governo di non risolvere davvero i problemi dell’Abruzzo”.

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Papa Francesco: il 14 ottobre canonizzazione di Nunzio Sulprizio 

Papa Francesco ha annunciato nel Concistoro di oggi che il 14 ottobre ci sarà la canonizzazione di Nunzio Sulprizio. Per la stessa data era già stata precedentemente annunciata la cerimonia di canonizzazione in Vaticano di Paolo VI e monsignor Oscar Romero. Nunzio Sulprizio è un laico e un giovane e la celebrazione della canonizzazione cadrà nel pieno del Sinodo dei vescovi dedicato proprio ai giovani. Era un operaio vissuto nell'Ottocento e beatificato da Paolo VI il 1° dicembre 1963, durante il Concilio Vaticano II. Questa la sua storia: nato a Pescosansonesco, in provincia di Pescara, il 13 aprile 1817, perse presto entrambi i genitori; lavorò fin da bambino nella officina di fabbro ferraio dello zio. Ma il lavoro troppo pesante per l'età minò il suo fisico: colpito nel 1831 da una malattia alla tibia, fu ricoverato in ospedale prima a L'Aquila e poi a Napoli. Nonostante la sofferenza, Nunzio affrontò la malattia con una pazienza e un'offerta del proprio dolore che colpì chi gli stava vicino. Morì a soli diciannove anni il 5 maggio 1836.

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Stabilimenti balneari senza bagnino, sanzioni della Guardia costiera a Vasto

I militari della Guardia Costiera di Vasto hanno posto sotto sequestro alcuni locali adibiti a sala ristorante abusivamente realizzati presso una concessione turistica, denunciando il titolare, e sanzionato altri due stabilimenti balneari per assenza del bagnino lungo il litorale tra San Salvo e Casalbordino. I controlli a tutela della sicurezza dei bagnanti hanno portato, inoltre, a constatare l'assenza del bagnino in alcune postazioni di salvataggio di altri stabilimenti balneari. Mentre in un caso il bagnino era assente proprio nell'ora di punta, quando numerosi turisti erano in acqua, nell'altra occasione lo stabilimento era del tutto privo del servizio di assistenza bagnanti: il responsabile è stato precauzionalmente diffidato a sospendere le attività di balneazione. Tali comportamenti sono stati perseguiti con l'elevazione di multe fino a 3 mila euro; il bagnino disattento verrà segnalato alla società di salvamento per l'eventuale revoca del brevetto.

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Cade dallo scooter, incidente fatale in provincia di Chieti

Un uomo di 60 anni, Cesare Giangiacomo, residente a Paglieta, è morto in un incidente stradale lungo la provinciale che attraversa Contrada Torre di Paglieta. Secondo i primi accertamenti l'uomo viaggiava a bordo di uno scooter Yamaha e avrebbe perso il controllo del mezzo per evitare una mietitrebbiatrice che aveva svoltato da un incrocio. L'uomo è stato sbalzato dal mezzo finendo sul marciapiede, ed è morto sul colpo. 

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Inchiesta ‘Vate’, condannato l’ex assessore regionale De Fanis a 6 anni e 10 mesi

E' stato condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici l'ex assessore regionale alla cultura, Luigi De Fanis. Nel processo relativo all'inchiesta denominata 'Vate' sono stati assolti da tutte le accuse, invece, gli altri tre imputati. La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, nell'ambito del processo di primo grado sulle tangenti nel settore Cultura della Regione Abruzzo. Nello specifico l'ex assessore è stato condannato per concussione, induzione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, truffa oltre a falsità materiale in atto pubblico. Assolto invece "perché il fatto non sussiste" dalle accuse d'abuso d'ufficio e corruzione. De Fanis dovrà inoltre risarcire, in separata sede, le parti civili che sono la Regione e l'imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che con le sue rivelazioni diede il via all' inchiesta. A lui una provvisionale di 20mila euro.

Le motivazioni saranno depositate il prossimo 10 ottobre. Gli altri imputati, tutti assolti "perché il fatto non sussiste", sono Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico, Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, e l'imprenditore Antonio Di Domenica. Il pm, Anna Rita Mantini, aveva chiesto condanne a 8 anni per De Fanis, un anno per Falone, 3 anni e 9 mesi per Giammarco e l'assoluzione per Di Domenica. Alla lettura del dispositivo erano presenti De Fanis, difeso dall'avvocato Domenico Frattura, e Falone, assistito dal legale Angela Pennetta. Presente anche Mascitti, difeso dall'avvocato Alessandro Pomante.

"Io mazzette non ne ho prese, ho sempre parlato di contributi elettorali, che erano due e lo stesso hanno fatto i diretti interessati. Aspettiamo di vedere le motivazioni e poi decideremo, insieme al mio avvocato, per un eventuale appello". L'ha dichiarato l'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Luigi De Fanis, commentando la condanna

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Motocicli, un incidente ogni 3.015 abitanti in Abruzzo

Con un incidente ogni 3.015 abitanti l'Abruzzo è tra le quattro regioni italiane con la più bassa densità di sinistri che hanno coinvolto motociclette, trainata dalla provincia dell'Aquila (1/5721) che è tra le 12 province più 'sicure' del Paese. Sono i risultati di un'analisi fatta da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che per rispondere alle nuove esigenze legate alla mobilità delle persone ha lanciato la soluzione "DAS in movimento", estendendo le garanzie anche a chi si sposta con hoverboard, segway, bici o qualsiasi altro mezzo. Gli amanti delle moto possono scorrazzare sicuri anche sulle strade della provincia di Chieti, che è tra le 36 province italiane con la più bassa frequenza di sinistri (1 incidente ogni 3205 residenti), mentre maggiore prudenza occorre osservare nelle province di Teramo (1/2630) e Pescara (1/2190), che presentano una densità di incidenti maggiore. Secondo quanto rilevato da DAS tra 2007 e 2016 il numero di incidenti con moto in Abruzzo è diminuito del 37%, con variazioni comprese tra il -27% di Teramo e il -49% de L'Aquila. Le strade aquilane sono le più sicure d'Abruzzo (12/a in Italia) anche per chi si sposta con il "cinquantino": nella provincia DAS ha riscontrato un incidente ogni 20216 cittadini. La densità di sinistri aumenta della metà circa in provincia di Teramo (1/10345) e nel chietino la frequenza di incidenti con ciclomotori è stata di uno ogni 7979 residenti. Anche in questo caso Pescara (1/4666) è in regione la provincia con la maggiore frequenza di sinistri. In Abruzzo, che è ottavo in Italia per frequenza di sinistri (1/8138), gli incidenti con motorini si sono ridotti del 74% nel decennio esaminato da DAS, con cali di maggior rilievo riscontrati anche in questo caso nelle province di Teramo (-83%) e L'Aquila (-80%). Chi ama le passeggiate in bicicletta corre meno rischi in provincia di Chieti, che con un incidente ogni 20577 abitanti è tra le 17 province più sicure d'Italia. La densità di sinistri cresce progressivamente nelle province de L'Aquila (1/13184) e Teramo (1/5005) e raggiunge il picco massimo in regione a Pescara (1/4600). Il numero di incidenti con biciclette è aumentato in Abruzzo dell'11% tra 2007 e 2016, in misura più rilevante nelle province di Pescara (+56%) e Teramo (+24), mentre i sinistri sono diminuiti nelle province de L'Aquila (-12%) e Chieti (-47%). 

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Salute, il 37,7% degli anziani con dolore cronico

 Il dolore e' un sintomo ampiamente diffuso, che condiziona la qualita' di vita di chi ne soffre. Questo il tema al centro della discussione aperta da Italia Longeva con l'evento "Long-Term Care Three" a Roma. "Il dolore e' una condizione frequentemente associata a malattie croniche per la quale donne e anziani risultano essere i piu' colpiti. Poiche' l'incidenza di questo dolore persistente aumenta con l'eta' - afferma Franco Marinangeli, Direttore dell'Istituto di Anestesia e Rianimazione Universita' di L'Aquila - per il trattamento e' particolarmente necessario tenere conto delle esigenze di pazienti fragili e affetti da diverse patologie." Infatti da un'analisi europea condotta sui pazienti affetti da dolore cronico moderato emerge che il 37,7% degli anziani riferisce di aver provato dolore fisico, da moderato a molto forte, nelle quattro settimane precedenti l'intervista, e che il 23,1% degli anziani ha gravi limitazioni motorie. Le donne lamentano piu' degli uomini dolore fisico da moderato a molto forte (45,4% contro 27,6%) e tra le ultraottantenni la percentuale arriva al 58,6% a fronte del 39,2% degli uomini.

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Ticket, nel 2017 le Regioni hanno incassato per i ticket quasi 3 miliardi di euro

Ammonta a poco meno di 3 miliardi di euro la quota incassata dalle Regioni nel solo 2017 per i ticket sanitari, tra farmaci e prestazioni specialistiche. Il 'paradosso' è che un terzo di questa cifra è pagato "per scelta dai cittadini". E' quanto emerge dal rapporto dell'Osservatorio Gimbe che ha analizzato le differenze regionali sulla compartecipazione alla spesa. Nel 2017 le Regioni hanno incassato per i ticket quasi 2.900 milioni di euro che corrispondono ad una quota pro-capite di 47,6 euro: in particolare, 1.549 milioni di euro (25,5 euro pro-capite) sono relativi ai farmaci e 1.336,6 milioni di euro (22,1 euro pro-capite) alle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Nel periodo 2014-2017 si è ridotta la spesa per i ticket sulle prestazioni (-7,7%) ed è aumentata quella per i ticket sui farmaci (+7,9%). "Dalle nostre analisi emergono notevoli differenze regionali - dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - rispetto sia all'importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche". In particolare, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da 97,7 euro in Valle d'Aosta a 30,4 euro in Sardegna, per i farmaci varia da 34,3 euro in Campania a 15,6 euro in Friuli Venezia Giulia, mentre per le prestazioni specialistiche si va da 66,2 euro della Valle d'Aosta a 8,6 euro della Sicilia. E' aumentata del 20%, nel periodo tra il 2013 e il 2017, la quota da pagare in più per i farmaci di marca. In dettaglio, dei 1.549 milioni di euro sborsati dai cittadini per il ticket sui farmaci, meno di un terzo sono della quota fissa per ricetta (498,4 milioni pari a 8,2 euro pro-capite), mentre i rimanenti 1.049,6 milioni (17,3 euro pro-capite) sono imputabili alla scarsa diffusione in Italia dei farmaci equivalenti. Rispetto alla quota fissa per ricetta (non prevista da Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia), il range varia da 18,3 euro pro-capite della Valle d'Aosta a 0,5 euro del Piemonte. La quota differenziale per la scelta del farmaco di marca, invece, oscilla da 22,9 euro pro-capite del Lazio a 10,5 euro della Provincia di Bolzano. Tutte le Regioni sopra la media nazionale sono del centro-sud: oltre al già citato Lazio, Sicilia (22,1 euro pro-capite), Calabria (21,2) Basilicata (21,2), Campania (20,9), Puglia (20,7), Molise (20,3), Abruzzo (19,5), Umbria (19,5) e Marche (18,2).

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De Vincentiis: I campionamenti di giugno confermano la balneabilità del mare di Montesilvano

«Anche il mese di luglio consegna risultati relativi alla balneabilità pienamente nei limiti legislativi». Lo dichiara l’assessore al turismo Ernesto De Vincentiis, riferendosi ai campionamenti eseguiti dall’Arta lo scorso 11 luglio, sui 4 punti di prelievo.  

Come previsto nella norma di riferimento, ai fini della classificazione di acque di balneazione di qualità eccellente, per quanto riguarda i valori di Enterococchi, che non devono superare 200 UFC/100 ml, nella zona della Foce di Fosso Mazzocco il risultato è <4 UFC/100 ml, in via Bradano <4, in via Leopardi 14, e nella zona a 100 metri a sud della foce del Fiume Saline di 52 UFC; in merito al valore di escherichia coli, che non deve superare 500 MPN/100 ml, nella zona a 100 metri a sud la foce del Fiume Saline è di 410 MPN, 281 MPN nella zona antistante via Leopardi, <10 in via Bradano e <10 nella zona di Fosso Mazzocco.

«Il mare di Montesilvano è inconfutabilmente balneabile -  specifica De Vincentiis -. Lo dicono i numeri certificati dall’unico ente preposto a farlo. La stagione turistica può proseguire nel migliore dei modi, forte dei servizi qualitativamente elevati che i nostri albergatori e balneatori offrono a montesilvanesi e villeggianti».  

I prossimi campionamenti, da calendario stilato dall’Arta, sono fissati per l’8 agosto.

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