Cronaca

Rapina all’Ufficio Postale della Pineta di Pescara

Rapina all'Ufficio Postale di viale Luisa D'Annunzio, nei pressi dell'Aurum, a Pescara. Un uomo, intorno alle 14.40, con volto parzialmente travisato da berretto e sciarpa, e' entrato nei locali, dove c'erano alcuni dipendenti e clienti, e dietro la minaccia di un'arma, verosimilmente a salve, si e' diretto ad una cassa, facendosi consegnare 500 euro in contanti, prima di dileguarsi a piedi, facendo perdere le sue tracce. 

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Due asili nido irregolari chiusi dai Nas nel Chietino

Sospensione dell'attivita' per due asili nido di un comune della costa della provincia di Chieti. Le chiusure sono state disposte, a distanza di pochi giorni, a seguito di controlli dei Carabinieri del Nas di Pescara i quali hanno accertato che le due strutture erano prive di autorizzazioni. In un caso i militari per la tutela della salute hanno documentato, oltre all'assenza di autorizzazioni, una serie di inadeguatezze igienico sanitarie e strutturali, come l'assenza di spazi riservati agli adulti, la presenza di spigoli privi di idonea protezione, l'assenza di manuale di autocontrollo aziendale riferito all'attivita' di lavorazione pasti. Il sindaco ha quindi emesso il provvedimento di chiusura. 

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Omicidio Lizzi, il decesso avvenuto per asfissia meccanica violenta

"Dall'esame si e' evidenziata una condizione di asfissia meccanica violenta secondaria ad una compressione toracica violenta. Ora ci riserviamo l'esame dei liquidi per eventuali esami tossicologici, ma la prima ipotesi, quella della compressione toracica, e' stata confermata sul tavolo settorio". Lo ha detto l'anatomopatologo Pietro Falco, al termine dell'autopsia, durata poco piu' di due ore, e svoltasi questa mattina all'Istituto,di Medicina Legale dell'ospedale di Chieti sul corpo di Antonio Lizzi, il pensionato 69enne che domenica sera era stato rinvenuto senza vita nella sua abitazione di contrada Marracola di Monteodorisio. "Non possiamo ancora dire a quando risale la morte, rispetto al ritrovamento del corpo perche' dobbiamo integrare i dati emersi nel corso del sopralluogo con quelli che abbiamo avuto dall'esame necroscopico esterno ed interno, e quindi al momento sarebbe prematuro dare una risposta". Sull'eventuale presenza di tracce e Dna non del pensionato ucciso, il professor Pietro Falco ha aggiunto: "I prelievi sono stati ovviamente fatti. Potrebbe darsi che non ci sia nulla o che verra' fuori un Dna che non appartiene alla vittima ma questo non lo possiamo dire in questo momento. Posso dire che sul corpo non sono stati rilevati segni di colluttazione"

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Cementificio a Punta Penna, l’Arta crea un gruppo di lavoro

Il direttore generale dell'Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare, composto da dipendenti esperti dell'Agenzia (un ingegnere, una biologa ed un tecnico specializzato in procedimenti ambientali), per approfondire tutti gli eventuali risvolti di carattere prettamente ambientale che la realizzazione di un cementificio nella zona industriale di Punta Penna a Vasto - che insiste nella riserva naturale di Punta Aderci - potrebbe determinare.

"Ho creato questa task force interna di variegate professionalita' - spiega Chiavaroli - per avere un'esatta cognizione delle potenziali interferenze dell'attivita' produttiva sull'area protetta, in applicazione del principio di precauzione di derivazione europea, trasposto nel codice dell'ambiente vigente in Italia, in modo da poter fornire un contributo qualificato nella discussione in corso e anche nell'ipotesi che l'Agenzia sia chiamata ad esprimere un parere tecnico nella successiva fase procedimentale dell'opera". Chiavaroli ricorda che ad oggi Arta non e' mai stata investita ufficialmente della questione. La tematica, tra l'altro, non e' stata ancora affrontata neanche all'interno del Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci, di cui, come opportunamente richiesto dall'assessore all'ambiente e vice sindaco del Comune di Vasto, l'Agenzia fa parte da pochi mesi con proprio rappresentante, l'ingegner Massimo Di Gennaro dell'Ufficio Controlli Integrati del Distretto subprovinciale di San Salvo-Vasto.

Il 28 gennaio scorso, alcune centinaia di persone avevano partecipato ad una marcia pacifica e silenziosa contro la realizzazione del cementificio: tra loro aderenti e semplici simpatizzanti del Wwf, Italia Nostra del Vastese, Legambiente, Arci, Confesercenti e numerosi cittadini. Alcuni giorni dopo il presidente di Confindustria Chieti-Pescara Gennaro Zecca era intervenuto sul tema auspicando la salvaguardia di un sistema industriale con forte impatto occupazionale in parallelo con la tutela delle aree protette e delle risorse naturali, garantendo una crescita sostenibile

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A processo per maltrattamenti alla mamma, disposta la perizia psichiatrica 

A luglio era stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione nei confronti della mamma, di 82 anni, e della zia di 90 anni. Accusa per la quale questa mattina e' andato a processo davanti al giudice Flavio Conciatori. Processo che, subito dopo l'apertura, ha visto il giudice disporre a carico dell'uomo, un 53enne di Silvi, una perizia psichiatrica per valutarne la capacita' di intendere e volere. I fatti contestati all'imputato coprono un periodo di diversi anni quando il 53enne, in piu' occasioni, avrebbe maltrattato la mamma e la zia con minacce e percosse. E tutto per costringerle a consegnargli in continuazione somme di denaro. 

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Inammissibile il ricorso d’urgenza sul Rosatellum

 Il Tribunale dell'Aquila ha dichiarato inammissibile il ricorso d'urgenza presentato sul Rosatellum bis, la legge elettorale, presentato da un esponente di Alternativa Libera, che agiva in qualita' di elettore a tutela del proprio voto e firmato dall'avvocato Paolo Colasante. A parere del tribunale "manca del tutto il requisito della strumentalita' tra tutela cautelare e provvedimento definitivo", e quindi non si giustifica un provvedimento d'urgenza, perche' "e' un fatto che le elezioni politiche sono state gia' indette e si terranno tra poche settimane"

Il ricorso puntava a sollevare questione di legittimita' su alcune disposizioni del Rosatellum di fronte alla Corte Costituzionale. Ma il tribunale sottolinea che un intervento della Consulta finalizzato, nei fatti, a correggere il risultato delle elezioni attraverso un riconteggio dei voti "provocherebbe piu' problemi di quanti intende risolvere: sarebbe assai difficile sostenere che i principi di liberta' e consapevolezza del voto sarebbero rispettati se l'elettore avesse votato avendo come riferimento un certo sistema elettorale (e intendesse quindi perseguire un certo risultato), e vedesse poi utilizzata la sua volonta', cosi' come espressa, in un sistema diverso, con effetti nemmeno ipotizzati al momento della consultazione elettorale". "Dato che l'eventuale pronuncia della Corte Costituzionale non potrebbe avere altro effetto se non quello di incidere su future elezioni - conclude il tribunale - tale risultato e' raggiungibile anche con un incidente di costituzionalita' sollevato nell'ambito del giudizio di merito, peraltro gia' introdotto dal ricorrente, per cui non e' necessario provvedere in via d'urgenza". Un'analoga pronuncia era stata emessa nei giorni scorsi dal tribunale di Firenze.

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Consegnate le casette a Capitignano 

Diciotto Soluzioni Abitative d'Emergenza (Sae) realizzate in sostituzione temporanea delle abitazioni inagibili dopo il sisma di gennaio 2017 sono state consegnate a Capitignano. Si tratta del primo insediamento realizzato e consegnato nell'Aquilano. L'opera sinergica tra istituzioni ha portato al completamento dei due lotti, uno a Capitignano e uno nella frazione di Pago.  Con la consegna delle diciotto Sae inizia il ripopolamento di Capitignano; chi era ospitato nel Progetto Case dell'Aquila, nelle casette messe a disposizione dalla Sanofi Aventis o in autonoma sistemazione, potra' tornare in paese.

Nell'ambito dei due insediamenti Sae la Protezione Civile regionale, su richiesta del Comune, ha posto le basi per la costruzione di un centro di aggregazione che potra' essere utilizzato anche per lo svolgimento di funzioni religiose. In particolare, sono state consegnate a Capitignano 10 Sae da 60 metri quadri e due da 80 metri quadri, mentre nella frazione di Pago n.1 Sae da 60 metri quadri per disabile, 3 Sae da 60 metri quadri e 2 da 80 metri quadri. In entrambi gli insediamenti e' stata realizzata anche una piastra sulla quale verra' montata una struttura da adibire a centro di aggregazione nella quale poter svolgere anche le funzioni religiose in attesa del ripristino di agibilita' delle chiese. 

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Blitz dei Nas in ditta, trovati 800 kg di alimenti a rischio 

Un deposito e un laboratorio abusivi e 800 chilogrammi di interiora prive di indicazioni relative alla tracciabilita' e conservate in locali non idonei. E' quanto hanno accertato i Carabinieri del Nas di Pescara nel corso di una ditta in un comune del Vastese. Laboratorio e deposito sono stati sottoposti a chiusura, mentre i prodotti che erano all'interno sono stati sequestrati. Il valore dell'esercizio commerciale, compresi attrezzature e arredi, ammonta a circa tre milioni di euro, mentre il prezzo degli alimenti sequestrati e' di circa un milione di euro. 

Dai controlli dei militari per la tutela della salute e' emerso che la ditta aveva attivato un laboratorio di confezionamento alimenti e un deposito in assenza della prescritta autorizzazione e registrazione alla competente autorita' sanitaria. Nel corso dell'ispezione, inoltre, i Carabinieri del Nas hanno trovato 800 chilogrammi di "vesciche e budella", detenute per la successiva lavorazione, che non solo erano prive di indicazioni relative alla tracciabilita', ma erano anche conservate in locali privi dei requisiti igienico-sanitarie e strutturali. Il dirigente del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, intervenuto sul posto su segnalazione del Nas, ha disposto la chiusura dei locali attivati abusivamente e sottoposto a sequestro tutti i prodotti che si trovavano nell'azienda. 

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Soldi per far prescivere integratori, informatore medico scientifico patteggia

 Ha patteggiato un anno e 2 mesi un informatore medico scientifico di una societa' farmaceutica finita anch'essa sotto inchiesta, da parte della Procura della Repubblica di Chieti, per corruzione ovvero presunte tangenti pagate a due medici per la prescrizione di integratori. L'uomo, in concorso con altri due dipendenti della societa', pure indagati, avrebbe versato 10.000 euro a un medico a titolo di acquisto di copie di un libro. Allo stesso medico sarebbero stati promessi e in parte versati altri 10.000 euro per prescrivere alcuni integratori. Un altro medico avrebbe invece accettato un iPhone del valore di 850 euro nonche' la promessa del pagamento di una cena, da lui organizzata, al fine di prescrivere gli integratori. La societa' ha patteggiato 15.000 euro. Gli indagati sono complessivamente dodici, tre dei quali societa' farmaceutiche. 

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‘Banda del centro commerciale’ bloccata nella Marsica

Sono stati sorpresi in flagranza dai carabinieri forestali  e sono stati arrestatidopo l'ennesimo furto in un centro commerciale. Si tratta di tre romeni, una donna e due uomini. La banda del centro commerciale, cosi' soprannominata dai proprietari dei supermercat situati sulla Tiburtina in diversi comuni della Marsica. I tre sono stati arrestati grazie alle indagini dei militari, coordinati dal tenente colonnello Antonio Renato Rampini, comandante del Nipaaf L'Aquila. I Carabinieri Forestali hanno visionato i filmati di sicurezza interni ed esterni ai centri commerciali e hanno individuato la Croma con cui la banda si spostava. Seguendo le loro tracce i militari li hanno sorpresi nel quarto supermercato preso di mira, con una refurtiva di oltre cinquemila euro tra generi alimentari, materiale elettrico e articoli di igiene personale.

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